Sarà un’edizione di Anuga all’insegna del biologico quella che attende il Caseificio Fratelli Castellan. L’imminente fiera di Colonia – in programma dal 4 all’8 ottobre – sarà l’occasione per lanciare sul piano internazionale la Linea Biologica del caseificio trevigiano. Stracchino, Robiola e Ricotta realizzati con latte 100% italiano proveniente da agricoltura biologica con una filiera controllata e certificata. In un mercato come quello tedesco ed in generale del Nord Europa, in cui il biologico è davvero diffuso, l’inserimento di questa linea di formaggi freschi potrebbe offrire occasione di ampliare l’offerta per tanti operatori dell’Horeca e del retail di qualità.
I tre prodotti appartengono alla tradizione italiana e sono accomunati da leggerezza e versatilità in cucina. Lo Stracchino ha un colore bianco latte e una pasta morbida e cremosa; la Robiola è spalmabile, senza crosta con una consistenza soffice e compatta; la Ricotta è saporita e leggera. I formati sono stati scelti pensando alle diverse esigenze del fuoricasa e degli acquirenti dei supermercati. Lo Stracchino è da 100 g e da 1.000 g, la Robiola è da 100 g e la Ricotta è da 1.000 g.
Accanto alla Linea Biologica il Caseificio Fratelli Castellan porterà all’Anuga anche la sua Casatella Trevigiana DOP, prima classificata alla XX edizione del Concorso Caseus Veneti. La Casatella Trevigiana a Denominazione di Origine Protetta viene realizzata solo con il latte convenzionale delle stalle ubicate nella provincia di Treviso seguendo un disciplinare di lavorazione molto preciso a tutela della qualità del formaggio che presenta una pasta morbida, fondente in bocca, di colore bianco latte e con un profumo lieve e fresco. Il suo sapore è dolce, tipico del latte, con venature lievemente acidule. Il Caseificio Fratelli Castellan è uno dei soci promotori del Consorzio per la Tutela del Formaggio Casatella Trevigiana DOP.
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Il Caseificio Fratelli Castellan ad Anuga nel segno del bio
A Erba il primo punto vendita lombardo di Tuttigiorni
Prima apertura in Lombardia per Tuttigiorni, il format everyday low price di Crai, che arriva così a nove punti vendita a livello nazionale. Il negozio si trova a Erba (CO), in via Volta 55, ed è frutto della collaborazione con il CeDi Codè Crai NordOvest. Esteso su 295 metri quadri, in precedenza utilizzava l’insegna Crai. La stessa location ha ospitato in passato un Iperal – che nel 2015 ha inaugurato un ipermercato a poco più di un chilometro di distanza – e in anni ancora più lontani un punto vendita di Mar Market, società acquisita proprio da Iperal nel 2007.
I reparti specializzati comprendono la Panetteria, la Gastronomia, la Macelleria, la Pescheria (queste ultime due take-away, per velocizzare gli acquisti) e il Vegetal Corner con frutta e verdura fresca. Presenti anche il corner Sushi, preparato in giornata, e l’Enoteca. Il cuore dell’assortimento sono i prodotti a marchio del distributore – Crai, Piaceri Italiani, La Rosa dei gusti, Cuore dell’Isola – a cui si aggiungono quelli provenienti da imprese locali, proposti a prezzi costanti, senza volantini e offerte a scadenza.
SI PARTE CON BUONI SCONTO E CONCORSO
Il lancio della nuova insegna ha previsto la distribuzione ai clienti di buoni spesa per un valore complessivo di 55 euro, utilizzabili sia in negozio che online. Inoltre, il concorso “Indovina di quanto abbiamo abbassato i prezzi”, valido fino al prossimo 19 ottobre, mette in palio l’equivalente di un anno di spesa gratuita. Per partecipare basta visitare il sito concorsotuttigiornierba.leevia.com e indovinare la percentuale di sconto tra le tre opzioni proposte dal brand. In ottica di sostenibilità, anche ad Erba – così come negli altri Tuttigiorni – viene riconosciuto un bonus di 5 centesimi a chi porta da casa la borsa della spesa (su uno scontrino minimo di 5 euro), è presente un ecocompattatore per il riciclo delle bottiglie ed è partita la collaborazione con la piattaforma “Too Good to Go” – che propone merce scontata perché vicina alla scadenza – per contribuire a ridurre gli sprechi alimentari.
