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Mdd da record, raggiunto il 50% di quota a volume in Europa

In ogni cosa c’è sempre una prima volta, ma questa – relativa al settore del largo consumo – davvero non passa inosservata. Nel 2025 per la prima volta la marca del distributore (Mdd) ha raggiunto una quota in unità di vendita del 50% in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. Complice il carovita, i prodotti private label sono entrati con maggiore frequenza nel carrello della spesa delle famiglie, consentendo di tagliare un traguardo che può essere definito storico.
Secondo l’ultima analisi di Circana sul mercato europeo del largo consumo, la quota di unità vendute a marca del distributore è aumentata costantemente ogni anno dal 2021, salendo di oltre tre punti percentuali nel periodo, con un’ulteriore crescita prevista per il 2026. I prodotti Mdd rappresentano già più della metà delle unità vendute in alcuni paesi, guidati dalla Spagna (59%) e dai Paesi Bassi (56%), dove il discount è più consolidato. La quota a volume della marca privata è salita al 52% nel Regno Unito e in Germania, mentre si attesta al 46% in Francia e al 36% in Italia.

ITALIA ATTESTATA AL 31% A VALORE
Il principale motore della crescita sono state le categorie food & beverage, in particolare nei piatti pronti, negli snack, nelle bevande e nei prodotti lattiero-caseari. Significativo viene definito da Circana l’incremento nelle acque minerali, grazie a prezzi competitivi, promozioni profonde, edizioni limitate e un target mirato.
Ovviamente, la fetta della torta si riduce a valore, scendendo al 42% delle vendite nei sei principali mercati europei, per un totale di 324 miliardi di euro. Più nel dettaglio, la quota a valore della Mdd si attesta al 31% in Italia, 36% in Francia, 44% in Germania e Regno Unito, 52% in Spagna e 55% nei Paesi Bassi.

L’INFLAZIONE CAMBIA IL MODO DI FARE LA SPESA
“Nell’ultimo decennio – dichiara Ananda Roy, Senior Vice President of Strategic Growth Insights di Circana – le marche del distributore sono diventate marchi potenti a tutti gli effetti. Considerando che oggi un carrello della spesa medio costa quanto un carrello premium dello scorso anno, i consumatori attenti al prezzo devono compiere decisioni difficili su quali prodotti acquistare. L’assortimento dei distributori spazia dai prodotti base a prezzi contenuti alle prelibatezze premium, fino ad alimenti salutari, iperproteici e articoli di tendenza: un’alternativa affidabile e attraente alle marche industriali che sta cambiando il modo in cui le persone fanno la spesa in tutto il mondo”.

INNOVAZIONE A SCAFFALE E NELLA COMUNICAZIONE
Monitorando le vendite di milioni di referenze in oltre 230 categorie del largo consumo, l’analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le marche private stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei brand nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel sostenere la domanda.

ULTERIORE SLANCIO ARRIVERÀ DALLO SHOPPING ONLINE…
Mentre i marchi industriali hanno cercato di riconquistare i consumatori rallentando la crescita della pl, l’aumento dell’inflazione alimentare potrebbe portare a un nuovo incremento di questi prodotti entro la fine dell’anno. Si prevede inoltre che lo shopping online e quello guidato dall’intelligenza artificiale – che tipicamente privilegiano prodotti più economici a parità di benefici – quest’anno forniranno ai supermercati un ulteriore slancio.

… E DALLE TENSIONI GEOPOLITICHE INTERNAZIONALI
I retailer si rivolgono anche alle generazioni più giovani, meno fedeli ai grandi brand, attraverso TikTok shop – sottolinea Roy – e contenuti virali; i discount stanno aprendo nuovi punti vendita e l’AI rende più semplice che mai confrontare i prodotti solo su prezzo e funzionalità. Le marche industriali dovranno contare su qualcosa di più della semplice reputazione del marchio o di forti sconti per attirare i consumatori”.
E la prima volta potrebbe non essere l’ultima, anzi. “Si prevede che la crisi del costo della vita si intensificherà nella seconda metà dell’anno – avverte Roy – poiché le tensioni geopolitiche stanno aumentando i prezzi di fertilizzanti, trasporti, distribuzione e ingredienti. È probabile che ciò offra un ulteriore vantaggio ai distributori, con una rapida crescita della Mdd mentre le famiglie cercano nuovi modi per risparmiare”.

RISPONDERE CON LE PROMOZIONI È TATTICA, NON STRATEGIA
Circana ha inoltre rilevato che le promozioni a scaffale, i prezzi riservati ai programmi fedeltà (loyalty pricing) e le strategie di allineamento dei prezzi si sono intensificati nell’ambito di una “guerra dei prezzi” nel settore. Tuttavia, i prodotti di marca vengono scontati in modo molto più aggressivo rispetto alle Mdd: nei sei principali mercati europei, il 34% delle vendite a volume dei brand industriali è avvenuto in promozione, contro il 14% della marca del distributore. “Con margini già ridotti – conclude Roy – le marche industriali dovranno analizzare a fondo i dati sulla fedeltà dei consumatori e le strategie di prezzo e promozione se vogliono competere e sopravvivere. Saturare il mercato di promozioni non è una tattica di sopravvivenza a lungo termine”.

