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MD raggiunge 3,8 miliardi di euro di ricavi

Ricavi e marginalità in crescita per MD. Il giro d’affari della catena discount nel 2025 è aumentato del 2% e ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro, mentre è salito del’8% il valore generato netto, insieme alla marginalità che si attesta al 6,43% rispetto al 6,09% dell’esercizio precedente. Il patrimonio netto ha superato i 692 milioni di euro (+12%), mentre l’utile netto si è attestato a 97,5 milioni di euro, con un incremento del 2,65% rispetto al 2024. La rete di MD conta ad oggi 785 punti vendita presenti in tutte le 20 regioni italiane, 82 marchi private label e 2.368 prodotti a marchio.

RETE DI VENDITA E MDD SONO LE PRIORITÀ
Prosegue l’attuazione del nostro piano industriale – dichiara Maria Luisa Podini, Amministratore Delegato di MD (ritratta nella foto a destra con il padre Patrizio e il fratello Marco) – focalizzato sulla riqualificazione della rete vendita, sull’evoluzione del format dei punti vendita e sul rafforzamento della nostra private label, sempre più centrale nella relazione di fiducia con il consumatore e coerente con la nostra promessa della buona spesa non solo a parole”. Parallelamente continua anche il percorso di efficientamento energetico e di riduzione dell’impatto ambientale, attraverso interventi mirati sui punti vendita e sulle piattaforme logistiche.
Siamo soddisfatti – dichiara Patrizio Podini, Presidente e fondatore di MD – dei risultati raggiunti in un contesto competitivo che continua a richiedere efficienza, capacità di adattamento e attenzione costante ai bisogni delle famiglie. Guardiamo al futuro con la solidità di un’azienda che da oltre trent’anni cresce mantenendo saldi i propri valori fondanti e mettendo sempre il consumatore al centro della propria strategia”.

FONTI RINNOVABILI E LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE
Sul fronte della sostenibilità sociale, ambientale e d’impresa, MD sottolinea di aver ulteriormente rafforzato il proprio impegno. Oltre il 52% dell’energia acquistata nel 2025 proviene da fonti rinnovabili, con 73 impianti fotovoltaici attivi sui punti vendita e 148 colonnine di ricarica elettrica installate, pianificate o operative. Importanti anche i risultati raggiunti nella lotta allo spreco alimentare, con 2.678 tonnellate di rifiuti alimentari evitati e oltre 763.000 euro donati attraverso il progetto Goodify.
L’azienda ha inoltre continuato a investire sul territorio e sulle comunità locali, destinando oltre 2,3 milioni di euro al miglioramento degli spazi urbani collegati ai punti vendita e rafforzando le attività di welfare, formazione e sicurezza lungo tutta la filiera.

LA SOSTENIBILITÀ FA PARTE DEL BUSINESS
Nel 2025 MD ha inoltre erogato oltre 83.000 ore di formazione ai propri collaboratori, di cui quasi 49.000 dedicate ai temi della salute e sicurezza sul lavoro. Le persone impiegate dal gruppo hanno raggiunto quota 9.774, con una crescita significativa delle nuove assunzioni rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’attenzione verso il made in Italy e le produzioni locali: il 95% degli acquisti food proviene da fornitori italiani, confermando il forte legame dell’azienda con il tessuto produttivo nazionale.
La sostenibilità è ormai una parte integrante del nostro modello di business – aggiunge Maria Luisa Podini – e richiede ogni anno investimenti concreti e continui. Siamo orgogliosi di essere parte di una grande comunità composta da collaboratori, clienti e fornitori che condividono quotidianamente il nostro impegno nel generare valore diffuso per il territorio e per le comunità in cui operiamo”.

Preaffettato ed export guidano la crescita della Coppa di Parma Igp

Sono arrivate dal preaffettato e dai mercati internazionali le migliori notizie per la Coppa di Parma Igp, che archivia il 2025 con un fatturato al consumo di 78 milioni di euro, rispetto ai 74 milioni del 2024 (+5,4%). I dati sono stati diffusi dal Consorzio della Coppa di Parma Igp, l’ente di tutela che racchiude 21 aziende associate per un comparto da oltre 500 occupati tra addetti diretti e lavoratori legati all’indotto. Le vaschette hanno fatto registrare un +26% di crescita, passando dai 415.000 chilogrammi destinati del 2024 ai 525.000 degli scorsi 12 mesi. Il valore al consumo si è attestato a 30 milioni di euro (rispetto ai 25 milioni precedenti), rappresentando così il 38% del fatturato complessivo.

LA FRANCIA RESTA IL PRIMO MERCATO
L’incremento è dovuto soprattutto all’estero, che ha superato il 30% di incidenza sulle vendite, per un totale di oltre 700.000 chili. La principale area di esportazione è l’Europa, con la Francia che rimane il primo mercato, mentre il Canada si conferma il punto di riferimento per quanto riguarda i paesi extra Unione Europea.
Quanto all’Italia, il principale canale di commercializzazione è la Gdo, con una quota del 70%, mentre l’altro 30% viene commercializzato dall’Horeca, definito fondamentale dal Consorzio sia in termini di reputazione che di valorizzazione del prodotto.

MATERIA PRIMA ANCORA SOPRA I LIVELLI DEL PRE-COVID
Sul fronte dei volumi, il risultato è in linea con il 2024: sono stati 3,5 i milioni di chilogrammi di carne lavorata, di cui 1,8 milioni (-6%) destinata al prodotto certificato per un fatturato alla produzione di circa 29 milioni di euro. Il costo della materia prima (ovvero la porzione muscolare del collo del suino) dopo tre anni consecutivi non è aumentato, sebbene i prezzi siano ancora molto al di sopra della media pre-Covid.
Siamo estremamente soddisfatti dell’ottimo riscontro avuto dal preaffettato – dichiara Fabrizio Aschieri, Presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp (nella foto a destra) – all’interno di una rinnovata fiducia da parte dei consorziati nello spingere in questa direzione. D’altronde la vaschetta ha diversi pregi per il cliente finale, soprattutto in termini di comodità e di qualità nel mantenere inalterati gli aromi e i profumi tipici di questo prodotto d’eccellenza. Inoltre, accogliamo con piacere i dati positivi sull’export su cui dovremo investire maggiormente per far conoscere la Coppa di Parma Igp sempre di più sui mercati internazionali”.