SPESA ONLINE E CONSEGNA IN NEGOZIO O A DOMICILIO
Quanto ai servizi, il punto vendita (aperto 7 giorni su 7, dalle 7 alle 22) offre Wi-Fi gratuito e accetta i principali buoni pasto per l’acquisto di generi alimentari, mentre sul sito www.tuttigiorni.it è possibile fare la spesa online, scegliendo se ritirarla in negozio tramite il servizio “Click and Collect” oppure riceverla a domicilio. Disponibile un programma di fidelizzazione, tramite la Tuttigiorni Card, attivabile online, che dà accesso ad agevolazioni. Inoltre, attraverso la community digitale è possibile condividere opinioni ed esperienze e accumulare punti fedeltà.
Completano l’esperienza alcune iniziative pensate per rafforzare il rapporto con i consumatori: “Un caffè con il Direttore”, un incontro quotidiano per ascoltare esigenze e suggerimenti, e la presenza di una nutrizionista dedicata, disponibile a fornire consigli e indicazioni su una corretta alimentazione. A queste si affianca l’adesione alla rete nazionale dei Punti Viola, promossa da DonnexStrada: un servizio che rende il supermercato un luogo sicuro e accogliente, con personale pronto ad ascoltare le donne in difficoltà.
“L’apertura di questo nuovo punto vendita testimonia l’efficacia del format Tuttigiorni e la sua capacità di adattarsi ai contesti locali” sostiene Roberto Comolli, Direttore Generale di Food 5.0, la società responsabile della progettazione dei prodotti a marchio del mondo Crai.
“È con grande entusiasmo che presentiamo in Lombardia il concetto innovativo dei supermercati Tuttigiorni – dichiara Michele Poliseno, Presidente Codè – che rappresenta una grande opportunità di crescita per il nostro gruppo. Siamo orgogliosi di promuovere un modello più consapevole e attento al territorio, offrendo ai clienti la possibilità di acquistare ciò di cui hanno realmente bisogno, riducendo gli sprechi, valorizzando i prodotti e le eccellenze locali e promuovendo uno stile di vita più responsabile e sostenibile”.
Il concept store di Marvis a Shanghai ribalta la routine
Per la sua prima volta, Marvis ha scelto una location molto lontano da casa. È situato presso lo shopping district di Xintiandi a Shanghai il primo concept store del marchio di dentifrici della Ludovico Martelli, azienda italiana specializzata in cosmesi, igiene e prodotti per la rasatura. Il nuovo The Upside Down Store è la trasposizione nella realtà di “Marvel your Routine”, cioè la promessa fatta dal prodotto al consumatore di rendere meraviglioso il gesto quotidiano del lavarsi i denti. Da qui l’idea, nata dalla collaborazione con l’agenzia creativa LePub, di realizzare un bagno con un ribaltamento visivo di 180° dell’intero ambiente, in cui ogni dettaglio è studiato per rompere la percezione visiva convenzionale.
Lo store è pieno di elementi capovolti e sorprendenti, per dare la sensazione di essere entrati in un sogno. Oggetti che normalmente dovrebbero stare a terra – come vasche da bagno, lavabi e divani – sono appesi al soffitto. Pur mantenendo la raffinatezza tipica dell’arredo italiano, il contrasto genera un impatto scenografico.
UN PERCORSO SENSORIALE PER CONOSCERE LE NOVITÀ
L’azienda definisce il nuovo store un’opera d’arte spaziale, un teatro che interpreta la storia dell’intera gamma di prodotti Marvis, dalla Classic Collection – presentata in un’area espositiva appositamente progettata – alle Limited Editions, dai dentifrici alla nuova linea di collutori. Da segnalare in particolare la Flavour Experience Area, frutto dell’esperienza maturata negli anni dal brand per aggiungere gusti inaspettati nella oral care routine. Qui si possono conoscere i flavours dei dentifrici attraverso un percorso che integra olfatto e vista. L’obiettivo è chiaramente stringere una connessione più profonda con i consumatori, in modo tangibile e sensoriale.
Oltre Marvis, la Ludovico Martelli – azienda fondata a Firenze nel 1908 – ha dato vita a marchi come Proraso (che l’ha consolidata come leader nazionale nella rasatura), Tenax, Sapone del Mugello, Valobra, Floïd, Batist, Kaloderma, Schultz, Oxy, Adorn e Prokrin.
