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Nasce Homebeer.it, la piattaforma che consegna a domicilio la birra artigianale

Fondata da due giovani studenti romani, Andrea e Tommaso e in collaborazione con le birrerie della Capitale, arriva Homebeer.it, la piattaforma per il delivery della birra artigianale che permette di ordinare e ricevere a casa la birra prodotta artigianalmente, grazie ai riders sostenibili dotati di scooter elettrici.

Unire la qualità della birra artigianale, la comodità di gustarla sul divano, la rapidità e la sostenibilità di riceverla a casa in soli 30 minuti con scooter elettrici: la formula di Homebeer.it, il primo delivery di birre artigianali permette di ordinare e ricevere a casa la migliore birra artigianale direttamente dalla birreria più vicina, il tutto accompagnato da cibi selezionati in base alla birra scelta.

Gli italiani infatti si confermano amanti della birra: a berla sono oltre 3 su 4 (77%) e sono sempre più attenti alle varietà e alle novità del settore nonché alla scelta di cibi da abbinare (48,3%). Il luogo preferito per gustarla è il divano di casa o il tavolo della cucina (64%). Ma nonostante il mercato del food delivery sia in rapida espansione e abbia registrato 566 milioni di euro nel 2019, mancava fino ad oggi una piattaforma interamente dedicata alla birra artigianale a domicilio.
Dichiarano Andrea e Tommaso, fondatori di Homebeer.it. “Volevamo creare qualcosa che ci rendesse fieri e che mettesse insieme i nostri interessi più grandi: l’informatica e il mondo della birra artigianale. In questo momento così difficile per tutti, vogliamo lavorare per supportare le birrerie ed i pub e permettere loro di continuare la propria attività, invertendo il flusso tradizionale e arrivando direttamente nelle case dei propri clienti”.

Ad oggi, per il servizio di consegna a domicilio Homebeer.it collabora su Roma con 16 birrerie ed esercizi commerciali del territorio, sostenendo anche progetti a vocazione sociale come il birrificio Birra Vale la Pena, nato nel 2014 dalla Onlus Semi di Libertà con la mission di contrastare le recidive delle persone in esecuzione penale all’interno dell’istituto di Rebibbia.

Grazie alle partnership con iCarry ed eCooltra per consegnare gli ordini Homebeer.it si affida soltanto a riders regolarmente assunti e che utilizzano motorini elettrici. “In questo modo vogliamo garantire ai nostri clienti che le persone che porteranno a casa gli ordinativi siano fidate e conosciute e soprattutto che lavorano rispettando le leggi nazionali e azzerando le emissioni di CO2”, spiegano Tommaso e Andrea.

“Abbiamo proprio in questi giorni dimezzato le nostre fee e le spese di spedizione perché vogliamo dare il nostro contributo alla sopravvivenza del settore”, concludono Andrea e Tommaso “Abbiamo inoltre stabilito degli standard altissimi per la sicurezza e l’igiene dei prodotti da noi consegnati. Tutte le nostre birre e il food sono consegnati da riders dotati di mascherina e guanti ed i pacchetti possono essere consegnati al portone di casa o nell’androne dei palazzi, così da limitare il più possibile il contatto diretto”.

 

Qualcosa di buono: In’s Mercato avvia un restyling dei suoi negozi

Arriva “Qualcosa di buono”: il fitto programma di 50 riaperture orchestrato da In’s Mercato in tutta Italia, che vedrà un restyling completo dei punti vendita. I primi – il 26 febbraio – sono quelli di Padova, Roma, Mede (Pavia), Cremona e Castellanza (Varese). La novità più importante è l’introduzione all’interno dei punti vendita del nuovo reparto pane, in funzione tutto il giorno, per la preparazione di prodotti panificati sia dolci che salati. Un assortimento che comprende una gamma completa di referenze che va dai classici formati, al pane farcito fino ai multicereali e, per i dolci, diversi tipi di croissant, donut e muffin.