Despar Nord, fatturato a quota 2,8 miliardi di euro

Segno più per Despar Nord- Aspiag Service nel 2025: lo scorso anno si è chiuso con un fatturato al pubblico pari a 2,871 miliardi di euro, in aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Ai fini del risultato, ha contato il piano di investimenti, pari a 99,7 milioni di euro, cifra superiore del 31% a quanto stanziato nel 2024.
La concessionaria dei marchi Despar, Eurospar e Interspar in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Lombardia ha aperto 4 nuovi negozi a gestione diretta tra Friuli-Venezia Giulia (a Trieste) ed Emilia-Romagna (a Budrio, Bologna e Carpi). Altri 9 supermercati affiliati sono stati inaugurati nelle province di Venezia, Rovigo, Brescia, Bolzano, Trieste, Ferrara, Bologna e Forlì-Cesena. Ad oggi la rete conta 547 punti vendita complessivi, di cui 242 diretti e 305 in affiliazione.

IL FOCUS PER LE NUOVE APERTURE RESTA SULL’EMILIA-ROMAGNA
A sostenere il trend positivo dei ricavi hanno contribuito anche 15 ristrutturazioni (di cui 8 dirette e 7 affiliate), effettuate tra Veneto (7), Friuli-Venezia Giulia (2), Emilia-Romagna (3) e Trentino-Alto Adige (3). Rafforzare la presenza del marchio resta un obiettivo anche nel 2026: l’azienda dichiara di aver destinato a questo scopo quasi il 20% degli investimenti, focalizzandosi soprattutto sull’Emilia-Romagna, dove si concentreranno buona parte delle aperture previste per quest’anno.
Nonostante il complesso e competitivo scenario di mercato, Despar Nord ha ottenuto risultati significativi – commenta Christof Rissbacher, Presidente di Despar Nord (nella foto a sinistra) – riuscendo a proseguire con determinazione il proprio percorso di radicamento e sviluppo, rafforzando la propria organizzazione e investendo in innovazione per rispondere in modo efficace e puntuale alle nuove esigenze della clientela. I dati registrati dal fatturato al pubblico nel 2025 si sono consolidati ulteriormente anche grazie al contributo delle performance dei nostri affiliati, cresciute del 5,4% rispetto all’anno precedente”.

NELLA MDD C’È SPAZIO ANCHE I MICRO-PRODUTTORI
Il prodotto a marchio ha rappresentato quasi il 33,5% del fatturato, con 800 nuove referenze che hanno portato il totale a quota 7.543 (+11,6% rispetto al 2024). Un contributo alla varietà dell’offerta Despar è arrivato anche dal brand Sapori del Territorio, che valorizza e promuove le eccellenze agroalimentari locali e i piccoli produttori locali. Le realtà aziendali coinvolte sono salite in un solo anno del 50% a quota 600, portando a oltre 4.000 le referenze totali.
All’interno del progetto Sapori del Territorio cresce anche il numero dei “microlocali”, ovvero prodotti realizzati da piccoli produttori, espressione autentica del legame diretto con il territorio, le cui realtà imprenditoriali distano pochi chilometri dai punti vendita in cui vengono distribuiti: sono oltre 150 i micro-produttori coinvolti in tutte le regioni per circa 1.000 prodotti in vendita.

IL TRAGUARDO DEI 10.000 COLLABORATORI È VICINO
Allo sviluppo commerciale sui territori delle cinque regioni di competenza di Despar Nord ha corrisposto un innalzamento dei livelli occupazionali, registrando l’ingresso di 344 nuove persone nel 2025. Oltre a questo incremento delle assunzioni, Despar Nord ha deciso di stabilizzare contrattualmente 759 dipendenti portando così la rete di collaboratori totali a 9.816, di cui il 91% ora a tempo indeterminato e il 62% rappresentato da donne. Rimane infine ampiamente al di sotto dell’8% il turnover in uscita del personale.

OTTENUTA LA CERTIFICAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE
Il 2025 è stato un anno importante anche sul fronte delle certificazioni, in primis attraverso il raggiungimento della UNI/PdR 125:2022 sulla promozione della Parità di Genere. Un risultato che convalida il percorso intrapreso da Despar Nord per una cultura aziendale votata all’inclusività, all’equità, al rispetto e alla valorizzazione delle diversità.
In parallelo, è stata rinnovata per tutte le unità locali di Aspiag la certificazione ISO 45001 per la sicurezza dei collaboratori. L’azienda sottolinea inoltre di essere la prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia ad aver ottenuto anche la certificazione ISO 39001, a riprova dell’attenzione per la sicurezza stradale, con 127 collaboratori autisti coinvolti in un corso di guida sicura.
Quanto all’impegno verso l’ambiente, Despar Nord ricorda di essere stata nel 2013 la prima azienda della Gdo in Italia ad ottenere la certificazione ambientale ISO 14001, riconfermata lo scorso anno con 90 siti certificati (erano 78 nel 2024) tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic.

CONFERMATI I PROGRAMMI DI EDUCAZIONE ALIMENTARE
La vicinanza alle comunità nel 2025 si è manifestata supportando e sponsorizzando, con quasi 500.000 euro, oltre 90 iniziative sportive e culturali. È continuata la diffusione delle buone pratiche di educazione alimentare e la promozione di corretti stili di vita, attraverso l’ormai ventennale programma gratuito “Le Buone Abitudini”, indirizzato alle scuole primarie di primo grado. Il progetto è stato declinato in diversi istituti scolastici e in molti punti vendita, utilizzando laboratori tematici per favorire la conoscenza della piramide alimentare, ma anche in partnership con aziende del territorio per sensibilizzare i più piccoli sull’importanza della tutela degli ecosistemi e sul rispetto dell’ambiente.

