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CBRE riorganizza le linee di business dedicate al Retail

Alla luce dell’evoluzione del mercato Retail, CBRE riorganizza le linee di business dedicate a questa asset class, nell’ottica di offrire ai propri Clienti un servizio sempre più integrato. La decisione di investire nel Retail e migliorare il servizio sia verso i retailer sia verso gli investitori è una prova del fatto che CBRE crede nel settore ed è pronta a cogliere le sfide del cambiamento.

Silvia Gandellini, a capo del team Retail Investment Properties creato quasi 9 anni fa, assumerà il ruolo di Head of A&T High Street Landlord & Retail Investment Properties, allargando così la propria responsabilità al team di letting High Street che cura gli incarichi per conto di proprietari istituzionali e privati. L’obiettivo è quello di aumentare la sinergia nelle attività High Street, in cui la componente leasing ha un ruolo essenziale nella costruzione di un prodotto d’investimento.

Marcello Zanfi invece, in CBRE da 11 anni e finora a capo del team A&T Services High Street, continuerà a essere responsabile della gestione di tutte le attività e i servizi dedicati agli occupier Retail, occupandosi inoltre della guida dell’area A&T Services Shopping Center. Il retailer ha e avrà sempre di più un ruolo chiave sul mercato: è fondamentale, quindi, specializzare i servizi offerti agli occupier nel campo del Retail e migliorare la comunicazione tra le proprietà dei Centri Commerciali e i tenant, con l’obiettivo di coniugare le esigenze e la visione di mercato di entrambe le parti. Il background e l’expertise di Marcello, che si è per anni occupato delle relazioni con le proprietà i tenant e opererà adesso col ruolo di Head of A&T Retail Occupier & Out of Town, porterà un vantaggio nell’individuazione di una strategia comunicativa efficace sia per i retailer, in termini di attività di espansione nel Paese, sia per le proprietà dei Centri Commerciali, in un contesto di mercato in continua evoluzione.

Ki-Best 2020: le 4 chiavi per la ripresa del retail

Si è concluso con successo ‘Ki-Best 2020. Ki-Retail is ready’, il webinar organizzato da Kiki Lab – Ebeltoft Italy (Gruppo Promotica) che ha approfondito le chiavi per la ripresa del Retail in era covid, offrendo numerose ispirazioni anche grazie a testimonianze sia italiane che internazionali: Conad, Promotica, Ikea, Cisalfa Sport, McMillan Dolittle (USA e Corea), Leroy Merlin, Lego (Danimarca) e Taffo Funeral Services.

Fabrizio Valente, fondatore e amministratore di Kiki LabEbeltoft Italy, ha presentato le 4 chiavi per la ripresa del retail in Italia (Store Evolution, Digital Evolution, People Evolution e Circular Evolution), elaborate grazie al monitor mondiale Kiki Lab – Ebeltoft Group:

  • Store Evolution. Il Retail fisico è sempre più integrato con soluzioni tech, dai mobile store ai punti vendita automatizzati senza personale
  • Digital Evolution. Il Digitale si umanizza, diventando sempre di più strumento di creazione di engagement con i clienti
  • Circular Evolution. Da un lato si va nella direzione del minor impatto ambientale, ma dall’altro c’è anche un tema economico di risparmio per i clienti
  • People Evolution. Gli Addetti Vendita stanno diventando sempre di più consulenti e personal shopper.

‘L’era covid – ha commentato Valente –  ci sta imponendo sfide mai immaginate prima e, nel Retail, la vera sfida non è più decidere come dividere fisico e digitale, ma, al contrario, come integrarli. Non è vero che i canali non sono più importanti per i clienti: ogni cliente sa benissimo quali aspettative crearsi in base al canale a cui si rivolge di volta in volta. Ma è necessario trasformare velocemente i modelli attuali: da un lato il negozio deve digitalizzarsie e, dall’altro, il digitale deve umanizzarsi.’

I commenti

Giuseppe Zuliani, Dir. Customer Mark. e Com. Conad ha evidenziato come Il Retail deve affrontare grandi sfide in un clima sociale ed economico incerto e con fortissime tensioni competitive fra i diversi canali di vendita e di relazione con i Clienti. Innovare per costruire valore, identità, rilevanza e fidelizzazione all’Insegna sono le capacità critiche che serviranno per soddisfare i bisogni dei Clienti attraverso la spesa nei Negozi e una relazione sempre più ampia e competitiva attraverso la Digitalizzazione’. Tre le colonne del nuovo format Spazio Conad: food experience, con la hall gourmet e la somministrazione, salute e benessere e famiglia e tempo libero, con sempre più spazio al pet e alle piante.

