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Just Eat azzera la commissione ai nuovi ristoratori aderenti

A seguito delle nuove restrizioni nazionali che coinvolgono la ristorazione italiana (chiusura anticipata dei servizi con consumo in loco e limitazioni alla capienza), Just Eat si attiva in prima linea per supportare i ristoratori e sostenerli in questo momento di difficoltà agevolando la possibilità di attivare il servizio di digital food delivery con l’obiettivo di creare continuità alla loro attività quotidiana e ai guadagni.

Per i ristoranti partner della piattaforma sarà infatti attivato un supporto dedicato a quelle attività che usufruiscono del servizio di delivery attraverso rider che consegnano con Just Eat e per le quali sarà attivato uno sconto sulla commissione pari al 25%, con l’obiettivo di supportare oltre 5.000 ristoratori partner in tutta Italia, alleggerendo i costi e permettendo a chi non potrà utilizzare la sala per servire i clienti a cena di continuare ad offrire i propri piatti attraverso la piattaforma, consegnandoli ai clienti a casa in modo facile, veloce e sicuro.

Il pacchetto di agevolazioni prevede inoltre di azzerare le commissioni per tutti i nuovi ristoranti che decideranno di utilizzare il digital food delivery e attivarsi su Just Eat per soddisfare la domanda della clientela in questo periodo. L’azzeramento della commissione sarà estendibile e prorogabile in base all’evoluzione della situazione e sarà in vigore per un periodo minimo di 1 mese.

Sarà poi accelerato l’onboarding sulla piattaforma, snellendo i processi per rispondere velocemente alle richieste di attivazione del servizio con Just Eat, garantendo così in tempi più brevi ai nuovi ristoranti di poter offrire il servizio ai propri clienti.

In particolare, sarà incentivata anche la possibilità di essere online su Just Eat con il proprio ristorante attraverso un menù ridotto, cioè con un numero limitato di piatti, pensati per l’attivazione del servizio di delivery e in grado così di rispondere alla situazione di emergenza offrendo ai propri clienti i prodotti principali e più ordinati nel proprio menù.

“Il 2020 è per il mondo e per il nostro Paese un anno difficile. Il nostro impegno, forte durante l’emergenza, e continuativo per essere vicini a ristoranti, rider e clienti, oggi si rinnova per supportare ulteriormente una delle categorie più colpite dalle nuove restrizioni. Crediamo infatti che il consenso e il prosieguo delle consegne a domicilio sia un elemento importante per la ristorazione e noi vogliamo sostenerlo promuovendo il digitale con zero costi di commissione per chi ancora non utilizza il digital food delivery e una riduzione dei costi per oltre 5.000 ristoranti che già utilizzano già il servizio. Vogliamo permettere ai ristoranti di fare leva su un servizio che si è dimostrato essenziale per l’Italia dall’inizio dell’emergenza ad oggi” commenta Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia.

Dispositivi di protezione

Nel consolidare il proprio impegno, Just Eat rinnova inoltre a ristoranti, rider e consumatori messaggi e azioni importanti per la tutela comune, aggiornando costantemente materiali informativi e iniziative di supporto coerentemente con gli sviluppi governativi e con le necessità contingenti. Per garantire la completa sicurezza nella consegna di cibo a domicilio sono state inoltre distribuite mascherine lavabili, gel disinfettante e spray per gli zaini a tutti i rider, oltre a comunicazioni specifiche sulle misure igienico-sanitarie importanti per le consegne a domicilio e le indicazioni sulle modalità di consegna CONTACTLESS, cioè senza contatti diretti, e il rispetto delle distanze.

 

 

AssoBirra propone due misure per sostenere la filiera

AssoBirra, a sostegno del Fuori casa, tra i settori più colpiti dall’emergenza sanitaria, avanza alle istituzioni due proposte di supporto all’intera filiera: una riduzione delle accise da un lato, e un sostegno immediato al canale Ho.Re.Ca. dall’altro.

Le proposte sono state presentate da AssoBirra durante un incontro istituzionale digitale che ha visto la presenza, oltre al Presidente Michele Cason e al Vice Presidente Alfredo Pratolongo di AssoBirra, anche dell’On. Fabio Melilli, Presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, di Luciano Sbraga, Vice Direttore Generale di FIPE e di Luca Paolazzi, Partner di REF Ricerche e Ceresio Investors advisor per il punto sul settore, numeri alla mano.

Le accise

Nel nostro Paese, la birra è l’unica bevanda da pasto a pagare le accise. Un’anomalia che incide in maniera significativa su tutta la filiera e che ora più che mai non può essere ignorata. Tanto più che colpisce tutti: produttori, distributori e consumatori. E ancora: si tratta di una tassa regressiva e dunque ha un’incidenza maggiore sulle birre più popolari e un peso inferiore su quelle di fascia alta. Non solo. È tra le più alte d’Europa e penalizza le aziende che investono e producono in Italia. Per questo, AssoBirra chiede un intervento strutturale che, mediante la riduzione delle accise dall’attuale soglia di 2,99 euro per ettolitro e per grado Plato di birra consenta al comparto di rimanere competitivo. Assicurando una boccata d’ossigeno a tutta la filiera. Consumatori finali, compresi.

Michele Cason

“La birra arriva da un decennio di crescita. Anni in cui ha messo a segno record su record su tutti i fronti: dalla produzione, sostenuta da un export sempre più consistente, al numero di consumatori che sempre più prediligono abitudini moderate con prodotti a basso tenore alcolico. Il comparto ha generato una ricchezza tale da diventare uno dei settori strategici della nostra economia. Questo valore non può andare disperso e, anzi, va valorizzato affinché la filiera birraria possa essere uno dei pilastri strategici su cui costruire una roadmap chiara per affrontare la crisi attuale” commenta Michele Cason, Presidente di AssoBirra.