Pet care & food, un mercato da 3,6 miliardi di euro
Altro che rallentamento dell’economia e calo del potere d’acquisto: noi italiani quando si tratta dei nostri amici a quattro zampe non badiamo a spese. Secondo i dati diffusi da NielsenIQ (NIQ), metà delle famiglie compra cibo per cani e gatti, per un valore di 2 miliardi di euro nella sola Gdo. Cifra che fa di questa categoria una delle prime nel largo consumo confezionato. Se al computo si aggiungono le grandi catene specializzate, l’esborso sale a 3 miliardi di euro. NIQ stima che l’intero mercato pet (inteso come somma della parte food e del cosiddetto care, cioè tutto ciò che attiene alla cura dell’animale) sia arrivato a valere 3,6 miliardi di euro nell’anno terminante a luglio 2025, con i punti vendita specializzati che contribuiscono per il 30% del fatturato.
Le proiezioni di NIQ relative all’intero 2025 vedono il pet care & food raggiungere i 4,8 miliardi di euro, il che vorrebbe dire una crescita superiore al 30% rispetto all’anno terminante a luglio. Cifra clamorosa, confermata a InstoreMag dall’ufficio stampa della società di ricerche di mercato. Un incremento simile dovrebbe registrarlo anche la fetta più rilevante dell’industry (>80%), cioè il comparto del cibo per i 21 milioni di cani e gatti che popolano le case italiane: la previsione di NIQ in questo caso è che il 2025 si chiuda con un valore superiore ai 4 miliardi di euro. Qualche dubbio resta, legato al fatto che i dati in questione provengono da una nota diffusa a margine di un evento tenuto da NIQ per annunciare una serie di nuovi servizi relativi al comparto pet, tra cui l’ampliamento delle rilevazioni ai punti vendita delle catene specializzate. E dunque variazioni così marcate potrebbero essere dovute in larga parte a una differenza nel perimetro distributivo considerato.
E-COMMERCE IN CRESCITA
Di sicuro c’è il peso, assai consistente, del digitale: nell’anno terminante a giugno 2025, le vendite in questo canale di prodotti appartenenti al pet food & care nei principali Paesi Europei (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Italia) hanno raggiunto i 10,3 miliardi di euro, rappresentando il 41% del totale. In tutti i mercati la crescita online ha superato quella offline. Il Regno Unito ha la quota e-commerce più alta (54,4%; +2,8 pp rispetto a giugno 2024), segno di maturità digitale, mentre Spagna e Italia, che partono da un valore inferiore, mostrano l’incremento più elevato con +14,3% e +10,7% rispettivamente.
I numeri testimoniano come il canale digitale stia diventando sempre più strategico per il pet food & care, grazie alla maggiore diffusione e all’utilizzo dell’e-commerce in tutte le categorie. NIQ rileva tre tendenze nelle modalità di acquisto da tenere in considerazione:
- Direct to consumer (D2C): acquista importanza e può comportare la perdita di consumatori a favore dei nuovi operatori;
- Marketplace: dominano le vendite di accessori (71%), mentre il retail resta prevalente per pet food (89%) e lettiera per animali domestici (88%), evidenziando la necessità di strategie di canale differenziate per categoria;
- Social commerce: nel Regno Unito, TikTok shop è stato lanciato nel 2021 e da allora ha raggiunto una posizione di rilievo classificandosi come terzo merchant e-commerce, con 3,8% di quota di mercato. In Italia, TikTok shop dopo 18 settimane ha raggiunto una quota dello 0,4% posizionandosi 25esimo.
QUESTIONE DI STILE
In Italia a comprare cibo per cani e gatti sono 13 milioni di famiglie e l’acquisto medio è pari 8,45 euro. Una media che, però, non racconta la moltitudine di diversi atteggiamenti, abitudini e canali che caratterizzano i consumatori. Attraverso l’analisi sul panel consumer proprietario e Sinottica (strumento di analisi che fornisce insight sulla fruizione dei media nei diversi segmenti di popolazione), NIQ ha individuato 7 stili di acquisto che vanno dai Wellbeing Seekers – molto attenti al benessere in generale, sia proprio che degli animali domestici – ai Basic Owners, che approcciano il mondo pet con un atteggiamento estremamente razionale e funzionale, senza spazio per l’investimento emotivo.