Despar Italia supera i 4,6 miliardi di fatturato e rilancia sugli investimenti

Despar Italia archivia il 2025 come settimo operatore della distribuzione italiana per dimensione, ma scalare una posizione sembra essere un obiettivo alla portata. Nell’aggiornamento di febbraio 2026, a fonte Nielsen Gnlc, la società consortile è salita infatti sul sesto gradino della classifica. E finalizzati a confermare la crescita sono gli investimenti previsti dalle sei società consorziate (Despar Nord Ovest – Gruppo 3A; Despar Nord – Aspiag Service; Despar Centro Sud – Maiora; Despar Sardegna – SCS; Despar Sicilia – Ergon; Despar Messina – Fiorino) pari a 55,4 milioni di euro per il 2026 e destinati all’espansione e al riammodernamento della rete commerciale. In programma ci sono 36 aperture e 45 ristrutturazioni.
Il saldo del 2025 si è attestato, invece, a 102 nuove aperture e 30 restyling di negozi diretti e affiliati, portando a un totale di 1.382 punti vendita (422 diretti e 960 affiliati) per una superficie complessiva di vendita pari a 810.968 metri quadri.

I PUNTI VENDITA DIRETTI INCIDONO PER IL 65% DEI RICAVI
L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato al pubblico di 4,64 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Il 65% dei ricavi arriva dai punti vendita diretti, il 35% dalla rete affiliata.
Entrando nel dettaglio dei format, il 34% è attribuibile ai punti vendita Despar, il supermercato di prossimità con superfici fino a 800 metri quadri; il 39% deriva invece dagli Eurospar, supermercati di media dimensione compresi tra 800 e 2.000 metri quadri, mentre il 27% è stato generato dagli Interspar, punti vendita di grande superficie oltre i 2.000 metri quadri. Il format Despar si distingue per la dinamica di crescita più significativa, con un incremento del 4,3% nel corso del 2025, a conferma di come la prossimità rappresenti un punto distintivo dell’insegna.

NEL NETWORK SONO ENTRATI 76 IMPRENDITORI
Ancora in tema di format, tutti hanno conosciuto nuove aperture negli scorsi 12 mesi. Ad essere inaugurati sono stati, infatti, 46 Despar Express (punti vendita compatti per la spesa quotidiana in contesti urbani, turistici o nei piccoli comuni), 49 Despar, 5 Eurospar, 2 Interspar. L’espansione ha coinvolto anche tutti i territori presidiati, con particolare vivacità nell’area del Nord Ovest e nel Centro Sud.
Una spinta trainante allo sviluppo del network è stata data dai negozi in affiliazione: oggi sono 750 gli imprenditori affiliati al marchio dell’Abete con 960 punti vendita in gestione sul territorio nazionale che nel 2025 hanno generato un fatturato al pubblico di 1,6 miliardi di euro. Nel 2025 la rete affiliata si è allargata con l’apertura di 94 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 20. Un risultato reso possibile sia dal rafforzamento di partnership consolidate, sia dall’ingresso di 76 nuovi imprenditori.

MDD, L’INSEGNA NELLA TOP 5 ITALIANA PER QUOTA DI MERCATO
Despar Italia sottolinea di aver consolidato nel 2025 il proprio posizionamento nella marca del distributore, raggiungendo una quota di mercato pari al 24,3% sul totale delle vendite grocery, in crescita di 0,4 punti percentuali rispetto al 2024 e superiore alla media del mercato Mdd in Italia, attestata al 23,1% (fonte NielsenIQ, I+S dicembre 2025). Un risultato che colloca l’insegna tra le prime cinque realtà in Italia per quota di mercato nella private label.
Le vendite dei prodotti a marchio Despar hanno superato 1,1 miliardi di euro, registrando un incremento a valore del 4,6%. Performance positive anche sul fronte dei volumi: le vendite a confezione hanno raggiunto una quota del 27,4% a fine 2025, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: NielsenIQ, I+S+LS).
Questi risultati confermano il ruolo sempre più strategico del prodotto a marchio come leva di fidelizzazione della clientela: la penetrazione della Mdd Despar sul totale acquirenti è pari all’83,2%. La percentuale aumenta fino al 90,6% considerando i clienti che hanno fatto la spesa almeno quattro volte nell’anno nei supermercati dell’insegna (fonte: Panel Consumer Nielsen IQ, 2025).

