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Despar, al via il primo flight di comunicazione 2026

È partito domenica 18 gennaio il primo flight di comunicazione del 2026 di Despar. Ancora protagonista è la campagna “Casa Despar”, che mette al centro la qualità e la convenienza del prodotto a marchio, elementi distintivi dell’offerta dell’insegna. Il nuovo flight di comunicazione prevede una pianificazione su Tv e radio, confermando la strategia di presidio dei principali mezzi di comunicazione per garantire una copertura ampia e trasversale. La campagna sarà on air fino al 31 gennaio con lo spot “Casa Despar”, definito dall’insegna come “una narrazione che dà forma ai valori di qualità e convenienza che caratterizzano il prodotto a marchio attraverso un tono di voce autentico e riconoscibile”.

TV TRADIZIONALE E NON SOLO
Il piano media include Tv tradizionale e connected Tv, con un presidio sulle reti nazionali Mediaset, Rai e Sky, oltre che le principali emittenti radiofoniche italiane. Questo primo flight apre così il percorso di comunicazione 2026 di Despar che dichiara di voler ulteriormente rafforzare il suo posizionamento “come punto di riferimento per la spesa quotidiana e consolidare il legame di fiducia con il cliente”.

L’Antitrust avvia un’indagine sulla crescita dei prezzi in Gdo

Si accende il faro dell’Antitrust sulla crescita dei prezzi in Gdo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla grande distribuzione organizzata nell’ambito della filiera agroalimentare. Lo spunto lo ha dato la netta divaricazione determinata negli ultimi anni tra l’inflazione generale e l’inflazione dei generi alimentari. In particolare, sulla base dei dati Istat, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari hanno fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello segnato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%). L’Autorità sottolinea che, a fronte di questi aumenti dei prezzi al consumo, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata.

APPROFONDIMENTI ANCHE SU SUPERCENTRALI E CONTRATTI
Lo spettro di interesse dell’indagine si preannuncia molto ampio e comprenderà supercentrali, consuetudini contrattuali e persino la Mdd. L’Autorità evidenzia infatti che nell’ambito della filiera agro-alimentare, l’anello della catena rappresentato dalla fase di scambio tra i distributori finali e i fornitori costituisce uno snodo cruciale, sia per la determinazione del livello di remunerazione dei fornitori – e, di conseguenza, della redditività delle attività produttive a monte – sia per la definizione dell’andamento dei prezzi al consumo.
In tale contesto, l’indagine intende approfondire, tra l’altro, le modalità di esercizio del potere di acquisto da parte delle catene della Gdo, anche attraverso diverse forme di aggregazione non societaria (cooperative, centrali e supercentrali); la richiesta ai fornitori, da parte delle catene distributive, di corrispettivi per l’acquisto dei servizi di vendita (come l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ovvero il cosiddetto trade spending); il crescente rilievo dell’incidenza dei prodotti a marchio del distributore.

IL RILIEVO CONCORRENZIALE DELLA MDD
Nella nota che ha comunicato l’apertura dell’indagine si precisa che i temi legati all’esercizio del potere di acquisto da parte delle catene distributive hanno un rilievo concorrenziale anche perché la gestione degli acquisti e della vendita dei servizi ai fornitori, come pure quella dell’approvvigionamento e del posizionamento dei prodotti private label, rappresentano un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della Gdo e incidono direttamente sulle dinamiche di formazione dei prezzi finali.
L’Autorità ha avviato una consultazione pubblica sulle tematiche specificate in dettaglio nel provvedimento d’avvio dell’indagine: i soggetti interessati possono presentare contributi entro il 31 gennaio prossimo all’indirizzo e-mail IC58@agcm.it.

Marca del distributore, vendite aumentate del 6,8% nel 2025

La marca del distributore si conferma uno dei motori di crescita della distribuzione moderna e del sistema economico italiano: nel 2025 il fatturato complessivo dei prodotti Mdd ha raggiunto 31,5 miliardi di euro, aumentando del 6,8% rispetto all’anno precedente. A fare questa stima è il rapporto redatto da The European House – Ambrosetti (TEHA) per Adm, Associazione Distribuzione Moderna, basandosi su dati Circana. Un andamento che si è tradotto nell’incremento della quota di mercato, balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4% dello scorso anno.
Sempre secondo questo studio, le aziende che hanno lavorato per oltre l’80% nella produzione di prodotti a marca del distributore (i cosiddetti Mdd partner) hanno accresciuto mediamente il proprio fatturato dell’11% nell’ultimo decennio; tale valore che si attesta al 7% per chi ha un’incidenza di produzione Mdd tra il 50% e l’80% e al 5% per chi ha una produzione di marca privata inferiore al 50%.

