CLOSE
Home Authors Posts by instore

instore

3869 POSTS 0 COMMENTS

Coop Alleanza 3.0 lancia i pelati da filiera etica

Riscatto, accoglienza, legalità, occupazione: sono alcuni dei valori racchiusi nei pomodori pelati con l’etichetta “Riaccolto, la Terra della Libertà” presenti per tre mesi a decorrrere dal 19 febbraio i negli oltre 360 supermercati e ipercoop di Coop Alleanza 3.0 presenti in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia (nelle provincie di Mantova e Brescia) Emilia – Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sicilia.

L’iniziativa è promossa da Coop Alleanza 3.0 e Legacoop Puglia che insieme sostengono l’Associazione Ghetto – Out Casa Sankara, “start up etica” nata 4 anni fa nel Foggiano, da una sinergia tra Regione Puglia, associazionismo e movimento cooperativo, che con il suo prodotto da filiera etica racconta una storia di riscatto civile e sociale.

L’associazione gestisce uno spazio progettato quale alternativa alle condizioni disumane dei ghetti; nell’azienda agricola, con circa 14 ettari di terreno e una vecchia rimessa di proprietà della Regione Puglia, i giovani migranti fuggiti dal ghetto e costituiti in associazione lavorano la terra in autonomia e abitano con le loro famiglie.

Per sviluppare il percorso di emancipazione è nato il progetto di produzione di pomodori e, con la collaborazione di Conserva Italia, trasformazione in confezioni di pelati da 400 grammi.

I barattoli dei pelati “Riaccolto, la Terra della Libertà” non contengono quindi solo gli pomodori pugliesi ma anche la dignità umana e del lavoro, e un’esperienza di acquisizione di autonoma per i lavoratori dei campi.

Sul pdv

Ai pelati “Riaccolto”, Coop Alleanza 3.0 dedica un apposito spazio espositivo in cui i soci e i consumatori potranno trovare il primo prodotto dell’Associazione Ghetto Out – Casa Sankara con le principali informazioni del progetto. Inoltre, soci e i consumatori potranno acquistarli a un prezzo speciale, più alto della media dei prodotti simili, per contribuire ad aiutare lo sviluppo di questa piccola realtà, e così seminare legalità e diritti e consolidare un modello che potrà estirpare lo sfruttamento diffuso nel settore. Inoltre, condividendo sui social – Twitter, Facebook, Instagram – il proprio acquisto, con l’hashtag #CasaSankara e taggando Coop Alleanza 3.0, i soci e consumatori potranno testimoniare la propria scelta etica.

“La cooperazione di consumo si ispira a valori fondamentali quali la libertà e la democrazia, la giustizia sociale e la solidarietà: per questo Coop Alleanza 3.0 sostiene questa iniziativa chiedendo la partecipazione anche dei soci Coop e dei consumatori. È storico e sempre vivo l’impegno di Coop Alleanza 3.0 e delle realtà della cooperazione a diffondere la cultura della legalità e promuovere un’economia giusta ed emancipata dallo sfruttamento.” dichiara il presidente di Coop Alleanza 3.0, Mario Cifiello “Con questa campagna, Coop Alleanza 3.0 e Legacoop Puglia vogliono sensibilizzare concretamente i consumatori e tutti gli stakeholder sul tema dell’illegalità, delle sue cause e delle sue conseguenze: oggi il rischio è che l’impresa “cattiva” scacci quella buona e che la ricerca del prezzo più basso cancelli i diritti delle persone. I pelati dell’Associazione Ghetto Out – Casa Sankara sono la dimostrazione che un’altra economia, un altro modo di intendere il lavoro e le scelte di acquisto da parte dei consumatori sono possibili.”

“La filiera etica nata a Casa Sankara è un tassello che si aggiunge nella costruzione di quella società inclusiva sognata con Stefano Fumarulo” dichiara il presidente di Legacoop Puglia, Carmelo Rollo “È la testimonianza di cosa accade quando il percorso etico del sistema cooperativo si mette a disposizione del territorio e crea valore, per tutti. Per una terra da sempre identificata come terra di illegalità che diventa luogo di riscatto, grazie anche al supporto della Regione Puglia; per le persone che non avevano voce e con il lavoro, quello buono, hanno affermato la propria dignità; per la comunità che oggi beneficia di una realtà “unica” e da considerare una risorsa. Il Riaccolto della libertà è tutto questo e sa di buono”.   

