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Vendite a quota 3,2 miliardi di euro per CIA-Conad

Giro d’affari in crescita per CIA-Conad, che archivia il 2025 con un fatturato totale alle casse di 3,2 miliardi di euro. L’incremento è del +2,8% in omogeneo e del +3,2% in assoluto, superiore all’andamento del settore della distribuzione alimentare. Le vendite ai soci hanno avuto un valore di 2,082 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024 del 2,9%. Il patrimonio netto ha raggiunto quota 959,8 milioni di euro (+5,3%), di cui oltre 136 milioni costituiscono il capitale sociale. Il valore aggiunto, che rimanda allo scambio mutualistico interno ed esterno della cooperativa, è stato di oltre 169 milioni di euro (+2,4%). La maggior parte di questa cifra è stata destinata ai soci imprenditori (44%), dipendenti (20%) e azienda (23%). Anche nel corso del 2025, CIA-Conad e i punti vendita associati hanno destinato importanti risorse, per quasi 2,3 milioni di euro, al sostegno delle iniziative legate a sport, cultura, solidarietà e salute.

INVESTIMENTI PER 120 MILIONI SULLA RETE COMMERCIALE
Commercianti Indipendenti Associati (CIA) è una delle cinque cooperative del sistema Conad. A fine 2025, la sua rete comprendeva 256 negozi e 92 “concept” tematici, come bar/ristoranti (31), parafarmacie (22), pet store (29), distributori di carburante (7), negozi di ottica (3). CIA è presente in Romagna (Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e San Marino), Marche (Pesaro-Urbino, Ancona), Veneto (Padova, Rovigo, Venezia, Treviso e Verona), Friuli-Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine) e Lombardia (Milano, Bergamo e Lecco).
Gli investimenti sulla rete nel 2025 sono stati di oltre 120 milioni di euro. Le nuove aperture di punti vendita sono state 4: il Conad City di via Aurelio Saffi a Rimini, lo Spesa Facile di Albignasego (PD), il City di viale Martiri della Libertà a Fabriano (AN) e lo Spesa Facile di Mortegliano (UD). A queste si aggiungono 2 inaugurazioni di concept (a Castelfidardo e Cervignano), 4 ristrutturazioni totali di punti vendita e 38 ristrutturazioni parziali.

TREND POSITIVO PER I MDD E PROGRAMMA DI FIDELIZZAZIONE
Il prodotto a marchio Conad ha raggiunto una quota del 40,8%, tra i più alti in Italia, con un incremento di circa l’1,2% rispetto all’anno precedente. Anche per quanto riguarda il programma di fidelizzazione il 2025 viene definito un anno positivo. Carta Insieme Più Conad Card – carta fedeltà con funzione di pagamento – registra un parco complessivo di 199.000 tessere (+4,8%), con un fatturato di oltre 570 milioni di euro. Carta Insieme Digitale ha superato quota 559.000 carte attive (+23,2%). Significativo anche il valore delle spese pagate tramite app con il Conad Pay, oltre 73,7 milioni di euro, mentre il numero di carte Prepagata Conad nel 2025 è stato superiore a 442.000, per un valore di 34,7 milioni di euro.

CERTIFICATA LA PARITÀ DI GENERE
Anche nel 2025 – dichiara l’Amministratore Delegato Luca Panzavolta (nella foto accanto) – CIA-Conad ha ottenuto risultati superiori alla media del mercato, in uno scenario caratterizzato da forte incertezza. Per scelta strategica privilegiamo un’offerta competitiva e accessibile tutti i giorni, in cui il rapporto qualità-prezzo non poggia unicamente sulla leva promozionale, ma soprattutto sul prodotto a marchio e sulla convenienza continuativa. Le sole cifre, però, non rendono merito al comune impegno e agli sforzi delle tante persone del nostro sistema. Per contribuire a restituire fiducia a chi entra in relazione con noi sappiamo che dobbiamo mantenere la consapevolezza del nostro ruolo e svolgerlo al meglio. Per questo, tra i tantissimi progetti avviati, voglio citarne due che abbiamo intrapreso volontariamente e che testimoniano al meglio i nostri valori: la certificazione di parità di genere, conseguita in primavera, e la rendicontazione di sostenibilità secondo gli ultimi standard europei in materia”.

LA SICUREZZA SUL LAVORO RESTA UNA PRIORITÀ
Nel complesso il sistema CIA-Conad dà lavoro a più di 12.100 persone, sommando la rete dei negozi, la cooperativa e le società del gruppo. Si tratta di un dato in costante aumento, anche se si continua a registrare difficoltà nel reperire professionalità specializzate, in particolare nei reparti serviti. In tema di formazione, fra rete e cooperativa sono state erogate oltre 18.000 ore/uomo. Tra le novità, un corso di educazione finanziaria rivolto al personale delle basi logistiche e volto a garantire la massima inclusività. La Cooperativa sottolinea che la sicurezza sul lavoro resta una priorità e nel corso del 2025 ha erogato per il proprio personale 2.715 ore uomo di formazione in questo ambito (+25%).

SOSTEGNO FINANZIARIO A FAVORE DELLA DECARBONIZZAZIONE
Nonostante non rientri ancora tra le imprese obbligate dalla normativa europea (direttiva 2022/2464), CIA-Conad ha scelto di realizzare la Rendicontazione di Sostenibilità riferita all’anno 2025, conforme ai principi degli standard europei di reportistica (ESRS – European Sustainability Reporting Standards). L’impegno in materia è testimoniato dall’accordo di finanziamento da 40 milioni di euro firmato nel 2025 con la Banca Europea per gli Investimenti, che va a sostenere la decarbonizzazione dei punti vendita della rete associata. È il primo di questo tipo in Italia nel settore della distribuzione organizzata.
Tra le numerose azioni del 2025 spicca l’efficientamento energetico dei magazzini, che ha portato a una riduzione del 15% delle emissioni totali. Il passaggio al digitale ha evitato la stampa di 9 milioni di volantini promozionali.
Venendo ai fornitori locali, si è registrato un ulteriore aumento a 677 realtà complessive (erano 604 l’anno precedente); il volume d’affari ha superato i 252 milioni di euro. Sono 153 le aziende del territorio coinvolte nel progetto “SiAmo”, che valorizza eccellenze tipiche e filiere locali.

