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Primark festeggia i 10 anni in Italia con tre nuovi negozi

Tre nuove aperture, per un investimento complessivo pari a 22 milioni di euro. Per i suoi 10 anni di presenza in Italia, Primark si regala un consolidamento del piano di espansione, che porterà – dettaglio non secondario – alla creazione di 300 posti di lavoro. I nuovi negozi saranno situati a Cremona (Centro Commerciale Cremona Po’), Ancona (Grotte Center) e Gorizia (Tiare Shopping centre). Attualmente, la catena di abbigliamento opera con 20 superfici commerciali su tutto il territorio italiano, destinate a diventare 28 nei prossimi anni, perché ai tre negozi citati vanno aggiunti quelli già in programma a Napoli (due store), Roma, Parma e Genova. A livello internazionale, Primark conta più di 485 negozi in 19 Paesi in Europa, negli Stati Uniti e in Medio Oriente, con più di 80.000 dipendenti, 5.000 dei quali in Italia

UN POLO LOGISTICO PER SUPPORTARE L’ESPANSIONE
Fondata in Irlanda nel 1969, Primark è arrivata in Italia è nel 2016, con il primo negozio presso Il Centro di Arese, inaugurato con un team di 390 persone. Il secondo punto vendita, a Brescia, aveva aperto otto mesi dopo, a conferma della forte risposta dei clienti italiani. La sede regionale e il flagship store di via Torino a Milano hanno invece visto la luce nel 2022.
A supporto della nuova fase di crescita, Primark sta procedendo con la realizzazione del suo primo polo logistico in Italia. Situato ad Alessandria, il polo creerà più di 200 posti di lavoro e supporterà la rete di negozi su tutto il territorio nazionale. In collaborazione con il partner Segro, il completamento dei lavori è previsto per la fine di novembre 2026 con l’entrata in funzione nel 2027. L’azienda sottolinea che il polo logistico è stato progettato tenendo in considerazione i più alti standard ambientali, rafforzando l’impegno verso una crescita responsabile.

PERCORSI DI CRESCITA PER IL PERSONALE
Altro aspetto ribadito da Primark è la forte attenzione allo sviluppo professionale, alla crescita e al supporto delle persone in ogni fase della loro carriera. Circa il 90% dei Manager arrivano da percorsi di crescita interni, grazie anche al programma “Grow with Us”, che valorizza i talenti, accompagnandoli da ruoli junior fino a posizioni manageriali nei negozi e nella sede regionale.
È per me motivo di grande orgoglio affermare di aver intrapreso il mio percorso professionale in Primark dieci anni fa, come manager del primo negozio ad Arese – dichiara Luca Ciuffreda, Direttore di Primark Italia (nella foto in alto) –. Ho potuto constatare in prima persona quanto l’ascolto attento dei nostri clienti abbia rappresentato un elemento guida fondamentale, che continua tuttora a orientare la nostra crescita e i nostri investimenti in Italia. Il nostro impegno resta quello di consolidare la leadership sui prezzi, garantendo al contempo un’esperienza in store eccellente – con l’obietto di offrire ai nostri clienti moda di qualità e prodotti essenziali per la vita di tutti i giorni, capaci di coniugare valore, accessibilità e durata nel tempo”.

LE ATTIVITÀ A SOSTEGNO DELLE COMUNITÀ LOCALI
Primark si dice consapevole dell’importante ruolo che il retail ricopre nella vita delle persone e per questo continua a investire nelle comunità in cui opera. Quest’anno supporterà Special Olympics attraverso la donazione di 3.000 magliette da utilizzare come uniformi ufficiali durante i Giochi Nazionali e anche i Mondiali in programma per il 2027. Nel contesto del suo impegno sociale, Primark collabora con partner specializzati tra cui Agenzia ONU per i Rifugiati, Special Olympics, Seconda Chance e Fondazione Adecco per abbattere le barriere e creare percorsi di inserimento nel settore retail per le persone che potrebbero incontrare maggiori sfide nel mondo del lavoro.

