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Estate 2020: la voglia di gelato non tramonta mai

Gelati, ghiaccioli, sorbetti confezionati e dessert surgelati: nell’ultimo anno gli acquisti sono cresciuti del 3%. ecco il dato che emerge dal marketplace della spesa online Everli, analizzando gli ordini effettuati sul sito e via app.

Complice il lockdown, che ha limitato l’accesso dei consumatori alle gelaterie artigianali, quest’anno gli italiani hanno anticipato gli acquisti. Se, infatti, sull’esempio del 2019, luglio si conferma il mese in cui nei supermercati si registra il picco di spesa per i dolci rinfrescanti, nel 2020 la parabola degli acquisti ha iniziato a impennarsi già a partire da marzo – con tre mesi di anticipo rispetto allo scorso anno – e non accenna ancora a invertire la rotta.

La top ten delle preferenze

La classifica dei dolci estivi più acquistati nella Penisola mette in luce che gli abitanti dello Stivale amano sia i ghiaccioli o sorbetti alla frutta che i dessert cremosi, pur convenendo che, in un caso o nell’altro, le monoporzioni siano la soluzione migliore rispetto alla classica vaschetta: meglio ancora se in versione stecco o cono, come testimonia la prima metà della classifica.

In vetta, infatti, spicca la freschezza dei ghiaccioli assortiti al limone, all’arancia, all’amarena e alla menta, tallonati dai coni alla panna e dai mix di stecchi gelato in formato mini. I dolci sullo stecco conquistano altre due posizioni – la quarta con i ghiaccioli al limone con bastoncino di liquirizia e la sesta con i gelati alla vaniglia ricoperti di cioccolato e mandorle – mentre i coni alla panna con granella di nocciole chiudono la top 5. A spartirsi la seconda metà della classifica golosissime barrette – al cocco e cioccolato (7°) e al caramello mou e arachidi (9°) – biscotti gelato con glassa al cacao (ottava posizione) e coppe al caffè (9°).

I dolci estivi più acquistati in Italia
1.Ghiaccioli assortiti (limone, arancia, amarena, menta)6.Stecchi alla vaniglia ricoperti al cioccolato e mandorle
2.Coni alla panna7.Barrette di gelato cocco e cioccolato
3.Mini stecchi gelato assortiti8.Biscotti gelato con glassa al cacao
4.Stecchi al limone con bastoncino di liquirizia9.Coppe al caffè
5.Coni alla panna con granella di nocciole10.Barrette di gelato al caramello mou e arachidi

 

Questione di gusti

Escluso eccellente dalla top 10 dei dolci estivi più acquistati in Italia il gelato in vaschetta, le cui vendite si concentrano soprattutto nei supermercati di alcune città del centro e del nord, in particolare di Livorno, Roma, Mantova, Savona e Varese. Sul fronte nazionale, Everli svela che le più vendute nel Belpaese sono le confezioni da 1 kg con gusti assortiti, perfette per andare incontro alle preferenze di tutti i commensali. Il resto della classifica prosegue con vaschette da 500 grammi dei gusti più golosi: medaglia d’argento al golosissimo gelato al caramello, mentre il gusto crema chiude il podio. Seguono la vaniglia e il variegato al tiramisù e quello alla nocciola, appena fuori dalla top 5. In settima posizione spunta il gelato al cioccolato fondente, seguito da quello alla stracciatella, mentre la classifica si chiude con il gelato alla vaniglia variegato al pistacchio (9° posto) e con quello al solo pistacchio (10° posto). Curiosamente, poco distante si piazza una varietà di gelato non comunissima: quello alla noce, che occupa la dodicesima posizione, preceduto dall’affogato al cioccolato.

Tra le confezioni di coppe monoporzione, invece, è il gusto deciso del caffè a fare da padrone, seguito dal gelato per metà alla panna e per metà al cioccolato e dalle coppette al cappuccino. Si prosegue poi con gli affogati: prima quello all’amarena, poi quello al cioccolato

Tra gli altri dessert al cucchiaio da congelatore in vendita nei supermercati, il più popolare è la torta gelato alla vaniglia con sfoglie al cioccolato, mentre il tartufo conquista sia il secondo che il terzo gradino del podio rispettivamente con la versione al cioccolato e con quella alla panna. Seguono i tronchetti alla vaniglia e le torte gelato al gusto tiramisù.

Le città più golose

I golosi si danno appuntamento soprattutto in Toscana e Lombardia. In vetta alla top 10 delle province che nell’ultimo anno hanno registrato i volumi più consistenti in termini di acquisti di dolci estivi spicca infatti Livorno, seguita da Varese e Brescia. In controtendenza rispetto alle vendite su scala nazionale, nella città toscana il gelato è più apprezzato dei ghiaccioli, soprattutto se arricchito da golosa frutta secca. Se, infatti, i prodotti più acquistati a Livorno e provincia sono gli stecchi alla vaniglia ricoperti di cioccolato e mandorle, completano il podio le barrette di gelato al caramello mou e arachidi e i coni alla panna con granella di nocciole.

In Lombardia, invece, la passione per i ghiaccioli va a braccetto con quella per il gelato. I ghiaccioli alla frutta assortiti conquistano il primo e il secondo gradino del podio rispettivamente a Varese e Brescia, nel primo caso seguiti dai mix di mini gelati sullo stecco, nell’altro preceduti dai coni alla panna, che risultano essere il prodotto più popolare nell’altra provincia lombarda in classifica, Mantova (8° posto).