Nova Coop, nel 2025 l’utile è salito a 25,3 milioni

Le vendite lorde crescono, ma la buona notizia per Nova Coop arriva soprattutto dall’ultima riga di bilancio: la gestione 2025 si è chiusa con un utile netto di 25 milioni 294 mila euro, più che raddoppiato rispetto al 2024. La rete commerciale ha superato 1 miliardo e 230 milioni di euro in termini di vendite, salite di 21 milioni nel confronto con l’esercizio precedente. Il patrimonio netto ha raggiunto 895 milioni e 697 mila euro, in crescita di oltre 25 milioni sul 2024, principalmente grazie all’utile d’esercizio conseguito. Ulteriori 6,5 milioni di euro sono stati destinati ad irrobustire la dotazione del fondo rischi, ora a quota 24 milioni e 873 mila euro.
Il piano di sviluppo e ammodernamento della rete commerciale ha portato a investimenti complessivi superiori a 28 milioni e 600 mila euro per interventi di ristrutturazione ed efficientamento dei punti vendita esistenti. Tra gli interventi principali figurano la ristrutturazione dell’ipermercato di Cuneo, dell’ipermercato di Novara, del punto vendita di Avigliana e del supermercato di Casale Monferrato. Per le nuove aperture sono stati investiti oltre 8,6 milioni di euro, destinati in particolare al progetto Scalo Nizza-Vallino di Torino e allo sviluppo della rete Enercoop con Domodossola e la nuova stazione di Chieri, di prossima apertura.

LA MDD SUPERA IL 35% DI QUOTA A VOLUME
La gestione caratteristica conferma la crescita dei volumi di vendita della rete tradizionale, che ha sviluppato ricavi lordi per oltre 1 miliardo e 97 milioni di euro tra supermercati e ipermercati (+1,13%). In aumento è anche il numero degli scontrini battuti, circa 34,19 milioni (+1,52%).
Nel corso del 2025 il carrello della spesa di soci e clienti si è riempito di oltre 75 milioni di prodotti a marchio Coop, che da soli rappresentano il 35,2% delle vendite in quantità del prodotto confezionato, in crescita sull’anno precedente sia per l’incidenza sui volumi totali, sia per quota di fatturato. Nel corso dell’anno è continuata l’attivazione nei negozi di aree specifiche dedicate alla presentazione dell’assortimento dei fornitori del territorio piemontese, ora presenti in oltre il 40% della rete di vendita, come azione per favorire la visibilità delle filiere locali. Complessivamente sono stati riconosciuti oltre 127 milioni di euro di sconti ai soci della Cooperativa, più di 41 milioni dei quali attraverso vantaggi esclusivamente dedicati alla base sociale.

L’E-COMMERCE PESA POCO PIÙ DEL 3%
Prosegue anche la crescita della vendita omnicanale tramite l’e-commerce. Nel 2025 Nova Coop ha consolidato il presidio territoriale con 7 CoopDrive, 12 CoopLocker e 440 Comuni serviti dal servizio Coop a casa. Le spese prodotte attraverso CoopShop.it sono state quasi 110 mila, per un valore complessivo di oltre 11,7 milioni di euro (+3,17%).
Positivo anche l’andamento delle pompe carburanti a marchio Enercoop: nel 2025 sono state avviate la nuova stazione di servizio di Domodossola e il consolidamento dell’impianto di Asti, inaugurato a fine 2024. Le vendite lorde dei carburanti hanno raggiunto 115,2 milioni di euro (+7,50% rispetto al 2024, +2,00% a parità di perimetro).

LA GESTIONE FINANZIARIA DETERMINANTE AI FINI DEL RISULTATO
Per ammissione della stessa cooperativa, la gestione finanziaria ha contribuito in maniera determinante ai risultati, grazie agli elevati rendimenti del portafoglio titoli, all’attività di trading e ad operazioni straordinarie relative alla partecipazione Unipol e ai dividendi percepiti. Anche i risultati della controllata Nova Aeg, che opera nel mercato energetico, hanno avuto un rilievo fondamentale nel corso dell’esercizio.
Da oltre tre anni operiamo in uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità e forti tensioni economiche, che continuano ad avere ricadute dirette sulle famiglie e sui consumi – dichiara Ernesto Dalle Rive, Presidente di Nova Coop (nella foto accanto) –. In questo contesto abbiamo scelto di mantenere fermo il nostro impegno a tutela del potere d’acquisto di soci e consumatori, contenendo per quanto possibile gli effetti dell’inflazione sul carrello della spesa attraverso una gestione rigorosa ed efficiente dei costi della Cooperativa. Il risultato di bilancio raggiunto nel 2025 nasce da questo lavoro costante e collettivo di controllo e ottimizzazione, unito ai risultati positivi della rete di vendita, al contributo strategico della controllata Nova Aeg e all’apporto particolarmente significativo della gestione finanziaria. Sono risultati che rafforzano ulteriormente la solidità di Nova Coop e confermano la capacità della Cooperativa di generare valore restando coerente con i principi mutualistici e con il proprio ruolo sociale sui territori. Su queste basi vogliamo sostenere con rinnovato impegno lo sviluppo della rete e aprire una nuova stagione di crescita e innovazione”.

