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Nel 2015 il retail cresce con il franchising

Nell’economia post-crisi il format del franchising giocherà un ruolo rilevante, perché favorisce l’apertura di nuovi negozi e dunque la piccola imprenditoria, aiuta i grandi brand a sperimentare nuove idee e nuovi canali e favorisce l’occupazione. Non a caso nel primo semestre del 2015 il franchising ha fatto registrare una crescita dello 0,6% del fatturato, in linea con la ripresa del PIL e dell’economia italiana.

Delle prospettive del comparto si parlerà nella tradizionale fiera di riferimento, il Salone Franchising Milano, giunto alla sua 30° edizione, che si terrà dal 23 al 26 ottobre in Fiera Milano, nel quartiere fieristico di Rho, a fianco di Expo2015 e della fiera Host.

Un’anticipazione sull’andamento del franchising viene presentata dal Centro Studi RDS del Salone Franchising Milano.

La crescita dello 0,6% nel primo semestre 2015 del fatturato (rispetto allo stesso periodo del 2014) è trainata dalla crescita di negozi sempre più specializzati: dal +3% del food (ristoranti vegani, per celiaci, a chilometro zero, birrerie, vendita di soli prodotti fritti, ristoranti a tema) al +2,5% di abbigliamento e accessori (abbigliamento per bambini, camicerie, calze, intimo).

Globalmente il comparto registra un giro d’affari complessivo di 23 miliardi di euro delle 950 aziende franchisor e dei 51.000 franchisee (negozi affiliati), e dà lavoro a 180.000 persone (dati 2014). Il fatturato è passato dai 21,5 miliardi del 2008 ai 23 miliardi del 2014,attraversando un periodo di crescita zero negli anni più bui della crisi economica e iniziando a crescere di nuovo negli ultimi tre anni.

Il fatturato medio di una azienda franchisor è di 24 milioni di euro, mentre l’investimento iniziale degli affiliati (franchisee) è inferiore ai 50mila euro nel 58% dei casi e tra 50 e 150mila euro nel 32% dei casi.

Il franchising è una formula ampiamente sperimentata nel Nord Italia, mentre è in rapida espansione nel Centro e nel Sud. Cresce il numero delle donne che scelgono di aprire un punto vendita in franchising: sono 16.900, cioè il 33,15% del totale dei 51.000 imprenditori in affiliazione, con un aumento del 20% dal 2008 al 2014.

Le merceologie più scelte dagli affiliati nel 2014 sono: abbigliamento (22%), food (20%), servizi ai privati, cioè i servizi a domicilio o in negozio per la cura della persona, (19%) commercio specializzato (17%), articoli per la persona (10%), servizi per le imprese (6%), prodotti per la casa (3%). Le donne imprenditrici preferibilmente scelgono: abbigliamento, accessori moda, cosmetici e profumeria, salute e benessere, food and beverage, articoli per la casa, articoli per bambini.

“Il mondo del retail sta cambiando rapidamente – spiega Antonio Fossati, Ceo di RDS che organizza il Salone insieme a Fiera Milano – basti pensare alle nuove tendenze del click & collect stores (acquisto su Internet e ritiro in negozio), l’omnicanalità (cioè il ricorso a tutti i canali dai dispositivi mobili e il PC al punto vendita, dai chioschi multimediali al direct mail), dello slowpay (nuovo servizio di pagamento in 3 mesi senza interessi), del servizio al cliente sviluppato al massimo come fattore chiave della vendita. Il Franchising è dentro questo trend, per questo abbiamo sviluppato nel Salone una nuova area, chiamata ‘R+++’”.

Il mondo del franchising inoltre si sta sempre più aprendo ai mercati esteri: 160 brand italiani hanno aperto 7.600 punti vendita in affiliazione all’estero, e il 10% dei brand attivi in Italia sono esteri.

Il comparto occupa in Italia 180mila addetti, che potrebbero aumentare sensibilmente se la crescita registrata nella prima metà del 2015 proseguirà nei prossimi anni, proponendo una soluzione di imprenditoria autonoma anche a giovani in cerca di prima occupazione, a commercianti che vogliono seguire nuove strade, a persone espulse dal mondo del lavoro. Dal punto di vista occupazionale è assai interessante il progetto della Regione Lombardia che ha stanziato 500.000 euro a fondo perduto per favorire l’apertura di negozi in franchising nei centri storici delle città lombarde (il piano verrà presentato al Salone Franchising). Un progetto pilota che potrebbe essere seguito anche da altre Regioni.

