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Consumi e pandemia: l’Osservatorio Confimprese-EY

In piena pandemia, uno sguardo all’andamento del commercio. Ecco la panoramica fornita dall’Osservatorio permanente Confimprese-EY sui consumi di mercato nel mese di dicembre. Ne emerge una situazione ancora fortemente negativa in tutta Italia, con previsioni che decisamente poco rosee.

Il mese di dicembre, registra, infatti, un trend del -46,6%: ancora negativo, sia pure in ripresa rispetto a novembre (-67,1%).

L’anno 2020 si chiude a -38,9% vs 2019 con la ristorazione in maggiore sofferenza a -46,8%, seguita dall’abbigliamento a -38,3% e altro non food a -26,9%.

Centri commerciali e outlet crollano per effetto del protrarsi delle restrizioni che li obbligano alla chiusura nel weekend, con simmetrico aumento di traffico e assembramenti nei centri città. Effetto negativo che si ripercuote sull’aggregato di dicembre fermo a -54,7% e -41,1% su base annua.

Quanto alle categorie merceologiche nel mese di dicembre, la ristorazione paga il prezzo più alto dovuto all’effetto boomerang delle chiusure nel weekend. L’andamento disastroso a -66,8% la relega a maglia nera dell’intero comparto retail, mentre l’abbigliamento si ferma a -45%, migliori le performance -29,3% di altro non food, che continua a godere dell’onda lunga delle minori restrizioni dal primo lockdown in poi.

A guadagnare dalla chiusura dei centri commerciali in dicembre sono le high street che, in controtendenza rispetto ai mesi precedenti, registrano un calo del -32,2% rispetto ad altre località -37,3%. Si assiste, in buona sostanza, a un mutato atteggiamento de consumatore che, privato dei luoghi di aggregazione abituali, si è rivolto ai centri città per trovare i negozi che di solito frequenta nei centri commerciali e outlet. Sempre in grande sofferenza il travel con -67,2%. Su base annua chiude a -59,7%.

Le aree geografiche riflettono la situazione di lieve miglioramento riscontrata per i settori merceologici e chiudono a -46,6%. Rispetto alle rilevazioni dei mesi precedenti, si osserva una maggiore omogeneità dei trend in tutte le aree. La flessione più marcata si registra nell’area Nord-Est (Emilia-Romagna, Triveneto) con -52,5%, seguita dall’area Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna) con -47,1%, dall’area Sud (Campania, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata) con -45,9% per finire con l’area Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) che chiude il mese a -43,7%.

«Con un mese di dicembre a -46,6% – chiarisce Mario Maiocchi, direttore Centro Studi Retail di Confimprese – si chiude l’anno più difficile per il retail non food e ristorazione. Il totale anno a -38,9%, con punte -46,8% per la ristorazione e -59,7% per il canale travel, preannuncia pesantissimi effetti sui bilanci delle aziende del settore con conseguenti presumibili ricadute su occupazione e investimenti. Le prime indicazioni sui primi 10 giorni di gennaio, con un calo di traffico nei centri commerciali intorno al -50%, non danno segnali di miglioramento nel breve periodo. Sono sempre più necessari e urgenti interventi di supporto al settore con particolare riferimento alla tematica degli affitti che, con cali di fatturato di tale entità, non possono e non devono rimanere un costo fisso che rischia di travolgere anche aziende sane e con opportunità di crescita e occupazione nel medio periodo».

L’e-commerce, dopo l’exploit di novembre (+92,6%) rimane invece stabile come numeri assoluti rispetto a novembre, ma cresce pur sempre del +54,9% rispetto a dicembre di un anno fa. Le iniziative come il cashback sembrano aver funzionato per riportare i consumatori ad acquistare nei negozi fisici.

«Facciamo il bilancio di un anno molto difficile – dichiara Paolo Lobetti Bodoni, Med business consulting leader di EY –. Tuttavia, si registra uno scenario diverso rispetto al fisiologico +40% raggiunto usualmente nel mese di dicembre su novembre. Quest’anno le vendite nei negozi fisici sono più che raddoppiate (+110%), mentre le vendite online in valore assoluto sono rimaste simili (+2% vs novembre 2020). Da ciò possiamo ritenere che il consumatore tornerà ad acquistare nei negozi fisici, non appena le restrizioni si allenteranno, e che iniziative come il cashback hanno un effetto tangibile nel promuovere le vendite. Notiamo inoltre una ripresa per i negozi in centro città, che hanno rappresentato un’alternativa ai centri commerciali chiusi, per fare shopping nei grandi marchi del retail».