A SCUOLA DI BIODIVERSITÀ DIRETTAMENTE SUL CAMPO
In questo percorso si inserisce il progetto “Alla scoperta della biodiversità”, iniziativa promossa da Despar Nord per educare le nuove generazioni ai temi della sostenibilità, attraverso esperienze dirette sul campo: il progetto ha coinvolto diverse scolaresche in visite didattiche presso aziende agricole di fornitori locali facenti parte del progetto di Despar “Sapori del Territorio”, offrendo agli studenti l’opportunità di entrare in contatto con modelli produttivi virtuosi, approfondire il ruolo fondamentale della biodiversità e scoprire da vicino il valore delle filiere locali e del sapere agricolo tradizionale.

RACCOLTE FONDI PER L’ACQUISTO DI MATERIALI DIDATTICI
Il ruolo di “partner educativo” di Despar Nord si è poi manifestato anche attraverso le iniziative “Stickermania” e “Scuolafacendo”, progetti nazionali del marchio dell’Abete che nell’ultimo biennio 2204/2025 hanno permesso di sostenere direttamente le scuole, raccogliendo fondi per oltre 1,1 mln euro, destinati all’acquisto di attrezzature e materiali didattici per gli alunni di oltre 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari, appartenenti a tutti gli ordini e gradi.
Infine, anche nel 2025 è proseguito l’impegno per il contrasto agli sprechi alimentari, che vede Despar Nord in prima linea da oltre un decennio in programmi di recupero e di redistribuzione di prodotti invenduti nei punti vendita a beneficio di nuclei familiari maggiormente in difficoltà. L’anno scorso sono state 794 le tonnellate di alimenti recuperati per un equivalente di 1,7 milioni di pasti donati.

Kimbo supera i 300 milioni di euro di fatturato

L’impennata delle quotazioni del caffè ha fatto la sua parte, ma se l’esercizio 2025 si è chiuso in positivo per Kimbo è merito anche del nuovo percorso dell’azienda, che ha migliorato le proprie performance con riguardo ai principali indicatori finanziari. Lo scorso anno Kimbo ha registrato vendite di caffè pari a oltre 300 milioni di euro, in crescita del +32,8% rispetto al 2024.
La buona notizia è arrivata soprattutto sul fronte della redditività: l’Ebitda, pari a 15,8 milioni di euro, è più che raddoppiato rispetto ai 7,0 milioni del 2024 (+125,9%). Risultati raggiunti nonostante il continuo aumento della materia prima che ha impattato per oltre 150 milioni (+46%).

INDEBITAMENTO IN NETTO CALO
Anche il risultato ante imposte è salito a 10,7 milioni di euro, rispetto ai 2,3 milioni dell’anno precedente (+376,5%). Nell’ultimo anno l’azienda ha inoltre migliorato del 70% la propria posizione finanziaria netta, scesa a -5,3 milioni di euro a fronte dei -18,1 milioni del 2024.
Il deciso recupero della redditività operativa arriva dopo alcuni esercizi caratterizzati da marginalità contenuta o negativa. Questo viene visto da Kimbo come una conferma della validità delle azioni intraprese negli ultimi anni sul fronte dell’efficienza operativa, del mix prodotto e della gestione dei costi. E anche dell’export, considerato che i mercati internazionali nel 2025 hanno registrato una crescita del +46%, arrivando a rappresentare il 27% delle vendite complessive.

IL PROCESSO DI CAMBIAMENTO HA DATO I SUOI FRUTTI
Questi risultati sono andati aldilà di ogni nostra aspettativa – sottolinea Mario Rubino, Chairman di Kimbo dal 2023 (nella foto a destra) –. Kimbo è sempre stata un’azienda solida e affidabile, che ha fatto della qualità la sua prerogativa assoluta, sempre a tutela dei consumatori. Quando sono stato chiamato a ricoprire il mio attuale ruolo, l’azienda era forse un po’ assopita, ma la squadra era già tutta in sede, pronta a supportarmi nella visione e nell’innovazione. Devo quindi ringraziare la mia famiglia e tutte le persone che lavorano in Kimbo: persone che andavano stimolate da un processo di cambiamento che era necessario e che oggi dimostra di saper dare i suoi frutti”.
Tra gli elementi fondamentali ai fini del raggiungimento dei risultati economici, Rubino cita la qualità del lavoro e il clima aziendale: “Dare a ciascuno la possibilità di esprimersi al massimo delle sue potenzialità è stata la giusta e necessaria presa di coscienza per l’azienda. Oggi tutti siamo consapevoli gli uni degli altri, non ci sono più inutili barriere formali, io sono per tutti Mario, non “il Presidente” né “il dottor Rubino”. Anche una maggiore attenzione per la comunicazione interna ha fatto sì che ciascuno potesse sentirsi parte del cambiamento, condividere una stessa visione di futuro, senza accontentarsi ma impegnandosi in prima persona”.

TRADIZIONE NAPOLETANA, VOCAZIONE INTERNAZIONALE
Il 2025 segna un passaggio chiave nel percorso di Kimbo: non solo abbiamo superato i 300 milioni di euro, ma abbiamo soprattutto riportato l’azienda a una redditività sostenibile, rafforzando la nostra struttura finanziaria” afferma Gerardo Evangelista, Business Analyst e Sales Performance Supervisor di Kimbo, terza generazione della famiglia Rubino.
Come Luca Amabile, Industrial Controller di Kimbo, che aggiunge: “Negli ultimi anni il mercato del caffè ci ha messo alla prova: aumento dei costi delle materie prime, forte volatilità, tensioni sui margini, uno scenario globale complesso e spesso imprevedibile. Non è stato un periodo facile, e non sarebbe onesto fingere il contrario. Questo bilancio conferma quindi la solidità delle scelte strategiche intraprese dalla nuova governance che ci ha permesso di esprimere al meglio la nostra innata capacità di valorizzare un posizionamento distintivo che unisce la tradizione napoletana a una crescente vocazione internazionale”.