WELFARE PER I DIPENDENTI E INIZIATIVE SUL TERRITORIO
Nova Coop ha chiuso il 2025 con 4.521 dipendenti, confermando una struttura occupazionale composta per oltre il 99% da rapporti di lavoro a tempo indeterminato. I risultati raggiunti dalla Cooperativa permetteranno di erogare il premio di risultato ai dipendenti. Prosegue inoltre il piano di welfare aziendale che nel 2025 ha garantito circa 850.000 euro di risparmi sulla spesa a favore dei dipendenti e delle loro famiglie e autorizzato prestiti a tasso agevolato per ulteriori 310.000.
Continua a rafforzarsi anche il rapporto con i territori e con il terzo settore. Attraverso il progetto “Buon Fine”, Nova Coop ha donato prodotti non più vendibili ma ancora consumabili per un valore commerciale di 11,1 milioni di euro, equivalenti a circa 1,9 milioni di pasti destinati gratuitamente a persone in condizioni di fragilità economica. La Cooperativa ha inoltre rafforzato e reso continuativa l’iniziativa “Dona la Spesa” inserendo 47 punti di raccolta permanente di alimenti e beni non deperibili per gli umani e 16 per gli animali in altrettanti punti vendita.
Nel corso del 2025 sono inoltre state realizzate 732 iniziative educative nelle scuole attraverso il progetto Saperecoop, coinvolgendo oltre 12.000 studenti, e sono stati distribuiti premi per oltre 417.000 euro nell’ambito del progetto “Coop per la Scuola”.

SALDO POSITIVO ANCHE PER LA BASE SOCIALE
Per il secondo anno consecutivo cresce la base sociale della Cooperativa, che al 31 dicembre 2025 conta 593.699 soci, con un saldo positivo di 4.033. A fine anno erano inoltre 85.313 i soci prestatori, con un rapporto tra prestito sociale e patrimonio netto consolidato pari a 0,73 e che la cooperativa sottolinea essere largamente inferiore sia alla media nazionale, sia al limite massimo previsto dalla normativa.
Infine, Il bilancio consolidato 2025 del Gruppo Nova Coop, che comprende i risultati della Cooperativa, di Nova Aeg, della controllata YEE e della società Sviluppo Dora, registra un valore della produzione consolidata pari a 2 miliardi e 379 milioni di euro e un utile netto consolidato di 24 milioni e 983 mila euro.

MD raggiunge 3,8 miliardi di euro di ricavi

Ricavi e marginalità in crescita per MD. Il giro d’affari della catena discount nel 2025 è aumentato del 2% e ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro, mentre è salito del’8% il valore generato netto, insieme alla marginalità che si attesta al 6,43% rispetto al 6,09% dell’esercizio precedente. Il patrimonio netto ha superato i 692 milioni di euro (+12%), mentre l’utile netto si è attestato a 97,5 milioni di euro, con un incremento del 2,65% rispetto al 2024. La rete di MD conta ad oggi 785 punti vendita presenti in tutte le 20 regioni italiane, 82 marchi private label e 2.368 prodotti a marchio.

RETE DI VENDITA E MDD SONO LE PRIORITÀ
Prosegue l’attuazione del nostro piano industriale – dichiara Maria Luisa Podini, Amministratore Delegato di MD (ritratta nella foto a destra con il padre Patrizio e il fratello Marco) – focalizzato sulla riqualificazione della rete vendita, sull’evoluzione del format dei punti vendita e sul rafforzamento della nostra private label, sempre più centrale nella relazione di fiducia con il consumatore e coerente con la nostra promessa della buona spesa non solo a parole”. Parallelamente continua anche il percorso di efficientamento energetico e di riduzione dell’impatto ambientale, attraverso interventi mirati sui punti vendita e sulle piattaforme logistiche.
Siamo soddisfatti – dichiara Patrizio Podini, Presidente e fondatore di MD – dei risultati raggiunti in un contesto competitivo che continua a richiedere efficienza, capacità di adattamento e attenzione costante ai bisogni delle famiglie. Guardiamo al futuro con la solidità di un’azienda che da oltre trent’anni cresce mantenendo saldi i propri valori fondanti e mettendo sempre il consumatore al centro della propria strategia”.

FONTI RINNOVABILI E LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE
Sul fronte della sostenibilità sociale, ambientale e d’impresa, MD sottolinea di aver ulteriormente rafforzato il proprio impegno. Oltre il 52% dell’energia acquistata nel 2025 proviene da fonti rinnovabili, con 73 impianti fotovoltaici attivi sui punti vendita e 148 colonnine di ricarica elettrica installate, pianificate o operative. Importanti anche i risultati raggiunti nella lotta allo spreco alimentare, con 2.678 tonnellate di rifiuti alimentari evitati e oltre 763.000 euro donati attraverso il progetto Goodify.
L’azienda ha inoltre continuato a investire sul territorio e sulle comunità locali, destinando oltre 2,3 milioni di euro al miglioramento degli spazi urbani collegati ai punti vendita e rafforzando le attività di welfare, formazione e sicurezza lungo tutta la filiera.

LA SOSTENIBILITÀ FA PARTE DEL BUSINESS
Nel 2025 MD ha inoltre erogato oltre 83.000 ore di formazione ai propri collaboratori, di cui quasi 49.000 dedicate ai temi della salute e sicurezza sul lavoro. Le persone impiegate dal gruppo hanno raggiunto quota 9.774, con una crescita significativa delle nuove assunzioni rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’attenzione verso il made in Italy e le produzioni locali: il 95% degli acquisti food proviene da fornitori italiani, confermando il forte legame dell’azienda con il tessuto produttivo nazionale.
La sostenibilità è ormai una parte integrante del nostro modello di business – aggiunge Maria Luisa Podini – e richiede ogni anno investimenti concreti e continui. Siamo orgogliosi di essere parte di una grande comunità composta da collaboratori, clienti e fornitori che condividono quotidianamente il nostro impegno nel generare valore diffuso per il territorio e per le comunità in cui operiamo”.

