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Lidl Italia: Silvestri lascia, Brandenburger nuovo Ceo

È stato il volto di Lidl Italia per 6 anni e in totale ne ha trascorsi 24 nella catena tedesca: Massimiliano Silvestri lascerà la carica di Ceo della filiale italiana il prossimo 30 novembre per intraprendere nuove sfide personali e professionali. A sostituirlo, a partire dal 1° marzo 2026, sarà Martin Brandenburger, in Lidl da 18 anni.

UNA CARRIERA INTERNAZIONALE
Manager svizzero, Brandenburger ha maturato un’esperienza internazionale significativa: dopo un periodo in Croazia e in Svizzera, nel 2017 è entrato a far parte del board di Lidl Italia in veste di Amministratore Delegato Vendite e Logistica e successivamente ha consolidato le competenze, sempre in ambito logistica, presso la Casa Madre. Dal 2021 ricopre il ruolo di Ceo di Lidl Grecia e Lidl Cipro, due realtà che, grazie alla sua impronta, hanno avuto uno sviluppo costante. In particolare, in soli 4 anni, ha portato Lidl Grecia a diventare la seconda azienda Gdo del Paese.

I RISULTATI DI UNA FASE DI CRESCITA
Nel dare la notizia dell’avvicendamento, Lidl Italia sottolinea di aver superato sotto la guida di Silvestri quota 780 punti vendita, con oltre 23 mila collaboratori. Nello scorso esercizio fiscale, il fatturato ha toccato i 7,5 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Uno sviluppo sostenuto da un piano di investimenti costanti, superiori a 400 milioni di euro all’anno, che ha permesso di ampliare la rete dei punti vendita rendendoli sempre più moderni e sostenibili.

Conserve Italia, 106 milioni di euro liquidati ai soci

Supera i 106 milioni di euro l’ammontare delle liquidazioni erogate da Conserve Italia ai propri soci produttori che, nel corso dell’esercizio 2024-25, hanno conferito il 95% delle 549.542 tonnellate di materia prima trasformate tra pomodoro, frutta e orticole da industria. Si tratta di un importo mai raggiunto in precedenza, che arriva a seguito di un trend di costante aumento delle liquidazioni registrato negli ultimi cinque anni (+60%). Un risultato di grande rilevanza per il Consorzio composto da 35 cooperative agricole e che detiene i marchi Valfrutta, Cirio, Yoga, Derby Blue e Jolly Colombani.

VALORIZZARE LA FILIERA AGRICOLA
La cifra record delle liquidazioni alla base sociale testimonia l’impegno concreto di Conserve Italia nella valorizzazione della propria filiera agricola, alla quale non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà” ha commentato il Presidente Maurizio Gardini (a sinistra nella foto in alto) intervenendo all’Assemblea dei Soci di Conserve Italia.
Gardini ha anche illustrato gli interventi realizzati nell’ambito del Piano investimenti da oltre 86 milioni di euro, che andrà a concludersi nel 2026: “Le innovazioni che stiamo portando a termine in tutti i nostri stabilimenti produttivi e nella sede centrale ci consegnano un’azienda sempre più all’avanguardia in termini di qualità delle produzioni, efficienza e tracciabilità dei processi, sostenibilità ambientale, digitalizzazione e miglioramento delle condizioni di lavoro. Abbiamo cambiato il volto di Conserve Italia tenendo ben salde le radici nella terra dei nostri soci produttori”.

I NUMERI DEL BILANCIO
L’Assemblea dei Soci di Conserve Italia ha inoltre provveduto ad approvare all’unanimità il bilancio di esercizio 2024-25 (chiuso al 30 giugno 2025). Il bilancio relativo a tutto il Gruppo (la capogruppo Conserve Italia Soc. Coop. Agricola e le altre otto società controllate) ha registrato un fatturato di 1,15 miliardi di euro (in leggera contrazione rispetto all’esercizio precedente), con un utile di 6,5 milioni di euro. La posizione finanziaria netta consolidata si è attestata a 115 milioni di euro, l’Ebitda a 76 milioni di euro (8,5%) mentre il patrimonio ha raggiunto i 306 milioni di euro.