Hoka apre a Milano il suo primo monomarca italiano

Per gli appassionati di running alla ricerca di scarpe, abbigliamento e accessori c’è un nuovo indirizzo da segnare in agenda. È a Milano, in Corso Garibaldi 1, ed è il primo punto vendita monomarca in Italia di Hoka. Nato nel 2009 in Francia, il brand ha già aperto degli store a Londra, Parigi e Berlino. Il negozio è stato progettato con elementi di design naturali che richiamano l’heritage del marchio e le sue radici sulle Alpi francesi. Gli interni includono anche installazioni interattive.

UN CLUB PER CONVIDERE LA PASSIONE PER LA CORSA
Pensato come un vero punto di riferimento per la community dei runner milanesi, lo store Hoka intende offrire un’esperienza immersiva dove scoprire le ultime innovazioni del brand e vivere appieno la filosofia del movimento. Lo spazio nasce con l’obiettivo di accompagnare ogni atleta – dai runner esperti a chi si avvicina per la prima volta alla corsa – verso nuove performance.
Dal 2 maggio sarà inoltre attivo l’Hoka Run Club, con appuntamenti di corsa settimanali. Il calendario di attività prenderà il via con iniziative dedicate alla community verso la Stramilano. I partecipanti avranno l’opportunità di testare le ultime calzature Hoka, incontrare esperti e vivere esperienze immersive all’interno del negozio.

MILANO TAPPA OBBLIGATA DELLA CRESCITA IN EUROPA
Aprire il nostro primo store in Italia rappresenta un passo naturale nel percorso di crescita del brand in Europa – dice Guido Geilenkirchen, Vp & Gm Hoka Emea –. Milano è una città dinamica, profondamente connessa allo sport e alla cultura del movimento, e siamo entusiasti di entrare in contatto ancor più diretto con la sua community di runner. Questo store ci consente di creare una relazione più forte con gli atleti locali e offrire a tutti un’esperienza completa del mondo Hoka”.

CHI È DECKERS BRANDS
Il marchio Hoka è parte di Deckers Brands, gruppo californiano attivo nella progettazione, commercializzazione e distribuzione di calzature, abbigliamento e accessori sviluppati sia per l’uso quotidiano che per le attività ad alte prestazioni. Il portafoglio di marchi dell’azienda – quotata al New York Stock Exchange – comprende anche Ugg e Teva. I prodotti Deckers Brands sono venduti in più di 50 paesi attraverso grandi magazzini e negozi specializzati, negozi al dettaglio di proprietà e online.

La cura di sé e della casa traina il non food

Più attenzione all’aspetto fisico, al look e al benessere, ma anche desiderio di rendere la casa più digitale, accogliente e confortevole: sono le due principali tendenze che hanno guidato l’evoluzione dello shopping degli italiani nel corso dell’ultimo quinquennio. A identificarle è l’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, lo studio che raccoglie, organizza e sistematizza l’andamento di 13 comparti e ne mette a fuoco giro d’affari, consumi, canali di vendita, innovazioni tecnologiche e tendenze di mercato.

TANTI GLI INCREMENTI A DOPPIA CIFRA
Tra 2020 e 2024 il mercato complessivo dei prodotti non alimentari stimato nell’Osservatorio Non Food ha vissuto una crescita molto sostenuta (+18,6%), in parte attutita nel corso dell’ultimo anno, ed è arrivato a un giro d’affari di 111,59 miliardi di euro.
I dati relativi all’andamento della spesa non food degli ultimi cinque anni evidenziano un aumento in tutti i 13 comparti merceologici che monitoriamo, spesso anche con tassi a doppia cifra – commenta Samanta Correale, Business Intelligence Senior Manager di GS1 Italy –. A spiccare sono soprattutto gli acquisti dedicati alla cura di sé e a quella della casa, artefici di crescite importanti e che mostrano ancora segnali di vivacità”.
La miglior performance è quella messa a segno dai prodotti di profumeria, che in cinque anni hanno visto aumentare di +47,3% il loro giro d’affari. A seguire, nella classifica per tasso di crescita, ci sono abbigliamento e calzature (+28,5%), mobili e arredamento (+23,2%), ottica (+23,2%) e prodotti di automedicazione (+22,9%). Più contenuta, invece, l’espansione della spesa per casalinghi, edutainment e giocattoli.

