CLOSE
Home Tags Acquisizioni

Tag: acquisizioni

I marchi Amuchina e Infasil passano da Angelini Pharma a Fater

È diventato effettivo con l’inizio del 2026 l’accordo che trasferisce il ramo d’azienda comprensivo dei marchi Amuchina e Infasil da Angelini Pharma – azienda farmaceutica parte di Angelini Industries, multinazionale italiana attiva nei settori della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo – a Fater, joint venture paritetica tra la stessa Angelini Industries e Procter & Gamble, leader nel mercato dei prodotti assorbenti per la persona e key player nel mercato europeo dei prodotti per la cura della casa e dei tessuti.
Angelini Industries sottolinea che il trasferimento dei marchi Amuchina e Infasil a Fater prevede il pieno coinvolgimento del personale oggi dedicato alla loro gestione, valorizzandone competenze ed esperienza, e assicura la continuità operativa verso mercato e clienti.

L’OBIETTIVO È LA VALORIZZAZIONE NEL MERCATO CONSUMER
L’operazione parte della strategia di sviluppo globale di Angelini Pharma — orientata al rafforzamento del consumer healthcare e agli investimenti in specialty care, in particolare nella Brain Health — e offre ai due brand nuove opportunità di crescita grazie alla forte coerenza con il modello operativo e al posizionamento di Fater nel mercato consumer.
Con il passaggio a Fater, Amuchina e Infasil continueranno a far parte del perimetro del Gruppo Angelini Industries. Questa operazione apre una nuova fase orientata a una gestione focalizzata e coerente con la natura altamente specializzata del mercato consumer, valorizzando due marchi di grande riconoscibilità.

LE AREE DI ATTIVITÀ DI ANGELINI E FATER
Angelini Pharma ricerca, sviluppa e commercializza soluzioni per la salute con particolare attenzione alle aree della salute del cervello, compresa la salute mentale e l’epilessia, e del mercato Consumer. Fondata in Italia all’inizio del XX secolo, Angelini Pharma opera direttamente in 20 Paesi, impiegando più di 3.000 persone. I suoi prodotti sono commercializzati in oltre 70 Paesi attraverso alleanze strategiche con i principali gruppi farmaceutici internazionali.
La capogruppo Angelini Industries è stata fondata ad Ancona nel 1919 da Francesco Angelini (nella foto in alto l’attuale sede). Oggi rappresenta una realtà industriale che impiega circa 5.600 dipendenti e opera in 21 Paesi del mondo nei settori salute, tecnologia industriale e largo consumo, con ricavi per 1,6 miliardi di euro.
Fater, infine, è dal 1992 una joint venture paritetica fra Procter & Gamble e Angelini Industries. L’azienda impiega oltre 1.500 dipendenti, ha raggiunto un fatturato di 1.071 milioni di euro nell’anno fiscale 2024-2025 con brand come Lines, Lines Specialist, Pampers, Ace e opera attraverso quattro stabilimenti produttivi: a Pescara, Campochiaro (CB), Porto (Portogallo), Gebze (Turchia).

NewPrinces perfeziona l’acquisizione di Plasmon da Kraft Heinz

L’operazione era stata annunciata lo scorso luglio e ora si è conclusa positivamente: NewPrinces – il gruppo fondato da Angelo Mastrolia (foto in alto) – ha acquisito il 100% di Plasmon da Heinz Italia, la controllata italiana di Kraft Heinz, pagando 124,3 milioni di euro, corrisposti interamente in contanti. A passare di mano sono state le attività relative alla produzione, confezionamento, commercializzazione, vendita e distribuzione di alimenti per l’infanzia e prodotti di nutrizione specializzata, inclusi i marchi Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba, nonché lo stabilimento produttivo di Latina, per un fatturato di circa 170 milioni di euro e un Ebitda di 17 milioni di euro al 31 dicembre 2024.

UN BRAND STORICO NELL’ALIMENTAZIONE DELLA PRIMA INFANZIA
Fondato a Milano nel 1902 e registrato come Marchio Storico di Interesse Nazionale, Plasmon è il marchio n.1 nel baby food in Italia ed è leader di categoria nei segmenti biscotti, puree, cereali e snack. Il caratteristico packaging arancione e il celebre biscotto rappresentano elementi profondamente radicati nella memoria collettiva del Paese e continuano a svolgere un ruolo centrale nell’alimentazione della prima infanzia.
Lo stabilimento di Latina è un sito produttivo ad alta capacità che realizza un’ampia gamma di prodotti per l’infanzia, inclusa la produzione di circa 1,8 miliardi di biscotti Plasmon all’anno destinati al mercato italiano. Lo stabilimento impiega circa 300 persone e l’attività, compreso lo stabilimento e i suoi dipendenti, continuerà ad operare regolarmente sotto la proprietà di NewPrinces. Inoltre, il sito di Latina continuerà a produrre per Heinz Baby Food per il mercato UK in virtù di un accordo di co-packing.