In Liguria a Ponente è soprattutto il gelato ad addolcire i palati: a Savona (6° posto), oltre a mini stecchi e coni alla panna con granella di nocciole, vanno per la maggiore anche i pralinati all’amarena, terzo dolce estivo più popolare nella provincia. Invece a Genova – che chiude la top 10 – si opta più spesso per i ghiaccioli, in particolare quelli al limone con bastoncini di liquirizia.

In un’altra famosissima città di mare, Venezia (4° posto), non si teme affatto la prova costume: Everli rivela che gli acquisti da parte degli abitanti della Serenissima si concentrano soprattutto sullo stecco alla vaniglia ricoperto al cioccolato e mandorle. A Roma (che chiude la top 5 delle province più golose) – oltre che nei dintorni di Pesaro e Urbino (9° posto) – è invece il cono alla panna a far impennare gli ordini, seguito da delizie miniaturizzate. Nella capitale a raccogliere numerose preferenze sono infatti anche i mini biscotti al cioccolato e stracciatella, mentre nella provincia marchigiana la medaglia d’argento spetta alle confezioni di stecchi alla vaniglia, sempre in formato mignon e in tre appetitose varianti: ricoperti al cioccolato al latte, al cioccolato bianco e con scaglie di mandorle. Il formato barretta, invece, spopola nella settima città della top 10 di Everli, Modena, dove in cima alla lista della spesa degli abitanti si trovano quelle di gelato al cocco e cioccolato.

Luglio 2020: vendite in calo del 28% rispetto al 2019

Luglio amoro per il commercio: il mese infatti si chiude con un trend nelle vendite del -27,7%, che porta il comparto a registrare nei primi 7 mesi dell’anno una contrazione pari a -40,6%. Questo il quadro che emerge dall’Osservatorio permanente Confimprese-EY sui trend di consumo.

Le dinamiche somno pressoché negative in tutti i settori (escluso l’e-commerce che a liglio segna +22%): in forte sofferenza abbigliamento e ristorazione con trend mensili rispettivamente di -29,3% e -30%, mentre il settore altro non food contiene la flessione a -9.3 % sullo stesso periodo 2019.

«Il mese di luglio – spiega Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese – ha purtroppo raffreddato le aspettative di un rapido miglioramento della propensione al consumo. Con una flessione di quasi -28% rispetto all’anno precedente ha mostrato una tendenza alla stabilizzazione del calo registrato nel primo mese pieno di post lockdown (giugno -27%). Lo scenario mostra comunque significativi differenziali nelle dinamiche sia a livello geografico con il Sud a +10% vs Nord-est e Centro sia a livello canale con il travel a -15% vs media Italia».

Quanto a Pta (Primary Trade Area) nel mese di luglio si riscontrano performance negative in tutta Italia e in particolare in alcune location come Fiumara (Genova) che registra un -13% rispetto alla media canale centri commerciali e Milano che segna un -9% rispetto alla media high street con Il Centro -8%, Fiordaliso -7%, Carosello -3%. Sempre rispetto alla media nazionale negativi Roma Est -9%, I Gigli (Firenze) -5%, Adigeo (Verona) -3%. Si confermano in controtendenza, come già nel mese di giugno, Orio Center (Bergamo) che performa il 13% meglio della media paese, seguito da Nave de Vero (Venezia) +7%, Auchan +7%, Forum Palermo +5%.

«Le vendite di luglio 2020 mostrano comunque un incremento del 15% in valore assoluto rispetto a giugno 2020 pur con lo spostamento dei saldi a fine luglio e agosto – chiarisce Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy EY – L’anno scorso luglio aveva registrato un +15% rispetto a giugno 2019 ma con i saldi attivi. Crediamo che con la lettura congiunta dei dati di luglio e agosto potrà emergere un trend migliorativo rispetto ai valori espressi oggi. Rimane il maggiore impatto subito dalle regioni e dalle città a maggiore vocazione turistica, che difficilmente verrà recuperato».       

Analisi per aree geografiche e province

Con riferimento alle aree geografiche, nel mese di luglio Sud e Isole si confermano over performanti rispetto alla media Italia (+6 punti), limitando la frenata delle vendite nei primi 7 mesi dell’anno a -37,3% (media Italia -40,6%). Il divario tra Sud e Nord-est/Centro è addirittura del 10%.

A livello regionale da segnalare come Calabria e Sicilia, che hanno anticipato l’avvio dei saldi dell’anno al 1° luglio 2020, evidenziano performance mensili significativamente superiori (+10 punti) rispetto alla media italiana: il trend nelle vendite su base mensile risulta però negativo e rispettivamente pari a -14,1% e -16,6%. Il delta tra Toscana e Calabria/Basilicata è pari al 21%.

A livello di province, l’andamento delle vendite evidenzia la maggiore sofferenza delle città a forte vocazione turistica: Venezia e Firenze registrano performance nelle vendite molto inferiori alla media Italia con -7 punti di gap sul progressivo annuo e -14 punti di gap sul mese di luglio, a conferma di una situazione critica che non registra ancora segnali forti di inversione nella tendenza della domanda.

