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Lidl riorganizza il reparto non food e lo suddivide in “mondi”

La velocità e l’agilità dell’esperienza d’acquisto hanno sempre giocato a favore del discount nel confronto con format caratterizzati da metrature e assortimenti più estesi. Ciò non toglie che si possa sempre fare meglio, in particolare nel non food, dove è l’inevitabile eterogeneità dell’offerta a esporre al rischio di comunicare un’immagine confusa. Un problema all’attenzione anche di un’insegna leader del canale come Lidl, che ha rinnovato il layout espositivo dei prodotti non alimentari in tutti gli oltre 800 store italiani, attraverso l’allestimento dei “I tuoi mondi Lidl”. Con questo nuovo approccio, la catena dichiara di voler consolidare il proprio posizionamento in un segmento strategico.

SEI CATEGORIE PER UNA NAVIGAZIONE IN STORE FACILITATA
Con l’introduzione dei mondi tematici non food, Lidl ha inteso strutturare le aree espositive in base ai bisogni dei clienti, per dargli modo di reperire più rapidamente i prodotti che desiderano. Il cuore del progetto è ovviamente costituito dalle private label non food dell’insegna: Parkside (fai da te e giardinaggio), Crivit (sport e tempo libero), Silvercrest (cucina e casalinghi), Livarno (casa e decorazione), Lupilu (neonati, bambini e giocattoli), Esmara (moda e accessori). A loro viene riservato ora un “palcoscenico” di rilievo, oltre a garantirne la presenza costante in punto vendita.

A CIASCUN MARCHIO IL SUO COLORE
La nuova configurazione è supportata da un sistema di comunicazione visiva caratterizzata da colori specifici per ogni marchio. Questa impostazione è studiata per rendere l’identificazione dei prodotti più immediata e riconoscibile, permettendo ai clienti di orientarsi tra le diverse categorie. L’adozione di una segnaletica chiara e di messaggi dedicati ha anche lo scopo di rafforzare la brand awareness e la fedeltà dei consumatori, mettendo in risalto la varietà e la profondità dell’assortimento disponibile.

L’OBIETTIVO È CREARE UN AMBIENTE PIÙ ORDINATO
Essendo una delle realtà più rilevanti per incidenza del non food in Italia, il nostro obiettivo è confermarci come prima scelta dei consumatori anche in questo comparto – sostiene Gianfranco Marc Brunetti, Chief Customer Officer di Lidl Italia – che da sempre rappresenta un pilastro dell’esperienza di acquisto in Lidl e un elemento distintivo nel nostro mercato. Questo ruolo di primo piano ci spinge a innovare continuamente per offrire sempre maggiore immediatezza, ispirazione e semplicità. Ed è proprio in questo senso che si colloca la riorganizzazione dell’area non alimentare, volta ad accogliere i clienti in un ambiente più ordinato, piacevole e accattivante. Questa evoluzione degli spazi rafforza la riconoscibilità dei nostri brand e ci conferma come destinazione affidabile per le esigenze di ogni giorno”.

Vendite a quota 3,2 miliardi di euro per CIA-Conad

Giro d’affari in crescita per CIA-Conad, che archivia il 2025 con un fatturato totale alle casse di 3,2 miliardi di euro. L’incremento è del +2,8% in omogeneo e del +3,2% in assoluto, superiore all’andamento del settore della distribuzione alimentare. Le vendite ai soci hanno avuto un valore di 2,082 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024 del 2,9%. Il patrimonio netto ha raggiunto quota 959,8 milioni di euro (+5,3%), di cui oltre 136 milioni costituiscono il capitale sociale. Il valore aggiunto, che rimanda allo scambio mutualistico interno ed esterno della cooperativa, è stato di oltre 169 milioni di euro (+2,4%). La maggior parte di questa cifra è stata destinata ai soci imprenditori (44%), dipendenti (20%) e azienda (23%). Anche nel corso del 2025, CIA-Conad e i punti vendita associati hanno destinato importanti risorse, per quasi 2,3 milioni di euro, al sostegno delle iniziative legate a sport, cultura, solidarietà e salute.

INVESTIMENTI PER 120 MILIONI SULLA RETE COMMERCIALE
Commercianti Indipendenti Associati (CIA) è una delle cinque cooperative del sistema Conad. A fine 2025, la sua rete comprendeva 256 negozi e 92 “concept” tematici, come bar/ristoranti (31), parafarmacie (22), pet store (29), distributori di carburante (7), negozi di ottica (3). CIA è presente in Romagna (Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e San Marino), Marche (Pesaro-Urbino, Ancona), Veneto (Padova, Rovigo, Venezia, Treviso e Verona), Friuli-Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine) e Lombardia (Milano, Bergamo e Lecco).
Gli investimenti sulla rete nel 2025 sono stati di oltre 120 milioni di euro. Le nuove aperture di punti vendita sono state 4: il Conad City di via Aurelio Saffi a Rimini, lo Spesa Facile di Albignasego (PD), il City di viale Martiri della Libertà a Fabriano (AN) e lo Spesa Facile di Mortegliano (UD). A queste si aggiungono 2 inaugurazioni di concept (a Castelfidardo e Cervignano), 4 ristrutturazioni totali di punti vendita e 38 ristrutturazioni parziali.

TREND POSITIVO PER I MDD E PROGRAMMA DI FIDELIZZAZIONE
Il prodotto a marchio Conad ha raggiunto una quota del 40,8%, tra i più alti in Italia, con un incremento di circa l’1,2% rispetto all’anno precedente. Anche per quanto riguarda il programma di fidelizzazione il 2025 viene definito un anno positivo. Carta Insieme Più Conad Card – carta fedeltà con funzione di pagamento – registra un parco complessivo di 199.000 tessere (+4,8%), con un fatturato di oltre 570 milioni di euro. Carta Insieme Digitale ha superato quota 559.000 carte attive (+23,2%). Significativo anche il valore delle spese pagate tramite app con il Conad Pay, oltre 73,7 milioni di euro, mentre il numero di carte Prepagata Conad nel 2025 è stato superiore a 442.000, per un valore di 34,7 milioni di euro.