“Il marchio dei pelati che oggi esce in tutta Italia è la realizzazione di un sogno. Abbiamo finalmente realizzato qualcosa che abbiamo sognato per otto anni. Siamo andati per gradi: abbiamo pensato prima a darci un tetto dignitoso sopra la testa, poi ad avere un lavoro con un pagamento giusto. Queste erano le cose che sognavamo con Stefano Fumarulo.” dichiara Mbaye Ndiaye, referente di Casa Sankara “Già allora io immaginavo un marchio tutto nostro, di noi africani, che potevamo diventare protagonisti prendendo in mano il nostro avvenire. Questo, mi sono detto, è l’unico modo di lottare contro il caporalato. Stefano non c’è più, ma le sue idee sono vive. La sua idea è questo marchio. Il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo è uno dei testimoni della realizzazione di Riaccolto, che per me è il marchio della dignità”. 

2020: cresce la tecnologia nonostante la pandemia. L’evento GfK

In un anno complicato per l’economia italiana come è stato il 2020, il settore della Tecnologia di consumo è andato in controtendenza: secondo le rilevazioni GfK le vendite sono cresciute del +5,5% a valore e il valore complessivo del mercato ha raggiunto i 15,5 miliardi di euro.  

Se le vendite nei punti vendita tradizionali hanno registrato una leggera flessione – a causa delle chiusure e delle limitazioni alla mobilità introdotte per contrastare la pandemia – il canale online ha registrato una crescita significativa, arrivando a pesare il 24,4% del totale delle vendite a valore.  

Traina la crescita la performance positiva del comparto IT Office (+32,5%), che a fine 2020 è arrivato a generare il 23,9% del valore complessivo del mercato italiano dei Technical Consumer Goods. Trend in crescita anche per il Piccolo Elettrodomestico (+15,5%), per l’Elettronica di consumo (+4,7%) e il Grande Elettrodomestico (+3,4%).

Rallenta invece nel corso del 2020 il comparto della Telefonia (-5,2%) che si conferma comunque il più importante per il mercato italiano della Tecnologia di Consumo, con una quota pari al 34,6%. Decisamente più negativo il risultato del comparto Home Comfort (-16,2%) e quello della Fotografia (-36,9%), che sembra aver sofferto in maniera particolare le restrizioni legate al Covid-19 e il forte ridimensionamento di viaggi, eventi e altre occasioni di socialità.

Andando a considerare l’andamento delle vendite nel corso dell’anno, si nota una crescita costante del mercato rispetto al 2019. Gli unici trend negativi sono quelli relativi ai mesi di marzo e aprile, in corrispondenza del primo lockdown.

Rispetto agli anni passati, cresce ancora l’importanza dell’ultimo trimestre dell’anno, che arriva a pesare il 33% del totale delle vendite a valore. Tra ottobre e dicembre si sono concentrate infatti tantissime le iniziative promozionali che hanno trainato gli acquisti di tecnologia: un fenomeno che va ben oltre la settimana del Black Friday e si estende su tutto il “Golden Quarter”.

Per fare il punto sugli altri trend che hanno caratterizzato il mercato della Tecnologia nel 2020 – ma anche il Largo Consumo, i Consumi, i Media e la Comunicazione – GfK organizza per mercoledì 24 febbraio il GfK Insight Summit 2021 – un grande evento digitale in diretta streaming dedicato ai consumi e alla comunicazione.

L’evento si articolerà su diversi appuntamenti nel corso della giornata, che consentiranno di approfondire il patrimonio di conoscenza a 360° sui mercati e i consumatori derivante dalle ricerche e dalle analisi condotte da GfK in Italia e a livello internazionale. Inoltre, verranno presentati alcune previsioni relative al 2021 e alle tendenze che si affermeranno a livello italiano e internazionale.

Il GfK Insight Summit 2021 è un evento privato con accredito obbligatorio. Per iscrizioni e informazioni sul programma visitare il sito www.gfk.com/gfk-italia-insight-summit-2021

Sostenibilità: il parere dei consumatori. L’analisi di Kantar

Sostenibilità come tema di sviluppo e di creazione di valore: se ne è parlato al webinar di Kantar “Sostenibilità: da dove partire e come attivarsi per costruire valore e crescere” che ha evidenziato come oggi il tema possa essere valorizzato all’interno dell’azienda per costituire un elemento di competitività e differenziazione, costruendo valore di marca e sviluppo di business.