Salame Felino Igp, il fatturato al consumo sale a 90 milioni di euro

Una leggera crescita nonostante il generale calo del potere di acquisto, con una conferma del preaffettato arrivato a un +10% rispetto al periodo pre-Covid. Il Consorzio del Salame Felino Igp chiude il 2025 con un fatturato stabile al consumo a quota 90 milioni di euro (rispetto agli 89 del 2024) mantenendo in lieve rialzo anche i valori produttivi: a fronte di 5,3 milioni di chilogrammi di carne lavorata, circa 3,6 milioni sono stati destinati al prodotto certificato (+1,3%), numeri che portano il totale alla produzione a 46 milioni di euro.

PREAFFETTATO IN CRESCITA DEL 10% SUL PRE-COVID
A fronte di trend consolidati, continua a offrire ottime performance il comparto del preaffettato che ha chiuso il 2025 con un +2% raggiungendo i 575.000 chilogrammi destinati (+10% sul 2019). Questa cifra rappresenta il valore più alto dopo quello del 2022, quando il Covid aveva spinto maggiormente i consumatori verso l’acquisto della vaschetta per un totale di oltre 600.000 chili dedicati. Il comparto nel 2025 ha così rappresentato il 16% dell’intero prodotto certificato.
Buone anche le performance dell’export, stabile al 5% dopo l’importante crescita del 2024 (+2,5% sul 2023): sono stati oltre 140.000 i chili di Salame Felino Igp esportati di cui il 79% nei paesi europei con la Germania come principale mercato, seguita da Austria e Belgio.

UN ANNO DI PREZZI STABILI PER LA MATERIA PRIMA
Considerando le condizioni socio-economiche del nostro Paese, caratterizzate da un minor potere di acquisto, siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2025 con una leggera crescita – afferma Umberto Boschi, Presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp – a testimonianza dell’apprezzamento per il Salame Felino Igp. E il trend del preaffettato, in costante aumento, testimonia la versatilità di questo prodotto di eccellenza. Inoltre, confidiamo che i prezzi della materia prima possano rimanere stabili come è accaduto nel 2025, dopo anni di crescita costante, senza ulteriori problematiche legate alla Peste Suina Africana, soprattutto nell’ottica di penetrare maggiormente nei mercati esteri”.

Granarolo: esce Calzolari, Fabbrino nominato Presidente

Cambio della guardia in Granarolo: si chiude la lunga era di Gianpiero Calzolari, che ha guidato il gruppo per 17 anni. Il nuovo Presidente è Stanislao Giuseppe Fabbrino (nella foto in alto). Ingegnere con un MBA e una lunga esperienza nelle operations, Fabbrino è dal 2011 Presidente e Amministratore Delegato di Fruttagel, società nata nel 1994 e costituita da cooperative agricole e agro-industriali emiliano-romagnole e molisane. Da maggio 2022 è Amministratore Delegato e Direttore Generale di Deco Industrie, industria cooperativa che opera nel mercato del largo consumo confezionato con più di 70 anni di storia. Inoltre, è Consigliere di Amministrazione di Granarolo e Consigliere di Amministrazione di Granlatte, cioè la cooperativa socia di maggioranza del gruppo.

DECISIONE CONDIVISA CON I SOCI
Calzolari era stato nominato Presidente di Granarolo nel 2009, prendendo il posto di un altro storico manager del mondo cooperativo, Luciano Sita, a sua volta al vertice della società per 18 anni. Per lungo tempo ha sommato anche la presidenza di Granlatte, tenuta dal 2007 al 2023. La sua decisione di rimettere le deleghe al compimento dei 70 anni è stata condivisa con i soci di Granarolo, per favorire il passaggio generazionale. “Ringrazio molto tutta la Direzione e i consiglieri che si sono avvicendati in questi lustri, il middle management e tutti i dipendenti – ha commentato Gianpiero Calzolari, Presidente uscente di Granarolo –. In questi quasi 20 anni di lavoro siamo cresciuti tanto perché abbiamo avuto il coraggio imprenditoriale di farlo. Sono orgoglioso di aver fatto parte della famiglia Granarolo”.
Gli anni di Presidenza Calzolari hanno trasformato Granarolo facendone un’azienda che rappresenta il nostro miglior Made in Italy, apprezzata in Italia e all’estero – gli ha fatto eco il neo Predidente Stanislao Giuseppe Fabbrino. Creare valore garantendo sostenibilità economica, ambientale e sociale nel tempo è l’obiettivo che un grande Gruppo come Granarolo perseguirà con determinazione nei prossimi anni”.

EFFETTO LISTINI SUL FATTURATO
Granarolo ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 1.813 milioni di euro. La variazione a perimetro costante e al netto dell’effetto cambi, pari al +5,2%, deriva soprattutto dalla crescita dei mercati esteri per effetto dell’aumento dei listini. Per quanto riguarda gli altri indicatori finanziari, il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta a 100,5 milioni di euro, pari al 5,5% dei ricavi, mentre il risultato operativo (Ebit) è paria a 28,2 milioni. L’esercizio ha fatto registrare un utile pari a 5,5 milioni di euro, con una posizione finanziaria netta di 309,8 milioni. L’Assemblea degli azionisti ha deliberato, su proposta del Cda, la distribuzione di un dividendo pari a 5 milioni di euro.
Quanto al piano strategico 2027-2030 – che toccherà a Fabbrino condurre in porto – le direttrici sono la focalizzazione sul mercato dairy, l’efficientamento, l’aumento della capacità produttiva e la specializzazione degli stabilimenti caseari.

CRESCERE ALL’ESTERO È UNA SCELTA OBBLIGATA
L’Italia pesa per il 60% dei ricavi del grupo, mentre incidono per il 33% le vendite in Europa e per il 7% quelle sui mercati extra europei. Rimane stabile la quota del fatturato registrato all’estero grazie alla crescita dei formaggi freschi e in particolare all’effetto della vendita di specialità casearie pugliesi, come la burrata, prodotte presso il sito caseario di Gioia del Colle, inaugurato in corso d’anno. L’estero si conferma comunque la principale opportunità di crescita.