Queste riaperture si collocano all’interno di un progetto di forte cambiamento iniziato nel 2020 con la campagna “Qualcosa di buono ti aspetta” che vuole proporre ai consumatori sia il lancio di nuovi servizi – come appunto il reparto per pane e dolci – sia un approccio e un impegno molto forte sui temi della sostenibilità ambientale.

Impegno sostenibile

Per le riaperture, infatti, è stato ridotto al minimo il fabbisogno energetico all’interno delle proprie strutture. I frigoriferi dei latticini e le vasche dei surgelati, nei nuovi punti vendita e in quelli ristrutturati, sono dotati di porte che consentono un risparmio energetico del 30%. Nei nuovi negozi, inoltre, sono state installate delle valvole elettroniche per un utilizzo ottimale delle centrali frigorifere, consentendo un notevole risparmio di energia elettrica. Un risparmio ulteriormente garantito dalle lampade a LED utilizzate per gli impianti di illuminazione di tutti i nuovi punti vendita del 2020. Inoltre, In’s introdurrà le nuove shopper completamente riciclabili fatte per l’80%, di plastica riciclata. Previste due versioni, una termica e una non termica, entrambe certificate Climate Line, quindi CO2 neutral, ECOL e Blue Angel. Questa novità si aggiunge a una gamma di shopper già orientata alla sostenibilità e composta da due shopper biodegradabili e un modello in cotone bio certificato Fairtrade, il marchio del commercio equo e solidale.

Sempre in ottica di sostenibilità, l’insegna ha dato il via a una serie di nuove aperture per il 2020 con il programma Spazio Verde un’attività di riqualificazione urbana che si propone di migliorare lo spazio verde pubblico e la qualità di vita dei quartieri. Per quest’anno, infatti, in tante città dove è prevista l’apertura di un nuovo punto vendita, saranno donati alle amministrazioni alberi per creare aree verdi a disposizione della popolazione.

 

Debutta BUN, l’hamburgeria 3.0: a tu per tu con Danilo Gasparrini

“C’era ancora spazio. Un piccolo grande mondo inesplorato tra McDonald’s e il burger gourmet. E’ lì che siamo approdati con il nostro format – esordisce così Danilo Gasparrini, fondatopre e ad di BUN, l’hambugeria 3.0 che ha da poco aperto i battenti al Centro di Arese, grazie a un fundrising di 600 mila euro.

[Not a valid template]“L’hamburger è un prodotto standarizzato e quindi consente un business scalabile – spiega Danilo -.  Innestandoci su questo filone, abbiamo poi optato delle peculiarità, adottando la tecnica americana smash (quella della polpetta schiacciata in cottura, per internderci) e scegliendo un pane dolce realizzato con farina di patate. E poi non dimentichiamoci delle tre nostre salse, realizzate con ricetta esclusiva.”

E per i vegetariani?

“La possibilità di scegliere la versione beyond meat”.

Altre innovazioni?

“Burger vegani senza pane, sostituito da foglie d’insalata. E menù ad hoc anche per i cani, perché è giusto  che anche loro  se la spassino un po’. E poi la scelta di eliminare completamente la plastica: acqua rigorosamente in lattina e palette per il gelato tassativamente plastic free.”

Primi riscontri?

“Positivi, la proposta beyond meat sta raccogliando consensi, sviluppando tra il 15 e il 20% del totale vendite.”

Obiettivi di crescita?

“Raggiungere i 5 milioni e aprire nei prossimi mesi altri punti vendita”.

 

Chioschi e device mobili sempre più smart per migliorare la user experience

Il Centro di Ricerca per la Comunicazione Strategica dello IULM, assieme a GreatPixel e a Gamba Bruno S.p.A., hanno messo in cantiere un nuovo progetto destinato al mercato italiano del retail/ristorazione. L’idea è quella di creare una suite di prodotti “smart” che, rispettando sia le esigenze di mobilità che quelle fisico/esperienziali, puntino al miglioramento dell’esperienza di ristorazione sfruttando device mobile e kiosk. Un prodotto modulare e scalabile composto da un intero sistema con diverse App dedicate, studiate con una User Experience ottimizzata per garantire la miglior fruizione e l’efficacia dei servizi in modo da soddisfare sia le esigenze del cliente finale che quello dello stesso esercente in termini di prestazioni di vendita.