La Sostenibilità diventa quindi uno dei temi centrali nelle attività di sviluppo e crescita del Brand.

La conferma dei consumatori

Diversi studi Kantar rilevano questa aumentata sensibilità: i consumatori già eco-active1 (coloro che, sempre o frequentemente si attivano per migliorare l’ambiente) sono cresciuti significativamente nel 2020, passando dal 16% al 20%. Inoltre, quasi un cittadino su 3 – per la precisione il 27% – pensa che in questo momento i problemi ambientali siano più importanti che mai (Kantar Covid Barometer 2020)​. Consideriamo anche che il 58% dei Millennials e Centennials si dichiara disposto a pagare di più per prodotti eco-friendly così come il 51% dei più maturi3 evidenziando quindi una grande sensibilità verso questi temi.

​E infatti, le cifre del World Business Council for Sustainable Development4 ci confermano stime da capogiro (che potrebbero generare opportunità economiche per un valore di almeno 12 trilioni di dollari all’anno entro il 2030) se si riuscissero a perseguire modelli di business basati sulla sostenibilità anche solo in 4 comparti economici – l’energetico, l’agroalimentare, la mobilità e la salute ed il benessere.

I Brand si sentono sollecitati su ogni fronte: dai consumatori, ai dipendenti, dai regolatori, ai media, dalle banche centrali e agli investitori. ​

Cristina Colombo, Chief Impact Officer di Kantar, ha così commentato: “La cosa interessante è che non stiamo parlando solo di reputazione: la capacità di lavorare in modo sostenibile è appunto una grande opportunità commerciale. I trend legati ad uno stile di vita sostenibile sono diventati evidenti a cavallo di questa decade e sono oggi un punto di attenzione per le aziende. Certo, la sostenibilità è un imperativo scomodo, perché richiede che le aziende reinventino il loro approccio al mercato, le modalità di comunicazione con i consumatori, i prodotti che offrono. ​In una parola: i business dovrebbero chiedersi come rendere la sostenibilità parte integrante ed organica della catena del valore”.

E’ infatti necessaria una visione sistemica, aziendale nel suo complesso, perché bisogna integrare e rendere coerenti i vari flussi di attivazione interna: un percorso orchestrato e coordinato che trasformi progressivamente l’azienda. Il rischio altrimenti è quello di mettere in atto azioni che risultino giustapposte, di green o social washing, che i consumatori spesso scoprono e puniscono severamente. Un vero pericolo per la Reputation della marca. Secondo i dati di BrandZ4, la piattaforma di Kantar di analisi dei Brand, la Responsabilità percepita impatta oggi sulla Corporate Reputation per il 49%: 3 volte di più di 10 anni fa. Un contributo importante alla forza della marca, che non può essere sottovalutato né messo a rischio.

Se dunque la Sostenibilità può diventare un obiettivo strategico per la crescita, si attiva un vero e proprio journey per la marca, che inizia con l’infondere la sostenibilità nel Brand Purpose. Questo dovrà diventare ispirazione ed il nutrimento per guidare il percorso di Innovazione di prodotti e servizi che siano naturalmente sostenibili, “sustainable native”. Inoltre, dovremo essere molto attenti a “come” comunichiamo quanto fatto. La Comunicazione legata alla sostenibilità è un’area sovraffollata: per essere efficaci è vitale trovare e diffondere un punto di vista distintivo per la marca, coerente ed allineato con la personalità finora proposta al mercato. Occhio, quindi, ai passi falsi.

Inoltre, last but not least, per essere portata in vita in modo credibile, la sostenibilità deve essere abbracciata ed adottata nei comportamenti dai dipendenti dell’azienda. Qui la sfida è in primo luogo diffondere la strategia e permetterne una piena introiezione e rielaborazione personale: per i dipendenti, il Brand Purpose è un driver chiave di motivazione, soddisfazione e performance.

