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Orange Capital Development si rafforza nel food con l’80% di Effepi

Orange Capital Development continua il proprio percorso di crescita nel settore food e annuncia l’acquisizione del 80% di Effepi, azienda con sede in provincia di Cuneo, attiva nella produzione di dolci surgelati di alta qualità. Fondata nel 1992, Effepi opera nel segmento premium dei frozen dessert, con un fatturato di circa 16 milioni di euro nello scorso 2025 e un piano di crescita che, proprio grazie all’ingresso di Orange Capital Development, punta a raggiungere 20 milioni entro la fine del 2026, per poi superare quota 30 milioni nei prossimi quattro anni.

L’OBIETTIVO È COSTRUIRE UN POLO NEI SURGELATI
L’operazione segna un ulteriore passo nella strategia di Orange Capital Development volta alla creazione di un polo alimentare specializzato nel frozen, caratterizzato da elevata qualità di prodotto, innovazione e forte attenzione ai nuovi trend di consumo.
Effepi, che conta oggi circa 40 dipendenti con prospettive di ulteriore espansione occupazionale, vanta una significativa presenza in mercati del centro e nord Europa (in particolare in Germania e UK), che coprono circa il 60% delle esportazioni. L’azienda offre un’ampia gamma di prodotti, tra cui tiramisù, profiterole, torte e prodotti da forno e monoporzioni, affiancati da una linea di gelati gourmet.

SINERGIE INDUSTRIALI E COMMERCIALI CON GELIT
In base a quanto resto noto da Orange, l’integrazione di Effepi genera importanti sinergie industriali e commerciali, in particolare con Gelit, società leader di mercato nella produzione di piatti pronti surgelati già parte del portfolio. Le complementarità riguardano diversi ambiti: dall’offerta di prodotto, che consente di abbinare primi piatti e dessert per un’esperienza completa, alle sinergie logistiche, grazie alla presenza di un hub strategico nel Nord Italia, fino allo sviluppo dei canali food service e Horeca.
Particolarmente rilevante sarà la condivisione della piattaforma commerciale e della base clienti, che permetterà a Effepi di entrare in nuovi mercati, in primis Stati Uniti, Canada e Australia, facendo leva sulle relazioni consolidate di Gelit. Parallelamente si punterà a rafforzare la presenza in Europa ed esplorare nuovi mercati in Asia, tra cui Giappone, Corea e Indonesia, dove si intendono portare i sapori autentici della cucina italiana.

AMPLIARE L’OFFERTA NEL SEGNO DEL MADE IN ITALY
Con l’acquisizione di Effepi proseguiamo il progetto di costruzione di un polo di eccellenza nel frozen food – commenta Davide Salvatore, Founder e Managing Director di Orange Capital Development (nella foto a destra) – ampliando in modo significativo la nostra offerta. Da oggi siamo in grado di proporre ai mercati internazionali una vera e propria Italian experience, completa e fatta di prodotti di alta qualità, che interpretano al meglio la tradizione gastronomica italiana e le nuove esigenze dei consumatori. In termini puramente economici, le possibili sinergie da sviluppare aprono ottime prospettive di crescita e ci fanno guardare al futuro con ottimismo, nonostante un momento storico estremamente difficile caratterizzato da tensioni geopolitiche e commerciali che incidono inevitabilmente anche sui mercati”.

UN PROGETTO SUPPORTATO DA CAPITALI DEL SUD EST ASIATICO
Fondata e guidata da Davide Salvatore, Orange Capital Development gestisce veicoli di investimento di private equity supportati da capitali e aziende del Sud Est asiatico, interessate a investire sia in Europa che su scala globale in business caratterizzati da sostenibilità, innovazione e eccellenza operativa. Il focus attuale è nel settore delle energie rinnovabili, biocarburanti, nanotecnologie e food.

Doppia acquisizione in Francia e Belgio per La Linea Verde

Doppia acquisizione all’estero per La Linea Verde, produttore di insalate pronte al consumo, piatti freschi pronti e bevande. Le società target sono BCS, realtà belga attiva nelle zuppe fresche, e La Ferme d’Anchin, azienda francese specializzata nello stesso segmento, rilevata attraverso la controllata francese La Ligne Verte.
L’operazione si inserisce in una strategia di crescita che punta a consolidare e sviluppare ulteriormente la categoria dei piatti pronti freschi a base vegetale, con un focus sempre più marcato sul segmento delle zuppe fresche, oggi tra i più dinamici e promettenti in Europa. In questo contesto, la scelta di puntare su Belgio e Francia risponde alla volontà di rafforzare la presenza del Gruppo in mercati strategici del Nord Europa.