CERTIFICATA LA PARITÀ DI GENERE
Anche nel 2025 – dichiara l’Amministratore Delegato Luca Panzavolta (nella foto accanto) – CIA-Conad ha ottenuto risultati superiori alla media del mercato, in uno scenario caratterizzato da forte incertezza. Per scelta strategica privilegiamo un’offerta competitiva e accessibile tutti i giorni, in cui il rapporto qualità-prezzo non poggia unicamente sulla leva promozionale, ma soprattutto sul prodotto a marchio e sulla convenienza continuativa. Le sole cifre, però, non rendono merito al comune impegno e agli sforzi delle tante persone del nostro sistema. Per contribuire a restituire fiducia a chi entra in relazione con noi sappiamo che dobbiamo mantenere la consapevolezza del nostro ruolo e svolgerlo al meglio. Per questo, tra i tantissimi progetti avviati, voglio citarne due che abbiamo intrapreso volontariamente e che testimoniano al meglio i nostri valori: la certificazione di parità di genere, conseguita in primavera, e la rendicontazione di sostenibilità secondo gli ultimi standard europei in materia”.

LA SICUREZZA SUL LAVORO RESTA UNA PRIORITÀ
Nel complesso il sistema CIA-Conad dà lavoro a più di 12.100 persone, sommando la rete dei negozi, la cooperativa e le società del gruppo. Si tratta di un dato in costante aumento, anche se si continua a registrare difficoltà nel reperire professionalità specializzate, in particolare nei reparti serviti. In tema di formazione, fra rete e cooperativa sono state erogate oltre 18.000 ore/uomo. Tra le novità, un corso di educazione finanziaria rivolto al personale delle basi logistiche e volto a garantire la massima inclusività. La Cooperativa sottolinea che la sicurezza sul lavoro resta una priorità e nel corso del 2025 ha erogato per il proprio personale 2.715 ore uomo di formazione in questo ambito (+25%).

SOSTEGNO FINANZIARIO A FAVORE DELLA DECARBONIZZAZIONE
Nonostante non rientri ancora tra le imprese obbligate dalla normativa europea (direttiva 2022/2464), CIA-Conad ha scelto di realizzare la Rendicontazione di Sostenibilità riferita all’anno 2025, conforme ai principi degli standard europei di reportistica (ESRS – European Sustainability Reporting Standards). L’impegno in materia è testimoniato dall’accordo di finanziamento da 40 milioni di euro firmato nel 2025 con la Banca Europea per gli Investimenti, che va a sostenere la decarbonizzazione dei punti vendita della rete associata. È il primo di questo tipo in Italia nel settore della distribuzione organizzata.
Tra le numerose azioni del 2025 spicca l’efficientamento energetico dei magazzini, che ha portato a una riduzione del 15% delle emissioni totali. Il passaggio al digitale ha evitato la stampa di 9 milioni di volantini promozionali.
Venendo ai fornitori locali, si è registrato un ulteriore aumento a 677 realtà complessive (erano 604 l’anno precedente); il volume d’affari ha superato i 252 milioni di euro. Sono 153 le aziende del territorio coinvolte nel progetto “SiAmo”, che valorizza eccellenze tipiche e filiere locali.

Nova Coop, nel 2025 l’utile è salito a 25,3 milioni

Le vendite lorde crescono, ma la buona notizia per Nova Coop arriva soprattutto dall’ultima riga di bilancio: la gestione 2025 si è chiusa con un utile netto di 25 milioni 294 mila euro, più che raddoppiato rispetto al 2024. La rete commerciale ha superato 1 miliardo e 230 milioni di euro in termini di vendite, salite di 21 milioni nel confronto con l’esercizio precedente. Il patrimonio netto ha raggiunto 895 milioni e 697 mila euro, in crescita di oltre 25 milioni sul 2024, principalmente grazie all’utile d’esercizio conseguito. Ulteriori 6,5 milioni di euro sono stati destinati ad irrobustire la dotazione del fondo rischi, ora a quota 24 milioni e 873 mila euro.
Il piano di sviluppo e ammodernamento della rete commerciale ha portato a investimenti complessivi superiori a 28 milioni e 600 mila euro per interventi di ristrutturazione ed efficientamento dei punti vendita esistenti. Tra gli interventi principali figurano la ristrutturazione dell’ipermercato di Cuneo, dell’ipermercato di Novara, del punto vendita di Avigliana e del supermercato di Casale Monferrato. Per le nuove aperture sono stati investiti oltre 8,6 milioni di euro, destinati in particolare al progetto Scalo Nizza-Vallino di Torino e allo sviluppo della rete Enercoop con Domodossola e la nuova stazione di Chieri, di prossima apertura.

LA MDD SUPERA IL 35% DI QUOTA A VOLUME
La gestione caratteristica conferma la crescita dei volumi di vendita della rete tradizionale, che ha sviluppato ricavi lordi per oltre 1 miliardo e 97 milioni di euro tra supermercati e ipermercati (+1,13%). In aumento è anche il numero degli scontrini battuti, circa 34,19 milioni (+1,52%).
Nel corso del 2025 il carrello della spesa di soci e clienti si è riempito di oltre 75 milioni di prodotti a marchio Coop, che da soli rappresentano il 35,2% delle vendite in quantità del prodotto confezionato, in crescita sull’anno precedente sia per l’incidenza sui volumi totali, sia per quota di fatturato. Nel corso dell’anno è continuata l’attivazione nei negozi di aree specifiche dedicate alla presentazione dell’assortimento dei fornitori del territorio piemontese, ora presenti in oltre il 40% della rete di vendita, come azione per favorire la visibilità delle filiere locali. Complessivamente sono stati riconosciuti oltre 127 milioni di euro di sconti ai soci della Cooperativa, più di 41 milioni dei quali attraverso vantaggi esclusivamente dedicati alla base sociale.