A spiccare per crescita sono però gli Inno Seekers, segmento che cerca innovazione, prodotti premium e che vede l’animale domestico come parte integrante della famiglia, con esigenze e attenzioni dedicate. Pesano il 18% del totale giro di affari pet food (cane+gatto), hanno la spesa più alta di tutti (414,3 euro) e presentano delle peculiarità:
- Il profilo: gli Inno Seekers vivono in centri urbani medio grandi, prevalentemente del Nord Europa. Con un’età media di 51 anni, presentano un elevato livello di istruzione e reddito, spesso single o senza figli conviventi. Cercano benessere a 360° attraverso innovazione, cura di sé, viaggi, cultura, relazioni e realizzazione professionale.
- Come intercettarli: segmento più attento alla comunicazione, in particolare alla pubblicità sui media tradizionali e non. I touchpoint più efficaci sono cinema, siti web aziendali e recensioni online. I canali digitali mostrano performance superiori e il target predilige pubblicità progressiva e brand che sponsorizzano eventi culturali.
UNA NUOVA GUIDA DI CATEGORIA
Come già anticipato, per dar modo di conoscere più nel dettaglio il comparto pet, NIQ ha allargato la propria visione: “Da questo ottobre 1.190 punti vendita delle catene specializzate andranno ad ampliare le nostre rilevazioni – annuncia Fabrizio Marazzi, Product Leader Retail Measurement Western Europe di NielsenIQ –. Resta separato il dato delle vendite effettuate online che rimane comunque indagabile. Questo ampliamento è di significativa importanza considerando che ci permette di aumentare del +26% la copertura delle vendite effettuate nel comparto”.
“Abbiamo voluto arricchire i nostri strumenti di analisi a supporto di industria e distribuzione – aggiunge Antonella Atteno, Sales Manager Pet Care Industry di NielsenIQ Italia – per affrontare sfide chiave come posizionamento, assortimento, innovazione e comportamento d’acquisto. Da queste premesse siamo partiti per presentare al mercato le novità di NielsenIQ: il potenziamento del Panel Retailer con l’integrazione del canale specializzato; la segmentazione per Pet Style, una nuova chiave per interpretare le famiglie italiane in base al loro approccio al Pet Care. Infine, TradeDimensions Pet, la prima Guida NielsenIQ di categoria”.
In arrivo a dicembre 2025, TradeDimensions Pet offrirà una mappatura completa del canale fisico, includendo la Gdo, il canale specializzato (compresi i pet store della Gdo), il canale fai-da-te, il mondo dei garden e dei consorzi agrari. TradeDimensions Pet manterrà la struttura delle altre Guide NielsenIQ: per ognuno degli oltre 32.000 punti di vendita mappati ci saranno informazioni anagrafiche, georeferenziazione, caratteristiche strutturali, servizi offerti e indicatori di potenzialità attrattiva a supporto delle attività strategiche di industria e distribuzione in questo mercato.
All’Onu ribadita la differenza tra consumo e abuso di alcol
Non c’è il voto unanime ma, vista l’ampia convergenza della maggioranza dei Paesi, per l’adozione dovrebbe essere solo questione di settimane. Unione Italiana Vini (Uiv) esprime soddisfazione per una Dichiarazione Politica sulle Malattie Non Trasmissibili (NCDs) – discussa nell’ambito dell’incontro di Alto Livello svoltosi alle Nazioni Unite – che torna a ribadire la distinzione tra consumo moderato e abuso di alcol. Il documento presentato, quadro di riferimento politico globale sulle malattie non trasmissibili, secondo l’associazione può rappresentare una svolta. Solo l’opposizione generale degli Stati Uniti sull’intero impianto procedurale della dichiarazione – e in particolare sull’Oms –, ha compromesso l’adozione unanime. Il voto è perciò rimandato alle prossime settimane, quando sarà a maggioranza.
“C’è fiducia per una decisione che porterebbe a un risultato positivo per il nostro settore – afferma Lamberto Frescobaldi, Presidente Uiv –. Dopo anni di attacchi frontali al vino a livello internazionale ed europeo, finalmente si torna a distinguere tra consumo e abuso di alcol. La moderazione è un tratto distintivo e irrinunciabile tipico del vino, che da sempre promuove e supporta una cultura del bere consapevole. Confidiamo che l’adozione sia solo rimandata”.