CON LA LINEA S-BUDGET COMPLETATA L’OFFERTA A MARCHIO
La novità dell’anno è stata l’estensione della linea convenienza S-Budget a tutta la rete vendita Despar sul territorio nazionale. Oltre alle aree gestite dal socio Despar Nord, dove questa linea è storicamente presente e continua a detenere il peso maggiore, vengono definiti particolarmente positivi i risultati conseguiti nel Centro e nel Sud Italia.
La nuova linea ha consentito di costruire un’offerta private label in grado di coprire tutti i segmenti, dall’entry level al premium. Nel 2025 il lancio di circa 180 nuovi prodotti e il restyling di oltre 420 referenze hanno portato alla realizzazione di un assortimento Mdd che complessivamente conta circa 4.200 referenze, sviluppate con oltre 500 fornitori, per il 97% italiani.
Oltre a S-Budget, entrata a regime nel 2025, a dare buoni risultati nei prodotti a marchio – in base a quanto reso noto da Despar Italia – è stato il mondo dei freschissimi con Passo dopo Passo, la linea di filiera Despar che include ortofrutta, carne e pesce, che ha segnato una crescita del +24,2%, con un +30,8% nell’ortofrutta. (fonte NielsenIQ I+S dicembre 2025).

IN CANTIERE CI SONO 180 NUOVI LANCI
La nostra Mdd ha continuato nel percorso di crescita che abbiamo registrato in modo costante negli anni – afferma Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia (nella foto a destra) – e che intendiamo proseguire anche nel 2026 con l’obiettivo di un incremento del fatturato Mdd di almeno il 4,5%. Per l’anno in corso prevediamo circa 180 nuovi lanci e oltre 400 restyling, con focus sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Vogliamo offrire ai clienti un assortimento completo e coerente: la parte principale del mercato restano i prodotti mainstream a marchio Despar, ma la costruzione di una vera e propria piramide dal premium all’entry level rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. In questo modo possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita”.

La Doria cresce del 7,7% e supera 1,3 miliardi di fatturato

Le operazioni straordinarie, sommate all’andamento positivo delle vendite, hanno dato una bella spinta al fatturato 2025 di La Doria. L’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi di euro del 2024. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha infatti portato a termine due acquisizioni: Pasta Lensi, storica realtà italiana specializzata nella produzione di pasta, e le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno contribuito ad ampliare il portafoglio prodotti del gruppo, rafforzando la presenza nei segmenti della pasta e dei derivati del pomodoro e consentendo di potenziare l’offerta di prodotti biologici e senza glutine.
Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria – commenta Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria (nella foto in alto) – in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento”.

SUGHI E PASTA IN FORTE ACCELERAZIONE
Analizzando la suddivisione del fatturato per categorie di prodotto, si è registrata un’ottima performance della “Linea Sughi” (+17,9% rispetto al 2024) e una netta crescita della “Linea Pasta”, riconducibili principalmente al pieno contributo delle società acquisite nel 2024: Clas e il ramo d’azienda private label di Pastificio Di Martino, poi rinominato La Doria Pasta PL, entrambe fuse in La Doria. La “Linea Pasta” ha inoltre beneficiato dell’ingresso nel 2025 di Pasta Lensi nel perimetro del gruppo.
La “Linea derivati del pomodoro” ha mostrato una buona crescita (+4,1%), favorita dall’aumento dei volumi legato alla maggiore produzione realizzata durante la campagna di trasformazione 2024. La “Linea legumi, vegetali e pasta in scatola” ha registrato un andamento sostanzialmente stabile, mentre la “Linea succhi di frutta e bevande” ha evidenziato una flessione del 9,1%, che l’azienda definisce in linea con la contrazione dei consumi osservata nel mercato italiano.
Con riferimento alla composizione del fatturato per canali di vendita, nel 2025 le private label – che rappresentano il core business del gruppo – hanno raggiunto l’89,4% del fatturato consolidato, mentre l’8% è stato generato dalle attività di co-manufacturing. Il restante 2,6% delle vendite è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

LA GRAN BRETAGNA RESTA IL PRIMO MERCATO
Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la quota predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano pesa per il 18,8%. I ricavi hanno registrato una crescita sia sui mercati internazionali (+4,5%) sia sul mercato italiano (+24,4%). Il principale mercato estero resta la Gran Bretagna, seguita dall’Italia; tra gli altri mercati europei di rilievo figurano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei si distinguono Australia, Giappone e Stati Uniti.
Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali – aggiunge Ferraioli – che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione”.

Lidl sceglie lo chef Cannavacciuolo come volto di Italiamo

Coerenza tra prodotto e testimonial: per Italiamo, la sua linea di specialità locali Made in Italy, Lidl ha applicato questa ben nota ricetta di marketing. E la scelta è caduta sullo chef Antonino Cannavacciuolo, che presterà il volto anche per i prodotti ortofrutticoli Igp e Dop distribuiti dalla catena nei suoi circa 800 punti vendita attivi sul territorio nazionale. Un personaggio italianissimo e perdipiù legato al mondo della gastronomia che avrà il compito di guidare i consumatori alla scoperta di referenze come i Rigatoni di Gragnano Igp trafilati al bronzo, l’Olio Dop Terra di Bari e i Cantuccini Toscani Igp.