IL MERIDIONE ACCELERA IL PASSO
Positivo anche il saldo a volume: +4% rispetto al 2024. Al Sud e nelle isole l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume. Risultati che generano valore diretto in tutti i territori: come evidenzia il rapporto TEHA, le aziende Mdd partner sono distribuite in modo equilibrato, con il 32% nel Nord est, il 27% a Nord ovest, il 24% al Sud e isole e solo lievemente meno nel Centro Italia. Inoltre, il valore generato dalle aziende Mdd partner è salito a un tasso annuo doppio, negli ultimi 10 anni, rispetto a quello dell’industria alimentare ed è stato distribuito in maniera equa in tutte le zone del Paese.

L’OPPORTUNITÀ DI RISPARMIO GENERA FIDUCIA
Secondo il report presentato da Adm, 9 italiani su 10 si fidano dei prodotti Mdd che in questi anni hanno “difeso” il potere d’acquisto delle famiglie italiane agevolando 22 miliardi di euro di risparmi dal 2020 a oggi, circa 150 euro l’anno per nucleo. “La fiducia si costruisce su pilastri quali l’accessibilità, la coerenza e la capacità di far evolvere l’offerta e saper intercettare i cambiamenti della società – spiega Mauro Lusetti, Presidente di Adm – rispondendo alla riduzione della capacità di spesa con un’offerta Mdd sempre più ampia, innovativa e responsabile. Fatti rilevanti per i clienti, che hanno contribuito a far crescere la Mdd a una velocità doppia di quella del mercato”.
La distribuzione moderna è una vera e propria “cinghia di trasmissione” del valore che si crea dalla filiera produttiva al consumatore finale – sostiene Valerio de Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group –. Nel 2024 il settore ha generato 173 miliardi di euro di fatturato, 28,9 miliardi di valore aggiunto e 454.000 occupati, con oltre 70.000 nuovi posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni, attestandosi come 9° settore economico per crescita occupazionale nello stesso periodo, più di telecomunicazioni, tessile e amministrazione pubblica”.

MARCA, 28 INSEGNE SI DANNO APPUNTAMENTO A BOLOGNA
Il 14 e 15 gennaio l’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm, l’unica manifestazione che presidia l’intera filiera della marca privata, vedrà 28 insegne protagoniste con una crescita media del 19% in tutte le aree della manifestazione: dagli espositori del food a quelli del non food, dall’area Marca Fresh, che ha registrato un’eccezionale crescita risultando raddoppiata, a Marca Tech (packaging, logistica e servizi a monte per la Mdd).
La marca del distributore è oggi una leva industriale capace di generare valore economico e occupazione – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere –. I dati confermano come la Mdd non sia più solo una risposta alla convenienza, ma un modello che integra qualità e innovazione lungo tutta la filiera produttiva. Marca by BolognaFiere & Adm nasce e cresce proprio con questa ambizione: essere la piattaforma di riferimento dove industria e distribuzione si incontrano per costruire sviluppo, sostenere il Made in Italy e accompagnare i cambiamenti dei consumi. L’edizione 2026, con una presenza sempre più ampia delle insegne e un rafforzamento di tutte le aree espositive, testimonia un settore dinamico e una filiera che guarda al futuro”.

Conad chiude il 2025 con 21,8 miliardi di fatturato (+4,4%)

La solida crescita del fatturato è diventata una piacevole costante per Conad, che chiuderà il 2025 a quota 21,826 miliardi di euro, con un aumento del 4,43% sull’anno precedente, tasso superiore a quello medio di mercato. L’incremento è stato del 18% nell’ultimo triennio – sebbene vada sempre ricordato che siamo reduci da una stagione di forte pressione inflazionistica – ma soprattutto è positivo anche il saldo del patrimonio netto del Sistema Conad, pari a 3,95 miliardi di euro (+5%). La quota di mercato (fonte: Gnlc 01.07.2025) è al 14,84% sul totale Italia, con un peso rilevante in tutti i canali di vendita e in tutte le aree geografiche del Paese.

SVILUPPO A DUE CIFRE PER IL FORMAT URBANO
In uno scenario di consumi in frenata, e caratterizzato da una contrazione dei volumi evidente, si segnala il buon andamento dei canali Conad (+5,7%) e Conad Superstore (+6,1%), oltre allo sviluppo a due cifre del nuovo format urbano Tuday Conad (+27,1%) e del canale specializzato dedicato ai prodotti e ai servizi per gli animali domestici PetStore Conad (+15,7%) (fonte: Circana ottobre 2025).
Conad si conferma insegna leader della Gdo italiana con un tasso di crescita superiore a quello del mercato – dichiara Mauro Lusetti, Presidente di Conad (a destra nella foto accanto) – e questo risultato ci riempie di orgoglio e di senso di responsabilità. Per noi essere leader significa soddisfare al meglio le attese dei clienti con prodotti e servizi convenienti e di ottima qualità, avere buoni risultati finanziari e partecipare attivamente alla vita economica e sociale del Paese, all’evoluzione del commercio in ogni territorio, alla creazione di condizioni di lavoro lungo tutte le filiere che consentano alle persone di vivere bene. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, che esprime tutte le componenti del Sistema Conad, ha dato una chiara direzione allo sviluppo del prossimo triennio: sappiamo cosa fare e abbiamo destinato risorse importanti alle nostre reti, fisiche e digitali, e alla formazione dei nostri collaboratori per essere sempre più vicini ai nostri oltre 13 milioni di clienti”.