Il progetto, che vedrà la luce nei prossimi mesi, si inserisce all’interno di uno dei principali trend a livello internazionale e nazionale: quello della digital transformation coniugata al food, un fenomeno che sta ridisegnando l’intera filiera del settore, cambiando profondamente il volto della ristorazione, ma anche quello dei ristoranti indipendenti

“Questo lavoro ci consentirà di valorizzare le potenzialità della ricerca scientifica applicata alla comunicazione strategica, che è il cuore dell’attività svolta dal Centro”, afferma la professoressa Stefania Romenti, Direttore del Centro di ricerca sulla comunicazione strategica dello Iulm.  

Da parte sua il Centro di ricerca dello IULM metterà a disposizione le attività di valutazione e progettazione della customer experience svolte attraverso alcuni test che hanno coinvolto anche gli studenti, mentre GreatPixel, come agenzia specializzata in design dei servizi e User Experience (quest’ultima basata su tecniche avanzate di computational design e Neuromarketing), farà leva sull’expertise maturata sul terreno del digital food con l’articolato progetto portato a termine per la catena di ristorazione Soulgreen, realizzato in collaborazione proprio con Gamba Bruno, una delle società leader in Italia per quanto riguarda gli strumenti di gestione per il retail, un’azienda estremamente avanzata sia per i software che per i processi che implementa e che, tra le altre cose, collabora con la grande multinazionale del software NCR.  

 “Vogliamo progettare un ecosistema composto da funzionalità avanzate – spiega Giovanni Pola, founder e Ceo di GretPixel – come GreatPixel il nostro contributo specifico sarà sul versante del design dell’esperienza utente sul media Kiosk, già ampiamente utilizzato dalle grandi catene americane e portato in Italia proprio per la facilità e la semplicità di navigazione del menù e delle operazioni di acquisto da parte del cliente finale”. Aggiunge Alfredo Fabbri, general manager di Gamba Bruno: “Questo gruppo di lavoro farà tesoro della profonda competenza di Gamba Bruno nel mercato retail e della ristorazione. L’obiettivo è valorizzare il viaggio emozionale del cliente tenendosi ancorati ad una visione centralizzata del dato relativo al prodotto e al cliente. Con questo progetto mettiamo le basi per riempire un vuoto di mercato con una tecnologia che sia per ristoratori e clienti un’esperienza davvero innovativa e di facile fruizione”. 

Juul Labs apre a Milano il suo primo temporary store

Collocato nell’atrio principale della stazione ferroviaria Porta Garibaldi, il primo temporary store Juul Labs  è dedicato esclusivamente ai fumatori adulti che vogliono provare il dispositivo Juul e ricevere informazioni sulle sue caratteristiche.

Fondato da due ex fumatori, James Bowen e Adam Monsees, inseriti nel 2019 dall’autorevole rivista americana TIME nella lista delle 100 persone più influenti del mondo e definito “Tech disrupter”  e “Outsider” rispetto ai tradizionali player dell’industria del tabacco, Juul Labs nasce con l’obiettivo di migliorare la vita di oltre un miliardo di fumatori adulti nel mondo attraverso un’alternativa efficace e soddisfacente alla sigaretta combustibile.

“Abbiamo scelto di aprire il nostro temporary store nel cuore di Porta Nuova perché è il simbolo della Milano proiettata nel futuro – ha dichiarato Alessandra Rossi, Marketing Manager di JUUL Labs Italia. Una città sempre più innovativa, connessa, sostenibile e senza fumo. Juul Labs nasce proprio con questa missione: offrire un’alternativa alle sigarette tradizionali, responsabili di milioni di morti all’anno in tutto il mondo e decine di migliaia solo in Italia”.

