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Mortadella Bologna IGP e Ducati, eccellenze Made in Italy

Un’unione all’insegna della italianità, anzi della bolognesità, è stata celebrata a Milano in occasione della presentazione del nuovo Scrambler Ducati, due ruote che si rifà all’iconico modello della casa motociclistica di Borgo Panigale festeggiato con 30 chili di Mortadella Bologna IGP. Il classico salume rosa è stato proposto per la degustazione con una grande varietà di pani.

Due esperti salumieri hanno affettato per l’intera giornata la Mortadella Bologna IGP offerta dal Consorzio di Tutela che ha accettato la proposta da parte della nota azienda bolognese di condividere per la parte gastronomica un prodotto tanto legato al territorio che ha dato i natali ad entrambi.

“Fra gli obiettivi della partecipazione del Consorzio di Tutela della Mortadella Bologna a questo evento – ha spiegato Corradino Marconi, Presidente del Consorzio Mortadella Bologna IGPMarconi – c’è la volontà di promuovere e valorizzare quest’eccellenza che rende il nostro Paese punto di riferimento nel mondo per quantità e qualità di tesori gastronomici, oggi più che mai capaci di coniugare una concezione moderna del prodotto con il rispetto di conoscenze e manualità tramandate di generazione in generazione”.

Il Consorzio Mortadella Bologna si è costituito nel 2001, a seguito del riconoscimento dell’IGP alla Mortadella Bologna – avvenuto nel 1998 – e al conseguente avvio della certificazione da parte dei produttori. Nel 2013 ne sono stati prodotti 38 milioni di chili.

Le cinque tendenze del 2015 per i consumi food

L'incremento dal 2010 di nuovi prodotti che riportano sulla confezione la scritta "senza ingredienti artificiali", fonte Innova.

Cosa troveremo sugli scaffali nel 2015 (e oltre), cosa ci porteremo a casa e mangeremo l’anno prossimo, spinti da pubblicità e lanci di nuovi prodotti? Ce lo dice Innova, compagnia olandese che segue i cambiamenti dell’industria alimentare e beverage tramite gli Innova Market Insights, che monitorano su scala mondiale i lanci e le innovazioni di prodotto. Trasparenza nell’etichettatura, attenzione ai “gourmet da casa”, fuoripasto veloci e sani e prodotti innovativi al di là del brand che raccontino una storia sono le tendenze principali. Eccole più nello specifico:

1. Non basta dire “naturale”, bisogna dimostrarlo. È facile scrivere “naturale” sul packaging (un quarto dei prodotti in un modo o nell’altro richiama la naturalità degli ingredienti): il nuovo consumatore esperto vuole di più. Richiede informazioni chiare e più specifiche, e anche la legislazione va nel senso di una maggiore trasparenza.

2. Prodotti (gourmet) per cene casalinghe. Una maggior scelta nel fresco, ingredienti base che consentano di cucinare da zero anche cibi tradizionalmente acquistati già pronti (tipo il pane), ricette e suggerimenti da parte di produttori e distributori: sono le richieste degli chef casalinghi, che considerano il cucinare come attività alla moda, divertente, socializzante, che consente anche di risparmiare e mangiare più sano. Programmi Tv e food blog alimentano le schiere dei nuovi foodies…

3. I Millennials dettano le regole. Usano i social e sono costantemente connessi: i Millennials (nella fascia 15 – 35 anni) sono un terzo della popolazione mondiale e stanno cambiando le carte in tavola nel mondo dei consumi: informati, desiderosi di provare cose nuove, poco fedeli alla marca sono coinvolti nel momento in cui dietro un prodotto o un marchio c’è una storia (o presunta tale).

4. Fuori pasto il nuovo pasto. Si mangia quando si ha fame, quando si può, si perde la triade inossidabile colazione-pranzo-cena. Il fuori pasto sta diventando un’istituzione ma parallelamente cresce la domanda di “snack” (in realtà alimenti e bevande anche tradizionali ma presentati per il consumo on-the-go) salutisti, veloci, rivolti a diverse occasioni di consumo nell’arco della giornata.

5. Grassi e zuccheri: “buoni” contro “cattivi”. Le campagne contro l’obesità hanno stigmatizzato l’uso di grassi insaturi a favore di grassi “buoni” (olio extravergine di oliva, omega 3), il burro è preferito alla margarina, i dolcificanti naturali a quelli artificiali.