MDD OLTRE LA SOGLIA DEL 34% DI QUOTA DI MERCATO
Il 2025 ha visto anche il consolidamento della crescita della marca del distributore Conad, con un fatturato a 6,5 miliardi di euro, in crescita del 5,7% a valore, e una quota sul totale del 34,1% nel canale ‘supermercati LCC’, anche grazie agli investimenti sulle marche premium e su quelle dedicate al benessere. Il gruppo sottolinea che la sua Mdd si conferma il marchio più grande nel mercato retail in Italia.
In un contesto di crescita piatta e di volumi in calo, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sull’efficientamento del core business alimentare e sui bisogni dei clienti – afferma Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad (a sinistra nella foto in alto) – sviluppando nuove capacità di definizione degli assortimenti, dei format commerciali e dei servizi. Su quest’ultimo fronte, proseguendo nello sviluppo avviato nei mercati Pet, Parafarmacia e Ottica, nel 2026 lanceremo il nuovo store-format Benessity Conad interamente dedicato a prodotti e servizi per il benessere fisico, alimentare e della cura della persona. La nostra scelta strategica sarà quindi quella di sviluppare le nostre reti vendita fisiche e digitali sulla doppia direttrice della ‘convenienza’ e della ‘specializzazione’ anticipando l’evoluzione del mercato e consolidando il nostro ruolo di innovatori nel retail italiano. Riteniamo che questa impostazione strategica ci consentirà di cogliere le opportunità che stanno nascendo dalle trasformazioni dei target e dal processo di concentrazione del mercato italiano della distribuzione, oggi ancora molto frammentato”.

OFFERTA SPECIALIZZATA NEL BENESSERE
Uno degli investimenti più importanti nello sviluppo del nuovo format Benessity Conad sarà la specializzazione dell’offerta commerciale e del personale dedicato al servizio ai clienti, che potranno così essere aiutati a trovare risposte mirate a diversi bisogni della persona – longevità, controllo del peso, alimentazione, benessere mentale, attività sportiva, energia e prevenzione – in linea con l’evoluzione del concetto di benessere da una visione curativa a una integrativa. Benessity Conad, secondo quando anticipato dall’azienda, offrirà un ampio assortimento di prodotti per la cura della persona, per l’alimentazione dedicata al benessere, integratori e medicinali da banco.

PRODOTTI ASSICURATIVI PER GLI ANIMALI DOMESTICI
Nel 2025 è inoltre continuato lo sviluppo dell’ecosistema digitale HeyConad, con lo sviluppo di nuove funzionalità nell’attivazione di spesa on-line, viaggi e assicurazioni. In questo senso, l’ultima novità è la proposta di un portafoglio di prodotti assicurativi Petcare in collaborazione con Santévet, storico leader europeo del settore.
In conclusione, Conad ha confermato il piano di investimenti 2025-2027 da 2,169 miliardi di euro, che sosterrà l’impegno delle Cooperative e del Consorzio per nuove aperture, ammodernamento della rete, efficientamento della supply chain, sviluppo della digitalizzazione e delle istanze di sostenibilità del business.

Mdd al 42% di quota nei sei principali mercati europei

L’inflazione è un problema per tutti – consumatori, aziende e nazioni – ma le sue ricadute possono essere differenti. E, per esempio, spingere la crescita della marca del distributore a scapito dei brand industriali. Il dato emerge nel più recente report Demand Signals CPG Category Monitor di Circana (novembre 2025). La Mdd rappresenta ora il 42% di tutte le vendite a valore dei beni di consumo confezionati nei sei principali mercati europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito), per un valore complessivo di 317 miliardi di euro. La sua presenza è ancora più marcata nel canale dei supermercati, dove la quota a valore ha raggiunto il 44% (175 miliardi di euro). Circana sottolinea che poiché i supermercati agiscono come il canale più influente sia per la Mdd che per i marchi industriali, questo spostamento segna un momento significativo per il panorama della distribuzione.