Unione consumatori: consumo futuro nel segno di personalizzazione, omnicanalità e assistenza personalizzata

Massimiliano Dona, segretario Unione nazionale consumatori

Il futuro dei consumi è già qui, con la personalizzazione dei prodotti, nuove esperienze di consumo e assistenza postvendita personalizzata.

Così scrive nel suo blog pubblicato su Today Massimiliano Dona, segretario nazionale dell’Unione Consumatori, all’indomandi del workshop “Consumo futuro, retail engagement e customer care”, svolto ieri a Roma, in occasione dei sessant’anni dalla fondazione dell’associazione.

«Il mondo dei consumi – osserva Dona – è in una fase di rapido cambiamento spinto dalla digitalizzazione: se negli ultimi anni la diffusione di internet e dei nuovi device come smatphone e tablet aveva cambiato soprattutto le nostre abitudini personali, d’ora in avanti cambierà radicalmente il nostro modo di fare acquisti!»

Alcuni segnali di questo cambiamento si stanno già affacciando al nostro quotidiano.

«Penso alla personalizzazione di beni e servizi: può sembrare paradossale che nella società di massa sia possibile una così accentuata customizzazione eppure -solo per fare un esempio- si può persino costruire il proprio gelato industriale su misura, come proposto da Algida nei suoi Magnum store».

Un’altra tendenza riguarda il desiderio del pubblico dei consumatori di fare shopping in modo esperienzale. «Secondo una recente indagine del Centro studi Unioncamere in collaborazione con Swg – segnala Dona – ciò che ancora convince il 51% di italiani a preferire il “negozio tradizionale” al web è la possibilità di vivere l’esperienza diretta della merce, il contatto umano e la fiducia che ne deriva, la consegna immediata. Ecco perchè ormai il 60% di chi compra sia in negozio, sia online tende a fondere questi due ambiti nel processo di acquisto: ricerca del prodotto in rete, visita nel negozio per provarlo, ricerca dell’offerta migliore sul web e solo poi si decide se acquistarlo in store o online. Magari sullo stesso sito della catena visitata anche fisicamente. A patto che l’offerta sia vantaggiosa».

Vi è poi una terza chiave di lettura per leggere i nuovi trend di consumo, ed è l’aspirazione ad avere il meglio dal servizio di assistenza. «È finita l’epoca di una generica customer satisfaction (perché a pensarci bene la soddisfazione dipende dalle aspettative e queste sono diverse da persona a persona) e lancio di una digital care sempre più ad personam (come ci ha spiegato Vodafone durante il workshop raccontando il progetto Care». Si tratta di un programma partito il 12 ottobre che punta “a consolidare e valorizzare il rapporto di fiducia con i clienti, attraverso una serie di azioni concrete, negli ambiti della connettività, della trasparenza, del riconoscimento della fedeltà del cliente, e della accessibilità ed efficacia del servizio”.

«Insomma il futuro dei consumi – conclude Dona – è adesso: senza dimenticare, ovviamente, di verificare ogni giorno se è il caso di fidarsi di tutta questa attenzione al cliente!».

A margine, un giudizio sul decreto liberalizzazioni da poco varato dal Governo che proprio i consumatori ha deciso di tutelare poco. «Una pessima legge – commenta Dona – dannosa per i consumatori. La concorrenza è solo nelle parole del titolo. Per il resto, non solo non vi è traccia di libero mercato nel provvedimento, ma si fanno addirittura passi indietro, difendendo i privilegi delle lobby esistenti che già controllano il loro rispettivo settore. Speriamo che il Senato la stravolga».

Esselunga: a Rozzano si inaugura il 153° negozio

Esselunga inaugura il nuovo supermercato di Rozzano lungo via Manzoni, angolo via Brodolini.

Sarà la quarta apertura del 2015 dopo quella di via Adriano a Milano, di Casale Monferrato e di Sesto Calende e il 153° negozio della catena.

