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CRAI dà l’avvio all’Academy CRAI, dedicata alle nuove generazioni

Il Gruppo CRAI avvia la prima edizione dell’Academy CRAI, un percorso formativo ideato e studiato in vista del cambio generazionale e dello sviluppo della propria rete. La realizzazione, in collaborazione con il Dipartimento di Economia, si avvarrà dei docenti e delle strutture dell’Università degli Studi di Parma.  I 28 iscritti, appartengono sia alle nuove generazioni di imprenditori CRAI che di giovani disoccupati, aspiranti professionisti della Distribuzione.

Il programma dell’Academy è stato strutturato con lezioni teoriche che si alternano continuativamente con una parte sul campo. Gli insegnamenti d’aula approfondiranno quattro macro-aree: il mercato dal punto di vista dell’azienda, del consumatore e dei trend in corso, l’area analitica e commerciale, l’area della gestione operativa del negozio e l’area delle competenze relazionali verso il cliente e verso i collaboratori. Gli stessi temi verranno applicati sul campo con periodi di formazione presso “negozi scuola” selezionati tra punti vendita del gruppo CRAI dove verranno conosciuti ed approfonditi anche tutti gli aspetti principali della gestione del negozio. Non sarà trascurata anche la conoscenza, di alcune sedi dei Centri Distributivi CRAI, per comprendere le dinamiche e i processi che intervengono nelle relazioni tra Sede e Territorio. In aula saranno spesso compresenti docenti dell’Università e responsabili d’area del mondo CRAI.

Sono molto orgoglioso della creazione di questa Academy – afferma Giangiacomo Ibba, Presidente di CRAI Cooperativa – in quanto abbiamo deciso di investire sul capitale umano e soprattutto sui giovani, che sono il motore ed elemento principale della crescita e dell’innovazione”.

Alla fine del percorso formativo ogni studente sarà chiamato a presentare e discutere davanti a una commissione formata da docenti universitari e manager CRAI il Project Work, che consiste nell’elaborazione di un progetto di analisi e messa a fuoco di uno store di successo, evidenziando le azioni per il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia aziendale.

La consegna degli attestati dell’Academy CRAI avverrà alla presenza dei rappresentanti dell’Università degli Studi di Parma e del Management del Gruppo CRAI in occasione di “CRAILANDIA”, la convention annuale che si svolge a giugno e che vede riuniti il management della centrale CRAI, dei Centri Distributivi e della maggior parte degli imprenditori per un totale di circa 1000 persone.

Stiamo investendo ogni anno sempre di più nella formazione a 360° – dichiara Monica Purificato, Direttore H&R e Formazione del Gruppo CRAI – perché la formazione è un acceleratore a disposizione dell’Azienda per migliorare la propria capacità di reagire, innovarsi ed adattarsi al proprio contesto ed alle strategie del gruppo. È una leva competitiva che fa la differenza. Per questo motivo i piani formativi aziendali di CRAI, negli ultimi anni, focalizzano l’attenzione su una metodologia di lavoro nuova che punti a sviluppare percorsi di potenziamento di sistema (figure, ruoli  e organigrammi). Il progetto dell’Academy è espressione di questa esigenza”.

Ai candidati che avranno terminato con successo l’Academy CRAI verrà offerta l’opportunità di essere inseriti all’interno della rete vendita CRAI, con l’obiettivo di consolidare il percorso svolto e introdurre gli aspetti di novità acquisiti.

Il progetto dell’Academy, sostenuto interamente da CRAI Cooperativa e sviluppato dall’area Discipline Economico Aziendale dell’Università degli Studi di Parma, specializzata nella ricerca e nella formazione di canali distributivi, garantirà un percorso professionale di successo a futuri manager nella Distribuzione Moderna grazie alla collaborazione tra accademici e rappresentanti aziendali CRAI, i quali arricchiranno le sessioni con le proprie competenze ed esperienze sul campo.