Nelle regioni continua inalterato il primato negativo della Toscana che si conferma la peggiore sia a luglio (-34,6%) sia nei primi 7 mesi (-44%), con la provincia di Firenze e la città di Firenze che chiudono il mese rispettivamente a -40,7% e -42%.

In seconda posizione il Veneto in flessione del 33% (-42,7% nei primi 7 mesi). Nel mese di luglio la provincia di Venezia paga il peso più importante con -41,4% (la città di Venezia si attesta a -46%), seguita dalle province di Padova (-33,6%), Verona (-30,9%) e Vicenza (-25,3%).

Al terzo posto l’Emilia-Romagna (-42,6% nei primi 7 mesi) e Sardegna (-41,3% nei primi 7 mesi) entrambe al -31,1%. Per la regione emiliana la provincia peggiore è Modena (-37%), seguita da Bologna (-33,1%) e Forlì-Cesena (-32,5%).

Al quarto posto con -31% (-41% nei primi 7 mesi) il Lazio, dove la provincia di Roma è in flessione del -32,4% e la città eterna del -34%.

Chiude la top 5 delle peggiori regioni la Lombardia con -29,4% (-43% nei primi 7 mesi). Questa la situazione nelle principali province: Milano -32,5% (Milano città: -42%), Brescia -32,2%, Como -28,2%, Monza -27,3%, Bergamo -26,4%, Varese -25,9%.

A breve distanza troviamo la Liguria al -30% con la provincia di Genova al -32,8%, il Trentino-Alto Adige al -28,1%, la Campania al -26,7% (con le province di Caserta e Napoli rispettivamente al -30,2% e -26,3%).

Il Friuli-Venezia Giulia peggiora rispetto a giugno e chiude luglio a -26,1% con la provincia di Udine a -27,6%. Importante anche la flessione della regione nei primi 7 mesi (-44,4% vs stesso periodo del 2019). Il Piemonte flette del -22,7% con le province di Torino, Cuneo e Novara rispettivamente al -26,8%, -18,4% e -13%.

Uno sguardo alle regioni del Centro mostrano andamenti di poco inferiori al quadro sopra descritto e comunque in peggioramento rispetto a giugno: Umbria (-25,6%), Abruzzo (-28,8%), Marche (-22,6%). Peggiora il Molise con -32,3%. Nel resto d’Italia le regioni con il più forte recupero sono Valle d’Aosta con -19% e Basilicata con -14,6%.

 

Quanto ai canali di vendita, il mese di luglio conferma le macro-dinamiche di giugno: centri commerciali, outlet e highstreet delle grandi città intorno al -32%, meglio le aree periferiche delle grandi città e le città di provincia con -21%. Il travel continua a essere il canale più in sofferenza a -59%, anche se in ripresa rispetto al -69% registrato in giugno.

 

Estate 2020: è boom per il south working. L’analisi di ShopFully

Complice la pandemia, nell’estate 2020 gli italiani sono in larghissima maggioranza rimasti in italia, decisi a sfruttare le località turistiche nostrane.

Proprio questo trend ha innescato il fenomeno del south working, una sorta di smart working in trasferta che permette di coniugare vacanza e lavoro da remoto. Un profilo di questi inediti vacanzieri 2020, molto nostrani e casalinghi, viene tracciato dalla tech company ShopFully, nella sua indagine sui trend di consumo e le abitudini di questa estate post lockdown. 

Come riporta ShopFully, appena l’1,5% degli italiani – infatti – dichiara di aver scelto l’estero come meta per le proprie vacanze, e il 63,5% dichiara che starà in località di vacanza italiane per un tempo maggiore o uguale allo scorso anno.

La mappa del “south working”

Analizzando i propri dati sul traffico delle persone verso i negozi, ShopFully conferma che le località che maggiormente potranno trarre beneficio dal flusso di persone da altre regioni sono quelle marittime, in particolar modo nel Sud Italia: Campania, Puglia e Calabria. Anche al centro e al nord tuttavia non mancano poli di attrazione: nella lista delle mete più ambite per turisti e smart worker risultano infatti anche l’Abruzzo e la Liguria.

La casa lontano da casa

Dalla survey condotta da ShopFully, emerge inoltre che i turisti e gli smart worker di questa estate 2020 seguono un trend comune per gli acquisti: ricreare la “casa lontano da casa”. I dati evidenziano, infatti, il tentativo di riprodurre le comodità che si hanno nella propria prima casa, dotandosi degli strumenti per poter fare ogni attività. Il 41% degli intervistati dichiara di aver effettuato acquisti per rendere la seconda sistemazione più comoda o simile alla prima casa e ben il 79% dei turisti dichiara di aver preferito una casa in affitto o un appartamento rispetto ad un Hotel o a un B&B.

I prodotti più comprati

Rispetto agli anni passati risultano infatti alcune tendenze del tutto nuove tra le ricerche dei prodotti in offerta. Una prima evidenza riguarda indubbiamente i prodotti per poter mantenere la produttività lavorativa inalterata, come ad esempio Notebook, Tablet e Stampanti che crescono rispettivamente del +120%, +50%, +250%; ma emergono anche una maggiore attenzione alla mobilità, con ricerche su biciclette e monopattini elettrici, e all’ammodernamento della seconda casa, dove i prodotti più ricercati sono barbecue, lavastoviglie, tavoli, ventilatori e condizionatori. Molto interessante anche il maggior rilievo che acquistano i prodotti legati al mondo del giardinaggio, che hanno avuto un aumento del +70%. 

