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Logistica: estendere le finestre di ricevimento per ottimizzare l’attività nei Ce.Di.

Con l’obiettivo di rendere sempre più efficiente il rapporto tra gli operatori della filiera, GS1 Italy, in ambito ECR Italia, nel 2020 ha avviato un percorso di studi e ricerche dedicati al miglioramento del processo di consegna delle merci ai centri di distribuzione (Ce.Di.) della grande distribuzione, in particolare attraverso l’ampliamento delle finestre di scarico. La maggior parte dei magazzini della Gdo, infatti, riceve le merci in ingresso la mattina, tra le 6:30 e le 13:00, su un turno di lavoro, e solo il 21% dopo le 13:00, generando, a monte, la necessità di organizzare le consegne nell’arco di circa 6-7 ore, con evidenti conseguenze in termini di congestione e di tempi di attesa. Dall’indagine condotta nel 2021, era già emerso come l’introduzione di slot di scarico aggiuntivi nelle fasce pomeridiane permetta alle aziende di ridurre i tempi in fase di consegna ai Ce.Di., grazie a una migliore distribuzione del carico di lavoro nell’arco della giornata, migliorando produttività e livelli di servizio.

“Si tratta di una soluzione adottata nelle fasi più critiche della pandemia. La ripresa della normalità ha tuttavia fatto riemergere il “bioritmo logistico” che regola il tradizionale funzionamento della filiera: da una parte la Gdo, che, come detto, riceve prevalentemente al mattino, dall’altra i vettori a cui i produttori affidano le consegne e che preferiscono muoversi nelle prime ore del mattino e completare l’attività nel primo pomeriggio, a conferma di una certa inerzia al cambiamento, a fronte della mancanza di condivisione e coordinamento adeguati tra gli attori della filiera” spiega Giuseppe Luscia, ECR Senior Project Manager di GS1 Italy. “Da qui è nata la decisione di selezionare un panel di aziende della Gdo e della produzione, che si sono adoperate nell’implementare questa “best practice” attraverso progetti pilota finalizzati a definire linee guida utili alle aziende del settore”.

Nasce così la ricerca “Estensione delle finestre di ricevimento – Risultati dei laboratori sperimentali”, condotta da GS1 Italy in ambito ECR e con la collaborazione di team di ricerca congiunto della LIUC Università Cattaneo e del Politecnico di Milano, che raccoglie i risultati di dieci progetti pilota che hanno coinvolto distributori (Gdo), produttori (Pro) e vettori logistici (3PL) tra settembre 2022 e agosto 2023. Lo studio riporta le azioni messe in campo, le decisioni condivise e i benefici conseguiti derivanti dall’estensione delle finestre di ricevimento in termini di miglioramenti del servizio e dei processi operativi, valutati sulla base di cinque KPI:

  • Puntualità in partenza dal magazzino Pro/3PL.
  • Puntualità in consegna da parte del trasportatore del Pro/3PL.
  • Puntualità allo scarico presso il Ce.Di. della Gdo.
  • Tempi medi di attesa da parte del trasportatore allo scarico.
  • Tempi medi di scarico dall’ingresso del trasportatore nel Ce.Di all’uscita.

 

Confrontando quindi i valori medi di tutti i progetti prima e dopo l’estensione delle finestre di consegna al pomeriggio, si osservano un miglioramento della puntualità di consegna da parte dei trasportatori, ma anche un lieve peggioramento sul fronte della puntualità sia al carico da parte dei trasportatori, sia nel rispetto dell’orario di scarico da parte della Gdo.

In particolare, per la Gdo:

  • L’estensione delle finestre di ricevimento non comporta cambiamenti significativi alla produttività dei processi di magazzino.
  • Nella maggior parte dei casi la finestra oraria di ricevimento non è andata oltre le 17:00. Non è quindi stato introdotto un turno di lavoro aggiuntivo, a favore dell’adozione dei turni parzialmente sovrapposti.
  • La modifica dell’orario di ricevimento al Ce.Di. non ha mai impattato negativamente sui processi di evasione ordini a valle verso i punti vendita.
  • Alcuni Ce.Di. hanno avviato progetti con fornitori locali – caratterizzati da minori vincoli logistici per quanto riguarda la flessibilità dei tempi di consegna – per garantirsi un flusso di ricevimento pomeridiano sufficiente e continuativo.

Per i produttori invece:

  • In alcuni casi si è potuto organizzare un doppio viaggio a carico completo verso due Ce.Di. diversi, uno al mattino e l’altro pomeriggio.
  • Nella maggior parte dei casi i produttori non hanno segnalato lamentele da parte dei propri vettori per i ritorni serali (tranne il venerdì), a fronte del rischio di superamento del numero di ore di guida settimanali degli autisti.
  • La presenza dei sistemi di booking garantiva già un’ottima prestazione al ricevimento, con il conseguente azzeramento delle penali per le soste prolungate. Il progetto non ha pertanto generato ulteriori benefici.
  • In caso di Ce.Di. con problemi di saturazione, l’estensione delle finestre di ricevimento al pomeriggio ha azzerato il fenomeno delle consegne respinte.
  • I fornitori e i loro vettori hanno riscontrato una maggior probabilità di trovare slot di scarico sulle piattaforme di booking libere al pomeriggio, anche sotto data.