L’E-COMMERCE PESA POCO PIÙ DEL 3%
Prosegue anche la crescita della vendita omnicanale tramite l’e-commerce. Nel 2025 Nova Coop ha consolidato il presidio territoriale con 7 CoopDrive, 12 CoopLocker e 440 Comuni serviti dal servizio Coop a casa. Le spese prodotte attraverso CoopShop.it sono state quasi 110 mila, per un valore complessivo di oltre 11,7 milioni di euro (+3,17%).
Positivo anche l’andamento delle pompe carburanti a marchio Enercoop: nel 2025 sono state avviate la nuova stazione di servizio di Domodossola e il consolidamento dell’impianto di Asti, inaugurato a fine 2024. Le vendite lorde dei carburanti hanno raggiunto 115,2 milioni di euro (+7,50% rispetto al 2024, +2,00% a parità di perimetro).

LA GESTIONE FINANZIARIA DETERMINANTE AI FINI DEL RISULTATO
Per ammissione della stessa cooperativa, la gestione finanziaria ha contribuito in maniera determinante ai risultati, grazie agli elevati rendimenti del portafoglio titoli, all’attività di trading e ad operazioni straordinarie relative alla partecipazione Unipol e ai dividendi percepiti. Anche i risultati della controllata Nova Aeg, che opera nel mercato energetico, hanno avuto un rilievo fondamentale nel corso dell’esercizio.
Da oltre tre anni operiamo in uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità e forti tensioni economiche, che continuano ad avere ricadute dirette sulle famiglie e sui consumi – dichiara Ernesto Dalle Rive, Presidente di Nova Coop (nella foto accanto) –. In questo contesto abbiamo scelto di mantenere fermo il nostro impegno a tutela del potere d’acquisto di soci e consumatori, contenendo per quanto possibile gli effetti dell’inflazione sul carrello della spesa attraverso una gestione rigorosa ed efficiente dei costi della Cooperativa. Il risultato di bilancio raggiunto nel 2025 nasce da questo lavoro costante e collettivo di controllo e ottimizzazione, unito ai risultati positivi della rete di vendita, al contributo strategico della controllata Nova Aeg e all’apporto particolarmente significativo della gestione finanziaria. Sono risultati che rafforzano ulteriormente la solidità di Nova Coop e confermano la capacità della Cooperativa di generare valore restando coerente con i principi mutualistici e con il proprio ruolo sociale sui territori. Su queste basi vogliamo sostenere con rinnovato impegno lo sviluppo della rete e aprire una nuova stagione di crescita e innovazione”.

WELFARE PER I DIPENDENTI E INIZIATIVE SUL TERRITORIO
Nova Coop ha chiuso il 2025 con 4.521 dipendenti, confermando una struttura occupazionale composta per oltre il 99% da rapporti di lavoro a tempo indeterminato. I risultati raggiunti dalla Cooperativa permetteranno di erogare il premio di risultato ai dipendenti. Prosegue inoltre il piano di welfare aziendale che nel 2025 ha garantito circa 850.000 euro di risparmi sulla spesa a favore dei dipendenti e delle loro famiglie e autorizzato prestiti a tasso agevolato per ulteriori 310.000.
Continua a rafforzarsi anche il rapporto con i territori e con il terzo settore. Attraverso il progetto “Buon Fine”, Nova Coop ha donato prodotti non più vendibili ma ancora consumabili per un valore commerciale di 11,1 milioni di euro, equivalenti a circa 1,9 milioni di pasti destinati gratuitamente a persone in condizioni di fragilità economica. La Cooperativa ha inoltre rafforzato e reso continuativa l’iniziativa “Dona la Spesa” inserendo 47 punti di raccolta permanente di alimenti e beni non deperibili per gli umani e 16 per gli animali in altrettanti punti vendita.
Nel corso del 2025 sono inoltre state realizzate 732 iniziative educative nelle scuole attraverso il progetto Saperecoop, coinvolgendo oltre 12.000 studenti, e sono stati distribuiti premi per oltre 417.000 euro nell’ambito del progetto “Coop per la Scuola”.

SALDO POSITIVO ANCHE PER LA BASE SOCIALE
Per il secondo anno consecutivo cresce la base sociale della Cooperativa, che al 31 dicembre 2025 conta 593.699 soci, con un saldo positivo di 4.033. A fine anno erano inoltre 85.313 i soci prestatori, con un rapporto tra prestito sociale e patrimonio netto consolidato pari a 0,73 e che la cooperativa sottolinea essere largamente inferiore sia alla media nazionale, sia al limite massimo previsto dalla normativa.
Infine, Il bilancio consolidato 2025 del Gruppo Nova Coop, che comprende i risultati della Cooperativa, di Nova Aeg, della controllata YEE e della società Sviluppo Dora, registra un valore della produzione consolidata pari a 2 miliardi e 379 milioni di euro e un utile netto consolidato di 24 milioni e 983 mila euro.

Amica Chips, Pata e Preziosi Food sanzionate dall’Antitrust

Un’intesa segreta e continuata per ripartirsi la fornitura di snack salati prodotti per conto della Gdo. Un vero e proprio patto di non belligeranza, come lo definisce l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, siglato da Amica Chips, Pata e Preziosi Food. Il tutto in aperta violazione dell’articolo 101, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e che ha indotto l’Antitrust a deliberare una sanzione da oltre 23 milioni di euro.
Queste le cifre: Amica Chips, che nel 2024 ha raggiunto un fatturato superiore ai 137 milioni di euro, dovrà pagare 8,2 milioni di euro. Pata, che sempre nel 2024 ha registrato ricavi per oltre 188,8 milioni di euro, si è vista comminare più di 7,5 milioni di euro. Infine, per Preziosi Food – accreditata di più di 83,3 milioni di euro di fatturato nel 2024 – l’ammenda è pari a 7,5 milioni di euro.

TUTTO È INIZIATO DA UNA SEGNALAZIONE ANONIMA
Il procedimento era stato avviato a settembre 2024 a seguito di una segnalazione anonima, ricevuta attraverso la piattaforma di whistleblowing dell’Autorità. In quella fase l’ipotesi era che, quantomeno nel 2024, le società Amica Chips e Pata avessero concertato le proposte di prezzo da presentare ai buyer delle catene della Gdo relativamente alle patatine fritte a marchio privato.
Nello stesso mese partirono le ispezioni presso le sedi delle due società e in quella di Preziosi Food, altro copacker del settore chips e dunque ritenuto potenzialmente in possesso di informazioni e documenti rilevanti ai fini della corretta ricostruzione dei fatti.