L’ANDAMENTO DEI 13 PRINCIPALI COMPARTI NON FOOD

  • Elettronica di consumo: cinque anni vivaci (+7,0% a valore) ma crescita annua ferma (-0,5%), per un settore che vale in totale 21,85 miliardi di euro.
  • Abbigliamento e calzature: dopo un quinquennio brillante (+28,5% a valore) oggi la situazione è stabile (+0,0% annuo) e il fatturato è di 21,67 miliardi di euro.
  • Mobili e arredamento: nell’ultimo anno si è fermata la crescita (-0,3%), anche per il venir meno dei bonus dedicati all’edilizia e all’arredamento negli ultimi anni. Oggi questo comparto vale 15,71 miliardi di euro di vendite, il 23,2% in più rispetto al 2020.
  • Bricolage: questo comparto viene da un quinquennio dove ha aumentato le vendite del +13,0% a valore ma nell’ultimo anno ha perso vendite (-1,4%) fermandosi a 13,33 miliardi di euro.
  • Prodotti di automedicazione: il settore dei farmaci acquistabili senza prescrizione medica e degli integratori notificati dal SSN viene da un quinquennio di grande espansione (+22,9% a valore). Anche nell’ultimo anno ha continuato a crescere (+3,2%), arrivando a 8,95 miliardi di euro di giro d’affari.
  • Prodotti di profumeria: è il best performer del non food, grazie a una crescita quinquennale a valore di +47,3%. E conferma questo suo dinamismo anche nell’ultimo anno, che ha chiuso con un +8,0% raggiungendo gli 8,12 miliardi di euro di giro d’affari.
  • Articoli per lo sport: trend quinquennale molto positivo (+21,3% a valore) per questo settore che però nell’ultimo anno ha rallentato la crescita (+0,8%) e oggi vale 6,21 miliardi di euro.
  • Edutainment: il mondo dei prodotti destinati all’intrattenimento e alla cultura (come film, libri, videogiochi e supporti musicali) è tornato nel quinquennio (+7,1%) e ha confermato questo trend anche nell’ultimo anno (+3,2%) toccando i 4,87 miliardi di euro di vendite.
  • Casalinghi: tra 2020 e 2024 ha visto salire il giro d’affari di +3,7% mentre nell’ultimo anno è rimasto stabile (+0,2%), toccando i 4,44 miliardi di euro di giro d’affari.
  • Ottica: l’ultimo anno ha rappresentato uno stop della spesa per i prodotti di ottica (-0,7%) dopo cinque anni di crescita a doppia cifra (+23,2%). Il giro d’affari è di 2,76 miliardi di euro.
  • Tessile casa: dal Covid in poi la crescita non si è più fermata: +20,4% a valore nel quinquennio e +2,0% nell’ultimo anno per un giro d’affari annuo di 1,37 miliardi di euro.
  • Cancelleria: vale 1,20 miliardi di euro questo comparto che viene da un quinquennio di crescita a doppia cifra (+11,7% a valore) ma che nell’ultimo anno ha perso il -2,9% del giro d’affari.
  • Giocattoli: l’andamento del quinquennio (+7,1% a valore) faceva ben sperare in una ripresa delle vendite. Ma nell’ultimo anno il trend è tornato negativo (-3,4%) e il giro d’affari si è fermato a 1,09 miliardi di euro.

