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Marco Bordoli entra nel CdA di Dit – Distribuzione italiana

Dit – Distribuzione italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, accelera nel piano strategico con la nomina all’interno del proprio board di Marco Bordoli come Consigliere di Amministrazione. Manager noto nel mondo della Gdo, Bordoli ha alle spalle una carriera trentennale che lo ha visto ricoprire ruoli apicali in diverse aziende. Il suo nome è legato soprattutto al gruppo Crai, dove entrò nel 2000 come Direttore Commerciale, dopo aver maturato una lunga esperienza professionale in Star, Rinascente, Sadas e Standa. Nel 2008 era salito di grado, diventando Direttore Generale e Amministratore Delegato di Crai Secom, che ha lasciato nel giugno del 2022, per poi essere nominato a dicembre dello stesso anno Presidente di Planet Farms Italia.

UN PIANO DI RIORGANIZZAZIONE MIRATO ALL’EFFICIENZA
La stessa Dit sottolinea che – dopo la recente nomina di Roberto Romboli a direttore sviluppo della marca del distributore, in affiancamento al Direttore Commerciale e Marketing Alessandro Camattari – l’ingresso di Bordoli conferma la strategia per il 2026, che prevede un piano di riorganizzazione del modello centrale-centri distributivi-punti vendita. L’obiettivo è raggiungere una migliore efficienza in tutta la filiera liberando contestualmente risorse per garantire alle insegne Sigma e Sisa una maggiore competitività, ma soprattutto una chiara distintività nel format di riferimento della prossimità. Un ambito, quest’ultimo, che indubbiamente Bordoli conosce bene.

ALLO STUDIO IL RIPOSIZIONAMENTO DELE INSEGNE SIGMA E SISA
Il 2026 sarà un anno chiave per il consolidamento strutturale del sistema Dit, che come anticipato già nel corso della convention del 18 novembre scorso sta operando su sei aree strategiche: la ridefinizione delle regole interne, l’efficientamento dei processi decisionali lungo tutta la filiera, lo sviluppo di progetti comuni nelle attività «no-core», la ridefinizione del posizionamento delle insegne Sigma e Sisa, la crescita e il consolidamento del ruolo della Mdd, lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze all’interno del sistema.

Cosa chiedono i consumatori? Prezzi trasparenti e correttezza

Alle prese con riduzione del potere d’acquisto, incertezza finanziaria ed esigenza di far quadrare il bilancio famigliare, i consumatori hanno acquisito una maggiore consapevolezza di come risparmiare e di quando concedersi qualche gratificazione. E tra le cose che apprezzano c’è di sicuro la correttezza delle pratiche commerciali. A dirlo è il report “What matters to today’s consumers 2026: How AI is transforming value perception” del Capgemini Research Institute.
L’indagine è stata condotta su 12.000 consumatori di età superiore ai 18 anni in 12 paesi del Nord America, Europa e Asia-Pacifico nei mesi di ottobre e novembre 2025 e poi integrata da interviste con oltre dieci esperti dei settori dei consumer product e del retail. In base allo studio, arrivato alla quinta edizione, oggi la fiducia in un brand si misura sulla trasparenza dei prezzi e sulla chiarezza della comunicazione.
Quasi tre consumatori su quattro (74%) dichiarano che cambierebbero brand a fronte di un prezzo regolare più basso, o se la dimensione della confezione o la qualità del prodotto venissero ridotte senza una comunicazione trasparente (71%). La maggioranza dei consumatori considera la shrinkflation una pratica scorretta e molti preferiscono un piccolo aumento di prezzo dichiarato piuttosto che una riduzione nascosta delle quantità.

QUANDO IL BRAND BATTE LA MDD
La ricerca evidenzia che circa la metà dei consumatori acquista quantità minori e sceglie alternative più economiche per poter gestire il proprio budget. Tuttavia, la fiducia nel brand prevale nelle categorie in cui la qualità e le prestazioni sono fondamentali, con il 77% dei consumatori di tutte le fasce di reddito che evita i prodotti a marchio del distributore per articoli di elettronica e referenze per la cura dei bambini.
Eppure, in un contesto di crescente pressione finanziaria, il bisogno di gratificazione emotiva gioca un ruolo chiave negli acquisti: 7 consumatori su 10 cercano piccoli piaceri per alleviare le preoccupazioni economiche, a conferma che il concetto di valore è al tempo stesso pratico ed emotivo.