Attenzione al risparmio

Ad accomunare turisti e smart worker è anche l’approccio allo shopping. Il 58% dei lavoratori in “south working” e il 43.5% dei turisti dichiara che, rispetto a quando sono nella loro casa abituale, faranno più attenzione a quanto spendono e terranno maggiormente d’occhio le promozioni in corso. Non solo: il 69% dei turisti e il 62% dei south worker dichiara di non aver cambiato le proprie abitudini di spesa rispetto a quando è a casa, con l’81% dei primi e l’88% dei secondi che dichiara di informarsi online e andare prevalentemente di persona a fare shopping nei negozi fisici, segno della immutata importanza che questi ultimi rivestono nella vita quotidiana degli italiani.

“In un momento difficile, è sicuramente una notizia positiva che molti italiani abbiano programmato un’estate nel proprio Paese, colmando almeno in piccola parte l’assenza di turisti” commenta Stefano Portu, CEO e Founder di ShopFully “Questa evidenza e la crescita dello smart working potrebbero offrire occasioni di rilancio per diverse realtà locali dove la domanda interna sta aumentando. In questa fase, molti consumatori fuori sede cercano online negozi e offerte nelle vicinanze. Noi di ShopFully supportiamo questo processo, aiutando i consumatori ad ambientarsi e collegandoli al territorio e i suoi negozi per facilitare gli acquisti.”

Nota metodologica

I dati sono dati ricavati dall’analisi dei 3 marketplace di ShopFully (DoveConviene, PromoQui e VolantinoFacile), delle sue altre app (CardPlus e DoveFila) e della propria piattaforma tecnologica, attraverso cui l’azienda parla a 30 milioni di consumatori, e da una survey che ha visto il coinvolgimento di 8732 cittadini.

Nuovo anno scolastico: ecco le nuove tendenze raccontate da Tiendeo.it

Il rientro a scuola è ormai alle porte e la speranza generalizzta, non esente da timori,è che si possa tornare in presenza. Sarebbe infatti ora di finirla con la DAD.

Le famiglie italiane si stanno già preparando al ritorno cercando materiale scolastico;  ciò che contraddistingue quest’anno rispetto ai precedenti, è l’aumento significativo di interesse a ridurre la spesa al massimo, come conseguenza della crisi economica che si sta attraversando.

Tiendeo.it rivela oggi i principali risultati di uno studio sulla pianificazione e previsione d’acquisto per l’inizio di questo nuovo anno scolastico.

Tagliare i costi è una priorità: aumentano le ricerche di offerte

L’economia delle famiglie italiane e europee in generale, ha risentito in modo significativo della crisi causata dal COVID-19 e risparmiare è diventata una condizione di primaria necessità in molte case. Lo dimostra il fatto che il 69% degli intervistati afferma che cercherà più offerte quest’anno rispetto a quello scorso, e infatti lo sta già facendo. Inoltre i consumatori si aspettano che in questa situazione eccezionale le marche e i negozi mostrino loro solidarietà, offrendo promozioni e sconti più sostanziosi per questo back to school.

Anche gli acquisti avvengono in anticipo e 7 famiglie su 10 hanno già iniziato a comprare, mentre il 7,8% preferisce aspettare l’inizio effettivo delle lezioni.

L’attenzione si concentrerà sui libri di testo (31%) e sul materiale di cancelleria (24%), e a seguire abbigliamento e calzature (20%), che compongono il podio dei prodotti più ricercati nel tentativo di ridurre al massimo la spesa.

“Gli acquisti scolastici quest’anno sono fortemente influenzati dalle promozioni lanciate dai negozi, proprio perché il prezzo diventa più che mai un fattore decisivo nel momento dell’acquisto, a causa dell’esigenza da parte delle famiglie italiane di ridurre i costi. Il retail deve rispondere a questa necessità e mantenere una comunicazione attiva con i suoi clienti attraverso il canale più utilizzato: l’online”, segnala Jaume Molins, Country Manager di Tiendeo Italia.

Il canale digital: protagonista nella pianificazione e nell’acquisto

È evidente che il canale digitale ha raggiunto maggiore protagonismo nelle abitudini d’acquisto a causa del lockdown e che il repentino aumento dell’uso di questo canale si sta stabilizzando: ci troviamo quindi davanti a una tendenza che è arrivata per rimanere.

Così, dallo studio di Tiendeo si evince che circa la metà dei consumatori realizzano online la pianificazione degli acquisti per il back to school, cercando in questo canale le migliori promozioni per risparmiare al massimo.

Inoltre, gli acquisti su internet sono aumentati e il 41% dichiara che comprerà parte del materiale scolastico necessario sfruttando questo canale, senza però togliere importanza ai negozi fisici, che continuano ad essere i principali centri d’acquisto, visto che il 41% prevede di realizzare la spesa scolastica nei centri commerciali in virtù dell’ampia gamma di prodotti offerti, mentre il 36% preferisce riporre la propria fiducia nei negozi specializzati.