Il Fuori Casa

Nove miliardi di euro al 2018: a tanto ammonta il valore condiviso generato dalla birra in Italia e che esprime la ricchezza generata. Di questi, oltre 5,7 miliardi di euro sono da ricondursi al canale Ho.Re.Ca., una galassia di oltre un milione e duecentomila addetti e 340mila imprese che, prima dell’emergenza Covid-19, generava un fatturato di oltre 90 miliardi di euro ogni anno. E che oggi è messa a dura prova dalla seconda ondata pandemica e dal recente DPCM del 24 ottobre scorso che ha sancito la chiusura tassativa di tutti i punti di ristoro d’Italia dalle ore 18.00. Non a caso, il quadro disegnato dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) è drammatico: entro la fine dell’anno, chiuderanno 50.000 imprese. In altre parole: oltre 350.000 persone perderanno il posto di lavoro.

Ed è proprio per tutelare questo immenso valore economico e sociale generato in gran parte anche dal sodalizio birra e Ho.Re.Ca. che AssoBirra chiede un sostegno immediato al canale Ho.Re.Ca. tramite un apporto concreto di liquidità destinato ai punti di consumo. Non solo. Va studiata sin da ora una misura volta ad accompagnare la riapertura in toto dei locali, quando avverrà, volta a sostenere in maniera concreta i gestori. Tra le ipotesi sul tavolo: il riconoscimento di un credito di imposta sulla birra alla spina che ne migliori la marginalità.

Alfredo Pratolongo

“Siamo consapevoli di come i provvedimenti presi dal Governo siano necessari perché l’evolversi della pandemia nel nostro Paese sta mostrando segnali di crescita preoccupanti. Tuttavia è altrettanto importante sostenere il business dei singoli esercenti con azioni mirate. Seppure in questi giorni possa apparire prematuro, dobbiamo pensare a come aiutarli a ripartire. E su questo fronte crediamo che la birra possa essere parte della soluzione, non appena superato questo periodo, grazie al suo ruolo trainante nella creazione di valore” commenta Alfredo Pratolongo, Vice Presidente di AssoBirra con delega a Relazioni Istituzionali e Comunicazione. “Supportare la birra alla spina consentirebbe di agire in modo mirato aiutando chi è stato più colpito, ad esempio le oltre 125.000 pizzerie in Italia, che quando potranno riprendere a lavorare a pieno regime avranno seri problemi di marginalità. Per questo inserire un credito di imposta per la birra alla spina è una delle possibili soluzioni pratiche e applicabili concretamente, che porterebbe benefici proporzionali e consentirebbe agli esercenti di migliorare i margini e far fronte così al calo drastico dei consumi”, conclude Pratolongo.

Risparmio Casa: si inaugura il 6° pdv in Piemonte

Risparmio Casa inaugura un nuovo punto vendita a Beinasco (TO). Il negozio, il 6° in Piemonte, si sviluppa su 2.500 metri quadri di superficie commerciale e impiega 25 figure professionali.

“Rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei consumatori e creare un rapporto di fiducia con loro è la nostra missione – fanno sapere dall’azienda – Nell’ultimo anno abbiamo avviato un piano di sviluppo che ci vede oggi fortemente impegnati anche sul fronte delle assunzioni, avendo toccato il traguardo di 110 punti vendita in Italia. In questo percorso il Piemonte, dove Risparmio Casa ha aperto finora ben 6 store, si conferma un’area particolarmente strategica su cui continueremo a investire, aumentando la vicinanza con il territorio e supportando nella quotidianità, con qualità e risparmio, la comunità locale.”

Risparmio Casa propone una vasta offerta di oltre 36.000 referenze, ben divise tra prodotti per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, prodotti per animali domestici, casalinghi, tessile casa, giocattoli, cartoleria, fai da te, accessori auto, piccolo elettrodomestico e stagionale. Non solo grandi brand dell’industria di marca, ma anche un copioso assortimento di marchi di private label, il tutto all’insegna dell’alta qualità dei prodotti e del grande risparmio con prezzi bassi, sempre, tutti i giorni.

In tutto il 2020 la catena italiana continua il processo di aperture, con azioni messe in campo per gestire sinergicamente i vari touch-point digitali, e un programma strutturato che mira a raddoppiare i punti vendita entro il 2025.

Benessere personale, il più amato dagli italiani

Prodotti di profumeria e di automedicazione, articoli per lo sport e piccoli elettrodomestici: sono alcune delle merceologie del largo consumo che hanno retto meglio alla contrazione del budget destinato dagli italiani all’acquisto di beni e prodotti non alimentari. A rivelarlo è l’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy.

Tra i 13 comparti analizzati, a mostrare una maggiore vivacità sono stati quelli legati al benessere personale. Infatti, se complessivamente il “paniere” rilevato ha registrato una crescita annua delle vendite di +0,2%, raggiungendo i 103 miliardi di euro, superiori alla media sono state le performance dei prodotti di profumeria (+2,9%), dei prodotti di automedicazione (+1,9%), degli articoli per lo sport (+1,2%) e dei piccoli elettrodomestici (+5,9%).

Biologico, “clean label” e beauty experience

Il comparto dei prodotti di profumeria ha chiuso il 2019 con 6,1 miliardi di euro di vendite e un trend annuo di +2,9%, arrivando a mettere a segno un +10,9% nel quinquennio 2015-2019 e confermandosi un settore aciclico, capace di rispondere alla perdurante crisi del mercato interno. Molto si deve all’evoluzione della proposta delle aziende del settore e al cambiamento avvenuto nei canali di vendita, con l’affermazione dei drugstore e la crescita di +20% dell’online, anche se ancora marginale (5,2% di quota). È cambiato anche l’approccio degli italiani alla cosmesi e ai prodotti di profumeria: si stanno affermando i valori della sostenibilità (cosmetici bio, pack ecosostenibili o ricaricabili) e della bellezza “pulita” (riduzione o eliminazione di additivi o componenti critici), la semplificazione della beauty routine e la trasformazione dei punti vendita, in particolare delle profumerie, in veri e propri luoghi esperienziali.