L’AMMISSIONE DI RESPONSABILITÀ
Va detto che nel corso dell’istruttoria le aziende coinvolte hanno riconosciuto la propria responsabilità, arrivando a retrodatare l’intesa rispetto a quanto aveva autonomamente appurato l’Antitrust. Nel caso di Amica Chips e Pata l’accordo risale a maggio del 2016 e ha avuto una durata di 8 anni e 4 mesi, mentre per Preziosi Food la data di inizio è stata collocata a gennaio 2019, il che equivale a un totale di circa 5 anni e 8 mesi.
Il testo del provvedimento dell’Agcm racconta nel dettaglio cosa è accaduto in questo lungo periodo, a cominciare dal patto di non belligeranza tra Amica Chips e Pata, “inizialmente limitato ad alcuni clienti e poi gradualmente esteso dal 2018 alla totalità delle catene della Gdo che richiedevano prodotti per le referenze pl”.
L’accordo prevedeva che ciascuna delle due aziende “si astenesse dal contattare in maniera attiva e mirata gli operatori della Gdo al fine di sviluppare nuovi rapporti di fornitura, limitatamente alle referenze già rifornite dall’altra parte salvo eccezioni”.

LE OFFERTE ALLA GDO VENIVANO CONCORDATE
Secondo l’Agcm, le evidenze dell’istruttoria attestano che le tre aziende in questione hanno coordinato le offerte relative a snack salati a marchio del produttore in relazione a numerose catene. L’elenco è davvero lungo: Lidl, Eurospin, Agorà, Penny Market, Esselunga, Decò, Crai, Coop, Carrefour, C3, Aldi, Selex e Conad.
In base a quanto ricostruito dall’Agcm, il coordinamento delle offerte è avvenuto con riferimento a quegli operatori della Gdo che hanno mostrato interesse a cambiare fornitore o a sondare il mercato alla ricerca di offerte migliori. L’intesa si è quindi tradotta nella presentazione di offerte maggiorate – così da favorire l’azienda a cui, in base all’accordo, avrebbe dovuto essere assegnata la commessa – oppure non presentando alcuna offerta o “manifestando l’indisponibilità a fornire le referenze richieste adducendo, ad esempio, limitazioni alla capacità produttiva”.

FORNITURE RIPARTITE SU BASE TERRITORIALE
Qualche esempio? Nel provvedimento si legge che “nel 2016, Pata e Amica Chips si sono accordate affinché Pata presentasse delle offerte di comodo a Lidl. A partire dal 2019 l’accordo è stato esteso a Preziosi Food, che ha partecipato alla ripartizione territoriale della fornitura delle referenze con Amica Chips. La documentazione agli atti conferma che dal 2019, anno in cui Preziosi Food è diventato fornitore di Lidl, Amica Chips ha iniziato a fornire le referenze oggetto di ripartizione territoriale esclusivamente ai depositi del Nord e Centro Italia e non più a quelli del Sud, ossia Misterbianco e Molfetta, rifornite da Preziosi Food”.
E ancora: “Il coordinamento tra Amica Chips e Pata ha permesso a Pata di proteggere le sue forniture a Eurospin nel 2018, allorché questa aveva iniziato a chiedere quotazioni ad Amica Chips. Ad aprile 2022, inoltre, Amica Chips ha presentato un’offerta di comodo ad Eurospin al fine di favorire l’aggiudicazione della commessa a Pata e, a ottobre 2022, ha comunicato a Eurospin, dandone conto al responsabile commerciale di Preziosi Food, la propria indisponibilità a produrre, funzionale a proteggere le forniture di Pata e Preziosi Food”.
Amica Chips e Pata, inoltre, si sono incontrate più volte nel 2022 “per affrontare il tema della difficile congiuntura di mercato, in un contesto caratterizzato dal significativo aumento dei prezzi delle materie prime, successivamente inviando comunicazioni di aumenti alla generalità dei clienti”.

PREMIATA LA COLLABORAZIONE DI PATA E AMICA CHIPS
Nel definire l’ammenda da pagare, l’Antitrust ha applicato il proprio programma di clemenza e ha concesso a Pata e ad Amica Chips il beneficio della riduzione della sanzione, nella misura del 50% e del 30% rispettivamente, in considerazione delle evidenze prodotte, definite significative dalla stessa Agcm ai fini della prova dell’infrazione.
Inoltre, l’Autorità ha attivato – per la prima volta dalla sua introduzione – la procedura di transazione prevista dall’art. 14-quater della legge 10 ottobre 1990, n. 287 e, grazie al buon esito di tale procedura, le tre società hanno beneficiato di una ulteriore riduzione dell’ammenda. Nel caso di Amica Chips e Pata, infatti, gli importi ricadono nelle forcelle dalle stesse accettate nelle rispettive proposte di transazione, mentre per Preziosi Food la sanzione rispecchia l’ammontare accettato dalla società nella propria proposta transattiva.

Mdd da record, raggiunto il 50% di quota a volume in Europa

In ogni cosa c’è sempre una prima volta, ma questa – relativa al settore del largo consumo – davvero non passa inosservata. Nel 2025 per la prima volta la marca del distributore (Mdd) ha raggiunto una quota in unità di vendita del 50% in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. Complice il carovita, i prodotti private label sono entrati con maggiore frequenza nel carrello della spesa delle famiglie, consentendo di tagliare un traguardo che può essere definito storico.
Secondo l’ultima analisi di Circana sul mercato europeo del largo consumo, la quota di unità vendute a marca del distributore è aumentata costantemente ogni anno dal 2021, salendo di oltre tre punti percentuali nel periodo, con un’ulteriore crescita prevista per il 2026. I prodotti Mdd rappresentano già più della metà delle unità vendute in alcuni paesi, guidati dalla Spagna (59%) e dai Paesi Bassi (56%), dove il discount è più consolidato. La quota a volume della marca privata è salita al 52% nel Regno Unito e in Germania, mentre si attesta al 46% in Francia e al 36% in Italia.