Il negozio, con 2500 metri quadri di superficie di vendita, è dotato di certificazione energetica di classe A.
Esselunga ha riqualificato la viabilità cittadina con 3 nuove rotatorie, risistemando il tratto adiacente di roggia Pizzabrasa con nuovi argini; ha inoltre attrezzato le aree verdi della città di via Persighetto e del Parco dello Smeraldino.

Interessante il contributo dell’insegna sul fronte occupazionale: all’interno del nuovo negozio, infatti,  saranno impegnati 143 dipendenti, oltre a 12 che lavoreranno nel bar Atlantic. E non basta: anche il territorio ne sarà avvantaggiato, in quanto si prevede che entreranno in Azienda oltre 100 nuove risorse, 65 delle quali residenti proprio a Rozzano.

E proprio a questo proposito, così si espressa  Barbara Agogliati, sindaco di Rozzano:” “Il nuovo punto vendita di Esselunga, che occupa 140 addetti, rappresenta un incremento dei servizi di
qualità offerti alla cittadinanza e un’ulteriore fonte di attrattività sul territorio. Questo è sicuramente un fattore positivo. Credo che il traguardo più importante sia stato raggiunto grazie alla collaborazione che è nata tra l’Amministrazione comunale e Esselunga, che ha portato ad una strategia capace di innalzare il livello occupazionale per i rozzanesi, con un metodo di selezione assolutamente trasparente, in base alla convenzione del lavoro a km 0, con il supporto di Afol Sud Milano. In questo modo infatti, molti dei nostri cittadini hanno potuto trovare un impiego sul territorio o in altri punti vendita limitrofi. Inoltre, 35 rozzanesi già assunti in Esselunga hanno potuto trasferirsi vicino a casa. Ad oggi sono 46 i neoassunti nostri cittadini. La previsione di Esselunga è di arrivare a un totale di 65 nuovi posti di lavoro assegnati a rozzanesi nei prossimi due/tre mesi. Da indicazioni dell’azienda si tratta della quota più alta rispetto alle ultime nuove aperture. È un risultato che siamo certi porterà un po’ di serenità a chi da tempo aspettava un’occasione. Tuttavia non è finita. L’intero comparto si sta infatti vivacizzando e l’Esselunga, come un polo attrattore, sta portando ulteriori opportunità che i rozzanesi dovranno essere messi in grado di sfruttare al meglio. Auguriamo a tutti buon lavoro”.

I reparti
I clienti disporranno di tutti i reparti che hanno contribuito al successo del marchio Esselunga: la frutta e verdura sfusa e confezionata con un’offerta di oltre 450 prodotti, la pescheria con personale dedicato che offre pesce fresco già pulito, la macelleria, la gastronomia e un vasto assortimento di vini con oltre 500 etichette.
Nel nuovo negozio di Rozzano, inoltre, sarà attivo anche il 112° forno di Esselunga: panettieri specializzati, formati dalla “scuola dei mestieri” interna, offriranno ai clienti 18 varietà di pane fresco sfornato di continuo durante l’intero arco della giornata.

Fiorfood è il nome del nuovo concept di supermercato Coop. Aprirà a Torino il 2 dicembre

Si chiamerà Fiorfood, Cibo ed emozioni il nuovo concept store che Nova Coop inaugurerà a Torino il 2 dicembre in Galleria San Federico.

Un nome e un brand innovativo – si legge in una nota di Coop – che nasce dalla tradizione Coop e ne conferma i valori, che si sposano con le nuove tendenze sull’acquisto e il consumo del cibo.

Il concept store riprende alcuni temi sviluppati dal Supermercato del futuro di Coop in Expo. «Non intendiamo aprire un supermercato come quelli che conosciamo – spiega il presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive – e che abbiamo modo di frequentare tutti i giorni. La nostra idea, e la nostra sfida, è quella di inaugurare il primo di una serie di negozi, insediati nei centri delle grandi città della nostra regione, che, nel rapporto fra consumatore e consumo, si propongano come centri di innovazione. Un nuovo modello di negozio inteso come luogo da frequentare, da vivere, nel quale far crescere la socialità, la condivisione di temi, assistere a presentazione di libri e conferenze, fare la spesa a prezzi convenienti e poter anche degustare cibi sapientemente preparati».