‘Si dice che nei periodi di crisi i clienti, incerti sul futuro e spesso obbligati a rimandare spese importanti, tendano a compensare queste mancanze con alcuni consumi di piccola gratificazione: si tratta del cosiddetto ‘effetto lipstick’. La loyalty in questi ultimi mesi, oltre ad incontrare questa tendenza, è stato uno strumento davvero strategico per il retail, che ha consentito di mantenere vivo il collegamento con i propri clienti.– ha spiegato Diego Toscani, Amministratore Delegato Gruppo Promotica.

Valerio Valenti, Country Retail Area Manager Ikea Italy, ha approfondito i ‘learning and opportunities’ per Ikea nella nuova normalità, in cui la vita delle persone all’interno delle proprie case è cambiata, coì come sono cambiati i customer needs. ’Home furnishing Kits e smart solutions, second hand, circularity, noleggio a lungo termine e il servizio di remote planning sia in store che in remoto’ alcuni dei temi presentati.

Tea della Pergola, Dir. Marketing Cisalfa Sport ha spiegato che ‘Il processo di trasformazione che era già in atto prima della pandemia ha avuto in questi ultimi mesi una forte accelerazione e sta facilitando la ripresa, soprattutto grazie al digital e ai nostri brand, che hanno raggiunto il 50% del fatturato totale.’

Neil Stern, Senior Partner McMillan Dolittle ha approfondito i trend retail con un interessante focus sul mercato USA e coreano, affermando ‘Greg Foran, ex CEO di Walmart, ha affermato che “la vendita al dettaglio cambierà di più nei prossimi cinque anni rispetto agli ultimi 50 anni”. Sorprendentemente, lo ha detto prima del COVID 19, il che ha portato a un’accelerazione ancora maggiore del cambiamento all’interno del Retail. I retailer di successo devono spostarsi rapidamente verso uno dei 3 estremi: Extreme Value, Extreme Convenience o Extreme Experience. Mentre convenienza e valore rimangono sullo stesso binario, l’esperienza dovrà essere reimmaginata in questo nuovo mondo.’

Angelo Brunati, Direttore Merchandising Leroy Merlin ha affermato che ‘Il 2020 ha visto importanti evoluzioni nei comportamenti di acquisto dei clienti nel DIY come in tutto il retail. Dall’altro lato la propensione alla spesa per la manutenzione e il miglioramento della casa e del giardino risulta essere in forte crescita ovunque.’  Numerose le soluzioni messe in campo da Leroy Merlin nella direzione del Phygital: dai concierge digitali fino all’estensione di gamma digitale e all’uso dell’app in negozio 

Martin Urrutia, Dir Innovation Lego ha spiegato come i ‘LEGO Store stanno adattando la propria retail experience alle nuova situazione. Alcune delle novità inserite in questi ultimi mesi sono state messe a punto a partire dai clienti che si sono approcciati ai negozi con atteggiamenti e mood differenti rispetto allo scorso anno.’

 

‘Un marketing mix e una strategia digital basata sull’ironia e sull’attivismo hanno reso un’azienda locale un brand social e sociale di portata nazionale.’: la storia del successo di Taffo è stata spiegata da Alessandro Taffo, Dir. Commerciale Taffo Funeral Services e Riccardo Pirrone, CEO Kirweb

Alcuni progetti innovativi

Anand Remtolla, Vision Site Leeder Ceetrus ha illustrato il progetto Merlata Bloom di Milano: ‘Ceetrus con Merlata Bloom Milano supera il concetto tradizionale di Mall e ne reinventa l’esperienza: nasce il nuovo Centro di Milano, interconnesso e inclusivo, smart e innovativo, una città nella città, verde, viva e aperta ai flussi delle persone e delle idee.’

Luciano Roznik, Founder e CEO Allways ha approfondito ‘la visione di AllWays del concetto di nuova prossimità, che mette al centro le persone e l’attenzione al cliente, permeando in maniera trasversale i formati e le superfici. Un nuovo equilibrio fra i vari canali della grande distribuzione, incentivato e accelerato anche dall’esperienza Covid-19.’

Tiziano Bonometti, CEO e Alessandro Sopini, Board Member Up! Strategy to action hanno presentato un’interessante soluzione phygital: ‘Lo shopping online necessita di esperienze più rassicuranti e gratificanti. Abbiamo sviluppato una soluzione phygital in grado di migliorare l’esperienza di acquisto dello shopper online, permettendogli di poter interagire live con un esperto e quindi con il brand ed il prodotto, all’interno di un luogo fisico, in showroom, nello shop in shop. Questa soluzione è destinata a diventare un nuovo standard nella vendita Online.’