Bike e calzature da trekking: shopping  en rose

Il comparto degli articoli per lo sport ha chiuso il 2019 con oltre 6,2 miliardi di euro di vendite, in crescita di +1,2% rispetto all’anno precedente. Si conferma, così, uno dei settori più dinamici tra quelli rilevati dall’Osservatorio Non Food di GS1 Italy visto che nel quinquennio 2015-2019 ha registrato un aumento delle vendite di +9,4%. È un universo in continua evoluzione e il trend degli acquisti rispecchia i cambiamenti sociali in atto: cresce il peso delle acquirenti donne, grazie all’aumento delle sportive e alla crescita dell’athleisure, ed è sempre più determinante la spinta delle innovazioni tecniche e tecnologiche, che permettono di combinare app, attrezzature e dispositivi wearable.

Lo dimostra la crescita ininterrotta delle vendite di attrezzature sportive (+5% nel 2019, +11,8% tra 2015 e 2019), che sono arrivate a generare il 34,4% delle vendite del comparto e che vengono acquistate sempre più spesso online (12,5% di quota). In termini di prodotti, i numeri più interessanti sono quelli delle bici e delle e-bike, grazie alla riscoperta delle “due ruote” da parte degli italiani sia per lo sport sia per la mobilità quotidiana. 

Vento in poppa anche per il segmento delle calzature sportive, le cui vendite continuano a crescere: +1,5% nel 2019 e +10,7% nel quinquennio 2015-2019. Decisivo l’apporto dell’e-commerce, arrivato al 16,2% di quota e cresciuto di +118,2% negli ultimi cinque anni. Nell’ultimo anno si conferma le performance positive delle vendite di sneaker, sia sul mercato interno che su quelli esteri, e si registra il boom delle calzature da trekking e outdoor.

Integratori, la “healthy routine” degli italiani

L’attenzione alla cura e al benessere da parte degli italiani è confermata anche dall’incessante crescita (+11,6% tra 2015 e 2019) del mercato dei prodotti di automedicazione, ossia farmaci acquistabili senza prescrizione medica e integratori notificati dal Servizio sanitario nazionale. Nel 2019 le vendite hanno sfiorato i 7 miliardi di euro (+1,9% annuo) e la performance migliore è stata quella degli integratori: +3,1% a valore e +1,1% a volume. Questi prodotti consentono agli italiani di prendersi cura del proprio benessere, sono disponibili in un ampio assortimento e sono spinti dal consiglio dei professionisti del settore, come medici e farmacisti. E proprio le farmacie restano il punto di vendita preferito e dominante, visto che canalizzano l’87,4% delle vendite dei prodotti di automedicazione e, nel corso dell’ultimo anno, hanno aumentato sia il fatturato che la quota di mercato. Invece gli altri canali, ossia parafarmacie e corner della grande distribuzione organizzata (con presenza di farmacista), cumulano una quota di mercato che si aggira sul 10%, con dinamiche annuali molto marginali.

Piccoli elettrodomestici

Con un aumento annuo di +5,9% delle vendite (+14,8% nel quinquennio), arrivate a 1,7 miliardi di euro, sono stati i piccoli elettrodomestici il segmento più vivace del comparto degli elettrodomestici. Il trend positivo del 2019 è legato soprattutto alla crescita delle performance dei prodotti per la cura della casa e di quella per la cura personale. Elettrodomestici che rendono meno faticose le pulizie (come gli aspirapolvere senza filo), che permettono di concedersi anche in casa momenti di piacere extradomestici (come le macchine per il caffè) o che aiutano a prendersi cura della propria estetica e salute, come gli asciugacapelli di nuova generazione e i prodotti legati all’igiene dentale.

Quanto ai canali, se si analizzano le vendite relative all’ultimo quinquennio, Internet segna un trend positivo a tre cifre: avvisaglia di come i luoghi e le modalità di acquisto da parte delle famiglie italiane, per quanto riguarda questa categoria di prodotti, stiano radicalmente cambiando.

Nota:

L’osservatorio si avvale dell’analisi micro e macro economica svolta da REF Ricerche, e delle previsioni delle vendite per canale e alla ricerca sul punto di vista del consumatore svolte da Metrica/TradeLab.

 

Per approfondire: nonfood.gs1it.org.