Analisi per regioni

A livello regionale i trend riflettono l’andamento delle aree geografiche. Cinque regioni lasciano sul terreno perdite superiori al 50% e sono Friuli-Venezia Giulia e Veneto -55,5%, seguite a breve distanza da Toscana -53,6%, Campania -51,5%, Emilia-Romagna -50,4%.

Tutte le altre subiscono perdite sotto il 50% ma pur sempre significative. A cominciare dall’area Sud con Abruzzo -48,6%, Umbria -47,6%, Puglia -47,2% Molise -47%, Basilicata -46%. Per proseguire con Centro e Nord: Lazio -45,6%, Lombardia -45,2%, Trentino-Alto Adige -43,7%, Liguria -43,2%, Valle d’Aosta -42,8%, Sardegna -42,3%, Sicilia -41,8%, Marche -41,3%. A sorpresa le regioni maggiormente agli antipodi dello Stivale, Piemonte e Calabria, se la cavano meglio delle altre, entrambe a -40,2%.

Analisi per città

Venezia, icona dell’arte nel mondo, collassa a dicembre a -62,4% e -46,9% su base annua. Ma a breve distanza c’è sempre Firenze -59,6%. Seguono Reggio Emilia -57,1%, Genova -55,6%, Verona -55,5% Parma -53,6%, Bologna -53%. Con perdite inferiori al 50% troviamo Roma -45,8%, Palermo -45,6%, Milano -40,3%, Napoli -38,3%, Torino -38,2%.

Analisi per province

Il trend delle province mostra la concentrazione dell’andamento peggiore a Caserta -63,4%, sede di importanti centri commerciali, meglio le province di Napoli -47,2% e Salerno -45,5%. Tuttavia, subito dopo ricompaiono le città simbolo dell’arte e del turismo italiano. In Toscana la provincia di Firenze chiude dicembre a -61,6%, Livorno -47,8%, Lucca -41,8%. In Veneto la provincia di Venezia è a -61,1%, Verona -55,2%, Vicenza -52,7%, Treviso -52%, Padova -51,5%. Male anche la provincia di Udine -59,1%. La situazione delle province lombarde riflette l’andamento su base annua: Como -57%, Pavia -54,2%, Brescia -53,1% Milano -46,4%, Monza Brianza -44,4%, Bergamo -38,6%.

Delle province liguri la peggiore è quella di Genova con -52,5%, molto staccate Savona -29,1% e Imperia -23%. Delle province emiliane la provincia di Reggio Emilia è la peggiore -59,1%, seguita da ForlìCesena -52,7%, Bologna -52,3%, Parma -49,2%, Modena -46,5%, Rimini -38,1%. Per le province piemontesi la peggiore è Biella -45,7% seguita da Alessandria -42,5%, Torino -41,6%, Novara -41,4%, Cuneo -30%. Tra le province siciliane la peggiore è Catania che lascia sul terreno una perdita secca del -50,7%, seguita da Palermo -43,6%, Ragusa -43%, Agrigento -41%. Staccate Trapani -30,5%, Messina -28,9% e Siracusa -24%. Nelle province laziali si distingue per performance negative Frosinone che con -46,4% precede Roma -45,8% e Latina -40,9%.

Multicedi: l’obiettivo è ottimizzare i pdv

Migliorare i punti vendita già attivi e proseguire il programma di sviluppo in nuovi territori: questo il duplice obiettivo che si prefigge per il 2021 Multicedi, azienda di Pastorano (CE) con una storia pluriennale nel mondo della GDO.

A dispetto di un 2020 estremamente difficile per il mondo dell’imprenditoria, Multicedi ha chiuso l’anno solare appena trascorso con 29 nuove aperture in 4 diverse regioni, a dimostrazione di una precisa volontà aziendale di non modificare i piani di sviluppo stabiliti prima dello scoppio della pandemia. Anche per il 2021, è previsto un numero pari di aperture. L’azienda, infatti, punta a ripetere la felice esperienza di sviluppo dell’anno passato, da un lato rafforzando la propria presenza in territori dove storicamente già opera con successo con varie insegne (Campania e Lazio in testa), dall’altro affacciandosi a una regione rimasta ancora poco esplorata: la Puglia.