Pam Panorama prosegue con il suo piano di sviluppo a Milano

Pam Panorama continua con il suo piano di aperture nella città meneghina in Piazza De Angeli, 3. Il nuovo Pam local rientra nell’ambito del progetto punto vendita sicuro, frutto della sinergia ed expertise tra l’azienda CEAN e Pam Panorama ed è pensato, progettato e realizzato per garantire i massimi standard di sicurezza per clienti e lavoratori, tenendo conto delle nuove abitudini di spesa mutate a seguito della pandemia da Covid-19. Lo store fa parte di un importante programma di sviluppo della storica Insegna ai piedi della Madonnina che nei mesi di settembre e ottobre arriverà ad un totale di 5 nuovi punti vendita Pam local. Un segnale concreto di ripartenza e fiducia nei confronti di questa città in un momento estremamente difficile per l’economia dell’intero Paese.

“Siamo entusiasti del lavoro che stiamo portando avanti in una splendida metropoli come Milano dove stiamo investendo molto per contribuire alla sua ripartenza, per valorizzarne tutta la sua vitalità – afferma Giovanni Blandino, Coordinatore Commerciale Prossimità – Apriamo oggi il 20° Pam local in città e ne apriremo un altro entro la fine del mese di ottobre. Tutto questo fa parte di un grande piano di sviluppo in cui la nostra Insegna, a seguito dell’emergenza Covid, ha rivisto la progettazione dei nuovi convenience store Pam local; l’obiettivo primario è quello di garantire ai nostri clienti un’esperienza di spesa in totale sicurezza concentrandoci sulla rivisitazione degli spazi, su una comunicazione chiara ed efficace e sulla continua formazione del nostro personale.”

Il supermercato sicuro rientra in un progetto più ampio e in continuo aggiornamento, Cean Si.cura (https://cean.it/ceansicura), in cui vengono proposte nuove soluzioni da applicare non solo al punto vendita ma anche nella fase di esecuzione dei lavori perché la sicurezza parte già in fase di realizzazione del punto vendita.  I canali di vendita online, le vetrine digitali, come ad esempio www.consegnalaspesa.it, che mettono in contatto cliente e retailer, sono ulteriori elementi di supporto nell’esperienza di spesa. 

McDonald’s debutta all’aeroporto di Cagliari

Chef Express e SOGAER, società di gestione dell’Aeroporto di Cagliari, inaugurano il nuovo ristorante McDonald’s nell’area partenze del terminal, prima dei controlli di sicurezza. Chef Express è licenziataria del brand americano per il canale del travel retail e attualmente ha in gestione 23 locali in Italia (in stazioni, aree di servizio e aeroporti).
Il nuovo ristorante,che  si sviluppa su una superficie complessiva di 620 mq, con 230 posti a sedere, completa l’ampia offerta di Chef Express nell’Aeroporto di Cagliari, composto dai bar e caffetteria a brand Lavazza, lo spazio di degustazione ed enogastronomia Gourmé, il format di cucina e birreria in stile bavarese Löwengrube, il Wine Bar “1920” in collaborazione con Cagliari Calcio, e la pizzeria RossoSapore, ai quali si aggiunge l’area dedicata alla vendita di prodotti tipici sardi e non solo Market Viaggio Italia.

Tutti i punti vendita di Chef Express nell’Aeroporto di Cagliari danno lavoro complessivamente a 80 persone, che diventano circa 130 nei momenti di picco. Di queste, circa 30 risorse lavorano nel ristorante McDonald’s.

 “L’apertura del nuovo McDonald’s – dichiara Renato Branca, Amministratore Delegato SOGAER –  arricchisce in modo significativo l’offerta food dell’aeroporto di Cagliari, allineando così il nostro Aeroporto ai migliori standard internazionali. Il format che è stato scelto con Chef Express per il nuovo spazio è il risultato di un attento studio che ci ha portati a realizzare insieme il locale più innovativo e ricco di stile tra quelli presenti in Sardegna”.

“La nostra collaborazione con l’Aeroporto di Cagliar – commenta Cristian Biasoni, Amministratore Delegato di Chef Express – prosegue proficuamente da quasi 18 anni e oggi siamo lieti di completare l’offerta col nuovo McDonald’s, un format estremamente coerente con le esigenze di ristorazione nel contesto dell’aeroporto, nell’ottica complessiva di offrire un servizio sempre migliore e variegato ai viaggiatori. Continuiamo a investire nella partnership con McDonald’s e questa apertura si aggiunge a quella recente all’Aeroporto di Bari. In questo momento di grande difficoltà del settore travel, l’apertura di questo punto vendita rappresenta un segnale importante che dimostra come l’Azienda, nonostante le difficoltà, continui ad investire e credere nello sviluppo”.