Alla luce dei risultati dei laboratori sperimentali e dal confronto all’interno dei diversi gruppi di lavoro, sono quindi emerse alcune raccomandazioni per poter replicare il progetto pilota e rendere efficace la collaborazione lungo la filiera logistica:

1. Identificare un partner guidato da un forte commitment.
2. Considerare la “diversity” del gruppo di lavoro, che deve includere da ambo le parti tutti gli attori coinvolti nel processo “order-to-delivery”: responsabili logistici, riordinatori e customer service, pianificatori trasporti, responsabili di ricevimento.
3. Garantire la massima trasparenza nel condividere le informazioni relative alle prestazioni reciproche, monitorando e condividendo i KPI relativi alla puntualità di consegna e ai tempi effettivi intercorsi dall’ingresso all’uscita dei Ce.Di.
4. Qualora l’esito del pilota risultasse positivo, procedere all’implementazione permanente dell’estensione della finestra di ricevimento.

Supply chain: tra le sfide future c’è la modernizzazione tecnologica

Durante la scorsa primavera Manhattan Associates Inc., in collaborazione con Vanson Bourne, ha svolto la ricerca “State of Warehouse Operations” intervistando 2.000 professionisti della supply chain, dal senior management al personale di settori come quello manifatturiero e della produzione, logistico, farmaceutico, fino al retail, all’automotive e a quello dei beni di consumo – in Australia, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Messico, Spagna, Svezia e Regno Unito. Obiettivo: mettere sotto i riflettori i problemi di mantenimento del personale, di gestione di canali diversi e della tecnologia obsoleta.

Per quanto riguarda le sfide principali, quasi tutti gli intervistati (97%) ritengono che l’infrastruttura IT delle operazioni di magazzino richieda almeno una modernizzazione. L’84% ha riferito di avere difficoltà a trattenere il personale, mentre il 73% ha dichiarato che il volume delle merci che transitano nei magazzini è aumentato negli ultimi 12 mesi, aggravando le difficoltà che già stavano affrontando. Tuttavia, in ottica futura le organizzazioni sono rimaste fiduciose, dato che si aspettano che l’IA generativa e la robotica (rispettivamente con il 75% e il 72%) giochino un ruolo positivo nel migliorare la soddisfazione a lavoro, limitando le operazioni manuali e aumentando l’automazione, snellendo i workflow e riducendo la documentazione cartacea. Mentre le organizzazioni cercano modi per semplificare le operazioni, soddisfare l’aumento della domanda e migliorare l’esperienza del personale, sarà necessaria una continua innovazione della supply chain per affrontare i rischi emergenti e sfruttare al contempo le nuove opportunità.

La ricerca ha evidenziato tre elementi chiave, volti ad aiutare i professionisti della supply chain a pianificare un percorso verso i successi futuri:

1. Le operazioni nel warehouse stanno diventando sempre più impegnative per le organizzazioni e garantire che il personale si senta considerato, coinvolto e valorizzato è importante. Un numero consistente di intervistati ha citato le sfide legate al personale, tra cui l’assunzione e la formazione di lavoratori a breve termine (41%) e la garanzia di una produttività (40%) cresciuta in modo significativo negli ultimi 12 mesi;

2. Il 28% delle organizzazioni intervistate ha evidenziato che l’hardware e il software IT obsoleti rappresentano la sfida più urgente che stanno affrontando. Ciò si traduce in un notevole carico fiscale e tecnologico per quasi un’azienda su tre di quelle intervistate;

3. Il 26% degli intervistati ha dichiarato di avere difficoltà a gestire gli ordini provenienti da canali diversi, mentre il 23% ha affermato di avere difficoltà a soddisfare le crescenti aspettative dei clienti sui tempi di consegna.

“Affrontare le sfide evidenziate nel report è fondamentale per la competitività e il successo a lungo termine delle aziende. I risultati sottolineano l’importanza di guardare avanti e di continuare a incorporare nuove tecnologie come i microservizi e la GenAI, rendendo le supply chain a prova di futuro e consentendo loro di diventare motori per i ricavi e un servizio per il cliente a tutti gli effetti. In definitiva, una strategia per le supply chain più unificata crea efficienza e, a sua volta, sostenibilità, sia in termini economici che ambientali. E questo non può che essere un bene per i bilanci aziendali e per l’intero pianeta” ha commentato Henri Seroux, Senior Vice President EMEA di Manhattan Associates.

AI nell’industria alimentare: il mercato varrà quasi 45 miliardi nel 2028

Nel 2028 il mercato dell’Intelligenza Artificiale nel settore alimentare varrà $43,4 miliardi. A guidare il mercato globale sarà il Nord America, seguito da Europa e APAC. Il segmento della filiera in cui l’AI varrà di più sarà la logistica mentre il controllo qualità quello in cui l’AI crescerà maggiormente, raggiungendo $6,2 miliardi nel 2028. Sono alcune evidenze emerse dalla ricerca realizzata da PwC Italia sugli usi e le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale Generativa nell’industria alimentare.

Il crescente ricorso all’AI nell’industria alimentare è sostenuto da tre fattori:

1. Normative – Regolamentazioni come GDPR, OECD, CCPA e AI ACT contribuiscono a promuovere l’uso responsabile dell’AI, proteggendo i dati dei consumatori e incentivando le aziende a sviluppare soluzioni che aumentino l’efficienza operativa.