L’AI STA DIVENTANDO UNA GUIDA AFFIDABILE NEGLI ACQUISTI
E poi c’è l’intelligenza artificiale, passata da semplice abilitatore a consulente di fiducia per i consumatori. Dall’interpretazione delle preferenze e dei comportamenti degli utenti fino alla fornitura di supporto conversazionale in tempo reale tramite chatbot e assistenti virtuali, gli strumenti di AI sono ormai centrali nel modo in cui i consumatori si orientano. Un consumatore su quattro ha utilizzato strumenti di shopping basati sulla Gen AI nel 2025 e un ulteriore 31% prevede di adottarli in futuro. Tuttavia, solo il 19% è disposto a pagare un abbonamento mensile o un pagamento una tantum per chatbot o assistenti virtuali.
La maggioranza dei consumatori (76%) desidera poter impostare limiti per gli assistenti di AI e due terzi affermano di fidarsi maggiormente dell’intelligenza artificiale quando questa spiega le ragioni alla base delle proprie raccomandazioni e azioni. La trasparenza dei dati rimane un fattore cruciale: il 71% dei consumatori è preoccupato per il modo in cui la Gen AI utilizza le informazioni personali e due terzi esige che i brand dichiarino chiaramente quando la pubblicità è generata dall’intelligenza artificiale.

IL CONTATTO UMANO NON PASSA MAI DI MODA
I consumatori vogliono che efficienza, rilevanza e connessione umana coesistano. Quasi due terzi desiderano che la Gen AI offra contenuti iper-personalizzati e il 65% afferma che la tecnologia ha reso lo shopping meno stressante. Tuttavia, oltre sette su dieci attribuiscono grande valore all’assistenza umana durante acquisti complessi come la pianificazione dei pasti o la risoluzione di problemi di servizio. La conclusione, secondo Capgemini Research Institute, è che i brand che sapranno combinare velocità e personalizzazione con rassicurazioni umane tempestive conquisteranno la fedeltà dei consumatori.
Oggi il valore va oltre prezzo e qualità – afferma Gerardo Ciccone, CPRD (Consumer Product, Retail, Distribution) Director di Capgemini in Italia – e si fonda su equità, trasparenza e connessione emotiva. I consumatori desiderano un’AI “invisibile” che li aiuti a prendere decisioni consapevoli, integrando comodità e coinvolgimento emotivo”.

Lidl ingaggia Stefanie Graf come testimonial della pl Crivit

In Lidl marca del distributore fa sempre più rima con testimonial. Dopo Arnold Schwarzenegger, scelto per Parkside – private label di articoli per il fai da te – ora a scendere in campo è Stefanie Graf, campionessa di tennis e vincitrice di 22 titoli Slam, che diventa il volto di Crivit, brand di di abbigliamento e attrezzature sportive.
Il claim della campagna, on air da da sabato 14 febbraio in oltre 30 Paesi, è “Find your move”, che vuole essere un invito a condurre uno stile di vita sano e attivo nella propria quotidianità: in casa, in palestra o all’aperto.

UNA LINEA PER LO SPORT ACCESSIBILE
Una gioia per l’attività sportiva che Stefanie Graf afferma di aver mantenuto intatta dai campi internazionali alla vita di tutti i giorni: “Per me, fare movimento rappresenta molto più di un semplice allenamento o di una prestazione agonistica. Rappresenta la gioia e la possibilità di trascorrere del tempo di qualità, emozioni che voglio trasmettere a più persone possibili. La collaborazione con Crivit, Lidl e il Gruppo Schwarz mi sta a cuore perché il marchio condivide la mia convinzione che lo sport debba essere accessibile a chiunque”.
Concetti che riecheggiano nelle dichiarazioni di Gianfranco Marc Brunetti, Chief Customer Officer Lidl Italia: “Il brand Crivit rappresenta una nostra private label di punta e con l’inizio di questa collaborazione, che porta il volto di una leggenda del tennis come Stefanie Graf, vogliamo ispirare chiunque a seguire uno stile di vita attivo. Come il claim del brand ‘Find your move’ ci invita al movimento, siamo certi che attraverso prodotti in grado di unire performance e convenienza l’approccio al mondo dello sport possa diventare ancora più accessibile a tutti.”

VOLTI NOTI PER INCREMENTARE LA VISIBILITÀ DELLA MDD
A quanto è dato sapere, la collezione di volti noti abbinati alle private label non alimentari di Lidl è destinata ad arricchirsi in futuro. Ciascun brand, alla guida di una specifica area merceologica – oltre a Parkside per il fai da te e Crivit per lo sport, ci sono Silvercrest per gli elettrodomestici, Lupilu per i bambini e la prima infanzia, Esmara per il fashion e Livarno per l’interior design – sarà rappresentato da un testimonial di rilievo, che contribuirà ad incrementarne la visibilità e a consolidare la relazione con il pubblico di riferimento.