Piatti Pronti, un mercato ad alto tasso di innovazione. L’indagine di IRI

Quello dei Piatti Pronti refrigerati è uno dei segmenti più dinamici e variabili all’interno dei mercati del Largo Consumo Confezionato, caratterizzato da un alto tasso di innovazione.

Per  approfondire al meglio alcune delle dinamiche del settore abbiamo circoscritto questo studio ai prodotti ricettati, una categoria che  chiude il  2018 sfiorando i 380 milioni di Euro, mantenendo un tasso di crescita importante rispetto al 2017 (+8.3% in termini di fatturato). Il confronto con lo scorso anno, inoltre, conferma la tendenza polarizzatrice di questo mercato, con il Nord Ovest sempre più catalizzatore dei consumi (veicola il 45% delle vendite). Il Sud è ancora l’area di debolezza, fortemente sotto dimensionata rispetto alla media del comparto del Fresco (7.7% vs 15,5%).

E’ però anche giusto sottolineare come il segmento inizi a mostrare piccoli segnali di rallentamento e andamenti contrastanti all’interno dei diversi segmenti.

L’offerta a scaffale

Innanzitutto è bene precisare che le coordinate geografiche fanno la differenza, riflettendosi nettamente negli assortimenti: è infatti il Nord Ovest che traina lo sviluppo del mercato,  propone l’offerta più ampia  (quasi 3 volte quella del Sud) e mostra  le dinamiche migliori.

Limitatamente ai Primi Piatti, anche il Centro e la  Sardegna sostengono lo sviluppo degli assortimenti dei Pronti Freschi.

Altra osservazione da fare è che se inizialmente l’ampliamento assortimentale è stato il principale driver di sviluppo degli scorsi anni, oggi iniziamo ad assistere ai primi sintomi di saturazione di alcune tipologie.

Un esempio lo forniscono i  Secondi Piatti che presentano 1.8 referenze medie a scaffale in meno rispetto allo scorso anno, identificabili marcatamente all’interno di una specifica categoria di prodotti, le alternative vegetali, delle quali approfondiremo più avanti nello studio.

Primi piatti

Come indicato dal servizio informativo di IRI InfoScanCensus®,i Primi Piatti si confermano il segmento che si sta sviluppando più velocemente con un fatturato che ha superato i 190 milioni di euro e una crescita di oltre 20 milioni negli ultimi 12 mesi. Il principale driver restano le Zuppe che rappresentano oramai più della metà dell’assortimento di Primi Piatti Pronti all’interno dei punti di vendita della distribuzione moderna italiana. Queste ultime, che insieme alle Minestre appagano il desiderio dello shopper di seguire un’alimentazione semplice e sana, hanno visto incrementare il fatturato di più di 9 milioni di Euro nell’ultimo anno. In crescita importante anche le Paste al Forno e i Primi Piatti Etnici (per entrambi un incremento del fatturato di oltre 4 milioni) a conferma del fatto nella tavola degli italiani si alternano sempre più frequentemente piatti della tradizione e piatti provenienti da altre culture gastronomiche.

Uno sguardo ai Secondi

E’ il mondo più frammentato e variegato: al suo interno possiamo trovare prodotti come il Vitel Tonnè, che  vive di una tipicità intrinseca e con sole 2 referenze medie a scaffale continua a crescere a doppia cifra superando i 10 milioni di euro nell’anno terminante Febbraio 2019. Ottime performance anche per i prodotti a base di Prosciutto Cotto e di Carne Rossa, parzialmente sostenute da innovazione e aumento dei prezzi medi di vendita. Flette invece – e anche in modo importante – il mondo vegetale che, con un calo complessivo di oltre 10 punti percentuali pesa oggi il 38% del totale Secondi vegetali (era invece a quota 45% nel 2017). Le avvisaglie di saturazione della domanda erano già evidenti nel secondo semestre del 2017 e si sono consolidate nel 2018 con la logica conseguenza di una prima razionalizzazione degli assortimenti “veg” che precedentemente avevano letteralmente invaso i punti di vendita.