Un luogo , dove spesa per il cibo si coniughi con innovazione ed emozione, favorendo – prosegue la nota – la conoscenza di cosa c’è dietro al prodotto, di quali siano le tendenze e i nuovi stili di consumo, per cambiare l’approccio al cibo, conoscere la cooperazione e i suoi valori, acquistando cibi di qualità, sicuri, etici e risparmiando e trovando, inoltre occasioni di intrattenimento e socialità cooperativa, in uno spazio in sintonia e nel rispetto del luogo che lo ospita.

«È un atto di amore verso una città che tanto ha dato e dà alla cooperazione. A pochi metri da lì nasceva nel 1854 – sottolinea Dalle Rive – la prima Cooperativa di Consumatori. Nova Coop è ormai una delle principali cooperative del paese e una delle primissime imprese della nostra regione. Siamo diventati grandi, capaci di associare oltre 800.000 piemontesi e di fatturare più di un miliardo di euro realizzando, anche negli anni più difficili della crisi, buone performance di bilancio senza rinunciare a essere coerenti con i nostri valori. Dunque è giusto che questa prima sperimentazione la si realizzi qui, a Torino, la città che vide muovere i suoi primi passi alla cooperazione di consumatori e che oggi assiste alla moderna evoluzione di quel modello a partire da un logo, un nome e un payoff indimenticabili: Fiorfood, Cibo ed emozioni».

Il logo è stato studiato da Expansion Group: il none esplicita il legame con la linea di prodotti fiorfiore Coop, il pay-off Cibo ed emozioni richiama le sensazioni e le esperienze legate al cibo e al suo consumo (desiderio, piacere, attesa, soddisfazione). Il logo Coop è infine inserito in basso a destra con i suoi colori istituzionali, a firma e garanzia del progetto.

Sound Branding identità di marca e shopping experience nell’era della multicanalità

Si parla tanto di shopping experience e marketing emozionale, di come il punto vendita fisico per continuare ad avere successo debba imparare a coinvolgere e attirare il cliente invogliandolo a recarvisi fisicamente invece di acquistare da uno smartphone, nei ritagli di tempo ovunque egli o ella sia. Dunque il layout di un negozio, la scelta dei materiali e dei colori, il servizio, le tecnologie giocano un ruolo. Ma il suono? È uno degli elementi più potenti che influenzano la permanenza in un luogo (“si può decidere di non guardare, ma non di non ascoltare” dice Michele Arnese) ma è spesso trascurato e dato per scontato, come fosse un inevitabile rumore di sottofondo. Eppure influenza la shopping experience, la fruizione dei contenuti e delle aree del negozio ma anche dei prodotti esposti, in modo subliminale spesso ma proprio per questo che difficilmente può essere ignorato.
Anzi il suono (brani musicali noti ma anche pensati ad hoc, e perfino suoni presi dalla quotidianità come la strada o la spiaggia) può essere utilizzato per creare “aree sonore” rivolte a target diversi (divisi per età ad esempio) ma anche prodotti diversi (come può l’enoteca avere la stessa identità sonora della parafarmacia?).

Non solo: in tempi di multicanalità è essenziale che l’identità sonora sia frutto di una strategia complessiva che unifichi in qualche modo tutti i punti di contatto attraverso i quali il consumatore raggiunge il marchio o il retailer: fisico, mobile, pubblicità e social.
Ne abbiamo parlato con Michele Arnese di amp, compagnia basata a Monaco di Baviera che si occupa di Sound Branding, ovvero di identificare per ogni marca o situazione l’identità sonora più incisiva e adatta, e che hatra i suoi clienti Porsche, Triumph, Unicredit ed Erste Bank.
“Il Sound Branding fa parte dell’identità di una marca – spiega Arnese -; ogni marca ha un suono che deriva dalla comunicazione effettuata su tutti i canali, digitali e reali, ma quasi mai è il frutto di una strategia unica e consapevole, quindi varia da canale a canale e non è in linea con quello che sono gli attributi di una marca e con quello che la marca vuole comunicare”.
Come si sceglie il suono di una marca? “Noi lavoriamo con lo stesso processo con cui si lavora per la parte visiva ad esempio per trovare un logo. Facciamo dei workshop con le persone che si occupano di branding e marketing aziendale e lavoriamo sulle caratteristiche della marca e sul suo posizionamento. Abbiamo una metodologia che si basa sugli archetipi umani, quindi cerchiamo di capire come deve parlare il brand dal punto di vista sonoro per raggiungere le persone che vuole raggiungere, dando alla comunicazione l’efficacia emozionale di cui ha bisogno”.