Arimondo stipula un’intesa con Unes e lancia l’insegna Fudi

Arimondo riparte da Fudi e da Unes. Archiviata la collaborazione con Pam, l’azienda ligure ha lanciato la sua nuova insegna – Fudi, appunto – e ha trovato un nuovo partner nella catena di supermercati parte del Gruppo Finiper Canova. A testimoniarlo è l’accordo di somministrazione firmato nei giorni scorsi e che riguarda 24 punti vendita presenti nel Ponente Ligure, da Albisola a Ventimiglia. L’intesa prevede anche l’introduzione di un’ampia gamma di linee a marca privata.

UN’IMPRESA STORICA DELLA DISTRIBUZIONE LIGURE
Prima di entrare merito dell’offerta Mdd destinata a trovare spazio sugli scaffali di Fudi, conviene fare un passo indietro, che nel caso di Arimondo è particolarmente lungo, perché l’azienda è stata fondata addirittura nel 1791. Non a caso, oggi è una delle 150 inserite nel Registro Nazionale delle Imprese Storiche, istituito nel 2011 – in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia – da Unioncamere in collaborazione con le Camere di Commercio e con il coordinamento scientifico del Centro per la cultura d’impresa.
Con sede a Cervo, in provincia di Imperia, Arimondo ha una rete di 40 punti vendita tra supermercati e discount a insegna Eurospin, più di 700 collaboratori e un fatturato lordo che nel 2024 ha superato i 200 milioni di euro. La società dispone, inoltre, di un forno e di un laboratorio di gastronomia e pasticceria di proprietà, che riforniscono quotidianamente i negozi.
Unes, dal canto suo, è nata a Milano nel 1967, fa parte del Gruppo Finiper Canova dal 2002 ed è presente in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna con oltre 200 punti vendita diretti e in franchising. Nel 1999 ha dato vita al brand premium il Viaggiator Goloso, che si è in seguito evoluto nell’omonima insegna. L’azienda impiega oggi più di 3.000 persone e genera un fatturato totale lordo pari a 1,13 miliardi di euro sempre nel 2024.

DA GRUPPO3A A PAM
Socio di Gruppo 3A, Arimondo aveva lasciato la cooperativa piemontese a fine 2018 e dal 1° gennaio dell’anno successivo era stata legata da un accordo di affiliazione al Gruppo Pam. Ed è questa collaborazione che si è interrotta di recente, sancendo il passaggio della rete di supermercati alla nuova insegna Fudi. Come anticipato, l’accordo di somministrazione con Unes comprende le marche private e precisamente: U!, la linea pensata per la spesa di ogni giorno, caratterizzata da un assortimento ampio; il già citato Viaggiator Goloso, il brand focalizzato sulle specialità del patrimonio enogastronomico, con un posizionamento premium; Green Oasis, la gamma per la cura della casa e della persona formulata con attenzione all’ambiente e imballaggi a ridotto impatto; Grandi Vigne, la selezione dedicata al mondo del vino, che propone cantine del territorio italiano; Amarsi è Piacersi, brand dedicato al benessere quotidiano con oltre 100 referenze come prodotti probiotici, proteici, senza lattosio, senza glutine, 100% vegetali e senza zuccheri aggiunti.
Siamo entusiasti di annunciare questo accordo con un operatore stimato e radicato nel territorio come Arimondo” dichiara Armando Strano, Direttore Commerciale di Unes. Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Arimondo, che dichiara: “Siamo lieti di aver stipulato questo accordo con Unes, un partner che condivide con noi la stessa attenzione per la qualità e per la soddisfazione del cliente”.

MediaWorld torna all’utile dopo tre anni

Tutti gli indicatori in crescita e niente rosso nell’ultima riga di bilancio. L’anno fiscale chiuso al 30 settembre 2025 è stato indubbiamente positivo per MediaWorld, insegna di elettronica di consumo parte di Ceconomy – MediaMarktSaturn Retail Group. A fronte di un andamento del mercato italiano sostanzialmente stabile (+0,4%), le vendite sono salite del +1,7%. Il valore della produzione ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro (+63,5 milioni vs 2024, pari a +2,7%) con un forte incremento del margine operativo lordo, arrivato a 24,7 milioni di euro (+19,1 milioni vs 2024, pari a +341%), e dell’utile di esercizio, che segna una netta inversione di tendenza, riportandosi in positivo per 0,6 milioni di euro, evidenziando un miglioramento complessivo di 12,6 milioni rispetto alla perdita di 12 milioni dell’esercizio precedente.
La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2025 è positiva per 58,2 milioni di euro (+20,2 milioni vs 2024, pari a +53,2%). Nel suo insieme MediaMarktSaturn Retail Group ha un fatturato di 23,1 miliardi di euro e circa 50.000 dipendenti.