Il nuovo store di Juul Labs (aperto fino a metà marzo 2020), si contraddistingue per uno stile e un allestimento essenziali, in linea con il design del prodotto, ed è stato realizzato con il supporto dell’agenzia V.G. Pubblicità e il coordinamento di Altagares Srl, filiale italiana del gruppo francese Altarea Cogedim.

Per evitare l’accesso ai propri prodotti da parte di un pubblico diverso da quello per cui sono stati sviluppati, ovvero i fumatori adulti, Juul Labs applica in tutti i Paesi in cui opera – tra cui l’Italia – una serie di misure molto restrittive, superiori alle normative vigenti e ispirate a un codice etico che prescrive il rispetto di standard tra i più rigorosi dell’intera categoria. In particolare, per entrare nel negozio sarà necessario dichiarare di essere fumatori ed esibire un documento di identità valido.

 

 

 

 

Gennaio 2020: 546 pdv entrano nella rete di Carrefour Italia

In seguito agli accordi di Master Franchising con Carrefour Italia annunciati a settembre 2019 ha preso il via il cambio di insegna a marchio Carrefour Market e Carrefour Express dei supermercati di Apulia Distribuzione (350 punti vendita in Puglia, Basilicata, Calabria e Molise) e Etruria Retail (290 punti vendita in 15 province in Toscana, Umbria e alto Lazio).

Grazie alle due differenti partnership, un totale di 546 nuovi punti vendita rispettivamente in Calabria, Basilicata e Puglia per Apulia Distribuzione e Toscana e Umbria per Etruria Retail, si aggiungeranno agli oltre 1.085 supermercati che costituiscono l’attuale rete di vendita di Carrefour Italia, che potrà così espandere la propria presenza territoriale nel Centro Sud Italia. Alcuni punti vendita della rete franchising di Etruria Retail manterranno l’insegna La Bottega, mentre il brand Rossotono continuerà ad essere presente in alcuni store di Apulia Distribuzione.

Il progetto, che riserva un’attenzione particolare all’imprenditoria locale, si inserisce nel Piano di Trasformazione Carrefour 2022, che tra i propri obiettivi ha quello di consolidare il network di distribuzione in tutto il nostro paese.

Gli accordi, oltre all’impiego dell’insegna Carrefour, prevedono importanti sinergie a livello di acquisti, consentendo ad Apulia Distribuzione e ad Etruria Retail di accedere alle condizioni di acquisto di Carrefour Italia, e di distribuire centinaia di prodotti a marchio Carrefour e prodotti della linea top di gamma “Terre d’Italia”.

Il cambio insegna coinvolgerà inoltre i singoli imprenditori sul territorio in un importante piano di comunicazione verso le comunità locali di riferimento.

 

Autogrill, con la controllata HMSHost, “conquista” il Nord America

Nuovi contratti e nuove aperture in Nord America nel canale aeroportuale per Autogrill. Grazie alla controllata HMSHost, infatti, in partnership con Java Star e F. Howell Management Services, il gruppo si è aggiudicato in Texas un nuovo contratto di 10 anni del valore di 186 milioni di dollari per completare la nuova food hall all’interno dell’aeroporto internazionale Fort Worth di Dallas (DWF).
Una volta realizzata, la nuova food hall offrirà ai clienti in viaggio un’esperienza gastronomica ancora più ricca e diversificata.
Trinity Groves, con un’area cucina in esposizione, presenterà, a rotazione, sapori locali e un’ampia offerta che spazia dai concept Souk Kabab House, The Hall Bar & Grill, LUCK (Local Urban Craft Kitchen) e Beto & Son Real Mexican Food.
Eatzi’s Market & Bakery è un concept di ispirazione europea, con prodotti gourmet esposti all’interno di un tipico mercato italiano.
Spazio anche ai dolci, con le torte di Cake Bar, la cioccolata dipinta a mano di Kate Weiser Chocolates a cui si aggiunge Counter Culture Coffee, una roaster boutique dedicata al momento della pausa caffè, prodotto da coltivazioni sostenibili.
Questo contratto completa la presenza di HMSHost Corp. a Dallas dove era già operativa presso gli aeroporti di Love Field e Fort Worth.