2. Competenze – È prevista una crescita di forza lavoro qualificata e specialisti AI del +36% entro il 20311, che si traduce in nuove competenze per ottimizzare la produzione, la distribuzione e la sicurezza alimentare.

3. Automazione dei processi – L’AI migliora l’efficienza operativa automatizzando i processi, riducendo gli sprechi e aumentando la produttività sostenibile.

La leadership di mercato del Nord America è legata all’intensificazione dei controlli sulla sicurezza alimentare, all’introduzione di standard di qualità più elevati e all’adozione di nuovi modelli di business per l’automazione dei processi, soprattutto nella logistica. L’Europa, con una quota del 27% e un rendimento di $2,2 miliardi, si posiziona al 2° posto del mercato globale, grazie alle performance di Germania e Francia, seguite da Italia, Spagna, Paesi Bassi e Svizzera. Il mercato dell’AI nel settore è trainato dalle normative europee per l’introduzione di nuovi modelli di business per la sicurezza e il controllo qualità alimentare e da nuove applicazioni di analisi predittiva per gestire la catena di approvvigionamento. L’APAC è il 3° mercato nel 2023, con una quota del 21% pari a $1,7 miliardi ma, secondo le proiezioni di PwC, sarà la regione in cui l’uso dell’AI nella filiera alimentare crescerà di più nei prossimi anni con un CAGR del 40% (2023-2028), grazie alle iniziative governative per il finanziamento delle industrie, il sostegno all’agricoltura e alla ricerca per la sicurezza alimentare e lo sviluppo di una forza lavoro qualificata attraverso programmi come AI TEACH per l’ASEAN.

Guardando ai segmenti della filiera agroalimentare, la logistica rappresenta il 34,5% del mercato dell’AI, grazie all’uso di sistemi avanzati per l’automazione che potenziano l’efficienza e la reattività dei magazzini. L’AI, impiegata per il miglioramento degli imballaggi, e l’adozione di sistemi di ispezione visiva automatizzati garantiscono consegne tempestive e preservano l’integrità dei prodotti lungo tutta la catena di fornitura.

Nei prossimi anni il controllo qualità sarà il segmento trainante per l’innovazione dell’AI nel settore e raggiungerà, secondo le stime di PwC, un valore di mercato di $6,2 miliardi nel 2028, con un CAGR medio del 40,6% (2023-2028). L’innovazione nel controllo qualità è legata, da un lato, alle normative più stringenti sugli standard di sicurezza e trasparenza alimentare e, dall’altro, alle richieste dei consumatori sulla provenienza dei prodotti e sulla sostenibilità dei processi. Algoritmi avanzati per il monitoraggio in tempo reale della catena di fornitura, l’applicazione di tecnologie predittive per la manutenzione preventiva e l’integrazione di sistemi di tracciabilità intelligenti sono gli strumenti che agevoleranno la transizione.

L’AI nel panorama di startup Food Tech in Italia
In linea con le tendenze globali, in Italia l’Intelligenza Artificiale è la tecnologia più adottata fra le 341 startup del settore Food Tech prese in analisi da PwC (42,8%), seguita dal Machine Learning (37%), biotecnologie (32%), Internet of Things (28,6%), blockchain (10,5%) e robotica (9,5%).

Social sentiment analysis: l’alimentazione e i consumi sui social media
Il Team Innovation PwC ha analizzato oltre 100.000 conversazioni sui social e sul web riguardanti i temi di alimentazione sostenibile e salutare. L’analisi, condotta su un target di utenti Millenials (61%), Gen Z (30,4%) e Gen X (8,7%), ha evidenziato un sentiment positivo per il 60% delle conversazioni. L’identikit del consumatore medio di cibi salutari è una donna millennial, tra i 25-34 anni, appassionata di cucina salutare che dedica parte del suo tempo a sperimentare ricette vegetariane e vegane, integrando la passione per il cibo con uno stile di vita sostenibile.

Secondo la ricerca PwC, i valori nutrizionali influenzano le decisioni di acquisto alimentare del 45% degli utenti online, seguito dal rapporto qualità-prezzo, decisivo nella scelta di prodotti per il 20% dell’audience. Guardando alla sostenibilità, il 43% dei consumatori è disposto a spendere di più per packaging sostenibili e pratiche aziendali responsabili. Per gli acquisti offline invece, il 20% dei consumatori si rivolge a negozi specializzati.

Sogegross potenzia la logistica, in cantiere un nuovo magazzino

Prosegue il percorso di potenziamento ed efficientamento del sistema logistico del Gruppo Sogegross: nell’ambito del piano triennale di investimenti da 200 milioni di euro stanziati alla logistica, sono dedicati oltre 50 milioni.

L’inizio del 2026 vedrà il compimento di diversi interventi che rappresenteranno un unico progetto volto a rendere l’attuale sistema di gestione integrata della filiera logistica e distributiva ancora più innovativo e all’avanguardia, per supportare al meglio una rete vendita in crescita ed estremamente complessa date le sue caratteristiche di estrema eterogeneità per format, location e geografia.