INVESTIMENTI PER QUASI 30 MILIONI DI EURO
Nel corso dell’anno fiscale Mediaworld ha effettuato investimenti per un totale di 29,9 milioni di euro, con 10 nuove aperture e 12 ristrutturazioni. Tra queste il Tech Village di Milano Certosa, oggetto di un importante intervento di rinnovo, e il punto vendita di Verano Brianza, sede centrale dell’azienda, individuato come negozio pilota per la trasformazione in “Future Store”. Dotato del nuovo layout esperienziale Look&Feel e di soluzioni avanzate di pagamento – in reparto e in modalità self – viene confermato come laboratorio dell’evoluzione dell’insegna.
Tra le iniziative rientra il rinnovo della partnership strategica con Bennet, che ha visto l’apertura di sei shop-in-shop nel format innovativo “Xpress”, con un assortimento mirato e servizi come il “Pick Up anche in 30 minuti” per migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente, all’interno di ipermercati situati nel nord-Italia.

MIGLIORA LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
MediaWorld sottolinea che l’insieme delle iniziative sviluppate nel corso dell’esercizio hanno contribuito a rafforzare in modo significativo la percezione del brand: nel 2025 è stato raggiunto un Net Promoter Score pari a 66, il valore più alto mai registrato per la categoria, con un incremento di 2 punti rispetto all’anno precedente.
Un contributo a questo risultato lo ha dato anche il rinnovamento del programma fedeltà che ha risposto ai nuovi bisogni dei clienti, affiancando alla logica tradizionale di punti e premi un modello di loyalty sempre più emozionale, personalizzato e orientato al gioco. Con oltre 6,5 milioni di utenti alla chiusura dell’esercizio, il programma ha consentito, in una logica omnicanale e di rafforzamento del senso di appartenenza al brand, l’accesso a vantaggi sia nei negozi fisici che tramite il sito o l’App.

NUOVE MODALITÀ DI PAGAMENTO
Sul fronte dei servizi
, l’esperienza del cliente è stata ulteriormente semplificata e resa più flessibile. Grazie alla partnership con InPost, i clienti hanno potuto scegliere di ricevere i prodotti presso oltre 9.300 punti di ritiro distribuiti sul territorio nazionale. Questa soluzione si affianca al consolidato servizio di Pick Up anche in 30 minuti presso i punti vendita MediaWorld e alla possibilità di consegna su appuntamento, restituendo al cliente maggiore controllo e comodità.
In questa direzione si inseriscono le nuove modalità di pagamento introdotte nel corso dell’anno, pensate per rendere il percorso d’acquisto sempre più fluido e personalizzato, tra cui l’ampliamento del servizio di pagamento direttamente in reparto con il supporto dei consulenti e le nuove modalità di pagamento digitali, incluse soluzioni di Buy Now Pay Later.

UNA COLLEZIONE MDD FIRMATA ROBBIE WILLIAMS
Così come per tanti altri retailer, un asset chiave è rappresentato dai marchi propri (Peaq, Koenic, Isy, Ok.), valorizzati anche attraverso partnership ad alto impatto. In questo ambito si inserisce la partnership triennale avviata a livello di gruppo con Robbie Williams, che ha portato al lancio della collezione esclusiva di prodotti audio “Peaq by Robbie Williams”.

SIGLATO IL PRIMO CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE
Da segnalare che, nel corso dell’anno fiscale, l’azienda ha siglato il primo Contratto Integrativo Aziendale con le organizzazioni sindacali, che coinvolge gli oltre 5.000 collaboratori di negozi, sede ed e-commerce. L’accordo introduce criteri condivisi di organizzazione del lavoro, strumenti di welfare aziendale, smart working fino al 100% per la sede, premi di risultato legati anche alla soddisfazione dei clienti e misure dedicate a pari opportunità e inclusione.
L’insegna rimarca che l’attenzione verso i collaboratori si riflette nei risultati di engagement interno: nel 2025 l’indice di soddisfazione (NPP) è incrementato di 10 punti rispetto alla stessa rilevazione dell’anno precedente. Nel corso dell’esercizio MediaWorld ha inoltre ottenuto, per il quinto anno consecutivo, la Certificazione Top Employer e ha rafforzato il proprio organico con un incremento complessivo di 120 persone tra sede e punti vendita, a supporto della crescita omnicanale dell’azienda.