LA PREVENZIONE COINVOLGE TUTTI
Tra gli interventi più rilevanti per il settore vitivinicolo inseriti nel testo, oltre al ricorso all’espressione “uso dannoso di alcol” (“harmful use of alcohol”) che esclude una generalizzazione sul consumo, viene rimarcato l’approccio “whole of society” che valorizza il contributo di tutti gli attori pubblici e privati nella prevenzione delle NCDs, inclusa l’attività che può svolgere il settore, mediante i programmi come Wine in Moderation.
Unione italiana vini ha fatto parte della delegazione del Ministero degli Esteri durante la due giorni di lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ha seguito da vicino – anche assieme al Ceev – l’intero iter negoziale, che ha visto l’associazione lavorare in stretta ed efficace collaborazione con il Governo italiano e in particolare con il Ministero degli Affari Esteri e la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, contribuendo a portare la voce del vino in questo complesso negoziato.
Anziano a chi? Alla scoperta dei target senior
L’Italia è un paese in crisi demografica. Non solo la popolazione totale dal 2015 è calata di quasi 2 milioni di abitanti (-3,0%) ma è anche complessivamente invecchiata, facendo registrare una contemporanea crescita in doppia cifra nella fascia d’età 55-64 (+20,7%) e degli over 65 (+10,3%). I target più maturi sono però anche quelli che sostengono la spesa dei beni di largo consumo: le famiglie con il responsabile d’acquisto di età superiore a 55 anni sono il 51% del totale, con i baby boomer e i più anziani che fanno registrare negli ultimi tre anni trend di spesa (rispettivamente +23,8% e +19,5%) superiori alla media nazionale (+18,8%). Occorre comprendere in profondità le esigenze di questi consumatori destinati a una crescente rilevanza: secondo le previsioni nel 2050, l’Italia perderà altri 4,3 milioni di abitanti (-7,3%) vedendo tuttavia aumentare il numero di over 65 (+4,6 milioni). Le famiglie, a loro volta, saranno sempre di più (+2,6%) ma frammentate e poco numerose (le persone sole saranno 770 mila, pari al 41,1% totale delle famiglie).
Questi dati impongono una riflessione a distribuzione e industria per intercettare le opportunità di business presenti e future, come è stato spiegato in un webinar dedicato alla Longevity Economy realizzato da YouGov. Ma quanto è profonda la conoscenza degli acquirenti senior da parte degli operatori? Lo shopper panel di quasi 17.000 famiglie rappresentative della totalità delle famiglie italiane (26 milioni) di YouGov Shopper consente un monitoraggio continuo delle abitudini e dei comportamenti d’acquisto, oltre a raccogliere informazioni relative all’utilizzo dei media. Le evidenze emerse fotografano, infatti, comportamenti che definiscono una tipologia di acquirente molto lontana dagli stereotipi.
CAMBIANO LE ABITUDINI E LA SPESA
Tra gli shopper si riducono sempre più le barriere tra fasce di età: gli over 55 sono più inclini a socializzare (il 77% dei rispondenti dichiara di stare volentieri tra la gente contro il 70% della fascia 18-54 anni), ama fare attività all’aria aperta quasi quanto i giovani (35% vs. 40%) e perfino l’utilizzo giornaliero di internet (68%) e dei social media (62%) è in forte crescita.
Non a caso i dati di YouGov rilevano come si è accentuata la tendenza a carrelli più leggeri e spese più frequenti, con 233 viaggi all’anno (la media nazionale è 203,7) e scontrini medi di 20 euro (21,69) per 11 pezzi acquistati (12,2). Addio quindi all’abitudine delle grandi scorte: la spesa è diventata un rito quotidiano che risponde a ritmi urbani e digitali.
Tra i canali i punti vendita tradizionali e il cosiddetto libero servizio piccolo overperformano, a testimonianza di come gli over 65 prediligano la prossimità. Non a caso tra i format più frequentati spiccano Conad City, Carrefour Express e Ipercoop. Sopra la media anche la penetrazione della spesa online, scelta dal 48,9% degli shopper over 65 (46,3% la percentuale sul totale nazionale).
Per quanto riguarda i consumi, i senior trainano segmenti come il biologico o i prodotti funzionali: la comodità e la salute diventano investimenti in benessere e qualità della vita, senza rinunciare a uno sguardo curioso verso le novità proposte (come dimostra l’apprezzamento per il cibo etnico manifestato dal 39,5% delle famiglie).