Una volta attivato il processo, sarà indispensabile avere a disposizione strumenti di misurazione e verifica dell’aderenza delle leve di marketing all’obiettivo di sostenibilità prima della fase di go to market e successivamente a questa sarà funzionale avere un feedback loop attivo e costante con i consumatori per eventualmente ritarare le iniziative implementate.​

“La Sostenibilità quindi può e deve essere oggi un valido e concreto strumento di trasformazione, un’opportunità per costruire valore. Richiede però un percorso orchestrato, pensato e guidato, un framework di trasformazione sostenibile che supporti i brand in modo coordinato e sistemico” – ha concluso Cristina Colombo.

 

Lidl lancia l’intimo “che viene dal mare”

Si chiama SeaCell ed è la fibra di cui si compone la nuova linea di biancheria intima di Lidl Italia,  firmata Esmara e Livergy. SeaCell, ricavata da alghe marine, è completamente biodegradabile e a emissioni zero.

La raccolta delle alghe è un processo delicato, selettivo e sostenibile. Si utilizza solo la parte dell’alga che è in grado di rigenerarsi. L’alga è interamente non trattata e tutto il suo valore ecologico viene conservato. Le alghe impiegate nella realizzazione di questo innovativo tessuto vengono raccolte, lavate, asciugate, accuratamente macinate e incorporate all’interno della fibra di cellulosa usando solo metodi che permettono di risparmiare energia e risorse.

Grazie alle sue caratteristiche ecologiche e sostenibili, unite al processo delicato di creazione, SeaCell ha ricevuto la certificazione EU Ecolabel e soddisfa tutti i requisiti per la certificazione OEKO-Tex Standard 100. Per questi motivi l’Unione Europea ha premiato il procedimento con il 2000 European Environmental Award nella categoria “tecnologia per lo sviluppo sostenibile”.

I capi creati con questa fibra beneficiano di tutti gli effetti positivi che il mare ha sulla pelle: aiutano la rigenerazione cellulare riducendo infiammazioni o prurito e regalano una piacevole sensazione di benessere. Le proprietà uniche delle alghe marine aiutano a proteggere la nostra pelle contro le influenze ambientali dannose a cui siamo esposti nella nostra vita quotidiana. L’alga è pura e ricca di sostanze essenziali come vitamine, oligoelementi, aminoacidi e minerali.

La nuova linea, disponibile negli oltre 680 punti vendita di Lidl in Italia a partire dal primo marzo, prevede un ampio assortimento sia maschile che femminile composto di: T-Shirt, Top, Slip, Boxer e Culotte.

Canali d’acquisto: come sceglie il consumatore. L’analisi di IRI

La «rivoluzione» determinata dalla pandemia da Covid-19 che si è diffusa nel nostro Paese, ha messo in discussione o accelerato tendenze preesistenti nei comportamenti di acquisto e nel modo di fare impresa nel settore del Largo Consumo Confezionato, portando a un cambiamento degli assetti della GDO in Italia.
Per la Grande Distribuzione Organizzata il 2020 si è chiuso con una crescita in termini di vendite a valore pari al +5,1% a livello di “Totale Negozio”, considerando quindi tutte le merceologie presenti in assortimento. A prima vista, sembrerebbe una performance in linea con gli andamenti degli anni precedenti, ma in realtà il risultato è stato determinato da un mix di componenti del tutto singolari. Grazie alle informazioni derivanti da IRI Liquid Data vediamo che il 2020 ha registrato un altalenarsi di fasi con andamenti fortemente differenti tra loro: abbiamo assistito a picchi della domanda durante la prima ondata epidemica (circa +9%) e a successivi momenti di stabilizzazione (+2% durante i mesi estivi) conseguenti alle riaperture o agli allentamenti delle misure di restrizione dettate dal governo, per poi osservare, nell’ultimo periodo dell’anno, un assestarsi delle vendite verso un più moderato
+3,7%; quest’ultimo dato potrebbe indicare che gli italiani si sono adeguati ad un nuovo stile di vita, tornando ad una tendenza all’accaparramento più equilibrata.
La crescita di 5,1 punti percentuali per le vendite a valore a livello di “Totale Negozio” nel 2020 è un risultato da scomporre in andamenti fortemente disomogenei tra loro a seconda del comparto analizzato: si assiste ad una crescita costante del Largo Consumo Confezionato nel suo insieme, ad un sostanziale equilibrio delle vendite dei prodotti Freschissimi a Peso Variabile e ad un crollo dei fatturati nel General Merchandise, con punte che sfiorano il -16% nei canali Ipermercati e Supermercati (fig. 1).