La carica dei surgelati: i dati dell’Osservatorio TUTOOFOOD

Positivo l’andamento del frozen. Stando, infatti, agli approfondimenti dell’Osservatorio TUTTOFOOD su dati IRI, il settore si distingue per un incremento delle vendite. Complice anche la chiusura di pasticcerie e gelaterie, persoddisfare il bisogno di gratificazione gli italiani hanno riscoperto gelati e surgelati al super. Il comparto del frozen, dal bakery alla terza gamma, fino al segmento carni, sta vivendo un momento di grande cambiamento.
I dati parlano chiaro. In Italia nella distribuzione organizzata, tra gennaio e luglio 2020, il segmento dei gelati “del supermercato” ha fatto registrate un incremento delle vendite del 4,3% in valore, superando abbondantemente il mezzo miliardo di euro (558 milioni). Secondo i dati registrati da Nielsen a partire dal 24 maggio, dall’inizio della Fase 2, gli acquisti di gelati nella GDO sono aumentati del +53%. I player del settore sono pressoché unanimi nel commentare le ragioni di questo successo: non solo bisogno di gratificazione nei consumatori, ma anche una qualità sempre crescente dei prodotti coniugata con alto contenuto di servizio e un occhio attento alle esigenze più innovative, come quelle salutistiche, magari curato anche esteticamente. “Durante il lockdown il ‘bisogno di dolcezza’, insieme alla chiusura di pasticcerie e gelaterie, ha portato a un non trascurabile incremento di vendite del dolce e gelato nella GDO – spiega Orlando Bottone, titolare di Dolce Idea –. Un’impennata caratterizzata anche da un approccio salutistico cui il settore ha risposto con un ulteriore aumento della qualità”.
Concorda Sarah Marengo, Marketing Office di Dolceria Alba: “Le famiglie hanno cercato gratifiche alternative, prendendo sempre più in considerazione i dessert congelati. La qualità dei nostri prodotti ci ha permesso di conquistare e fidelizzare consumatori, che ora continuano a premiare le nostre vendite. E, se in passato il cliente cercava il prodotto semplicemente ‘buono’, oggi lo vuole anche ‘bello’ e ‘sano’. Noi ci stiamo orientando sempre più a soddisfare nuove esigenze di packaging sostenibile, di etichetta corta, di prodotto tutto naturale e biologico”. A cui fanno eco le parole di Angela Neglia, Direttore Commerciale di Callipo Gelateria: “Durante il lockdown abbiamo assistito a una crescita importante nel consumo di gelato in casa e, con la riapertura e le vacanze, è ripreso il consumo fuori casa, che probabilmente ritornerà ai livelli originari. C’è attenzione alla ricerca di pack riciclabili e sugli aspetti funzionali, come i prodotti senza lattosio. Ora la nostra attenzione è rivolta alle monoporzioni in multipack e i prodotti a grammatura ridotta”.

Surgelati in tavola
Il lockdown ha modificato la spesa degli italiani, favorendo prodotti con una durabilità prolungata come gli alimenti surgelati. E non solo di verdure o cibi pronti. Lo dice il Rapporto annuale sui Consumi dei Prodotti Surgelati di IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, ora integrato in Unione Italiana Food, che ha presentato numeri interessanti sui primi quattro mesi del 2020, oltre all’andamento nel 2019. E se, nel primo quadrimestre 2020 le vendite complessive nel canale Retail hanno segnato un +13,5%, gli snack salati surgelati sono cresciuti del +21,5% e le pizze del +12,5%. Gli aumenti a due cifre confermano infatti la validità del percorso di crescita del settore: prodotti di sempre maggiore qualità e contenuto di servizio, che rispondono al nuovo bisogno di convivialità. “In effetti, pizze e snack surgelati con una durabilità prolungata e pronti all’uso hanno registrato un incremento considerevole nel Retail durante il confinamento – spiega Tiziano Zanuto, CEO di Prodal Srl –. La nostra azienda, più orientata al Food Service e Ho.Re.Ca.,sta ora notando una crescita di vendite di basi e pizze surgelate nel fuoricasa, che sta sempre più ampliando la gamma frozen che garantisce elevati standard di sicurezza alimentare e salubrità. Noi abbiamo da anni anche la linea Bio/Organic. Inoltre, siamo un’azienda certificata BRC, IFS ed ISO22000 ed imponiamo ai nostri fornitori elevati standard qualitativi”. La gestione della logistica del freddo sta infatti diventando una sfida importante ma anche una grande opportunità, come puntualizza Paolo Vaccaro, Responsabile Marketing di Abbondanza del Pane dal 1945: “Il consumatore ha scoperto il piacere di nuovi prodotti surgelati direttamente a domicilio e realizzati con materie primeeccellenti. Noi abbiamo raccolto la sfida dando vita a nuovi prodotti che puntano in questadirezione del salutismo, utilizzando farine poco raffinate ad alto contenuto di fibre, e cheriducono gli sprechi alimentari grazie a prodotti minisize”. L’attenzione al prodotto surgelato e alla qualità degli ingredienti utilizzati sono alla base della realtà Impasto Italiano che realizza prodotti di panificazione artigianale utilizzando la tecnologia della catena del freddo: ciò permette di ottenere un prodotto in grado di preservare tutte le
proprietà organolettiche e di gestire la cottura nel punto vendita solo quando è richiesta, evitando quindi inutili sprechi.

Bene anche la carne
Oltre il bakery, l’Osservatorio TUTTOFOOD riscontra che anche le carni hanno beneficiato dello spostamento dei consumi verso i surgelati confermando un trend già cominciato nel 2019. Come afferma Luca Scorcella, Direttore Commerciale di Baldi: “Come azienda leader degli hamburger gourmet congelati constatiamo che i nostri prodotti hanno fatto da traino nella fase iniziale del lockdown e, in seguito, hanno registrato un aumento in termini di volumi confrontando lo stesso periodo 2019. Alla richiesta di nutrizione salutistica e sostenibile il settore risponde con approvvigionamenti di qualità e con processi prodottivi che li garantiscono, il tutto supportato da una comunicazione adeguata ed efficace”. Il consumatore in questo periodo sembra aver abbandonato le reticenze nei confronti del surgelato, esplorando anche prodotti che forse non conosceva, come ha osserva Arianna Errante, Marketing Manager di Zini Prodotti Alimentari: l’azienda ha infatti lavorato a una gamma ‘healthy’ a base di vegetali, clean label e in confezioni 100% compostabili.