Ma non si tratta solo di questo. Il ritmo della musica ad esempio è bene che cambi a seconda del momento della giornata per seguire il ritmo circadiano degli individui.
“La sound identity è un concetto molto largo, compiliamo le playlist di musica da trasmettere nel comparto retail ma componiamo anche DNA sonori che vengono declinati nei diversi punti di contatto. Ad esempio si crea una melodia principale che diventa un ingrediente delle musiche che sono diverse a seconda del punto di contatto e del contesto”.

 

With YouBeep scanning and checkout is done with an App

Among the many check-out systems sent to the tills, this proposal by a Portuguese start-up, YouBeep, adopted in Portugal by Lidl and Pingo Doce, seems interesting.

Fast check-out has technically been available for many years, and is one of the services most requested by customers today, increasingly less willing to spend time queuing in front of the check-outs. The advantage of YouBeep, which uses a QR code to scan the products purchased, is simplicity. It is activated by downloading the App, registering again via QR code on entering the store, which then allows you to shop and submit the final bill from your smartphone at the checkout, without having to use the store devices, and in a faster way (three times, say the company) compared to an average check-out till. This on the customer side, while on the retailer side it provides much lower costs than an internal system and speed of deployment: no hardware, only a small box to be connected to each standard till.

“Among other things, it has been found that, knowing the amount as you shop, the consumer tends to fill the trolley 8/10% more because, psychologically, he knows exactly how much he will spend, otherwise he tends to buy less out of fear of spending too much” explains David Sobrinho of Xhockware, the company that developed the App, which also obtained an EU contribution.

The app is able to integrate loyalty systems, the store locator, shopping lists, any digital coupons and promotions, and also interactions with social media.

Infographics: Results of the pilot project in Lidl and Pingo Doce in Portugal

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Carrefour Italia: apre a Genova un nuovo Market Gourmet

Carrefour Italia ha inaugurato  la nuova formula del Market Gourmet in via XX Settembre a Genova,  dando, in questo modo, la possibilità di fare la spesa di giorno e di notte, per tutta la settimana.

Il punto vendita Carrefour Market Gourmet, storico riferimento per la spesa dei genovesi in via XX Settembre, si arricchisce di prodotti liguri a Km zero come l’ortofrutta, e una grande varietà di pesce fresco, i pregiati olii della Regione e una cantina ricca di vini, tra i migliori selezionati da tutta Italia, oltre alle immancabili etichette liguri. La focaccia sempre fresca e le olive taggiasche fanno da corredo alla possibilità di acquistare i migliori tagli di carne italiana, dalla Fassona piemontese alla Chianina toscana, oltre a poter scegliere l’acquisto tra più di 200 qualità di formaggi. Lo store offre anche un ricco banco del pane dove si trovano le tipiche focacce liguri, fatte secondo tradizione. Molti dei prodotti gourmet in vendita possono già essere gustati nel moderno ed elegante bistrot che accoglie i clienti all’ingresso del Market.

Per rendere più completa l’offerta di acquisto ai propri clienti, il Carrefour Market Gourmet di via XX Settembre offre inoltre i servizi che contraddistinguono gran parte dei punti vendita Market del Gruppo: la lavanderia, la possibilità di ricevere la spesa a domicilio, agevolazioni sul parcheggio (requisito importante considerata la zona centrale e storica dove ha sede il Market) e anche la vendita dei ticket AMT per i mezzi pubblici di Genova.

Stéphane Coum, Direttore Supermercati Carrefour Italia, ha dichiarato: “Oggi è per noi una giornata importante perché il punto vendita di via XX Settembre a Genova rappresenta un esempio di come il nostro Gruppo ha avuto la capacità di creare fiducia in una città come il capoluogo ligure, così legata alla tradizione. Con un format così rinnovato cerchiamo di andare ulteriormente incontro ai nostri clienti, intercettare le loro rinnovate esigenze e fornire servizi e prodotti di eccellenza”.