CELEBRITÀ PER RACCONTARE LA MDD
Il ricorso a Cannavacciuolo rientra in una ben precisa strategia di comunicazione di Lidl, che si affida a celebrità dello sport e dello spettacolo per pubblicizzare specifiche linee di marca del distributore. Solo poche settimane fa, la tennista Stefanie Graf è divenuta testimonial internazionale del brand di abbigliamento e attrezzature sportive Crivit, mentre Arnold Schwarzenegger è già da tempo protagonista dell’advertising a supporto della private label di articoli per il fai da te Parkside.
La collaborazione con lo Chef Cannavacciuolo è una iniziativa straordinaria che si pone a conferma del nostro percorso di valorizzazione del Made in Italy – afferma Gianfranco Marc Brunetti, Chief Customer Officer Lidl Italia (a destra nella foto in alto) – e in piena coerenza con la nostra mission di rendere la qualità accessibile trasformando le specialità di Italiamo e le eccellenze del reparto ortofrutticolo Igp e Dop in una consuetudine per ogni tavola. Abbiamo scelto un volto così amato e autorevole perché incarna perfettamente quel binomio tra autenticità e rigore qualitativo che definisce anche il nostro Dna. Questo progetto è il coronamento di un profondo e duraturo legame con il territorio: un impegno che ci ha permesso di agire come trampolino di lancio per tantissime realtà del comparto agroalimentare italiano, oggi apprezzate dai clienti Lidl di tutto il mondo”.

DUE SOGGETTI PER GLI SPOT IN TV
Il debutto televisivo della collaborazione è fissato per domenica 12 aprile, data in cui andrà in onda il primo dei due soggetti da 30 secondi, quello dedicato alla linea Italiamo. A giugno la narrazione proseguirà con il secondo spot incentrato sull’offerta frutta e verdura, avviando una rotazione costante che accompagnerà i consumatori per tutta l’estate fino al mese di ottobre.
Sviluppato dall’agenzia creativa Caffeina, in sinergia con il team di Lidl Italia, e prodotto da TapelessFilm, il concept mette in scena un Antonino Cannavacciuolo in una veste molto vicina al suo reale approccio professionale. Il racconto segue, infatti, lo chef mentre verifica con estrema attenzione la qualità dei prodotti mettendo in chiaro la sua ferma volontà di volerli testare personalmente prima di consigliarli al pubblico.

RADIO E SOCIAL COMPLETANO IL PIANO MEDIA
L’operazione è sostenuta da un piano media multicanale che garantisce una copertura capillare su tutto il territorio nazionale. La strategia integra una presenza preponderante di televisione tradizionale con un investimento significativo sui servizi di streaming video e sulle principali emittenti radiofoniche. Il racconto prosegue, poi, nell’ecosistema digitale attraverso formati video brevi e ricette pensate per i social, coinvolgendo, infine, i consumatori direttamente nei punti vendita tramite la radio in store e i canali digitali di Lidl Italia.
Inizio questa nuova collaborazione perché ho scoperto io per primo il valore dei prodotti Italiamo e della frutta e verdura Igp e Dop che Lidl veicola attraverso una selezione attenta di alimenti di primissima qualità – dichiara Antonino Cannavacciuolo (al centro nella foto in alto) –. È un progetto che sento vicino perché racconta l’Italia attraverso i suoi sapori autentici e il valore delle materie prime. La cucina italiana nasce dal rispetto della tradizione, dei territori e dei produttori. Con Italiamo questo patrimonio diventa accessibile a tutti, grazie a una serie di prodotti che valorizzano ingredienti italiani e molte eccellenze certificate Dop e Igp. Apprezzo anche l’attenzione crescente verso un’alimentazione più consapevole: la presenza di proposte vegetali e di verdure biologiche dimostra una visione moderna e sostenibile del cibo”.

Marco Bordoli entra nel CdA di Dit – Distribuzione italiana

Dit – Distribuzione italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, accelera nel piano strategico con la nomina all’interno del proprio board di Marco Bordoli come Consigliere di Amministrazione. Manager noto nel mondo della Gdo, Bordoli ha alle spalle una carriera trentennale che lo ha visto ricoprire ruoli apicali in diverse aziende. Il suo nome è legato soprattutto al gruppo Crai, dove entrò nel 2000 come Direttore Commerciale, dopo aver maturato una lunga esperienza professionale in Star, Rinascente, Sadas e Standa. Nel 2008 era salito di grado, diventando Direttore Generale e Amministratore Delegato di Crai Secom, che ha lasciato nel giugno del 2022, per poi essere nominato a dicembre dello stesso anno Presidente di Planet Farms Italia.