POLITICA COMMERCIALE A DIFESA DEI MARGINI
L’esercizio 2024-25 è stato caratterizzato da un contesto macroeconomico internazionale fortemente instabile e da un effetto deflattivo sui prezzi verificatosi dopo una lunga fase di inflazione, uniti ad una flessione dei consumi in alcune categorie di prodotto. La nostra politica commerciale sia nel mercato interno che nei mercati internazionali – ha spiegato il direttore generale Pier Paolo Rosetti (a destra nella foto in alto) – ha mirato a salvaguardare il più possibile i livelli di marginalità aziendale a beneficio della filiera agricola, anche a costo di sacrificare volumi di vendita, in parte compromessi dalle difficili campagne 2024 che hanno ridotto la disponibilità di prodotto, soprattutto per il pomodoro. Abbiamo continuato a puntare sull’innovazione con la forza dei nostri marchi, a partire da Yoga con le nuove gamme di succhi di frutta sostenute anche dalla campagna pubblicitaria, il pomodoro Cirio con un ampliamento della linea dei sughi con datterino e le novità di Valfrutta nel segmento dei piatti pronti vegetali”.

Peak season 2025: ecco le aspettative degli italiani per la stagione degli acquisti

Con l’arrivo della stagione più calda per il retail, quella che va da ottobre a dicembre passando per Black Friday, Cyber Monday e festività natalizie, emerge un ritratto del consumatore italiano sempre più maturo e consapevole. A fotografarlo è l’indagine condotta da Adyen, piattaforma tecnologico finanziaria scelta da molte aziende leader a livello mondiale, in collaborazione con OnePoll, su un campione di 1.000 italiani adulti, che rivela tendenze interessanti per chi opera nel mondo del retail fisico e digitale.

UNA STAGIONE DEGLI ACQUISTI DA 227 EURO A TESTA
La spesa media prevista dagli italiani per il periodo ottobre-dicembre si attesta sui 227 euro, una cifra che comprende un’ampia gamma di acquisti: dai prodotti alle esperienze, passando per cene, viaggi e regali. Ma ciò che caratterizza questa peak season non è tanto l’ammontare della spesa, quanto piuttosto come e quando questa viene distribuita.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il periodo di acquisti intensi non si concentra esclusivamente su Black Friday e Cyber Monday, ma registra un picco significativo a inizio dicembre e soprattutto a ridosso delle festività, confermando la persistenza di comportamenti d’acquisto tradizionali accanto alle nuove abitudini legate agli eventi promozionali importati dall’estero.

IL TRIONFO DEL MULTICANALE
Il dato forse più rilevante per i retailer riguarda l’approccio multicanale: un italiano su tre prevede di suddividere in modo equilibrato i propri acquisti tra online e negozio fisico durante la peak season. Non si tratta più di una scelta tra canali alternativi, ma di un’integrazione naturale tra le due modalità di shopping.
Questa fluidità si riflette anche nelle preferenze di pagamento, che rimangono praticamente identiche tra online e offline. La carta di credito o debito domina in entrambi i contesti (60% online, 59% in store), seguita dalle app di pagamento (37% online, 24% in store) e dai digital wallet (15% online, 13% via mobile o smartwatch in negozio).
La necessità di offrire un’esperienza senza frizioni emerge chiaramente quando si scopre che quasi la metà degli intervistati (48%) sarebbe propensa ad abbandonare l’acquisto se non potesse utilizzare il metodo di pagamento desiderato. Per chi acquista online, il 36% indica come fondamentale la possibilità di scegliere tra più metodi di pagamento, il 27% vuole completare la transazione in pochi clic e il 25% non vuole essere reindirizzato verso siti esterni per finalizzare il checkout.

L’IMPORTANZA DEI RESI FACILI
Durante il periodo natalizio, quando l’incertezza sugli acquisti è maggiore per via dei regali, la facilità nei resi diventa un fattore decisivo: il 42% degli intervistati la indica come l’aspetto più importante quando acquista in un negozio fisico. Interessante notare come questa richiesta cresca con l’età, passando dal 27% tra i 18-24 anni al 47% per gli over 65.
La necessità non è solo quella di gestire con semplicità il “ripensamento” tipico del periodo natalizio, ma anche di offrire un’esperienza post-vendita ottimale che garantisca flessibilità, come la possibilità di restituire gli articoli anche in punti vendita diversi della stessa insegna.