“Questo processo di sviluppo è la naturale prosecuzione di quel trend che ci ha portato dalla seconda metà degli anni 2000 ad oggi a distinguerci come leader del settore GDO in Area 4” commenta Angelo Merola, Responsabile Marketing del Gruppo. “Va da sé che affacciarsi a nuovi mercati – peraltro, con un portafoglio di brand decisamente composito e corposo – ci metta dinanzi a interrogativi e sfide totalmente nuovi: approcciando nuovi territori, incontriamo un cliente abituato a modalità d’acquisto e fruizione di servizi piuttosto diverse da quelle che conosciamo. Allo stesso tempo” prosegue Merola, “non dobbiamo dimenticare che, in un mercato così fluido, siamo chiamati a migliorarci ogni giorno per offrire alla clientela servizi e soluzioni in linea con le esigenze dei tempi.”

Con la fuoriuscita di due soci e l’innesto di nuovi attori, attualmente il gruppo vanta oltre 420 punti vendita. Per quelli a gestione diretta, l’azienda ha stanziato già dal secondo semestre del 2020 la cifra di 10 milioni di euro per procedere a migliorie strutturali. Il duplice obiettivo è valorizzare la centralità delle tradizionali e, al contempo, strizzare l’occhio alla digitalizzazione; ciò sarà possibile grazie all’implementazione di vari servizi, tra cui la segnaletica digitale e la spesa on-line, volti a garantire al cliente un’esperienza di spesa omnicanale. Un simile piano è in fase di studio anche per il resto della rete.

Inoltre, nel 2021 con l’apertura della sede milanese di Decò Italia si consolida la partnership con il Gruppo Arena, al momento il team sta lavorando al lancio di altri 1.200 prodotti a marchio e a marchio esclusivo. Si conferma anche la storica collaborazione con la centrale d’acquisto VéGé.

Natale 2020: bene libri, beauty, fashion e tech. L’osservatorio Stocard

Il mese di dicembre potenziato dalle Feste Natalizie, ha visto un notevole incremento di vendite in numerosi settori merceologici tra cui i libri, il beauty, l’elettronica di consumo e il fashion.  È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio di Stocard che ha confrontato i trend di acquisti nei mercati retail di dicembre 2020 rispetto al periodo settembre-novembre.

“Dicembre è il periodo di massimo incremento di spesa nel mercato retail – commenta Valeria Santoro, Country Manager di Stocard Italia – Una crescita delle vendite che coinvolge pressoché tutti i settori merceologici, complice l’arrivo delle Feste natalizie. Tuttavia, in un anno tristemente anomalo come quello appena concluso, settori come il beauty, il fashion e la ristorazione, fortemente penalizzati dalla pandemia, si sono particolarmente distinti e per la prima volta dopo diversi mesi hanno registrato un notevole aumento delle vendite. Una buona notizia che ci auguriamo possa rappresentare un segnale di ripresa duraturo e darci speranza per il 2021”.

Nel dettaglio, a dicembre gli acquisti sono aumentati in tutti i mercati retail monitorati da Stocard, rispetto ai precedenti tre mesi (settembre-novembre 2020):

Il trend degli acquisti registrati dall’Osservatorio Stocard mostra quindi una crescita generale, comune al periodo natalizio, che ha particolarmente interessato settori come il beauty, che a dicembre ha registrato un incremento delle vendite pari al 66% rispetto ai tre mesi precedenti, e il fashion (+37): ambiti, questi, tra i più penalizzati dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Discorso analogo per la ristorazione, che ha registrato un +37% e ha beneficiato dei servizi di food delivery e dei diversi giorni di apertura previsti dalle disposizioni del Governo.

L’aumento delle vendite ha visto inoltre primeggiare il mercato librario (+71%), con ottimi risultati anche per l’elettronica di consumo (+52% di acquisti), e negozi di articoli per l’infanzia (+31%).

La giornata in cui si è registrato il picco di spese è stato mercoledì 23 dicembre, complice anche l’imminente ingresso dell’intero Paese in zona rossa il 24 dicembre: +47% di acquisti da parte dei consumatori italiani rispetto agli altri giorni di dicembre.

L’Osservatorio Stocard ha evidenziato due altri dati significativi: nel corso del mese di dicembre, rispetto ai tre mesi precedenti, è aumentato in maniera considerevole il numero dei consumatori, +22%. Parallelamente sono cresciuti anche gli eventi di acquisto, vale a dire le occasioni che i cittadini hanno dedicato allo shopping: +27%.