ITALIA ATTESTATA AL 31% A VALORE
Il principale motore della crescita sono state le categorie food & beverage, in particolare nei piatti pronti, negli snack, nelle bevande e nei prodotti lattiero-caseari. Significativo viene definito da Circana l’incremento nelle acque minerali, grazie a prezzi competitivi, promozioni profonde, edizioni limitate e un target mirato.
Ovviamente, la fetta della torta si riduce a valore, scendendo al 42% delle vendite nei sei principali mercati europei, per un totale di 324 miliardi di euro. Più nel dettaglio, la quota a valore della Mdd si attesta al 31% in Italia, 36% in Francia, 44% in Germania e Regno Unito, 52% in Spagna e 55% nei Paesi Bassi.

L’INFLAZIONE CAMBIA IL MODO DI FARE LA SPESA
“Nell’ultimo decennio – dichiara Ananda Roy, Senior Vice President of Strategic Growth Insights di Circana – le marche del distributore sono diventate marchi potenti a tutti gli effetti. Considerando che oggi un carrello della spesa medio costa quanto un carrello premium dello scorso anno, i consumatori attenti al prezzo devono compiere decisioni difficili su quali prodotti acquistare. L’assortimento dei distributori spazia dai prodotti base a prezzi contenuti alle prelibatezze premium, fino ad alimenti salutari, iperproteici e articoli di tendenza: un’alternativa affidabile e attraente alle marche industriali che sta cambiando il modo in cui le persone fanno la spesa in tutto il mondo”.

INNOVAZIONE A SCAFFALE E NELLA COMUNICAZIONE
Monitorando le vendite di milioni di referenze in oltre 230 categorie del largo consumo, l’analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le marche private stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei brand nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel sostenere la domanda.

ULTERIORE SLANCIO ARRIVERÀ DALLO SHOPPING ONLINE…
Mentre i marchi industriali hanno cercato di riconquistare i consumatori rallentando la crescita della pl, l’aumento dell’inflazione alimentare potrebbe portare a un nuovo incremento di questi prodotti entro la fine dell’anno. Si prevede inoltre che lo shopping online e quello guidato dall’intelligenza artificiale – che tipicamente privilegiano prodotti più economici a parità di benefici – quest’anno forniranno ai supermercati un ulteriore slancio.

… E DALLE TENSIONI GEOPOLITICHE INTERNAZIONALI
I retailer si rivolgono anche alle generazioni più giovani, meno fedeli ai grandi brand, attraverso TikTok shop – sottolinea Roy – e contenuti virali; i discount stanno aprendo nuovi punti vendita e l’AI rende più semplice che mai confrontare i prodotti solo su prezzo e funzionalità. Le marche industriali dovranno contare su qualcosa di più della semplice reputazione del marchio o di forti sconti per attirare i consumatori”.
E la prima volta potrebbe non essere l’ultima, anzi. “Si prevede che la crisi del costo della vita si intensificherà nella seconda metà dell’anno – avverte Roy – poiché le tensioni geopolitiche stanno aumentando i prezzi di fertilizzanti, trasporti, distribuzione e ingredienti. È probabile che ciò offra un ulteriore vantaggio ai distributori, con una rapida crescita della Mdd mentre le famiglie cercano nuovi modi per risparmiare”.

RISPONDERE CON LE PROMOZIONI È TATTICA, NON STRATEGIA
Circana ha inoltre rilevato che le promozioni a scaffale, i prezzi riservati ai programmi fedeltà (loyalty pricing) e le strategie di allineamento dei prezzi si sono intensificati nell’ambito di una “guerra dei prezzi” nel settore. Tuttavia, i prodotti di marca vengono scontati in modo molto più aggressivo rispetto alle Mdd: nei sei principali mercati europei, il 34% delle vendite a volume dei brand industriali è avvenuto in promozione, contro il 14% della marca del distributore. “Con margini già ridotti – conclude Roy – le marche industriali dovranno analizzare a fondo i dati sulla fedeltà dei consumatori e le strategie di prezzo e promozione se vogliono competere e sopravvivere. Saturare il mercato di promozioni non è una tattica di sopravvivenza a lungo termine”.

Despar Italia supera i 4,6 miliardi di fatturato e rilancia sugli investimenti

Despar Italia archivia il 2025 come settimo operatore della distribuzione italiana per dimensione, ma scalare una posizione sembra essere un obiettivo alla portata. Nell’aggiornamento di febbraio 2026, a fonte Nielsen Gnlc, la società consortile è salita infatti sul sesto gradino della classifica. E finalizzati a confermare la crescita sono gli investimenti previsti dalle sei società consorziate (Despar Nord Ovest – Gruppo 3A; Despar Nord – Aspiag Service; Despar Centro Sud – Maiora; Despar Sardegna – SCS; Despar Sicilia – Ergon; Despar Messina – Fiorino) pari a 55,4 milioni di euro per il 2026 e destinati all’espansione e al riammodernamento della rete commerciale. In programma ci sono 36 aperture e 45 ristrutturazioni.
Il saldo del 2025 si è attestato, invece, a 102 nuove aperture e 30 restyling di negozi diretti e affiliati, portando a un totale di 1.382 punti vendita (422 diretti e 960 affiliati) per una superficie complessiva di vendita pari a 810.968 metri quadri.

I PUNTI VENDITA DIRETTI INCIDONO PER IL 65% DEI RICAVI
L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato al pubblico di 4,64 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Il 65% dei ricavi arriva dai punti vendita diretti, il 35% dalla rete affiliata.
Entrando nel dettaglio dei format, il 34% è attribuibile ai punti vendita Despar, il supermercato di prossimità con superfici fino a 800 metri quadri; il 39% deriva invece dagli Eurospar, supermercati di media dimensione compresi tra 800 e 2.000 metri quadri, mentre il 27% è stato generato dagli Interspar, punti vendita di grande superficie oltre i 2.000 metri quadri. Il format Despar si distingue per la dinamica di crescita più significativa, con un incremento del 4,3% nel corso del 2025, a conferma di come la prossimità rappresenti un punto distintivo dell’insegna.