Il network di piattaforme distributive – oggi dislocate tra Cameri (NO), Tortona (AL), Serravalle Scrivia (AL) e Genova Bolzaneto per un totale di 133.550 mq complessivi – gestisce, per le quattro insegne Basko, Ekom, GrosMarket e Doro, un flusso di prodotto pari a oltre 37 milioni di colli e un totale di oltre 20.000 referenze, rispondendo così alla strategia omnicanale del Gruppo che fonde logistica tradizionale, presenza capillare sul territorio ed e-commerce.

Il nuovo hub di Cameri, efficienza e sostenibilità
Recentemente inaugurato e certificato Breeam excellent for new construction protocol, il polo di Cameri è parte del network Agorà e si sviluppa su una superfice pari a 75.000 mq. Oltre 40 milioni sono i colli che saranno gestiti dalla struttura novarese con più di 10.000 referenze continuative rivolte in primis ai canali Basko, Doro e in parte anche ai punti vendita Ekom. La decisione di trasferirsi dalla piattaforma Agorà di Calcio (BG) a quella Cameri è in linea con la strategia del Gruppo volta a ottimizzare gli spazi, migliorare la gestione di volumi in crescita, consentire una maggiore fruibilità del servizio in ottica anche di efficientamento dei trasporti, con un risparmio previsto di oltre 1 milione di km percorsi su base annua. Il nuovo complesso valorizza l’uso di energia sostenibile, grazie alla creazione di un tetto predisposto per l’energia solare fotovoltaica e punti di ricarica per veicoli elettrici. Il progetto, inoltre, prevede una serie di soluzioni per il risparmio energetico quali ad esempio facciate e coperture ad alto isolamento termico, un sistema di controllo Bms (hardware e software) intelligente, la raccolta e il riutilizzo dell’acqua piovana.

Il nuovo assetto dei poli di Serravalle e Tortona
Rientrano nel piano di ottimizzazione logistica anche i recenti ampliamenti dei due poli di Serravalle Scrivia e Tortona. Dedicato al settore grocery per il canale Cash&Carry a insegna GrosMarket, il magazzino di Serravalle Scrivia oggi conta una superficie di 7.000 mq e movimenta oltre 2.5 milioni di colli per 6.000 referenze. In programma anche una futura centralizzazione del comparto dei surgelati destinati al medesimo canale, per trattare così oltre 70.000 colli con non meno di 600 referenze. Infine, con la volontà di offrire servizi ancora più puntuali e una distribuzione organizzativa più efficiente, anche il Cedi Ekom di Tortona è stato ampliato fino a gestire, tra grocery e freschi, complessivamente 17 milioni di colli in 24.500 mq.

Trasta: per il futuro il Gruppo continua a puntare su Genova
A completamento del progetto triennale, andrà ad aggiungersi alla rete distributiva Sogegross anche un nuovo magazzino dedicato ai freschi (ortofrutta, latticini, carne e ittico) con il trasferimento dall’attuale piattaforma di Genova Bolzaneto, al fine di supportare le ulteriori prospettive di crescita e sviluppo del Gruppo per i prossimi anni. La nuova struttura sorgerà nell’area di Trasta (GE) e interesserà una superficie di 27.000 mq – quasi interamente a temperatura controllata – destinata a gestire 15.3 milioni di colli e 66.500.000 kg di prodotto. Il progetto – per il quale si è in attesa di avviare la gara di appalto – prevede un tempo di realizzazione pari a 18 mesi dall’assegnazione dello stesso. La scelta di privilegiare la città di Genova – anche a fronte di maggiori complessità e costi realizzativi – è dettata dal forte legame del Gruppo Sogegross con il suo territorio di origine, nonché da una valutazione delle potenziali ricadute positive sulla città, in primis dal punto di vista occupazionale.

“Mi piace pensare al nostro sistema logistico come un unico “organo” in grado di acquisire tutti gli input e gli stimoli provenienti dai nostri punti vendita, per restituire ad ognuno di essi un adeguato supporto e una riposta puntuale ed efficiente, ottimizzando così i processi di stoccaggio, movimentazione e spedizione dei prodotti” commenta Luca Vezzani, Direttore Logistica Gruppo Sogegross. “Cuore pulsante di un’architettura flessibile, necessaria per gestire la complessità ed eterogeneità della nostra rete sul territorio, il nuovo impianto logistico del Gruppo si contraddistingue per l’adozione di soluzioni innovative, strutture moderne e tecnologicamente avanzate in grado di ridurre i costi operativi migliorando costantemente le operazioni logistiche. La scelta fortemente voluta dal Gruppo di espandere ulteriormente il network con il futuro Cedi di Trasta va in questa direzione: continuare a offrire al territorio servizi di qualità che rispondano alle esigenze dei consumatori e siano contemporaneamente sostenibili per l’ambiente”.

Metro: nel 2025 sarà pronta una nuova piattaforma logistica da 9000 mq

Logistics Capital Partners e Metro Italia uniscono le forze per realizzare, nel Comune di Pontedera (Pisa), una struttura logistica di 9.000 metri quadrati. La struttura, parte di un più ampio lotto di Grado A di 26.000 mq, sarà consegnata a Metro Italia nel primo trimestre del 2025.