Nuove aperture anche in Florida, presso l’Aeroporto Internazionale Fort Lauderdale – Hollywood International Airport, dove HMSHost Corp. ha inaugurato nuovi ristoranti, andando così ad arricchire l’offerta gastronomica per i viaggiatori, con particolare attenzione ai sapori locali ma portando anche brand conosciuti in tutto il mondo.

Rocco’s Taco&Tequila al Terminal 1, Concourse C

Caratterizzato da un’atmosfera vivace, questo ristorante è specializzato in autentici piatti messicani come il Molcajetes, le Enchiladas Rojas con tortillas di mais, il formaggio Chihuahua, ma anche proposte per la colazione o dessert come i churros messicani.

Flash Fire Pizza al Terminal 2
Pizza di qualità, dove a vincere sono la semplicità e la freschezza degli ingredienti. Specializzato in pizze più tradizionali, come la Margherita, questo concept offre anche alternative più alla moda, come la pizza al sushi e lascia spazio alla personalizzazione del menù, grazie alla possibilità di aggiungere i propri ingredienti preferiti.Shake Shack al Terminal 2
Prosegue la partnership tra la controllata HMSHost e Shake Shack per lo sviluppo di nuovi locali della rinomata catena newyorkese negli aeroporti e nelle autostrade del Nord America, con l’apertura di un nuovo punto vendita all’interno dell’Aeroporto Internazionale Fort Lauderdale – Hollywood.
Shake Shack è un marchio celebre per gli hamburger con carne di manzo Angus 100% naturale, i sandwich di pollo (non allevato in gabbia e senza l’utilizzo di ormoni o antibiotici), le creme fresche, le patate rigate, le birre artigianali, i vini e molto altro ancora. La sofisticata filosofia alimentare, l’impegno a garantire ingredienti di eccellente qualità, oltre all’atmosfera divertente e vivace degli ambienti, hanno permesso a Shake Shack di diventare un vero e proprio brand di culto seguito nel mondo da una vasta base di clienti affezionati.
Shake Shack, “istituzione” di New York e brand globale, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il 16° posto nella classifica dei 20 ristoranti più importanti d’America di Bon Appétit, il 7° posto per lo ShackBurger® nella classifica di TIME Magazine dei 17 più influenti hamburger di tutti i tempi (“17 Most Influential Burgers of All Time”), e il premio – sempre per il famoso ShackBurger® – di “miglior hamburger” nella Burger Bush del South Beach Wine and Food Festival 2007 e 2014.

Pam Panorama lancia “Pam a Casa”: spesa pronta e personal shopper

Pam Panorama ha lanciato oggi il servizio “Pam a Casa”. I clienti del capoluogo lombardo potranno fare la spesa sul sito Pamacasa.it scegliendo tra oltre 7.000 prodotti ed avere la spesa preparata da un personal shopper e comodamente consegnata a casa da un veicolo elettrico entro due ore.

Si potrà scegliere tra un’ampia varietà di prodotti freschi, frutta e verdura, inclusi prodotti tipici del territorio, ma anche prodotti surgelati, pasta, caffè, pannolini e prodotti per l’infanzia e articoli per la cura della persona. Il tutto sarà acquistabile con pochi e semplici click e, dopo aver pagato online, i clienti potranno godere di consegne ultra-rapide, utili anche per le esigenze dell’ultimo minuto.

Il servizio sarà attivo 7 giorni su 7 in alcune aree selezionate della città (grazie al supporto del partner Restore), garantirà la consegna entro 2 ore dall’ordine e la gratuità di tale servizio per ordini superiori a 70€. Con il primo ordine di almeno 50 euro si otterrà inoltre uno sconto di 10 euro.