Just Play, dall’esperienza di acquisto alla community

Trasformare il punto vendita in un luogo che andasse oltre l’esperienza d’acquisto, diventando punto di riferimento per i giovani appassionati di streetwear e street culture. È questo l’obiettivo che Just Play, catena di negozi specializzata in abbigliamento streetwear, ha assegnato allo studio di architettura Abcplus di Verona. Il nuovo concept è stato introdotto nel punto vendita presso il centro commerciale Adigeo, sempre a Verona, e progressivamente verrà esteso a tutta la catena. “Abbiamo voluto creare uno spazio che fosse l’estensione naturale del mondo del gioco e dello sport – spiega Valentina Dallari, Architetto dello studio Abcplus che ha seguito sul campo il restyling –, un ambiente dinamico e visivamente potente, in cui linee architettoniche e grafiche dialogano tra loro per stimolare energia, movimento e partecipazione”.
Il risultato è un linguaggio architettonico dal forte impatto: l’ingresso, con il portale luminoso e i loghi, introduce subito all’universo Just Play, mentre all’interno colori, scritte murali e strutture metalliche richiamano i campi da gioco. L’uso del bianco come base cromatica amplifica la luminosità e valorizza i prodotti, messi in risalto da inserti rossi, gialli e verdi che evocano l’energia dell’ambiente sportivo.

IL NEGOZIO COME HUB DI AGGREGAZIONE
Il negozio è stato pensato come un percorso esperienziale – aggiunge Dallari – in cui il cliente non è solo spettatore, ma protagonista: dalle aree sneakers alle zone dedicate agli accessori, tutto è progettato per favorire la condivisione, l’interazione e il senso di community”.
Con questo approccio, Just Play intende unire l’esperienza fisica dello store a quella digitale dell’e-commerce, creando un modello fluido. Il negozio inteso non solo come luogo di acquisto, ma di ritrovo, pronto ad ospitare eventi speciali e iniziative per la community, fino a diventare un hub di aggregazione per i giovani.
A completamento di questa visione, 3A – proprietaria di Just Play – sta realizzando presso la propria sede di Cavaion Veronese un grande centro sportivo, il Just Play Campus, esteso su 7.000 metri quadri, con campi da gioco e aree di aggregazione. Una struttura dedicata esclusivamente agli under 18, ad accesso gratuito, a disposizione per ragazzi, scuole, comunità e dipendenti, per vivere in prima persona i valori del marchio.

Zara riapre a Torino con un nuovo concept

Zara riapre le porte del suo store di via Roma 360, nel cuore del centro storico di Torino, con un nuovo concept dedicato alle collezioni Donna e Bambino. Situato sull’asse che collega Palazzo Madama con la stazione di Porta Nuova, il negozio si estende su una superficie di 1.124 metri quadri distribuiti su due piani e si aggiunge allo spazio Zara Man inaugurato nel 2024 al civico 354 della stessa via. Progettato dallo Studio di Architettura di Zara, lo store si caratterizza per una successione di ambienti collegati tra loro e in dialogo con la facciata. L’ampiezza degli spazi vuole evocare il calore e la vicinanza di una casa, rafforzando il legame tra cliente e prodotto. Il design combina elementi contemporanei con dettagli architettonici di ispirazione classica, riflettendo un equilibrio tra modernità e tradizione. Le diverse aree sono caratterizzate dal trattamento di pareti e soffitti, che variano in toni e texture.

MARMO E ROVERE PER GLI INTERNI
Dall’esterno, il negozio si distingue per i suoi imponenti portici, che incorniciano l’ingresso principale e anticipano il carattere distintivo degli interni. Varcato l’ingresso, il cliente viene accolto da un’area di benvenuto da cui accede all’universo della collezione Donna, distribuito in una sequenza di spazi interconnessi. Ogni angolo incorpora pezzi di arredamento di design e dettagli architettonici, dove il marmo, presente sia nei pavimenti sia negli spazi di transizione tra le stanze, diventa il materiale principale. L’utilizzo, anche predominante, del legno di rovere conferisce calore e intimità agli ambienti. Al centro del percorso, un’area in verde introduce un punto di contrasto cromatico che si distingue per la sua atmosfera. Al piano superiore, il negozio lascia il posto a un’area appositamente progettata per la collezione Bambino, con finiture in acciaio, mobili in mattonelle e un design informale.