PERCHÉ KRAFT HEINZ HA VENDUTO
L’operazione si inserisce nella strategia di Kraft Heinz volta a favorire una crescita profittevole attraverso le proprie piattaforme Accelerate, che includono Heinz Tomato Ketchup e altri prodotti definiti di “Taste Elevation”, quali maionese, salse da tavola, prodotti culinari e sughi pronti. Heinz afferma di aver continuato a registrare una crescita costante in Italia, sia nel canale retail sia nel canale away from home, incrementando significativamente la propria quota di mercato nella categoria Taste Elevation.
Kraft Heinz ribadisce il proprio impegno in Italia – commenta Carmela Bazzarelli, Amministratore Delegato di Kraft Heinz Italia – dove continuerà a focalizzarsi sulla crescita della piattaforma Taste Elevation con i marchi Kraft e Heinz, supportata da nuovi investimenti e da una maggiore focalizzazione strategica resa possibile da questa operazione”. Nel 2024 le vendite nette di Kraft Heinz sono state pari a circa 26 miliardi di dollari.

PERCHÉ NEWPRINCES HA COMPRATO
NewPrinces definisce questa acquisizione una tappa di rilevanza strategica per rafforzare in modo significativo il suo posizionamento nel segmento ad alta marginalità degli alimenti per l’infanzia e della nutrizione specializzata. Il razionale industriale è, secondo il gruppo guidato da Angelo Mastrolia, supportato da solide sinergie operative e benefici di scala. L’acquisizione dello stabilimento di Latina, specializzato nella produzione di biscotti, puree in vasetti e pouch, è complementare allo stabilimento di Ozzano Taro di NewPrinces, focalizzato su latte liquido e formule per l’infanzia. Insieme, tali asset costituiscono una piattaforma produttiva altamente integrata, in grado di ottimizzare l’efficienza produttiva, ampliare la copertura di prodotto e creare un hub industriale paneuropeo completo per tutte le categorie del baby food.
Il perfezionamento di questa operazione rappresenta il compimento di una visione strategica di lungo periodo – afferma Angelo Mastrolia, Presidente di NewPrinces –. Riportare in Italia marchi come Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba, profondamente radicati nell’identità del nostro Paese, insieme a uno stabilimento produttivo altamente efficiente come quello di Latina, rafforza la nostra posizione quale piattaforma di riferimento nel segmento ad alta marginalità degli alimenti per l’infanzia e della nutrizione specializzata in Italia e in Europa. Guardiamo ora all’integrazione di Plasmon e alla valorizzazione delle significative sinergie industriali e commerciali con le capacità già presenti nel gruppo, al fine di generare valore per tutti i nostri stakeholder”.

CRESCERÀ L’OFFERTA PREMIUM E BIOLOGICA
Nelle intenzioni di NewPrinces, l’acquisizione di Plasmon consentirà di:

  • valorizzare il centro R&D integrato per accelerare lo sviluppo di nuove formulazioni ed ampliare l’offerta nei segmenti premium e biologico;
  • incrementare la capacità produttiva complessiva e la flessibilità operativa attraverso l’integrazione di formati innovativi, massimizzando l’utilizzo e la capacità produttiva degli stabilimenti di Latina e Ozzano Taro;
  • accelerare l’internazionalizzazione del marchio italiano di baby food, facendo leva sulla presenza commerciale del gruppo NewPrinces in oltre 60 Paesi e sulla rete distributiva nei principali mercati europei.
    Sulla base delle attuali aspettative, il management di NewPrinces ritiene che l’integrazione del business Plasmon possa supportare una crescita sostenuta dei ricavi e un miglioramento progressivo della marginalità nel medio termine. In particolare, si prevede una crescita dei ricavi di Plasmon con un Cagr di circa il 3% nei prossimi anni, accompagnata da un miglioramento graduale del margine Ebitda fino al 15%, sostenuto da efficienze operative, benefici di scala e dall’implementazione delle iniziative commerciali del gruppo.