RAFFORZARE IL DIALOGO CON I RETAILER EUROPEI…
Le due aziende acquisite generano complessivamente un fatturato di circa 22 milioni di euro (dati 2025) e hanno una presenza consolidata presso le principali insegne della grande distribuzione locale. In Belgio, Butterfly – brand di riferimento di BCS – si distingue come marca leader in un mercato caratterizzato da una forte incidenza della private label e ha raggiunto una quota rilevante nella categoria chilled soups. In Francia, La Ferme d’Anchin è riconosciuta come il principale operatore nel mercato delle zuppe fresche, con una quota del 48%.
L’integrazione consentirà di rafforzare ulteriormente il dialogo con i retailer europei, con cui sono già in corso confronti per l’ampliamento dell’offerta e lo sviluppo di nuove categorie.

…E LA PRESENZA NEI MERCATI CHIAVE
Questa operazione rappresenta un passo importante nel nostro percorso di sviluppo internazionale – commenta Domenico Battagliola, Ceo del Gruppo La Linea Verde (nella foto a destra) –. Le zuppe fresche sono una categoria strategica per il futuro del fresco convenience: rispondono a una domanda crescente di soluzioni pratiche, sane e ad alto contenuto di servizio. Con queste acquisizioni rafforziamo la nostra presenza in mercati chiave e acceleriamo lo sviluppo della categoria a livello europeo”.
Oggi circa il 50% del fatturato del gruppo di Manerbio (BS) è generato all’estero e la quota pare destinata a crescere. L’azienda precisa, infatti, che il modello di sviluppo adottato, basato sull’integrazione tra filiera agricola, competenze industriali e lettura dei consumi, potrà essere esteso ad altri Paesi, valutando di volta in volta le opportunità di mercato.

NUOVI HUB PER UNA GESTIONE PIÙ EFFICIENTE
Oltre al valore industriale e di marca, l’integrazione di BCS e La Ferme d’Anchin consente al gruppo di rafforzare l’infrastruttura logistica de La Linea Verde nel Nord Europa. Gli stabilimenti e i magazzini delle due aziende diventeranno infatti hub strategici per la distribuzione, permettendo una maggiore prossimità ai mercati e una gestione più efficiente del fresco, elemento chiave per garantire qualità, tempestività e continuità di servizio. Questo consentirà anche una più rapida circolazione delle informazioni lungo la filiera, migliorando la capacità di risposta operativa.
L’ingresso di queste realtà nel gruppo ci permette non solo di crescere nella categoria delle zuppe, ma anche di costruire una piattaforma industriale e logistica più vicina ai mercati del Nord Europa – prosegue Battagliola –. Questo ci darà la possibilità di portare in questi Paesi anche altre categorie che abbiamo sviluppato con successo in Italia e Spagna, ampliando progressivamente l’offerta e valorizzando, dove rilevante, anche il posizionamento del Made in Italy”.

L’IDENTITÀ LOCALE VA PRESERVATA
Le due aziende manterranno la loro forte identità locale, valorizzando le competenze e il know-how dei team esistenti, in un percorso che mira a coniugare autonomia operativa e integrazione progressiva nelle best practice di La Linea Verde. Anche sul fronte della filiera, il modello prevede la valorizzazione dei fornitori locali, in particolare per le materie prime fresche, elemento fondamentale per garantire qualità e coerenza dell’offerta nei diversi mercati.

Unes acquisisce la catena Supermercati Borello

Non solo rebranding e rinnovamento della proposta commerciale: il rilancio di Unes passa anche dalle acquisizioni. L’insegna del Gruppo Finiper Canova rileva la Supermercati Borello, storica realtà della distribuzione organizzata piemontese che conta 51 punti vendita. L’accordo, che si chiuderà entro fine maggio, prevede la costituzione di una NewCo, la cui totalità delle quote sarà successivamente acquisita dalla società Unes Maxi.
L’operazione non prevede alcun cambio di insegna, i punti vendita Borello manterranno infatti la loro immagine. Rispetto a eventuali nuove espansioni sarà valutato caso per caso, in base al posizionamento idoneo al contesto, se procedere con l’insegna Unes, il Viaggiator Goloso o Supermercati Borello, proprio a ulteriore conferma della volontà di valorizzare il marchio piemontese ed evidenziarne l’identità precisa.

DAL FRANCHISING AL PASSAGGIO DI PROPRIETÀ
Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Supermercati Borello nella famiglia Unes – afferma Armando Strano, Direttore Commerciale di Unes (a destra nella foto in alto) –. Questo passo non è solo un’espansione della nostra rete, ma rappresenta la nostra interpretazione di sviluppo sostenibile. Infatti, la scelta di Borello è nata da una profonda conoscenza dell’azienda e dell’imprenditore. Dopo un primo contatto nato in seno alla divisione franchising, ci siamo riconosciuti in un’identica visione e idea di sviluppo. Il nostro impegno sarà volto anche a garantire continuità e nuove opportunità per i collaboratori il cui lavoro è parte integrante del successo di Borello”.