TECNOLOGIA LA SERVIZIO DELLA CUSTOMER EXPERIENCE
In linea con la filosofia di Zara di offrire un’esperienza di moda integrata con la piattaforma online, il negozio di Via Roma incorpora i più recenti strumenti digitali che consentono al cliente di interagire con il brand attraverso zara.com e l’app ufficiale, da qualsiasi dispositivo. Tra le funzionalità disponibili ci sono la consultazione in tempo reale dello stock in negozio, la localizzazione dei prodotti e la possibilità di ritiro in store degli ordini online entro due ore. Inoltre, il negozio dispone di casse assistite di self-checkout e di una cassa specifica per la gestione dei resi.

I SISTEMI DI EFFICIENZA ENERGETICA
Il punto vendita dispone di alcuni dei più avanzati sistemi di efficienza energetica. Le misure adottate si riflettono, ad esempio, nell’efficienza dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento, nell’illuminazione a Led per un maggiore risparmio energetico e nell’uso di materiali più rispettosi dell’ambiente. Il negozio è collegato alla piattaforma interna Inergy, che monitora centralmente i consumi degli impianti di climatizzazione ed energia elettrica, al fine di ottimizzarne la gestione, identificare gli impianti più efficienti, migliorarne la manutenzione e definire strategie per ridurre la domanda di energia.

Ultra-fast fashion: italiani attratti dai prezzi ma consapevoli della bassa qualità

Cosa pensano gli italiani dell’ultra-fast fashion, il sistema di moda caratterizzato da una maggiore rapidità di produzione e da prezzi ancora più accessibili? Stileo, motore di ricerca di moda con oltre 7 milioni di visite mensili, ha indagato in tale ambito attraverso il report Fashion Research 2024 in cui ha analizzato le abitudini di acquisto (e non solo) degli utenti in Europa rivelando qual è l’opinione degli italiani su questo modello di consumo di moda.

Lo studio riporta che il 79% degli italiani conosce i principali e-shop di questa categoria, con il 63% che dichiara di aver acquistato almeno una volta da questi e-commerce, mentre un 19% afferma di non aver mai fatto shopping in questo particolare tipo di shop online e di non avere intenzione di farlo in futuro. Quali sono le ragioni che dissuadono questi utenti dal fare acquisti? Chi sceglie di non comprare da questi siti lo fa principalmente perché ritiene che i prodotti siano di bassa qualità (53%) e, in secondo luogo, per motivi etici, ovvero dubbi rispetto alla sostenibilità della produzione e preoccupazioni per le condizioni dei lavoratori (31%). Dallo studio emerge che le dinamiche gaming che caratterizzano questi siti, come ad esempio giochi o sistemi di raccolta punti, sono particolarmente attraenti agli occhi dei consumatori e li spingono all’acquisto. Secondo il 44% degli intervistati, sono proprio queste attività a rendere più interattivo lo shopping, mentre il 36% non è particolarmente attratto da queste dinamiche ma sceglie comunque di acquistare perché ne riconosce i prezzi altamente competitivi e l’ampia gamma di prodotti tra cui scegliere (36%).

Per quanto riguarda il possibile divieto di questi negozi in Italia a favore di produttori e le aziende locali, più della metà degli intervistati (54%) sarebbe d’accordo, anche se implicherebbe pagare di più per gli stessi prodotti, mentre il 26% sarebbe contrario. Anche la cybersecurity è un aspetto molto importante per gli utenti quando si tratta negozi ultra-fast fashion: se il 39% degli intervistati si sente sicuro riguardo l’uso dei propri dati, circa il 23% si sente più preoccupato del solito quando visita questi e-commerce.

Martino Pessina è il nuovo CEO di Takko Fashion

Takko Fashion, tra i principali fashion discounter europei, annuncia la nomina di Martino Pessina come nuovo CEO dell’azienda.

Laureato in International Business Management presso l’Università Bocconi, Pessina ha ricoperto ruoli presso brand B2C nel settore della moda e della gioielleria. Di recente, come CEO, ha guidato il business omnicanale di Pandora con vendite superiori a tre miliardi di euro. Prima di questa esperienza invece ha trascorso quasi vent’anni in diverse posizioni dirigenziali presso H&M, diventando Presidente del Nord America, responsabile della regione più grande con vendite di oltre quattro miliardi di dollari USA e 20,000 dipendenti.