L’INFLAZIONE IN UE E REGNO UNITO
L’analisi più recente di Circana mostra che l’inflazione totale nell’UE e nel Regno Unito ha raggiunto il 2,2% su base annua (misurata nelle 52 settimane fino a settembre 2025), spinta da tassi di inflazione superiori al 3% in paesi come Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna, e toccando i livelli di picco del 2025 in Francia e Germania. Sebbene l’inflazione alimentare sia scesa al 3,0%, rimane superiore ai livelli registrati in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito.
Nonostante questo contesto inflazionistico, la performance del largo consumo ha continuato a migliorare. Nelle ultime 52 settimane, le vendite a valore hanno raggiunto 22,6 miliardi di euro, crescendo del 3,1%, mentre le vendite a unità sono aumentate dello 0,8%. Questi incrementi sono stati trainati in modo schiacciante dalle categorie alimentari, responsabili di oltre il 90% della crescita totale del valore.
La marca del distributore è ormai saldamente radicata nel mercato alimentare europeo – commenta Ananda Roy, Senior Vice President of Strategic Growth Insights di Circana – e la sua forza nei supermercati le conferisce un chiaro vantaggio in un contesto in cui le pressioni economiche persistono. Con l’inflazione in aumento e i consumatori che ne risentono, prevediamo che la Mdd guadagnerà ulteriore slancio nelle prossime settimane. I brand dovranno agire strategicamente con promozioni, pricing e innovazione se vogliono rimanere competitivi”.

FORTI RINCARI NEL DOLCIARIO
Nell’alimentare la Mdd ha generato oltre la metà di tutta la crescita di valore e ha rappresentato i tre quarti della crescita a unità. Categorie come il dolciario hanno registrato forti aumenti di valore, con un incremento del 6,8% guidato dai rincari dei prezzi unitari, in particolare nel cioccolato. Qui, la Mdd ha aumentato i prezzi a quasi il doppio del tasso rispetto ai marchi industriali.
Anche le bevande hanno avuto una performance positiva, con una crescita del valore del 6,5% guidata da acqua in bottiglia, bevande gassate e caffè. Analogamente, i prodotti refrigerati e freschi sono saliti del 5,1%, aiutati da prodotti lattiero-caseari essenziali come il formaggio.
Gli alcolici, tuttavia, hanno continuato ad arrancare, con cali nelle principali categorie, tra cui birra, vino e liquori, sebbene segmenti più piccoli – come gli spirit ready to drink – abbiano registrato una crescita.

CRESCE LA COMPETIZIONE NEI SUPER
La competizione all’interno dei supermercati rimane intensa. Nell’ultimo anno, i brand hanno ridotto il loro assortimento medio in modo più aggressivo rispetto alla Mdd, sia nelle categorie alimentari che non-alimentari. E sebbene la quota della marca del distributore nei supermercati si sia mantenuta stabile nell’EU6 nelle ultime 13 settimane, si sono registrati lievi cali in Spagna, Paesi Bassi e Francia.

Cosa c’è nel carrello dei consumatori italiani? L’essenziale

La ripresa dell’inflazione, seppur contenuta, che ha caratterizzato l’andamento dei prezzi nel largo consumo nei primi 9 mesi del 2025, sta iniziando a impattare sulla domanda. A fronte di una capacità di spesa più ridotta, i consumatori ponderano le proprie scelte d’acquisto e cambiano le dinamiche di fedeltà ai brand e alle insegne distributive. Si aprono quindi nuove sfide per industria e distribuzione per intercettare le nuove esigenze degli shopper. Questo lo scenario delineato e approfondito durante il webinar “Nuovi consumatori, nuove sfide: i segnali del cambiamento nella grande distribuzione”, organizzato da GS1 Italy in ambito ECR e in collaborazione con Circana.

CRESCITA MODERATA A VOLUME
Seppur in questo clima di ordinaria incertezza economica e sociale, i fatturati della distribuzione moderna nel comparto del largo consumo confezionato (LCC) sono aumentati, sostenuti da una crescita moderata dei volumi (+2,2%) e dalla ripresa dell’inflazione (+1,4%). A supportare la domanda sono soprattutto i prodotti più essenziali con dinamiche molto diverse tra loro in base al grado di sostituibilità e alle alternative disponibili nelle diverse categorie.
A fronte della necessità di compiere scelte di acquisto più equilibrate e ponderate, le performance promozionali, complessivamente ancora in calo rispetto al 2024, hanno un grado di aggressività e di efficacia differenti a seconda del ruolo delle categorie.

LA MDD OLTRE IL 30% DI QUOTA
Il ruolo della marca del distributore (MDD) diventa sempre più centrale nella scelta dei consumatori, arrivando a un’incidenza del 30,3% a totale LCC (+0,2% rispetto all’anno precedente). L’assortimento si razionalizza, a eccezione del discount (+3,7%), e dove predomina l’essenzialità c’è poco spazio per l’innovazione di prodotto che infatti risulta limitata: solo il 5% del fatturato deriva da nuovi prodotti (rilevati tramite lo standard di identificazione GS1 GTIN – Global Trade Item Number).
In uno scenario dove l’incertezza è diventata la norma – afferma Corina Passaro, Senior Retail Director di Circana – soddisfare le esigenze dei consumatori è una rivoluzione silenziosa che parte dal carrello e trasforma la catena del valore lungo i processi logistici, produttivi, decisionali”.