LA PARTNERSHIP CON ARIMONDO
Supermercati Borello ha fatto parte in passato di Gruppo 3A, che aveva lasciato a fine 2018. Dal 1° gennaio dell’anno successivo era stata legata da un accordo di affiliazione al Gruppo Pam, collaborazione conclusa di recente. In pratica, lo stesso percorso seguito da Arimondo, con cui Unes ha stipulato un accordo per la somministrazione di prodotti in 24 supermercati presenti nel Ponente Ligure, da Albisola a Ventimiglia, che adotteranno la neo-fondata insegna Fudi.
Dopo anni di impegno e dedizione nel costruire una realtà solida e apprezzata – dichiara Fiorenzo Borello, Presidente Supermercati Borello (a sinistra nella foto in alto) – sono fiducioso che l’ingresso in un Gruppo di riferimento del panorama nazionale come Finiper Canova rappresenti la migliore opportunità per il futuro. Sono convinto che i nostri valori, la nostra attenzione al cliente e la nostra tradizione saranno preservati e valorizzati”.

AL VIA I CORNER FIRMATI ROM’ANTICA
Per sostenere la crescita, Unes intende proseguire anche nel progetto di rebranding dei propri punti vendita, rinnovandone 35 nel corso del 2026, mentre saranno 6 le nuove aperture. Un’ulteriore novità riguarda l’introduzione nell’ambito degli spazi Unes di Rom’antica, insegna del Gruppo Finiper Canova che da più di 30 anni propone la pizza alla romana. Il primo corner firmato Rom’antica sarà realizzato nel punto vendita di Gaggiano e nel corso dell’anno seguiranno almeno altre 3 inaugurazioni.

ACCORDO CON GLOVO, SI COMINCIA DA MILANO
Per giocare la sua partita anche nel quick commerce, la catena ha invece avviato da questo mese di febbraio una partnership con Glovo, replicando quanto fatto da Finiper per altre insegne del suo portafoglio – Giannasi, Rom’antica e Chicchi e Fritti nel food, Iper La grande i nel retail – che già utilizzano la piattaforma di multi-delivery. La collaborazione è stata avviata a Milano, attraverso l’integrazione dell’offerta Unes nel magazzino urbano Glovo di via Filzi, con l’obiettivo di estendere il servizio di consegna rapida della spesa anche alle piazze di Bologna e Torino nel prossimo futuro.
Gli utenti di Glovo potranno accedere a un catalogo che comprende circa 3.800 referenze, di cui 300 a marchio privato U! mentre gli altri 3.500 sono prodotti di grandi brand industriali. Per la fase inziale è previsto un fitto calendario di attività promozionali. Le offerte seguiranno il modello “mirroring” rispetto alle dinamiche di Glovo Express: gli utenti potranno beneficiare sia delle promozioni attivate dai singoli brand sia delle iniziative speciali targate Glovo.

Cereal Docks acquisisce il 70% della spagnola Quality Corn

Il closing è previsto entro la fine di questo mese di gennaio, ma l’accordo c’è già. Cereal Docks acquisisce il 70% di Quality Corn, gruppo spagnolo leader a livello europeo nella trasformazione del mais per l’industria alimentare. L’operazione rafforza la piattaforma produttiva e commerciale di Cereal Docks dedicata al mais, cereale gluten free strategico.
L’ingresso di Quality Corn Group consente innanzitutto al gruppo veneto di ampliare ulteriormente la propria presenza industriale in Europa. Inoltre, l’integrazione con Molino Favero – specializzato nella produzione di farine di mais e ingredienti gluten free – favorirà lo sviluppo di sinergie industriali e commerciali, anche in termini di approvvigionamento agricolo, innovazione di prodotto e soluzioni ingredientistiche a maggior valore aggiunto.

UNA FILIERA CHE VA DAL SEME ALL’INGREDIENTE ALIMENTARE
Quality Corn Group tra le principali aziende a livello europeo nella macinazione del mais per uso alimentare. Il gruppo ha sede operativa ad Ariéstolas, in Aragona e dispone di un secondo stabilimento produttivo nel Sud-Ovest della Francia. Con un fatturato di circa 90 milioni di euro e 80 dipendenti, Quality Corn Group opera lungo una filiera completamente integrata, dal seme all’ingrediente, che consente un controllo diretto di tutte le fasi del processo produttivo, assicurando tracciabilità nonché continuità degli approvvigionamenti per l’industria alimentare.
L’azienda è specializzata nella selezione, nello stoccaggio e nella macinazione del mais e offre un portafoglio prodotti articolato che comprende farine di mais precotte, crude e nixtamalizzate destinate ai mercati bakery, snack e birra, popcorn – ambito in cui Quality Corn Group è tra i principali fornitori europei di chicchi – oltre a mais tostato per snack croccanti e varietà specifiche per tortillas, nachos e prodotti Tex-Mex, a servizio dei principali operatori dell’industria alimentare internazionale.