“Sono entusiasta di intraprendere questo nuovo percorso con Takko Fashion e non vedo l’ora di collaborare con i miei nuovi colleghi e di contribuire allo sviluppo costante di questo marchio di successo” commenta a caldo Martino Pessina, che si è unito al consiglio di amministrazione esecutivo dell’azienda lo scorso 16 gennaio.

“Grazie alla conoscenza eccezionale del segmento di moda di valore in Europa di Pessina siamo convinti che potremo sviluppare ulteriormente il modello di business di Takko Fashion, sempre più orientato alla qualità e al risparmio, nei vari mercati in cui opera” aggiunge Dirk Van den Berghe, Presidente dell’Advisory Board di Takko Fashion.

Oltre a Martino Pessina come CEO, il consiglio di amministrazione esecutivo di Takko Fashion è composto da Thomas Füllhaas, Chief Operations Officer (COO) e Sebastian Weber, Chief Product Officer (CPO).

Inaugurato a Milano il flagship store di Pull&Bear

Pull&Bear, marchio di moda giovane del gruppo Inditex, ha inaugurato il nuovo flagship store a Milano. Il brand, presente in Italia con 54 negozi distribuiti su tutto il territorio nazionale, rafforza la presenza in uno dei suoi mercati principali inaugurando uno stabilimento a tre piani di oltre 1300 metri quadrati di superficie commerciale, gestito da un team di 50 persone.

Lo store costituisce il primo punto vendita di Milano con la nuova immagine del brand: un concept di negozio innovativo e digitalizzato, in cui la versatilità raggiunge nuovi livelli. Tutti gli elementi decorativi e di arredo si distinguono per la loro funzionalità. Inoltre la comunicazione in negozio viene proposta in formato digitale attraverso schermi multiposizione con fasce luminose in policarbonato. Con questo nuovo concept, Pull&Bear mantiene il sistema di pagamento automatico come parte del processo di digitalizzazione del negozio. Inoltre, viene integrato un servizio automatizzato per la consegna e la restituzione degli ordini online, che funziona ininterrottamente 24 ore al giorno.

La ristrutturazione dell’edificio conserva la caratteristica architettura interna del negozio, con i suoi archi genuini e le sue strutture metalliche. L’estetica depurata e alleggerita e la nuova disposizione dei capi di abbigliamento, con un’innovativa struttura regolabile, offrono un campo visivo più ampio. Gli interni del negozio accostano texture bianche, finiture metalliche ed elementi luminosi. Inoltre, per mettere in risalto e conservare le sue peculiarità architettoniche, questo flagship è stato arredato con mobili che si sposano perfettamente con le caratteristiche dell’edificio.

Questo nuovo negozio, che proporrà le novità delle collezioni uomo e donna, rispecchia lo spirito giovane, casual e dinamico di Pull&Bear attraverso uno spazio concepito per offrire un’esperienza di acquisto caratterizzata da innovazione, funzionalità e versatilità.

 

Fashion e sportswear, acquisti guidati sempre più da influencer e social

Per avere successo e conquistare (anche) le generazioni Alpha e Zeta, i negozianti di sportswear e fashion italiani devono adattarsi ed evolversi, offrendo al consumatore un’esperienza sempre più personalizzata e immersiva, proponendo spazi connessi e integrati con il mondo dello shop-on-line, senza mai dimenticare l’attenzione al mondo degli influencer, dei content creator e dei social.

Questo è, in sintesi, quanto emerge dal “3A Retail Insights”, una ricerca sul mondo dello shopping in Italia stilata da 3A, azienda attiva nella distribuzione di brand internazionali sportswear e fashion, presente sul territorio dal 1982. L’indagine, che ha coinvolto un campione rappresentativo di esercenti italiani, punta a tratteggiare il futuro dei negozi e a definire in che direzione sta andando il rapporto con i consumatori.

Per più della metà dei negozianti (52%) che hanno preso parte al “3A Retail Insights”, influencer e social regnano incontrastati nel nuovo mondo degli acquisti: la scelta del prodotto è guidata da un post o da una storia di un content creator. Per più di 8 store manager su 10 (85%) è in generale il mondo dei social a far concludere un affare.