MD: due nuove aperture nel torinese

SDue nuove aperture  MD nel torinese, a Orbassano e a Leinì: si tratta rispettivamente del 18° e del 19° store nella provincia rendendo ancora più capillare l’offerta della “buona spesa” a un prezzo concorrenziale. Troveranno lavoro complessivamente 33 nuovi dipendenti sottolineando ancora una volta una spiccata sensibilità per la valorizzazione del territorio e dell’occupazione giovanile.

Leinì ortofrutta

In questi punti vendita sarà possibile trovare una selezione di specialità regionali dal Dolcetto di Ovada D.O.C. alla Toma Piemontese D.O.P. o ancora i Grissini Torinesi. MD infatti promuove i prodotti locali ed è proprio in quest’ottica che nel 2019 nasce la linea Lettere dall’Italia, una selezione di eccellenze gastronomiche certificate – DOP, DOC e IGP., etichetta sotto la quale si trovano molti dei prodotti regionali disponibili.

L’apertura di questi punti vendita è una conferma del percorso di crescita della catena: pur avendo dovuto rallentare, causa Covid, il proprio piano di sviluppo, MD ha continuato anche in questi mesi ad investire nel Paese, ancor più consapevole del ruolo della distribuzione nel garantire alle famiglie italiane sicurezza, qualità e accessibilità ad un bene primario come la spesa alimentare.

Il punto vendita di Orbassano (foto d’apertura) sorge su una superficie di circa 990 metri quadri, in una zona strategica di accesso alla città in strada Gerbido/Strada Rivalta e dà lavoro a 16 dipendenti di età media 31 anni.

A Leinì lo store MD occupa un’ampia superficie di circa 1153 metri quadri, vi trovano lavoro a 17 dipendenti con un’età media di 30 anni.

 

PEPCO apre due pdv in Italia. Entro la fine dell’anno previsti altri 7 negozi

La catena no food PEPCO ha aperto le porte dei propri negozi in Italia, cominciando con le provincie di Pordenone e Treviso. L’insegna prevede di inaugurare nel Belpaese altri 7 punti vendita entro la fine dell’anno.

PEPCO, che ha all’attivo oltre 2000 negozi in Europa e offre ai propri clienti un’ampia gamma di prodotti  tra cui abbigliamento per uomo, donna e bambino, biancheria intima, accessori, giocattoli, decorazioni, prodotti tessili e articoli per la casa. L’abbigliamento (comprese scarpe e biancheria intima) costituisce circa il 60% dell’offerta della catena, gli articoli per la casa rappresentano invece il restante 40%. Oltre agli articoli venduti come parte della collezione presente in negozio, la catena offrirà anche promozioni stagionali a tema “back to school”, vacanze di Natale, vacanze estive ecc.
I primi PEPCO store sono stati inaugurati questa mattina in due famose shopping location del Nord-Est: il primo store si trova nel centro commerciale Gran Shopping Granfiume a Fiume Veneto in provincia di Pordenone, mentre il secondo è stato aperto nel centro commerciale Emisfero Sileamare a Silea in provincia di Treviso.

Consumi post- Covid, le 7 priorità individuate da PwC Italia

I consumi vanno rilanciati: i mesi bui della pandemia deono essere in qualche modo riscattati. Questo il principale assunto al centro del quinto digital event “Italia 2021–Competenze per riavviare il futuro” organizzato da PwC Italia, trasmesso in diretta TV sul canale Active 501 di Sky e su tutte le piattaforme social di PwC, a cui hanno partecipato le principali Istituzioni, Associazioni di categoria e imprese del settore da cui sono emerse 7 priorità d’azione.

In Europa, secondo la Global Consumer Insight Survey Pulse Survey 2020 di PwC, che ha coinvolto 4.500 consumatori in 9 Paesi (Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, UK, Svezia, Middle East e Cina) emerge un contesto a due velocità. Nei paesi del Nord i redditi delle famiglie sono stati meno colpiti (solo il 34% in Germania, 38% in Olanda) e i consumatori ridurranno le spese nei prossimi mesi (25% in Germania, 30% in Olanda).  Al contrario in Spagna e Italia circa il 60% ha subito una riduzione delle entrate. La spesa per grocery è aumentata per il 64% degli italiani (seguita dal 35% su spese Entertainment & Media e dal 27% su food delivery o pickup). Abbigliamento il più penalizzato in Italia (58% dei consumatori ha ridotto il budget).

Erika Andreetta, Partner PwC Italia, ha spiegato: “Negli scenari post COVID-19, ci attendiamo: lato consumi sempre più acquisti Made in Italy, in un’ottica di solidarietà collettiva, la preferenza per prodotti “sicuri” oltre che gratificanti e un balzo in avanti decisivo per l’e-commerce, specie nell’e-grocery. Lato business un incremento della collaborazione per far ripartire l’economia nel Paese. Made in Italy, reshoring e sostenibilità saranno gli elementi differenzianti”.