 

Fattorie Garofalo: nuovo look per il suo retail

Si chiama “bufala di Fattorie Garofalo, shop – food – lounge” ed è la rivoluzione nel concept del retail firmato Fattorie Garofalo.

L’occasione per avviare il restyling del marchio di tutto il retail firmato Fattorie Garofalo anche con una bella rivoluzione nel layout, è stata data dall’apertura del nuovo “bufala”, nel centro commerciale “I Gigli” di Campi Bisenzio.

L’allestimento ed il marchio “bufala di Fattorie Garofalo” si fondono tra loro e giocano con i colori della filiera: il marrone bruciato quasi nero del mantello della bufala ed il bianco perlato del latte e della mozzarella, che tornano anche nei dettagli e nei rivestimenti a rilievo che sbalzano una mozzarella.

La missione di “bufala” è trasmettere i valori della filiera bufalina, evocandone la tradizione. Il nuovo marchio del retail “bufala” è chiaramente tratto dal brand storico di Fattorie Garofalo: una bufala stilizzata, che dal piano prende forma tridimensionale e quasi a grandezza naturarle. Un segno forte di continuità nel progresso che si inserisce in un layout rinnovato il quale, a sua volta, mette al centro il momento della somministrazione. E che al tempo stesso concede ampi spazi per il relax nell’area lounge che lo circonda, dove si è lavorato con colori naturali, ed offre possibilità di shopping tra prodotti di alta qualità o di una scelta meditata dei piatti.

In tale contesto si rinnova l’offerta di pietanze, dove alla tradizionale Mozzarella di bufala, alla Ricotta di bufala ed ai salumi bufalini, si affiancano il Dulce de lece prodotto con latte di bufala campana, la moussarella – il nuovo prodotto di Fattorie Garofalo, una mozzarella con il cuore di ricotta di bufala – le burrate, e la Mozzarella di bufala campana Dop, anche nella nuova linea prodotta solo con latte fresco di giornata delle nostre fattorie”.

“Il nostro retail ha riscosso un successo che ha meritato un ulteriore investimento sotto il profilo dell’immagine e soprattutto del messaggio che intendiamo veicolare al consumatore e a chi si ferma in tutta tranquillità a consumare un cibo fresco, veloce e di alta qualità da noi – afferma Marco Garofalo, che dirige il retail di Fattorie Garofalo.

“Abbiamo voluto sottolineare con questo nuovo marchio, dove Fattorie Garofalo diventa la griffe – spiega – l’elemento centrale delle nostre scelte produttive e commerciali di filiera verticale e orizzontale: puntate sempre e solo sulla bufala, sin dal 1962, dall’allevamento fino alla mozzarella ed ai salumi bufalini che si possono oggi acquistare o consumare nei nostri punti vendita in Italia e all’estero”.

wagamama apre il suo 5° ristorante italiano a Serravalle

wagamama arriva nel cuore del Serravalle Designer Outlet con l’apertura del quinto ristorante in Italia. Dalla piazza del lusso dell’outlet prende forma un elegante dehor che estende i suoi 150 mq fino all’interno del ristorante dove ci sono150 posti disponibili, oltre ai 116 esterni, per una superficie totale di circa 450 mq. Nel locale lavorano 25 giovani tutti neoassunti.

Cristian Biasoni, AD di C&P sottolinea che “nonostante le difficoltà di questo periodo storico, siamo lieti di constatare che il format wagamama continua a raccogliere l’entusiasmo dei clienti e siamo certi che appassionerà anche quelli dello storico outlet di Serravalle, uno dei più importanti in Italia. Il nostro impegno è quello di portare un’offerta variegata e di qualità a chi, durante i propri acquisti nei Centri Commerciali, Shopping Mall, centri cittadini, Outlet, Retail Park, vuole ritagliarsi una pausa di gusto. E sicuramente l’asian food segue un trend ormai consolidato che wagamama, con la sua forte identità, non può che incrementare”.

La cucina a vista, elemento tipico di wagamama, si fonde con finiture naturali e materiche per donare alla vista il comfort di un’ambientazione calda e avvolgente. Ad accogliere i clienti, un menù gustoso, sano e bilanciato, preparato con elementi sempre freschi e di alta qualità. Tra le tipiche specialità, i deliziosi ramen e il tradizionale donburi (riso cotto al vapore e saltato in padella con pollo, manzo o gamberetti e verdure miste), il teppanyaki (noodles saltati alla piastra con carne, pesce o verdure), ma anche i menù vegetariani e vegani, per una proposta che parla al palato di tutti.