Preaffettato ed export guidano la crescita della Coppa di Parma Igp

Sono arrivate dal preaffettato e dai mercati internazionali le migliori notizie per la Coppa di Parma Igp, che archivia il 2025 con un fatturato al consumo di 78 milioni di euro, rispetto ai 74 milioni del 2024 (+5,4%). I dati sono stati diffusi dal Consorzio della Coppa di Parma Igp, l’ente di tutela che racchiude 21 aziende associate per un comparto da oltre 500 occupati tra addetti diretti e lavoratori legati all’indotto. Le vaschette hanno fatto registrare un +26% di crescita, passando dai 415.000 chilogrammi destinati del 2024 ai 525.000 degli scorsi 12 mesi. Il valore al consumo si è attestato a 30 milioni di euro (rispetto ai 25 milioni precedenti), rappresentando così il 38% del fatturato complessivo.

LA FRANCIA RESTA IL PRIMO MERCATO
L’incremento è dovuto soprattutto all’estero, che ha superato il 30% di incidenza sulle vendite, per un totale di oltre 700.000 chili. La principale area di esportazione è l’Europa, con la Francia che rimane il primo mercato, mentre il Canada si conferma il punto di riferimento per quanto riguarda i paesi extra Unione Europea.
Quanto all’Italia, il principale canale di commercializzazione è la Gdo, con una quota del 70%, mentre l’altro 30% viene commercializzato dall’Horeca, definito fondamentale dal Consorzio sia in termini di reputazione che di valorizzazione del prodotto.

MATERIA PRIMA ANCORA SOPRA I LIVELLI DEL PRE-COVID
Sul fronte dei volumi, il risultato è in linea con il 2024: sono stati 3,5 i milioni di chilogrammi di carne lavorata, di cui 1,8 milioni (-6%) destinata al prodotto certificato per un fatturato alla produzione di circa 29 milioni di euro. Il costo della materia prima (ovvero la porzione muscolare del collo del suino) dopo tre anni consecutivi non è aumentato, sebbene i prezzi siano ancora molto al di sopra della media pre-Covid.
Siamo estremamente soddisfatti dell’ottimo riscontro avuto dal preaffettato – dichiara Fabrizio Aschieri, Presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp (nella foto a destra) – all’interno di una rinnovata fiducia da parte dei consorziati nello spingere in questa direzione. D’altronde la vaschetta ha diversi pregi per il cliente finale, soprattutto in termini di comodità e di qualità nel mantenere inalterati gli aromi e i profumi tipici di questo prodotto d’eccellenza. Inoltre, accogliamo con piacere i dati positivi sull’export su cui dovremo investire maggiormente per far conoscere la Coppa di Parma Igp sempre di più sui mercati internazionali”.

Despar Nord, fatturato a quota 2,8 miliardi di euro

Segno più per Despar Nord- Aspiag Service nel 2025: lo scorso anno si è chiuso con un fatturato al pubblico pari a 2,871 miliardi di euro, in aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Ai fini del risultato, ha contato il piano di investimenti, pari a 99,7 milioni di euro, cifra superiore del 31% a quanto stanziato nel 2024.
La concessionaria dei marchi Despar, Eurospar e Interspar in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Lombardia ha aperto 4 nuovi negozi a gestione diretta tra Friuli-Venezia Giulia (a Trieste) ed Emilia-Romagna (a Budrio, Bologna e Carpi). Altri 9 supermercati affiliati sono stati inaugurati nelle province di Venezia, Rovigo, Brescia, Bolzano, Trieste, Ferrara, Bologna e Forlì-Cesena. Ad oggi la rete conta 547 punti vendita complessivi, di cui 242 diretti e 305 in affiliazione.

IL FOCUS PER LE NUOVE APERTURE RESTA SULL’EMILIA-ROMAGNA
A sostenere il trend positivo dei ricavi hanno contribuito anche 15 ristrutturazioni (di cui 8 dirette e 7 affiliate), effettuate tra Veneto (7), Friuli-Venezia Giulia (2), Emilia-Romagna (3) e Trentino-Alto Adige (3). Rafforzare la presenza del marchio resta un obiettivo anche nel 2026: l’azienda dichiara di aver destinato a questo scopo quasi il 20% degli investimenti, focalizzandosi soprattutto sull’Emilia-Romagna, dove si concentreranno buona parte delle aperture previste per quest’anno.
Nonostante il complesso e competitivo scenario di mercato, Despar Nord ha ottenuto risultati significativi – commenta Christof Rissbacher, Presidente di Despar Nord (nella foto a sinistra) – riuscendo a proseguire con determinazione il proprio percorso di radicamento e sviluppo, rafforzando la propria organizzazione e investendo in innovazione per rispondere in modo efficace e puntuale alle nuove esigenze della clientela. I dati registrati dal fatturato al pubblico nel 2025 si sono consolidati ulteriormente anche grazie al contributo delle performance dei nostri affiliati, cresciute del 5,4% rispetto all’anno precedente”.

NELLA MDD C’È SPAZIO ANCHE I MICRO-PRODUTTORI
Il prodotto a marchio ha rappresentato quasi il 33,5% del fatturato, con 800 nuove referenze che hanno portato il totale a quota 7.543 (+11,6% rispetto al 2024). Un contributo alla varietà dell’offerta Despar è arrivato anche dal brand Sapori del Territorio, che valorizza e promuove le eccellenze agroalimentari locali e i piccoli produttori locali. Le realtà aziendali coinvolte sono salite in un solo anno del 50% a quota 600, portando a oltre 4.000 le referenze totali.
All’interno del progetto Sapori del Territorio cresce anche il numero dei “microlocali”, ovvero prodotti realizzati da piccoli produttori, espressione autentica del legame diretto con il territorio, le cui realtà imprenditoriali distano pochi chilometri dai punti vendita in cui vengono distribuiti: sono oltre 150 i micro-produttori coinvolti in tutte le regioni per circa 1.000 prodotti in vendita.