Nel “new normal” le aziende consumer e retail avranno 7 priorità:

  1. Azioni di sistema sulle filiere Moda e Food

Nel Food le aziende hanno perso 3 anni di fatturato. L’intervento “bonus filiera Italia” inserito nel DL agosto per 600 milioni di euro è un buon esempio, ma servono anche il taglio di oneri fiscali e sociali. Per la moda si attende una contrazione del fatturato del -18,6% rispetto al 2019 (Prometeia e Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo). L’Italia, primo produttore di moda di lusso al mondo e nel tessile, abbigliamento e accessori in Europa (con il 41% della produzione), deve difendere il suo primato anche con misure straordinarie.

  1. Supporto al Made in Italy

Il crollo dei consumi in Italia per il 2020 è stimato al -10,9% con 116 miliardi di euro persi, di cui 22,6 miliardi in Lombardia e serviranno cinque anni per tornare ai livelli di spesa del 2019 (Fonte: Confcommercio). L’OCSE stima per l’Italia una contrazione dell’export di beni e servizi tra il -14,4% e -17,8% nel 2020. A giugno è stato siglato un percorso strategico la ripresa del commercio internazionale che prevede: una campagna di comunicazione internazionale a favore del Made in Italy, lo sviluppo dell’ecommerce attraverso accordi con le piattaforme internazionali, una finanza potenziata e semplificata a vantaggio delle imprese.

  1. Digitalizzazione: ora o mai più

L’e-commerce vola: durante il lockdown è esploso nel retail food. La GCIS Pulse 2020 di PwC rivela che il 31% di italiani ha scelto il canale on-line per il grocery e l’85% di questi continuerà a usarlo. È auspicabile che vengano potenziate misure per favorire investimenti sul digitale ed e-commerce (es. deducibilità degli investimenti sul digitale ed e-commerce), oltre che misure per evitare situazioni di oligopoli.

  1. Puntare sulla sostenibilità

Il percorso verso il 2030 prevede catene del valore tracciabili, maggiori centralità e coinvolgimento del consumatore e un’ottima strategia comunicativa. È opportuno agevolare gli investimenti nell’economia circolare. Va in questa direzione il Decreto attuativo del MISE di luglio che mette a disposizione 140 milioni di euro di agevolazioni per progetti di R&S ad elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità.

  1. Miglior accesso alla liquidità.

Secondo Istat oltre la metà delle imprese (51,5%, con un’occupazione pari al 37,8% del totale) prevede una mancanza di liquidità fino alla fine del 2020, con con rischi legati alla solvibilità nei confronti di dipendenti e fornitori. Il 42,6% di imprese italiane ha scelto di accendere un nuovo debito bancario. Più di 4 imprese su 10 hanno richiesto accesso alle misure di sostegno (rilevazione Istat tra l’8 e il 28 maggio). La frequenza di ricorso è più elevata per le imprese di dimensione minore (43% di microimprese) rispetto alle grandi (23,6%). L’attuale scenario economico suggerisce un rischio di insolvenze lungo le filiere, con un incremento della probabilità di default o ondate di acquisizioni. Sarebbe opportuno favorire l’accesso alla liquidità alle aziende, snellendo le procedure di emissioni di linee di credito e rafforzando fondi di garanzia che aiutino le banche a dilazionare le scadenze dei mutui e congelare gli interessi, oltre che accelerando i pagamenti dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni.

  1. Reshoring & Industry 4.0

In Italia, il tema del reshoring è molto sentito nella moda, con la necessità di avere una supply chain corta, ma soprattutto è percepita la leva strategica del Made in Italy. Un’azienda su due sta accelerando i processi d’automazione e rendendo lo smart working una modalità permanente. Un primo passo è stato compiuto grazie ai finanziamenti previsti dal piano Industria 4.0, che sarebbe opportuno rilanciare e potenziare, insieme ad ulteriori incentivi che favoriscano l’innovazione e gli investimenti in R&S.

  1. Attenzione alle nuove generazioni

Secondo una survey condotta da PwC nel 2019 su 2.069 giovani (Millennials e Gen Z), l’elevato tasso di disoccupazione giovanile in Italia, tra i più alti in Europa, sembra la ragione per cui volano all’estero per lavorare, anche se il 74% di loro preferirebbe trovare il prossimo lavoro in Italia (solo il 26% invece dichiara invece di volersi spostare all’estero). Per riequilibrare la domanda/offerta di competenze dei giovani sono necessari sforzi sia delle istituzioni che del privato per rendere il sistema d’istruzione e formazione più reattivo ai cambiamenti, per finanziare idee e progetti dei giovani e per i giovani, oltre che per riconoscere l’esigenza di includere una rappresentanza under 35 ai tavoli di decisione

La via scandinava al minimarket senza personale

Lifvs – Svezia – Location periferiche ‘a grappoli’ e coinvolgimento dei clienti: un caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 15 di Kiki Lab – Ebeltoft Group.