IL PROFILO DEL GRUPPO IN NUMERI
Granarolo conta 14 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 nel Regno Unito, 1 in Germania e 1 negli Stati Uniti. Rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 488 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con ca. 97 autocisterne, che movimentano 950.000 tonnellate/anno, 352 automezzi per la distribuzione, che servono quotidianamente circa 50.000 punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti del gruppo. La compagine societaria è così composta: Granlatte 63,14%, Fondo Nazionale Strategico 15,27%, Intesa Sanpaolo S.p.A. 14,95%, Enpaia 4,58%, Azioni Proprie 2,06%.

Despar Italia supera i 4,6 miliardi di fatturato e rilancia sugli investimenti

Despar Italia archivia il 2025 come settimo operatore della distribuzione italiana per dimensione, ma scalare una posizione sembra essere un obiettivo alla portata. Nell’aggiornamento di febbraio 2026, a fonte Nielsen Gnlc, la società consortile è salita infatti sul sesto gradino della classifica. E finalizzati a confermare la crescita sono gli investimenti previsti dalle sei società consorziate (Despar Nord Ovest – Gruppo 3A; Despar Nord – Aspiag Service; Despar Centro Sud – Maiora; Despar Sardegna – SCS; Despar Sicilia – Ergon; Despar Messina – Fiorino) pari a 55,4 milioni di euro per il 2026 e destinati all’espansione e al riammodernamento della rete commerciale. In programma ci sono 36 aperture e 45 ristrutturazioni.
Il saldo del 2025 si è attestato, invece, a 102 nuove aperture e 30 restyling di negozi diretti e affiliati, portando a un totale di 1.382 punti vendita (422 diretti e 960 affiliati) per una superficie complessiva di vendita pari a 810.968 metri quadri.

I PUNTI VENDITA DIRETTI INCIDONO PER IL 65% DEI RICAVI
L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato al pubblico di 4,64 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Il 65% dei ricavi arriva dai punti vendita diretti, il 35% dalla rete affiliata.
Entrando nel dettaglio dei format, il 34% è attribuibile ai punti vendita Despar, il supermercato di prossimità con superfici fino a 800 metri quadri; il 39% deriva invece dagli Eurospar, supermercati di media dimensione compresi tra 800 e 2.000 metri quadri, mentre il 27% è stato generato dagli Interspar, punti vendita di grande superficie oltre i 2.000 metri quadri. Il format Despar si distingue per la dinamica di crescita più significativa, con un incremento del 4,3% nel corso del 2025, a conferma di come la prossimità rappresenti un punto distintivo dell’insegna.

NEL NETWORK SONO ENTRATI 76 IMPRENDITORI
Ancora in tema di format, tutti hanno conosciuto nuove aperture negli scorsi 12 mesi. Ad essere inaugurati sono stati, infatti, 46 Despar Express (punti vendita compatti per la spesa quotidiana in contesti urbani, turistici o nei piccoli comuni), 49 Despar, 5 Eurospar, 2 Interspar. L’espansione ha coinvolto anche tutti i territori presidiati, con particolare vivacità nell’area del Nord Ovest e nel Centro Sud.
Una spinta trainante allo sviluppo del network è stata data dai negozi in affiliazione: oggi sono 750 gli imprenditori affiliati al marchio dell’Abete con 960 punti vendita in gestione sul territorio nazionale che nel 2025 hanno generato un fatturato al pubblico di 1,6 miliardi di euro. Nel 2025 la rete affiliata si è allargata con l’apertura di 94 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 20. Un risultato reso possibile sia dal rafforzamento di partnership consolidate, sia dall’ingresso di 76 nuovi imprenditori.

MDD, L’INSEGNA NELLA TOP 5 ITALIANA PER QUOTA DI MERCATO
Despar Italia sottolinea di aver consolidato nel 2025 il proprio posizionamento nella marca del distributore, raggiungendo una quota di mercato pari al 24,3% sul totale delle vendite grocery, in crescita di 0,4 punti percentuali rispetto al 2024 e superiore alla media del mercato Mdd in Italia, attestata al 23,1% (fonte NielsenIQ, I+S dicembre 2025). Un risultato che colloca l’insegna tra le prime cinque realtà in Italia per quota di mercato nella private label.
Le vendite dei prodotti a marchio Despar hanno superato 1,1 miliardi di euro, registrando un incremento a valore del 4,6%. Performance positive anche sul fronte dei volumi: le vendite a confezione hanno raggiunto una quota del 27,4% a fine 2025, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: NielsenIQ, I+S+LS).
Questi risultati confermano il ruolo sempre più strategico del prodotto a marchio come leva di fidelizzazione della clientela: la penetrazione della Mdd Despar sul totale acquirenti è pari all’83,2%. La percentuale aumenta fino al 90,6% considerando i clienti che hanno fatto la spesa almeno quattro volte nell’anno nei supermercati dell’insegna (fonte: Panel Consumer Nielsen IQ, 2025).

CON LA LINEA S-BUDGET COMPLETATA L’OFFERTA A MARCHIO
La novità dell’anno è stata l’estensione della linea convenienza S-Budget a tutta la rete vendita Despar sul territorio nazionale. Oltre alle aree gestite dal socio Despar Nord, dove questa linea è storicamente presente e continua a detenere il peso maggiore, vengono definiti particolarmente positivi i risultati conseguiti nel Centro e nel Sud Italia.
La nuova linea ha consentito di costruire un’offerta private label in grado di coprire tutti i segmenti, dall’entry level al premium. Nel 2025 il lancio di circa 180 nuovi prodotti e il restyling di oltre 420 referenze hanno portato alla realizzazione di un assortimento Mdd che complessivamente conta circa 4.200 referenze, sviluppate con oltre 500 fornitori, per il 97% italiani.
Oltre a S-Budget, entrata a regime nel 2025, a dare buoni risultati nei prodotti a marchio – in base a quanto reso noto da Despar Italia – è stato il mondo dei freschissimi con Passo dopo Passo, la linea di filiera Despar che include ortofrutta, carne e pesce, che ha segnato una crescita del +24,2%, con un +30,8% nell’ortofrutta. (fonte NielsenIQ I+S dicembre 2025).