PROGRAMMI FEDELTÀ: RICONOSCIMENTO AUTOMATICO E IMMEDIATO
Anche i programmi fedeltà devono evolversi per rispondere alle nuove aspettative. Il 27% degli italiani considera importante accumulare punti automaticamente senza dover usare una carta fedeltà per gli acquisti in store, percentuale che sale al 39% tra i 25-34enni. I clienti desiderano essere riconosciuti e premiati in modo diretto e immediato, possibilmente sulla base dello storico degli acquisti, sfruttando soluzioni digitali integrate.

IL CHECKOUT DIVENTA SOLIDALE
Una delle tendenze più interessanti emerse dall’indagine riguarda la dimensione sociale dello shopping. Il 62% degli italiani si dichiara interessato a effettuare una donazione direttamente al checkout, senza interrompere il processo d’acquisto. L’interesse è ancora più marcato tra le fasce più giovani: 68% tra i 18-24 anni e 69% tra i 25-34 anni.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ENTRA NELLO SHOPPING
Come invece emerge dal Retail Report 2025 di Adyen, il 32% degli italiani utilizza già l’IA per fare acquisti, con un aumento del 47% rispetto al 2024. Un trend che potrebbe influenzare anche questa peak season, soprattutto considerando che il 53% dei consumatori italiani che utilizzano l’IA afferma di trarne ispirazione per la scelta di articoli, dall’abbigliamento ai generi alimentari. Solo il 25% dei retailer italiani, tuttavia, prevede di investire nell’IA nei prossimi 12 mesi per supportare le attività di vendita e marketing.

Martelli lancia “Moments”: il ricettario sonoro che celebra la convivialità italiana

Martelli, storico brand italiano specializzato nella produzione di salumi di alta qualità, presenta “Moments”, il suo nuovo ricettario sonoro dedicato ai piaceri della tavola e alla cultura gastronomica italiana.
Il progetto nasce dal claim aziendale “Rende buono ogni momento” e propone un’esperienza multisensoriale in cui sapori, suoni ed emozioni si fondono per riscoprire il piacere del tempo e della condivisione.
Il ricettario “Moments” comprende quaranta ricette suddivise in otto momenti della giornata – dal brunch all’aperitivo, dal pranzo in famiglia alla cena gourmet – ognuno accompagnato da playlist musicali esclusive pensate per amplificare le sensazioni di ogni occasione.
Ogni piatto diventa così un invito a vivere la cucina come un rituale di benessere quotidiano, dove il gusto autentico dei prodotti Martelli incontra la leggerezza e la bellezza della musica.
Con questa iniziativa, Martelli rafforza il proprio legame con i valori della convivialità, della qualità italiana e della sostenibilità, promuovendo un nuovo modo di interpretare la tavola: semplice, genuino e autentico, ma anche attento alle emozioni e ai ritmi di vita contemporanei.
Un’idea che parla al consumatore moderno e si inserisce perfettamente nel contesto della grande distribuzione, dove l’esperienza d’acquisto si arricchisce di contenuti valoriali, storytelling e lifestyle.

Un gruppo solido, tra tradizione e innovazione
Fondata nel 1959 come piccolo macello contadino, Martelli è oggi una realtà industriale strutturata, con sette unità produttive e due società – Martelli Fratelli S.p.A. e Martelli Salumi S.p.A. – attive nella produzione di prosciutti cotti e Dop come il Prosciutto di Parma e il San Daniele.
Il gruppo controlla l’intera filiera, dalla macellazione alla lavorazione delle carni, garantendo tracciabilità totale, qualità certificata e sicurezza alimentare per il mercato e per il consumatore finale.
L’impegno per la sostenibilità e il benessere animale si traduce anche nella linea “Qui Ti Voglio”, lanciata nel 2020, e nei progetti di riduzione delle emissioni di CO₂ grazie all’installazione di impianti fotovoltaici in tutti gli stabilimenti.
Con un fatturato 2024 di 330 milioni di euro e un export del 18% verso Europa, Stati Uniti e Australia, Martelli si conferma un punto di riferimento del comparto salumi, capace di innovare mantenendo intatti i valori della tradizione.