I mercati esteri
Francia e UK, Paesi e mercati a confronto Francia e Regno Unito sono entrambi Paesi di destinazione molto importanti perl’agroalimentare italiano, e in particolare per il settore in forte crescita del frozen. Per capire meglio questo scenario, fornendo un orientamento agli attori italiani della filiera delsurgelato, ITA – ICE Agenzia, UNAS e TUTTOFOOD hanno unito le forze e organizzatoun webinar dedicato al confronto tra i due mercati. Parlando di numeri nel Regno Unito il 60% dei prodotti agroalimentari è importato e di questi tre quarti (75%) provengono dalla UE, ma solo il 6% dall’Italia (siamo il nono partnercommerciale), quindi vi sono ampi margini di crescita. Secondo dati della British Frozen Food Federation (BFFF), nel 2019 il mercato britannico dei surgelati valeva 8,6 miliardi disterline con una crescita del 4,4% anno su anno ed è la merceologia in più rapida crescita.Quanto alla Francia, secondo l’associazione di categoria Syndigel il mercato valeva 9miliardi di euro nel 2019 per 2 milioni di tonnellate di merce venduta, con una penetrazioneche raggiunge il 98,6% delle famiglie e una spesa media pari a 223 euro l’anno a persona. In Francia, l’industria agroalimentare vale 178 miliardi di euro l’anno, che rappresentano il 20% dell’intero fatturato del settore manifatturiero. Forte esportatrice e meno importatrice rispetto al Regno Unito la Francia è comunque, storicamente, uno dei Paesi che apprezza di più il made in Italy agroalimentare. Per molti consumatori la fase di lockdown ha rappresentato, nell’ottica di un’economia domestica per l’approvvigionamento di scorte alimentari, l’occasione di acquistare più prodotti di lunga durata e per ‘riscoprire’ le qualità dei surgelati, che vanno incontro alle nuove esigenze di consumo come la naturalità e il salutismo: molti hanno ‘scoperto’ solo oggi, ad esempio, che il processo di surgelazione industriale, a differenza del congelamento domestico, non altera le caratteristiche organolettiche e nutritive del prodotto e non richiede l’uso di conservanti.

Il prossimo appuntamento con TUTTOFOOD è a fieramilano a Rho dal 17 al 20 maggio 2021.

 

Despar Italia: nuove ricette con meno zucchero

Una nuova ricetta, con una minore quantità di zucchero e un packaging rinnovato graficamente: con queste caratteristiche Despar Italia migliora la linea di bevande a base frutta a marchio Despar, in distribuzione nelle prossime settimane presso i punti di vendita dell’insegna.

La linea è stata rinnovata nell’ambito del progetto “Obiettivo Benessere”, iniziato nel 2018 in collaborazione con i nutrizionisti dell’Università di Parma con l’intento di analizzare, valutare e migliorare le caratteristiche nutrizionali di oltre 300 prodotti a marchio Despar e Despar Scelta Verde Bio, Logico.

A guidare le riformulazioni sono state le indicazioni rilasciate dal Ministero della Salute nel documento: “Obiettivi condivisi per il miglioramento delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti alimentari con particolare attenzione alla popolazione infantile (3-12)”.

In particolare, il lavoro svolto dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma si è focalizzato sul contenuto di grassi saturi, zucchero, sale e fibre dei prodotti a marchio Despar per individuare possibili miglioramenti delle ricette.

Da questi approfondimenti sono nate le nuove formulazioni delle bevande a base frutta, che contengono una minore quantità di zucchero. Impressionante la riduzione di questo ingrediente in un anno, pari a 105.500 kg (sulla base dei volumi del venduto dell’anno precedente).

Le referenze con le nuove formulazioni coprono tutta la gamma: le bevande alla frutta (con il 30% di frutta); i prodotti succo e polpa (40-50% di frutta) e i succhi con almeno il 60% di frutta senza zuccheri aggiunti. Anche il packaging è stato ridisegnato per essere ricco di contenuti, oltre che graficamente accattivante: sulla confezione il consumatore trova infatti indicata la percentuale di frutta presente e informazioni per il corretto smaltimento della confezione.

“Uno dei principi valoriali di Despar – spiega il Direttore Generale di Despar Italia Lucio Fochesato – è proprio quello della sana alimentazione. Questo aspetto viene declinato in numerose iniziative a livello nazionale e territoriale, come ad esempio il progetto ‘Le Buone Abitudini’ che coinvolge le scuole del Nord-Est. Realizziamo inoltre a cadenza trimestrale il magazine Di Vita, oggi giunto al dodicesimo anno di pubblicazione. Con oltre un milione di copie stampate l’anno, la rivista è il punto di riferimento per chi vuole adottare buone pratiche a livello di alimentazione, scoprire nuove ricette e comportamenti improntati al benessere che partano dalla cucina di casa. Per esempio, promuoviamo il ‘piatto unico’ come strumento per una alimentazione bilanciata e con un corretto apporto calorico”.

Grazie a “Obiettivo Benessere”, Despar Italia rafforza il suo impegno e l’attenzione alla salute dei propri consumatori. Ringrazio l’Università di Parma, in particolare il professor Daniele Del Rio e la dottoressa Daniela Martini, la quale è ora in servizio presso l’Università degli Studi di Milano, che ci stanno supportando nel miglioramento delle formulazioni dei nostri prodotti. Crediamo che una buona alimentazione passi attraverso scelte d’acquisto consapevoli e, proprio per questo, vogliamo offrire ai nostri clienti prodotti più equilibrati a livello nutrizionale e le conoscenze per seguire un’alimentazione bilanciata. Questo progetto, infatti, non solo valorizza il marchio Despar, ma aiuta le persone: dalla tavola può partire uno stile di vita improntato alla salute e al rispetto dell’ambiente”, concludeLucio Fochesato.

Delivery e asporto ai tempi del Covid. Il parere legale

L’ultimo DPCM del 24 ottobre 2020 (pubblicato in Gazzetta ufficiale il 25 ottobre) ha stabilito la chiusura al pubblico, dalle ore 18.00, dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ecc), consentendo a tali soggetti, oltre tale orario, la possibilità a svolgere ristorazione con consegna a domicilio e con asporto, a condizione è che l’esercente operi tali attività “nel rispetto delle norme igienico-sanitarie”.

Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Ce lo spiega l’avvocato Simona Cardillo dello Studio Lexant.