Tonno in scatola: crescono i consumi, ma sempre in ottica sostenibile

Nei mesi clou della pandemia il tonno in scatola ha registrato un incremento delle vendite a volume pari al +33,6% (Fonte: Iri), ma questa propensione non ha fatto dimenticare agli italiani  l’importanaza della sostenibilità anche per questa categoria di prodotti. Come rileva infatti l’indagine dell’Istituto Ixè realizzata per lOsservatorio Nutrizione e Benessere – promosso da Nostromo in collaborazione con ANDID, Associazione Nazionale Dietisti – il 71% dei consumatori ritiene che il concetto di sostenibilità sia importante anche per la pesca e per la produzione di tonno in scatola e di conserve ittiche in generale. La percentuale sale al 78% tra i più informati, 76% per chi mangia tonno in scatola una volta la settimana e 72% tra chi sceglie questo prodotto qualche volta al mese.

Nell’ambito delle conserve ittiche, la sostenibilità riguarda innanzitutto i metodi di pesca: per il 42,3% del campione di ricerca le aziende produttrici dovrebbero garantire il rispetto dei periodi di pesca e delle dimensioni del pescato, ed evitare pratiche poco rispettose del mare e della biodiversità, come la pesca a strascico. In seconda battuta, per il 13,3% degli intervistati, è importante l’impiego di confezioni amiche dell’ambiente (riciclabili, riutilizzabili, biodegradabili). Tra i più giovani questa sensibilità raggiunge il 33% degli intervistati, attenti anche al tema della riduzione dell’inquinamento del mare (25%) sia nella fase di pesca che in quella di lavorazione, mentre il dato medio su questo argomento si attesta al 12,2%.

Gli italiani intervistati confermano la rilevanza di questa tematica anche dichiarandosi disponibili a pagare in media l’8,5% in più per un prodotto “sostenibile”, mentre un consumatore su otto arriverebbe a spendere anche oltre il +10%.

In riferimento ai dati rilevati dall’indagine Ixè, ANDID sottolinea che “L’impegno in termini di sostenibilità rappresenta senza dubbio un plus importante per l’intero settore agroalimentare e proprio sulla filiera ittica sono stati avviati importanti progetti. È però necessario che le aziende lavorino sulle buone pratiche e sulla buona informazione, condividendo con il consumatore il proprio impegno ambientale e a garanzia di prodotti di qualità.”

Gli obiettivi del gruppo Calvo

E partendo da una visione che integra responsabilità, innovazione ed eccellenza, Gruppo Calvo – di cui Nostromo fa parte dal 1993 – ha predisposto un ambizioso programma, presentato nel 2019, che definisce 17 obiettivi di sostenibilità da raggiungere entro il 2025 in materia di protezione degli oceani, dell’ambiente e delle persone.

Una roadmap il cui grado di avanzamento è verificato annualmente da organismi indipendenti e consultabile su grupocalvo.com, con obiettivi definiti e misurabili distinti per ciascuna delle tre aree individuate:

  • Oceani. Tonno proveniente per il 100% da una pesca responsabile e sostenibile per tutti i brand del Gruppo; 100% dei prodotti finiti tracciabili fin dal momento della pesca (luogo, imbarcazione, specie, porto di approdo e stabilimento di lavorazione); riduzione del numero di FAD (Fishing Aggregating Devices) a 300 per peschereccio (dagli attuali 359 e a fronte del limite legale di 450) con impiego di dispositivi 100% biodegradabili; crescita dal 16% al 30% di catture senza l’utilizzo di FAD; progettazione di programmi di collaborazione per il miglioramento della gestione dei rifiuti in mare, con particolare attenzione allo smaltimento della plastica.
  • Ambiente. Anche l’efficienza è una priorità, e in questo senso Gruppo Calvo si impegna a ridurre del 10% il consumo di acqua ed energia, e le emissioni per tonnellata prodotta; ad accrescere dal 14% al 50% l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili; a valorizzare i rifiuti generati nel corso del processo produttivo per arrivare all’obiettivo “zero rifiuti” in discarica; a impiegare confezioni riciclabili al 95%, con una percentuale di materiali utilizzati per la produzione provenienti da fonti riciclate o certificate come sostenibili all’85%.
  • Persone. Crescita della presenza femminile nel direttivo dal 20% al 30%; aumento dal 37% al 44% di donne nel middle management aziendale; raggiungimento del 100% di audit sociali e ambientali effettuati su fornitori ad alto rischio di conformità; riduzione del 10% degli infortuni sul lavoro sia in termini di frequenza che di gravità. Tra gli impegni del Gruppo nei confronti delle persone, inoltre, il garantire che il 100% dei propri prodotti continui a essere sano e nutriente.

Dopo il lockdown rifiorisce la passione per la fotografia

Con la fine del lockdown e il via libera per gli spostamenti tra le regioni, gli italiani hanno finalmente ripreso a organizzare i primi weekend e le gite fuoriporta. La voglia di viaggiare – che sia verso mare, montagna, lago o città d’arte – sembra tutt’altro che svanita. I primi lievi ma incoraggianti segnali arrivano dal settore del turismo dopo il blocco totale di prenotazioni dei mesi scorsi. In questo contesto di ripresa anche gli amanti della fotografia hanno così la possibilità di spostarsi alla ricerca di nuovi scorci, luoghi da scoprire e da immortalare con i loro scatti migliori.

Trovaprezzi.it, il comparatore di prezzi online leader in Italia, ha dedicato un osservatorio alla macro categoria “Fotografia” per capire come si sono mossi gli appassionati del settore in questi mesi “particolari”.