Anna Muzio

Vecchio Varzi, il cotechino gourmet

È preparato elusivamente con carni di suini italiani, provenienti da allevamenti ad alimentazione controllata il cotechino Vecchio Varzi. Frutto di un’antica lavorazione, ha poco sale ed è privo di polvere di latte, ingrediente spesso utilizzato nelle produzioni industriali per contrastare il calo di peso, ed è quindi adatto anche a celiaci e persone intolleranti al lattosio.

Figlio dell’antica lavorazione artigianale tipica di Varzi, borgo che sorge tra le colline della Val Staffora nell’Oltrepò Pavese, il cotechino Vecchio Varzi si caratterizza per la qualità dell’impasto – lo stesso del salame Vecchio Varzi D.O.P. – a macinatura grossa, impreziosito con spezie selezionate secondo l’antica tradizione dei salumieri varzesi. La cotica tagliata finemente e aggiunta all’impasto conferisce poi al cotechino la caratteristica consistenza mostosa.

Il cotechino Vecchio Varzi sarà disponibile dal 1° dicembre in confezione sotto vuoto, con e senza astuccio, in selezionati punti vendita al dettaglio e presso le più note catene di supermercati del Nord e Centro Italia.

Lo stabilimento Vecchio Varzi è il maggiore produttore del salame di Varzi, e lavora ogni settimana circa 70 quintali di carne. Il Salame Vecchio Varzi D.O.P. e il Salame Vecchio Varzi Cucito D.O.P hanno ottenuto le Tre Fette nella Guida ai Grandi Salumi 2014 del Gambero Rosso.

Il Pandoro di Verona Bauli si fa mini

L’icona del Natale Bauli, il classico Pandoro di Verona nelle confezione rosa, da quest’anno è disponibile anche nel formato da 100 grammi, adatto in vari momenti della giornata: da tenere in ufficio, da portare ad amici, da gustare a merenda.

Il nuovo formato fa parte della linea “I Piccoli di Natale” che Bauli dedica ai bambini in occasione delle feste natalizie e che comprende anche il MiniPanettone con gocce di cioccolato (privo di canditi e uvette), con la confezione che si trasforma in un micro villaggio di Natale, e il MiniPandoro Babbo Natale. Entrambe le confezioni possono essere riutilizzate e personalizzare con gli stickers contenuti all’interno.

La Vis presenta la Bisciola, il dolce che conquistò Napoleone

La Vis, da oltre 30 anni sinonimo di confetture di qualità, propone la Bisciola, un dolce ricco e genuino che conquistò perfino il grande Bonaparte

Ingredienti sani e golosi, lievitazione naturale e una ricetta antichissima, tramandata da oltre 200 anni: è questo il segreto della Bisciola Vis, l’alternativa valtellinese al tradizionale panettone natalizio. Un dolce davvero unico, capace di conquistare persino il grande Napoleone Bonaparte.

Vis, che da oltre 30 anni propone le migliori confetture e marmellate d’Italia, ha selezionato solo gli ingredienti più pregiati per creare un dolce che ha tutto il gusto e la genuinità della tradizione delle feste: l’occasione per far scoprire a tutti gli italiani il tipico, squisito panettone della Valtellina.

Per realizzarlo Vis segue attentamente la ricetta originale nonché il ricorso alla lievitazione naturale, per rendere l’impasto ancora più soffice. L’uvetta sultanina, i fichi e le noci rendono la Bisciola Vis ricca e golosa: una bontà ideale per le fredde giornate invernali.

Saporita e sostanziosa, la Bisciola Vis mette d’accordo tutti i gusti: sulla tavola delle feste come a colazione con del tè o una tazza di latte, grazie alla sua consistenza morbida e agli ingredienti genuini ed energizzanti, per iniziare la giornata con la giusta carica.

Una leggenda racconta che perfino Napoleone Bonaparte, in una tappa della campagna d’Italia, nel 1797, ne fosse rimasto letteralmente conquistato. Alcuni fanno risalire la sua invenzione allo stesso cuoco del futuro imperatore di Francia, ma su questo le fonti si dividono.

Golosissima da sola, è assolutamente irresistibile se tagliata a fette sottili accompagnata con panna montata o una crema alla vaniglia, e magari con un bicchierino di Braulio, amaro tipico della Valtellina. Per gustarla al meglio, si consiglia di scaldarla leggermente, in modo da sprigionare i deliziosi aromi della frutta secca e del burro: gli avvolgenti sapori della tradizione valtellinese conquisteranno non soltanto i palati di nobili imperatori, ma anche quelli di grandi e piccini.

In vendita nella grande distribuzione, la Bisciola Vis è disponibile sia nella pratica versione family da 400g o 750g, sia nell’elegante astuccio regalo da 750 g a partire da 12,00 €.