IN CANTIERE CI SONO 180 NUOVI LANCI
La nostra Mdd ha continuato nel percorso di crescita che abbiamo registrato in modo costante negli anni – afferma Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia (nella foto a destra) – e che intendiamo proseguire anche nel 2026 con l’obiettivo di un incremento del fatturato Mdd di almeno il 4,5%. Per l’anno in corso prevediamo circa 180 nuovi lanci e oltre 400 restyling, con focus sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Vogliamo offrire ai clienti un assortimento completo e coerente: la parte principale del mercato restano i prodotti mainstream a marchio Despar, ma la costruzione di una vera e propria piramide dal premium all’entry level rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. In questo modo possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita”.

La Doria cresce del 7,7% e supera 1,3 miliardi di fatturato

Le operazioni straordinarie, sommate all’andamento positivo delle vendite, hanno dato una bella spinta al fatturato 2025 di La Doria. L’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi di euro del 2024. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha infatti portato a termine due acquisizioni: Pasta Lensi, storica realtà italiana specializzata nella produzione di pasta, e le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno contribuito ad ampliare il portafoglio prodotti del gruppo, rafforzando la presenza nei segmenti della pasta e dei derivati del pomodoro e consentendo di potenziare l’offerta di prodotti biologici e senza glutine.
Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria – commenta Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria (nella foto in alto) – in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento”.

SUGHI E PASTA IN FORTE ACCELERAZIONE
Analizzando la suddivisione del fatturato per categorie di prodotto, si è registrata un’ottima performance della “Linea Sughi” (+17,9% rispetto al 2024) e una netta crescita della “Linea Pasta”, riconducibili principalmente al pieno contributo delle società acquisite nel 2024: Clas e il ramo d’azienda private label di Pastificio Di Martino, poi rinominato La Doria Pasta PL, entrambe fuse in La Doria. La “Linea Pasta” ha inoltre beneficiato dell’ingresso nel 2025 di Pasta Lensi nel perimetro del gruppo.
La “Linea derivati del pomodoro” ha mostrato una buona crescita (+4,1%), favorita dall’aumento dei volumi legato alla maggiore produzione realizzata durante la campagna di trasformazione 2024. La “Linea legumi, vegetali e pasta in scatola” ha registrato un andamento sostanzialmente stabile, mentre la “Linea succhi di frutta e bevande” ha evidenziato una flessione del 9,1%, che l’azienda definisce in linea con la contrazione dei consumi osservata nel mercato italiano.
Con riferimento alla composizione del fatturato per canali di vendita, nel 2025 le private label – che rappresentano il core business del gruppo – hanno raggiunto l’89,4% del fatturato consolidato, mentre l’8% è stato generato dalle attività di co-manufacturing. Il restante 2,6% delle vendite è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

LA GRAN BRETAGNA RESTA IL PRIMO MERCATO
Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la quota predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano pesa per il 18,8%. I ricavi hanno registrato una crescita sia sui mercati internazionali (+4,5%) sia sul mercato italiano (+24,4%). Il principale mercato estero resta la Gran Bretagna, seguita dall’Italia; tra gli altri mercati europei di rilievo figurano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei si distinguono Australia, Giappone e Stati Uniti.
Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali – aggiunge Ferraioli – che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione”.

Mediobanca fa il punto su fatturato, costi e utili della Gdo

In crescita le vendite della Gdo italiana nel 2025: +4,3% è la stima di Mediobanca, che precisa come l’inflazione sia stata pressocché nulla nei 12 mesi considerati. Il dato proviene dalla nuova edizione dell’Osservatorio sulla Gdo a prevalenza alimentare che aggrega i dati economico-patrimoniali di 118 aziende nazionali e 30 maggiori player internazionali per il periodo 2019-2024. Per l’Italia la copertura è pari al 95,8% del mercato.
Riavvolgendo invece il nastro al 2024, emerge che l’aggregato dei maggiori gruppi italiani ha realizzato un fatturato netto pari a 109,8 miliardi di euro (Iva esclusa), di cui 13,4 miliardi in capo a operatori a controllo estero (12,2% del totale). Tra il 2019 e il 2024, le vendite sono aumentate del 30,9% con un tasso medio annuo del 5,5%.

SALGONO I RICAVI PROMOZIONALI, MA PESA IL COSTO DEL LAVORO
L’analisi di Mediobanca consente di mettere a fuoco una serie di rilevanti indicatori economici medi del settore, a cominciare dai ricavi derivanti da attività promozionali, saliti del +4,1% all’anno tra il 2019 e il 2024 e pari al 6,5% delle vendite dei dettaglianti; i ricavi immobiliari sono l’1,2%.
La Gdo conferma l’alta incidenza del costo del lavoro, che per i retailer nazionali rappresenta mediamente il 12,5% delle vendite, mentre quello per trasporti e logistica è pari al 3,1% e i costi dell’energia arrivano all’1,9%.
Tiene la redditività nel 2024: Ebit margin al 2,7% (2,5% la media dei sei anni, che si confronta con il 4,6% del Food & Beverage), Roi al 7,1% (6% la media vs il 10,5% della Gdo non alimentare), spingono gli investimenti (+4,9% sul 2023). Nel quinquennio 2020-2024 gli operatori della Gdo nazionale hanno distribuito dividendi per 1,3 miliardi di euro e immesso risorse con aumenti di capitale a pagamento per 691 milioni.