PIÙ FORNITORI AGRICOLI, PIÙ OFFERTA
È un momento molto importante per il gruppo di professionisti che ha costruito il Gruppo Quality Corn – sottolinea il fondatore e Direttore Generale Agustí Mariné –. Siamo, e vogliamo continuare a essere, un’azienda con profonde radici agricole. Oggi oltre 800 agricoltori professionali conferiscono i migliori prodotti della nostra terra per realizzare alimenti di altissima qualità. Ora, insieme a Cereal Docks, vogliamo aumentare ulteriormente questo numero e offrire ai nostri clienti la possibilità di accedere a un catalogo di ingredienti più ampio. Credo che questo passo rappresenti l’evoluzione naturale richiesta da un settore agroalimentare sempre più professionalizzato, con una maggiore consapevolezza sociale e una più forte responsabilità nei confronti dell’ambiente”.

RAFFORZATO IL RUOLO DI PARTNER DELL’INDUSTRIA
Cereal Docks opera nella prima trasformazione agro-alimentare, per la produzione di ingredienti (farine, oli, lecitine, farine gluten free, estratti vegetali) derivati da semi oleosi e cereali destinati ad applicazioni nei settori feed, food, pharma, cosmetic e usi tecnici. Il quartier generale è a Camisano Vicentino (Vicenza), dove nel 1983 Mauro e il cugino Paolo Fanin hanno fondato l’azienda. Negli anni, il gruppo si è dedicato alla diversificazione dell’offerta e allo sviluppo di nuove aree di business, spostando l’attenzione dal concetto di alimentazione a quello di nutrizione. Nel 2021 si è trasformato in Società Benefit.
Siamo molto contenti dell’ingresso di Quality Corn Group che rappresenta per noi un altro passaggio strategico nel nostro percorso di crescita – commenta Mauro Fanin, Presidente del Gruppo Cereal Docks –. L’operazione è coerente con la nostra visione industriale, orientata allo sviluppo di filiere agricole integrate e ad alto valore aggiunto, e rafforza il nostro ruolo di partner industriale per l’industria alimentare internazionale. Quality Corn condivide il nostro approccio alla qualità, alla tracciabilità e al presidio diretto della filiera, elementi chiave per essere al fianco dei nostri partner in mercati sempre più complessi e globali”.

Sibat Tomarchio acquisisce il brand Beltè

La sua storia è iniziata in Veneto, precisamente a San Giorgio in Bosco (PD), ma ripartirà dalla Sicilia: passa di mano Beltè, marchio di tè freddo imbottigliato, ora acquisito dalla Sibat Tomarchio, produttore di bevande di Acireale, in provincia di Catania. Nato in uno degli stabilimenti di Sanpellegrino e ceduto a fine 2019 a Refresco Italy, Beltè ha costruito negli anni una forte riconoscibilità nel segmento beverage, con una presenza consolidata in Gdo e un posizionamento orientato a naturalità e leggerezza.

IL FOCUS È SULLA GRANDE DISTRIBUZIONE
L’operazione – attiva da questo mese di gennaio 2026 – s’inserisce in una strategia di sviluppo orientata a rafforzare la competitività di Sibat Tomarchio a livello nazionale, attraverso la valorizzazione di un brand italiano coerente e complementare. L’ambizione dichiarata dell’azienda è presentarsi al mercato con prodotti d’eccellenza, sia nel comparto delle bevande gassate sia in quello delle bevande piatte, con un portafoglio più completo e una presenza più capillare nella grande distribuzione.
È una scelta che unisce visione industriale e responsabilità verso il territorio: mettere radici più profonde per crescere più lontano – afferma Maria Cristina Busi Ferruzzi, Presidente di Sibat Tomarchio (nella foto in alto) –. Portiamo Beltè dentro un progetto industriale solido, fatto di competenze, persone e investimenti che continuano a generare valore in Sicilia. Vogliamo continuare a investire nel nostro territorio: questa operazione parla di sviluppo, nuove traiettorie e fiducia”.

LA NOTORIETÀ È LA PREMESSA PER IL RILANCIO
L’azienda catanese sottolinea che Beltè è un marchio “già nella testa” dei consumatori: un nome immediato, un’identità popolare e familiare, una proposta pensata per la quotidianità delle famiglie e per i momenti di convivialità, anche on-the-go. L’obiettivo di Sibat Tomarchio è rilanciarlo, trasferendo competenze e cultura d’impresa, facendo leva su ciò che Beltè già rappresenta per il mercato, con una proposta aggiornata e vicina alle esigenze del consumatore contemporaneo.
Beltè si rivolge a famiglie, giovani e adulti attenti al benessere e alla qualità degli ingredienti, con elementi come estratto di foglie di tè, infuso di frutta, assenza di coloranti, conservanti e glutine. La gamma è ovviamente articolata per occasioni di consumo diverse – bottiglia da 1,5 litri (anche in versione Zero), bottiglia da 0,5 litri e lattina da 33 cl – nei due gusti classici pesca e limone.