Il tema dei negozi alimentari senza personale è ormai di grande attualità e risponde a un duplice obiettivo: modalità semplici e veloci di shopping per i clienti e riduzione dei costi per i retailer. Il precursore è stato Auchan in Cina, con i suoi BingoBox, poi ribattezzati Auchan Minute, che però sono ormai in via di smantellamento, anche per un errore strategico nella scelta delle location, che prevedevano aperture anche nei parcheggi degli ipermercati, con una duplicazione poco attrattiva.

In Europa la prima a lanciare nel 2019 questo concept è stata l’azienda svedese Lifvs Scandinavia, in collaborazione con Expohouse, azienda di retail design specializzata in negozi pop-up, che ha progettato un punto vendita di qualità, funzionale, già pre-montato, facilmente trasportabile e installabile. Le prime aperture sono state realizzate in aree poco urbanizzate, ma di passaggio fra Uppsala e Stoccolma. Lifvs ha l’obiettivo di aprire in location periferiche, lontane da altri negozi, e intende creare una rete a ‘grappoli’ di cinque negozi abbastanza vicini fra di loro per ottimizzare la logistica.

Rational experience

Il processo di acquisto è semplice e veloce, oltre che essere disponibile 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno. È necessario prima scaricare l’app, che consente di entrare in negozio e usare il cellulare come un lettore di codici. Si scelgono i prodotti fra le 400 referenze disponibili che includono anche un’ampia selezione di prodotti freschi. Si esce e l’app addebita l’importo della spesa effettuata sul conto o sulla carta di credito comunicati. Il cliente può anche decidere di fare il self checkout alla fine della spesa nella postazione cassa presente vicino all’uscita.

Interattività

In alcune ore della giornata è prevista la presenza di un responsabile, per supportare i clienti e offrire spiegazioni sul funzionamento del processo (soprattutto nella fase di lancio) e stoccare il negozio due giorni alla settimana. Già in questa prima fase di lancio l’uso dei social media è diventato uno strumento importante per comunicare le aperture e coinvolgere i clienti, ad esempio con un concorso per la ricetta autunnale migliore che ha premiato la vincitrice con un buono di 50€.

Commento finale Kiki Lab Ebeltoft Group

I negozi senza personale sono una delle risposte alla veloce evoluzione delle aspettative e degli stili di vita dei clienti in tutto il mondo. Lifvs sembra rispondere bene al contesto scandinavo, caratterizzato da scarsa densità abitativa: il format è utile in particolare in aree periferiche dove questo tipo di esperienza di acquisto veloce era precedentemente impossibile. Gli obiettivi del progetto sono ambiziosi: dopo i 5 negozi aperti nel 2019 sono previste 200 aperture entro tre anni, con aperture anche in Danimarca, senza escludere lo sviluppo in franchising.

Sfida: sviluppare velocemente la rete per ottimizzare i costi di logistica e riuscire a offrire prezzi competitivi.

Area chiave: Rational experience

Tendenze complementari: Interattività

Info chiave

Minimarket senza personale

2019: prima apertura

5 negozi (aperti a fine 2019) – 200 negozi previsti entro 3 anni

25 – 33 mq

400 referenze

7/24 apertura

Fabrizio Valente,

fondatore e amministratore di Kiki Lab

– Ebeltoft Italy

 

Prossimo evento Kiki Lab + Gruppo Promotica

Ki-Best 2020. Ki-Retail is ready

Webinar, 13 ottobre 16.00 – 19.00

Ki-Retail is ready

Fabrizio Valente, Founder Kiki Lab 

Moderazione

Armando Garosci, Giornalista Largo Consumo

Testimonianze aziendali

Jonathan Wang, CEO 7Fresh – JD.com (Cina)

Giuseppe Zuliani, Dir. Customer Mark. e Com. Conad

Valerio Valenti, Country Retail A.M. Ikea Italy

Tea della Pergola, Dir. Marketing Cisalfa Sport

Diego Toscani, Amm. Unico Gruppo Promotica

Neil Stern, Senior Partner McMillan Doolittle (USA e Corea)

Angelo Brunati, Dir. Merchandising Leroy Merlin

Martin Urrutia, Dir. Retail Innovation Lego Group (Danimarca)

Alessandro Taffo, Dir. Commerciale Taffo Funeral Services e Riccardo Pirrone, CEO Kirweb

Testimonianza partner

Anand Remtolla, Head of new projects Ceetrus

Luciano Roznik, Fouder e CEO AllWays

Partner: AllWays, Ceetrus, Conrotto Progetti, Proximaogetti

Webinar a pagamento, inviti per Retail, Brand e Real Estate (disponibilità limitata).