QUOTA DI MERCATO IN CRESCITA
Chiudere il 2025 in utile e raggiungere il miglior risultato di sempre nella soddisfazione dei clienti è per noi motivo di grande orgoglio – dichiara Emanuele Cosimelli, Amministratore Delegato di MediaWorld –. È un traguardo che va oltre i numeri e che racconta la qualità del percorso che stiamo costruendo: un’azienda che cresce mettendo al centro l’esperienza dei clienti e delle nostre persone. In un contesto di mercato complesso, abbiamo registrato una crescita delle vendite del +1,7%, portando il fatturato a 2,4 miliardi di euro e aumentando la nostra quota di mercato sia nei canali fisici sia in quelli digitali. Il Net Promoter Score record e l’elevato livello di engagement interno dimostrano che la trasformazione di MediaWorld in piattaforma omnicanale di servizi e soluzioni è concreta e riconosciuta. Continueremo a investire con convinzione in innovazione, competenze e relazione, per rafforzare ulteriormente la nostra leadership e dare un significato reale al nostro ruolo di Experience Champion nel mercato italiano”.

Despar, al via il primo flight di comunicazione 2026

È partito domenica 18 gennaio il primo flight di comunicazione del 2026 di Despar. Ancora protagonista è la campagna “Casa Despar”, che mette al centro la qualità e la convenienza del prodotto a marchio, elementi distintivi dell’offerta dell’insegna. Il nuovo flight di comunicazione prevede una pianificazione su Tv e radio, confermando la strategia di presidio dei principali mezzi di comunicazione per garantire una copertura ampia e trasversale. La campagna sarà on air fino al 31 gennaio con lo spot “Casa Despar”, definito dall’insegna come “una narrazione che dà forma ai valori di qualità e convenienza che caratterizzano il prodotto a marchio attraverso un tono di voce autentico e riconoscibile”.

TV TRADIZIONALE E NON SOLO
Il piano media include Tv tradizionale e connected Tv, con un presidio sulle reti nazionali Mediaset, Rai e Sky, oltre che le principali emittenti radiofoniche italiane. Questo primo flight apre così il percorso di comunicazione 2026 di Despar che dichiara di voler ulteriormente rafforzare il suo posizionamento “come punto di riferimento per la spesa quotidiana e consolidare il legame di fiducia con il cliente”.

L’Antitrust avvia un’indagine sulla crescita dei prezzi in Gdo

Si accende il faro dell’Antitrust sulla crescita dei prezzi in Gdo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla grande distribuzione organizzata nell’ambito della filiera agroalimentare. Lo spunto lo ha dato la netta divaricazione determinata negli ultimi anni tra l’inflazione generale e l’inflazione dei generi alimentari. In particolare, sulla base dei dati Istat, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari hanno fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello segnato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%). L’Autorità sottolinea che, a fronte di questi aumenti dei prezzi al consumo, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata.

APPROFONDIMENTI ANCHE SU SUPERCENTRALI E CONTRATTI
Lo spettro di interesse dell’indagine si preannuncia molto ampio e comprenderà supercentrali, consuetudini contrattuali e persino la Mdd. L’Autorità evidenzia infatti che nell’ambito della filiera agro-alimentare, l’anello della catena rappresentato dalla fase di scambio tra i distributori finali e i fornitori costituisce uno snodo cruciale, sia per la determinazione del livello di remunerazione dei fornitori – e, di conseguenza, della redditività delle attività produttive a monte – sia per la definizione dell’andamento dei prezzi al consumo.
In tale contesto, l’indagine intende approfondire, tra l’altro, le modalità di esercizio del potere di acquisto da parte delle catene della Gdo, anche attraverso diverse forme di aggregazione non societaria (cooperative, centrali e supercentrali); la richiesta ai fornitori, da parte delle catene distributive, di corrispettivi per l’acquisto dei servizi di vendita (come l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ovvero il cosiddetto trade spending); il crescente rilievo dell’incidenza dei prodotti a marchio del distributore.

IL RILIEVO CONCORRENZIALE DELLA MDD
Nella nota che ha comunicato l’apertura dell’indagine si precisa che i temi legati all’esercizio del potere di acquisto da parte delle catene distributive hanno un rilievo concorrenziale anche perché la gestione degli acquisti e della vendita dei servizi ai fornitori, come pure quella dell’approvvigionamento e del posizionamento dei prodotti private label, rappresentano un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della Gdo e incidono direttamente sulle dinamiche di formazione dei prezzi finali.
L’Autorità ha avviato una consultazione pubblica sulle tematiche specificate in dettaglio nel provvedimento d’avvio dell’indagine: i soggetti interessati possono presentare contributi entro il 31 gennaio prossimo all’indirizzo e-mail IC58@agcm.it.