 

Dal temporary alla strada: il Provolone Valpadana DOP “invade” Roma

Apre a Roma PROVAMI, il temporary store dedicato al Provolone Valpadana DOP che farà tappa fino al 20 novembre in Largo della Fontanella di Borghese 88.

Non solo punto vendita, l’ambizione del consorzio è quella di proporre il tipico formaggio della tradizione lombardo-veneta come alternativa ai più comuni street food: sarà infatti presentato in tre differenti menu, pensati per i diversi momenti della giornata e in abbinamento a ingredienti e sapori tipicamente italiani.

rosetta con ProvoloneEvocativi i nomi degli accostamenti: il menu “Provo”, per un pranzo o una cena, consiste in un piatto di Provolone Valpadana DOP a cubetti, insalata, acqua o vino e il tipico pane milanese, la “rosetta”. “Gusto”, ideale per un rapido spuntino, comprende fette di Provolone Valpadana DOP, glassa all’Aceto Balsamico di Modena IGP, acqua o vino e ancora una rosetta, mentre “Brindo”, pensato per l’orario dell’aperitivo, abbina al Provolone Valpadana DOP a cubetti carotine e vino.

I tre menu saranno proposti in un innovativo contenitore che consentirà di gustarli “on the road”, in pieno stile street food. Presso PROVAMI sarà comunque possibile acquistare tutti i prodotti anche singolarmente.

I “partner” dell’operazione sono Dimmidisì (insalata o carotine), Monari Federzoni (per la glassa all’Aceto Balsamico di Modena IGP) , e Oneglass, che ha selezionato e confezionato  i vini, Sangiovese e Vermentino, nel formato monodose da 100 ml.

BRF: dal Brasile alla conquista del mondo con il food hi-tech

The booth of BRF at Sial Paris.

Un consumatore esigente e globalizzato, con gusti ben precisi che richiede sempre più dall’industria del food prodotti “facili”, veloci, ma anche gustosi e personalizzati, localizzati sui suoi gusti ma con un tocco internazionale, con esigenze salutiste che non possono più essere ignorate, ha bisogno di prodotti non tanto nuovi (ché il nuovo prodotto spesso non ha molto di nuovo da dire, come si vede dal flop della gran parte dei lanci sul mercato), ma innovativi. Questa la richiesta: l’offerta invece può venire dal mercato globale ormai, da grande produttori di Paesi una volta in via di sviluppo ma ormai entrati nell’arena mondiale. A questo consumatore guarda BRF, un nome di cui probabilmente sentiremo parlare spesso in futuro. Il settimo produttore di food del mondo, basato in Brasile, specializzato in alimenti surgelati, pesce e pollo in primis, sotto forma per lo più di materie prime, ha deciso infatti di partire alla conquista del mercato globale. Con una nuova strategia che punta sull’innovazione e sulla commercializzazione di prodotti ad alto valore aggiunto.

In Europa, una delle aree dove la compagnia ha intenzione di svilupparsi, BRF punta a diventare tra i primi cinque produttori di carni e pesci surgelati trasformandosi da fornitore di soluzioni standard a soluzioni personalizzate e di marca, con un forte focus sulla qualità e l’innovazione, come ha spiegato Marcos Delorenzo, il nuovo Marketing Manager per Europa ed Eurasia. «L’Europa è infatti un mercato maturo aggiunge il general manager West e South Europe Cristophe Vasseur – con consumatori che puntano alla convenienza, mangiano take away o in catene di ristoranti fast food. Ed è un mercato diversificato, con ad Ovest catene con marchi commerciali propri anche molto forti e una parte orientale dove l’offerta retail è frammentata e le private label ancora deboli. Un mercato insomma diversificato, cui BRF intende proporre soluzioni personalizzate, sia per il BtoB che per le catene di ristorazione.

Il nuovo processo di internazionalizzazione si baserà su tre pilastri: marca, distribuzione e produzione locali. Una strategia che prevede acquisizioni di produttori e distributori sul mercato internazionale, ma anche la costruzione di impianti propri e lo sviluppo di prodotti e campagne di marketing ritagliate sulle diverse culture ed esigenze locali. La prima struttura del “nuovo corso” sarà costruita ad Abu Dhabi all’inizio del 2015, in un mercato emergente dalle grandi potenzialità.