TRE PUNTI IN PIÙ DI MARGINALITÀ PER I DISCOUNT
Nel 2024 discount non più così irraggiungibili: il loro fatturato è cresciuto del 3,6% sul 2023 rispetto al +2% degli altri operatori, registrando un tasso medio di crescita delle vendite tra il 2019 e il 2024 dell’8,4% (+4,9% gli altri). Spicca la marginalità: l’Ebit margin dei discount si attesta nel 2024 al 5,1%, staccando il 2,1% degli altri gruppi, così come per il Roi, al 16,6% (5,6% gli altri operatori).
Brillano per vendite le aziende meridionali (+8,4% medio annuo sul 2019), +6% le imprese del Centro Italia, mentre gli operatori del Nord-Est risultano più dinamici di quelli del Nord-Ovest (+5,2% vs +2,9%).

CHI HA INCREMENTATO MAGGIORMENTE IL GIRO D’AFFARI
L’Osservatorio di Mediobanca mette in file una serie di spunti sull’andamento di singoli operatori della Gdo. Radenza Group ha realizzato la maggiore crescita del fatturato tra il 2019 e il 2024: +13,5% medio annuo, seguita da In’s Mercato (+12,1%), Tatò Paride (+10,4%) e Agorà (+10,1%). Nell’ultimo anno primeggiano RetailPro (+7,9%), Agorà (+7,8%) e Radenza Group (+6,3%) seguite da Sait (+5,4%), Eurospin (+5,1%), Selex (+4,6%), Conad e Lidl (entrambe +3,9%).
Ebit margin 2024 più elevati per Noto (che controlla AZ) con il 6,5%, i discount Cive (6,1%) ed Eurospin (5,9%); seguono Agorà (5,2%) e l’altro discount Lidl (5%). La classifica per l’indice di redditività del capitale investito (Roi) vede sul podio: Radenza Group con il 20,6%, seguita da Md al 19,6% e Eurospin (18,3%) a cui si avvicinano Cive (16%) e In’s Mercato (15,6%).

EUROSPIN IN CIMA ALLA CLASSIFICA DEGLI UTILI
Eurospin si afferma regina di utili cumulati tra il 2019 e il 2024: 1.931,2 milioni di euro, superando VéGé a 1.685 milioni e Selex (1.651,5 milioni). PAC 2000 A (Gruppo Conad) è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2024 pari a 4.902 milioni di euro, seguita da Coop Alleanza 3.0 a 3.975 milioni e da Conad Nord Ovest a 3.239 milioni che precede Unicoop Firenze a 3.045 milioni.
Il prestito soci del sistema Coop passa dagli 8 miliardi di euro del 2019 ai 7,1 miliardi del 2024. Tra il 2019 e il 2024 le Coop hanno realizzato proventi finanziari netti per 612 milioni di euro e contabilizzato svalutazioni di titoli e partecipazioni per 707 milioni.

SI AMPLIA LA QUOTA DI MERCATO DEI PRIMI DELLA CLASSE
In base ai dati Mediobanca, la quota di mercato dei primi sette operatori nazionali è passata dal 52,2% del 2010 al 71% di ottobre 2025, quota che senza la vivacità della distribuzione organizzata sarebbe ferma a circa il 50%. Tra il 2019 il 2025 la market share dei sette gruppi della distribuzione organizzata, con esclusione delle due cooperative Conad e Coop, è cresciuta di 7,1 punti percentuali, anche grazie all’incremento delle basi associative. VéGé è l’operatore che ha attratto il maggior numero di nuovi associati (sette), due dei quali già aderenti ad altre strutture (D.IT e C3).
Nell’ambito della distribuzione organizzata, nel 2024 emerge Agorà, grazie a marginalità (la più elevata del settore, con Ebit margin 5,2% e Roi 14,3%) e vendite, in crescita dal 2019 ad un tasso medio annuo del 10,1%. Il Cagr medio del +6,6% tra 2019 e 2024 è superato anche da Selex (+7,3%) con Ebit margin del 3,3% e Roi al 10,3%. C3 raggiunge un rapporto tra Mon e fatturato pari al 3,9%, più alto di quello medio (3,1%), ma resta arretrato in termini di Roi (8%).
Nel 2024 si attestano invece sotto la media del segmento i valori di VéGé (Ebit margin 2,9% e Roi 9,2%), con un fatturato in crescita del +5,5% medio annuo dal 2019. Ultime per Ebit margin, Crai e Despar (rispettivamente 0,9% e 1,2%); quest’ultima si posiziona in coda anche per Roi (4,3%).

FOCUS SUI PLAYER DELLA DO CHE SUPERANO I 500 MILIONI
Le aziende della distribuzione organizzata con fatturato superiore a 500 milioni di euro sono 26. Il maggiore incremento di fatturato nel 2024 è stato realizzato da Multicedi (+13,2% sul 2023) e FG Holding (i.e. Magazzini Gabrielli, +12,8%), seguite da Megaholding (Megamark, +12,6%), Retail Evolution (Iperal, +10,8%) e Abbi Holding (+10,7%). Retail Evolution è il primo operatore per Ebit margin (7,6%), seguito da Verofin (Tigros) (7,1%) e F.lli Lando (5,7%); Gruppo Rossetto presenta l’indice di redditività del capitale investito (Roi) migliore (20,8%), seguita dal Gruppo Unicomm (Arca, Gmf Fioroni, Unicomm) e Verofin (Tigros) (entrambe con il 19,7%).
Altri 20 associati hanno realizzato nel 2024 un giro d’affari compreso tra i 200 e 500 milioni di euro. Tra questi, la crescita maggiore del fatturato tra il 2023 e il 2024 è stata registrata da 5 Erre (+7,3%), seguita da Sidi Piccolo – Sistema Distributivo Innovativo (+6,7%) e Grd (+5,9%). Nel 2024 Isa – Industria Servizi Alimentari emerge in termini di Ebit margin (8,1%); mentre il maggiore Roi è ottenuto da Sisa Sicilia (18,3% nel 2024), Gambardella (18%) e L’Abbondanza (17,4%).