UN PIANO DI RIORGANIZZAZIONE MIRATO ALL’EFFICIENZA
La stessa Dit sottolinea che – dopo la recente nomina di Roberto Romboli a direttore sviluppo della marca del distributore, in affiancamento al Direttore Commerciale e Marketing Alessandro Camattari – l’ingresso di Bordoli conferma la strategia per il 2026, che prevede un piano di riorganizzazione del modello centrale-centri distributivi-punti vendita. L’obiettivo è raggiungere una migliore efficienza in tutta la filiera liberando contestualmente risorse per garantire alle insegne Sigma e Sisa una maggiore competitività, ma soprattutto una chiara distintività nel format di riferimento della prossimità. Un ambito, quest’ultimo, che indubbiamente Bordoli conosce bene.

ALLO STUDIO IL RIPOSIZIONAMENTO DELE INSEGNE SIGMA E SISA
Il 2026 sarà un anno chiave per il consolidamento strutturale del sistema Dit, che come anticipato già nel corso della convention del 18 novembre scorso sta operando su sei aree strategiche: la ridefinizione delle regole interne, l’efficientamento dei processi decisionali lungo tutta la filiera, lo sviluppo di progetti comuni nelle attività «no-core», la ridefinizione del posizionamento delle insegne Sigma e Sisa, la crescita e il consolidamento del ruolo della Mdd, lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze all’interno del sistema.

Cosa chiedono i consumatori? Prezzi trasparenti e correttezza

Alle prese con riduzione del potere d’acquisto, incertezza finanziaria ed esigenza di far quadrare il bilancio famigliare, i consumatori hanno acquisito una maggiore consapevolezza di come risparmiare e di quando concedersi qualche gratificazione. E tra le cose che apprezzano c’è di sicuro la correttezza delle pratiche commerciali. A dirlo è il report “What matters to today’s consumers 2026: How AI is transforming value perception” del Capgemini Research Institute.
L’indagine è stata condotta su 12.000 consumatori di età superiore ai 18 anni in 12 paesi del Nord America, Europa e Asia-Pacifico nei mesi di ottobre e novembre 2025 e poi integrata da interviste con oltre dieci esperti dei settori dei consumer product e del retail. In base allo studio, arrivato alla quinta edizione, oggi la fiducia in un brand si misura sulla trasparenza dei prezzi e sulla chiarezza della comunicazione.
Quasi tre consumatori su quattro (74%) dichiarano che cambierebbero brand a fronte di un prezzo regolare più basso, o se la dimensione della confezione o la qualità del prodotto venissero ridotte senza una comunicazione trasparente (71%). La maggioranza dei consumatori considera la shrinkflation una pratica scorretta e molti preferiscono un piccolo aumento di prezzo dichiarato piuttosto che una riduzione nascosta delle quantità.

QUANDO IL BRAND BATTE LA MDD
La ricerca evidenzia che circa la metà dei consumatori acquista quantità minori e sceglie alternative più economiche per poter gestire il proprio budget. Tuttavia, la fiducia nel brand prevale nelle categorie in cui la qualità e le prestazioni sono fondamentali, con il 77% dei consumatori di tutte le fasce di reddito che evita i prodotti a marchio del distributore per articoli di elettronica e referenze per la cura dei bambini.
Eppure, in un contesto di crescente pressione finanziaria, il bisogno di gratificazione emotiva gioca un ruolo chiave negli acquisti: 7 consumatori su 10 cercano piccoli piaceri per alleviare le preoccupazioni economiche, a conferma che il concetto di valore è al tempo stesso pratico ed emotivo.

L’AI STA DIVENTANDO UNA GUIDA AFFIDABILE NEGLI ACQUISTI
E poi c’è l’intelligenza artificiale, passata da semplice abilitatore a consulente di fiducia per i consumatori. Dall’interpretazione delle preferenze e dei comportamenti degli utenti fino alla fornitura di supporto conversazionale in tempo reale tramite chatbot e assistenti virtuali, gli strumenti di AI sono ormai centrali nel modo in cui i consumatori si orientano. Un consumatore su quattro ha utilizzato strumenti di shopping basati sulla Gen AI nel 2025 e un ulteriore 31% prevede di adottarli in futuro. Tuttavia, solo il 19% è disposto a pagare un abbonamento mensile o un pagamento una tantum per chatbot o assistenti virtuali.
La maggioranza dei consumatori (76%) desidera poter impostare limiti per gli assistenti di AI e due terzi affermano di fidarsi maggiormente dell’intelligenza artificiale quando questa spiega le ragioni alla base delle proprie raccomandazioni e azioni. La trasparenza dei dati rimane un fattore cruciale: il 71% dei consumatori è preoccupato per il modo in cui la Gen AI utilizza le informazioni personali e due terzi esige che i brand dichiarino chiaramente quando la pubblicità è generata dall’intelligenza artificiale.