Il traino di questa contrazione è il segmento del Burger vegetale che perde quasi 10 milioni di euro. La motivazione alla base di questo calo sembra essere legata a due componenti: in minima parte ad un’inversione di rotta nelle diete degli italiani i quali, secondo il rapporto Eurispes 2018, si dichiarano Vegetariano o Vegani per il 7.1% in leggera flessione rispetto al 2017 (7.6%).

Si modificano però le motivazioni alla base della scelta vegetariana e vegana che sono sempre più legate al benessere della persona, alla salute e alla pura curiosità verso l’innovazione proposta.

Da queste premesse sembra emergere che “essere veg” non è più sufficiente; al contrario è necessario qualcosa in più per convincere lo shopper che, anche nelle alternative vegetali, non intende più rinunciare al gusto.

di

Papà con il carrello: dove, come e quando. L’indagine Adiconsum

Ma i papà sono anche consumatori coscienziosi?

Se lo è chiesto Adiconsum che, in occasione della festa del Papà, ha lanciato su Facebook il sondaggio: “Oltre ad essere un super papà  sei anche un super consumatore?”.

Interessanti i risultati. In primis in quanto è emerso che oggi i papà sono decisamente più sensibili sul tema della spesa.

Sembra infatti che il 57,3% dei papà controlla cosa manca in casa, redige una lista, va a fare la spesa e sceglie i prodotti leggendo le etichette. Da evidenziare anche il fatto che l’8% dei papà sceglie i prodotti con un occhio alla loro sostenibilità, prendendo, ad esempio, in considerazione il packaging riciclabile, ecc..

Le 5 domande
Cinque quesiti a risposta singola, vediamo cosa è emerso

1) Quanti anni hai?

·      un 57,3% ha un’età compresa tra i 55 e i 65 anni

·      un 25,3% tra i 45 e i 54

·      un 14,7% tra i 35 e 44

·      un 2,7% tra i 25 e i 34

 

2) Quando vai a fare la spesa?

·      Il 57,3% controlla cosa manca in casa, fa la lista e va a fare la spesa

·      Il 20% segue le indicazioni della moglie/compagna

·      Il 14,7% effettua gli acquisti basandosi sulle offerte disponibili

·      L’8% va a braccio e compra quello che trova

3) Dove preferisci fare la spesa?

·      Il 54,7% in compagnia della moglie/compagna

·      Il 38,7% da solo

·      Il 6,7% in compagnia

  4) Quale fattore conta quando devi scegliere un prodotto?

·      Il 42,7% l’etichetta

·      Il 33,3% il costo

·      Il 16% la marca

·      L’8% la sua sostenibilità

 
5)  Dove preferisci fare la spesa?

·      Il 77,3% al supermercato

·      Il 12% va al mercato

·      Il 10,7% al minimarket

 

Le Macchine di Leonardo arrivano a Le Terrazze di La Spezia

Le Macchine di Leonardo arrivano a Le Terrazze di La Spezia: dal 23 marzo al 14 aprile 2019, infatti, nel Centro Commerciale è in programma la grande mostra in onore del genio vinciano. L’evento coinvolgerà tutti i visitatori del centro, proprio in occasione del cinquecentenario dalla morte del grande inventore, avvenuta nel Castello di Amboise in Francia il 2 maggio 1519.

All’interno delle aree dedicate, sarà possibile apprendere tutti i segreti delle Macchine di Leonardo grazie all’esposizione dei suoi prototipi e a una serie di dettagliati pannelli informativi. La mostra, aperta a tutti gratuitamente, negli orari di apertura del centro, è suddivisa in vari settori con focus tematici differenti nelle gallerie del centro commerciale.