Per informazioni e iscrizioni: kiki@kikilab.it – 030 22 16 81

 

2020: le vacanze mordi e fuggi sostengono i prodotti del LCC. L’analisi di Iri

2020: senza dubbio l’anno delle vacanze lampo.C ome precisa Coldiretti, infatti, anche se gli italiani che si sono concessi un periodo di riposo nelle settimane a cavallo di Ferragosto 2020 sono stati  più o meno lo stesso numero dell’anno scorso (oltre 27 milioni), la durata del viaggio è stata mediamente molto contenuta (pochi giorni), tanto che già il 16 Agosto si registrava una massiccia ondata di rientri.

Inoltre, sempre secondo Coldiretti, la maggioranza dei vacanzieri ha scelto di riaprire le seconde case o di alloggiare in quelle di parenti e amici oppure di prenderne una in affitto; il tutto a scabito degli alberghi.

Queste vacanze “mordi e fuggi” e la minor frequentazione di Bar, Ristoranti, Alberghi, Stazioni di Servizio ecc. sostengono gli acquisti domestici per Prodotti Confezionati di Largo Consumo nel periodo di Ferragosto. Infatti, nelle due settimane a cavallo del 15 Agosto la Distribuzione Moderna ha registrato un incremento del +4,4% dei ricavi di Largo Consumo, quasi interamente dovuto all’aumento degli acquisti in volume (+3,9%), visto l’inflazione mediamente molto contenuta (+0,5%). Il tasso di crescita è significativo perchè segue a un mese di Luglio decisamente sotto tono, con un tendenziale dei ricavi attorno al +1%.

Inoltre, si registra un progresso della pressione promozionale (+0,7%), che torna a risalire dopo i cali consistenti registrati durante i mesi più colpiti dall’epidemia,

C’è poi il sospetto che la ripresa dei contagi da Coronavirus stia in qualche misura influenzando il «livello di allarme psicologico» dei consumatori, riflettendosi anche nei loro comportamenti di acquisto.

Infatti, il grafico proposto nella tavola a seguire pone un altro interrogativo sui motivi dello spunto delle vendite di prodotti di Largo Consumo nel periodo di Ferragosto. Si può osservare come il rialzo delle vendite coincida con la ripresa dei nuovi contagi da Covid-19. All’apparenza si nota una relazione fra i due fatti, anche se per confermarla o meno dovremo aspettare l’evoluzione del fenomeno epidemiologico nel nostro Paese nelle prossime settimane.

Certo è che non possiamo escludere a priori che la ripresa dell’epidemia (anche se i numeri sono ben lontani dai mesi del lockdown e la manifestazione dei casi sia ad oggi soprattutto asintomatica) possa aver toccato «nervi scoperti» in una parte della popolazione, portandola a rinunciare in extremis ai propri piani di viaggio o a ridimensionarli. Questo significa: più persone rimaste a casa e/o indotte a restare più a lungo nel contesto domestico e quindi un limite alla frequentazione dei punti di ristorazione.

 

 

 

 

Ma quali sono stati i prodotti con i maggiori incrementi delle vendite? La classifica della crescita vede ai primi posti i reparti “chimici” grazie alla domanda per prodotti “be safe” e per la pulizia degli ambienti e delle stoviglie. Ma anche i prodotti legati alla convivialità (Aperitivi, Spumanti, Birre, Liquori) hanno sviluppato incrementi importanti delle vendite. Da sottolineare, l’impennata delle vendite di prodotti Usa e Getta, corredo necessario per le gite fuori porta, i pic-nic e l’utilizzo nelle case vacanza.

Anche formulazioni alimentari che facilitano le preparazioni (Surgelati, Carni Fresche Confezionate, Conserve Animali, Salumi e Formaggi) hanno registrato crescite significative della domanda. Anche il Ferragosto un po’ più caldo rispetto all’anno passato ha dato il suo contributo spingendo la domanda di categorie stagionali come birre e gelati.

 

I tassi di crescita eccezionali di Disinfettanti e Sanificatori sono la cartina tornasole che la popolazione italiana continua ad adottare un comportamento volto alla cautela. Per fare alcuni esempi: Disinfettanti e i Prodotti da Parafarmacia, nel periodo analizzato (2 settimane terminanti al 23 agosto 2020) vedono un incremento delle vendite pari a 8,3 milioni di euro (+318,6% rispetto allo stesso periodo del 2019); l’Alcool Denaturato registra un aumento delle vendite a valore di 2 milioni di euro, + 234,7% vs il corrispondente periodo dello scorso anno e le vendite di Prodotti per la Pulizia delle Piccole Superfici, con +1,6 milioni di euro ricavi, crescono del 18,5%.