AMPLIARE L’OFFERTA PER CRESCERE FUORI DALLA SICILIA
L’operazione s’innesta in una fase di grande evoluzione della nostra storica azienda, che nel 2026 compie 106 anni – continua Busi Ferruzzi –. Affiancare al brand Tomarchio un altro marchio storico italiano significa ampliamento dell’offerta, rafforzamento della presenza nella grande distribuzione e accelerazione della crescita fuori dalla Sicilia. In un momento in cui spesso il valore si sposta altrove, noi scegliamo di fare il contrario: investire sul territorio e per il territorio, perché qui c’è know-how e un’energia imprenditoriale e professionale che non ha niente da invidiare a nessuno”.

I marchi Amuchina e Infasil passano da Angelini Pharma a Fater

È diventato effettivo con l’inizio del 2026 l’accordo che trasferisce il ramo d’azienda comprensivo dei marchi Amuchina e Infasil da Angelini Pharma – azienda farmaceutica parte di Angelini Industries, multinazionale italiana attiva nei settori della salute, della tecnologia industriale e del largo consumo – a Fater, joint venture paritetica tra la stessa Angelini Industries e Procter & Gamble, leader nel mercato dei prodotti assorbenti per la persona e key player nel mercato europeo dei prodotti per la cura della casa e dei tessuti.
Angelini Industries sottolinea che il trasferimento dei marchi Amuchina e Infasil a Fater prevede il pieno coinvolgimento del personale oggi dedicato alla loro gestione, valorizzandone competenze ed esperienza, e assicura la continuità operativa verso mercato e clienti.

L’OBIETTIVO È LA VALORIZZAZIONE NEL MERCATO CONSUMER
L’operazione parte della strategia di sviluppo globale di Angelini Pharma — orientata al rafforzamento del consumer healthcare e agli investimenti in specialty care, in particolare nella Brain Health — e offre ai due brand nuove opportunità di crescita grazie alla forte coerenza con il modello operativo e al posizionamento di Fater nel mercato consumer.
Con il passaggio a Fater, Amuchina e Infasil continueranno a far parte del perimetro del Gruppo Angelini Industries. Questa operazione apre una nuova fase orientata a una gestione focalizzata e coerente con la natura altamente specializzata del mercato consumer, valorizzando due marchi di grande riconoscibilità.

LE AREE DI ATTIVITÀ DI ANGELINI E FATER
Angelini Pharma ricerca, sviluppa e commercializza soluzioni per la salute con particolare attenzione alle aree della salute del cervello, compresa la salute mentale e l’epilessia, e del mercato Consumer. Fondata in Italia all’inizio del XX secolo, Angelini Pharma opera direttamente in 20 Paesi, impiegando più di 3.000 persone. I suoi prodotti sono commercializzati in oltre 70 Paesi attraverso alleanze strategiche con i principali gruppi farmaceutici internazionali.
La capogruppo Angelini Industries è stata fondata ad Ancona nel 1919 da Francesco Angelini (nella foto in alto l’attuale sede). Oggi rappresenta una realtà industriale che impiega circa 5.600 dipendenti e opera in 21 Paesi del mondo nei settori salute, tecnologia industriale e largo consumo, con ricavi per 1,6 miliardi di euro.
Fater, infine, è dal 1992 una joint venture paritetica fra Procter & Gamble e Angelini Industries. L’azienda impiega oltre 1.500 dipendenti, ha raggiunto un fatturato di 1.071 milioni di euro nell’anno fiscale 2024-2025 con brand come Lines, Lines Specialist, Pampers, Ace e opera attraverso quattro stabilimenti produttivi: a Pescara, Campochiaro (CB), Porto (Portogallo), Gebze (Turchia).

NewPrinces perfeziona l’acquisizione di Plasmon da Kraft Heinz

L’operazione era stata annunciata lo scorso luglio e ora si è conclusa positivamente: NewPrinces – il gruppo fondato da Angelo Mastrolia (foto in alto) – ha acquisito il 100% di Plasmon da Heinz Italia, la controllata italiana di Kraft Heinz, pagando 124,3 milioni di euro, corrisposti interamente in contanti. A passare di mano sono state le attività relative alla produzione, confezionamento, commercializzazione, vendita e distribuzione di alimenti per l’infanzia e prodotti di nutrizione specializzata, inclusi i marchi Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba, nonché lo stabilimento produttivo di Latina, per un fatturato di circa 170 milioni di euro e un Ebitda di 17 milioni di euro al 31 dicembre 2024.