STIPULATO UN AFFITTO DI RAMO D’AZIENDA
Il principale veicolo per le attività di NewPrinces nel settore della produzione alimentare è Princes Group plc, quotata sull’indice FTSE 250 della Borsa di Londra. In tale contesto Princes Italia, controllata diretta di Princes Group plc, ha sottoscritto con Plasmon un affitto di ramo d’azienda, con efficacia dal 1° gennaio 2026, in base al quale tutte le attività relative alla produzione, confezionamento, commercializzazione, vendita e distribuzione degli alimenti per l’infanzia e dei prodotti di nutrizione specializzata di Plasmon saranno trasferite a Princes Italia.
L’affitto di ramo d’azienda prevede il pagamento da parte di Princes Italia di un canone annuo pari a 3 milioni di euro, oltre a una componente variabile pari all’1,5% dei ricavi derivanti dall’operatività del business. Il contratto ha una durata iniziale di tre anni ed è rinnovabile a discrezione esclusiva di Princes Italia, previo preavviso di sei mesi a Plasmon.

L’Albero del Pane accelera lo sviluppo con nuovi soci finanziari

Accelerare lo sviluppo, attraverso progetti di crescita sia organica che per linee esterne. È questo l’obiettivo che ha portato l’Albero del Pane, azienda specializzata nei prodotti da forno dolci e salati, ad aprire il capitale a Unigrains Italia e ai co-investitori BNP Paribas BNL Equity Investments, Hydra e Alexa Invest. L’operazione vede la partecipazione anche di Agazio Tedesco, Amministratore Delegato, e della famiglia Tedesco, fondatrice della società nel 1979.

L’AZIENDA IN CIFRE
L’Albero del Pane ha registrato nel 2024 un fatturato complessivo di circa 63 milioni di euro ed esporta in oltre 70 Paesi circa il 30% del totale. I marchi propri incidono per il 43% del giro d’affari. I principali sono: Ore Liete, acquisito da Nestlé nel 2016 e utilizzato prevalentemente per i prodotti da forno dolci; GranArt, rilevato nel 1996 e utilizzato per i prodotti da forno salati; Piselli, che fa parte del gruppo dal 2014 e noto per la pasticceria fresca. I prodotti a marchio del distributore rappresentano il restante 57% del fatturato sulla base dei dati 2024.
Il sito principale di produzione è a Umbertide (PG) e si estende su una superficie totale di 25.000 metri quadri, con quattro linee di produzione dedicate ai biscotti, due linee di produzione dedicate ai prodotti a base lievitata / brioche, un laboratorio per la pasticceria fresca. Lo stabilimento di Cavriglia (AR) ha una superficie totale di 6.000 metri quadri e comprende quattro linee di produzione dedicate ai prodotti salati, più una aggiuntiva installata recentemente. Infine, l’impianto di Brescia ha una linea di dedicata ai croissant si estende su una superficie totale di 7.000 metri quadri. L’offerta complessiva supera le 1.000 referenze, mentre l’organico è composto da circa 230 dipendenti.

UN MERCATO DINAMICO, MA FRAMMENTATO
Con il supporto dei nuovi investitori, Unigrains, BNP Paribas BNL Equity Investments, Hydra e Alexa Invest, l’Albero del Pane si dice pronta ad esplorare nuove opportunità di crescita, ponendosi come consolidatore in un mercato dinamico ma ancora frammentato. La strategia farà leva sulle competenze in materia di produzione, approvvigionamento e sulla rete di vendita, sia italiana che estera. Un percorso che prevede di rafforzare i team di gestione, inserendo profili tecnici che possano apportare nuove competenze, elevare il know-how, migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti e continuare ad innovare con nuove ricette.
Attraverso questa operazione, compiamo un ambizioso passo in avanti – dichiara Agazio Tedesco, Amministratore Delegato di L’Albero del Pane – avvalendoci del supporto di Unigrains Italia, un partner finanziario specializzato nel settore agroalimentare. Tale partnership ci sosterrà nel perseguimento della nostra strategia di crescita, sia organica che per linee esterne”.

INVESTIMENTO DI LUNGO PERIODO
Unigrains Italia è la filiale dell’omonimo investitore francese specializzato nel settore agroalimentare. La sua strategia è entrare come investitore di lungo periodo nel capitale di medie imprese agroalimentari italiane con valore d’impresa compreso tra 30 milioni di euro e 120 milioni di euro e quote unitarie tra 8 milioni di euro e 25 milioni di euro. La casa madre Unigrains, che opera nel settore agroalimentare dal 1963, ha supportato più di 1.000 aziende dalla sua creazione, con più di 80 aziende partner attualmente in portafoglio e 964 milioni di euro di capitale proprio.
Seguiamo da tempo la famiglia Tedesco e il management dell’azienda lungo il loro percorso – afferma Francesco Orazi, Direttore Generale di Unigrains Italia –. L’azienda ha conseguito risultati straordinari negli anni, capitalizzando esclusivamente sulle proprie risorse. Consideriamo il settore dei prodotti da forno come una filiera distintiva del Made in Italy e crediamo che mantenga un alto potenziale di crescita, sia organica che tramite acquisizioni. Per questo, intendiamo sostenere L’Albero del Pane sia dal punto di vista commerciale, valorizzando il nostro network di relazioni, sia in termini di scouting per potenziali target di acquisizione”.