IL TRAGUARDO DEI 10.000 COLLABORATORI È VICINO
Allo sviluppo commerciale sui territori delle cinque regioni di competenza di Despar Nord ha corrisposto un innalzamento dei livelli occupazionali, registrando l’ingresso di 344 nuove persone nel 2025. Oltre a questo incremento delle assunzioni, Despar Nord ha deciso di stabilizzare contrattualmente 759 dipendenti portando così la rete di collaboratori totali a 9.816, di cui il 91% ora a tempo indeterminato e il 62% rappresentato da donne. Rimane infine ampiamente al di sotto dell’8% il turnover in uscita del personale.

OTTENUTA LA CERTIFICAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE
Il 2025 è stato un anno importante anche sul fronte delle certificazioni, in primis attraverso il raggiungimento della UNI/PdR 125:2022 sulla promozione della Parità di Genere. Un risultato che convalida il percorso intrapreso da Despar Nord per una cultura aziendale votata all’inclusività, all’equità, al rispetto e alla valorizzazione delle diversità.
In parallelo, è stata rinnovata per tutte le unità locali di Aspiag la certificazione ISO 45001 per la sicurezza dei collaboratori. L’azienda sottolinea inoltre di essere la prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia ad aver ottenuto anche la certificazione ISO 39001, a riprova dell’attenzione per la sicurezza stradale, con 127 collaboratori autisti coinvolti in un corso di guida sicura.
Quanto all’impegno verso l’ambiente, Despar Nord ricorda di essere stata nel 2013 la prima azienda della Gdo in Italia ad ottenere la certificazione ambientale ISO 14001, riconfermata lo scorso anno con 90 siti certificati (erano 78 nel 2024) tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic.

CONFERMATI I PROGRAMMI DI EDUCAZIONE ALIMENTARE
La vicinanza alle comunità nel 2025 si è manifestata supportando e sponsorizzando, con quasi 500.000 euro, oltre 90 iniziative sportive e culturali. È continuata la diffusione delle buone pratiche di educazione alimentare e la promozione di corretti stili di vita, attraverso l’ormai ventennale programma gratuito “Le Buone Abitudini”, indirizzato alle scuole primarie di primo grado. Il progetto è stato declinato in diversi istituti scolastici e in molti punti vendita, utilizzando laboratori tematici per favorire la conoscenza della piramide alimentare, ma anche in partnership con aziende del territorio per sensibilizzare i più piccoli sull’importanza della tutela degli ecosistemi e sul rispetto dell’ambiente.

A SCUOLA DI BIODIVERSITÀ DIRETTAMENTE SUL CAMPO
In questo percorso si inserisce il progetto “Alla scoperta della biodiversità”, iniziativa promossa da Despar Nord per educare le nuove generazioni ai temi della sostenibilità, attraverso esperienze dirette sul campo: il progetto ha coinvolto diverse scolaresche in visite didattiche presso aziende agricole di fornitori locali facenti parte del progetto di Despar “Sapori del Territorio”, offrendo agli studenti l’opportunità di entrare in contatto con modelli produttivi virtuosi, approfondire il ruolo fondamentale della biodiversità e scoprire da vicino il valore delle filiere locali e del sapere agricolo tradizionale.

RACCOLTE FONDI PER L’ACQUISTO DI MATERIALI DIDATTICI
Il ruolo di “partner educativo” di Despar Nord si è poi manifestato anche attraverso le iniziative “Stickermania” e “Scuolafacendo”, progetti nazionali del marchio dell’Abete che nell’ultimo biennio 2204/2025 hanno permesso di sostenere direttamente le scuole, raccogliendo fondi per oltre 1,1 mln euro, destinati all’acquisto di attrezzature e materiali didattici per gli alunni di oltre 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari, appartenenti a tutti gli ordini e gradi.
Infine, anche nel 2025 è proseguito l’impegno per il contrasto agli sprechi alimentari, che vede Despar Nord in prima linea da oltre un decennio in programmi di recupero e di redistribuzione di prodotti invenduti nei punti vendita a beneficio di nuclei familiari maggiormente in difficoltà. L’anno scorso sono state 794 le tonnellate di alimenti recuperati per un equivalente di 1,7 milioni di pasti donati.

Kimbo supera i 300 milioni di euro di fatturato

L’impennata delle quotazioni del caffè ha fatto la sua parte, ma se l’esercizio 2025 si è chiuso in positivo per Kimbo è merito anche del nuovo percorso dell’azienda, che ha migliorato le proprie performance con riguardo ai principali indicatori finanziari. Lo scorso anno Kimbo ha registrato vendite di caffè pari a oltre 300 milioni di euro, in crescita del +32,8% rispetto al 2024.
La buona notizia è arrivata soprattutto sul fronte della redditività: l’Ebitda, pari a 15,8 milioni di euro, è più che raddoppiato rispetto ai 7,0 milioni del 2024 (+125,9%). Risultati raggiunti nonostante il continuo aumento della materia prima che ha impattato per oltre 150 milioni (+46%).

INDEBITAMENTO IN NETTO CALO
Anche il risultato ante imposte è salito a 10,7 milioni di euro, rispetto ai 2,3 milioni dell’anno precedente (+376,5%). Nell’ultimo anno l’azienda ha inoltre migliorato del 70% la propria posizione finanziaria netta, scesa a -5,3 milioni di euro a fronte dei -18,1 milioni del 2024.
Il deciso recupero della redditività operativa arriva dopo alcuni esercizi caratterizzati da marginalità contenuta o negativa. Questo viene visto da Kimbo come una conferma della validità delle azioni intraprese negli ultimi anni sul fronte dell’efficienza operativa, del mix prodotto e della gestione dei costi. E anche dell’export, considerato che i mercati internazionali nel 2025 hanno registrato una crescita del +46%, arrivando a rappresentare il 27% delle vendite complessive.