“Per chiarire meglio l’argomento – dice Cardillo – vale la pena di soffermarsi su quali siano le norme igienico-sanitarie e le buone prassi da rispettare, prendendo in considerazione i protocolli pubblicati dal Ministero della Salute ed altri Enti con lo scopo di fornire istruzioni utili a ridurre il rischio di trasmissione del virus tra dipendenti, fornitori, addetti alle consegne e consumatori, considerando anche stoviglie e contenitori”.

Cominciamo dai LOCALI: quali le regole?

Qui devono essere sempre garantite le distanze di sicurezza tra i dipendenti distanziando le postazioni di lavoro, modificando i turni per ridurre il numero di persone presenti contemporaneamente negli ambienti dove si prepara il cibo al fine di ridurre al minimo gli eventuali contatti lungo la linea di produzione. Gli utensili e le superfici della cucina devono essere igienizzati con frequenza straordinaria.

E i per i LAVORATORI, quali accorgimenti?

Essi devono essere sensibilizzati sulla necessità di adottare misure igieniche più stringenti e devono essere formati sulle nuove procedure (non toccare il volto, lavare le mani più spesso del solito, ecc). Per garantire la sicurezza dei dipendenti, soprattutto laddove non sia possibile garantire il distanziamento, i datori di lavoro devono fornire appositi dispositivi di protezione, quali mascherine, camici monouso, sovra-scarpe e prodotti igienizzanti, assicurandosi del loro efficace utilizzo. Il datore di lavoro deve avvertire il proprio personale affinché, in presenza di sintomi simili all’influenza, resti a casa e immediatamente sospenda l’attività lavorativa.

Laddove possibile ed utile, ad esempio in ragione del numero elevato di dipendenti, il datore di lavoro dovrebbe identificare una persona preposta a fornire ogni opportuno chiarimento al personale in merito alle procedure adottate.

Per informazioni di carattere scientifico-sanitario sarà opportuna la collaborazione di un medico competente (il Garante per la PRIVACY ha chiarito che i datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa. Tuttavia, il Garante ha ricordato però che resta fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.)

Come regolarsi durante la PREPARAZIONE DEL CIBO?

Come sempre, deve essere mantenuta una rigida separazione tra gli alimenti crudi e cotti, e tra utensili usati per gli uni o gli altri, per evitare contaminazioni. Il Sars-Cov-2, come gli altri coronavirus, è sensibile alle alte temperature, quindi un’accurata cottura degli alimenti (almeno 70°C al cuore del prodotto) ne assicura la distruzione. Se però non viene rispettata la separazione tra crudo e cotto, il cibo bonificato dalla cottura può essere ricontaminato.

Quali le regole per i FORNITORI?

i locali devono limitare il più possibile l’accesso a persone esterne e il contatto tre queste e i dipendenti, ad esempio prevedendo fasce orarie in cui possono essere eseguite le consegne delle materie prime, evitando, quando possibile, la discesa degli autisti dai furgoni e trasmettendo la documentazione di trasporto via e-mail.

E veniamo al DELIVERY: come va gestito?

Nella gestione dell’attività di DELIVERY, deve essere mantenuta una separazione dei locali di preparazione del cibo da quelli destinati al ritiro da parte dei fattorini, e devono essere utilizzati zaini o contenitori termici per rispettare la temperatura di conservazione in sicurezza del cibo. Gli alimenti da consegnare devono essere confezionati in contenitori adeguati, con un’etichetta con la descrizione del prodotto, il destinatario e i riferimenti del locale. Non si deve infatti dimenticare il divere di rispetto dei requisiti di rintracciabilità dell’alimento sino alla tavola del consumatore.

Il trasporto dovrà avvenire nel rispetto di legame caldo e legame freddo dell’alimento, attraverso utilizzo di contenitori alimentari isotermici che conservano i prodotti alimentari ad una temperatura adeguata e dovrà essere offerto verificando:

  • che i vani di carico dei veicoli e/o i contenitori utilizzati per il trasporto di alimenti siano sempre puliti ed a tenuta per prevenire eventuali contaminazioni da prodotti danneggiati
  • che i contenitori siano frequentemente sottoposti a manutenzione e lavaggio per evitare eventuali rischi di contaminazione
  • che i contenitori isotermici siano integri (assenza di buchi, crepe, ecc) ed ermetici (perfetta chiusura)
  • che il trasporto sia fattibile in termini di distanze da percorrere.

Per quanto attiene poi al caso specifico del DELIVERY ATTRAVERSO RIDERS, il ristoratore deve accertarsi che il personale che effettua il trasporto abbia tutte le competenze per svolgere in sicurezza l’attività e che il trasporto degli alimenti e la consegna di questi al domicilio del cliente avvenga nel rispetto delle regole  indicate in generale per il servizio di Delivery di cui al punto precedente.

Ultima fase: la CONSEGNA AL DOMICILIO, come gestirla?

Deve essere sempre effettuata in sicurezza, mantenendo sempre la distanza di almeno un metro e chiedendo al consumatore, al momento dell’ordine, di ricevere il fattorino indossando una mascherina, nel caso di pagamento alla consegna. Se possibile, preferire il pagamento on-line così potendo prevedere che la consegna venga effettuata lasciando il cibo davanti alla porta del destinatario, che uscirà a ritirarlo solo quando il fattorino si sarà allontanato.

Avv. Simona Cardillo Senior Associate

Via Pietro Cossa n. 2 – 20122 Milano (MI)
Mail: simona.cardillo@lexant.it
Skype: Cardillo Studio Lexant
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Acqua Minerale San Benedetto premiata per Skincare

Acqua Minerale San Benedetto conquista il Global Water Drinks Awards 2020 nella categoria “Best Functional Waters” con SKINCARE, la bevanda funzionale al gusto Pesca & Frutti Rossi, arricchita con Collagene, Zinco e Acido ialuronico, disponibile nel formato on-the-go in PET da 22 cl, e priva di conservanti e coloranti. La Total Beverage Company veneta è l’unica azienda Italiana ad aver ottenuto il prestigioso riconoscimento in questa edizione. A conquistare i giudici le proprietà del prodotto, la bontà del gusto, l’immagine ed il formato.