La piattaforma logistica sarà dedicata al servizio Food Service Distribution, servizio di consegna diretta presso le attività di ristorazione offerto da Metro ai propri clienti. L’area individuata, già sede di altre realtà aziendali tra le quali Piaggio, Amazon, Lidl, CEVA o STEF, è situata a 3 km dallo svincolo della superstrada Fi-Pi-Li che collega Firenze, Pisa e Livorno.

“L’accordo con Logistics Capital Partners rientra nella più ampia strategia di sviluppo commerciale e del network in Italia e risponde alla volontà di essere ancora più vicini alle esigenze dei clienti del territorio toscano e crescere sul mercato” ha dichiarato Marco Celenta, Direttore End to End Supply Chain Management di Metro Italia. “La nuova piattaforma logistica multi-categoria e multi-temperatura dedicata al nostro servizio Food Service Distribution è un investimento concreto in uno dei nostri canali di vendita in crescita. Questa terza piattaforma logistica dedicata al nostro servizio FSD si aggiunge a quelle delle aree metropolitane di Milano e Roma, che già rappresentano sul mercato locale un modello di servizio ed efficienza nel canale delivery per la ristorazione. Ci permetterà di crescere ulteriormente in un territorio, quello della Toscana, dove siamo già presenti con quattro punti vendita e che per noi è particolarmente strategico”, ha concluso Celenta.

“Siamo lieti di accogliere Metro Italia nel nostro immobile di Pontedera. Prima della firma del contratto di locazione, abbiamo lavorato a lungo con Metro Italia per progettare lo spazio in modo che si adattasse al meglio alle loro esigenze aziendali e ai nostri comuni obiettivi ambientali e sociali. Questo nuovo accordo dimostra la nostra capacità di trovare soluzioni immobiliari su misura per i nostri clienti in mercati a limitata disponibilità di spazi e conferma la nostra strategia per continuare a rafforzare la nostra presenza in Italia, ampliando al contempo la nostra base di clienti”, afferma Andrea Benvenuti, Managing Director Sviluppo e Costruzione di LCP.

La struttura sarà sviluppata secondo i moderni standard logistici di grado A, dotata di impianto fotovoltaico e certificata BREEAM Excellent. Ulteriori ottimizzazioni verranno realizzate seguendo la procedura denominata “carbon lifecycle assessment” per ridurre il consumo di anidride carbonica fino al raggiungimento di emissioni nette zero.

Metro opera in Toscana dal 1974 con quattro punti vendita a Firenze, Sesto Fiorentino, Pisa e Lucca, che impiegano circa 300 persone. Presente in Italia in 16 regioni con 49 punti vendita e 2 piattaforme logistiche per il canale FSD, l’insegna offre ai propri clienti la possibilità di scegliere in modo integrato tra diverse modalità di acquisto in funzione delle specifiche esigenze: dalla consegna (Food Service Distribution – FSD) al Cash and Carry, al canale digitale Mercato Online.

Conad Adriatico inaugura un nuovo polo logistico a Grottaglie (Taranto)

È stato inaugurato da poche ore a Grottaglie (Taranto) il nuovo centro di distribuzione di Conad Adriatico. La struttura, destinata a diventare uno dei centri logistici più innovativi del Sud Italia, è ubicata nella Zona Economica Speciale (ZES) Ionica, e si distingue per la forte attenzione all’innovazione e agli obiettivi di sostenibilità ambientale. Estendendosi su un’area di 21.000 metri quadri, di cui 9.500 coperti, il polo logistico è stato concepito per rispondere con efficienza e responsabilità alle esigenze della catena di approvvigionamento, assicurando prodotti di alta qualità ai consumatori, promuovendo crescita e sviluppo sul territorio.

Grazie all’impiego di soluzioni avanzate per l’efficienza energetica e l’utilizzo di soluzioni tecnologiche e software di ultima generazione, il nuovo magazzino è predisposto per la gestione ottimizzata di una vasta gamma di prodotti, con particolare attenzione alle aree di stoccaggio refrigerate dedicate al superfresco, come carni e ortofrutta, che richiedono particolari condizioni di conservazione e refrigerazione. Sono presenti anche spazi per i generi vari, che includono prodotti non alimentari. Ogni zona è dotata di attrezzature e tecnologie specifiche per garantire il corretto trattamento e la massima efficienza nella gestione dei prodotti.

L’implementazione di un innovativo impianto fotovoltaico da 1 MWp, l’utilizzo di tecnologie per la refrigerazione a basso impatto ambientale e l’adozione di materiali riciclabili nella costruzione rappresentano le principali caratteristiche distintive della struttura, realizzata in un’area produttiva già urbanizzata quindi senza ulteriore consumo di suolo. Inoltre, l’adozione di un sistema software integrato migliorerà significativamente le operazioni logistiche, mirando alla riduzione degli sprechi e al miglioramento della qualità dei prodotti destinati ai consumatori.

Il progetto ha visto un investimento complessivo di oltre 14 milioni di euro e si inserisce in un piano di sviluppo più ampio sostenuto dall’azienda che prevede investimenti per 352 milioni di euro nel periodo 2022-2025, di cui 121 destinati in Puglia, per promuovere la sostenibilità, l’efficientamento, la digitalizzazione e la valorizzazione delle filiere locali.