IL CONTATTO UMANO NON PASSA MAI DI MODA
I consumatori vogliono che efficienza, rilevanza e connessione umana coesistano. Quasi due terzi desiderano che la Gen AI offra contenuti iper-personalizzati e il 65% afferma che la tecnologia ha reso lo shopping meno stressante. Tuttavia, oltre sette su dieci attribuiscono grande valore all’assistenza umana durante acquisti complessi come la pianificazione dei pasti o la risoluzione di problemi di servizio. La conclusione, secondo Capgemini Research Institute, è che i brand che sapranno combinare velocità e personalizzazione con rassicurazioni umane tempestive conquisteranno la fedeltà dei consumatori.
Oggi il valore va oltre prezzo e qualità – afferma Gerardo Ciccone, CPRD (Consumer Product, Retail, Distribution) Director di Capgemini in Italia – e si fonda su equità, trasparenza e connessione emotiva. I consumatori desiderano un’AI “invisibile” che li aiuti a prendere decisioni consapevoli, integrando comodità e coinvolgimento emotivo”.

Lidl ingaggia Stefanie Graf come testimonial della pl Crivit

In Lidl marca del distributore fa sempre più rima con testimonial. Dopo Arnold Schwarzenegger, scelto per Parkside – private label di articoli per il fai da te – ora a scendere in campo è Stefanie Graf, campionessa di tennis e vincitrice di 22 titoli Slam, che diventa il volto di Crivit, brand di di abbigliamento e attrezzature sportive.
Il claim della campagna, on air da da sabato 14 febbraio in oltre 30 Paesi, è “Find your move”, che vuole essere un invito a condurre uno stile di vita sano e attivo nella propria quotidianità: in casa, in palestra o all’aperto.

UNA LINEA PER LO SPORT ACCESSIBILE
Una gioia per l’attività sportiva che Stefanie Graf afferma di aver mantenuto intatta dai campi internazionali alla vita di tutti i giorni: “Per me, fare movimento rappresenta molto più di un semplice allenamento o di una prestazione agonistica. Rappresenta la gioia e la possibilità di trascorrere del tempo di qualità, emozioni che voglio trasmettere a più persone possibili. La collaborazione con Crivit, Lidl e il Gruppo Schwarz mi sta a cuore perché il marchio condivide la mia convinzione che lo sport debba essere accessibile a chiunque”.
Concetti che riecheggiano nelle dichiarazioni di Gianfranco Marc Brunetti, Chief Customer Officer Lidl Italia: “Il brand Crivit rappresenta una nostra private label di punta e con l’inizio di questa collaborazione, che porta il volto di una leggenda del tennis come Stefanie Graf, vogliamo ispirare chiunque a seguire uno stile di vita attivo. Come il claim del brand ‘Find your move’ ci invita al movimento, siamo certi che attraverso prodotti in grado di unire performance e convenienza l’approccio al mondo dello sport possa diventare ancora più accessibile a tutti.”

VOLTI NOTI PER INCREMENTARE LA VISIBILITÀ DELLA MDD
A quanto è dato sapere, la collezione di volti noti abbinati alle private label non alimentari di Lidl è destinata ad arricchirsi in futuro. Ciascun brand, alla guida di una specifica area merceologica – oltre a Parkside per il fai da te e Crivit per lo sport, ci sono Silvercrest per gli elettrodomestici, Lupilu per i bambini e la prima infanzia, Esmara per il fashion e Livarno per l’interior design – sarà rappresentato da un testimonial di rilievo, che contribuirà ad incrementarne la visibilità e a consolidare la relazione con il pubblico di riferimento.

Arimondo stipula un’intesa con Unes e lancia l’insegna Fudi

Arimondo riparte da Fudi e da Unes. Archiviata la collaborazione con Pam, l’azienda ligure ha lanciato la sua nuova insegna – Fudi, appunto – e ha trovato un nuovo partner nella catena di supermercati parte del Gruppo Finiper Canova. A testimoniarlo è l’accordo di somministrazione firmato nei giorni scorsi e che riguarda 24 punti vendita presenti nel Ponente Ligure, da Albisola a Ventimiglia. L’intesa prevede anche l’introduzione di un’ampia gamma di linee a marca privata.

UN’IMPRESA STORICA DELLA DISTRIBUZIONE LIGURE
Prima di entrare merito dell’offerta Mdd destinata a trovare spazio sugli scaffali di Fudi, conviene fare un passo indietro, che nel caso di Arimondo è particolarmente lungo, perché l’azienda è stata fondata addirittura nel 1791. Non a caso, oggi è una delle 150 inserite nel Registro Nazionale delle Imprese Storiche, istituito nel 2011 – in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia – da Unioncamere in collaborazione con le Camere di Commercio e con il coordinamento scientifico del Centro per la cultura d’impresa.
Con sede a Cervo, in provincia di Imperia, Arimondo ha una rete di 40 punti vendita tra supermercati e discount a insegna Eurospin, più di 700 collaboratori e un fatturato lordo che nel 2024 ha superato i 200 milioni di euro. La società dispone, inoltre, di un forno e di un laboratorio di gastronomia e pasticceria di proprietà, che riforniscono quotidianamente i negozi.
Unes, dal canto suo, è nata a Milano nel 1967, fa parte del Gruppo Finiper Canova dal 2002 ed è presente in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna con oltre 200 punti vendita diretti e in franchising. Nel 1999 ha dato vita al brand premium il Viaggiator Goloso, che si è in seguito evoluto nell’omonima insegna. L’azienda impiega oggi più di 3.000 persone e genera un fatturato totale lordo pari a 1,13 miliardi di euro sempre nel 2024.