I Global Water Drinks Awards, organizzati dai maggiori esperti globali del food & beverage di Zenith Global, rappresentano un premio di assoluto prestigio dedicati all’industria dell’acqua imbottigliata, aperti a innovatori, imprenditori e ad aziende già note di tutto il mondo. Quest’anno l’evento ha registrato più di 160 partecipanti da 27 paesi.  I finalisti e vincitori sono stati selezionati da una giuria indipendente di esperti del settore.

“Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo importante riconoscimento”. – dichiara Vincenzo Tundo, Direttore Marketing e Trade Marketing Italia del Gruppo Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. – “Questo premio certifica ancora una volta la capacità della nostra Azienda di anticipare l’evoluzione dei trend di consumo andando ad intercettare le rinnovate esigenze dei consumatori, oggi sempre più attenti ai benefici funzionali dei prodotti e di conseguenza a bevande salutari e funzionali. Abbiamo lanciato SKINCARE quest’anno nel mercato delle near water; una categoria con una crescita costante e a doppia cifra negli ultimi anni”.

 

 

Satispay Smart Award 2020 premi i negozi più smart d’Italia

Alla vigilia della partenza del piano di Governo Italia Cashless, pensato per accelerare il cambio delle abitudini di pagamento dal contante agli strumenti elettronici, Satispay presenta Satispay Smart Award 2020, per premiare i negozi più smart d’Italia. Due le categorie premiate: Popular e Cashback. La prima annovera le attività commerciali in Italia con il maggior numero di clienti che hanno scelto di pagare con l’app Satispay, da ottobre 2019 a ottobre 2020 inclusi. La seconda invece include gli esercizi che hanno erogato più Cashback tramite Satispay, nello stesso periodo di riferimento.

La Lombardia, dove la community di Satispay ha ormai raggiunto quasi 25 mila esercenti, si conferma tra le regioni più smart: nella top ten regionale si collocano molti punti vendita Esselunga di Milano, leader nel settore della GDO, il punto vendita Eataly del capoluogo lombardo, ma anche merchant più piccoli e fortemente radicati sul territorio come Giannasi 1967, il chiosco-rosticceria più amato dai milanesi, e la tradizionale gelateria milanese Artico. Dall’osservatorio emerge che non solo le grandi catene commerciali ma anche tanti piccoli esercizi sono propensi al digitale, a conferma del fatto che il tessuto dei commercianti è pronto a cogliere tutti i vantaggi dei nuovi strumenti di pagamento elettronico, soprattutto di quelli che, come nel caso di Satispay, abbattono le barriere di accettazione offrendo, oltre alla massima convenienza in termini di commissioni, anche servizi dal valore aggiunto come opportunità di vendita anche a distanza e drive-to-store.La classifica di Satispay premia inoltre i merchant che si sono distinti per l’attivazione di campagne di Cashback, ovvero i rimborsi percentuali che gli utenti ricevono in tempo reale sugli acquisti effettuati con Satispay, utilizzati dai negozi come canale di marketing sia per attrarre che per fidelizzare i clienti. La top 10 del Cashback è dominata dalla categoria merceologica delle farmacie su tutto il territorio nazionale, in particolare in Lombardia: non solo nelle grandi città metropolitane come Milano, ma anche centri più piccoli come Bollate e Pioltello, a testimonianza della sempre maggiore capillarità del servizio Satispay.

Andrea Allara, Chief Business Developers Officer di Satispay ha dichiarato: “È un grande piacere per noi celebrare i nostri esercenti lombardi in questo anno difficile in cui il commercio è stato ed è ancora duramente messo alla prova. Questi numeri ci confermano che tanti piccoli e medi negozianti, dal chiosco alla gelateria, dalla grande città al piccolo centro, sono già aperti a beneficiare delle numerose soluzioni sviluppate nel mercato, soluzioni come Satispay che abbattono le commissioni e offrono servizi a valore aggiunto per il business. La crescita costante del network e delle transazioni che osserviamo, così come l’ampio utilizzo della funzionalità Cashback, ci dice che anche il piano di Governo finalizzato a favorire i pagamenti tracciabili troverà terreno fertile e crediamo possa generare benefici per tutti, cittadini e Paese”.

Ki-Best 2020: le 4 chiavi per la ripresa del retail

Si è concluso con successo ‘Ki-Best 2020. Ki-Retail is ready’, il webinar organizzato da Kiki Lab – Ebeltoft Italy (Gruppo Promotica) che ha approfondito le chiavi per la ripresa del Retail in era covid, offrendo numerose ispirazioni anche grazie a testimonianze sia italiane che internazionali: Conad, Promotica, Ikea, Cisalfa Sport, McMillan Dolittle (USA e Corea), Leroy Merlin, Lego (Danimarca) e Taffo Funeral Services.

Fabrizio Valente, fondatore e amministratore di Kiki LabEbeltoft Italy, ha presentato le 4 chiavi per la ripresa del retail in Italia (Store Evolution, Digital Evolution, People Evolution e Circular Evolution), elaborate grazie al monitor mondiale Kiki Lab – Ebeltoft Group:

  • Store Evolution. Il Retail fisico è sempre più integrato con soluzioni tech, dai mobile store ai punti vendita automatizzati senza personale
  • Digital Evolution. Il Digitale si umanizza, diventando sempre di più strumento di creazione di engagement con i clienti
  • Circular Evolution. Da un lato si va nella direzione del minor impatto ambientale, ma dall’altro c’è anche un tema economico di risparmio per i clienti
  • People Evolution. Gli Addetti Vendita stanno diventando sempre di più consulenti e personal shopper.