NEL NETWORK SONO ENTRATI 76 IMPRENDITORI
Ancora in tema di format, tutti hanno conosciuto nuove aperture negli scorsi 12 mesi. Ad essere inaugurati sono stati, infatti, 46 Despar Express (punti vendita compatti per la spesa quotidiana in contesti urbani, turistici o nei piccoli comuni), 49 Despar, 5 Eurospar, 2 Interspar. L’espansione ha coinvolto anche tutti i territori presidiati, con particolare vivacità nell’area del Nord Ovest e nel Centro Sud.
Una spinta trainante allo sviluppo del network è stata data dai negozi in affiliazione: oggi sono 750 gli imprenditori affiliati al marchio dell’Abete con 960 punti vendita in gestione sul territorio nazionale che nel 2025 hanno generato un fatturato al pubblico di 1,6 miliardi di euro. Nel 2025 la rete affiliata si è allargata con l’apertura di 94 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 20. Un risultato reso possibile sia dal rafforzamento di partnership consolidate, sia dall’ingresso di 76 nuovi imprenditori.

MDD, L’INSEGNA NELLA TOP 5 ITALIANA PER QUOTA DI MERCATO
Despar Italia sottolinea di aver consolidato nel 2025 il proprio posizionamento nella marca del distributore, raggiungendo una quota di mercato pari al 24,3% sul totale delle vendite grocery, in crescita di 0,4 punti percentuali rispetto al 2024 e superiore alla media del mercato Mdd in Italia, attestata al 23,1% (fonte NielsenIQ, I+S dicembre 2025). Un risultato che colloca l’insegna tra le prime cinque realtà in Italia per quota di mercato nella private label.
Le vendite dei prodotti a marchio Despar hanno superato 1,1 miliardi di euro, registrando un incremento a valore del 4,6%. Performance positive anche sul fronte dei volumi: le vendite a confezione hanno raggiunto una quota del 27,4% a fine 2025, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: NielsenIQ, I+S+LS).
Questi risultati confermano il ruolo sempre più strategico del prodotto a marchio come leva di fidelizzazione della clientela: la penetrazione della Mdd Despar sul totale acquirenti è pari all’83,2%. La percentuale aumenta fino al 90,6% considerando i clienti che hanno fatto la spesa almeno quattro volte nell’anno nei supermercati dell’insegna (fonte: Panel Consumer Nielsen IQ, 2025).

CON LA LINEA S-BUDGET COMPLETATA L’OFFERTA A MARCHIO
La novità dell’anno è stata l’estensione della linea convenienza S-Budget a tutta la rete vendita Despar sul territorio nazionale. Oltre alle aree gestite dal socio Despar Nord, dove questa linea è storicamente presente e continua a detenere il peso maggiore, vengono definiti particolarmente positivi i risultati conseguiti nel Centro e nel Sud Italia.
La nuova linea ha consentito di costruire un’offerta private label in grado di coprire tutti i segmenti, dall’entry level al premium. Nel 2025 il lancio di circa 180 nuovi prodotti e il restyling di oltre 420 referenze hanno portato alla realizzazione di un assortimento Mdd che complessivamente conta circa 4.200 referenze, sviluppate con oltre 500 fornitori, per il 97% italiani.
Oltre a S-Budget, entrata a regime nel 2025, a dare buoni risultati nei prodotti a marchio – in base a quanto reso noto da Despar Italia – è stato il mondo dei freschissimi con Passo dopo Passo, la linea di filiera Despar che include ortofrutta, carne e pesce, che ha segnato una crescita del +24,2%, con un +30,8% nell’ortofrutta. (fonte NielsenIQ I+S dicembre 2025).

IN CANTIERE CI SONO 180 NUOVI LANCI
La nostra Mdd ha continuato nel percorso di crescita che abbiamo registrato in modo costante negli anni – afferma Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia (nella foto a destra) – e che intendiamo proseguire anche nel 2026 con l’obiettivo di un incremento del fatturato Mdd di almeno il 4,5%. Per l’anno in corso prevediamo circa 180 nuovi lanci e oltre 400 restyling, con focus sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Vogliamo offrire ai clienti un assortimento completo e coerente: la parte principale del mercato restano i prodotti mainstream a marchio Despar, ma la costruzione di una vera e propria piramide dal premium all’entry level rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. In questo modo possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita”.

La Doria cresce del 7,7% e supera 1,3 miliardi di fatturato

Le operazioni straordinarie, sommate all’andamento positivo delle vendite, hanno dato una bella spinta al fatturato 2025 di La Doria. L’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi di euro del 2024. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha infatti portato a termine due acquisizioni: Pasta Lensi, storica realtà italiana specializzata nella produzione di pasta, e le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno contribuito ad ampliare il portafoglio prodotti del gruppo, rafforzando la presenza nei segmenti della pasta e dei derivati del pomodoro e consentendo di potenziare l’offerta di prodotti biologici e senza glutine.
Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria – commenta Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria (nella foto in alto) – in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento”.

SUGHI E PASTA IN FORTE ACCELERAZIONE
Analizzando la suddivisione del fatturato per categorie di prodotto, si è registrata un’ottima performance della “Linea Sughi” (+17,9% rispetto al 2024) e una netta crescita della “Linea Pasta”, riconducibili principalmente al pieno contributo delle società acquisite nel 2024: Clas e il ramo d’azienda private label di Pastificio Di Martino, poi rinominato La Doria Pasta PL, entrambe fuse in La Doria. La “Linea Pasta” ha inoltre beneficiato dell’ingresso nel 2025 di Pasta Lensi nel perimetro del gruppo.
La “Linea derivati del pomodoro” ha mostrato una buona crescita (+4,1%), favorita dall’aumento dei volumi legato alla maggiore produzione realizzata durante la campagna di trasformazione 2024. La “Linea legumi, vegetali e pasta in scatola” ha registrato un andamento sostanzialmente stabile, mentre la “Linea succhi di frutta e bevande” ha evidenziato una flessione del 9,1%, che l’azienda definisce in linea con la contrazione dei consumi osservata nel mercato italiano.
Con riferimento alla composizione del fatturato per canali di vendita, nel 2025 le private label – che rappresentano il core business del gruppo – hanno raggiunto l’89,4% del fatturato consolidato, mentre l’8% è stato generato dalle attività di co-manufacturing. Il restante 2,6% delle vendite è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