L’ERA DELL’OMNICANALITÀ
Questo avviene in un contesto di grande fluidità tra insegne e formati, con i consumatori che mescolano sempre più i propri canali di acquisto. Si assiste a una penetrazione sui canali online in costante aumento, con il digitale che non è più un canale isolato, ma parte integrante del processo di acquisto.
Questi nuovi strumenti aprono scenari di omnicanalità, dove il successo di un’insegna o di un formato dipende dalla capacità di offrire un’esperienza di acquisto coerente e senza frizioni tra negozio fisico, e-commerce, app e servizi di click&collect, premiando chi riesce a soddisfare i bisogni dei clienti in modo rapido e personalizzato in ogni punto di contatto.

EVITARE L’OUT OF STOCK RESTA UNA PRIORITÀ
L’efficienza a scaffale rimane un tema sensibile: il 39% dei clienti preferisce cambiare brand piuttosto che attendere il ripristino. Dal Barometro ECR-OSA (Optimal Shelf Availability) sviluppato da ECR Italia – l’associazione che all’interno di GS1 Italy raggruppa le principali aziende di industria, distribuzione e logistica per migliorare l’efficienza di filiera – emerge che nell’ultimo anno si stabilizzano il tasso di out of stock al 3,4% e quello delle vendite perse al 4,6% (nel 2024 erano rispettivamente 3,5% e 4,8%), ma la stagionalità crea un’alta variabilità nei mesi a seconda della categoria trattata.
ECR Italia ha il compito di mettere a fattor comune esperienze e strumenti – puntualizza Carolina Gomez, ECR Senior Project Manager di GS1 Italy – fornendo al settore linee guida e metriche di riferimento per affrontare in modo coordinato le nuove esigenze dei consumatori e l’evoluzione del mercato”.

BUONE PERFORMANCE PER FORMAGGI E SALUMI
Dalla segmentazione delle categorie di prodotto in base alle performance a volume e per out of stock, attribuendo loro un ruolo (eccellenza esecutiva, collaborazione efficiente, sviluppo potenziale, inefficienza), emerge che formaggi e salumi sono fra le categorie più performanti, mentre frutta e uova fresche risultano tra quelle da sviluppare.
In un momento in cui l’incertezza è la nuova normalità – conclude Giuseppe Luscia, ECR Senior Project Manager di GS1 Italy – la capacità di misurare e interpretare correttamente ciò che accade nel punto vendita diventa essenziale: è lì che si manifesta la fiducia del consumatore e si misura la reale efficacia della collaborazione di filiera”.
Per approfondimenti, i materiali del webinar “Nuovi consumatori, nuove sfide: i segnali del cambiamento nella grande distribuzione” sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

La Mdd traina la crescita di Despar Italia

Marca del distributore avanti tutta. Despar taglia il traguardo dei 65 anni in Italia e rilancia sulla private label come elemento distintivo dell’insegna. “Puntiamo a chiudere il 2025 con un fatturato in crescita di circa il +3% rispetto all’anno precedente – dichiara Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia –. Un risultato a cui ha dato un grande contributo la nostra marca del distributore: nel 2024 il fatturato dei prodotti a marchio Despar ha superato il miliardo di euro, quest’anno puntiamo a una crescita di circa il +5%”.
Despar Italia ha raggiunto una quota Mdd sul totale vendite grocery pari al 24,4%, superiore a quella del mercato italiano (che si attesta al 23,1%) e in crescita di 0,5 punti rispetto a settembre 2024 (fonte: Nielsen, dati I+S Grocery, progressivo settembre 2025). Tra i retailer della Gdo, escludendo i discount, Despar è la terza insegna per quota della Mdd in Italia e tra quelle con la maggior crescita a livello europeo (fonte: Nielsen IQ Consumer Panel 2024 vs 2023). Atro dato citato dalla società consortile è la quota delle vendite a confezione, che ha raggiunto a settembre il 27,3% (+0,7 vs settembre 2024): oggi nei carrelli dei clienti Despar un prodotto su tre è a marchio privato (fonte: NielsenIQ Discover progressivo settembre 2025).

LA STRUTTURA DELL’OFFERTA
L’offerta a marchio privato si compone di 17 linee, per un totale di circa 4.000 referenze, sviluppate grazie alla collaborazione con più di 500 fornitori di cui circa il 97% italiani. Complessivamente nel 2025 sono circa 170 i nuovi lanci di prodotto e 380 le referenze già esistenti su cui è stato effettuato un restyling. L’obiettivo è rendere l’offerta sempre più in linea con le esigenze in continua evoluzione del consumatore, con attenzione particolare a sviluppare nicchie di mercato, tra cui gli alimenti specializzati, in particolare l’area dei prodotti ad alto contenuto proteico, il segmento premium.