Il locale di Serravalle, inoltre, è pronto a servire i clienti anche con lo speciale “Good morning wagamama”. Le porte del ristorante si aprono infatti alle 9.00 del mattino con un menù colazione che propone brioches, caffetteria, centrifughe, te caldi, cornetti vegani, ma anche una specialità dal profumo orientale, i dorayaki – dolce tipico giapponese – con marmellata e crema al cioccolato.

Per accedere direttamente e comodamente dal proprio smartphone a tutti i servizi riservati agli amanti della cucina pan-asiatica, c’è la nuova App wagamama con cui è anche possibile prenotare il proprio tavolo e pagare il conto finale con un semplice click, senza tempi di attesa all’ingresso e alle casse del locale, oltre ad accumulare sconti dedicati.

Tra gli altri strumenti messi a disposizione dall’applicazione, l’ordinazione take-away, un servizio che l’insegna accompagna con un packaging eco-sostenibile, confezioni speciali nel pieno rispetto dell’ambiente. La nuova App wagamama permette di accedere anche allo speciale programma fedeltà che, come una sorta di videogioco a tre livelli – Ninja, Samurai e Sensei – assegna un numero di punti proporzionale a spesa e ingressi: un modo in più per ringraziare i suoi clienti con sconti dedicati.

 

 

 

Panasonic: evoluzione tech nel retail e nella logistica

Panasonic, che occupa l’ottava posizione a livello globale per i brevetti AI, sta trasferendo decenni di know-how e tecnologie in ambito industriale nello sviluppo di robot destinati a usi domestici o ad applicazioni in ospedali, magazzini, punti vendita e attività agricole. Focus particolare in due ambiti applicativi: logistica e retail. L’elemento comune è una tolleranza pressoché nulla per le inefficienze, ad esempio in caso di spedizioni andate perse o errori di prezzatura, e la difficoltà sempre maggiore di disporre di personale adeguatamente formato, a causa dell’invecchiamento della società. Panasonic offre supporto rispetto a queste esigenze con singoli prodotti o soluzioni complete, parte dell’approccio di innovazione aziendale denominato Gemba Process. Si tratta di un progetto che affonda le radici nell’esperienza nel campo della produzione, nel know-how in materia di sensori e nelle alleanze strategiche dell’azienda, con partnership che coinvolgono aziende del calibro di IBM in Giappone e Blueyonder a livello globale (di cui attualmente Panasonic detiene il 20% delle quote).

Esaminiamo insieme tre  case history emblematiche di questo approccio del Gruppo.

Visual Sort Assist (VSA)

L’aumento del numero delle spedizioni determina a sua volta sia un aumento del tempo necessario per le procedure di smistamento manuale, sia del numero di potenziali errori di smistamento da parte degli operatori. Per dare una risposta pragmatica a queste criticità è stato pensato il  sistema  Visual Sort Assist da utilizzare in  strutture  in  cui  i lavoratori prelevano, spostano o rimuovono articoli, come i  magazzini di produzione e retail e i centri di smistamento e distribuzione. Il sistema combina tecnologie di rilevamento e di proiezione per accelerare il processo di smistamento degli articoli. Attraverso la semi-automazione del controllo degli articoli e dell’instradamento, gli utenti sono in grado di migliorare in modo radicale le operazioni di smistamento, ottimizzando l’intero processo, dalla ricezione dei beni alla prenotazione. I rapidi controlli visivi dei pacchetti con un lettore di codici a barre riducono i tempi dello smistamento e aumentano la capacità produttiva di ciascuna struttura.  Sui   pacchi viene proiettato un codice cromatico o un numero (ovviamente semplice da personalizzare in base ai requisiti specifici del cliente). Una telecamera con riconoscimento degli oggetti – basata sulla tecnologia  sviluppata per la serie GH di fotocamere Lumix di Panasonic – rileva i pacchi e controlla il proiettore, o una serie di proiettori. Gli operatori vedono immediatamente le informazioni proiettate sui pacchi e li smistano di conseguenza. Il sistema Visual Sort Assist completo include la tecnologia del nastro trasportatore, un tunnel di scansione, una connessione ERP e il software di monitoraggio.