“Questo intervento non è soltanto una risposta alle esigenze operative; è una scelta ponderata che riflette la nostra visione per un futuro sostenibile e la nostra missione di servire al meglio le comunità locali” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Conad Adriatico Antonio Di Ferdinando. “L’avvio di questo centro di distribuzione intensificherà l’efficienza della nostra rete di vendita in Puglia e Basilicata, offrendoci la possibilità di incontrare le esigenze dei clienti con maggior velocità e flessibilità. Il nuovo polo logistico avrà ricadute significative in termini occupazionali e contribuirà a elevare il livello di sviluppo economico di Grottaglie, inserendosi in un ampio piano di sviluppo che mira alla crescita non solo economica ma anche come punto di riferimento per l’innovazione responsabile nel settore della distribuzione alimentare”

“Il nuovo hub di Grottaglie a regime gestirà 12 milioni di colli all’anno, adottando soluzioni tra le più innovative e all’avanguardia per aumentare il livello di servizio, diminuendo l’impatto ambientale e mantenendo alta la qualità e freschezza dei prodotti ai punti vendita” ha aggiunto il Direttore Logistica di Conad Adriatico Mirco Papili. “Grazie al sistema informatico di gestione logistica, tutti i punti vendita Conad vedranno tutte le piattaforme, compresa quella di Grottaglie, come un unico magazzino virtuale. Questo consentirà una migliore pianificazione degli ordini e una riduzione degli sprechi, ottimizzando la gestione delle scorte e garantendo la freschezza dei prodotti per i consumatori”.

Ad oggi il network logistico di Conad Adriatico conta 8 centri di distribuzione distribuiti su importanti regioni della dorsale adriatica con oltre 215 milioni di colli movimentati ogni anno: Monsampolo del Tronto (AP), Popoli (PE), San Salvo (CH), Rutigliano (BA), Soleto (Le), Surbo (Le), Pescara, Tirana (Albania) e ora anche Grottaglie (TA). Una rete che rappresenta un modello di efficienza e sostenibilità, capace di sincronizzare i flussi di merce e garantire un servizio di qualità su tutto il territorio.

Conad Adriatico è infatti costantemente impegnata a rendere la propria rete logistica sempre più sostenibile ed efficiente, ricercando nuove opportunità per ottimizzare i processi di stoccaggio, movimentazione e distribuzione dei prodotti, minimizzando gli sprechi e promuovendo la collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Già da tempo la Cooperativa impiega flotte dotate di mezzi sostenibili e ha dato vita a un programma di trasporti inbound, in collaborazione con il Consorzio Nazionale e le altre cooperative Conad. Questo programma è finalizzato all’ottimizzazione dei flussi di trasporto primari, permettendo di ritirare la merce direttamente dai fornitori. L’obiettivo è quello di diminuire il numero di viaggi e il consumo energetico, conseguendo una significativa riduzione delle emissioni di Co2.

OrtoRomi, IFCO e Alì insieme per ridefinire gli standard di efficienza logistica

Migliorare l’efficienza della catena di approvvigionamento dei prodotti alimentari freschi e ridurre l’impatto ambientale dei processi logistici: sono questi gli obiettivi della partnership tra la Cooperativa Agricola OrtoRomi, player italiano nel mercato dell’ortofrutta, IFCO – fornitore globale di cassette riutilizzabili (RPC) per la catena di approvvigionamento alimentare del fresco – e Alì Spa, azienda della grande distribuzione organizzata con 117 punti vendita tra Veneto e Emilia Romagna. Nell’ambito della collaborazione le tre aziende hanno unito le forze per ridefinire gli standard di efficienza logistica del settore, studiando un sistema innovativo per ottimizzare il flusso di pooling delle RPC di IFCO vuote.

Se nel tradizionale sistema di pooling le RPC di IFCO utilizzate vengono processate e sanificate nei centri di servizio IFCO per la successiva ridistribuzione ai fornitori, il nuovo approccio prevede che OrtoRomi riempia le RPC di IFCO di insalate fresche pre-lavate e confezionate in buste riciclabili al 100% e realizzate con un’alta percentuale di materiale riciclato e li consegni direttamente ai 117 punti vendita Alì nelle regioni di Veneto ed Emilia Romagna. Una volta scaricata la merce è OrtoRomi stesso a riportare le RPC di IFCO vuote ai propri centri di produzione, evitando il passaggio presso il centro di servizio IFCO. Infatti, essendo le insalate OrtoRomi confezionate e non entrando quindi in diretto contatto con l’imballaggio, la sanificazione delle RPC di IFCO non si rende necessaria se non dopo molti utilizzi. Tutto avviene nel massimo rispetto della catena del freddo. Il design delle cassette riutilizzabili assicura che l’insalata rimanga fresca e croccante durante il trasporto. Il nuovo flusso di pooling permette una razionalizzazione degli spostamenti e riduce drasticamente il numero di camion OrtoRomi sulla strada, riducendo le distanze di raccolta da 179km a soli 23km nonché le emissioni di carbonio correlate di un importante 94%.