IL LANCIO DI S-BUDGET
La novità principale di quest’anno è però stata l’introduzione a livello nazionale di S-Budget, la linea di primo prezzo. Il progetto, frutto della collaborazione tra i sei soci del consorzio Despar Italia, valorizza una best practice già attiva da anni nei punti vendita di Despar Nord in Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, trasformandola in un’iniziativa estesa all’intera rete.
Il portafoglio di prodotti S-Budget conta oltre 250 referenze per la spesa quotidiana tra alimentari e non alimentari – pasta, surgelati, latticini, salumi, prodotti per la casa e la persona – capaci di garantire un risparmio medio fino al 30% sul carrello della spesa. S-Budget è oggi presente in tutte le 17 regioni in cui l’insegna opera.

I BEST PERFORMER DEL 2025
Le linee di prodotto che hanno registrato le performance migliori sono state: Passo dopo Passo, marchio dedicato alla filiera, e Scelta Verde, che comprende prodotti biologici nel mondo food ed ecologici nel non food. Passo dopo Passo mostra una crescita del 27% rispetto all’anno precedente sia nel comparto ortofrutta a peso imposto (+36,1% vs 2024) che nel fresco (+10,4% vs 2024), a dimostrazione di quanto la tracciabilità della filiera sia un valore sempre più importante per il consumatore finale.
Scelta Verde cresce invece del 12,1% nel food con incrementi importanti nell’ortofrutta a peso imposto (+28,5% vs 2024) e nel fresco (+10,2%), con buoni risultati anche nella cura casa e cura persona (+17,2%).
Positive le performance registrate da Despar Premium (+2,8% vs 2024), che da oltre quindici anni porta sugli scaffali dei punti vendita dell’Abete eccellenze gastronomiche e specialità locali offrendo un’ampia gamma di prodotti Dop e Igp. Anche quest’anno, in corrispondenza del periodo natalizio, il brand si arricchisce con una Special Edition che include una selezione di salumi e formaggi che valorizzano il patrimonio gastronomico italiano e i piccoli produttori locali.

L’ESPANSIONE DELLA RETE
Sul fronte della rete, lo sviluppo è stato sostenuto dagli investimenti dei soci e dal grande apporto degli oltre 700 imprenditori affiliati. Da gennaio a settembre 2025, sono stati inaugurati 57 nuovi punti vendita (di cui 54 affiliati) e completate 17 ristrutturazioni (di cui 11 realizzate da imprenditori affiliati), a conferma di un’espansione che ha coinvolto tutte le aree in cui l’insegna opera, con particolare vivacità nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno.
In Italia sono 1.323 i punti vendita a insegna Despar, Eurospar e Interspar, per un fatturato di 4,5 miliardi di euro. In un mercato grocery in crescita del +2,8% rispetto all’anno precedente, Despar Italia ha registrato una crescita del 3,1%, (fonte dati Nielsen I+S progressivo ottobre 2025). Sei le aziende associate: Despar Nord Ovest – Gruppo 3A, Despar Nord – Aspiag Service, Despar Centro Sud – Maiora, Despar Sardegna – SCS, Despar Sicilia – Ergon, Despar Messina – Fiorino.

I NUMERI DI SPAR INTERNATIONAL
L’Italia è il terzo Paese nel ranking globale di Spar International, il maggior gruppo mondiale della distribuzione associata presente in 48 Paesi nel mondo. Nel 2024 Spar International ha raggiunto un fatturato complessivo di 49,3 miliardi di euro, registrando una crescita del +4,6% rispetto all’anno precedente. Il gruppo conta più di 13.800 punti vendita che ogni giorno servono 14,7 milioni di clienti grazie al contributo di 470.000 collaboratori in tutto il mondo.

GLI INVESTIMENTI IN COMUNICAZIONE
Nell’anno in cui ha celebrato il 65° anniversario della sua presenza in Italia, il Consorzio Despar Italia ha potenziato le attività di comunicazione, incrementando del 25% gli investimenti. Tra le iniziative realizzate, la campagna offline “Da 65 anni sei in buone mani” veicolata attraverso i principali punti di contatto con il cliente e, a febbraio, il concorso nazionale “Festeggia con Despar” che ha permesso ai clienti di vincere 65 gift card del valore di 50 euro per la spesa nei punti vendita dell’Abete e due super premi finali: una Fiat 600 Hybrid e sei super spese da 4.500 euro assegnate nelle aree dei sei soci.
Per rafforzare la brand awareness sono stati quattro i flight della campagna “Casa Despar” che mette al centro il prodotto a marchio, a cui si è aggiunta la prima campagna nazionale totalmente digitale dedicata al lancio della linea convenienza S-Budget.