Garanzia 3, l’investimento post vendita per clienti e distributori

Garanzia3, l’estensione del servizio tecnico per i prodotti elettrodomestici proposto da Business Company rinnova il suo sito web, proponendo una grafica colorata e accattivante e con informazioni chiare dedicate ad ogni tipologia di clienti: giovani e meno giovani, internauti provetti o meno. Con Garanzia3 tutti scopriranno i vantaggi dei servizi offerti dalla garanzia del produttore per 3 anni in più, su tutti i prodotti di elettronica di consumo.

garanzia 3 logo

Garanzia3  rappresenta un’importante risorsa per Produttori e Distributori che vogliono arricchire la propria proposta commerciale ed aumentare il proprio margine. Investire in post-vendita , significa fidelizzazione, quindi, accompagnare il Consumatore in ogni fase che segue l’acquisto del prodotto; fidelizzare è il sistema migliore per instaurare una relazione tra insegna e Cliente improntata alla fiducia. Infine,  l’utilizzo di tali servizi genera un consistente margine aggiuntivo.

Il rinnovamento del sito web testimonia anche un ulteriore passo in avanti per Garanzia3; otto anni di attività ed impegno al servizio del consumatore e della distribuzione; otto anni intensi e veloci, ricchi di attività innovative e di traguardi raggiunti, ma ancora con tante sfide aperte per il futuro.

L’azienda ha così deciso di rinnovare il look del suo sito web, lanciando una nuova versione che è on line da questa settimana: www.garanzia.it

Ognuno dei clienti Garanzia3 o dei consumatori interessati ad acquistare un certificato di estensione del servizio tecnico per i propri apparecchi, potrà trovare agevolmente spazi di approfondimento su Cosa è Garanzia3, Come Funziona, Come si Attiva e come mettersi in contatto con la squadra di assistenza clienti. Accedendo nella home page di www.Garanzia3.it in primo piano viene infatti dato spazio alle quattro aree principali e rappresentative le funzioni del sito.

Il restyling del sito, divenuto più funzionale e moderno, ha mantenuto una grafica lineare e pulita, coerente con il percorso evolutivo di Garanzia3 e con i suoi valori. A differenza delle precedenti versioni, però, il nuovo sito Garanzia3 è oggi visionabile al meglio da tutti i principali dispositivi (PC, tablet, smartphone ecc.) ed i suoi contenuti sono più facilmente fruibili e condivisibili – anche sui social network – dagli utenti.

Infine, per una risoluzione rapida a qualsiasi richiesta è sempre possibile inoltrare una richiesta all’ufficio tecnico, via web, così come Garanzia3 offre sempre la possibilità di attivare online in tempo reale l’estensione del servizio tecnico acquistata.

 

Pam punta ai Big Data reclutando talenti all’Università di Padova, con un game

Migliaia di dati passano dalle casse di un supermercato ogni giorno, ma analizzare e tradurre questi “Big Data” in strategie commerciali è una delle grandi sfide per la GDO. Gruppo Pam si sta muovendo in questo senso, e cerca laureati e laureandi dell’Università di Padova da inserire con contratto a tempo indeterminato nel nuovo team che si occuperà di analisi e modellizzazione dei comportamenti di acquisto del consumatore. E lo fa con un metodi innovativo, il “Data Scientist Recruiting Game”, un’iniziativa ideata in collaborazione con PwC e con il Career Service dell’Università di Padova.

«Stiamo costruendo una nuova squadra per aiutare il business a indirizzare la politica commerciale sulla base di informazioni preziose che derivano da milioni di dati che si generano alle nostre casse – afferma Lara Facchinetti, Responsabile Sviluppo Risorse Umane e Organizzazione -. Cerchiamo giovani laureati e laureandi appassionati dell’analisi dati, con una solida base di conoscenze statistiche, spinti da curiosità e voglia di risultati e abbiamo scelto un modo nuovo di dialogare con i candidati: un gioco, che darà loro modo di cimentarsi con dati reali e di elaborare una risposta concreta per il business. E lo faremo all’interno dell’Università, grazie alla collaborazione del Professor Paolo Gubitta e del team del Career Service dell’Università di Padova che, insieme al Dipartimento di Scienze Statistiche, ha accolto con grande entusiasmo la nostra iniziativa».