Tra gennaio e febbraio il trend complessivo non mostra evidenze inconsuete e segna numeri in positivo se paragonati allo stesso bimestre dello scorso anno: la categoria Fotocamere Digitali ha registrato oltre 265mila ricerche (+3% rispetto al 2019), mentre quasi 160mila (+6%) sono state le ricerche per obiettivi e accessori tra cui borse, custodie e flash. Marzo ha portato con sé un brusco arresto delle ricerche sul web dedicate ai prodotti per la fotografia (-34% rispetto all’anno precedente). Il quadro migliora tra aprile e maggio, mesi in cui la categoria dedicata agli accessori per la fotografia vede crescere l’interesse d’acquisto arrivando a segnare +43% rispetto al 2019. Il mese di giugno, infine, ha segnato una netta ripresa con oltre 218mila ricerche e un +35% complessivo.

Il comparto delle fotocamere digitali ha invece totalizzato tra gennaio e giugno quasi 753mila ricerche, di cui oltre 200mila solamente in Lombardia (27%) seguita dal Lazio (14% e 107mila ricerche). Confrontando l’andamento delle ricerche lombarde (rappresentative del trend nazionale) con le ricerche peculiari di alcune regioni italiane emergono alcune caratteristiche degne di nota: in Friuli Venezia Giulia, ad esempio, le ricerche sono cresciute nel mese di febbraio rispetto a gennaio, mentre in Liguria e in Abruzzo non si è verificato il caratteristico calo durante il mese di marzo.

Quali sono i prodotti preferiti dagli appassionati di fotografia?

Le tendenze evidenziano il primato dei marchi giapponesi: Canon e Nikon sono i top brand più cercati nel primo semestre 2020 sia per le fotocamere digitali (oltre 182mila ricerche per Canon, quasi 179mila per Nikon) che per gli obiettivi (rispettivamente 57mila e 53mila ricerche). Ad essi si aggiungono Sigma (quasi 36mila ricerche) e Tamron (oltre 33mila), case specializzate nella produzione di obiettivi universali di ottima qualità in grado di competere con i top di gamma. Tra le fotocamere digitali, Sony (oltre 114mila ricerche) e Fujifilm (oltre 107mila ricerche) completano la top 4 dei marchi più cercati. In particolare Fujifilm garantisce ai suoi seguaci un’ampia varietà di modelli: dalle fotocamere digitali con design retrò alle adventure cam waterproof (a partire da 149 euro per la Fujifilm FinePix XP130). Fujifilm è inoltre il brand leader per le macchine fotografiche istantanee: con soli 52 euro è possibile acquistare la Instax Mini 9 che consente di scattare e stampare foto autonomamente e in pochi attimi. Una valida alternativa tra le istantanee è la classica Polaroid: a partire da 149 euro è disponibile il modello One Step Close Up 600 Instant Camera dal sapore “vintage”; mentre l’innovativa Polaroid Socialmatic è l’ideale per i più giovani, grazie al wi-fi per la condivisione delle immagini direttamente sui principali canali social (a partire da 359 euro).

*prezzi rilevati su Trovaprezzi.it nella settimana 6-12 luglio 2020

Pasta e caffè, ma poca carne: i consumi dello smart working

Il lockdown ha cambiato le abitudini degli italiani. Comprese quelle alimentari. Niente bar, mense e pub a pranzo: tutti i consumi si sono convogliati tra le pareti domestiche, complice la diffusione dello smart working.

E come è cambiato il carrello? Lo ha analizzato Tiendeo.it, l’azienda leader in cataloghi online geolocalizzati e soluzioni drive-to-store per i retailer. È interessante osservare come dalla tavola si possano intuire non solo l’andamento dell’economia in piccola e grande scala, ma anche le tradizioni più profonde e irrinunciabili di un intero paese.

È caccia all’offerta

Le letture di cataloghi di supermercati e ipermercati sono raddoppiate nell’ultimo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, il che indica una chiara tendenza a ricercare offerte e promo per ottimizzare il budget a disposizione. Una parte importante degli utenti si trova infatti in cassa integrazione (o in disoccupazione), e alla praticità di fare la spesa nel supermercato più vicino, preferisce il risparmio e valuta con cura le offerte a disposizione, prendendo in considerazione la possibilità di fare acquisti separati per risparmiare di più.

Ci troviamo in un momento storico di grande incertezza, e la società dei consumi che abbiamo vissuto finora sta iniziando a mostrare i propri punti deboli proprio perché sta venendo meno la capacità d’acquisto del suo soggetto principale: il consumatore.

In aumento pasta, frutta e verdura

Pranzo a casa e lavoro da casa, significa una cosa sola: ottimizzare. Sia tempo che denaro. E per gli italiani il piatto di tutti i giorni da cucinare veloce, per antonomasia, è la pasta. Non stupisce quindi che le ricerche di questo prodotto fondamentale siano aumentate del 56% nell’ultimo trimestre. Non possono mancare i prodotti freschi per accompagnare la portata principale, e infatti anche frutta e verdura aumentano del 50% rispetto all’anno scorso.

Invariati i surgelati, che pur essendo una soluzione ideale per sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione, sono sicuramente più cari e possono pesare non poco su un bilancio mensile fatto di tagli, oculatezza, e in alcuni casi, rinunce.