Shopping in Arabia Saudita per Investindustrial

Investindustrial scommette sulla crescita delle private label in Medio Oriente e realizza un’operazione che rappresenta una novità per il mondo finanziario europeo. L’acquirente è in realtà Windoria, società detenuta indirettamente da fondi affiliati di Investindustrial e nata dall’unione dell’italiana La Doria con la statunitense Winland Foods, entrambe attive proprio nella produzione di marchi privati. Il target è invece Al-Fursan Al-Maghawear, produttore e distributore saudita di salse, condimenti e altri prodotti alimentari a lunga conservazione. La novità sta nel fatto che si tratta della prima acquisizione di maggioranza in Arabia Saudita da parte di una società partecipata da un gruppo di investimento europeo. Il closing dell’operazione, soggetta alle consuete autorizzazioni da parte delle autorità competenti, è atteso entro la fine di questo mese di ottobre.

L’IDENTIKIT DI WINDORIA E AL-FURSAN
Con questa mossa Windoria consolida il proprio posizionamento nella produzione alimentare e come interlocutore di retailer, operatori foodservice e grandi marchi internazionali, forte di quasi 4 miliardi di dollari di ricavi, 29 stabilimenti produttivi e 5.000 dipendenti.
Al-Fursan, insieme alle controllate Al-Faris Al-Arabi Trading Ltd. Co. e Al-Faris Food Industries Ltd. Co., detiene una posizione di leadership nel segmento delle salse e dei condimenti, in particolare ketchup e aceto, grazie a marchi di rilevanza nazionale tra cui Baidar. Con circa 300 dipendenti, uno stabilimento produttivo a Riyad e una rete di distribuzione composta da sei sedi commerciali e sette magazzini in Arabia Saudita, l’azienda dovrebbe rappresentare un importante motore per la crescita di Windoria nell’area.
Nell’intenzioni di Investindustrial, l’operazione consentirà a Windoria e Al-Fursan di mettere insieme competenze locali e regionali, favorendo l’innovazione e la crescita per cogliere appieno il potenziale insito nella rapida espansione delle private label in Medio Oriente. L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla decisione di Investindustrial di stabilire una presenza diretta nella regione e alla partnership strategica sviluppata con la Saudi Industrial Development Fund Investment Company (SIC), che ha svolto un ruolo determinante nel favorire collaborazioni di carattere industriale nella regione.

UNA STRATEGIA DI CRESCITA GLOBALE
A dimostrare la volontà di crescere anche fuori dai mercati occidentali è un dato: negli ultimi dodici mesi, Investindustrial – che è un gruppo di società di investimento, holding e consulenza gestite in modo indipendente con 17 miliardi di euro di fondi raccolti – ha completato add-on (cioè ulteriori acquisizioni operate da società già riconducibili ai suoi fondi) in Asia e Medio Oriente per un enterprise value complessivo di circa 500 milioni di euro, con le aziende in portafoglio che oggi gestiscono 25 stabilimenti produttivi nelle due aree. Una vocazione globale confermata dall’ampliamento dei team a Abu Dhabi e Shanghai e dalla recente decisione di aprire un ufficio a Tokyo.
Siamo orgogliosi di annunciare la nostra prima acquisizione in Arabia Saudita – dichiara Andrea C. Bonomi, Presidente dell’Industrial Advisory Board di Investindustrial – in un settore in cui vantiamo un know-how consolidato e che presenta importanti prospettive di crescita. Prevediamo un aumento significativo della penetrazione del private label in Medio Oriente e Asia nei prossimi anni, creando un’opportunità eccezionale per accelerare lo sviluppo del settore e valorizzare il potenziale di Windoria. L’acquisizione di Al-Fursan riflette l’impegno di Investindustrial nel trasformare i campioni locali in leader globali. La nostra attenzione rimane rivolta al miglioramento continuo e all’innovazione, con l’obiettivo di costruire l’impresa del futuro”.

Despar dedica una campagna nazionale alla linea S-Budget

Prende il via lunedì 22 settembre la nuova campagna di comunicazione di Despar dedicata a S-Budget, la linea convenienza dell’insegna, recentemente arrivata nei punti vendita Despar, Eurospar e Interspar di tutta Italia. Si tratta della prima campagna su scala nazionale per questa specifica marca del distributore, un progetto che valorizza una best practice presente da anni nei negozi di Despar Nord in Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, diventata poi comune a tutta la rete. Il Consorzio Despar Italia e i suoi soci hanno infatti esteso S-Budget a tutte le 17 regioni italiane in cui l’insegna è presente. Il portafoglio di prodotti conta oltre 250 referenze per la spesa quotidiana tra alimentari e non alimentari – pasta, surgelati, latticini, salumi, prodotti per la casa e la persona – che, secondo quanto riferito dal Consorzio, garantiscono un risparmio medio fino al 30% sul carrello della spesa.
La campagna, on air per tre settimane dal 22 settembre al 12 ottobre, prevede una pianificazione, gestita dall’agenzia media Initiative, geotargetizzata sui principali canali digitali, coinvolgendo le Tv connesse, la piattaforma Spotify con audio no skip e banner targetizzati, le home page di numerose testate nazionali e locali online e siti selezionati con diversi formati digitali, tra cui skin e banner. A questo si affianca un’attività di sponsorizzazione su social media, in particolare Facebook e Instagram.