Valsoia entra nel mercato del kefir comprando il 70% della slovena Kele & Kele

La strada seguita da Valsoia per entrare nel mercato del kefir passa dalla Slovenia. E dall’acquisizione del 70% di Kele & Kele d.o.o, azienda produttrice e distributrice di kefir a marca Krepko. L’operazione ha un controvalore iniziale pari a circa 3 milioni di euro, sulla base di un enterprise value totale di 5,4 milioni di euro, ed è stata totalmente finanziata con risorse già disponibili.
Il restante 30% delle quote rimane agli attuali soci fondatori che, per un periodo minimo di tre anni, manterranno un ruolo attivo nella gestione aziendale, con l’obiettivo di affiancare e supportare il management di Valsoia nel processo di graduale e completo trasferimento delle competenze, del know-how produttivo e tecnologico, unitamente alla conoscenza approfondita del business e dei processi aziendali. Al termine dei tre anni, Valsoia avrà il diritto a procedere, attraverso un meccanismo di put and call, alla possibile acquisizione del restante 30% del capitale sociale.

PRODUZIONE ALL’INSEGNA DELLA TRADIZIONE CAUCASICA
La società Kele & Kele, fondata nel 1992 vicino a Lubiana (Slovenia) dalla Famiglia Kelečevič, è specializzata sin dalla sua fondazione nella produzione e commercializzazione di kefir. Il prodotto a marchio Krepko viene realizzato con il metodo tradizionale caucasico, solo da veri grani di kefir vivi. Con oltre 30 diversi probiotici, vanta importanti proprietà salutistiche anche nelle versioni bio e delattosato.
Ad oggi, il business di Kele & Kele è sviluppato unicamente sul territorio sloveno dove la marca Krepko, con una percentuale del 30,2% di quota di mercato a valore e una crescita al consumo del +3,5% sull’anno precedente, è il leader nel mercato del kefir con una copertura distributiva superiore al 75% in Slovenia nel canale moderno, oltre ad una distribuzione diretta nei canali out of home e door to door (fonte: Nielsen IQ giugno 2025).

DIVERSIFICAZIONE STRATEGICA, MA SEMPRE NEL SALUTISTICO
Valsoia sottolinea che Kele & Kele ha storici e stabili accordi con tutti i grandi retailer sloveni attraverso i quali distribuisce oltre ad una ampia gamma di referenze di kefir, anche altre categorie di prodotti delattosati e biologici. “L’acquisizione della marca di Kefir Krepko rappresenta un’operazione di significativo valore prospettico per la nostra società – commenta Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente di Valsoia –. Oltre all’ingresso nell’estremamente dinamico mercato del kefir con la marca leader in Slovenia, riconosciuta per il suo posizionamento unico e premium nel vero kefir tradizionale, rafforziamo la nostra presenza diretta in Europa. Questa acquisizione amplia inoltre, ulteriormente, la diversificazione strategica del nostro gruppo sotto il coerente “ombrello” dei prodotti salutistici e funzionali, accelerando il percorso di crescita all’estero e certamente anche in Italia”.

NewPrinces Group perfeziona l’acquisizione di Carrefour Italia

Nessuna obiezione dalla Commissione Europea in merito all’acquisizione del 100% del capitale di Carrefour Italia da parte di NewPrinces Group. L’operazione è stata dichiarata compatibile con il mercato interno e con l’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE) e si è dunque perfezionata. NewPrinces diventa così il secondo gruppo italiano agroalimentare per fatturato e il primo operatore food & beverage in termini occupazionali, con 13.000 operatori diretti in Italia e più di 18.000 nel mondo, oltre a ulteriori 11.000 persone coinvolte nelle attività accessorie fornite da aziende esterne.

TORNA L’INSEGNA GS
Il gruppo guidato da Angelo Mastrolia potrà mantenere le insegne Carrefour per un periodo massimo di tre anni, sino fine 2028, al fine di garantire continuità operativa e una transizione graduale per consumatori, dipendenti e fornitori. Contestualmente, verrà avviato un processo progressivo di rebranding con il ripristino della storica insegna GS, secondo un piano di implementazione articolato per aree geografiche.
La rete di Carrefour Italia conta oltre 1.000 punti vendita distribuiti nelle principali regioni italiane. Il piano di sviluppo definito da NewPrinces prevede la loro modernizzazione e il rilancio del marchio GS con un nuovo posizionamento, l’accelerazione del piano di aperture attraverso l’espansione sia dei negozi diretti sia di quelli gestiti in partnership tramite operating lease e l’integrazione operativa con la piattaforma logistica NewPrinces — che dispone di oltre 600 mezzi refrigerati — per potenziare la distribuzione nel canale Horeca e nei servizi di home delivery, inclusa la crescita del marchio Docks cash & carry.