Dispositivo indossabile motorizzato

Sviluppato dalla spin-off di Panasonic ATOUN  il dispositivo indossabile motorizzato ATOUN MODEL Y è un robot di nuova generazione lanciato nel 2018. Il suo predecessore, “MODEL A”, è stato introdotto per la prima volta sul mercato nel 2015 ed è in uso  in cantieri, centri logistici, industrie e aziende agricole per alleviare il carico sui fianchi e sulla schiena dei lavoratori quando si piegano per sollevare oggetti pesanti. Model Y è nato per ridurre il carico e la fatica dello staff durante i giochi olimpici di Tokyo, agevolando per esempio il trasporto di pesanti contenitori di bevande o rifiuti o il carico dei bagagli degli atleti sui bus.

Quando l’utente sta sollevando oggetti pesanti, i sensori angolari rilevano il movimento della parte bassa della schiena e i potenti motori del dispositivo riducono la sollecitazione a livello lombare. I risultati dei test confermano l’effetto, con una riduzione del 40% dello stress a carico del muscolo quadrato dei lombi e del 10% a livello della costola più lunga.

Retail: etichette elettroniche a scaffale

Le etichette elettroniche a scaffale di nuova generazione offrono una piena integrazione con i sistemi di gestione del magazzino dei retailer. Inoltre, usandole in combinazione con dei sistemi di telecamere, i retailer possono implementare processi centralizzati per la gestione delle merci esaurite, andando a combinare più punti vendita in un unico sistema. Panasonic distribuisce etichette elettroniche a scaffale dello spessore di 4,74 mm in 14 diverse dimensioni, da 1,6” a 12,2”, con fino a 4 diversi colori di visualizzazione. Gli schermi possono resistere a temperature fino a -20 ° e sono antipolvere. Tutti i dispositivi  sono  connessi attraverso reti  2,4 GHz e SubONE. In base ai requisiti specifici, possono essere forniti con tecnologia Active NFC per essere usati con capacità Flash o con protezione easylock contro il furto delle etichette stesse. Un’altra caratteristica chiave consiste nella possibilità di supervisionare più punti vendita attraverso una singola interfaccia. Alcuni  clienti utilizzano inoltre una funzione chiamata Optipick, che riduce il tempo necessario per la preparazione degli ordini Click & Collect, grazie alla luce LED sulle etichette che mostra l’articolo successivo da prendere. Mediante la visualizzazione di luci LED lampeggianti sulle etichette elettroniche a scaffale, tutti i prodotti parte di uno stesso ordine possono essere associati a un singolo colore assegnato a un dipendente, creando una mappa del negozio per ottimizzare e guidare il prelievo degli articoli, interfacciandosi con le piattaforme ERP, POS e e-commerce.

 

Nike Barcellona: un nuovo store su tre piani nel cuore della città

Debutto in grande spolvero a Barcellona per la Nike, che apre in una delle vie principali della città, al 17 di Paseo de Gracia.

Sviluppato su tre piani e con una superficie di circa 2.000 metri quadrati, lo store sarà il punto d’incontro fra lo sport e il digitale, trasformandosi in un hub reattivo, nutrito dalla città stessa, che permetterà ai Member Nike e ai consumatori di Barcellona di tenersi sempre in movimento.

Ispirato anche dai quattro petali del Flor de Barcelona – uno dei più famosi simboli della tradizione cittadina che raffigura un fiore stilizzato – Nike Barcelona punta a servire gli abitanti della città mantenendo il focus su 4 azioni fondamentali: connettere, imparare, creare e migliorare. Così il prodotto, i servizi, le esperienze e il design stesso dello store saranno a misura delle necessità quotidiane di ogni atleta e degli eventi sportivi che daranno vita di tanto in tanto alla città.

Nike Barcelona incarna fortemente anche lo spirito della campagna “Move to Zero” del brand.

Il pavimento del negozio è stato costruito con un totale di oltre 80.000 kg di materiali riciclati, che equivale a circa 188.000 palloni da calcio. Con questo impegno, insieme al programma di riciclo “Reuse-a-shoe” e alla collaborazione con alcune organizzazioni locali, Nike Barcellona è un esempio di quanto Nike stia contribuendo a proteggere il pianeta e a creare un futuro migliore per lo sport.

Nike Barcelona è stato aperto in partnership con Percassi, già franchisee di Nike in Italia dal 2000, e ora anche uno dei partner in Spagna.