“Siamo felici di poter presentare i primi risultati concreti di un’azione virtuosa che coinvolge l’operatività logistica quotidiana, messa in piedi in collaborazione con due nostri fornitori con i quali condividiamo l’impegno nei confronti della tutela dell’ambiente. Ridurre le emissioni di Co2 attraverso una razionalizzazione dei viaggi che le insalate IV Gamma OrtoRomi fanno all’interno delle cassette verdi IFCO, verso i supermercati Alì, significa interessare parte della catena del valore al grande tema della sostenibilità ambientale, convinti del fatto che questo sia alla base della sicurezza alimentare e della salute delle persone.  La sostenibilità ambientale per Alì è un impegno strategico e tocca trasversalmente ogni suo ambito d’azione, dalla progettazione dei supermercati, all’attenzione per la comunità di riferimento attraverso la messa a dimora di alberi, all’adozione di certificazioni come la ISO 14064-1 e la ISO-14001” ha commentato Giuliano Canella, Direttore Commerciale Freschi Alì.
 
Già da tempo OrtoRomi ha fatto di sostenibilità e automazione perni centrali del proprio modello di business, focalizzandosi sull’implementazione di tecniche di agricoltura a ridotto impatto ambientale, sulla modernizzazione degli impianti produttivi e sulla riduzione delle distanze nelle catene di approvvigionamento. Questa partnership rappresenta per la Cooperativa un ulteriore passo avanti verso una logistica più verde, efficiente e responsabile: “É un traguardo importante per la nostra azienda, ma soprattutto per l’ambiente – spiega Luca Pallaro, referente interno logistica OrtoRomi. “Insieme ad Alì e a IFCO abbiamo dato vita ad una partnership di valore, che ci ha permesso di potenziare l’efficienza logistica nella catena di distribuzione dei nostri prodotti. In particolare, con il nuovo sistema di approvvigionamento delle RPC di IFCO abbiamo registrato un considerevole abbattimento dei tempi e dei costi di fornitura che, in termini di sostenibilità, si traduce in un’importante riduzione delle emissioni di Co2”.

Anche Alessandra Fumagalli, Country General Manager Italia IFCO, si è dimostrata orgogliosa dei risultati che la soluzione di imballaggio riutilizzabile garantisce. “Il successo di questa iniziativa risiede nel fatto che tutte e tre le aziende credono nel valore della sostenibilità ambientale e nella forza della partnership. Questa è una collaborazione altruista per raggiungere un beneficio più elevato e condivisibile per OrtoRomi, Alì Spa e l’intera comunità”.

Veicolo, la nuova piattaforma che consente di digitalizzare i processi logistici

Nel primo trimestre di quest’anno, il traffico autostradale di mezzi pesanti è cresciuto di 4 punti percentuale rispetto allo stesso periodo del 2019. In parallelo è aumentata la complessità di monitorare le spedizioni, di rendicontare le consegne e gestirle in tempi brevi sul fronte amministrativo, in particolare per quanto riguarda la fatturazione. Un processo che richiede molti documenti che, in un mondo sempre più digitale, continuano spesso a essere utilizzati in versione cartacea oppure in formati digitalizzati, ma con soluzioni proprietarie che parlano lingue diverse. Risultato? Le aziende devono attendere che la bolla (cartacea) ritorni al punto di origine percorrendo a ritroso la catena del trasporto, perdendo giorni preziosi per avviare i processi di controllo e fatturazione.

Per rendere più efficiente, semplice e veloce il ciclo di consegna delle merci nasce quindi Veicolo, il nuovo strumento per la digitalizzazione della prova di consegna realizzato da GS1 Italy Servizi. Veicolo è composto da una piattaforma logistica, disegnata appositamente per soddisfare le esigenze delle aziende del largo consumo, e da un’applicazione mobile che consente di digitalizzare il processo di spedizione e, soprattutto, la prova di consegna finale: grazie agli standard GS1 EDI (Electronic Data Interchange) DESADV E RECADV, diventa così possibile condividere l’esito della spedizione in tempo reale e attivare in modo automatico le relative procedure amministrative (come la fatturazione), senza attendere che la bolla arrivi in stabilimento.

Veicolo pertanto consente di:

Visualizzare la versione digitale della bolla di trasporto già durante la consegna;
Abilitare il vettore a segnalare eventuali eventi di viaggio (come rallentamenti, guasti al veicolo…);
Geolocalizzare e marcare l’avvenuta consegna, con indicazione di chi ha firmato la prova di consegna;
Firmare digitalmente la prova di consegna finale;
Raccogliere eventuali riserve in consegna con riferimento alla singola riga del documento, con possibilità di inserire note o immagini;
Scegliere tra una lista di causali standard, condivisa con le aziende utenti, con la possibilità di inserire ulteriori note a corredo;
Interagire con altre applicazioni eventualmente utilizzate dalle controparti per la trasmissione della prova di consegna digitale.

Logistica, Cedior sceglie Gi.Ma Trans per le consegne in Gdo

Cedior – centro multifunzionale ortofrutta – ha scelto il fornitore logistico Gi.Ma. Trans per le consegne fino ai CE.DI. della Gdo, un servizio che richiede flessibilità, tempi di reazione rapidi e disponibilità di mezzi per la movimentazione a temperatura controllata di frutta e verdura.

