Cambio della guardia in Granarolo: si chiude la lunga era di Gianpiero Calzolari, che ha guidato il gruppo per 17 anni. Il nuovo Presidente è Stanislao Giuseppe Fabbrino (nella foto in alto). Ingegnere con un MBA e una lunga esperienza nelle operations, Fabbrino è dal 2011 Presidente e Amministratore Delegato di Fruttagel, società nata nel 1994 e costituita da cooperative agricole e agro-industriali emiliano-romagnole e molisane. Da maggio 2022 è Amministratore Delegato e Direttore Generale di Deco Industrie, industria cooperativa che opera nel mercato del largo consumo confezionato con più di 70 anni di storia. Inoltre, è Consigliere di Amministrazione di Granarolo e Consigliere di Amministrazione di Granlatte, cioè la cooperativa socia di maggioranza del gruppo.
DECISIONE CONDIVISA CON I SOCI
Calzolari era stato nominato Presidente di Granarolo nel 2009, prendendo il posto di un altro storico manager del mondo cooperativo, Luciano Sita, a sua volta al vertice della società per 18 anni. Per lungo tempo ha sommato anche la presidenza di Granlatte, tenuta dal 2007 al 2023. La sua decisione di rimettere le deleghe al compimento dei 70 anni è stata condivisa con i soci di Granarolo, per favorire il passaggio generazionale. “Ringrazio molto tutta la Direzione e i consiglieri che si sono avvicendati in questi lustri, il middle management e tutti i dipendenti – ha commentato Gianpiero Calzolari, Presidente uscente di Granarolo –. In questi quasi 20 anni di lavoro siamo cresciuti tanto perché abbiamo avuto il coraggio imprenditoriale di farlo. Sono orgoglioso di aver fatto parte della famiglia Granarolo”.
“Gli anni di Presidenza Calzolari hanno trasformato Granarolo facendone un’azienda che rappresenta il nostro miglior Made in Italy, apprezzata in Italia e all’estero – gli ha fatto eco il neo Predidente Stanislao Giuseppe Fabbrino –. Creare valore garantendo sostenibilità economica, ambientale e sociale nel tempo è l’obiettivo che un grande Gruppo come Granarolo perseguirà con determinazione nei prossimi anni”.
EFFETTO LISTINI SUL FATTURATO
Granarolo ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 1.813 milioni di euro. La variazione a perimetro costante e al netto dell’effetto cambi, pari al +5,2%, deriva soprattutto dalla crescita dei mercati esteri per effetto dell’aumento dei listini. Per quanto riguarda gli altri indicatori finanziari, il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta a 100,5 milioni di euro, pari al 5,5% dei ricavi, mentre il risultato operativo (Ebit) è paria a 28,2 milioni. L’esercizio ha fatto registrare un utile pari a 5,5 milioni di euro, con una posizione finanziaria netta di 309,8 milioni. L’Assemblea degli azionisti ha deliberato, su proposta del Cda, la distribuzione di un dividendo pari a 5 milioni di euro.
Quanto al piano strategico 2027-2030 – che toccherà a Fabbrino condurre in porto – le direttrici sono la focalizzazione sul mercato dairy, l’efficientamento, l’aumento della capacità produttiva e la specializzazione degli stabilimenti caseari.
CRESCERE ALL’ESTERO È UNA SCELTA OBBLIGATA
L’Italia pesa per il 60% dei ricavi del grupo, mentre incidono per il 33% le vendite in Europa e per il 7% quelle sui mercati extra europei. Rimane stabile la quota del fatturato registrato all’estero grazie alla crescita dei formaggi freschi e in particolare all’effetto della vendita di specialità casearie pugliesi, come la burrata, prodotte presso il sito caseario di Gioia del Colle, inaugurato in corso d’anno. L’estero si conferma comunque la principale opportunità di crescita.
IL PROFILO DEL GRUPPO IN NUMERI
Granarolo conta 14 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 nel Regno Unito, 1 in Germania e 1 negli Stati Uniti. Rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 488 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con ca. 97 autocisterne, che movimentano 950.000 tonnellate/anno, 352 automezzi per la distribuzione, che servono quotidianamente circa 50.000 punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti del gruppo. La compagine societaria è così composta: Granlatte 63,14%, Fondo Nazionale Strategico 15,27%, Intesa Sanpaolo S.p.A. 14,95%, Enpaia 4,58%, Azioni Proprie 2,06%.






Nel comunicare il lancio, Agromonte sottolinea che la sua filiera corta sostenibile a km zero è da tempo un esempio di come la produzione e distribuzione di prodotti alimentari possa essere progettata in modo etico e vantaggioso per il territorio. Il clima mediterraneo crea condizioni ottimali per la produzione di pomodorini di alta qualità. La coltivazione avviene secondo pratiche agricole sostenibili, nel rispetto dei cicli naturali, affiancate da metodi che tutelano la biodiversità e la salute del suolo. Questo approccio consente di ridurre l’impatto ambientale e di ottenere un prodotto di elevata qualità. La raccolta dei pomodorini avviene esclusivamente nei mesi estivi, selezionando solo i frutti maturi pronti per essere trasformati, assicurando freschezza e nutrienti.
“I dati confermano come gli italiani siano oggi consumatori sempre più consapevoli e attenti – sottolinea Andrea Zermian, Sales and Marketing Director di Savi (nella foto a destra) – Anche in un contesto complesso, segnato dalla progressiva erosione del potere d’acquisto, emerge una disponibilità ad accettare aumenti di prezzo quando percepiti come giustificati, a condizione che non venga compromessa la qualità. È un segnale chiaro di maturità e di crescente attenzione verso ciò che si porta in tavola. A differenza di altri settori, come la moda o il tech, l’alimentare continua a mantenere una forte dimensione esperienziale. Il punto vendita fisico resta centrale: consente un’interazione diretta con il prodotto e abilita scelte più consapevoli, difficilmente replicabili online. Parallelamente, osserviamo un’evoluzione significativa nelle logiche di risparmio. I consumatori mostrano un’elevata apertura verso strumenti digitali: i coupon accessibili da smartphone, ormai diffusi trasversalmente tra tutte le fasce d’età, rappresentano un esempio concreto di come innovazione e convenienza possano integrarsi nelle abitudini quotidiane. In questo scenario, diventa fondamentale accompagnare e valorizzare queste dinamiche, favorendo la crescita di consumatori sempre più informati, consapevoli e autonomi nelle proprie decisioni d’acquisto”.




“La nostra Mdd ha continuato nel percorso di crescita che abbiamo registrato in modo costante negli anni – afferma Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia (nella foto a destra) – e che intendiamo proseguire anche nel 2026 con l’obiettivo di un incremento del fatturato Mdd di almeno il 4,5%. Per l’anno in corso prevediamo circa 180 nuovi lanci e oltre 400 restyling, con focus sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Vogliamo offrire ai clienti un assortimento completo e coerente: la parte principale del mercato restano i prodotti mainstream a marchio Despar, ma la costruzione di una vera e propria piramide dal premium all’entry level rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. In questo modo possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita”.