Marca del distributore, vendite aumentate del 6,8% nel 2025

La marca del distributore si conferma uno dei motori di crescita della distribuzione moderna e del sistema economico italiano: nel 2025 il fatturato complessivo dei prodotti Mdd ha raggiunto 31,5 miliardi di euro, aumentando del 6,8% rispetto all’anno precedente. A fare questa stima è il rapporto redatto da The European House – Ambrosetti (TEHA) per Adm, Associazione Distribuzione Moderna, basandosi su dati Circana. Un andamento che si è tradotto nell’incremento della quota di mercato, balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4% dello scorso anno.
Sempre secondo questo studio, le aziende che hanno lavorato per oltre l’80% nella produzione di prodotti a marca del distributore (i cosiddetti Mdd partner) hanno accresciuto mediamente il proprio fatturato dell’11% nell’ultimo decennio; tale valore che si attesta al 7% per chi ha un’incidenza di produzione Mdd tra il 50% e l’80% e al 5% per chi ha una produzione di marca privata inferiore al 50%.

IL MERIDIONE ACCELERA IL PASSO
Positivo anche il saldo a volume: +4% rispetto al 2024. Al Sud e nelle isole l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume. Risultati che generano valore diretto in tutti i territori: come evidenzia il rapporto TEHA, le aziende Mdd partner sono distribuite in modo equilibrato, con il 32% nel Nord est, il 27% a Nord ovest, il 24% al Sud e isole e solo lievemente meno nel Centro Italia. Inoltre, il valore generato dalle aziende Mdd partner è salito a un tasso annuo doppio, negli ultimi 10 anni, rispetto a quello dell’industria alimentare ed è stato distribuito in maniera equa in tutte le zone del Paese.

L’OPPORTUNITÀ DI RISPARMIO GENERA FIDUCIA
Secondo il report presentato da Adm, 9 italiani su 10 si fidano dei prodotti Mdd che in questi anni hanno “difeso” il potere d’acquisto delle famiglie italiane agevolando 22 miliardi di euro di risparmi dal 2020 a oggi, circa 150 euro l’anno per nucleo. “La fiducia si costruisce su pilastri quali l’accessibilità, la coerenza e la capacità di far evolvere l’offerta e saper intercettare i cambiamenti della società – spiega Mauro Lusetti, Presidente di Adm – rispondendo alla riduzione della capacità di spesa con un’offerta Mdd sempre più ampia, innovativa e responsabile. Fatti rilevanti per i clienti, che hanno contribuito a far crescere la Mdd a una velocità doppia di quella del mercato”.
La distribuzione moderna è una vera e propria “cinghia di trasmissione” del valore che si crea dalla filiera produttiva al consumatore finale – sostiene Valerio de Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group –. Nel 2024 il settore ha generato 173 miliardi di euro di fatturato, 28,9 miliardi di valore aggiunto e 454.000 occupati, con oltre 70.000 nuovi posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni, attestandosi come 9° settore economico per crescita occupazionale nello stesso periodo, più di telecomunicazioni, tessile e amministrazione pubblica”.

MARCA, 28 INSEGNE SI DANNO APPUNTAMENTO A BOLOGNA
Il 14 e 15 gennaio l’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm, l’unica manifestazione che presidia l’intera filiera della marca privata, vedrà 28 insegne protagoniste con una crescita media del 19% in tutte le aree della manifestazione: dagli espositori del food a quelli del non food, dall’area Marca Fresh, che ha registrato un’eccezionale crescita risultando raddoppiata, a Marca Tech (packaging, logistica e servizi a monte per la Mdd).
La marca del distributore è oggi una leva industriale capace di generare valore economico e occupazione – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere –. I dati confermano come la Mdd non sia più solo una risposta alla convenienza, ma un modello che integra qualità e innovazione lungo tutta la filiera produttiva. Marca by BolognaFiere & Adm nasce e cresce proprio con questa ambizione: essere la piattaforma di riferimento dove industria e distribuzione si incontrano per costruire sviluppo, sostenere il Made in Italy e accompagnare i cambiamenti dei consumi. L’edizione 2026, con una presenza sempre più ampia delle insegne e un rafforzamento di tutte le aree espositive, testimonia un settore dinamico e una filiera che guarda al futuro”.