OLTRE 775 MILIONI DI EURO DALLA CASA MADRE FRANCESE
Nel periodo precedente al closing, Carrefour ha effettuato una cash injection di circa 530 milioni di euro, destinata alla copertura dei debiti infragruppo e altre passività minori, nonché una ulteriore cash injection di circa 245 milioni di euro, come previsto dal piano di investimenti condiviso in precedenza (inizialmente stimato per in 237 milioni di euro), per un totale di oltre 775 milioni di euro di liquidità investita da parte di Carrefour in Carrefour Italia.
Questa liquidità, aggiunta a quella fornita da NewPrinces come da piano di investimenti, pari a 200 milioni di euro, consente a Carrefour Italia di avere una posizione finanziaria netta positiva di oltre 400 milioni di euro.

UN GRUPPO DA 7 MILIARDI DI EURO
Con l’ingresso di Carrefour Italia, NewPrinces Group raggiunge una dimensione senza precedenti – dichiara Angelo Mastrolia, Presidente di NewPrinces Group – con ricavi consolidati pari a circa 7 miliardi di euro e un profilo patrimoniale che, entro fine anno, prevediamo superiore a 1,1 miliardi di euro, accompagnato da una posizione finanziaria netta positiva compresa tra 150 e 200 milioni di euro su base ex IFRS 16. Questi risultati rafforzano ulteriormente la solidità del nostro modello industriale e confermano la validità delle operazioni realizzate nel corso dell’anno: dall’IPO di Princes Group, all’acquisizione di Diageo Operations Italy, fino a Carrefour Italia, insieme alle operazioni che completeremo entro il 2025, come l’acquisizione di Plasmon, generando valore significativo e sostenibile per tutto il Gruppo”.

COLLABORAZIONE CON I FORNITORI E FATTI CONCRETI PER I CLIENTI
NewPrinces si impegna a garantire un approccio equo, trasparente e collaborativo con tutti i fornitori di Carrefour Italia, valorizzando il lavoro delle filiere e assicurando stabilità, correttezza e partnership di lungo periodo.
Siamo inoltre pienamente consapevoli delle aspettative dei consumatori italiani – continua Mastrolia – che chiedono qualità, convenienza e sicurezza. Il nostro obiettivo è rispondere con fatti concreti, rafforzando l’assortimento, migliorando l’esperienza di acquisto e garantendo standard elevati lungo tutta la catena del valore. Le famiglie italiane saranno al centro delle nostre scelte, con l’impegno a offrire prodotti migliori, prezzi corretti e una presenza sul territorio ancora più solida e vicina alle comunità locali. Questa operazione rappresenta anche l’occasione per integrare una rete distributiva capillare con le nostre competenze industriali, aprendo nuove opportunità in termini di efficienza, sviluppo prodotti, innovazione e posizionamento competitivo. Stiamo costruendo un gruppo integrato e moderno, allineato ai più alti standard europei, capace di generare crescita robusta tanto nel retail quanto nell’industria

CAMBIO DI DENOMINAZIONE PER LE SOCIETÀ TARGET
Da segnalare, infine, che a seguito dell’operazione, le società acquisite hanno assunto nuove denominazioni societarie: Carrefour Italia S.p.A. è stata ridenominata Princes Retail S.p.A.; Carrefour Finance S.r.l. è diventata Princes Finance S.p.A.; Carrefour Property S.r.l. è ora Princes Property S.p.A.

Conad Adriatico acquisisce da Coop Alleanza 3.0 l’ipermercato di Andria

Cambio di insegna per l’ipermercato del centro commerciale La Mongolfiera di Andria: Conad subentrerà a Coop nella gestione del punto vendita da gennaio 2026. Il passaggio del testimone è dovuto a un accordo stipulato da Conad Adriatico e Coop Alleanza 3.0, finalizzato a garantire continuità operativa ed occupazionale.
In una nota stampa, le due cooperative affermano di aver “operato congiuntamente una scelta che ribadisce l’attenzione per il territorio e la comunità locale e sottolinea il condiviso rispetto per la tutela dei lavoratori”.