Le sezioni della mostra

Al piano Zero si parte con la visione della Guerra del grande scienziato, osservando i suoi prototipi di Cannone, Mitragliatrice, Carro falciante e Catapulta; e dell’Idraulica, con il Doppio scafo e la Vite d’Archimede. Segue il settore Architettura e Volo, con diversi modellini esposti quali la Gru, il Sollevamento colonne, il Sollevamento oggetti lunghi e l’Anemometro.

Al primo piano il percorso prosegue con la suggestiva experience del Cinema 10D, grazie al quale i visitatori potranno esplorare le invenzioni di Leonardo attraverso un’esperienza multisensoriale unica. Nelle gallerie i modellini all’avanguardia delle macchine interattive del grande inventore: il Cric, l’Ingranaggio Elicoidale, il Martello a camme, il Meccanismo autobloccante, la Molla, il Volano. Sempre al Piano 1 troveranno la prima Bicicletta e i modellini di alcune delle altre futuristiche macchine interattive: la Calandra, la Carrucola, la Catena, il Cuscinetto a sfera, l’Ala battente.

Completa il quadro un grande PROGETTO DI DIDATTICA integralmente dedicato ai bambini, con visite guidate ad hoc per gli Istituti Scolastici del territorio e un servizio navetta gratuito. Un vero e proprio evento di edutainment, con visita guidata di circa 60 minuti in cui impareranno a conoscere le opere di Leonardo. I bambini saranno coinvolti in una vera e propria vestizione, con divise a tema medievale e si trasformeranno in Piccoli Geni pronti per partire… alla scoperta delle Macchine di Leonardo! Al termine della visita a tutti i partecipanti verrà consegnato il Diploma Personalizzato con l’“Attestato di Genio”.

 

Amazon bypassa la pesatura del prodotto e punta sugli standard

Le innovazioni più impattanti, molto spesso, hanno una veste molto modesta e inapparente. Così, accade che chi ci chiede quale sia quella più rilevante osservata recentemente nel settore grocery statunitense resti stupito nel sentirci dire: le Price Look Up (PLU) applicate, in modo sempre più sistematico, dalla distribuzione americana.

Dietro le etichette adesive incollate alla frutta e a molte verdure si cela, infatti, una lenta (ma non tanto), inesorabile pressione su quelle filiere per omologare quei prodotti sfusi e deperibili a quelli industriali confezionati. Attaccare un’etichetta ad una patata può sembrare un fatto piuttosto banale. Al contrario, la sua portata sarà devastante per molti comparti agricoli che oggi sono chiamati dall’apertura dei mercati internazionali a confrontarsi su un piano di efficienza oltremodo sfidante e selettivo.

Se i retailer classici sembrano ancora non fare un uso sistematico ed intensivo di questo metodo di riconoscimento della merce codificato da GS1 International, esiste un player: Amazon Fresh Pick-Up, che sta sperimentando un sistema di vendita online (stavolta è proprio il caso di dirlo!) davvero rivoluzionario. 

L’insignificante punto di vendita di Sodo, il quartiere di Seattle che lo ospita, ha un compito: condurre stress-test sull’efficienza logistica del sistema Amazon per rispondere, ora, in soli 15 minuti  e, in futuro, in 5, alle richieste di ortofrutta della clientela, via smart-phone. Sebbene si ignori cosa accada dietro il varco tra il punto di delivery e il retrostante magazzino, una cosa è deduttivamente chiara: non si configura, in alcun modo, la pesatura  del prodotto. Pertanto, ogni limone, ogni cipolla, ogni patata, devono essere unità merceologiche perfettamente identiche, seriali come dimensione e qualità.

Affinché tutto ciò accada occorre, dunque, che le filiere che portano il prodotto dal campo al magazzino siano attrezzate per calibrare e selezionare ogni pezzo destinato al cliente online di Amazon, il quale, assunto importantissimo, rinuncia ad affidarsi alla propria sensorialità, manifestando una cruciale, delicatissima fiducia nell’insegna. Eccoci, allora, al primo punto: se nel supermercato classico la responsabilità della scelta è in parte del cliente, nella vendita online la soddisfazione del cliente dipende totalmente dal venditore che esibisce ortofrutta in un “catalogo” digitale.