Martelli nella Gdo: un partner per il valore del made in Italy
Per la grande distribuzione, Martelli rappresenta un partner affidabile e strategico, in grado di coniugare qualità artigianale e capacità industriale.
Attraverso progetti come “Moments”, l’azienda non solo valorizza la propria identità ma porta nel punto vendita un racconto fatto di emozioni, esperienze e italianità: un modo nuovo di dialogare con i consumatori e rafforzare la relazione tra marca e prodotto.

Tornano le Olive Novelle di Madama Oliva

Madama Oliva fa 13. Tante sono le edizioni della selezione speciale Olive Novelle – Nuovo raccolto. Si tratta, come dice anche il nome, di frutti appena raccolti nella campagna di ottobre 2025 e dunque di estrema freschezza. Il prodotto sarà disponibile sugli scaffali fino a tutto il mese di dicembre.
L’obiettivo della selezione Olive Novelle è proprio quello di esaltare e ampliare la cultura sulle olive, dando la possibilità di fare scelte sempre più consapevoli. Grazie al materiale di comunicazione dedicato all’iniziativa, il consumatore viene infatti messo immediatamente a conoscenza del fatto che le olive che acquista sono il frutto del nuovo raccolto.

UNA PRIMIZIA AUTUNNALE
Madama Oliva è l’unica azienda italiana a valorizzare le olive fresche appena raccolte come primizia autunnale – commenta Sabrina Mancini, Direttrice Marketing di Madama Oliva –. In particolare, le olive dolci verdi giganti sono le più consumate in Italia. La nostra selezione è presente negli scaffali dei prodotti freschi e si differenzia dalle conservate, cioè quelle proposte in lattina, vasi di vetro o in piccole bustine, proprio per la tipologia di lavorazione a cui viene sottoposta. Le olive fresche, infatti, non contengono conservanti e non subiscono trattamenti di conservazione. In questo modo mantengono i colori, gli aromi e i sapori autentici ben distinguibili, oltre ad avere un livello di salinità inferiore rispetto alle olive conservate”.

ESPOSITORI AD HOC E FUORI BANCO
Così come nelle precedenti, il target di questa 13esima edizione limitata è il consumatore attento alla freschezza e alla genuinità dei prodotti. I formati sono pensati per il consumo in famiglia. L’azienda precisa che per il loro sapore delicato, queste olive possono accompagnare aperitivi e antipasti.
Il lancio sarà accompagnato da due espositori ad hoc, mentre sulla confezione verrà applicato uno sticker adesivo dedicato alla “Festa delle olive Novelle – edizione limitata”. Spazio anche alle esposizioni fuori banco: dai minibox ai pallbox con grafica personalizzata, bancalini con crowner personalizzati “Olive Novelle” ed evidenziatori a scaffale.
Le olive del nuovo raccolto vengono proposte in due confezioni: Dolci verdi Giganti “Frutto del Mediterraneo” da 250 grammi e nel formato convenienza, in buste da 800 grammi.

Cosa c’è nel carrello dei consumatori italiani? L’essenziale

La ripresa dell’inflazione, seppur contenuta, che ha caratterizzato l’andamento dei prezzi nel largo consumo nei primi 9 mesi del 2025, sta iniziando a impattare sulla domanda. A fronte di una capacità di spesa più ridotta, i consumatori ponderano le proprie scelte d’acquisto e cambiano le dinamiche di fedeltà ai brand e alle insegne distributive. Si aprono quindi nuove sfide per industria e distribuzione per intercettare le nuove esigenze degli shopper. Questo lo scenario delineato e approfondito durante il webinar “Nuovi consumatori, nuove sfide: i segnali del cambiamento nella grande distribuzione”, organizzato da GS1 Italy in ambito ECR e in collaborazione con Circana.

CRESCITA MODERATA A VOLUME
Seppur in questo clima di ordinaria incertezza economica e sociale, i fatturati della distribuzione moderna nel comparto del largo consumo confezionato (LCC) sono aumentati, sostenuti da una crescita moderata dei volumi (+2,2%) e dalla ripresa dell’inflazione (+1,4%). A supportare la domanda sono soprattutto i prodotti più essenziali con dinamiche molto diverse tra loro in base al grado di sostituibilità e alle alternative disponibili nelle diverse categorie.
A fronte della necessità di compiere scelte di acquisto più equilibrate e ponderate, le performance promozionali, complessivamente ancora in calo rispetto al 2024, hanno un grado di aggressività e di efficacia differenti a seconda del ruolo delle categorie.