LA GRAN BRETAGNA RESTA IL PRIMO MERCATO
Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la quota predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano pesa per il 18,8%. I ricavi hanno registrato una crescita sia sui mercati internazionali (+4,5%) sia sul mercato italiano (+24,4%). Il principale mercato estero resta la Gran Bretagna, seguita dall’Italia; tra gli altri mercati europei di rilievo figurano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei si distinguono Australia, Giappone e Stati Uniti.
Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali – aggiunge Ferraioli – che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione”.

Lidl sceglie lo chef Cannavacciuolo come volto di Italiamo

Coerenza tra prodotto e testimonial: per Italiamo, la sua linea di specialità locali Made in Italy, Lidl ha applicato questa ben nota ricetta di marketing. E la scelta è caduta sullo chef Antonino Cannavacciuolo, che presterà il volto anche per i prodotti ortofrutticoli Igp e Dop distribuiti dalla catena nei suoi circa 800 punti vendita attivi sul territorio nazionale. Un personaggio italianissimo e perdipiù legato al mondo della gastronomia che avrà il compito di guidare i consumatori alla scoperta di referenze come i Rigatoni di Gragnano Igp trafilati al bronzo, l’Olio Dop Terra di Bari e i Cantuccini Toscani Igp.

CELEBRITÀ PER RACCONTARE LA MDD
Il ricorso a Cannavacciuolo rientra in una ben precisa strategia di comunicazione di Lidl, che si affida a celebrità dello sport e dello spettacolo per pubblicizzare specifiche linee di marca del distributore. Solo poche settimane fa, la tennista Stefanie Graf è divenuta testimonial internazionale del brand di abbigliamento e attrezzature sportive Crivit, mentre Arnold Schwarzenegger è già da tempo protagonista dell’advertising a supporto della private label di articoli per il fai da te Parkside.
La collaborazione con lo Chef Cannavacciuolo è una iniziativa straordinaria che si pone a conferma del nostro percorso di valorizzazione del Made in Italy – afferma Gianfranco Marc Brunetti, Chief Customer Officer Lidl Italia (a destra nella foto in alto) – e in piena coerenza con la nostra mission di rendere la qualità accessibile trasformando le specialità di Italiamo e le eccellenze del reparto ortofrutticolo Igp e Dop in una consuetudine per ogni tavola. Abbiamo scelto un volto così amato e autorevole perché incarna perfettamente quel binomio tra autenticità e rigore qualitativo che definisce anche il nostro Dna. Questo progetto è il coronamento di un profondo e duraturo legame con il territorio: un impegno che ci ha permesso di agire come trampolino di lancio per tantissime realtà del comparto agroalimentare italiano, oggi apprezzate dai clienti Lidl di tutto il mondo”.

DUE SOGGETTI PER GLI SPOT IN TV
Il debutto televisivo della collaborazione è fissato per domenica 12 aprile, data in cui andrà in onda il primo dei due soggetti da 30 secondi, quello dedicato alla linea Italiamo. A giugno la narrazione proseguirà con il secondo spot incentrato sull’offerta frutta e verdura, avviando una rotazione costante che accompagnerà i consumatori per tutta l’estate fino al mese di ottobre.
Sviluppato dall’agenzia creativa Caffeina, in sinergia con il team di Lidl Italia, e prodotto da TapelessFilm, il concept mette in scena un Antonino Cannavacciuolo in una veste molto vicina al suo reale approccio professionale. Il racconto segue, infatti, lo chef mentre verifica con estrema attenzione la qualità dei prodotti mettendo in chiaro la sua ferma volontà di volerli testare personalmente prima di consigliarli al pubblico.

RADIO E SOCIAL COMPLETANO IL PIANO MEDIA
L’operazione è sostenuta da un piano media multicanale che garantisce una copertura capillare su tutto il territorio nazionale. La strategia integra una presenza preponderante di televisione tradizionale con un investimento significativo sui servizi di streaming video e sulle principali emittenti radiofoniche. Il racconto prosegue, poi, nell’ecosistema digitale attraverso formati video brevi e ricette pensate per i social, coinvolgendo, infine, i consumatori direttamente nei punti vendita tramite la radio in store e i canali digitali di Lidl Italia.
Inizio questa nuova collaborazione perché ho scoperto io per primo il valore dei prodotti Italiamo e della frutta e verdura Igp e Dop che Lidl veicola attraverso una selezione attenta di alimenti di primissima qualità – dichiara Antonino Cannavacciuolo (al centro nella foto in alto) –. È un progetto che sento vicino perché racconta l’Italia attraverso i suoi sapori autentici e il valore delle materie prime. La cucina italiana nasce dal rispetto della tradizione, dei territori e dei produttori. Con Italiamo questo patrimonio diventa accessibile a tutti, grazie a una serie di prodotti che valorizzano ingredienti italiani e molte eccellenze certificate Dop e Igp. Apprezzo anche l’attenzione crescente verso un’alimentazione più consapevole: la presenza di proposte vegetali e di verdure biologiche dimostra una visione moderna e sostenibile del cibo”.

Marco Bordoli entra nel CdA di Dit – Distribuzione italiana

Dit – Distribuzione italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, accelera nel piano strategico con la nomina all’interno del proprio board di Marco Bordoli come Consigliere di Amministrazione. Manager noto nel mondo della Gdo, Bordoli ha alle spalle una carriera trentennale che lo ha visto ricoprire ruoli apicali in diverse aziende. Il suo nome è legato soprattutto al gruppo Crai, dove entrò nel 2000 come Direttore Commerciale, dopo aver maturato una lunga esperienza professionale in Star, Rinascente, Sadas e Standa. Nel 2008 era salito di grado, diventando Direttore Generale e Amministratore Delegato di Crai Secom, che ha lasciato nel giugno del 2022, per poi essere nominato a dicembre dello stesso anno Presidente di Planet Farms Italia.