IL PROCESSO DI CAMBIAMENTO HA DATO I SUOI FRUTTI
Questi risultati sono andati aldilà di ogni nostra aspettativa – sottolinea Mario Rubino, Chairman di Kimbo dal 2023 (nella foto a destra) –. Kimbo è sempre stata un’azienda solida e affidabile, che ha fatto della qualità la sua prerogativa assoluta, sempre a tutela dei consumatori. Quando sono stato chiamato a ricoprire il mio attuale ruolo, l’azienda era forse un po’ assopita, ma la squadra era già tutta in sede, pronta a supportarmi nella visione e nell’innovazione. Devo quindi ringraziare la mia famiglia e tutte le persone che lavorano in Kimbo: persone che andavano stimolate da un processo di cambiamento che era necessario e che oggi dimostra di saper dare i suoi frutti”.
Tra gli elementi fondamentali ai fini del raggiungimento dei risultati economici, Rubino cita la qualità del lavoro e il clima aziendale: “Dare a ciascuno la possibilità di esprimersi al massimo delle sue potenzialità è stata la giusta e necessaria presa di coscienza per l’azienda. Oggi tutti siamo consapevoli gli uni degli altri, non ci sono più inutili barriere formali, io sono per tutti Mario, non “il Presidente” né “il dottor Rubino”. Anche una maggiore attenzione per la comunicazione interna ha fatto sì che ciascuno potesse sentirsi parte del cambiamento, condividere una stessa visione di futuro, senza accontentarsi ma impegnandosi in prima persona”.

TRADIZIONE NAPOLETANA, VOCAZIONE INTERNAZIONALE
Il 2025 segna un passaggio chiave nel percorso di Kimbo: non solo abbiamo superato i 300 milioni di euro, ma abbiamo soprattutto riportato l’azienda a una redditività sostenibile, rafforzando la nostra struttura finanziaria” afferma Gerardo Evangelista, Business Analyst e Sales Performance Supervisor di Kimbo, terza generazione della famiglia Rubino.
Come Luca Amabile, Industrial Controller di Kimbo, che aggiunge: “Negli ultimi anni il mercato del caffè ci ha messo alla prova: aumento dei costi delle materie prime, forte volatilità, tensioni sui margini, uno scenario globale complesso e spesso imprevedibile. Non è stato un periodo facile, e non sarebbe onesto fingere il contrario. Questo bilancio conferma quindi la solidità delle scelte strategiche intraprese dalla nuova governance che ci ha permesso di esprimere al meglio la nostra innata capacità di valorizzare un posizionamento distintivo che unisce la tradizione napoletana a una crescente vocazione internazionale”.

Salame Felino Igp, il fatturato al consumo sale a 90 milioni di euro

Una leggera crescita nonostante il generale calo del potere di acquisto, con una conferma del preaffettato arrivato a un +10% rispetto al periodo pre-Covid. Il Consorzio del Salame Felino Igp chiude il 2025 con un fatturato stabile al consumo a quota 90 milioni di euro (rispetto agli 89 del 2024) mantenendo in lieve rialzo anche i valori produttivi: a fronte di 5,3 milioni di chilogrammi di carne lavorata, circa 3,6 milioni sono stati destinati al prodotto certificato (+1,3%), numeri che portano il totale alla produzione a 46 milioni di euro.

PREAFFETTATO IN CRESCITA DEL 10% SUL PRE-COVID
A fronte di trend consolidati, continua a offrire ottime performance il comparto del preaffettato che ha chiuso il 2025 con un +2% raggiungendo i 575.000 chilogrammi destinati (+10% sul 2019). Questa cifra rappresenta il valore più alto dopo quello del 2022, quando il Covid aveva spinto maggiormente i consumatori verso l’acquisto della vaschetta per un totale di oltre 600.000 chili dedicati. Il comparto nel 2025 ha così rappresentato il 16% dell’intero prodotto certificato.
Buone anche le performance dell’export, stabile al 5% dopo l’importante crescita del 2024 (+2,5% sul 2023): sono stati oltre 140.000 i chili di Salame Felino Igp esportati di cui il 79% nei paesi europei con la Germania come principale mercato, seguita da Austria e Belgio.

UN ANNO DI PREZZI STABILI PER LA MATERIA PRIMA
Considerando le condizioni socio-economiche del nostro Paese, caratterizzate da un minor potere di acquisto, siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2025 con una leggera crescita – afferma Umberto Boschi, Presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp – a testimonianza dell’apprezzamento per il Salame Felino Igp. E il trend del preaffettato, in costante aumento, testimonia la versatilità di questo prodotto di eccellenza. Inoltre, confidiamo che i prezzi della materia prima possano rimanere stabili come è accaduto nel 2025, dopo anni di crescita costante, senza ulteriori problematiche legate alla Peste Suina Africana, soprattutto nell’ottica di penetrare maggiormente nei mercati esteri”.

Granarolo: esce Calzolari, Fabbrino nominato Presidente

Cambio della guardia in Granarolo: si chiude la lunga era di Gianpiero Calzolari, che ha guidato il gruppo per 17 anni. Il nuovo Presidente è Stanislao Giuseppe Fabbrino (nella foto in alto). Ingegnere con un MBA e una lunga esperienza nelle operations, Fabbrino è dal 2011 Presidente e Amministratore Delegato di Fruttagel, società nata nel 1994 e costituita da cooperative agricole e agro-industriali emiliano-romagnole e molisane. Da maggio 2022 è Amministratore Delegato e Direttore Generale di Deco Industrie, industria cooperativa che opera nel mercato del largo consumo confezionato con più di 70 anni di storia. Inoltre, è Consigliere di Amministrazione di Granarolo e Consigliere di Amministrazione di Granlatte, cioè la cooperativa socia di maggioranza del gruppo.