IN QUATTRO AL SUD VANNO OLTRE IL MILIARDO DI RICAVI
Splende per dinamismo e performance l’area del Sud e Isole. Nel 2024 quattro operatori della Gdo che operano in maniera prevalente in questi territori hanno superato 1 miliardo di euro di ricavi: Megaholding (2.087 milioni), Conad Adriatico (1.345,3 milioni), Gruppo Arena (1.265,7 milioni) e Multicedi (1.245,5 milioni).
Tra i retailer della Gdo con più di 200 milioni di euro di ricavi nel 2024, crescita del fatturato double digit tra il 2019 e 2024 per: Radenza Group (+13,5% in media all’anno), Abbi Holding (+13,4%), Sidi Piccolo (+12,8%), Megaholding (+12,1%), Gruppo Arena (+11,6%) e Tatò Paride (+10,4%). Migliori Ebit margin per: Noto (5,3% in media nel 2019-2024), Gruppo Arena (5,1%), Isa – Industria Servizi Agroalimentari (4,6%) e Radenza Group (4,3%) che si distingue anche per miglior ROI (29% medio nel 2019-2024).

FOCUS SUL MODELLO DEL TRIVENETO
Forte competitività e attaccamento al territorio contraddistingue la Gdo del Trivento. Sono in cinque – tra le aziende che operano principalmente in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – a superare 1 miliardo di euro di fatturato nel 2024: Gruppo Unicomm (3.123,7 milioni), Finbre (2.764,6 milioni), Aspiag Service (2.285,5 milioni), Supermercati Tosano Cerea (1.513,7 milioni) e Alì Group (1.297,3 milioni).
Tra gli operatori più grandi (fatturato 2024 maggiore di 200 milioni di euro), ricavi in forte crescita per Supermercati Visotto (Cagr +12,9%), Migross (+10,9%) e Gruppo Rossetto (+10%). Primeggiano per Ebit margin: F.lli Lando (5,5% medio nel 2019-2024), Supermercati Tosano Cerea (4,9%), Supermercati Visotto (4,8%) e Alì Group (4,3%); mentre per ROI si distinguono Gruppo Rossetto (18,7% medio), Prix Quality (16%) e Migross (14%).

I MAGGIORI OPERATORI INTERNAZIONALI
Infine, uno sguardo alla Gdo di oltreconfine. Nel 2024 i maggiori retailer internazionali hanno registrato un fatturato che oscilla tra i 649,3 miliardi di euro della statunitense WalMart e i 20,5 miliardi della britannica Wm Morrison. La maggiore proiezione internazionale è della portoghese Jeronimo Martins (80,7%, per due terzi in Polonia), dell’olandese Ahold Delhaize (78,6%), seguita dalla giapponese Seven & i (77,1% principalmente nel Nord America) e dalle francesi Carrefour (53,7%) ed Elo-Auchan (46,5%).
Il panel internazionale esprime un Roi medio nel 2024 pari al 10,2%, in aumento rispetto al 9,9% del 2023. Quanto a vendite per metro quadro al netto di Iva sul proprio mercato domestico, Esselunga con 16.071 euro per metro quadro supera tutti i principali operatori internazionali. A distanza le britanniche J Sainsbury (13.924 euro) e Tesco (12.893 euro), le australiane Coles (11.815 euro) e Woolworths (11.694 euro), seguite dalla canadese Empire (11.203 euro).
L’indagine completa è disponibile per il download sul sito www.areastudimediobanca.com

 

Culatello di Zibello Dop, la produzione cresce del 12%

Fatturato al consumo di 24 milioni di euro, sfiorando così il record del 2022 (25,2 milioni), e un aumento della produzione del 12%: sono alcuni dei principali numeri comunicati dal Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop, all’interno del consuntivo sui dati economici del comparto relativi al 2025. L’ente di tutela racchiude tutte le 20 aziende produttrici della Dop e ha chiuso l’anno con 82.570 culatelli sigillati, in crescita del 12% rispetto ai 73.550 del 2024.

PREZZI ELEVATI PER LA MATERIA PRIMA
I chilogrammi certificati a destinati al Culatello di Zibello sono stati 330.000, con un valore alla produzione di 12,5 milioni di euro. Cresce anche il fatturato al consumo, che dai 18,5 del 2024 sale a 24 milioni di euro. “Siamo molto soddisfatti dell’anno appena concluso – ribadisce Romeo Gualerzi, Presidente del Consorzio di Tutela (nella foto a destra)  –. Nonostante il prezzo della materia prima sia rimasto molto alto, sfiorando i 6 euro al chilo e ricordando che nel 2020 non arrivava a 4 euro, abbiamo avuto maggiore disponibilità; inoltre un mercato più stabile e i numeri costanti dell’affettato hanno garantito ai consorziati una rinnovata fiducia nel poter aumentare la produzione.
Nel 2025 il Consorzio ha immesso sul mercato 1,06 milioni di vaschette – in linea con l’anno precedente – destinando 34.392 culatelli al preaffettato, ovvero il 41,5% dell’intero volume con un fatturato derivante superiore ai 12 milioni di euro.

LA PESTE SUINA IMPATTA SULL’EXPORT
Le sfide per il Consorzio per quest’anno sono concentrate soprattutto sull’export, dove la peste suina africana continua a rappresentare un importante scoglio burocratico: “Mercati come Giappone e Cina al momento sono inaccessibili – osserva Gualerzi –. Questo nonostante da due anni gli allevamenti di suini scelti per la Dop non abbiano registrato alcun caso di Psa. Purtroppo, la massiccia presenza di cinghiali sul territorio parmense continua a essere un problema che andrà necessariamente risolto per aprirsi nuovamente ai mercati di riferimento.

UE E SVIZZERA I PRINCIPALI MERCATI ESTERI
Nei dati economici 2025, il Consorzio ha dichiarato comunque un export del 25%, dove i Paesi dell’area UE (in primis Francia e Germania), insieme con la Svizzera, rappresentano l’88% della quota estero. Ma cresce anche il Nord America, con Canada e Stati Uniti (6% complessivo). Infine, per quanto riguarda i canali di commercializzazione, il normal trade si conferma quello principale con una quota pari al 60% del comparto, mentre la grande distribuzione organizzata rappresenta il restante 40%.

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