fig.1

Analogamente quando ci focalizziamo sull’andamento dei singoli canali distributivi si osservano dinamiche differenti a seconda del formato preso in esame: esse sono in parte condizionate dal protrarsi di tendenze preesistenti ed in parte frutto dell’adattamento dei modelli di acquisto alla crisi in corso.

fig.2

Il discount e i supermercati

La più rilevante delle tendenze osservate nel corso dell’anno appena concluso, è stata l’accelerazione del Discount, che ha cominciato a guadagnare spazio in misura consistente soprattutto nella seconda metà dell’anno, in concomitanza con l’acuirsi delle situazioni di disagio economico delle famiglie. Questa tendenza si è amplificata con il passare dei mesi, aggiungendo al canale un guadagno di circa 2 punti di quota di mercato nell’ultima parte dell’anno. La «galoppata» del Discount ha dei risvolti di particolare interesse perché la performance commerciale si è accompagnata ad un aumento dell’attrattività sui consumatori, unitamente ad una nuova e più elevata capacità di fidelizzazione che in precedenza sembrava estranea a questo formato.

Il successo del Discount appare cosìmotivato non solo dalla convenienza, ma anche dalla sua maggiore compatibilità al nuovo atteggiamento «Back-to-Basic» della shopper experience. Si evidenzia perciò che il consumatore ricerca la possibilità di passare meno tempo possibile nei punti di vendita, trovando subito ciò di cui ha bisogno; gli elementi di piacere nel fare la spesa e la socializzazione sembrano stati in buona misura accantonati durante l’epoca Covid. In quest’ottica, la sempre maggior quota dei reparti Fresco e Freddo contribuisce a posizionare il Discount come un canale in grado di offrire servizio e prossimità, oltre alla convenienza. Si osserva una crescita anche per i Supermercati medi e piccoli, che nel loro complesso continuano a rispondere alle mutate esigenze dei
consumatori in questo periodo storico. Il boom dei negozi di prossimità registrato ad inizio pandemia, invece, è stato più una risposta contingente alle fasi di stretto lockdown; con
l’allentamento delle misure restrittive il formato è tornato a mostrare i limiti per il suo sviluppo che già erano evidenti nel pre-Covid. Gli Specializzati Casa e Persona nelle prime fasi della pandemia sono stati penalizzati dalle restrizioni e da «problemi di interpretazione» delle norme da parte della autorità locali, che hanno costretto alcuni punti di vendita a chiudere temporaneamente. Tuttavia, il canale ha mostrato una decisa
ripartenza già dalla primavera, trascinata dalla domanda eccezionale di prodotti per l’igiene e per la sanificazione, ma anche per il mix di offerta competitivo nelle sue categorie d’elezione, confermando così il successo già ottenuto prima della pandemia. Risultati del tutto opposti per le Grandi Superfici generaliste, soprattutto gli Ipermercati, che dopo la flessione causata dalle restrizioni al movimento, non sono riusciti a recuperare attrattività verso i consumatori, proseguendo la crisi strutturale di fatturato già in corso da alcuni anni.
Per comprendere l’andamento dei canali fisici durante il 2020, è però necessario tenere in considerazione anche la forte accelerazione intrapresa dal canale online, la cui crescita è forse una vera e propria icona dell’emergenza sanitaria.

fig. 4

Infatti, l’epidemia ha accelerato in misura impressionante lo sviluppo di questa forma di commercio, attirando e fidelizzando nuovi shopper e abbattendo molte barriere culturali e conoscitive che fino ad un paio di anni fa sembrava potessero frenarne lo sviluppo. Per il canale online, il 2020 si è chiuso con un fatturato superiore a 1,3 miliardi, una dimensione di tutto rispetto, anche circoscrivendo il perimetro ai soli operatori «generalisti online». Secondo le nostre proiezioni i ricavi potranno balzare a 2,3 miliardi già durante il 2021. Se così fosse, questa modalità di vendita raggiungerebbe una quota non trascurabile nell’ambito delle vendite del Largo Consumo Confezionato.

