
Il mondo, Italia compresa, ha fame di biologico: il mercato cresce, sebbene i dati a valore – riportati dalla 18ª edizione del Rapporto Bio Bank – vadano letti tenendo conto dell’inflazione. Le cifre sono comunque rilevanti. Il mercato bio globale ha raggiunto circa 145 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023). Il settore conta quasi 99 milioni di ettari e circa 4,8 milioni di produttori in più di 180 Paesi, secondo i dati Fibl-Ifoam.
Dal canto suo, il mercato bio italiano ha toccato i 10,4 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023), di cui 5,2 miliardi nel canale retail, dove il biologico cresce del 6% a valore, contro l’1,5% dell’alimentare nel suo complesso, con l’inflazione all’1%. Più moderata la crescita dei consumi fuori casa, arrivati a 1,3 miliardi di euro (+5%). Più accentuata quella dell’export, che raggiunge 3,9 miliardi di euro nel 2024 (+7%), secondo i dati Nomisma per l’Osservatorio Sana.
ITALIA È LEADER DEL BIO IN EUROPA…
L’Italia conferma il ruolo trainante nello scenario del biologico a livello continentale. Su 41 Paesi europei l’Italia si conferma al primo posto per numero di produttori agricoli bio, ben 87.000, e per numero di aziende di trasformazione, oltre 24.000, più di una su quattro del totale europeo (93.000). La Germania ne conta quasi 22.000, la Francia oltre 20.000. L’Italia è in prima posizione anche per l’export, con un giro d’affari di 3,9 miliardi di euro, seguita dalla Spagna quasi allineata e, a distanza, dalla Francia con 1,1 miliardi di euro. È inoltre in terza posizione per le superfici agricole con 2,5 milioni di ettari, dopo la Spagna (2,9 milioni di ettari) e la Francia (2,7 milioni). E anche per le vendite nel canale retail, pari a 5,2 miliardi di euro, dopo la Germania con 17 e la Francia con 12. È di nuovo fra i primi tre Paesi europei per l’agricoltura biodinamica per numero di operatori certificati e superfici coltivate, dopo Germania e Francia. Si posiziona poi al sesto posto per la quota bio sulla Sau totale, pari al 20%, contro una media dell’11% nell’Unione europea.
…MA CALANO NEGOZI E RISTORANTI SPECIALIZZATI
Al centro del Rapporto i dati Bio Bank su circa 3.200 attività bio in Italia censite nel 2024 (-2,8% sul 2023), che evidenziano una riconfigurazione interna del sistema: negozi -3,2%, ristoranti -2,7%, profumerie -1,7%, e-commerce di cosmesi -1,4%. Stabili gli e-commerce di alimenti (+0,5%). Calo significativo, invece, per le aziende di cosmesi e detergenza (-8,2%), dove avanza il fenomeno della decertificazione per l’assenza di una normativa europea, l’eccesso di burocrazia e costi, oltre alla pressione del greenwashing.
Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano regioni leader per numero assoluto di attività bio. Anche Trentino-Alto Adige, Marche ed Emilia-Romagna restano leader per densità (numero di attività per milione di abitanti). L’Emilia-Romagna è ancora l’unica presente in entrambe le classifiche, confermando il ruolo della Food Valley d’Italia anche nel biologico.
IL RUOLO DELLA GDO È FONDAMENTALE
Sempre più protagonista la grande distribuzione, che si ritaglia quote crescenti di mercato, come evidenzia anche il Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2025. In Germania, primo mercato europeo per vendite bio, nel 2024 il 65% delle vendite passa dalla Gdo, contro il 22% dei circa 2.000 negozi bio. In Francia, pioniera nello sviluppo delle catene bio, le vendite in Gdo pesano per il 48% contro il 29% dei circa 2.700 negozi del comparto. In Italia il 64% delle vendite è veicolato dalla grande distribuzione e il 20% dai circa 1.000 negozi specializzati.
Il Rapporto Bio Bank è liberamente consultabile dalla sezione Pubblicazioni del portale biobank.it