‘L’era covid – ha commentato Valente –  ci sta imponendo sfide mai immaginate prima e, nel Retail, la vera sfida non è più decidere come dividere fisico e digitale, ma, al contrario, come integrarli. Non è vero che i canali non sono più importanti per i clienti: ogni cliente sa benissimo quali aspettative crearsi in base al canale a cui si rivolge di volta in volta. Ma è necessario trasformare velocemente i modelli attuali: da un lato il negozio deve digitalizzarsie e, dall’altro, il digitale deve umanizzarsi.’

I commenti

Giuseppe Zuliani, Dir. Customer Mark. e Com. Conad ha evidenziato come Il Retail deve affrontare grandi sfide in un clima sociale ed economico incerto e con fortissime tensioni competitive fra i diversi canali di vendita e di relazione con i Clienti. Innovare per costruire valore, identità, rilevanza e fidelizzazione all’Insegna sono le capacità critiche che serviranno per soddisfare i bisogni dei Clienti attraverso la spesa nei Negozi e una relazione sempre più ampia e competitiva attraverso la Digitalizzazione’. Tre le colonne del nuovo format Spazio Conad: food experience, con la hall gourmet e la somministrazione, salute e benessere e famiglia e tempo libero, con sempre più spazio al pet e alle piante.

‘Si dice che nei periodi di crisi i clienti, incerti sul futuro e spesso obbligati a rimandare spese importanti, tendano a compensare queste mancanze con alcuni consumi di piccola gratificazione: si tratta del cosiddetto ‘effetto lipstick’. La loyalty in questi ultimi mesi, oltre ad incontrare questa tendenza, è stato uno strumento davvero strategico per il retail, che ha consentito di mantenere vivo il collegamento con i propri clienti.– ha spiegato Diego Toscani, Amministratore Delegato Gruppo Promotica.

Valerio Valenti, Country Retail Area Manager Ikea Italy, ha approfondito i ‘learning and opportunities’ per Ikea nella nuova normalità, in cui la vita delle persone all’interno delle proprie case è cambiata, coì come sono cambiati i customer needs. ’Home furnishing Kits e smart solutions, second hand, circularity, noleggio a lungo termine e il servizio di remote planning sia in store che in remoto’ alcuni dei temi presentati.

Tea della Pergola, Dir. Marketing Cisalfa Sport ha spiegato che ‘Il processo di trasformazione che era già in atto prima della pandemia ha avuto in questi ultimi mesi una forte accelerazione e sta facilitando la ripresa, soprattutto grazie al digital e ai nostri brand, che hanno raggiunto il 50% del fatturato totale.’

Neil Stern, Senior Partner McMillan Dolittle ha approfondito i trend retail con un interessante focus sul mercato USA e coreano, affermando ‘Greg Foran, ex CEO di Walmart, ha affermato che “la vendita al dettaglio cambierà di più nei prossimi cinque anni rispetto agli ultimi 50 anni”. Sorprendentemente, lo ha detto prima del COVID 19, il che ha portato a un’accelerazione ancora maggiore del cambiamento all’interno del Retail. I retailer di successo devono spostarsi rapidamente verso uno dei 3 estremi: Extreme Value, Extreme Convenience o Extreme Experience. Mentre convenienza e valore rimangono sullo stesso binario, l’esperienza dovrà essere reimmaginata in questo nuovo mondo.’

Angelo Brunati, Direttore Merchandising Leroy Merlin ha affermato che ‘Il 2020 ha visto importanti evoluzioni nei comportamenti di acquisto dei clienti nel DIY come in tutto il retail. Dall’altro lato la propensione alla spesa per la manutenzione e il miglioramento della casa e del giardino risulta essere in forte crescita ovunque.’  Numerose le soluzioni messe in campo da Leroy Merlin nella direzione del Phygital: dai concierge digitali fino all’estensione di gamma digitale e all’uso dell’app in negozio 

Martin Urrutia, Dir Innovation Lego ha spiegato come i ‘LEGO Store stanno adattando la propria retail experience alle nuova situazione. Alcune delle novità inserite in questi ultimi mesi sono state messe a punto a partire dai clienti che si sono approcciati ai negozi con atteggiamenti e mood differenti rispetto allo scorso anno.’

 

‘Un marketing mix e una strategia digital basata sull’ironia e sull’attivismo hanno reso un’azienda locale un brand social e sociale di portata nazionale.’: la storia del successo di Taffo è stata spiegata da Alessandro Taffo, Dir. Commerciale Taffo Funeral Services e Riccardo Pirrone, CEO Kirweb

Alcuni progetti innovativi

Anand Remtolla, Vision Site Leeder Ceetrus ha illustrato il progetto Merlata Bloom di Milano: ‘Ceetrus con Merlata Bloom Milano supera il concetto tradizionale di Mall e ne reinventa l’esperienza: nasce il nuovo Centro di Milano, interconnesso e inclusivo, smart e innovativo, una città nella città, verde, viva e aperta ai flussi delle persone e delle idee.’

Luciano Roznik, Founder e CEO Allways ha approfondito ‘la visione di AllWays del concetto di nuova prossimità, che mette al centro le persone e l’attenzione al cliente, permeando in maniera trasversale i formati e le superfici. Un nuovo equilibrio fra i vari canali della grande distribuzione, incentivato e accelerato anche dall’esperienza Covid-19.’

Tiziano Bonometti, CEO e Alessandro Sopini, Board Member Up! Strategy to action hanno presentato un’interessante soluzione phygital: ‘Lo shopping online necessita di esperienze più rassicuranti e gratificanti. Abbiamo sviluppato una soluzione phygital in grado di migliorare l’esperienza di acquisto dello shopper online, permettendogli di poter interagire live con un esperto e quindi con il brand ed il prodotto, all’interno di un luogo fisico, in showroom, nello shop in shop. Questa soluzione è destinata a diventare un nuovo standard nella vendita Online.’

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