LA MDD OLTRE IL 30% DI QUOTA
Il ruolo della marca del distributore (MDD) diventa sempre più centrale nella scelta dei consumatori, arrivando a un’incidenza del 30,3% a totale LCC (+0,2% rispetto all’anno precedente). L’assortimento si razionalizza, a eccezione del discount (+3,7%), e dove predomina l’essenzialità c’è poco spazio per l’innovazione di prodotto che infatti risulta limitata: solo il 5% del fatturato deriva da nuovi prodotti (rilevati tramite lo standard di identificazione GS1 GTIN – Global Trade Item Number).
In uno scenario dove l’incertezza è diventata la norma – afferma Corina Passaro, Senior Retail Director di Circana – soddisfare le esigenze dei consumatori è una rivoluzione silenziosa che parte dal carrello e trasforma la catena del valore lungo i processi logistici, produttivi, decisionali”.

L’ERA DELL’OMNICANALITÀ
Questo avviene in un contesto di grande fluidità tra insegne e formati, con i consumatori che mescolano sempre più i propri canali di acquisto. Si assiste a una penetrazione sui canali online in costante aumento, con il digitale che non è più un canale isolato, ma parte integrante del processo di acquisto.
Questi nuovi strumenti aprono scenari di omnicanalità, dove il successo di un’insegna o di un formato dipende dalla capacità di offrire un’esperienza di acquisto coerente e senza frizioni tra negozio fisico, e-commerce, app e servizi di click&collect, premiando chi riesce a soddisfare i bisogni dei clienti in modo rapido e personalizzato in ogni punto di contatto.

EVITARE L’OUT OF STOCK RESTA UNA PRIORITÀ
L’efficienza a scaffale rimane un tema sensibile: il 39% dei clienti preferisce cambiare brand piuttosto che attendere il ripristino. Dal Barometro ECR-OSA (Optimal Shelf Availability) sviluppato da ECR Italia – l’associazione che all’interno di GS1 Italy raggruppa le principali aziende di industria, distribuzione e logistica per migliorare l’efficienza di filiera – emerge che nell’ultimo anno si stabilizzano il tasso di out of stock al 3,4% e quello delle vendite perse al 4,6% (nel 2024 erano rispettivamente 3,5% e 4,8%), ma la stagionalità crea un’alta variabilità nei mesi a seconda della categoria trattata.
ECR Italia ha il compito di mettere a fattor comune esperienze e strumenti – puntualizza Carolina Gomez, ECR Senior Project Manager di GS1 Italy – fornendo al settore linee guida e metriche di riferimento per affrontare in modo coordinato le nuove esigenze dei consumatori e l’evoluzione del mercato”.

BUONE PERFORMANCE PER FORMAGGI E SALUMI
Dalla segmentazione delle categorie di prodotto in base alle performance a volume e per out of stock, attribuendo loro un ruolo (eccellenza esecutiva, collaborazione efficiente, sviluppo potenziale, inefficienza), emerge che formaggi e salumi sono fra le categorie più performanti, mentre frutta e uova fresche risultano tra quelle da sviluppare.
In un momento in cui l’incertezza è la nuova normalità – conclude Giuseppe Luscia, ECR Senior Project Manager di GS1 Italy – la capacità di misurare e interpretare correttamente ciò che accade nel punto vendita diventa essenziale: è lì che si manifesta la fiducia del consumatore e si misura la reale efficacia della collaborazione di filiera”.
Per approfondimenti, i materiali del webinar “Nuovi consumatori, nuove sfide: i segnali del cambiamento nella grande distribuzione” sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

Giuseppe Cantone è il nuovo Direttore Generale di Crai

È Giuseppe Cantone il nuovo Direttore Generale di Crai, insegna presente in oltre 1.150 comuni in tutta Italia con una rete di circa 1.800 punti vendita complessivi, tra supermercati, superette e negozi alimentari. Di origine beneventana, Cantone è un volto noto nella business community della Gdo e del largo consumo italiano. Ha lavorato in gruppi distributivi come Despar e Unes, in quest’ultima come Responsabile Acquisti Grocery e Responsabile Sviluppo Progetto Il Viaggiator Goloso. In curriculum ha anche esperienze nell’industria, in D&D Italia e Waterhouse.
Il suo ultimo incarico prima di approdare in Crai è stato nella catena discount MD, dove per cinque anni ha ricoperto la carica di Direttore Commerciale, con un ruolo chiave per lo sviluppo dell’azienda grazie a una visione strategica e a un approccio orientato ai risultati, distinguendosi per la capacità di coniugare efficienza operativa e innovazione.