UN PIANO DI RIORGANIZZAZIONE MIRATO ALL’EFFICIENZA
La stessa Dit sottolinea che – dopo la recente nomina di Roberto Romboli a direttore sviluppo della marca del distributore, in affiancamento al Direttore Commerciale e Marketing Alessandro Camattari – l’ingresso di Bordoli conferma la strategia per il 2026, che prevede un piano di riorganizzazione del modello centrale-centri distributivi-punti vendita. L’obiettivo è raggiungere una migliore efficienza in tutta la filiera liberando contestualmente risorse per garantire alle insegne Sigma e Sisa una maggiore competitività, ma soprattutto una chiara distintività nel format di riferimento della prossimità. Un ambito, quest’ultimo, che indubbiamente Bordoli conosce bene.

ALLO STUDIO IL RIPOSIZIONAMENTO DELE INSEGNE SIGMA E SISA
Il 2026 sarà un anno chiave per il consolidamento strutturale del sistema Dit, che come anticipato già nel corso della convention del 18 novembre scorso sta operando su sei aree strategiche: la ridefinizione delle regole interne, l’efficientamento dei processi decisionali lungo tutta la filiera, lo sviluppo di progetti comuni nelle attività «no-core», la ridefinizione del posizionamento delle insegne Sigma e Sisa, la crescita e il consolidamento del ruolo della Mdd, lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze all’interno del sistema.

Cosa chiedono i consumatori? Prezzi trasparenti e correttezza

Alle prese con riduzione del potere d’acquisto, incertezza finanziaria ed esigenza di far quadrare il bilancio famigliare, i consumatori hanno acquisito una maggiore consapevolezza di come risparmiare e di quando concedersi qualche gratificazione. E tra le cose che apprezzano c’è di sicuro la correttezza delle pratiche commerciali. A dirlo è il report “What matters to today’s consumers 2026: How AI is transforming value perception” del Capgemini Research Institute.
L’indagine è stata condotta su 12.000 consumatori di età superiore ai 18 anni in 12 paesi del Nord America, Europa e Asia-Pacifico nei mesi di ottobre e novembre 2025 e poi integrata da interviste con oltre dieci esperti dei settori dei consumer product e del retail. In base allo studio, arrivato alla quinta edizione, oggi la fiducia in un brand si misura sulla trasparenza dei prezzi e sulla chiarezza della comunicazione.
Quasi tre consumatori su quattro (74%) dichiarano che cambierebbero brand a fronte di un prezzo regolare più basso, o se la dimensione della confezione o la qualità del prodotto venissero ridotte senza una comunicazione trasparente (71%). La maggioranza dei consumatori considera la shrinkflation una pratica scorretta e molti preferiscono un piccolo aumento di prezzo dichiarato piuttosto che una riduzione nascosta delle quantità.

QUANDO IL BRAND BATTE LA MDD
La ricerca evidenzia che circa la metà dei consumatori acquista quantità minori e sceglie alternative più economiche per poter gestire il proprio budget. Tuttavia, la fiducia nel brand prevale nelle categorie in cui la qualità e le prestazioni sono fondamentali, con il 77% dei consumatori di tutte le fasce di reddito che evita i prodotti a marchio del distributore per articoli di elettronica e referenze per la cura dei bambini.
Eppure, in un contesto di crescente pressione finanziaria, il bisogno di gratificazione emotiva gioca un ruolo chiave negli acquisti: 7 consumatori su 10 cercano piccoli piaceri per alleviare le preoccupazioni economiche, a conferma che il concetto di valore è al tempo stesso pratico ed emotivo.

L’AI STA DIVENTANDO UNA GUIDA AFFIDABILE NEGLI ACQUISTI
E poi c’è l’intelligenza artificiale, passata da semplice abilitatore a consulente di fiducia per i consumatori. Dall’interpretazione delle preferenze e dei comportamenti degli utenti fino alla fornitura di supporto conversazionale in tempo reale tramite chatbot e assistenti virtuali, gli strumenti di AI sono ormai centrali nel modo in cui i consumatori si orientano. Un consumatore su quattro ha utilizzato strumenti di shopping basati sulla Gen AI nel 2025 e un ulteriore 31% prevede di adottarli in futuro. Tuttavia, solo il 19% è disposto a pagare un abbonamento mensile o un pagamento una tantum per chatbot o assistenti virtuali.
La maggioranza dei consumatori (76%) desidera poter impostare limiti per gli assistenti di AI e due terzi affermano di fidarsi maggiormente dell’intelligenza artificiale quando questa spiega le ragioni alla base delle proprie raccomandazioni e azioni. La trasparenza dei dati rimane un fattore cruciale: il 71% dei consumatori è preoccupato per il modo in cui la Gen AI utilizza le informazioni personali e due terzi esige che i brand dichiarino chiaramente quando la pubblicità è generata dall’intelligenza artificiale.

IL CONTATTO UMANO NON PASSA MAI DI MODA
I consumatori vogliono che efficienza, rilevanza e connessione umana coesistano. Quasi due terzi desiderano che la Gen AI offra contenuti iper-personalizzati e il 65% afferma che la tecnologia ha reso lo shopping meno stressante. Tuttavia, oltre sette su dieci attribuiscono grande valore all’assistenza umana durante acquisti complessi come la pianificazione dei pasti o la risoluzione di problemi di servizio. La conclusione, secondo Capgemini Research Institute, è che i brand che sapranno combinare velocità e personalizzazione con rassicurazioni umane tempestive conquisteranno la fedeltà dei consumatori.
Oggi il valore va oltre prezzo e qualità – afferma Gerardo Ciccone, CPRD (Consumer Product, Retail, Distribution) Director di Capgemini in Italia – e si fonda su equità, trasparenza e connessione emotiva. I consumatori desiderano un’AI “invisibile” che li aiuti a prendere decisioni consapevoli, integrando comodità e coinvolgimento emotivo”.

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