UN BRAND STORICO NELL’ALIMENTAZIONE DELLA PRIMA INFANZIA
Fondato a Milano nel 1902 e registrato come Marchio Storico di Interesse Nazionale, Plasmon è il marchio n.1 nel baby food in Italia ed è leader di categoria nei segmenti biscotti, puree, cereali e snack. Il caratteristico packaging arancione e il celebre biscotto rappresentano elementi profondamente radicati nella memoria collettiva del Paese e continuano a svolgere un ruolo centrale nell’alimentazione della prima infanzia.
Lo stabilimento di Latina è un sito produttivo ad alta capacità che realizza un’ampia gamma di prodotti per l’infanzia, inclusa la produzione di circa 1,8 miliardi di biscotti Plasmon all’anno destinati al mercato italiano. Lo stabilimento impiega circa 300 persone e l’attività, compreso lo stabilimento e i suoi dipendenti, continuerà ad operare regolarmente sotto la proprietà di NewPrinces. Inoltre, il sito di Latina continuerà a produrre per Heinz Baby Food per il mercato UK in virtù di un accordo di co-packing.

PERCHÉ KRAFT HEINZ HA VENDUTO
L’operazione si inserisce nella strategia di Kraft Heinz volta a favorire una crescita profittevole attraverso le proprie piattaforme Accelerate, che includono Heinz Tomato Ketchup e altri prodotti definiti di “Taste Elevation”, quali maionese, salse da tavola, prodotti culinari e sughi pronti. Heinz afferma di aver continuato a registrare una crescita costante in Italia, sia nel canale retail sia nel canale away from home, incrementando significativamente la propria quota di mercato nella categoria Taste Elevation.
Kraft Heinz ribadisce il proprio impegno in Italia – commenta Carmela Bazzarelli, Amministratore Delegato di Kraft Heinz Italia – dove continuerà a focalizzarsi sulla crescita della piattaforma Taste Elevation con i marchi Kraft e Heinz, supportata da nuovi investimenti e da una maggiore focalizzazione strategica resa possibile da questa operazione”. Nel 2024 le vendite nette di Kraft Heinz sono state pari a circa 26 miliardi di dollari.

PERCHÉ NEWPRINCES HA COMPRATO
NewPrinces definisce questa acquisizione una tappa di rilevanza strategica per rafforzare in modo significativo il suo posizionamento nel segmento ad alta marginalità degli alimenti per l’infanzia e della nutrizione specializzata. Il razionale industriale è, secondo il gruppo guidato da Angelo Mastrolia, supportato da solide sinergie operative e benefici di scala. L’acquisizione dello stabilimento di Latina, specializzato nella produzione di biscotti, puree in vasetti e pouch, è complementare allo stabilimento di Ozzano Taro di NewPrinces, focalizzato su latte liquido e formule per l’infanzia. Insieme, tali asset costituiscono una piattaforma produttiva altamente integrata, in grado di ottimizzare l’efficienza produttiva, ampliare la copertura di prodotto e creare un hub industriale paneuropeo completo per tutte le categorie del baby food.
Il perfezionamento di questa operazione rappresenta il compimento di una visione strategica di lungo periodo – afferma Angelo Mastrolia, Presidente di NewPrinces –. Riportare in Italia marchi come Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba, profondamente radicati nell’identità del nostro Paese, insieme a uno stabilimento produttivo altamente efficiente come quello di Latina, rafforza la nostra posizione quale piattaforma di riferimento nel segmento ad alta marginalità degli alimenti per l’infanzia e della nutrizione specializzata in Italia e in Europa. Guardiamo ora all’integrazione di Plasmon e alla valorizzazione delle significative sinergie industriali e commerciali con le capacità già presenti nel gruppo, al fine di generare valore per tutti i nostri stakeholder”.

CRESCERÀ L’OFFERTA PREMIUM E BIOLOGICA
Nelle intenzioni di NewPrinces, l’acquisizione di Plasmon consentirà di:

  • valorizzare il centro R&D integrato per accelerare lo sviluppo di nuove formulazioni ed ampliare l’offerta nei segmenti premium e biologico;
  • incrementare la capacità produttiva complessiva e la flessibilità operativa attraverso l’integrazione di formati innovativi, massimizzando l’utilizzo e la capacità produttiva degli stabilimenti di Latina e Ozzano Taro;
  • accelerare l’internazionalizzazione del marchio italiano di baby food, facendo leva sulla presenza commerciale del gruppo NewPrinces in oltre 60 Paesi e sulla rete distributiva nei principali mercati europei.
    Sulla base delle attuali aspettative, il management di NewPrinces ritiene che l’integrazione del business Plasmon possa supportare una crescita sostenuta dei ricavi e un miglioramento progressivo della marginalità nel medio termine. In particolare, si prevede una crescita dei ricavi di Plasmon con un Cagr di circa il 3% nei prossimi anni, accompagnata da un miglioramento graduale del margine Ebitda fino al 15%, sostenuto da efficienze operative, benefici di scala e dall’implementazione delle iniziative commerciali del gruppo.