Gianpietro Corbari, Amministratore Delegato

 “Siamo orgogliosi di offrire ai nostri clienti di Milano il servizio di spesa online dichiara Gianpietro Corbari, Amministratore Delegato di Pam Panorama Navigando nel nostro negozio web si può scegliere tra oltre 7.000 prodotti di uso quotidiano, tra cui anche i freschi, la frutta e la verdura, che possono essere consegnati direttamente a casa al piano in finestre di due ore. Crediamo molto nel connubio tra tradizione ed innovazione e questo a conferma della visione rivolta al futuro della nostra insegna, da sempre attenta ad offrire prodotti di qualità, servizi e soluzioni volte a migliorare la qualità della vita dei consumatori e sempre al passo con i tempi.” 

“Siamo molto contenti che la scelta di Pam sia ricaduta su ReStore per un progetto così importante e composito, che prevede la collaborazione su molteplici fronti: la realizzazione della piattaforma, la gestione delle attività di picking e delivery e la monetizzazione degli spazi pubblicitari del sito attraverso la nostra concessionaria ReStore Media. – dichiara Barbara Labate, Amministratore Delegato di ReStore – “Affrontare per la prima volta una piazza così competitiva e recettiva è per noi una sfida importante e stimolante, che ci consentirà di mettere alla prova l’esperienza acquisita negli anni in altre realtà territoriali per estendere ulteriormente il servizio di eCommerce in altre città”.

Milano capitale dello shopping. Abbigliamento e calzature i prodotti preferiti

E’ Milano la meta preferita dai turisti dello shopping, che acquistano soprattutto abbigliamento e calzature principalmente nei negozi del centro/vie dello shopping e negli outlet e quasi la metà di essi spende oltre 50 euro al giorno. Ecco una delle principali evidenze emrse dalla nuova edizione di Shopping Tourism Italian Monitor, il report di ricerca di Risposte Turismo presentato a Milano in apertura della terza edizione di Shopping Tourism – il forum italiano. Oltre a numeri, evidenze quali-quantitative e analisi utili per inquadrare il fenomeno su scala internazionale e a livello nazionale, il monitor contiene due indagini inedite dedicate, rispettivamente, al rapporto tra gli italiani in viaggio e lo shopping e all’offerta commerciale nelle città di Firenze, Milano e Venezia rispetto alle esigenze degli shopping tourist nazionali e internazionali.

Milano capitale dello shopping tourism

Dalla prima indagine, realizzata su un campione di oltre 700 italiani di diversa età, provenienti da tutte le regioni d’Italia ed esercitanti professioni variegate, emerge come siano tre su dieci i connazionali ad aver effettuato almeno un viaggio motivato dallo shopping. Per questi ultimi Milano è la destinazione più visitata al mondo (31%), davanti agli outlet (20%) e a Firenze (16,5%).

Sempre Milano risulta essere la seconda destinazione al mondo associata allo shopping tourism dal campione intervistato (48% dei rispondenti), dietro a New York (55%) e davanti a Londra (41%), Parigi (31%) e Roma (18%).

Ma perchè si viaggia per fare shopping? Tra chi ha viaggiato almeno una volta nella vita per shopping, il 39% afferma di averlo fatto per avere più scelta rispetto al luogo di residenza e un 31% per approfittare di prezzi più convenienti. inoltre emerge che gli italiani che viaggiano essenzialmente per fare acquisti si orientano in particolare verso le destinazioni che consentono di approfittare di sconti/saldi/promozioni, di visitare anche attrazioni e luoghi rilevanti e di acquistare produzioni tipiche.

Cosa si compra principalmente? E dove? I prodotti acquistati più frequentemente dai turisti italiani che hanno fatto almeno un viaggio per shopping sono l’abbigliamento, con l’82,9% delle citazioni, seguito dalle calzature (51,3%) e dai prodotti enogastronomici tipici (43,7%). I luoghi d’acquisto preferiti durante i viaggi per shopping sono i negozi del centro/vie dello shopping (76%), gli outlet (57%), i centri commerciali (47%) e i mercati cittadini (42%).