Nella sua piattaforma di Zelo Buon Persico (Lodi), Cedior si occupa di movimentazione della merce, gestione delle scorte e degli ordini, controllo qualità e confezionamento di prodotti ortofrutticoli in packaging personalizzato con i brand Elisir, Cedioro e Lombardia Gerunda. L’azienda annovera tra i suoi valori la selezione dei migliori prodotti ortofrutticoli, la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto di tutti i collaboratori e di tutti gli attori della filiera con i quali instaura rapporti professionali e duraturi. L’amore per i frutti della terra unito al rispetto per le persone sono il “credo” di Cedior, che si traduce anche in un’accurata cernita dei propri partner, in particolare degli operatori logistici. La scrupolosa cura della merce e la puntualità di consegna devono infatti essere valori condivisi da tutta la filiera, dal produttore fino alla consegna finale; il know how e la professionalità di chi conosce il settore ortofrutticolo da sempre sono requisiti essenziali a garanzia della qualità dei prodotti che arrivano sulle tavole dei consumatori.

La scelta dell’operatore Gi.Ma. Trans come fornitore logistico è stata dettata soprattutto dalla sua trentennale esperienza di lavoro con la Gdo, che assicura familiarità con l’operatività che caratterizza il settore, abituato a tempi serrati e consegne spesso in AxA. Garantire un’efficiente movimentazione a temperatura controllata di frutta e verdura, infatti, significa soprattutto saper rispettare i tempi di consegna previsti.

Attualmente la collaborazione tra Cedior e Gi.Ma. Trans prevede la movimentazione in media di 4 bilici refrigerati al giorno sul territorio nord-italiano per consegne in AxB, oltre all’aggiunta di ulteriori mezzi per le consegne in AxA (motrici o bilici a seconda dei volumi per le diverse piattaforme). Gli ordini vengono preparati nel magazzino di Cedior dagli addetti alla produzione, grazie alle moderne linee di confezionamento presenti nella sede di Zelo Buon Persico e in seguito la merce viene caricata sui mezzi Gi.Ma. Trans già predisposti alla temperatura corretta: i gruppi frigoriferi dei rimorchi e le unità frigo delle motrici, inoltre, sono tutti integrati con un sistema satellitare autonomo di ultima generazione che permette raffreddamento ottimale, monitoraggio della temperatura e soprattutto tracking da remoto.

La scrupolosa selezione di Cedior nei confronti dei propri fornitori di logistica in outsourcing è anche alla base dei progetti futuri di crescita sul territorio nazionale: sebbene infatti la piattaforma logistica di Milano consegni già più di 50 milioni di kg di frutta e verdura nei supermercati, punti vendita locali e mercati rionali di 20 regioni italiane, la volontà dell’azienda è quella di aumentare la propria presenza nelle catene della Gdo nel centro e sud Italia per far arrivare l’eccellenza dei prodotti della terra su tutte le tavole.

Logistica sostenibile, Conad inizia a consegnare con veicoli elettrici a Roma e Palermo

Conad avvia un nuovo progetto logistico di consegne a punti vendita in modalità 100% elettrica a Roma e a Palermo. L’iniziativa sottolinea l’impegno dell’azienda verso una logistica sempre più sostenibile, con l’obiettivo di ridurre l’impatto in termini di emissioni di Co2 al fine di migliorare la qualità dell’aria. Il nuovo progetto prevede l’utilizzo di veicoli elettrici per effettuare le consegne di prodotti dai Cedi (Centri distributivi) delle Cooperative PAC 2000A e Conad Nord Ovest a 16 punti vendita di Roma e Palermo. I veicoli di consegna elettrici percorreranno circa 450-500 Km/giorno nelle zone servite.

“Noi di Conad siamo da sempre a favore di una logistica moderna ed efficiente che abbia come bussola di riferimento la sostenibilità aziendale” dichiara Andrea Mantelli, Direttore Supply Chain di Conad. “Il progetto di consegna con modalità 100% elettrica rappresenta un ulteriore passo in avanti per la nostra strategia di sostenibilità ambientale permettendo l’ottimizzazione del dispendio energetico, con una notevole riduzione delle emissioni di Co2.  Fondamentale per la realizzazione dell’iniziativa è stato il supporto delle Cooperative, che hanno lavorato duramente per renderlo possibile. Grazie al loro impegno, Conad sarà in grado di fornire un servizio di consegne più sostenibile e rispettoso dell’ambiente”.

L’utilizzo di nuovi veicoli elettrici per la consegna sarà esteso nei prossimi mesi anche nelle città di Torino e Firenze, a riprova dell’impegno continuo di Conad e delle Cooperative associate verso la riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti. L’impegno dell’insegna verso una mobilità sostenibile abbraccia anche le comunità in cui l’insegna opera attraverso l’installazione di colonnine di ricarica elettrica presso i punti vendita Conad: grazie alla partnership con Enel X Way, Conad ha installato 500 punti di ricarica a uso pubblico su tutto il territorio nazionale. Ciò ha permesso all’insegna di offrire un servizio alla Comunità sempre più orientato ai nuovi bisogni e al rispetto dell’ambiente.

La mobilità elettrica e l’impegno di Conad per una logistica sostenibile rientrano nella strategia concreta di sostenibilità di Conad “Sosteniamo il Futuro”, nella dimensione Ambiente e Risorse, contribuendo alla tutela dell’ambiente e alimentando la crescita di un modello di sviluppo concretamente sostenibile.

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