STIPULATO UN AFFITTO DI RAMO D’AZIENDA
Il principale veicolo per le attività di NewPrinces nel settore della produzione alimentare è Princes Group plc, quotata sull’indice FTSE 250 della Borsa di Londra. In tale contesto Princes Italia, controllata diretta di Princes Group plc, ha sottoscritto con Plasmon un affitto di ramo d’azienda, con efficacia dal 1° gennaio 2026, in base al quale tutte le attività relative alla produzione, confezionamento, commercializzazione, vendita e distribuzione degli alimenti per l’infanzia e dei prodotti di nutrizione specializzata di Plasmon saranno trasferite a Princes Italia.
L’affitto di ramo d’azienda prevede il pagamento da parte di Princes Italia di un canone annuo pari a 3 milioni di euro, oltre a una componente variabile pari all’1,5% dei ricavi derivanti dall’operatività del business. Il contratto ha una durata iniziale di tre anni ed è rinnovabile a discrezione esclusiva di Princes Italia, previo preavviso di sei mesi a Plasmon.

L’Albero del Pane accelera lo sviluppo con nuovi soci finanziari

Accelerare lo sviluppo, attraverso progetti di crescita sia organica che per linee esterne. È questo l’obiettivo che ha portato l’Albero del Pane, azienda specializzata nei prodotti da forno dolci e salati, ad aprire il capitale a Unigrains Italia e ai co-investitori BNP Paribas BNL Equity Investments, Hydra e Alexa Invest. L’operazione vede la partecipazione anche di Agazio Tedesco, Amministratore Delegato, e della famiglia Tedesco, fondatrice della società nel 1979.

L’AZIENDA IN CIFRE
L’Albero del Pane ha registrato nel 2024 un fatturato complessivo di circa 63 milioni di euro ed esporta in oltre 70 Paesi circa il 30% del totale. I marchi propri incidono per il 43% del giro d’affari. I principali sono: Ore Liete, acquisito da Nestlé nel 2016 e utilizzato prevalentemente per i prodotti da forno dolci; GranArt, rilevato nel 1996 e utilizzato per i prodotti da forno salati; Piselli, che fa parte del gruppo dal 2014 e noto per la pasticceria fresca. I prodotti a marchio del distributore rappresentano il restante 57% del fatturato sulla base dei dati 2024.
Il sito principale di produzione è a Umbertide (PG) e si estende su una superficie totale di 25.000 metri quadri, con quattro linee di produzione dedicate ai biscotti, due linee di produzione dedicate ai prodotti a base lievitata / brioche, un laboratorio per la pasticceria fresca. Lo stabilimento di Cavriglia (AR) ha una superficie totale di 6.000 metri quadri e comprende quattro linee di produzione dedicate ai prodotti salati, più una aggiuntiva installata recentemente. Infine, l’impianto di Brescia ha una linea di dedicata ai croissant si estende su una superficie totale di 7.000 metri quadri. L’offerta complessiva supera le 1.000 referenze, mentre l’organico è composto da circa 230 dipendenti.

UN MERCATO DINAMICO, MA FRAMMENTATO
Con il supporto dei nuovi investitori, Unigrains, BNP Paribas BNL Equity Investments, Hydra e Alexa Invest, l’Albero del Pane si dice pronta ad esplorare nuove opportunità di crescita, ponendosi come consolidatore in un mercato dinamico ma ancora frammentato. La strategia farà leva sulle competenze in materia di produzione, approvvigionamento e sulla rete di vendita, sia italiana che estera. Un percorso che prevede di rafforzare i team di gestione, inserendo profili tecnici che possano apportare nuove competenze, elevare il know-how, migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti e continuare ad innovare con nuove ricette.
Attraverso questa operazione, compiamo un ambizioso passo in avanti – dichiara Agazio Tedesco, Amministratore Delegato di L’Albero del Pane – avvalendoci del supporto di Unigrains Italia, un partner finanziario specializzato nel settore agroalimentare. Tale partnership ci sosterrà nel perseguimento della nostra strategia di crescita, sia organica che per linee esterne”.