A quanto ammonta la spesa media? Per quanto riguarda il peso dello shopping sul costo totale del viaggio, per quasi la metà degli italiani che hanno viaggiato almeno una volta con questa motivazione gli acquisti hanno rappresentato, in tali occasioni, dall’11 al 30% delle spese sostenute, mentre per due rispondenti su 10 oltre il 50%. Il 46% di tale segmento del campione ha speso in media più di 50 euro al giorno. Da segnalare come per un quarto del campione la spesa media giornaliera in shopping in vacanza sia stata superiore ai 100 euro (il 16% tra 100 e 200 euro e il 7% oltre 200 euro).

Il travel retail

Infine, sono otto su dieci i turisti italiani ascoltati che hanno fatto almeno un viaggio per shopping ad aver acquistato negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie, a testimonianza dell’importanza del travel retail nelle valutazioni riguardanti il fenomeno. «Nella nostra indagine sul rapporto tra gli italiani e lo shopping in viaggio – ha dichiarato Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo – emerge come il 30% dei turisti italiani abbia già effettuato un viaggio all’insegna dello shopping ed esista un ulteriore 20% che affermi di volerlo effettuare in futuro. Una delle sfide da cogliere è quella di trattenere questo potenziale di domanda il più possibile all’interno dei confini nazionali, agendo su quelle leve che sembrano più di altre motivare il turista italiano orientato allo shopping: approfittare di sconti e saldi, combinare tale attività con la visita a luoghi di interesse culturale, esplorare ed acquistare produzioni tipiche». «Per cogliere il potenziale dei turisti dello shopping, italiani e internazionali – ha proseguito di Cesare – è però necessario predisporre un’offerta ampia e composita che abbia la sua base nei luoghi dello shopping e nei prodotti in essi acquistabili completandosi con tutta una serie di servizi da garantire a chi è intenzionato ad investire tempo e denaro per assecondare questa passione».

L’offerta commerciale di Firenze, Milano e Venezia

Di particolare interesse anche i risultati dell’indagine effettuata sull’offerta commerciale nel centro di Firenze, Milano e Venezia relativamente ad alcuni servizi particolarmente utili per i turisti dello shopping italiani e internazionali. Dall’analisi del campione ascoltato (complessivamente 150 negozi, 50 per città), variegato a livello di categorie merceologiche, standard di offerta, appartenenza o meno a catene e localizzazione, emerge la buona la preparazione linguistica del personale di front office, con l’inglese utilizzato dalla pressoché totalità dei negozi ascoltati ed una seconda lingua, solitamente spagnolo o francese, disponibile in più del 50% delle realtà intervistate. Non è raro (valori percentuali attorno al 10 o 15%) nei negozi di queste tre città trovare personale in grado di parlare anche russo o cinese. Particolarmente diffuso il servizio di tax refund, soprattutto nei negozi di fascia alta (94%) e in quelli appartenenti a catene (92%), così come la possibilità di spedire i prodotti acquistati (oltre tre quarti dei negozi di fascia alta e più della metà di quelli di fascia media). Un dato, quest’ultimo, che va in controtendenza rispetto a quello nazionale, che vede invece il tax refund, conosciuto – sì -, ma ancora poco uilizzato. Con riferimento alle modalità di pagamento, più di due terzi dei negozi del campione è attrezzato per accettare qualsiasi carta di pagamento e diffusa è la possibilità offerta al turista straniero di pagare in contanti con valute diverse dall’euro (in particolare in dollari statunitensi).

Di particolare rilievo è il peso dei turisti sul totale della clientela: in termini di footfall (flussi all’interno dei negozi) essi rappresentano mediamente il 70% del totale ingressi, ed in termini di acquisti sono pari al 54%. Distinguendo gli esercizi commerciali indipendenti da quelli appartenenti a catene, il tasso di conversione più elevato si registra tra i primi, in cui entra mediamente un 72% di turisti che poi pesano per il 59% delle vendite totali. In generale, in termini di spesa media, il turista spende più del cliente locale in 3 su 4 dei negozi indagati.