DECISIONE CONDIVISA CON I SOCI
Calzolari era stato nominato Presidente di Granarolo nel 2009, prendendo il posto di un altro storico manager del mondo cooperativo, Luciano Sita, a sua volta al vertice della società per 18 anni. Per lungo tempo ha sommato anche la presidenza di Granlatte, tenuta dal 2007 al 2023. La sua decisione di rimettere le deleghe al compimento dei 70 anni è stata condivisa con i soci di Granarolo, per favorire il passaggio generazionale. “Ringrazio molto tutta la Direzione e i consiglieri che si sono avvicendati in questi lustri, il middle management e tutti i dipendenti – ha commentato Gianpiero Calzolari, Presidente uscente di Granarolo –. In questi quasi 20 anni di lavoro siamo cresciuti tanto perché abbiamo avuto il coraggio imprenditoriale di farlo. Sono orgoglioso di aver fatto parte della famiglia Granarolo”.
Gli anni di Presidenza Calzolari hanno trasformato Granarolo facendone un’azienda che rappresenta il nostro miglior Made in Italy, apprezzata in Italia e all’estero – gli ha fatto eco il neo Predidente Stanislao Giuseppe Fabbrino. Creare valore garantendo sostenibilità economica, ambientale e sociale nel tempo è l’obiettivo che un grande Gruppo come Granarolo perseguirà con determinazione nei prossimi anni”.

EFFETTO LISTINI SUL FATTURATO
Granarolo ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 1.813 milioni di euro. La variazione a perimetro costante e al netto dell’effetto cambi, pari al +5,2%, deriva soprattutto dalla crescita dei mercati esteri per effetto dell’aumento dei listini. Per quanto riguarda gli altri indicatori finanziari, il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta a 100,5 milioni di euro, pari al 5,5% dei ricavi, mentre il risultato operativo (Ebit) è paria a 28,2 milioni. L’esercizio ha fatto registrare un utile pari a 5,5 milioni di euro, con una posizione finanziaria netta di 309,8 milioni. L’Assemblea degli azionisti ha deliberato, su proposta del Cda, la distribuzione di un dividendo pari a 5 milioni di euro.
Quanto al piano strategico 2027-2030 – che toccherà a Fabbrino condurre in porto – le direttrici sono la focalizzazione sul mercato dairy, l’efficientamento, l’aumento della capacità produttiva e la specializzazione degli stabilimenti caseari.

CRESCERE ALL’ESTERO È UNA SCELTA OBBLIGATA
L’Italia pesa per il 60% dei ricavi del grupo, mentre incidono per il 33% le vendite in Europa e per il 7% quelle sui mercati extra europei. Rimane stabile la quota del fatturato registrato all’estero grazie alla crescita dei formaggi freschi e in particolare all’effetto della vendita di specialità casearie pugliesi, come la burrata, prodotte presso il sito caseario di Gioia del Colle, inaugurato in corso d’anno. L’estero si conferma comunque la principale opportunità di crescita.

IL PROFILO DEL GRUPPO IN NUMERI
Granarolo conta 14 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 nel Regno Unito, 1 in Germania e 1 negli Stati Uniti. Rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 488 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con ca. 97 autocisterne, che movimentano 950.000 tonnellate/anno, 352 automezzi per la distribuzione, che servono quotidianamente circa 50.000 punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti del gruppo. La compagine societaria è così composta: Granlatte 63,14%, Fondo Nazionale Strategico 15,27%, Intesa Sanpaolo S.p.A. 14,95%, Enpaia 4,58%, Azioni Proprie 2,06%.

Despar Italia supera i 4,6 miliardi di fatturato e rilancia sugli investimenti

Despar Italia archivia il 2025 come settimo operatore della distribuzione italiana per dimensione, ma scalare una posizione sembra essere un obiettivo alla portata. Nell’aggiornamento di febbraio 2026, a fonte Nielsen Gnlc, la società consortile è salita infatti sul sesto gradino della classifica. E finalizzati a confermare la crescita sono gli investimenti previsti dalle sei società consorziate (Despar Nord Ovest – Gruppo 3A; Despar Nord – Aspiag Service; Despar Centro Sud – Maiora; Despar Sardegna – SCS; Despar Sicilia – Ergon; Despar Messina – Fiorino) pari a 55,4 milioni di euro per il 2026 e destinati all’espansione e al riammodernamento della rete commerciale. In programma ci sono 36 aperture e 45 ristrutturazioni.
Il saldo del 2025 si è attestato, invece, a 102 nuove aperture e 30 restyling di negozi diretti e affiliati, portando a un totale di 1.382 punti vendita (422 diretti e 960 affiliati) per una superficie complessiva di vendita pari a 810.968 metri quadri.

I PUNTI VENDITA DIRETTI INCIDONO PER IL 65% DEI RICAVI
L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato al pubblico di 4,64 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Il 65% dei ricavi arriva dai punti vendita diretti, il 35% dalla rete affiliata.
Entrando nel dettaglio dei format, il 34% è attribuibile ai punti vendita Despar, il supermercato di prossimità con superfici fino a 800 metri quadri; il 39% deriva invece dagli Eurospar, supermercati di media dimensione compresi tra 800 e 2.000 metri quadri, mentre il 27% è stato generato dagli Interspar, punti vendita di grande superficie oltre i 2.000 metri quadri. Il format Despar si distingue per la dinamica di crescita più significativa, con un incremento del 4,3% nel corso del 2025, a conferma di come la prossimità rappresenti un punto distintivo dell’insegna.

NEL NETWORK SONO ENTRATI 76 IMPRENDITORI
Ancora in tema di format, tutti hanno conosciuto nuove aperture negli scorsi 12 mesi. Ad essere inaugurati sono stati, infatti, 46 Despar Express (punti vendita compatti per la spesa quotidiana in contesti urbani, turistici o nei piccoli comuni), 49 Despar, 5 Eurospar, 2 Interspar. L’espansione ha coinvolto anche tutti i territori presidiati, con particolare vivacità nell’area del Nord Ovest e nel Centro Sud.
Una spinta trainante allo sviluppo del network è stata data dai negozi in affiliazione: oggi sono 750 gli imprenditori affiliati al marchio dell’Abete con 960 punti vendita in gestione sul territorio nazionale che nel 2025 hanno generato un fatturato al pubblico di 1,6 miliardi di euro. Nel 2025 la rete affiliata si è allargata con l’apertura di 94 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 20. Un risultato reso possibile sia dal rafforzamento di partnership consolidate, sia dall’ingresso di 76 nuovi imprenditori.