Amazon, pertanto, richiederà, mano a mano che il sistema verrà ampliato, il massimo rigore da parte dei suoi fornitori che (negli USA su scala crescente) saranno in dovere di mantenere una qualità il più possibile standardizzata, oltre ovviamente a selezionare come peso, morfologia ed estetica  di ciò che hanno coltivato.

Linee robotizzate e spettro-fotometria

Tutto questo è e sarà reso possibile dall’applicazione di tecnologie già disponibili anche in Italia. Oltre alle linee robotizzate che selezionano per peso, dimensione e colore i frutti e le verdure (non in foglie) l’uso della spettro-fotometria per la determinazione non-distruttiva degli usuali parametri di PH, Brix, maturazione e finanche dei contenuti fito-nutrizionali (decisamente più complessa!) permette di porre la qualità garantita entro bande più o meno ristrette. Ciò consentirà ad Amazon di attenuare l’enorme problema dei complaint su queste merceologie. Per inciso, Amagi assieme al Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano ha condotto una riuscita sperimentazione spettro-fotometrica guidata dall’ing. Riccardo Guidetti, su pomodori e carote, sperimentazione caduta, però, nell’assoluta indifferenza delle catene della distribuzione italiana.

Il progetto di Amazon avrà, quindi, come “conditio sine qua non” l’utilizzo delle PLU, apposte come richiesto, dai suoi fornitori. Va ricordato che, tra le altre informazioni, vi sono quelle importanti relative al metodo di coltivazione.  1) Se la PLU ha 4 cifre, ciò significa che il prodotto è stato coltivato convenzionalmente o “tradizionalmente” con l’uso di fitofarmaci; 2) Con 5 numeri che iniziano per “8”, significa che il frutto è OGM; 3) Se compare il “9”, il prodotto deriva da  coltivazione biologica.

Questi prerequisiti, aggiunti alle caratteristiche specifiche della partita messa in vendita, consentono oggi ad Amazon di raccontare una storia, sintetizzata nelle foto che seguono, ovvero la provenienza (enfatizzando l’eventuale Km-Zero), il tipo di coltivazione, eventualmente il cultivar e, progressivamente nel tempo,  ogni altro tipo di informazione utile a guidare il cliente: la stagionalità, l’ANDI Score, i gradi Brix, ecc.

 

 

 

 

Si noti, peraltro, un particolare del sito di Amazon: cioè, la cronologia degli acquisti pregressi, consentita ovviamente dalla vendita personalizzata implicita nell’online.

Quale potrà essere, allora, la potenza di questi dati ai fini della promozionalità one-to-one di questi prodotti deperibili? Basti pensare alle incentivazioni per gestire specifici canvass, in epoca di alta stagionalità, liquidando profittevolmente gli eventuali surplus di produzione. La dimensione di questo nuovo business è, in proiezione, davvero impressionante. Se si parte dal dato di circa 500 miliardi di dollari spesi annualmente per l’ortofrutta, da 126 milioni di famiglie americane, ogni quota di mercato conquistata con una vendita online ben strutturata risulta indubbiamente molto interessante. Difficile, però, che altre realtà riescano a recuperare il gap progressivo che l’ipermodernità informatica e logistica del gigante di Seattle sta ampliando di giorno in giorno!

di Amagi (Tirelli Associati)

Pam local: un nuovo store nel centro storico di Orvieto

Pam local, l’innovativo format di spesa ideato dal Gruppo Pam, inaugura il suo secondo punto vendita a Orvieto.

Il nuovo Pam local, che osserverà l’orario prolungato, 7/7, fino alle 21, sarà, ancora una volta, gestito in franchising confermando così il crescente interesse degli imprenditori nell’offrire ai cittadini un servizio di qualità e allo stesso tempo conveniente.