LA PROSSIMITÀ È IL MERCATO DI RIFERIMENTO
Cantone in Crai succede a Grégoire Kaufman e sarà a diretto riporto del Presidente Giangiacomo Ibba. L’obiettivo che gli è stato assegnato è consolidare la leadership di Crai nel mercato della prossimità e proseguire nel percorso di crescita delineato dal piano CraiFutura.
Desidero ringraziare Grégoire Kaufman per il contributo importante che ha dato nel guidare una fase di trasformazione cruciale per Crai – commenta Giangiacomo Ibba, Presidente di Crai portando visione, metodo e un approccio strategico che continueranno a rappresentare un punto di riferimento per il Gruppo. Siamo entusiasti di accogliere Giuseppe Cantone, manager di grande esperienza e sensibilità commerciale, che darà nuovo impulso al nostro percorso di crescita. Con lui si apre una fase di ulteriore rafforzamento e innovazione, in piena coerenza con gli obiettivi del piano CraiFutura”.
Assumere la guida di Crai in questa fase rappresenta per me un motivo di grande orgoglio ed entusiasmo – dichiara Giuseppe Cantone, Direttore Generale di Crai –. L’azienda sta vivendo un’evoluzione significativa all’interno della distribuzione moderna, distinguendosi per la capacità di reinterpretare il concetto di prossimità attraverso i propri punti vendita, l’assortimento e i progetti di sviluppo. Il mio impegno sarà quello di accompagnare questa crescita con una visione strategica chiara e condivisa, capace di unire efficienza, relazione e valore per il cliente”.

La Mdd traina la crescita di Despar Italia

Marca del distributore avanti tutta. Despar taglia il traguardo dei 65 anni in Italia e rilancia sulla private label come elemento distintivo dell’insegna. “Puntiamo a chiudere il 2025 con un fatturato in crescita di circa il +3% rispetto all’anno precedente – dichiara Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia –. Un risultato a cui ha dato un grande contributo la nostra marca del distributore: nel 2024 il fatturato dei prodotti a marchio Despar ha superato il miliardo di euro, quest’anno puntiamo a una crescita di circa il +5%”.
Despar Italia ha raggiunto una quota Mdd sul totale vendite grocery pari al 24,4%, superiore a quella del mercato italiano (che si attesta al 23,1%) e in crescita di 0,5 punti rispetto a settembre 2024 (fonte: Nielsen, dati I+S Grocery, progressivo settembre 2025). Tra i retailer della Gdo, escludendo i discount, Despar è la terza insegna per quota della Mdd in Italia e tra quelle con la maggior crescita a livello europeo (fonte: Nielsen IQ Consumer Panel 2024 vs 2023). Atro dato citato dalla società consortile è la quota delle vendite a confezione, che ha raggiunto a settembre il 27,3% (+0,7 vs settembre 2024): oggi nei carrelli dei clienti Despar un prodotto su tre è a marchio privato (fonte: NielsenIQ Discover progressivo settembre 2025).

LA STRUTTURA DELL’OFFERTA
L’offerta a marchio privato si compone di 17 linee, per un totale di circa 4.000 referenze, sviluppate grazie alla collaborazione con più di 500 fornitori di cui circa il 97% italiani. Complessivamente nel 2025 sono circa 170 i nuovi lanci di prodotto e 380 le referenze già esistenti su cui è stato effettuato un restyling. L’obiettivo è rendere l’offerta sempre più in linea con le esigenze in continua evoluzione del consumatore, con attenzione particolare a sviluppare nicchie di mercato, tra cui gli alimenti specializzati, in particolare l’area dei prodotti ad alto contenuto proteico, il segmento premium.

