La marca del distributore si conferma uno dei motori di crescita della distribuzione moderna e del sistema economico italiano: nel 2025 il fatturato complessivo dei prodotti Mdd ha raggiunto 31,5 miliardi di euro, aumentando del 6,8% rispetto all’anno precedente. A fare questa stima è il rapporto redatto da The European House – Ambrosetti (TEHA) per Adm, Associazione Distribuzione Moderna, basandosi su dati Circana. Un andamento che si è tradotto nell’incremento della quota di mercato, balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4% dello scorso anno.
Sempre secondo questo studio, le aziende che hanno lavorato per oltre l’80% nella produzione di prodotti a marca del distributore (i cosiddetti Mdd partner) hanno accresciuto mediamente il proprio fatturato dell’11% nell’ultimo decennio; tale valore che si attesta al 7% per chi ha un’incidenza di produzione Mdd tra il 50% e l’80% e al 5% per chi ha una produzione di marca privata inferiore al 50%.
IL MERIDIONE ACCELERA IL PASSO
Positivo anche il saldo a volume: +4% rispetto al 2024. Al Sud e nelle isole l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume. Risultati che generano valore diretto in tutti i territori: come evidenzia il rapporto TEHA, le aziende Mdd partner sono distribuite in modo equilibrato, con il 32% nel Nord est, il 27% a Nord ovest, il 24% al Sud e isole e solo lievemente meno nel Centro Italia. Inoltre, il valore generato dalle aziende Mdd partner è salito a un tasso annuo doppio, negli ultimi 10 anni, rispetto a quello dell’industria alimentare ed è stato distribuito in maniera equa in tutte le zone del Paese.
L’OPPORTUNITÀ DI RISPARMIO GENERA FIDUCIA
Secondo il report presentato da Adm, 9 italiani su 10 si fidano dei prodotti Mdd che in questi anni hanno “difeso” il potere d’acquisto delle famiglie italiane agevolando 22 miliardi di euro di risparmi dal 2020 a oggi, circa 150 euro l’anno per nucleo. “La fiducia si costruisce su pilastri quali l’accessibilità, la coerenza e la capacità di far evolvere l’offerta e saper intercettare i cambiamenti della società – spiega Mauro Lusetti, Presidente di Adm – rispondendo alla riduzione della capacità di spesa con un’offerta Mdd sempre più ampia, innovativa e responsabile. Fatti rilevanti per i clienti, che hanno contribuito a far crescere la Mdd a una velocità doppia di quella del mercato”.
“La distribuzione moderna è una vera e propria “cinghia di trasmissione” del valore che si crea dalla filiera produttiva al consumatore finale – sostiene Valerio de Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group –. Nel 2024 il settore ha generato 173 miliardi di euro di fatturato, 28,9 miliardi di valore aggiunto e 454.000 occupati, con oltre 70.000 nuovi posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni, attestandosi come 9° settore economico per crescita occupazionale nello stesso periodo, più di telecomunicazioni, tessile e amministrazione pubblica”.
MARCA, 28 INSEGNE SI DANNO APPUNTAMENTO A BOLOGNA
Il 14 e 15 gennaio l’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm, l’unica manifestazione che presidia l’intera filiera della marca privata, vedrà 28 insegne protagoniste con una crescita media del 19% in tutte le aree della manifestazione: dagli espositori del food a quelli del non food, dall’area Marca Fresh, che ha registrato un’eccezionale crescita risultando raddoppiata, a Marca Tech (packaging, logistica e servizi a monte per la Mdd).
“La marca del distributore è oggi una leva industriale capace di generare valore economico e occupazione – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere –. I dati confermano come la Mdd non sia più solo una risposta alla convenienza, ma un modello che integra qualità e innovazione lungo tutta la filiera produttiva. Marca by BolognaFiere & Adm nasce e cresce proprio con questa ambizione: essere la piattaforma di riferimento dove industria e distribuzione si incontrano per costruire sviluppo, sostenere il Made in Italy e accompagnare i cambiamenti dei consumi. L’edizione 2026, con una presenza sempre più ampia delle insegne e un rafforzamento di tutte le aree espositive, testimonia un settore dinamico e una filiera che guarda al futuro”.



Cooperativa Italiana Catering, azienda operante nel settore distribuzione al Food Service, è quindi vincitrice con il rinnovato packaging dei prodotti Qualitaly. Il brand nato nel 1993, rinnova il look in occasione dei suoi trent’anni. Già noto nel settore della ristorazione professionale per la qualità della linea grocery, Cooperativa Italiana Catering ha deciso di estendere il marchio anche agli altri settori, che già commercializzava con brand diversi, declinando così la gamma su più linee di prodotto e su tre diverse temperature. Qualitaly diventa così la prima marca trasversale per il settore ristorazione professionale.
I prodotti Qualitaly sono testati dallo Chef stellato Lucio Pompili, proprietario del ristorante Symposium di Cartoceto nelle Marche, che ne verifica la resa e restituisce i contenuti al packaging. Inoltre il linguaggio cromatico delle confezioni che distingue le singole categorie merceologiche dei prodotti è studiato per una miglior rotazione dei prodotti in dispensa. Il restyling della linea Qualitaly è progettato per ottimizzare l’uso degli alimenti ed evitare sprechi in cucina. Cooperativa Italiana Catering si fa così portavoce di una condotta responsabile nei confronti innanzitutto del cibo, ma anche dell’energia, nell’indicazione dei tempi di cottura. Qualitaly è una proposta anti-spreco testata e dichiarata nei packaging dei prodotti.