Tutti i Pam local, infatti, nascono per offrire ai Clienti un ricco assortimento studiato in base alle esigenze e alle tendenze di mercato. Dalle pratiche monoporzioni per chi ha un occhio di riguardo non solo al risparmio economico ma anche alla riduzione degli sprechi, alla vasta offerta di sfiziosi piatti pronti per chi è sempre di corsa, fino alle centinaia di prodotti free from o integrali, alle referenze con pochi grassi, all’ampia proposta di articoli bio, veg&veg ed etnici, oltre che alla selezione di eccellenze DOP e IGP, provenienti da fornitori locali e appositamente segnalate come “prodotti del territorio”.

L’impegno di Pam local, al fine di garantire ai suoi Clienti un risparmio quotidiano, rimane il “Prezzo Promessa” che assicura prezzi bassi tutto l’anno su una selezione di prodotti di uso corrente. Grazie ai “Menu facili e veloci” invece, i Clienti potranno acquistare tutto il necessario per preparare ricette facili e gustose a prezzi sempre convenienti.

Per ridurre il tempo in cassa, invece, i Clienti potranno usufruire dei più moderni metodi di pagamento elettronici, come Satispay e Apple Pay. Inoltre, se lo desiderano, potranno scegliere di farsi recapitare la spesa comodamente a casa grazie al servizio di consegna a domicilio.

 “Pam local è un format vincente perché è in grado di offrire una soluzione per ogni esigenza di spesa quotidiana.” Dichiara Lorenzo Seccafien, Direttore Vendite Pam Franchising. “Abbiamo riscontrato più volte l’apprezzamento dei nostri clienti e l’interesse degli imprenditori: i primi perché in pochi metri quadri possono trovare facilmente tutto ciò di cui hanno bisogno, i secondi perché riconoscono in Pam local il partner ideale per il loro business.”

Briscola-Pizza Society: linee geometriche e statue giganti

credit: Jacopo Spilimbergo

Si chiama Briscola-Pizza Society il nuovo format italiano della holding Foodation; il suo obiettivo è quello di diventare la prima restaurant chain Made in Italy su scala internazionale. Nella realizzazione dei due primi store milanesi (in Duomo e a Porta Nuova) la proprietà si è avvalsa del contributo progettuale dell’architetto Fabio Novembre.
La cifra stilistica adottata dallo sudio Novembre si ispira all’immaginario dei club inglesi, ma mixandolo ad iconografie più tipiche del nostro paese, tra tutte quella delle carte, appunto, della Briscola, riproposte con figure a tutt’altezza, o quella della Regina Margherita, trasformata in un’installazione poligonale fuori scala rosso scarlatto, che nel locale in Duomo raggiunge i 6 metri d’altezza.

“Per disegnare i locali di Briscola–Pizza Society”  -racconta Fabio Novembre  -“ci siamo ispirati
ai club inglesi e alle confraternite universitarie cercando di ricreare uno spazio underground
assolutamente atipico per una pizzeria. Alle pareti le figure della Briscola fuori scala, come
ritratti di ipotetici avi nobili, si alternano a trattamenti al neon rosso; a soffitto piramidi di luce
capovolte illuminano il pavimento costituito dal pattern classico delle carte da gioco
riproposto in grande formato”.

[Not a valid template]I materiali

Per i banconi dei nuovi store Briscola-Pizza Society Novembre ha scelto, accanto ad altri importanti nomi come Kartell, Flos e Lea Ceramiche, HI-MACS®, il solid surface di nuova generazione, che – privo di porosità – risulta particolarmente igienico. Inoltre, per la sua composizione, il materiale può essere lavorato per eliminare i segni di giunzione alla vista come fosse  plasmato da un blocco unico di materiale.

 

 

Le Terrazze di La Spezia invita i suoi clienti alla mostra delle macchine di Leonardo

Prosegue all’insegna dell’ entertainment, della didattica e delle innovazioni tecnologiche la strategia comunicativa del Centro Commerciale Le Terrazze, che si pone come luogo di aggregazione per la catchment area di riferimento con proposte moderne e accattivanti per i diversi target di consumatori.