Conclusione

Al momento è difficile prevedre l’evolvere dell’attuale situazione, in quanto ogni possibile mutamento è legato all’andamento della pandemia da Covid-19 e ai risultati della campagna vaccinale che è stata avviata da qualche mese in tutto il mondo. Tuttavia, ci sono alcune azioni che i Retailers che operano nel mondo del Largo Consumo Confezionato dovrebbero prendere in considerazione fin da subito:
➢ Per le grandi superfici e in particolare per gli Ipermercati, è sempre più urgente un radicale ripensamento strategico in merito al loro ruolo all’interno del contesto sociale ed economico italiano.
➢ Il Web-shopping non è più un’opzione, ma un must strategico per chi vuole affermarsi nel retail del Largo Consumo: bisogna però considerare che ad oggi il posizionamento dell’offerta è fortemente orientato alla fascia Premium, fattore che potrebbe condizionarne la crescita in un contesto di forte crisi economica.

Gruppo Fini con Paf lancia la prima linea di pasta fresca ripiena

Gruppo Fini con il nuovo marchio PAF presenta in anteprima un’innovativa linea di pasta fresca ripiena: due referenze di tortellini, alla carne e al prosciutto crudo, e una di ravioli ricotta e spinaci, rispettivamente con il 40 e 50% di ripieno, avvolto in una sottilissima sfoglia laminata, ottenuta da farine 100% italiane e con il 30% di uova da galline allevate a terra.

Il brand Paf è stato oggetto di un forte restyling in un’ottica di essenzialità, modernità e dinamicità, senza rinunciare al legame con storicità e tradizione. Particolarmente innovativo e differenziante sarà anche il system grafico della linea: come key visual della confezione  troviamo, infatti, un cronometro, a suggerire in modo immediato la brand promise della linea, ovvero la preparazione in soli due minuti: PAF IN 2 MIN! Praticità nella preparazione e velocità di cottura sono quindi le promesse rivolte a un target giovane che vuole mettersi a tavola rapidamente, ma senza rinunciare a un prodotto di valore, ad alto livello organolettico, con tortellini e ravioli buoni come sempre, ma mai così veloci.
Il packaging giocherà, inoltre, sulle trasparenze e su tre colori pastello diversi, uno per ogni referenza, in modo da creare una palette cromatica di sicuro impatto, una novità assoluta sugli scaffali della pasta fresca volta a colpire e attirare l’occhio del consumatore.

Nell’ottica del servizio al consumatore si punta forte anche sul proporre la cottura direttamente in padella con il sugo, che consente un’esperienza di consumo ancora più veloce e sorprendente.

A rivoluzionare la tradizione però non sono solo i tempi di cottura, ma anche il modo di comunicare e di interagire con il consumatore.

Paf infatti mette a disposizione dei consumatori un QR Code sul pack, attraverso il quale si accederà a una vera e propria digital kitchen del brand, un portale con ricette dedicate, realizzate in collaborazione esclusiva con Al.ta Cucina, la mediatech food company con la più importante e attiva community di amanti del food in Italia: 4 milioni di follower e 1 miliardo di visualizzazioni, con una forte attenzione alla creazione di contenuti legati al brand.

A cura di Al.ta Cucina sarà, infatti, un recipe hub, ovvero un portale dedicato in esclusiva a Paf, in cui troveranno spazio attività speciali e ricette “always on”, prodotte e condivise sui diversi canali social. A disposizione degli utenti anche tutorial di cucina con approccio innovativo e semplice. E non basta: Paf ha scelto di cavalcare anche il crescente trend della gamification, ingaggiando il consumatore attraverso contest e giochi, a partire da una challange che sarà lanciata sul portale di Al.ta Cucina già da marzo 2021 e che vedrà 16 food blogger impegnati a sfidarsi a colpi di ricette e fantasiose proposte per la community dei propri follower. Attraverso questo approccio, nel corso del 2021 verranno, infatti, messe in pista altre attività digital rivolte al consumatore finale sulla vasta community attivata, con una strategia mirata a spingere l’acquisto del prodotto PAF in tutte le aree dove il prodotto sarà distribuito.

ALDI, in meno di tre anni, riduce i consumi energetici dell’8,5%

ALDI continua il suo impegno green con importanti risultati conseguiti in termini di sostenibilità ambientale con l’obiettivo di raggiungere, entro il 2025, la riduzione di più di un quarto delle proprie emissioni di CO2e, rispetto al 2016. Da marzo 2018 i consumi energetici nei negozi ALDI si sono ridotti dell’8,5% grazie a impianti fotovoltaici, iniziative di recupero energetico e utilizzo di impianti frigo di ultima generazione.