Conad chiude il 2025 con 21,8 miliardi di fatturato (+4,4%)

La solida crescita del fatturato è diventata una piacevole costante per Conad, che chiuderà il 2025 a quota 21,826 miliardi di euro, con un aumento del 4,43% sull’anno precedente, tasso superiore a quello medio di mercato. L’incremento è stato del 18% nell’ultimo triennio – sebbene vada sempre ricordato che siamo reduci da una stagione di forte pressione inflazionistica – ma soprattutto è positivo anche il saldo del patrimonio netto del Sistema Conad, pari a 3,95 miliardi di euro (+5%). La quota di mercato (fonte: Gnlc 01.07.2025) è al 14,84% sul totale Italia, con un peso rilevante in tutti i canali di vendita e in tutte le aree geografiche del Paese.

SVILUPPO A DUE CIFRE PER IL FORMAT URBANO
In uno scenario di consumi in frenata, e caratterizzato da una contrazione dei volumi evidente, si segnala il buon andamento dei canali Conad (+5,7%) e Conad Superstore (+6,1%), oltre allo sviluppo a due cifre del nuovo format urbano Tuday Conad (+27,1%) e del canale specializzato dedicato ai prodotti e ai servizi per gli animali domestici PetStore Conad (+15,7%) (fonte: Circana ottobre 2025).
Conad si conferma insegna leader della Gdo italiana con un tasso di crescita superiore a quello del mercato – dichiara Mauro Lusetti, Presidente di Conad (a destra nella foto accanto) – e questo risultato ci riempie di orgoglio e di senso di responsabilità. Per noi essere leader significa soddisfare al meglio le attese dei clienti con prodotti e servizi convenienti e di ottima qualità, avere buoni risultati finanziari e partecipare attivamente alla vita economica e sociale del Paese, all’evoluzione del commercio in ogni territorio, alla creazione di condizioni di lavoro lungo tutte le filiere che consentano alle persone di vivere bene. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, che esprime tutte le componenti del Sistema Conad, ha dato una chiara direzione allo sviluppo del prossimo triennio: sappiamo cosa fare e abbiamo destinato risorse importanti alle nostre reti, fisiche e digitali, e alla formazione dei nostri collaboratori per essere sempre più vicini ai nostri oltre 13 milioni di clienti”.

MDD OLTRE LA SOGLIA DEL 34% DI QUOTA DI MERCATO
Il 2025 ha visto anche il consolidamento della crescita della marca del distributore Conad, con un fatturato a 6,5 miliardi di euro, in crescita del 5,7% a valore, e una quota sul totale del 34,1% nel canale ‘supermercati LCC’, anche grazie agli investimenti sulle marche premium e su quelle dedicate al benessere. Il gruppo sottolinea che la sua Mdd si conferma il marchio più grande nel mercato retail in Italia.
In un contesto di crescita piatta e di volumi in calo, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sull’efficientamento del core business alimentare e sui bisogni dei clienti – afferma Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad (a sinistra nella foto in alto) – sviluppando nuove capacità di definizione degli assortimenti, dei format commerciali e dei servizi. Su quest’ultimo fronte, proseguendo nello sviluppo avviato nei mercati Pet, Parafarmacia e Ottica, nel 2026 lanceremo il nuovo store-format Benessity Conad interamente dedicato a prodotti e servizi per il benessere fisico, alimentare e della cura della persona. La nostra scelta strategica sarà quindi quella di sviluppare le nostre reti vendita fisiche e digitali sulla doppia direttrice della ‘convenienza’ e della ‘specializzazione’ anticipando l’evoluzione del mercato e consolidando il nostro ruolo di innovatori nel retail italiano. Riteniamo che questa impostazione strategica ci consentirà di cogliere le opportunità che stanno nascendo dalle trasformazioni dei target e dal processo di concentrazione del mercato italiano della distribuzione, oggi ancora molto frammentato”.

OFFERTA SPECIALIZZATA NEL BENESSERE
Uno degli investimenti più importanti nello sviluppo del nuovo format Benessity Conad sarà la specializzazione dell’offerta commerciale e del personale dedicato al servizio ai clienti, che potranno così essere aiutati a trovare risposte mirate a diversi bisogni della persona – longevità, controllo del peso, alimentazione, benessere mentale, attività sportiva, energia e prevenzione – in linea con l’evoluzione del concetto di benessere da una visione curativa a una integrativa. Benessity Conad, secondo quando anticipato dall’azienda, offrirà un ampio assortimento di prodotti per la cura della persona, per l’alimentazione dedicata al benessere, integratori e medicinali da banco.