Il suo obiettivo di essere una vera e propria “piazza sociale”, si concretizzerà ancora una volta dal prossimo 23 marzo, quando debutterà la mostra (aperta alpubblico fino al 14 aprile) dedicata a  Le Macchine di Leonardo: un grande evento in onore del genio vinciano, che coinvolgerà tutti i visitatori del centro Le Terrazze, proprio in occasione del cinquecentenario dalla morte del grande inventore, avvenuta nel Castello di Amboise in Francia il 2 maggio 1519.

L’iniziativa, gratuita e aperta a tutti, è solo l’ultimo di una serie di eventi coinvolgenti che hanno animato il Centro Commerciale negli scorsi mesi, a partire dall’autunno che si è caratterizzato per tre appuntamenti dedicati al mondo tecnologico. Si è iniziato con “Space Gate”, la prima escape-room ambientata nello spazio dove i visitatori di tutte le età hanno sfidato le proprie capacità di logica ed enigmistica con prove virtuali. In seguito è stata la volta di “Virtual Box”: una sala giochi strutturata in diverse aree e simulatori per provare numerose attività, dalla Super Car all’esplorazione dei fondali marini, dal “Vertigo” alle Spade Laser. Ha chiuso questa serie di appuntamenti tech, l’entusiasmante Laser Room: un gioco che combina innovazione, tecnologia e divertimento.

Ludico anche il mese di novembre, quando Le Terrazze ha accolto il laboratorio di “Paw Patrol”, ricco di colorate e vivaci attività per sensibilizzare tutti i bambini sull’importante tema del riciclo dei materiali.

Nel periodo natalizio, poi, è stata la volta della “Christmas Factory”che ha contribuito a rendere il Natale davvero memorabile, con un ricco programma di attività. Per l’occasione è stato realizzato uno spettacolare villaggio di Natale con area selfie, per scattare foto ricordo a tema e coinvolgere i visitatori in prima persona.

Anche il nuovo anno è iniziato con eventi di grande appeal, di respiro internazionale. Nel mese di febbraio si è tenuta “PhotoArk”: 60 splendide fotografie realizzate dal grande fotografo di National Geographic Joel Sartore, esposte in una mostra gratuita all’interno del centro commerciale. Un’importante iniziativa che ha portato i visitatori a scoprire, attraverso un percorso nelle gallerie, l’affascinante progetto di Sartore in difesa della biodiversità.

Le Terrazze ha aderito con entusiasmo alla campagna promossa dal CNCC, ospitando la raccolta fondi di Croce Rossa Italiana domenica 17 e 24 febbraio. 

In occasione del Carnevale, le Terrazze ha accolto “L’Isola che non c’è”: una grande festa per coinvolgere grandi e piccini con numerose attività di animazione, oltre alla ricostruzione di un bellissimo Galeone Spagnolo, particolarmente realistico nelle ambientazioni.

 

 

Elena Mirò inaugura due nuove boutique a San Pietroburgo

Elena Mirò conquista San Pietroburgo e inaugura in città due nuove boutique, rispettivamente nel Grand Palace, il primario centro commerciale situato a pochi minuti dalle principali attrazioni cittadine, e lungo il Bolshoy Prospect, la caratteristica e frequentata strada che attraversa il quartiere Petrogradskij.

I due negozi saranno ispirati al nuovo store concept del brand di Piazza della Scala in Milano, espressione di italianità e caratterizzato da un design elegante e ricercato, realizzato utilizzando materiali premium e cromatismi caldi e luminosi che favoriscono la sensazione di comfort ed inclusività. Il design propone dettagli ispirati alla figura architettonica dell’arco, come archetipo della cultura artistica italiana, che torna in espliciti riferimenti al design dei maestri architetti del dopoguerra.