TUTELATI I LAVORATORI
In base a quanto comunicato dalle due cooperative, le 95 persone attualmente in forza presso il punto vendita continueranno la propria attività sotto l’insegna Conad, con piena tutela del rapporto di lavoro e delle condizioni fino ad oggi garantite.
Coop Alleanza 3.0 fa sapere che continuerà a presidiare e a offrire servizi sul territorio pugliese grazie alla rete diretta e indiretta, distribuita da Foggia al Salento. Per Conad Adriatico, l’ingresso dell’ipermercato di Andria rappresenta un passaggio in linea con il percorso di crescita sviluppato in Puglia, regione in cui la cooperativa opera con 170 punti vendita.

LE DUE COOPERATIVE IN CIFRE
Conad Adriatico è una delle cinque cooperative associata al Consorzio nazionale Conad, presente in 5 regioni della dorsale adriatica – Marche (Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Ancona città e alcuni Comuni della provincia stessa), Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata oltre che in Albania e nel Kosovo – con 439 punti vendita e un fatturato di 2,241 miliardi di euro nel 2024 (+ 4,98% rispetto all’anno precedente). La cooperativa ha una quota di mercato del 17,58% nelle 5 regioni in cui opera (fonte GNLC 1° sem. 2025) e si è confermata primo gruppo distributivo in Abruzzo (con una quota di mercato del 31,93%), nelle Marche (20,59%) e nel Molise (19,74%).
Con oltre 2 milioni di soci e più di 16.000 dipendenti, Coop Alleanza 3.0 è la più grande cooperativa di consumo in Italia. Presente in 8 regioni, gestisce, tra diretti e indiretti, 845 punti vendita, 17 centri di distribuzione e lavora con oltre 2.500 fornitori. È la terza azienda della Gdo italiana per quota di mercato con oltre 5,7 miliardi di vendite nel 2024.

Acquisizione nel Regno Unito per Granarolo

Consolidare la propria presenza nel Regno Unito ed in particolare a Londra. È questa la ragione che ha spinto Granarolo ad acquisire il 100% di West Horsley Dairy Limited, azienda di distribuzione di prodotti lattiero caseari (latte, panna, formaggi, yogurt) e prodotti per la colazione. Fondata da Philip e Catherine Colton nel 1992, opera con 73 dipendenti, disponendo di una flotta di 43 veicoli refrigerati che si muovono in tutto il sud-est dell’Inghilterra raggiungendo circa 500 clienti – prevalentemente ristoranti, pub, hotel – e con una buona copertura distributiva nell’area di Londra.
Nel 2024 West Horsley Dairy Limited ha fatturato circa 16 milioni di sterline (oltre 18 milioni di euro al cambio attuale).

IL PRESIDIO DEL MERCATO OLTREMANICA
In Inghilterra Granarolo è presente con Granarolo UK Ltd ed è cresciuta nel febbraio 2018 grazie all’acquisizione del 100% del Gruppo Midland Food, distributore di prodotti alimentari freschi, ambient e surgelati nel Regno Unito. In UK, Granarolo rappresenta oggi il 12,8% del dairy italiano esportato (fonte: Clal data + Sell-in data, volume a.t. luglio 2025).
In particolare, la crescita a volume di Granarolo nel Regno Unito è stata del +8,6% vs anno precedente (fonte: Clal data + Sell-in data, volume a.t. luglio 2025). Per Granarolo le vendite all’estero nel 2025 rappresentano circa il 40% del totale. L’azienda si è attestata tra i principali player nell’export di prodotti dairy italiani nel mondo, arrivando a rappresentare il 9,1% del totale (fonte: Clal data + Sell-in data, volume a.t. luglio 2025).

FOCUS SU HORECA E FOODSERVICE
Nel piano strategico 2026-2029 l’internazionalizzazione e in particolare UK e Germania in Europa rappresentano paesi target. “Il consolidamento in UK è un tassello importante della politica di crescita del gruppo all’estero – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di Granarolo –. Il progetto è quello di far crescere in modo significativo i volumi del totale dairy italiano in UK, avendo come focus i mercati dell’horeca e del food service di Londra nel quale West Horsley ha consolidato la propria presenza”.

PIÙ ITALIA NELL’OFFERTA DELLA SOCIETÀ TARGET
Puntiamo nel corso dell’anno ad integrare il portafoglio prodotti di West Horsley con la nostra vasta gamma di formaggi italiani freschi e stagionati – aggiunge Anthony Bosco, Chief Executive Officer di Granarolo UK – quali Mozzarella, Burrata, Stracciatella, Mascarpone, Parmigiano Reggiano Dop, Gorgonzola Dop e Pecorino Dop e altre specialità italiane”.
Siamo lieti di cedere West Horsley Dairy a un’azienda come Granarolo, che ha fatto della qualità dei propri prodotti un valore fondamentale – commentano Philip e Catherine Colton, fondatori dell’azienda –. Siamo certi che sarà una combinata perfetta e che massimizzerà il valore dell’offerta di West Horsley, con grande soddisfazione dei numerosi clienti che negli anni hanno riposto in noi la loro fiducia”.