Il Beauty Care Tracking, questionario settimanale auto-compilato dai panelisti di YouGov, evidenzia come anche nel settore della bellezza il segmento over 55 valga già 4,8 miliardi. La spesa del target senior è maggiore rispetto al resto della popolazione, indirizzandosi soprattutto verso creme idratanti e anti-age, i segmenti più penetrati (rispettivamente 29,9% e 27,4%).
BRAND STORICI E SERVIZI DEDICATI
Quali sono i marchi più apprezzati? Tra i top 50 del largo consumo Barilla, De Cecco e Ace registrano una penetrazione sopra media, brand storici che possono contare su una solida reputazione di tradizione e funzionalità. Ma dai dati YouGov emerge anche la crescente tendenza del mercato a soddisfare gli shopper senior proponendo servizi e promozioni dedicati, oltre a referenze orientate alla salute e al benessere come le linee arricchite o i prodotti “better for you”.
“In un Paese che invecchia rapidamente, i dati di YouGov ci dicono che i consumatori senior sono protagonisti crescenti della scena economica italiana – dichiara Marco Pellizzoni, Commercial Director di YouGov Shopper – rappresentando un driver strategico di sviluppo del business. Comprenderne a fondo i comportamenti e i bisogni significa non solo rispondere a un’evoluzione demografica, ma anche intercettare e valorizzare un segmento che oggi guida la crescita del largo consumo”.
Non solo tech per il Black Friday 2025
Come si preparano gli italiani al Black Friday? La giornata degli acquisti all’insegna degli sconti è ancora lontana – quest’anno cade il 28 novembre – ma qualche anticipazione la fornisce un’indagine condotta dall’Osservatorio Shopping DoveConviene. Il primo dato interessante è legato alla percezione della ricorrenza, una volta considerata un’ottima occasione per aggiudicarsi a buon prezzo il proprio prodotto tech preferito, mentre oggi il 69% degli italiani ammette di sfruttare il Black Friday per comprare vari prodotti di uso quotidiano o che, spesso, non sono indispensabili nell’immediato. Ma non solo: più del 70% sfrutterà questo periodo per anticipare l’acquisto dei regali di Natale.
ANCHE IL FOOD NELLA LISTA DELLA SPESA
Tra le categorie che saranno più ambite dai consumatori per il Black Friday 2025, spiccano l’abbigliamento (59%), seguito dagli elettrodomestici (46%) e dai beni alimentari (42%). Di questi segmenti, i prodotti più ricercati sono latte, caffè, olio extravergine di oliva, asciugatrice e lavatrice. Chiudono la graduatoria i prodotti tech e beauty, entrambi al 23%: smartphone, smart tv, tinte per capelli, rasoi e asciugacapelli.
Il negozio fisico rimarrà il canale di acquisto privilegiato per il 37% degli italiani. Il 41% invece alternerà online e offline, mentre solo il 13% sceglierà esclusivamente di fare acquisti in rete.
TRA PROMOZIONI E PIANIFICAZIONE DEGLI ACQUISTI
Per quanto riguarda il budget, infine, dall’indagine emerge che il 52% degli italiani non ha stabilito un importo preciso e si orienterà in base alle promozioni disponibili. Tuttavia, la pianificazione degli acquisti rimarrà un fattore importante per oltre 1 consumatore su 3 (36%), che utilizzerà le piattaforme online per navigare tra le offerte presenti (58%), confrontare agilmente i prezzi (32%) e reperire tutte le informazioni sui prodotti (23%).
“Il Black Friday è ormai una ricorrenza di shopping immancabile per gli italiani – commenta Marco Durante, Global VP Sales & Marketing di Shopfully – che oggi scelgono questo periodo per aggiudicarsi le offerte delle categorie di prodotto più disparate e lo fanno in maniera sempre più omnicanale. Se, infatti, da un lato, una buona fetta di consumatori pianifica gli acquisti online, dall’altro il negozio fisico rimane il punto di riferimento privilegiato per concludere l’acquisto. È in questo equilibrio tra digitale e in-store che brand e retailer dei più disparati settori merceologici devono giocare strategicamente, costruendo percorsi d’acquisto integrati capaci di rafforzare la relazione con i consumatori in una fase dell’anno ad altissimo valore”.