Gli opening fanno seguito alle recenti inaugurazioni dei punti vendita Elena Mirò di Mosca e consolidano la partnership siglata dal brand con Jamilco, distributore dall’ampio know-how e conoscenza approfondita del mercato, per il potenziamento della propria politica di espansione nel Paese.

“L’apertura delle due boutique di San Pietroburgo riveste un’importanza strategica per Elena Mirò e costituisce un nuovo prezioso passo nel piano di sviluppo internazionale del brand, che lo vedrà rafforzarsi, grazie alla collaborazione con Jamilco, in Russia, Kazakistan, Bielorussia e Armenia”, commenta Martino Boselli, Brand Director di Elena Mirò.

Jamilco è una delle aziende leader nella distribuzione di abbigliamento e accessori di moda ed è Master Franchise Operator in tutti i canali di attività: Retail, Wholesale & Distribution, E-Com. Jamilco opera da 25 anni sul mercato e ha lanciato e gestito con successo numerosi marchi internazionali del fashion.

“Siamo onorati ed entusiasti di collaborare con Elena Mirò. Le aperture di Mosca e di San Pietroburgo segnano l’ingresso di Jamilco nel segmento della moda curvy, che ancora non era presente nel nostro portfolio. Vediamo un buon potenziale di crescita per Elena Mirò nel mercato russo e siamo fiduciosi di poterlo sviluppare con successo”, commenta Kira Balashova, Direttore Generale di Jamilco.

La collaborazione tra Jamilco ed Elena Mirò, avviata nel mese di ottobre, ha già portato all’apertura di 4 negozi in Russia (2 a Mosca e 2 a San Pietroburgo). Entro fine 2019 il numero arriverà a un totale di 8 negozi: altri 2 verranno inaugurati a Mosca, 1 a Rostov sul Don e 1 a Ekaterinburg.

Carrefour Italia sceglie Join Tag per dialogare con i clienti

Carrefour Italia investe nell’innovazione digitale e si appoggia a JoinTag per catturare l’attenzione dei propri clienti. E’ di questi giorni la notizia dell’accordo tra Carrefour Italia e la milanese JoinTag, leader nel settore del proximity marketing e prima scelta dei brand più noti grazie all’innovativa piattaforma di proximity advertising Kariboo. Attraverso questo accordo in oltre 200 Carrefour Market e all’interno di 40 centri Iper verrà abilitata l’innovativa tecnologia proximity di JoinTag che consentirà di intercettare e dialogare con l’utente nei diversi micro-momenti: near store, in store e near product – cioè vicino al punto vendita, dentro al punto vendita e direttamente davanti al prodotto. La sofisticata piattaforma di Kariboo – che unisce strumenti di localizzazione, un vasto network di app e una rete fisica di i-beacon – intercetta infatti l’utente nella sua customer journey quotidiana ed è in grado di attivare notifiche push mirate, comunicandogli messaggi nei momenti fondamentali della decisione d’acquisto.

Contemporaneamente la tecnologia di JoinTag consente di profilare i clienti di Carrefour Italia tracciandone gli spostamenti all’interno dello store e diventando quindi fondamentale strumento per generare analytics e ottimizzare i processi di vendita.

 Marco Brandstetter, CEO di JoinTag ha dichiarato: “Grazie alla partnership con Carrefour Italia consolidiamo la presenza di Kariboo e il suo innovativo format delle notifiche push Real Time nel circuito della GDO, diventando strumento fondamentale per l’esperienza del cliente in store. “

Carrefour Italia è impegnata in prima linea nella ricerca di modi innovativi per migliorare la customer experience. Cerchiamo a questo scopo partner di eccellenza come JoinTag che, attraverso soluzioni tecnologiche all’avanguardia, ci permettono di anticipare e rispondere alle richieste in continua evoluzione dei nostri consumatori.”- commenta Pierre Queau, Direttore Marketing, Clienti, Servizi e Trasformazione Digitale Carrefour Italia.

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