MDD, L’INSEGNA NELLA TOP 5 ITALIANA PER QUOTA DI MERCATO
Despar Italia sottolinea di aver consolidato nel 2025 il proprio posizionamento nella marca del distributore, raggiungendo una quota di mercato pari al 24,3% sul totale delle vendite grocery, in crescita di 0,4 punti percentuali rispetto al 2024 e superiore alla media del mercato Mdd in Italia, attestata al 23,1% (fonte NielsenIQ, I+S dicembre 2025). Un risultato che colloca l’insegna tra le prime cinque realtà in Italia per quota di mercato nella private label.
Le vendite dei prodotti a marchio Despar hanno superato 1,1 miliardi di euro, registrando un incremento a valore del 4,6%. Performance positive anche sul fronte dei volumi: le vendite a confezione hanno raggiunto una quota del 27,4% a fine 2025, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: NielsenIQ, I+S+LS).
Questi risultati confermano il ruolo sempre più strategico del prodotto a marchio come leva di fidelizzazione della clientela: la penetrazione della Mdd Despar sul totale acquirenti è pari all’83,2%. La percentuale aumenta fino al 90,6% considerando i clienti che hanno fatto la spesa almeno quattro volte nell’anno nei supermercati dell’insegna (fonte: Panel Consumer Nielsen IQ, 2025).

CON LA LINEA S-BUDGET COMPLETATA L’OFFERTA A MARCHIO
La novità dell’anno è stata l’estensione della linea convenienza S-Budget a tutta la rete vendita Despar sul territorio nazionale. Oltre alle aree gestite dal socio Despar Nord, dove questa linea è storicamente presente e continua a detenere il peso maggiore, vengono definiti particolarmente positivi i risultati conseguiti nel Centro e nel Sud Italia.
La nuova linea ha consentito di costruire un’offerta private label in grado di coprire tutti i segmenti, dall’entry level al premium. Nel 2025 il lancio di circa 180 nuovi prodotti e il restyling di oltre 420 referenze hanno portato alla realizzazione di un assortimento Mdd che complessivamente conta circa 4.200 referenze, sviluppate con oltre 500 fornitori, per il 97% italiani.
Oltre a S-Budget, entrata a regime nel 2025, a dare buoni risultati nei prodotti a marchio – in base a quanto reso noto da Despar Italia – è stato il mondo dei freschissimi con Passo dopo Passo, la linea di filiera Despar che include ortofrutta, carne e pesce, che ha segnato una crescita del +24,2%, con un +30,8% nell’ortofrutta. (fonte NielsenIQ I+S dicembre 2025).

IN CANTIERE CI SONO 180 NUOVI LANCI
La nostra Mdd ha continuato nel percorso di crescita che abbiamo registrato in modo costante negli anni – afferma Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia (nella foto a destra) – e che intendiamo proseguire anche nel 2026 con l’obiettivo di un incremento del fatturato Mdd di almeno il 4,5%. Per l’anno in corso prevediamo circa 180 nuovi lanci e oltre 400 restyling, con focus sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Vogliamo offrire ai clienti un assortimento completo e coerente: la parte principale del mercato restano i prodotti mainstream a marchio Despar, ma la costruzione di una vera e propria piramide dal premium all’entry level rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. In questo modo possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita”.

La Doria cresce del 7,7% e supera 1,3 miliardi di fatturato

Le operazioni straordinarie, sommate all’andamento positivo delle vendite, hanno dato una bella spinta al fatturato 2025 di La Doria. L’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi di euro del 2024. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha infatti portato a termine due acquisizioni: Pasta Lensi, storica realtà italiana specializzata nella produzione di pasta, e le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno contribuito ad ampliare il portafoglio prodotti del gruppo, rafforzando la presenza nei segmenti della pasta e dei derivati del pomodoro e consentendo di potenziare l’offerta di prodotti biologici e senza glutine.
Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria – commenta Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria (nella foto in alto) – in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento”.

SUGHI E PASTA IN FORTE ACCELERAZIONE
Analizzando la suddivisione del fatturato per categorie di prodotto, si è registrata un’ottima performance della “Linea Sughi” (+17,9% rispetto al 2024) e una netta crescita della “Linea Pasta”, riconducibili principalmente al pieno contributo delle società acquisite nel 2024: Clas e il ramo d’azienda private label di Pastificio Di Martino, poi rinominato La Doria Pasta PL, entrambe fuse in La Doria. La “Linea Pasta” ha inoltre beneficiato dell’ingresso nel 2025 di Pasta Lensi nel perimetro del gruppo.
La “Linea derivati del pomodoro” ha mostrato una buona crescita (+4,1%), favorita dall’aumento dei volumi legato alla maggiore produzione realizzata durante la campagna di trasformazione 2024. La “Linea legumi, vegetali e pasta in scatola” ha registrato un andamento sostanzialmente stabile, mentre la “Linea succhi di frutta e bevande” ha evidenziato una flessione del 9,1%, che l’azienda definisce in linea con la contrazione dei consumi osservata nel mercato italiano.
Con riferimento alla composizione del fatturato per canali di vendita, nel 2025 le private label – che rappresentano il core business del gruppo – hanno raggiunto l’89,4% del fatturato consolidato, mentre l’8% è stato generato dalle attività di co-manufacturing. Il restante 2,6% delle vendite è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

LA GRAN BRETAGNA RESTA IL PRIMO MERCATO
Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la quota predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano pesa per il 18,8%. I ricavi hanno registrato una crescita sia sui mercati internazionali (+4,5%) sia sul mercato italiano (+24,4%). Il principale mercato estero resta la Gran Bretagna, seguita dall’Italia; tra gli altri mercati europei di rilievo figurano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei si distinguono Australia, Giappone e Stati Uniti.
Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali – aggiunge Ferraioli – che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione”.

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