Tracollo per pesce, resiste a stento la carne

Il pesce e la carne sono vittime della crisi che sta attraversando il paese, e i numeri lo dimostrano. Le ricerche di pesce diminuiscono del 33%. È un dato che fa riflettere visto il periodo dell’anno in cui ci troviamo, quando solitamente il consumo di carne e formaggi tende a diminuire a favore dei prodotti ittici, più leggeri e freschi, perfetti per accompagnare diete e piatti estivi.

Le ricerche di carne rispetto allo scorso anno subiscono rispetto al pesce un calo inferiore (-8%) ma comunque degno di nota, confermando l’esigenza da parte dei consumatori di limitare le uscite consumando piatti più economici.

Boom per il caffè

Gli stereotipi sono casualità? Come dimostrato durante la quarantena dalla scomparsa del lievito dagli scaffali perché gli italiani si erano precipitati in massa a panificare e fare pizze, pasta fresca e focacce, un fondo di verità c’è. E come un italiano difficilmente rinuncerà a pasta e pizza, è molto difficile che rinunci al caffè.

Smart Working significa quindi correre ai ripari e organizzarsi per le pause caffè, in versione casalinga. Ed è così che le ricerche di caffè quadruplicano, e quelle delle capsule (che fanno molto più ufficio!) triplicano.

 

* Confronto con le ricerche effettuate nel secondo trimestre del 2019

IlTablo, l’app che mette on line i menù dei locali

Digital Communication ha messo a punto una web app, ilTablo, che  permette di creare un elenco di locali con rispettivi menù digitali consultabili dai clienti direttamente sul proprio smartphone, grazie a un semplice QR code stampabile in due formati. Per dare un contributo alla ripartenza del settore food, Digital Communication ha deciso di donare a titolo gratuito per tutto il 2020 la fruizione di questa app a tutti i ristoranti, bar e pub, ma anche sagre ed estivi.

Come funziona

Il funzionamento è semplice: basta andare sul sito ilTablo e registrarsi per creare la propria lista (persolizzata) di locali.

A questo punto si può creare il menù e compilarlo, inserendo il nome della portata (es. antipasti, primi, secondi,dessert, bevande…) e un corpo di testo (es. nome, descrizione e prezzo dei piatti, tipologie e prezzi delle bevande, gusti dei gelati…). Si possono creare più menù differenti, anche per la carta dei vini e/o dei dolci.

Infine si stampano i QR Code in due formati:

– da appoggiare sul tavolo

– pieghevole così da stare in piedi

Quali i vantaggi?

Parecchi: niente più stampati (ecologica), nessun contatto fisico (sicura), ottimizzazione dei tempi nella comanda (efficace), aggiornamenti e variazioni in tempo reale (economica). Un servizio gratuito per tutto il 2020, utilizzabile da tutti coloro che hanno un locale nel quale è necessario presentare una scelta ai clienti: birrerie, pasticcerie, gelaterie, bar e tanto altro!

Droni e fotografia: i nuovi acquisti di oggi. L’indagine idealo

Quanto pesa oggi il mondo delle immagini nel quotidiano di ciascuno di noi? Se lo è chiesto idealo che ha monitorato l’andamento dei prezzi e delle ricerche degli italiani online per i prodotti delle categorie Droni e Fotografia. L’indagine conferma l’aumento dell’interesse online per fotocamere, droni e componenti legati al mondo della fotografia.

Tra le principali evidenze emerge che l’interesse degli italiani online per i prodotti legati al mondo della fotografia in generale è aumentato, nell’ultimo anno, del +40,4% in generale con un boom per Action Camera (+165,7%) e Droni (+107,1%), per immortalare anche le avventure mozzafiato più spericolate e le visuali più strane e insolite. Inoltre, stando a un sondaggio effettuato da Kantar per conto di idealo nel mese di giugno 2020, un italiano su due metterà nella valigia delle prossime vacanze estive la macchina fotografica per fissare e avere un ricordo dei momenti trascorsi.

A conferma dei dati precedenti ecco segnalato anche un aumento delle ricerche di Fotocamere digitali mirrorless (+46,3%), Obiettivi fotografici (+41,6%), Fotocamere compatte (+23,0%) e Reflex (+7,8%).

Sul fronte geografico, inoltre, sono  Lombardia e Lazio le regioni dove è maggiore l’interesse online per i prodotti della categoria Droni e Fotografia.

Quanto ai periodi più indicati per l’acquisto, emerge chese a Dicembre conviene acquistare i droni è Giugno il mese più conveniente per le action cam.

Sul fronte delle tipologie, infine, è la GoPro Hero 7 Black la preferita degli italiani.

 

 

Metodologia

L’indagine demografica ha coinvolto 1500 consumatori digitali italiani. Alla domanda “Quali prodotti avrà il tuo kit da viaggio?”, il 49,2% ha risposto la macchina fotografica.

idealo ha analizzato la categoria dei Droni e quelle relative al mondo della Fotografia sul proprio portale italiano. Le intenzioni di acquisto del periodo compreso tra Luglio 2019 e Giugno 2020 sono state messe a confronto con quelle del periodo compreso tra Luglio 2018 e Giugno 2019.

Consumatori: scende la fiducia cresce il risparmio

Nel secondo trimestre 2020 la fiducia dei consumatori italiani scende a quota 54 punti, ben 16 in meno rispetto al trimestre ottobre–dicembre 2019, periodo non ancora interessato dalla pandemia COVID-19.