 

MD, aprono tre nuovi negozi in franchising

Partinico (PA), Dossobuono (VR) e Settimo San Pietro (CA): sono le tre località in cui  aprono tre nuovi store a insegna MD frutto di accordi di franchising con tre imprenditori locali.

Con metrature di circa 1.000 mq, parcheggio da un minimo di 30 a 80 posti auto, banchi serviti, tra cui a Settimo San Pietro anche la pescheria, laboratori a vista, oltre 2000 referenze a marchio tra food (80% circa) e non food, i tre nuovi store replicano in queste località il format proposto dalla catena MD, una delle più dinamiche di questi ultimi anni.

Format che si dimostra vincente per i franchisee dell’insegna, che spesso dopo il primo punto vendita ne aprono altri, e sempre più attrattivo per nuovi imprenditori.

Ad aprire a Partinico in provincia di Palermo il loro secondo MD, assumendo 7 persone del posto, è la società Royal Srl che ha già in programma di aprirne un terzo. “Il punto di forza del franchising MD è l’avere una direzione dedicata su cui contare per ogni aspetto dell’operazione: da quelli logistico-operativi a quelli finanziari, passando per la messa adisposizione di una rete di servizi rodata ed efficiente” commenta Antonio Reale titolare della società Royal.

A Dossobuono (VR) apre il primo store la società Centro Vendite Alimentari Srl: “Abbiamo accettato la sfida di aprire un punto vendita in una zona molto difficile per le insegne non venete, ma a convincerci è stata proprio la validità della formula commerciale di MD e l’affiancamento continuo da parte di tutto lo staff affiliazione su cui abbiamo potuto contare, dalle prime fasi decisionali fino al momento dell’apertura” è il commento di Gabriele Ferrante amministratore della Centro Vendite Alimentari che per lo store ha assunto 15 persone, età media 25 anni, tutti del posto.

A Settimo San Pietro, Cagliari, 10 nuovi assunti per il 2° store MD della società Super B della famiglia Baire che ne prevede già un terzo per il 2021: “Ci siamo sentiti accolti in una famiglia, non solo in un business dai promettenti sviluppi – afferma  Gianluca Baire amministratore della società Super B – Abbiamo aperto il primo store MD in franchising lo scorso 18 settembre e l’accoglienza del pubblico e i risultati immediati hanno confermato subito la bontà della scelta tanto da decidere per nuove aperture MD”.

Oggi i punti vendita a insegna MD gestiti in franchising sono 230, dislocati su tutto il territorio nazionale. Fanno capo a poco più di un centinaio di società di medio-piccole dimensioni non sempre provenienti dal commercio, né tanto meno alimentare.

“Ci occupiamo di tutto, affiancando l’imprenditore passo per passo – afferma Armando Strano a cui fa capo la Direzione Franchising di MD – per questo un’esperienza commerciale precedente non è un requisito indispensabile. Si affidano a noi, alla solidità del marchio, alla serietà dell’offerta, all’assistenza continua e problem solving. Ne sono prova le continue richieste di franchisee MD desiderosi di raddoppiare i loro punti vendita”. 

Librerie Feltrinelli: nuovo retail concept a Milano

Gli spazi della libreria laFeltrinelli di piazza Piemonte a Milano riaprono al pubblico, trasformati dal nuovo retail concept firmato FutureBrand e PCMV, che accompagna i visitatori in uno spazio aperto.

Per arrivare a definire il nuovo progetto, è stata condotta una ricerca etnografica qualitativa a Milano, Firenze e Napoli, con interviste ai lettori dentro e fuori le librerie della catena per raccogliere il loro sentiment nei confronti de laFeltrinelli.

“Con lo studio PCMV –  Spiega Gianni Tozzi, Executive Creative Director di FutureBrand – abbiamo riorganizzato integralmente gli spazi, puntando sulla trasparenza, percepibile fin dall’ingresso con la grande vetrata che sale al primo piano e teatralizza la facciata, annullando il confine tra dentro e fuori.”

“Già dall’ingresso si è accolti dalle novità letterarie organizzate attorno all’albero della cultura, circondato dal profumo dei fiori e del caffè. Un grande lucernario porta la luce naturale all’interno dello spazio, aumentando la sensazione di trovarsi in un luogo aperto e vitale. Al centro, l’agorà con le sue gradinate invita a sedersi per leggere, chiacchierare, guardarsi intorno e condividere il momento. La scala centrale, un elemento iconico dello spazio, si veste della storia de laFeltrinelli e accompagna i visitatori alla scoperta degli spazi del primo piano e poi ancora più su, dove la cultura del libro si contamina con giochi, fumetti e il mondo dell’e-game.”