DA GRUPPO3A A PAM
Socio di Gruppo 3A, Arimondo aveva lasciato la cooperativa piemontese a fine 2018 e dal 1° gennaio dell’anno successivo era stata legata da un accordo di affiliazione al Gruppo Pam. Ed è questa collaborazione che si è interrotta di recente, sancendo il passaggio della rete di supermercati alla nuova insegna Fudi. Come anticipato, l’accordo di somministrazione con Unes comprende le marche private e precisamente: U!, la linea pensata per la spesa di ogni giorno, caratterizzata da un assortimento ampio; il già citato Viaggiator Goloso, il brand focalizzato sulle specialità del patrimonio enogastronomico, con un posizionamento premium; Green Oasis, la gamma per la cura della casa e della persona formulata con attenzione all’ambiente e imballaggi a ridotto impatto; Grandi Vigne, la selezione dedicata al mondo del vino, che propone cantine del territorio italiano; Amarsi è Piacersi, brand dedicato al benessere quotidiano con oltre 100 referenze come prodotti probiotici, proteici, senza lattosio, senza glutine, 100% vegetali e senza zuccheri aggiunti.
Siamo entusiasti di annunciare questo accordo con un operatore stimato e radicato nel territorio come Arimondo” dichiara Armando Strano, Direttore Commerciale di Unes. Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Arimondo, che dichiara: “Siamo lieti di aver stipulato questo accordo con Unes, un partner che condivide con noi la stessa attenzione per la qualità e per la soddisfazione del cliente”.

MediaWorld torna all’utile dopo tre anni

Tutti gli indicatori in crescita e niente rosso nell’ultima riga di bilancio. L’anno fiscale chiuso al 30 settembre 2025 è stato indubbiamente positivo per MediaWorld, insegna di elettronica di consumo parte di Ceconomy – MediaMarktSaturn Retail Group. A fronte di un andamento del mercato italiano sostanzialmente stabile (+0,4%), le vendite sono salite del +1,7%. Il valore della produzione ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro (+63,5 milioni vs 2024, pari a +2,7%) con un forte incremento del margine operativo lordo, arrivato a 24,7 milioni di euro (+19,1 milioni vs 2024, pari a +341%), e dell’utile di esercizio, che segna una netta inversione di tendenza, riportandosi in positivo per 0,6 milioni di euro, evidenziando un miglioramento complessivo di 12,6 milioni rispetto alla perdita di 12 milioni dell’esercizio precedente.
La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2025 è positiva per 58,2 milioni di euro (+20,2 milioni vs 2024, pari a +53,2%). Nel suo insieme MediaMarktSaturn Retail Group ha un fatturato di 23,1 miliardi di euro e circa 50.000 dipendenti.

INVESTIMENTI PER QUASI 30 MILIONI DI EURO
Nel corso dell’anno fiscale Mediaworld ha effettuato investimenti per un totale di 29,9 milioni di euro, con 10 nuove aperture e 12 ristrutturazioni. Tra queste il Tech Village di Milano Certosa, oggetto di un importante intervento di rinnovo, e il punto vendita di Verano Brianza, sede centrale dell’azienda, individuato come negozio pilota per la trasformazione in “Future Store”. Dotato del nuovo layout esperienziale Look&Feel e di soluzioni avanzate di pagamento – in reparto e in modalità self – viene confermato come laboratorio dell’evoluzione dell’insegna.
Tra le iniziative rientra il rinnovo della partnership strategica con Bennet, che ha visto l’apertura di sei shop-in-shop nel format innovativo “Xpress”, con un assortimento mirato e servizi come il “Pick Up anche in 30 minuti” per migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente, all’interno di ipermercati situati nel nord-Italia.

MIGLIORA LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
MediaWorld sottolinea che l’insieme delle iniziative sviluppate nel corso dell’esercizio hanno contribuito a rafforzare in modo significativo la percezione del brand: nel 2025 è stato raggiunto un Net Promoter Score pari a 66, il valore più alto mai registrato per la categoria, con un incremento di 2 punti rispetto all’anno precedente.
Un contributo a questo risultato lo ha dato anche il rinnovamento del programma fedeltà che ha risposto ai nuovi bisogni dei clienti, affiancando alla logica tradizionale di punti e premi un modello di loyalty sempre più emozionale, personalizzato e orientato al gioco. Con oltre 6,5 milioni di utenti alla chiusura dell’esercizio, il programma ha consentito, in una logica omnicanale e di rafforzamento del senso di appartenenza al brand, l’accesso a vantaggi sia nei negozi fisici che tramite il sito o l’App.