Con un’estensione pari a 3,5 campi da calcio, i pannelli fotovoltaici di cui sono dotati i negozi ALDI hanno permesso di autoprodurre nel 2020 oltre 2 milioni kWh di energia verde, consentendo un risparmio di 1.117 tonnellate di CO2e, che diventano 1.758 tonnellate se si considera il periodo da marzo 2018.

Quando non autoprodotta dai pannelli fotovoltaici, l’energia di ALDI proviene da fonti rinnovabili ed è messa anche a disposizione dei clienti che durante la spesa possono usufruire gratuitamente delle 64 colonnine di ricarica per mezzi elettrici, presenti in 31 negozi.

Isolati grazie a speciali involucri, i punti vendita permettono di minimizzare i consumi dovuti alla climatizzazione e l’innovativa illuminazione a LED riduce fino al 50% il consumo energetico rispetto alle lampade tradizionali.

Michael Gscheidlinger, Country Managing Director Italia di ALDI, ha aggiunto “Misuriamo ogni aspetto della nostra attività per continuare il nostro piano di espansione in Italia con la massima attenzione all’ impatto ambientale. La gestione energetica di ALDI, dai nostri 108 punti vendita, agli uffici e ai due poli logistici di Oppeano (VR) e Landriano (PV), è interamente certificata ISO 50001 e puntiamo a ridurre ancora di più le emissioni di CO2e per migliorare le performance di sostenibilità energetica in un mercato che consideriamo strategico in Europa”. 

L’innovazione tecnologica è tra i grandi alleati di questa sfida che permette di rendere più efficienti anche i consumi di banchi frigo e isole surgelati. Rispetto alla tecnologia tradizionale, grazie ad attrezzature e impianti di ultima generazione e refrigeranti naturali, nel solo 2020 si sono risparmiate 407 tonnellate di CO2e, con una riduzione di quasi il 5% dei consumi. Il calore prodotto dai banchi frigo viene poi recuperato per il riscaldamento dei negozi e il 96% dei materiali degli stessi viene riciclato a fine vita.

L’impegno di ALDI è dichiarato nel suo programma “Oggi per domani”, che stabilisce i principi e le azioni dell’azienda per garantire uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e per la società del futuro. Questi si concretizzano in specifiche iniziative tra cui la riduzione del peso degli imballaggi e l’aumento del loro tasso di riciclabilità. Inoltre, grazie alla collaborazione con Plastic Bank, ALDI è il primo retailer in Italia a utilizzare packaging alimentare realizzato al 100% con Social Plastic, la plastica recuperata dall’ambiente che crea valore per le persone.

 

Fratelli Carli lanciano i Biscottoni al mais

Ecco l’ultima novità firmata Fratelli Carli: i Biscottoni al Mais da inzuppare nel latte o nel tè, da spalmare con crema o marmellata, per accompagnare yogurt e frutta …. ma anche “nature”, con una semplice spremuta d’arancia.
Frolla delicata, lavorata con Olio di Oliva Carli e farina di mais, con un sentore di vaniglia. Una ricetta corta, semplice ed essenziale che regala un sapore fresco ed equilibrato, ricco e gustoso.
Consistenza corposa, granulosa e friabile, i biscottoni si caratterizzano per zigrinature in superficie, che li rendono perfetti per l’inzuppo.

La gamma Dolci di Fratelli Carli si arricchisce così di un nuovo prodotto che, con i Biscotti della Salute, va a far parte della linea “Semplici”, le bontà quotidiane per tutta la famiglia. Le altre golose linee di squisite dolcezze dell’azienda di Imperia sono: i “Classici”, ovvero i prodotti della tradizione come gli Amaretti, i Cantuccini, i Canestrelli; gli “Speciali”, con le ricette per le occasioni di festa come gli Amaretti al Limone; infine gli “Originali”, ricette tradizionali reinterpretate con il prezioso Olio di Oliva Carli, come i Baci di Dama e i Merletti di Genova.

Dove trovarli
I Biscottoni al Mais sono disponibili negli Empori Carli e nel catalogo di vendita per corrispondenza in confezioni da 290 gr con 12 biscotti divisi in 4 scomparti per mantenerne l’integrità.