I nuovi prodotti nascono in un centro di 12.500 mq

La compagnia, inserita da “Forbes” tra le 100 più innovative del mondo, punta sulla ricerca e sviluppo grazie al BRF Innovation Center (BIC) di Jundiaí, in Brasile, un complesso di 12.500 mq dove vengono creati e testati prodotti a base di carne, pasta, verdure, ma anche i nuovi packaging, e dove lavorano 180 tra ricercatori e tecnici. Ha 40 marchi in portfolio (i più importanti sono Sadia, Perdigao, Qualy, Batavo e Elegê), che commerciano in carne (pollo e maiale), pasta, margarine, pizza surgelata e verdure. La produzione avviene invece in 58 fabbriche di cui 47 in Brasile, 9 in Argentina e due in Europa, in Olanda e Regno Unito. I 22 uffici commerciali gestiscono clienti in 110 Paesi. È la settima compagnia alimentare al mondo ed è responsabile del 20% del mercato di pollame globale. Nel 2013 ha fatturato 9,9 miliardi di euro.

Anna Muzio

Il Natale è biologico ed equo con Alce Nero

Anche il Natale può essere biologico: Alce Nero propone la sua linea di cioccolato, creme spalmabili e mieli, tutti bio, coltivati nel rispetto della terra e del lavoro dell’uomo.

Per i pranzi di famiglia o per i regali, la linea dell’azienda bolognese è rivolta a chi – una nicchia se vogliamo, ma in costante crescita negli ultimi anni – è attento alla salubrità degli alimenti ma anche allo loro sostenibilità, ambientale e sociale. La crema spalmabile a base di nocciole e cacao Ciokocrem, ad esempio, è senza olio di palma, coloranti o conservanti

La linea di tavolette di cioccolato Alce Nero, prodotta in Svizzera, fonde il cacao Fairtrade con la dolcezza dello zucchero di canna. È disponibile in varie versioni: cioccolato bianco con fave di cacao, puro extrafondente 71%, extrafondente 80% con fave di cacao, cioccolato al latte semplice o arricchito con nocciole intere.

Provengono dal nostro territorio invece i mieli biologici Alce Nero, coltivati nelle zone più vocate d’Italia: dalle Prealpi per il castagno e l’acacia, fino alla Sicilia e alla Calabria per l’arancio e alla Costa Ionica per l’eucalipto.

La borsa della spesa salva la vita

La Reflective Sopping Bag è stata una delle attrazioni del World Retail Expo, tra gli stand dove si presentavano tra software per Crm e per l’analisi dei big data. spar-tas-op-rijweg-1-300x203Una semplice borsa riutilizzabile , di quelle che ormai tutti i supermercati vendono, tramontata l’era del sacchetto di plastica, quella proposta dalla belga Vip Promotion in associazione con la francese Lagardère è l’uovo di colombo.

La borsa della spesa viene infatti caratterizzata lungo le cuciture con una fettuccia riflettente che, al buio riflette i fari delle auto segnalando la presenza di chi torna a casa con la spesa. È stato calcolato che il 35% degli incidenti avvengono durante il periodo invernale tra le 16.00 e le 19.00. Prevista anche la versione per contenere prodotti surgelati.

Apre oggi il Salone del Gusto e c’è anche Coop

Sarà un luogo per degustazioni e incontri e anche una vetrina per i prodotti della linea “Fior Fiore” lo stand di Coop al Salone del Gusto, da oggi al 27 ottobre in scena al Lingotto di Torino.

La democrazia del gusto, ovvero la volontà di rendere accessibili, sia in termini di reperibilità che di contenimento di prezzo, le eccellenze del territorio, è il tema narrativo scelto dall’unica insegna della grande distribuzione in Italia presente alla manifestazione di Slow Food, giunta alla decima edizione e dedicata quest’anno alla biodiversità e all’agricoltura familiare.

I principali protagonisti nello stand Coop saranno proprio i produttori locali che hanno saputo realizzare filiere di valore: la cantina piemontese Terre di Vino, il Birrificio Pedavena, il Caseificio Rosso dalle valli del Biellese, tanto per citarne alcuni. Ogni giorno il pane fresco arriverà dalla Casa di Reclusione San Michele di Alessandria allo stand Coop che sarà anche invaso dagli odori del basilico, il rosmarino, la salvia, la menta, il peperoncino biologici della linea Vivi Verde. Ci saranno poi cento ragazzi degli Istituti Alberghieri piemontesi a preparare e servire tutte le degustazioni (gratuite) in programma. Ad accompagnare il buon cibo non mancherà il buon vino dalle bottiglie della linea “Assieme”, un progetto con cui Coop ha unito 12 cantine cooperative per la produzione di vini quotidiani di qualità.

La linea “Fior Fiore”, che raccoglie oggi in Coop oltre 370 specialità trovate percorrendo in lungo e in largo il Bel Paese, nel primo semestre 2014 ha fatto registrare oltre il 21% di vendite in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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