Conserve Italia amplia l’offerta nel vending
Conserve Italia rilancia sul consumo on the go, aggiungendo una buona dose di un ingrediente che può davvero fare la differenza: il servizio. Leader dei succhi di frutta nel canale vending, con due brik su tre appartenenti ai propri marchi nei distributori automatici, l’azienda nel 2025 ha investito in innovazione di prodotto per le marche Yoga, Valfrutta e Derby Blue, con nuove ricette e formati, restyling di packaging e soluzioni attente alla sostenibilità.
YOGA SI RIFÀ IL LOOK
Il marchio Yoga, punto di riferimento nel mondo dei succhi, è il grande protagonista delle novità lanciate quest’anno. Se il cuore dell’offerta resta il brik da 200 ml, formato storico presente sul canale vending con una gamma articolata (senza zuccheri aggiunti, 100% frutta, Optimum), non mancano le innovazioni studiate in base al concetto del “prodotto giusto al posto giusto”. La più importante è il rinnovamento complessivo sul fronte del packaging, che ha toccato sia le gamme dei succhi di frutta che quelle del thè freddo, all’interno di un percorso volto a creare un’identità visiva del marchio sempre più uniforme.
In quest’ottica si inserisce il restyling completo della linea Pet 250 ml, con la nuova “shape” delle bottiglie in linea con quella dei formati da 200 ml in vetro e del Pet 500 ml e 1 litro. Tra le novità si annoverano il formato 500 ml in Pet 50% da plastica riciclata sia per Yoga Zero (disponibile in 4 gusti: Ace, Arancia mix, Multifrutti, Frutti Rossi) che per Yoga Yotea (disponibile in 3 gusti: Limone, Pesca e Thè verde) e il passaggio da brik 250 ml a brik 300 ml per due referenze: Arancia Spremuta 100% e Yoga AQ.
Quest’ultima novità interessa anche la presenza nei distributori automatici dei marchi Valfrutta e Derby Blue: Valfrutta vede il debutto del formato brik 250 ml con il succo Pesca Bio; Derby Blue punta invece su una gamma completamente rinnovata nel formato 300 ml, disponibile nei gusti Arancia Rossa, Ace e Multifrutti senza zuccheri aggiunti, pensata per il consumo on the go e con poche calorie.
Sul fronte delle ricette, si registra l’arrivo di Yoga Fruit Pro 250 ml, succo di frutta proteico (20 g di proteine per singolo prodotto) disponibile nella confezione cheerpack (gusti Ace e Ananas) ideato per chi pratica sport ed è attento al proprio benessere, con il quale il marchio storico di Conserve Italia ha fatto il suo ingresso in un nuovo segmento di mercato.
CONFEZIONI RISPETTOSE DELL’AMBIENTE
Conserve Italia definisce prioritario il tema della sostenibilità e nel corso del 2025 ha lavorato all’evoluzione dei packaging. L’obiettivo è ridurre progressivamente l’impatto ambientale, rispondendo alle richieste delle aziende del vending e dei consumatori finali, sempre più attenti a prodotti naturali e a pack ecosostenibili. “Il canale vending rappresenta per noi un presidio strategico che ci consente di far arrivare i nostri marchi storici a un pubblico molto ampio, con soluzioni innovative e sostenibili – sottolinea Gabriele Angeli, Direttore Marketing Horeca di Conserve Italia –. Le novità del 2025, guidate da Yoga ma arricchite anche dalle proposte Valfrutta e Derby Blue, vanno proprio in questa direzione: più gusti, più occasioni di consumo e un’attenzione costante all’ambiente”.










“I dati mostrano una leadership inequivocabile in tutti i mercati analizzati – dichiara Paola Nannelli, Chief Sales Officer di Pulse Advertising (nella foto a sinistra) –. Anche nei mercati dove i media tradizionali restano forti, i social media occupano stabilmente la posizione n.1. Non è una tendenza: è la nuova realtà alla base del comportamento dei consumatori quando cercano prodotti Made in Italy”.
Il terzo punto riguarda i consumatori di domani: è necessario dare priorità a TikTok e Instagram per intercettare i futuri acquirenti del lusso; adeguare i budget ai pattern di utilizzo quotidiano dei diversi social, con l’obiettivo di costruire strategie social-first, aggiudicandosi un vantaggio strategico sui concorrenti che restano legati ai canali tradizionali. La quarta e ultima azione suggerita consiste nel focalizzare le campagne premium sui mercati con alta discovery social, valorizzando il concetto di Made in Italy.