In picchiata anche la media dell’indice di fiducia mondiale (- 15 punti vs. fine 2019, attestandosi a 92 punti), e quella a totale Europa (-12 punti, attestandosi a 74 punti). Tra i principali Paesi europei, la Germania fa registrare 15 punti in meno, scendendo a quota 87; stesso declino anche per la Gran Bretagna, che arriva a 84, mentre si registra una flessione di 13 punti per la Francia, che si attesta a 70 punti. Tuttavia, è la Spagna a registrare la perdita maggiore: – 24 punti, registrando un indice di 62.

“Confrontando l’indice di fiducia dei consumatori del terzo trimestre 2020, periodo ampiamente interessato dalla pandemia COVID-19 e dalle conseguenti restrizioni, con quello rilevato negli ultimi tre mesi del 2019, emerge chiara la consapevolezza nella popolazione italiana della crisi socio-economica su scala globale. L’indice di fiducia ne risulta dunque fortemente influenzato, tanto da segnare un forte calo, in linea con gli andamenti della media europea e mondiale – dichiara Laurent Zeller, AD di Nielsen Connect Italia – Allo stesso tempo, ciò si traduce in una maggiore propensione al risparmio, anche se non tutte le voci di spesa risultano negative. E’ il caso, per esempio, della crescita dei consumi alimentari nella GDO registrata nel periodo del lockdown. E’ auspicabile – aggiunge Zeller – che il superamento della pandemia e il ritorno alla normalità sostengano la domanda, così da innescare un meccanismo in grado di concorrere a oltrepassare l’attuale congiuntura che interessa non solo l’economia, ma il tessuto sociale nella sua complessità”.

La percezione

Analizzando nel dettaglio il vissuto degli italiani, la percentuale di quanti ritengono sia il momento giusto per fare acquisti risulta in sensibile discesa (-8 pp., arrivando al 19%), mentre si impenna (+11 pp., dall’ 87% di fine 2019 al 98% attuale) la quota di quanti ritengono che il Paese attraversi una fase recessiva. Tuttavia, anche la fetta della popolazione che dichiara che il Paese uscirà dalla crisi nei prossimi 12 mesi risulta in crescita (+ 10 pp., arrivando al 24%). Diminuiscono, al contrario, di 10 pp. quanti prevedono una situazione economica positiva nei prossimi 12 mesi (23%), e credono nella ripresa del mercato del lavoro (12%, -5 pp).

Le paure

In merito alla principale preoccupazione, un quarto degli italiani (25%) identifica quella relativa alla salute, in accelerazione di 15 pp., così come quella per l’economia (+12 pp, raggiungendo quota 25%). Seguono poi l’apprensione per il posto di lavoro, indicata dal 17% degli italiani come prima preoccupazione, anche se in diminuzione di 1 pp. rispetto a fine 2019, e quella relativa all’istruzione e al benessere dei figli (4%, -3 pp.). Tutte al 3%, invece, le seguenti preoccupazioni: riscaldamento globale (-4 pp.), equilibrio tra vita professionale e personale (- 3pp.), debiti (stabile), aumento dei costi delle utenze (-3 pp.), stabilità politica (-3pp.). Scende al 2% la preoccupazione per la criminalità (-4 pp.) e quella per l’immigrazione (-5 pp.), oltre che il timore verso atti terroristici (1%, -3pp.).

Il risparmio

La propensione degli italiani al risparmio, si legge ancora nella Survey, risulta in netto aumento: il 73% dichiara infatti di adottare misure per risparmiare (+15 pp. rispetto all’ultimo trimestre del 2019).

Quanto alle principali misure adottate dagli italiani, raggiungono il 63% (+11 pp.) coloro che dichiarano di avere ridotto le spese per i pasti fuori casa, il 54% coloro che intendono risparmiare sull’abbigliamento (+1 pp.), e cresce decisamente anche la percentuale di chi intende usare meno l’automobile (47%, +12 pp.). Rilevante anche il risparmio sull’intrattenimento fuori casa (51%, +6 pp.), e sulle spese per vacanze/soggiorni brevi (44%, +14 pp.). Scende invece sensibilmente la propensione al risparmio sui costi delle utenze, in particolare gas/ elettricità (che raggiungono il 18%, – 22 pp.) e spese telefoniche (che raggiungono l’ 11%, -18 pp.).

Specularmente, l’indagine prende anche in considerazione la voce “denaro restante una volta coperte le spese essenziali” (mutui, affitti, ecc). Su questo punto emerge prima di tutto un incremento (+ 3 pp) di chi dichiara di non avere denaro restante alla fine del mese, per un totale del 19%.

Quanto, invece, alla parte del campione che avanza una somma al netto delle spese necessarie, sale nel secondo trimestre la quota di coloro che decidono di utilizzare il denaro restante a scopo di risparmio, arrivando al 46% (+2pp.). Al contrario, tutte in calo le percentuali relative all’utilizzo del denaro restante per le seguenti categorie merceologiche: – 7 pp. per l’abbigliamento, comunque rilevante per il 37% della popolazione; – 13pp. per vacanze/viaggi, motivo di spesa per il 32%; -10 pp. per l’intrattenimento fuori casa, per cui si dichiara disposto a spendere il 21%; – 5 pp. per i nuovi prodotti tecnologici, rilevante per il 17% della popolazione italiana.

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