Possono partecipare laureati e laureandi in Economia, Statistica, Ingegneria Informatica, Matematica e Fisica. Per il Career Service dell’Università di Padova questo evento si inserisce in una più ampia strategia di collaborazione con le aziende del territorio. «Il nostro obiettivo – sottolinea Paolo Gubitta, delegato al Placement – è diventare veri partner delle direzioni del personale delle imprese: organizzare un game invece del tradizionale invio dei curricula è un esempio da manuale di innovazione dei processi di reclutamento e selezione».
PwC, presente all’incontro con consulenti esperti in ambito digitale, fornirà ai partecipanti informazioni utili e suggerimenti per il più corretto svolgimento del Game secondo le metodologie più in uso nel mercato Retail, alimentare e non.

L’appuntamento è per Giovedì 1 ottobre 2015, dalle ore 13.30 alle ore 18.30 presso il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova (Aula ASID60). È necessario iscriversi entro il 26 settembre 2015 sul sito dedicato www.unipd.it/pam.

Oggi contactless, domani via smartphone, tempo e convenienza spingono il cliente verso i pagamenti digitali

Un futuro di pagamenti digitali, che vedrà lo smartphone sempre più protagonista. Lo prevede Carlos J Menendez, Presidente Enterprise and Growth Partnership di MasterCard. Se mobile shopping, trasporti e ristoranti sembrano all’avanguardia della nuova onda di pagamenti facili e veloci, i supermercati sono lungi dall’essere esclusi. Si paga contactless già quotidianamente in Australia, Canada e Polonia. Perché la “nuova” spesa è più frequente e il carrello più piccolo, e il cliente in debito di tempo vuole che sia anche veloce. Da qui, superate ormai le preoccupazioni per la sicurezza, la richiesta di soluzioni che facciano risparmiare tempo. E le nuove generazioni sono le prime a richiederle.

Anche in Italia, che da sempre vanta una densità di cellulari e smartphone molto alta a fronte di un utilizzo dei pagamenti digitali ai minimi in Europa, il consumatore sembra pronto. Dalla ricerca Mastercard sull’analisi delle interazioni social gli italiani dimostrano di apprezzare in particolar modo i pagamenti digitali quando l’esperienza di acquisto riguarda la tecnologia consumer (99%), i viaggi (98%) e la moda (97%). Il tema più discusso è la comodità dei pagamenti digitali (34%), seguito dalla possibilità di ottenere benefit e servizi aggiuntivi (29%) e dal servizio clienti (14%). Secondo Fabrizio Burlando, Head of Europe Mastercard “bisogna far capire al consumatore quali sono i vantaggi di usare la carta. Oggi ci sono 250mila carte contactless sul mercato ma di fatto rispetto agli altri Paesi europei abbiamo saltato una generazione in quanto a uso dei pagamenti digitali. Un ritardo che potrebbe essere colmato proprio grazie all’uso dei pagamenti mobile, vista la grande affezione nazionale verso smartphone e affini”.

Confidando su ciò e per spingere ulteriormente l’utilizzo specie da parte dei piccoli esercizi Mastercard ha scelto l’Italia per lanciare un nuovo servizio, Local Market Intelligence. Presentato al World Retail Forum 2015, consente un’analisi dei dati e dei competitor geolocalizzata “perché i vantaggi dei pagamenti digitali lato retailer possono non essere immediatamente evidenti ma ci sono, ad esempio in termini di analisi dei dati della clientela, utili a riposizionare l’offerta ove necessario e seguire meglio il mercato” spiega Burlando. Local Market Intelligence è una piattaforma che consente una migliore comprensione delle proprie performance di business tramite l’analisi dei dati, processati in forma anonima e aggregata, che permette la trasformazione dei Big Data in informazioni utili alle imprese. Gli analytics utilizzati dalla piattaforma analizzano le transazioni effettuate con le carte di credito in aree cittadine che rappresentano un benchmark temporale, geografico e per categoria merceologica, fornendo alle PMI informazioni fondamentali per comprendere al meglio il mercato e migliorare le loro strategie di business.

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