Olio extravergine d’oliva: crescono consumi ed export

L’emergenza sanitaria ha potenziato i consumi domestici e, con questi, la riscoperta del Made in Itraly. Olio extravergine compreso, naturalmente. A testimoniarlo un recente report della Commissione Europea, che, per quanto riguarda l’Europa, ha registrato un +15,6% nelle esportazioni verso i paesi extraeuropei fra ottobre 2019 e settembre 2020, in particolare verso Australia (+37,5%), Brasile (+31%) e Canada (+28,1%). Relativamente all’Italia, invece, fra ottobre 2019 e agosto 2020 le esportazioni intraeuropee sono aumentate del 24,7%. Un export dinamico quindi che, insieme al +7,4% di vendite alla GDO dei primi undici mesi del 2020 registrate dall’ISMEA, ha compensato le perdite dovute alla chiusura del canale della ristorazione. Basti pensare che in Italia 9 famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni secondo Coldiretti. Con questi ritmi il mercato globale dell’olio extravergine, che nel 2020 valeva 1.465,5 milioni di dollari, secondo WMFJ arriverà a valere oltre 1,8 miliardi di dollari entro il 2026, con un CAGR del 3.6%. “Durante il lockdown le persone hanno avuto modo di fermarsi e riflettere sulla propria alimentazione e questo ha influito su ciò che cercano sugli scaffali dei supermercati – ha affermato Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Quanto emerge dalle indagini di mercato è evidente ora più che mai: i consumatori prediligono ingredienti di qualità, sani e preferibilmente nostrani. Per noi è importante fare tesoro di questi dati ed è anche per questo motivo che da oltre 60 anni utilizziamo per i nostri grissini solo olio extravergine d’oliva al 100%, evitando l’utilizzo di olio di palma, grassi animali o idrogenati, OGM e conservanti”.

Previsioni di mercato

Ma quali sono le previsioni del mercato dell’olio extravergine per l’anno in corso? In Italia non delle migliori, almeno in termini di quantità: l’ISMEA ha registrato un calo della produzione del 30% rispetto allo scorso anno. I motivi sono da ricercarsi nelle anomalie climatiche e nella Xylella che hanno devastato gli ulivi del Sud e in particolare della Puglia, regione responsabile del 51% della produzione italiana. Tuttavia, il clima più mite che si è registrato nel Nord della Penisola nel 2020 ha permesso di assistere a incrementi sostanziali per quanto riguarda alcune regioni settentrionali e centrali come Toscana (+31%), Umbria (+70%) e Liguria (+100%), a testimonianza del fatto che quando si tratta di agricoltura è fondamentale adattare le coltivazioni al clima. E se la quantità non è eccelsa, non si può dire altrettanto della qualità: l’olio extravergine d’oliva, infatti, è un grasso liquido estratto dalle olive, coltura tradizionale del bacino del Mediterraneo, ed è l’unico olio da cucina prodotto senza l’uso di agenti chimici e raffinazione industriale.

Games Time: cresce la catena in franchising

Games Time, catena di punti vendita in franchising  che ha fatto il suo debutto sul mercato nel giugno del 2012,  ha ottenuto nel 2020 riscontri positivi. “Abbiamo 8 nuove aperture programmate nei prossimi mesi – dichiara in proposito Fedele Daidone, General Manager di Games Time – tra  le quali Roma, Palermo e Milano”. E già lo scorso anno la catena aveva inaugurato 7 pdv, nonostante il Covid. “Con il cambiamento delle abitudini degli italiani nel vivere e nel passare il tempo libero – sottolinea Daidone – in tanti si sono avvicinati ai nostri punti vendita. Abbiamo inserito nuove categorie merceologiche legate al fantasy e al gioco a casa e il fatturato ne ha giovato; è cresciuta anche la componente femminile nella nostra clientela e questo ci riempie di soddisfazione, perché vuol dire che i nostri prodotti interessano una più vasta platea di consumatori”.

All’inizio del 2021 Games Time ha inoltre siglato una partership con Power Game azienda distributrice di video games a livello nazionale. L’accordo prevede una joint venture che affida la commercializzazione del prodotto video games all’azienda bresciana (fornitrice della catena da molti anni); infatti la catena delegherà a Power Game per proprio conto la gestione del rapporto di fornitura con i publisher e le major produttrici di console per i punti vendita.

BrandContent

Fotogallery

Il database online della Business Community italiana

Cerca con whoswho.it

Diritto alimentare