Contemporaneamente si osservano dei tassi interessanti di crescita di prodotti legati a momenti di convivialità, quest’anno probabilmente più all’interno di gruppi ristretti di familiari e amici (magari qualche grigliata o pic nic, piuttosto che la tavolata al ristorante). Un esempio sono le Birre con un incremento delle vendite di 10,6 milioni di euro (+11,2% vs stesso periodo del 2019), le Bollicine e gli Spumanti, oppure, come già accennato, gli Accessori da Tavola Usa e Getta (+2,6 mio €, pari ad una variazione percentuale di +15,7%).

Post- Covid: crescono del 10% i supermercati. L’analisi di Repower

Nello scenario post lockdown Repower ha affidato al Sole24 ORE e Infodata la ricerca “PMI. La ripresa post-Covid in 8 focus”, ricerca in cui vengono indagati 8 settori chiave del nostro tessuto imprenditoriale attraverso altrettanti focus dettagliati.

Ogni focus è composto da un sommario iniziale, da un’analisi dei vari cluster di cui si compone il settore, con numeri e dati aggiornati, e si conclude con i 10 consigli per battere il Covid-19 nei diversi business.

Il focus relativo a retail e gdo comprende circa 141.000 imprese appartenenti sia alla grande distribuzione organizzata (centri commerciali, ipermercati, supermercati e punti vendita analoghi) sia alla parte terminale della filiera automotive: autosaloni e concessionari, servizi di manutenzione, riparazione e commercio di accessori e ricambi.

Le evidenze rivelano che il settore della GDO, tra il 2010 e il 2018, ha visto una crescita per il comparto supermercati (negozi destinati alla vendita di beni alimentari, di solito di oltre 400 mq) di quasi il 10%, arrivando a superare i 45,5 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo gli ipermercati (esercizi con superficie maggiore di 2.500 mq e che vendono anche il non- food) hanno invece registrato una flessione dello 0,23%, portando la cifra complessiva degli scontrini a 21,7 miliardi. I discount e la grande distribuzione specializzata negli ultimi venti anni hanno invece vissuto una crescita inarrestabile dovuta alla crisi economica a discapito dei piccoli negozi, che dal 2007 al 2015 hanno perso il 15% e dal 2016 al 2019 un ulteriore 3%. Come prevedibile, il commercio elettronico è volato, con un +60% registrato tra il 2015 e il 2019 anche a causa della modesta base di partenza.

Per quanto riguarda il settore automotive, dopo un’impennata di immatricolazioni nel 2017 secondo l’ACI e una brusca discesa nei 6 anni successivi, si è assistito ad un cambiamento delle abitudini del consumo soprattutto per i millennials delle grandi città, per i quali hanno preso piede forme flessibili di possesso e l’utilizzo sempre più diffuso del car sharing. Nel comparto auto elettriche, le immatricolazioni crescono a ritmi vertiginosi (+115% nel 2019), come evidenziato anche nel White Paper Repower “La mobilità sostenibile e i veicoli elettrici”, ed è destinato a mantenere e superare questi dati per parecchi anni, con una previsione di successo del mercato delle vetture elettriche che si riflette anche nella domanda di servizi correlati, come riparazioni e ricarica.

La pandemia ha colpito in modo diverso i settori GDO e automotive: i dati di marzo e aprile 2020 vedono una crescita della distribuzione del settore food, con la grande distribuzione a +6,9% mentre il settore non alimentare ha visto più che dimezzare il valore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con una crescita del 27% del commercio elettronico.

Di segno diametralmente opposto, invece, il mercato dell’auto, con il settore del noleggio in generale e di quello a breve termine in particolare fortemente colpiti, ma la vendita a privati scesa relativamente meno degli altri settori (-35,2%). Continua la forte crescita delle vetture elettriche (+54,9%) e delle ibride plug-in (+145%).

La seconda metà del 2020 sarà fortemente segnata dall’impatto della crisi sull’economia: la riduzione del potere d’acquisto degli italiani e la crisi delle imprese potrebbe comportare un ulteriore abbassamento dei consumi, che per il settore food e retail sarà aggravato anche dalla diversa gestione della socialità.

Per ripartire sarà necessario concentrarsi di più sulla sicurezza del cliente, offrire possibilità di pagamento dilazionate o condizioni vantaggiose per incentivare gli acquisti, ampliare la gamma di prodotti e favorire delivery e commercio elettronico, anche con soluzioni innovative quali il pagamento senza casse. La sostenibilità sarà un fattore di scelta cruciale da parte dei consumatori, e la mobilità elettrica probabilmente beneficerà di questa nuova tendenza.

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