L’IDENTIKIT DEL GRUPPO
Il Gruppo Granarolo conta 15 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 siti produttivi in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 in Germania e 1 negli Stati Uniti. Rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 475 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con circa 100 autocisterne, 500 automezzi per la distribuzione, che movimentano 900 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente circa 50.000 punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo.
La compagine societaria è così composta: Granlatte 63,14%, Fondo Nazionale Strategico 15,27%, Intesa Sanpaolo S.p.A. 14,95%, Enpaia 4,58%, Azioni Proprie 2,06%.

Shopping in Arabia Saudita per Investindustrial

Investindustrial scommette sulla crescita delle private label in Medio Oriente e realizza un’operazione che rappresenta una novità per il mondo finanziario europeo. L’acquirente è in realtà Windoria, società detenuta indirettamente da fondi affiliati di Investindustrial e nata dall’unione dell’italiana La Doria con la statunitense Winland Foods, entrambe attive proprio nella produzione di marchi privati. Il target è invece Al-Fursan Al-Maghawear, produttore e distributore saudita di salse, condimenti e altri prodotti alimentari a lunga conservazione. La novità sta nel fatto che si tratta della prima acquisizione di maggioranza in Arabia Saudita da parte di una società partecipata da un gruppo di investimento europeo. Il closing dell’operazione, soggetta alle consuete autorizzazioni da parte delle autorità competenti, è atteso entro la fine di questo mese di ottobre.

L’IDENTIKIT DI WINDORIA E AL-FURSAN
Con questa mossa Windoria consolida il proprio posizionamento nella produzione alimentare e come interlocutore di retailer, operatori foodservice e grandi marchi internazionali, forte di quasi 4 miliardi di dollari di ricavi, 29 stabilimenti produttivi e 5.000 dipendenti.
Al-Fursan, insieme alle controllate Al-Faris Al-Arabi Trading Ltd. Co. e Al-Faris Food Industries Ltd. Co., detiene una posizione di leadership nel segmento delle salse e dei condimenti, in particolare ketchup e aceto, grazie a marchi di rilevanza nazionale tra cui Baidar. Con circa 300 dipendenti, uno stabilimento produttivo a Riyad e una rete di distribuzione composta da sei sedi commerciali e sette magazzini in Arabia Saudita, l’azienda dovrebbe rappresentare un importante motore per la crescita di Windoria nell’area.
Nell’intenzioni di Investindustrial, l’operazione consentirà a Windoria e Al-Fursan di mettere insieme competenze locali e regionali, favorendo l’innovazione e la crescita per cogliere appieno il potenziale insito nella rapida espansione delle private label in Medio Oriente. L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla decisione di Investindustrial di stabilire una presenza diretta nella regione e alla partnership strategica sviluppata con la Saudi Industrial Development Fund Investment Company (SIC), che ha svolto un ruolo determinante nel favorire collaborazioni di carattere industriale nella regione.

UNA STRATEGIA DI CRESCITA GLOBALE
A dimostrare la volontà di crescere anche fuori dai mercati occidentali è un dato: negli ultimi dodici mesi, Investindustrial – che è un gruppo di società di investimento, holding e consulenza gestite in modo indipendente con 17 miliardi di euro di fondi raccolti – ha completato add-on (cioè ulteriori acquisizioni operate da società già riconducibili ai suoi fondi) in Asia e Medio Oriente per un enterprise value complessivo di circa 500 milioni di euro, con le aziende in portafoglio che oggi gestiscono 25 stabilimenti produttivi nelle due aree. Una vocazione globale confermata dall’ampliamento dei team a Abu Dhabi e Shanghai e dalla recente decisione di aprire un ufficio a Tokyo.
Siamo orgogliosi di annunciare la nostra prima acquisizione in Arabia Saudita – dichiara Andrea C. Bonomi, Presidente dell’Industrial Advisory Board di Investindustrial – in un settore in cui vantiamo un know-how consolidato e che presenta importanti prospettive di crescita. Prevediamo un aumento significativo della penetrazione del private label in Medio Oriente e Asia nei prossimi anni, creando un’opportunità eccezionale per accelerare lo sviluppo del settore e valorizzare il potenziale di Windoria. L’acquisizione di Al-Fursan riflette l’impegno di Investindustrial nel trasformare i campioni locali in leader globali. La nostra attenzione rimane rivolta al miglioramento continuo e all’innovazione, con l’obiettivo di costruire l’impresa del futuro”.