6 negozianti su 10 affermano di assistere a un fenomeno di contaminazione tra off e online: sempre più clienti provano i prodotti in store per poi cercarli in Rete, magari a un prezzo più vantaggioso. Ecco perché, secondo gli store manager italiani, è necessario essere presenti online e non più solo attraverso un e-commerce (55%). Dai dati raccolti emerge anche che chi ha uno store fisico ritiene imprescindibile presidiare i più importanti canali social ed essere presente nel metaverso (34%). Nell’ottica di una visione sempre più ibrida, gli store puntano sulla formula click and collect (31%) che consente il ritiro in negozio dell’acquisto online, oppure propongono app per verificare da remoto la disponibilità in store dei prodotti prescelti (15%).

Secondo i retailer, quindi, la carta vincente da giocare per rivoluzionare le proprie vetrine e sconfiggere la concorrenza è quella di offrire un’esperienza ancora più interconnessa con il digitale. Scelta saggia considerando che, in base ai risultati del “3A Retail Insights”, per l’88% i consumatori passano con disinvoltura dallo shopping online a quello fisico.

A livello nazionale, i negozi si stanno anche attrezzando per conquistare il cuore delle nuove generazioni: sempre più store fanno scouting per individuare nuovi brand in linea con i gusti dei più giovani (65%). Futuro roseo anche per quei negozi che a scaffale hanno prodotti di altissima qualità e/o di brand di nicchia introvabili (33%), o che propongono shopping experience personalizzate per il singolo cliente (60%), o veri e propri momenti immersivi in cui shopping e digital sono sempre più collegati (48%).

“Il mondo dello shopping di dieci anni fa sembra una galassia lontanissima e distante – ha affermato Fabio Antonini, CEO e Founder di 3A. Grazie all’arrivo di device tascabili perennemente connessi, possiamo ricercare valide alternative d’acquisto in ogni momento. I retailers che hanno preso parte all’indagine “3A Retail Insights” hanno riletto in modo innovativo il rapporto tra punto vendita tradizionale e online, per potersi inserire con maggiore efficacia in un processo sempre più influenzato dalle nuove tecnologie, dai social media e dagli influencer. Non è cambiato solo il fulcro dell’esperienza del singolo consumatore, ma anche il mondo del retail. Si stanno delineando nuovi scenari, con negozi che puntano a ripensarsi in un’ottica maggiormente digitale per essere sempre più competitivi sul mercato. Assistiamo a nuove dinamiche per il consumatore, sempre più indeciso tra un’esperienza d’acquisto digitale e il negozio fisico”.

Kiabi festeggia i 40 anni con un felpa davvero “per tutti”

Arriva nei punti vendita KIABI una Capsule Collection che celebra i 40 anni dell’azienda pensata per tutta la famiglia. Si tratta di una felpa “unica” realizzata in 40 varianti di colori, 100% cotone, disponibile in 25 taglie (dal baby all’adulto) e personalizzata con la frase “la felicità mi dona” declinata in sei lingue diverse perché “la felicità non conosce frontiere”.

Il brand di abbigliamento del settore fast fashion nato in Francia nel 1978 dalla famiglia Muliez ha inoltre organizzato un contest all’inizio del 2018 invitando per la prima volta clienti e collaboratori di tutto il mondo a diventare i modelli della Capsule Collection. I vincitori selezionati hanno potuto partecipare allo shooting fotografico, realizzato ad hoc, diventando per un giorno modelli del brand francese.

Anche il prezzo è accessibile proprio a tutti: 10 euro per gli adulti e 7 euro per i bambini/bebé.

KIABI, inoltre, ha lanciato un nuovo contest internazionale (https://www.kiabi.it/grande-casting_324626) al quale possono candidarsi le donne da 0 a 90 anni. Le modelle selezionate saranno le protagoniste della campagna della nuova collezione 2019.

KIABI è il brand nato in Francia nel 1978 per iniziativa della famiglia Muliez, gruppo che ha fondato Auchan, Decathlon, Leroy Merlin e Pimkie.

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