PRODOTTI ASSICURATIVI PER GLI ANIMALI DOMESTICI
Nel 2025 è inoltre continuato lo sviluppo dell’ecosistema digitale HeyConad, con lo sviluppo di nuove funzionalità nell’attivazione di spesa on-line, viaggi e assicurazioni. In questo senso, l’ultima novità è la proposta di un portafoglio di prodotti assicurativi Petcare in collaborazione con Santévet, storico leader europeo del settore.
In conclusione, Conad ha confermato il piano di investimenti 2025-2027 da 2,169 miliardi di euro, che sosterrà l’impegno delle Cooperative e del Consorzio per nuove aperture, ammodernamento della rete, efficientamento della supply chain, sviluppo della digitalizzazione e delle istanze di sostenibilità del business.

Mdd al 42% di quota nei sei principali mercati europei

L’inflazione è un problema per tutti – consumatori, aziende e nazioni – ma le sue ricadute possono essere differenti. E, per esempio, spingere la crescita della marca del distributore a scapito dei brand industriali. Il dato emerge nel più recente report Demand Signals CPG Category Monitor di Circana (novembre 2025). La Mdd rappresenta ora il 42% di tutte le vendite a valore dei beni di consumo confezionati nei sei principali mercati europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito), per un valore complessivo di 317 miliardi di euro. La sua presenza è ancora più marcata nel canale dei supermercati, dove la quota a valore ha raggiunto il 44% (175 miliardi di euro). Circana sottolinea che poiché i supermercati agiscono come il canale più influente sia per la Mdd che per i marchi industriali, questo spostamento segna un momento significativo per il panorama della distribuzione.

L’INFLAZIONE IN UE E REGNO UNITO
L’analisi più recente di Circana mostra che l’inflazione totale nell’UE e nel Regno Unito ha raggiunto il 2,2% su base annua (misurata nelle 52 settimane fino a settembre 2025), spinta da tassi di inflazione superiori al 3% in paesi come Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna, e toccando i livelli di picco del 2025 in Francia e Germania. Sebbene l’inflazione alimentare sia scesa al 3,0%, rimane superiore ai livelli registrati in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito.
Nonostante questo contesto inflazionistico, la performance del largo consumo ha continuato a migliorare. Nelle ultime 52 settimane, le vendite a valore hanno raggiunto 22,6 miliardi di euro, crescendo del 3,1%, mentre le vendite a unità sono aumentate dello 0,8%. Questi incrementi sono stati trainati in modo schiacciante dalle categorie alimentari, responsabili di oltre il 90% della crescita totale del valore.
La marca del distributore è ormai saldamente radicata nel mercato alimentare europeo – commenta Ananda Roy, Senior Vice President of Strategic Growth Insights di Circana – e la sua forza nei supermercati le conferisce un chiaro vantaggio in un contesto in cui le pressioni economiche persistono. Con l’inflazione in aumento e i consumatori che ne risentono, prevediamo che la Mdd guadagnerà ulteriore slancio nelle prossime settimane. I brand dovranno agire strategicamente con promozioni, pricing e innovazione se vogliono rimanere competitivi”.

FORTI RINCARI NEL DOLCIARIO
Nell’alimentare la Mdd ha generato oltre la metà di tutta la crescita di valore e ha rappresentato i tre quarti della crescita a unità. Categorie come il dolciario hanno registrato forti aumenti di valore, con un incremento del 6,8% guidato dai rincari dei prezzi unitari, in particolare nel cioccolato. Qui, la Mdd ha aumentato i prezzi a quasi il doppio del tasso rispetto ai marchi industriali.
Anche le bevande hanno avuto una performance positiva, con una crescita del valore del 6,5% guidata da acqua in bottiglia, bevande gassate e caffè. Analogamente, i prodotti refrigerati e freschi sono saliti del 5,1%, aiutati da prodotti lattiero-caseari essenziali come il formaggio.
Gli alcolici, tuttavia, hanno continuato ad arrancare, con cali nelle principali categorie, tra cui birra, vino e liquori, sebbene segmenti più piccoli – come gli spirit ready to drink – abbiano registrato una crescita.

CRESCE LA COMPETIZIONE NEI SUPER
La competizione all’interno dei supermercati rimane intensa. Nell’ultimo anno, i brand hanno ridotto il loro assortimento medio in modo più aggressivo rispetto alla Mdd, sia nelle categorie alimentari che non-alimentari. E sebbene la quota della marca del distributore nei supermercati si sia mantenuta stabile nell’EU6 nelle ultime 13 settimane, si sono registrati lievi cali in Spagna, Paesi Bassi e Francia.

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