Oriocenter venduto a Generali Real Estate e Gruppo Percassi per 470 milioni

Passa di mano Oriocenter, primo centro commerciale in Italia per superficie e ampiezza dell’offerta, nonché uno dei più grandi d’Europa. Generali Real Estate e Gruppo Percassi hanno acquisto la galleria da Commerz Real per un controvalore complessivo di circa 470 milioni di euro. La proprietà è passata a un fondo partecipato al 50% da Gruppo Percassi e al 50% da un fondo paneuropeo di diritto lussemburghese specializzato in dominant shopping centers gestito da Generali Real Estate SGR in qualità di investment manager. Gruppo Percassi è il property manager di Oriocenter sin dalla sua inaugurazione nel 1998 e continuerà a svolgere tale attività. Generali Real Estate agirà come asset manager del centro commerciale.

GALLERIA DA OLTRE 300 NEGOZI
Oriocenter è situato alle porte di Bergamo e collegato all’Aeroporto Internazionale di Orio al Serio. Il suo successo ha portato a una prima espansione nel 2004, portando la superficie a 75.000 metri quadri e il numero totale di negozi a 200. Oggi il centro si sviluppa su 105.000 metri quadri e ospita 300 negozi, tra cui 57 punti ristoro, 2 food court, 14 sale cinematografiche, un ipermercato e oltre 7.000 posti auto. Nel 2024 Oriocenter ha registrato quasi 12 milioni di visitatori.
Ben noto agli appassionati di calcio per la storica presenza nella compagine azionaria dell’Atalanta, il Gruppo Percassi si occupa dello sviluppo e gestione di reti commerciali in franchising di importanti marchi come Nike, Jordan, Lego, Victoria’s Secret, Armani Exchange, Saint Laurent e Garmin in ambito fashion-beauty e consumer, e Starbucks nel food. Inoltre, detiene importanti partecipazioni in società quali Kiko e la già citata Atalanta B.C. ed opera in ambito real estate per la realizzazione di progetti immobiliari nel settore commerciale e direzionale.
Generali Real Estate è invece un gestore immobiliare con circa 36,5 miliardi di euro di asset in gestione nel secondo trimestre 2025 e unità operative nelle principali città europee.

Logistica, Brivio & Viganò acquisisce Gi.Ma.Trans

Un passo strategico per rafforzarsi nel suo settore, cioè il trasporto e la logistica integrata. Così Brivio & Viganò definisce l’acquisizione di Gi.Ma.Trans, realtà attiva da 30 anni – è stata fondata nel 1993 – al servizio della Gdo e dell’industria. L’operazione, di cui non sono stati resi noti i dettagli economici, consente al gruppo di estendere la copertura territoriale e incrementare la capacità operativa complessiva.
L’obiettivo è massimizzare i benefici per il mercato e per i clienti, attraverso un percorso di crescita condivisa che consentirà di unire le competenze e le infrastrutture, creando un polo in grado di offrire soluzioni che nelle intenzioni dell’azienda saranno più efficienti, sicure e sostenibili.
La decisione di acquisire Gi.Ma.Trans è coerente con la nostra strategia di crescita e innovazione – dichiara Mauro Brivio, Amministratore Delegato di Brivio & Viganò (a sinistra nella foto in alto) –. Questa operazione ci consente di ampliare la nostra offerta di servizi, valorizzare le competenze dei nostri team e rafforzare il nostro posizionamento competitivo in un mercato in continua evoluzione”.

UN FUTURO DA DIVISIONE AUTONOMA
Entrare a far parte del Gruppo Brivio & Viganò rappresenta una straordinaria opportunità per crescere insieme – aggiunge Stefano Quarti, già Amministratore Delegato di Gi.Ma.Trans e ora Direttore Generale (a destra nella foto in alto) – portando il nostro know-how e le nostre infrastrutture all’interno di un’organizzazione che condivide la nostra visione di eccellenza, innovazione e attenzione al cliente e alle persone”.
Gi.Ma.Trans manterrà autonomia, organizzativa e operativa, continuando a operare con lo stesso brand e con l’organizzazione interna esistente. All’interno del gruppo, costituirà una divisione autonoma, rafforzando il proprio percorso di crescita e la capacità di soddisfare i clienti, beneficiando di solidità operativa, finanziaria e tecnica.
Secondo informazioni di stampa, Brivio & Viganò ha chiuso il 2023 con un fatturato di 280 milioni di euro, mentre la Gi.Ma.Trans Srl nel 2024 avrebbe superato i 37 milioni di euro (fonte: CompanyReports).

BrandContent

Fotogallery

Il database online della Business Community italiana

Cerca con whoswho.it

Diritto alimentare