Coerentemente con lo sviluppo nel digitale di Feltrinelli, anche nel punto vendita di Piazza Piemonte l’innovazione gioca un ruolo di primo piano: la tecnologia, l’interattività e le nuove modalità di navigazione dello spazio sono parte integrante del percorso e dell’esperienza di acquisto.

Nasce anche il Red Caffè, progettato da Studio02, che diventa un luogo dedicato a chi ama la lettura, il benessere e la convivialità. “Per la sua identità di marca ci siamo ispirati all’alfabeto di icone che racconta il mondo del libro e che rappresenta il filo conduttore di tutto lo spazio e i suoi touchpoint, dando la massima coerenza all’invito de laFeltrinelli di vivere la cultura come una fonte di energia e di benessere psico-fisico,” chiude Tozzi.

ShopCall: il negozio alternativo in video-chiamata

La pandemia ha portato un’accelerazione delle vendite online di prodotti fisici: secondo l’ultimo osservatorio sull’eCommerce B2C Netcomm – Politecnico di Milano, infatti, quest’anno le vendite di prodotti online sono aumentate del 31%, con una crescita netta di 5,5 miliardi di € rispetto a dodici mesi fa, per un valore totale che ha raggiunto quota 23,4 miliardi.
Segno negativo, invece, per i negozi fisici dove, secondo i dati di Confesercenti nel 2020 le vendite sono calate  dell’11,3%, soprattutto a causa della chiusura forzata e anticipata di molte delle loro attività. 

Diventa quindi sempre più impellente trovare delle alternative in grado di conciliare  e fornire strategie multicanale.

Con questo obiettivo, nasce una soluzione digitale che vuole aiutare i negozi di prossimità a rimanere aperti grazie al digitale, fornendo agli artigiani un accesso al mondo intero attraverso una semplicissima video-chiamata. Ritorna, così, centrale il ruolo della narrazione del prodotto nel processo di vendita e l’incontro tra venditore e compratore che avviene online. Innovazione, narrazione e relazione digitale tra negoziante e compratore, i principi su cui si basa ShopCall, la piattaforma di video streaming, che permette a ogni artigiano e commerciante di continuare a offrire la consulenza all’acquisto, in qualsiasi momento, ovunque l’acquirente si trovi, tramite una semplice videochiamata.

“Grazie a Shopcall il rapporto tra venditore e compratore ritorna centrale: con un semplice collegamento in videochiamata, senza particolari e impegnativi passaggi da seguire, il commerciante può continuare a mantenere la relazione con il cliente, anche se la sua consulenza di vendita si sposta sul digitale” commenta Roberto Murgia di Hoplo. “Il nostro obiettivo è permettere anche ai negozi locali di avere un business innovativo, di poter mantenere il contatto con il proprio cliente ovunque attraverso il dialogo e di trovarne di nuovi in posti, anche lontani, digitalizzando la vendita fisica e aprendo vetrine virtuali grazie alla comunicazione digitale su ogni possibile canale. La community digitale del negoziante e dell’artigiano può entrare in negozio grazie a un semplice  appuntamento in video-call con il proprio negoziante di fiducia.”

Il progetto è nato da un confronto, che ha portato il team di Hoplo a creare il concept a tavolino e iniziare subito ad adoperarsi per realizzarlo.

ShopCall permetterà di digitalizzare la vetrina fisica e invitare chiunque a prendere appuntamento e visitare il negozio accompagnato dal negoziante, potrà scegliere il prodotto più indicato, spiegare nel dettaglio le sue esigenze e vedere attraverso il video i vari prodotti e concludere l’acquisto anche online attraverso un sistema di pagamento semplicissimo integrato con Stripe,” continua Roberto Murgia. “Anche la logistica sarà agevolata e il compratore potrà decidere di ritirare il prodotto in negozio quando potrà passare oppure riceverlo comodamente a casa. La piattaforma nasce già pronta a scalare a livello internazionale. Crediamo fermamente che l’Italia possa esprimere un modello di vendita online inclusiva e in grado di aiutare i piccoli venditori locali a fare business sempre più globali e siamo fieri di offrire la nostra esperienza per questo scopo che è un po’ la nostra missione da sempre.”

 

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