PROTAGONISTA È IL BORSELLINO ANIMATO
Con il claim “Più S-Budget, più risparmi”, la campagna, ideata dall’agenzia creativa AD 010, intende raccontare i tratti distintivi – risparmio, qualità, ampiezza dell’assortimento – costruendo riconoscibilità e fiducia intorno ai prodotti, rafforzando la brand awareness e il ruolo strategico che la linea ricopre nell’offerta Despar per rispondere alle esigenze di più fasce di clientela. Elemento distintivo della creatività è l’icona del borsellino animato, presente in tutti i materiali della campagna. Un portamonete che vuole rappresentare visivamente la filosofia di accessibilità e convenienza alla base di S-Budget.
È la prima volta che portiamo in comunicazione S-Budget a livello nazionale – dichiara Ombretta Putzu, Responsabile Marketing e Comunicazione di Despar Italia – e lo facciamo unendo le forze di tutti i soci del Consorzio in un progetto condiviso che rende ancora più forte ed efficace la comunicazione dei valori e delle peculiarità di questa nuova proposta. L’estensione della linea S-Budget a tutto il network Despar e questa campagna adv sono il risultato concreto di una sinergia costruita a partire da un’esperienza di successo, che oggi diventa un’opportunità per i nostri clienti che vogliamo raccontare con un messaggio forte e coerente per tutto il territorio nazionale”.
Despar Italia è la società consortile, con sede a Bologna, che riunisce sotto il marchio Despar se aziende della distribuzione alimentare e i loro negozianti affiliati. Le sei aziende associate sono: Despar Nord Ovest – Gruppo 3A, Despar Nord – Aspiag Service, Despar Centro Sud – Maiora, Despar Sardegna – SCS, Despar Sicilia – Ergon, Despar Messina – Fiorino. Despar conta in totale 1.323 punti vendita, per un fatturato al pubblico 2024 pari a 4,5 miliardi di euro.

Pinalli lancia la sua prima private label

È un segno dei tempi e dell’evoluzione (senza confini) del retail. La private label – o marca del distributore, come preferiscono chiamarla le insegne – è da tempo una leva strategica, non solo in termini economici, ma anche di immagine. Un’ulteriore conferma arriva dal mondo della bellezza e da Pinalli, player attivo proprio in quel comparto, che ha lanciato sua prima private label. La linea – già disponibile nei 92 store e attraverso l’e-commerce ufficiale dell’azienda – viene presentata come una scelta strategica che arricchisce e completa l’esperienza d’acquisto, rafforzando la riconoscibilità dell’insegna nel panorama beauty nazionale.
Con la nascita della private label compiamo un passo decisivo – dichiara Raffaele Rossetti, Presidente e Amministratore Delegato di Pinalli –. Vogliamo esprimere in modo chiaro la nostra identità, dare vita a una proposta esclusiva per i nostri canali, arricchire l’esperienza dei clienti con strumenti capaci di rendere la routine di bellezza più completa e, al tempo stesso, intercettare e interpretare i trend più attuali. È una scelta che segna l’evoluzione del nostro ruolo: da semplice distributore a brand che crea valore, ispira e sorprende”.
La private label di Pinalli prende vita attraverso diverse linee: Make-uppy introduce pennelli e spugnette; Skincredible arricchisce la routine skincare con accessori come patch e pad; Hairmazing è dedicata allo styling dei capelli, con elastici, mollette e pettini; BeautyTool offre strumenti di precisione come pinzette e limette. A chiudere la collezione, le pochette, in vari colori e formati. Si tratta tuttavia di solo il primo passo di un percorso più ampio, che vedrà progressivamente l’ingresso di nuove categorie e lo sviluppo di ulteriori progetti a marchio Pinalli, a cominciare dal lancio di due mascara in questi giorni.

IL RITORNO IN TV
È emblematico che, contestualmente al debutto della private label, l’insegna annunci un’altra iniziativa focalizzata anch’essa sull’identità d’insegna: il ritorno on air con la campagna Tv nazionale “Pinalli sei meraviglia”, firmata da Serviceplan sotto la direzione creativa di Igor Borghi. La campagna, trasmessa sulle principali emittenti nazionali e sulle piattaforme digitali, mira a rafforzare il nuovo posizionamento del brand e amplificarne la riconoscibilità su tutti i touchpoint.
Nata nel 1984 a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, Pinalli ha chiuso il 2024 con un fatturato di 170 milioni di euro. Da febbraio del 2023 una quota di maggioranza della società è detenuta da H.I.G. Capital, uno dei principali fondi di investimento internazionali, che ha investito in partnership con la famiglia Pinalli e con l’attuale management.

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