NUOVE MODALITÀ DI PAGAMENTO
Sul fronte dei servizi
, l’esperienza del cliente è stata ulteriormente semplificata e resa più flessibile. Grazie alla partnership con InPost, i clienti hanno potuto scegliere di ricevere i prodotti presso oltre 9.300 punti di ritiro distribuiti sul territorio nazionale. Questa soluzione si affianca al consolidato servizio di Pick Up anche in 30 minuti presso i punti vendita MediaWorld e alla possibilità di consegna su appuntamento, restituendo al cliente maggiore controllo e comodità.
In questa direzione si inseriscono le nuove modalità di pagamento introdotte nel corso dell’anno, pensate per rendere il percorso d’acquisto sempre più fluido e personalizzato, tra cui l’ampliamento del servizio di pagamento direttamente in reparto con il supporto dei consulenti e le nuove modalità di pagamento digitali, incluse soluzioni di Buy Now Pay Later.

UNA COLLEZIONE MDD FIRMATA ROBBIE WILLIAMS
Così come per tanti altri retailer, un asset chiave è rappresentato dai marchi propri (Peaq, Koenic, Isy, Ok.), valorizzati anche attraverso partnership ad alto impatto. In questo ambito si inserisce la partnership triennale avviata a livello di gruppo con Robbie Williams, che ha portato al lancio della collezione esclusiva di prodotti audio “Peaq by Robbie Williams”.

SIGLATO IL PRIMO CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE
Da segnalare che, nel corso dell’anno fiscale, l’azienda ha siglato il primo Contratto Integrativo Aziendale con le organizzazioni sindacali, che coinvolge gli oltre 5.000 collaboratori di negozi, sede ed e-commerce. L’accordo introduce criteri condivisi di organizzazione del lavoro, strumenti di welfare aziendale, smart working fino al 100% per la sede, premi di risultato legati anche alla soddisfazione dei clienti e misure dedicate a pari opportunità e inclusione.
L’insegna rimarca che l’attenzione verso i collaboratori si riflette nei risultati di engagement interno: nel 2025 l’indice di soddisfazione (NPP) è incrementato di 10 punti rispetto alla stessa rilevazione dell’anno precedente. Nel corso dell’esercizio MediaWorld ha inoltre ottenuto, per il quinto anno consecutivo, la Certificazione Top Employer e ha rafforzato il proprio organico con un incremento complessivo di 120 persone tra sede e punti vendita, a supporto della crescita omnicanale dell’azienda.

QUOTA DI MERCATO IN CRESCITA
Chiudere il 2025 in utile e raggiungere il miglior risultato di sempre nella soddisfazione dei clienti è per noi motivo di grande orgoglio – dichiara Emanuele Cosimelli, Amministratore Delegato di MediaWorld –. È un traguardo che va oltre i numeri e che racconta la qualità del percorso che stiamo costruendo: un’azienda che cresce mettendo al centro l’esperienza dei clienti e delle nostre persone. In un contesto di mercato complesso, abbiamo registrato una crescita delle vendite del +1,7%, portando il fatturato a 2,4 miliardi di euro e aumentando la nostra quota di mercato sia nei canali fisici sia in quelli digitali. Il Net Promoter Score record e l’elevato livello di engagement interno dimostrano che la trasformazione di MediaWorld in piattaforma omnicanale di servizi e soluzioni è concreta e riconosciuta. Continueremo a investire con convinzione in innovazione, competenze e relazione, per rafforzare ulteriormente la nostra leadership e dare un significato reale al nostro ruolo di Experience Champion nel mercato italiano”.

Despar, al via il primo flight di comunicazione 2026

È partito domenica 18 gennaio il primo flight di comunicazione del 2026 di Despar. Ancora protagonista è la campagna “Casa Despar”, che mette al centro la qualità e la convenienza del prodotto a marchio, elementi distintivi dell’offerta dell’insegna. Il nuovo flight di comunicazione prevede una pianificazione su Tv e radio, confermando la strategia di presidio dei principali mezzi di comunicazione per garantire una copertura ampia e trasversale. La campagna sarà on air fino al 31 gennaio con lo spot “Casa Despar”, definito dall’insegna come “una narrazione che dà forma ai valori di qualità e convenienza che caratterizzano il prodotto a marchio attraverso un tono di voce autentico e riconoscibile”.

TV TRADIZIONALE E NON SOLO
Il piano media include Tv tradizionale e connected Tv, con un presidio sulle reti nazionali Mediaset, Rai e Sky, oltre che le principali emittenti radiofoniche italiane. Questo primo flight apre così il percorso di comunicazione 2026 di Despar che dichiara di voler ulteriormente rafforzare il suo posizionamento “come punto di riferimento per la spesa quotidiana e consolidare il legame di fiducia con il cliente”.

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