IL LANCIO DI S-BUDGET
La novità principale di quest’anno è però stata l’introduzione a livello nazionale di S-Budget, la linea di primo prezzo. Il progetto, frutto della collaborazione tra i sei soci del consorzio Despar Italia, valorizza una best practice già attiva da anni nei punti vendita di Despar Nord in Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, trasformandola in un’iniziativa estesa all’intera rete.
Il portafoglio di prodotti S-Budget conta oltre 250 referenze per la spesa quotidiana tra alimentari e non alimentari – pasta, surgelati, latticini, salumi, prodotti per la casa e la persona – capaci di garantire un risparmio medio fino al 30% sul carrello della spesa. S-Budget è oggi presente in tutte le 17 regioni in cui l’insegna opera.

I BEST PERFORMER DEL 2025
Le linee di prodotto che hanno registrato le performance migliori sono state: Passo dopo Passo, marchio dedicato alla filiera, e Scelta Verde, che comprende prodotti biologici nel mondo food ed ecologici nel non food. Passo dopo Passo mostra una crescita del 27% rispetto all’anno precedente sia nel comparto ortofrutta a peso imposto (+36,1% vs 2024) che nel fresco (+10,4% vs 2024), a dimostrazione di quanto la tracciabilità della filiera sia un valore sempre più importante per il consumatore finale.
Scelta Verde cresce invece del 12,1% nel food con incrementi importanti nell’ortofrutta a peso imposto (+28,5% vs 2024) e nel fresco (+10,2%), con buoni risultati anche nella cura casa e cura persona (+17,2%).
Positive le performance registrate da Despar Premium (+2,8% vs 2024), che da oltre quindici anni porta sugli scaffali dei punti vendita dell’Abete eccellenze gastronomiche e specialità locali offrendo un’ampia gamma di prodotti Dop e Igp. Anche quest’anno, in corrispondenza del periodo natalizio, il brand si arricchisce con una Special Edition che include una selezione di salumi e formaggi che valorizzano il patrimonio gastronomico italiano e i piccoli produttori locali.

L’ESPANSIONE DELLA RETE
Sul fronte della rete, lo sviluppo è stato sostenuto dagli investimenti dei soci e dal grande apporto degli oltre 700 imprenditori affiliati. Da gennaio a settembre 2025, sono stati inaugurati 57 nuovi punti vendita (di cui 54 affiliati) e completate 17 ristrutturazioni (di cui 11 realizzate da imprenditori affiliati), a conferma di un’espansione che ha coinvolto tutte le aree in cui l’insegna opera, con particolare vivacità nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno.
In Italia sono 1.323 i punti vendita a insegna Despar, Eurospar e Interspar, per un fatturato di 4,5 miliardi di euro. In un mercato grocery in crescita del +2,8% rispetto all’anno precedente, Despar Italia ha registrato una crescita del 3,1%, (fonte dati Nielsen I+S progressivo ottobre 2025). Sei le aziende associate: Despar Nord Ovest – Gruppo 3A, Despar Nord – Aspiag Service, Despar Centro Sud – Maiora, Despar Sardegna – SCS, Despar Sicilia – Ergon, Despar Messina – Fiorino.

I NUMERI DI SPAR INTERNATIONAL
L’Italia è il terzo Paese nel ranking globale di Spar International, il maggior gruppo mondiale della distribuzione associata presente in 48 Paesi nel mondo. Nel 2024 Spar International ha raggiunto un fatturato complessivo di 49,3 miliardi di euro, registrando una crescita del +4,6% rispetto all’anno precedente. Il gruppo conta più di 13.800 punti vendita che ogni giorno servono 14,7 milioni di clienti grazie al contributo di 470.000 collaboratori in tutto il mondo.

GLI INVESTIMENTI IN COMUNICAZIONE
Nell’anno in cui ha celebrato il 65° anniversario della sua presenza in Italia, il Consorzio Despar Italia ha potenziato le attività di comunicazione, incrementando del 25% gli investimenti. Tra le iniziative realizzate, la campagna offline “Da 65 anni sei in buone mani” veicolata attraverso i principali punti di contatto con il cliente e, a febbraio, il concorso nazionale “Festeggia con Despar” che ha permesso ai clienti di vincere 65 gift card del valore di 50 euro per la spesa nei punti vendita dell’Abete e due super premi finali: una Fiat 600 Hybrid e sei super spese da 4.500 euro assegnate nelle aree dei sei soci.
Per rafforzare la brand awareness sono stati quattro i flight della campagna “Casa Despar” che mette al centro il prodotto a marchio, a cui si è aggiunta la prima campagna nazionale totalmente digitale dedicata al lancio della linea convenienza S-Budget.