Qualche criticità

L’indagine di Risposte Turismo mostra infine una limitata attivazione di collaborazioni tra i negozi ascoltati ed altri operatori o fornitori di servizi sul territorio, a partire dagli hotel e dalle guide (una media del 10% circa), a dimostrazione di quanto ancora si debba fare per presentare al turista un’offerta complessiva organizzata. «A fronte di un buon livello di attenzione e servizio nei confronti degli shopping tourist – ha proseguito di Cesare – la bassissima attivazione di accordi tra operatori rappresenta un freno a un ulteriore sviluppo dello shopping tourism nelle tre città analizzate. È auspicabile un’accelerazione in tal senso mediante un vero e proprio disegno strategico territoriale o anche solo attraverso una maggiore iniziativa dei singoli: ne guadagnerebbe il cliente finale e ne guadagnerebbe l’Italia in termini di attrazione e ricadute economiche».

Esselunga apre a Brescia: 179 addetti, 96 neoassunti

Tre modi di fare la spesa, un’accoglienza rivoluzionata, ma immediatamente familiare, la qualità a portata di mano: questi i tre nuovi percorsi inaugurati nel nuovo superstore di via Triumplina a Brescia.
All’ingresso si trova il cuore del nuovo format costituito dai reparti, integrati fra loro, dove vengono preparati a vista e serviti i prodotti Made in Esselunga: per la prima volta situata in galleria, Elisenda, la pasticceria in collaborazione con gli stellati fratelli Cerea; il Bar Atlantic, con la caffetteria, il banco take away e la sua cucina a vista in cui è possibile osservare la preparazione espressa delle ricette Esselunga; il reparto Pane e Dolci con gli esperti panificatori all’opera, che impastano e sfornano di continuo pane e focacce durante l’arco della giornata, e la Gastronomia per la quale ogni giorno vengono cucinate dai gastronomi oltre 200 ricette, selezionando i piatti preferiti della nostra tradizione e dal mondo.
Il nuovo layout, disegnato in collaborazione con Landini Associates di Sydney e frutto di una approfondita elaborazione concettuale, oltre a mostrare ai clienti le fasi di preparazione dei prodotti attraverso ampie vetrate trasparenti, permette anche di effettuare una spesa più rapida e agile senza percorsi obbligati: in corrispondenza di quest’area sono infatti presenti due ingressi e le casse.

[Not a valid template]All’ingresso dell’area di vendita i clienti sono accolti dalla freschezza dei reparti Fiori e Piante e Frutta e Verdura, con un’isola dedicata alle insalate, valorizzati da nuovi espositori bassi che richiamano il tradizionale banco del mercato rionale.
Oltre ai consueti banchi assistiti del Pesce fresco e della Carne, al fine di valorizzare la visibilità e la profondità assortimentale, sono stati realizzati dei veri e propri
shop-in-shop per rinnovare la classica Enoteca, il reparto Surgelati, il Pet Food e la Parafarmacia.
Le promozioni, non più disposte in un unico corridoio dedicato, occupano spazi specifici e una corsia trasversale adiacente ai vari reparti di riferimento per permettere una circolazione più fluida della clientela.
La barriera casse, diversamente dal tradizionale layout che la vede posizionata all’ingresso, è stata collocata lateralmente al negozio dove tre maxi schermi con contenuti multimediali intrattengono i clienti al momento del pagamento della spesa.
Il superstore, privo di controsoffitto e dal pavimento in crystal super concrete, è dotato di luci di differente intensità, più o meno calde a seconda del reparto, per enfatizzare i prodotti che, disposti su scaffali neri come su un palcoscenico, diventano i protagonisti. Per i materiali degli arredi è stata scelta la purezza dell’acciaio e il calore del legno dogato e traforato per scaldare l’ambiente.
Al piano interrato è presente la prima area ecologica con l’eco-compattatore di bottiglie in plastica PET, che rilascia al cliente un buono spesa di 0,10 euro ogni 10 bottiglie inserite, e il contenitore per il conferimento delle pile.
Le innovazioni introdotte nel nuovo concept non vanno a discapito della convenienza, elemento portante della strategia di Esselunga che da sempre propone una qualità eccellente al prezzo più basso.

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