Tv, cinema e digital per il tè verde Twinings

È dedicata alla gamma di Tè Verdi e a Goodnight Tea la nuova campagna di Twinings. In onda per tutto il 2025 e fino ai primi mesi del 2026, lo spot sarà visibile sulle principali emittenti televisive, nei cinema e sulle piattaforme digitali.
Il cuore creativo rimane quello dello scorso anno e cioè “A Cup of Wellbeing”: un viaggio sensoriale che parte da una verità condivisa: lo stress è (purtroppo) compagno quotidiano di molti italiani. La tazza di tè verde diventa quindi un rituale rigenerante, capace di trasformare anche lo spazio pubblicitario in un momento per rilassarsi, rigenerarsi dall’interno e ritrovare il proprio equilibrio.

FOCUS SUL BENESSERE
Lo spot riprende l’immaginario fiabesco già esplorato nelle campagne “Tealand” e “Gardener”, ispirate al mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Questa volta, il viaggio si fa ancora più intimo: ogni tazza di tè verde Twinings diventa una porta verso un mondo di calma e benessere.
Protagonista è il Pure Green Tea, con le sue proprietà rigeneranti, affiancato dalle altre referenze della gamma, ciascuna arricchita da ingredienti naturali selezionati per i loro benefici specifici in sinergia con le proprietà del tè verde. Come il Pure Green Tea, di cui l’azienda evidenzia le note fresche e leggere, o le miscele arricchite da frutta ed erbe.
A ricordare che il tè può essere bevuto in momenti diversi della giornata, lo spot si chiude con un richiamo a Goodnight Tea, il tè deteinato con melatonina pensato per favorire il riposo.

UN MARCHIO STORICO, ANCHE IN ITALIA
Twinings, con oltre 300 anni di storia, è stata una delle prime società ad aver introdotto il tè in Gran Bretagna nel 1706. Da 170 anni è fornitore ufficiale della Casa Reale inglese. Oggi la R.Twining & Co. è presente con i suoi prodotti in 115 paesi e il marchio Twinings è distribuito in Italia fin dal 1956. Per un totale di oltre 50 miscele di tè offerte in Italia e 250 nel mondo, presenta un’articolata gamma di prodotti: tè nero, tè verde, tè bianco, tè aromatizzati, infusi alla frutta e alle erbe. La R.Twining & Co., la cui sede è ad Andover in Hampshire (UK), appartiene all’Associated British Foods plc, una delle prime 50 aziende quotate alla Borsa di Londra (FTSE).

San Carlo rafforza la linea Veggy Good con le Protein Chips

Si è arricchita di una novità la linea Veggy Good di San Carlo. A fare il loro esordio sul mercato sono state le Protein Chips, disponibili in due varianti di gusto: Limone e Timo; Pomodoro. Si tratta delle prime chips aromatizzate della linea Veggy Good e vengono presentate da San Carlo come fonte di proteine vegetali, ideali per chi segue uno stile di vita attivo ed equilibrato, realizzate con ingredienti 100% naturali.
La variante Limone e Timo è pensata per chi ama sapori freschi e decisi, mentre quella al Pomodoro ha un carattere più classico e familiare. Quanto al momento di consumo, ovviamente la scelta è ampia: dallo spuntino di metà mattina all’aperitivo con gli amici, dalla pausa pomeridiana al dopo sport.
Con le sue Protein Chips, Veggy Good vuole rispondere alle esigenze di chi cerca equilibrio tra gusto, benessere e praticità, proponendo uno snack che tra le sue caratteristiche ha anche quella di essere rispettoso dell’ambiente. Il pack è infatti realizzato in carta Fsc, completamente riciclabile e proveniente da foreste gestite responsabilmente.
Le nuove Protein Chips si aggiungono alla gamma Veggy Good, che comprende: Triangolini con Ceci Croccanti, Triangolini Tre Legumi, Triangolini con Mais e Patata Viola, Quadrotto con Carota.

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