INVESTIMENTO DI LUNGO PERIODO
Unigrains Italia è la filiale dell’omonimo investitore francese specializzato nel settore agroalimentare. La sua strategia è entrare come investitore di lungo periodo nel capitale di medie imprese agroalimentari italiane con valore d’impresa compreso tra 30 milioni di euro e 120 milioni di euro e quote unitarie tra 8 milioni di euro e 25 milioni di euro. La casa madre Unigrains, che opera nel settore agroalimentare dal 1963, ha supportato più di 1.000 aziende dalla sua creazione, con più di 80 aziende partner attualmente in portafoglio e 964 milioni di euro di capitale proprio.
Seguiamo da tempo la famiglia Tedesco e il management dell’azienda lungo il loro percorso – afferma Francesco Orazi, Direttore Generale di Unigrains Italia –. L’azienda ha conseguito risultati straordinari negli anni, capitalizzando esclusivamente sulle proprie risorse. Consideriamo il settore dei prodotti da forno come una filiera distintiva del Made in Italy e crediamo che mantenga un alto potenziale di crescita, sia organica che tramite acquisizioni. Per questo, intendiamo sostenere L’Albero del Pane sia dal punto di vista commerciale, valorizzando il nostro network di relazioni, sia in termini di scouting per potenziali target di acquisizione”.

Valsoia entra nel mercato del kefir comprando il 70% della slovena Kele & Kele

La strada seguita da Valsoia per entrare nel mercato del kefir passa dalla Slovenia. E dall’acquisizione del 70% di Kele & Kele d.o.o, azienda produttrice e distributrice di kefir a marca Krepko. L’operazione ha un controvalore iniziale pari a circa 3 milioni di euro, sulla base di un enterprise value totale di 5,4 milioni di euro, ed è stata totalmente finanziata con risorse già disponibili.
Il restante 30% delle quote rimane agli attuali soci fondatori che, per un periodo minimo di tre anni, manterranno un ruolo attivo nella gestione aziendale, con l’obiettivo di affiancare e supportare il management di Valsoia nel processo di graduale e completo trasferimento delle competenze, del know-how produttivo e tecnologico, unitamente alla conoscenza approfondita del business e dei processi aziendali. Al termine dei tre anni, Valsoia avrà il diritto a procedere, attraverso un meccanismo di put and call, alla possibile acquisizione del restante 30% del capitale sociale.

PRODUZIONE ALL’INSEGNA DELLA TRADIZIONE CAUCASICA
La società Kele & Kele, fondata nel 1992 vicino a Lubiana (Slovenia) dalla Famiglia Kelečevič, è specializzata sin dalla sua fondazione nella produzione e commercializzazione di kefir. Il prodotto a marchio Krepko viene realizzato con il metodo tradizionale caucasico, solo da veri grani di kefir vivi. Con oltre 30 diversi probiotici, vanta importanti proprietà salutistiche anche nelle versioni bio e delattosato.
Ad oggi, il business di Kele & Kele è sviluppato unicamente sul territorio sloveno dove la marca Krepko, con una percentuale del 30,2% di quota di mercato a valore e una crescita al consumo del +3,5% sull’anno precedente, è il leader nel mercato del kefir con una copertura distributiva superiore al 75% in Slovenia nel canale moderno, oltre ad una distribuzione diretta nei canali out of home e door to door (fonte: Nielsen IQ giugno 2025).

DIVERSIFICAZIONE STRATEGICA, MA SEMPRE NEL SALUTISTICO
Valsoia sottolinea che Kele & Kele ha storici e stabili accordi con tutti i grandi retailer sloveni attraverso i quali distribuisce oltre ad una ampia gamma di referenze di kefir, anche altre categorie di prodotti delattosati e biologici. “L’acquisizione della marca di Kefir Krepko rappresenta un’operazione di significativo valore prospettico per la nostra società – commenta Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente di Valsoia –. Oltre all’ingresso nell’estremamente dinamico mercato del kefir con la marca leader in Slovenia, riconosciuta per il suo posizionamento unico e premium nel vero kefir tradizionale, rafforziamo la nostra presenza diretta in Europa. Questa acquisizione amplia inoltre, ulteriormente, la diversificazione strategica del nostro gruppo sotto il coerente “ombrello” dei prodotti salutistici e funzionali, accelerando il percorso di crescita all’estero e certamente anche in Italia”.

NewPrinces Group perfeziona l’acquisizione di Carrefour Italia

Nessuna obiezione dalla Commissione Europea in merito all’acquisizione del 100% del capitale di Carrefour Italia da parte di NewPrinces Group. L’operazione è stata dichiarata compatibile con il mercato interno e con l’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE) e si è dunque perfezionata. NewPrinces diventa così il secondo gruppo italiano agroalimentare per fatturato e il primo operatore food & beverage in termini occupazionali, con 13.000 operatori diretti in Italia e più di 18.000 nel mondo, oltre a ulteriori 11.000 persone coinvolte nelle attività accessorie fornite da aziende esterne.

TORNA L’INSEGNA GS
Il gruppo guidato da Angelo Mastrolia potrà mantenere le insegne Carrefour per un periodo massimo di tre anni, sino fine 2028, al fine di garantire continuità operativa e una transizione graduale per consumatori, dipendenti e fornitori. Contestualmente, verrà avviato un processo progressivo di rebranding con il ripristino della storica insegna GS, secondo un piano di implementazione articolato per aree geografiche.
La rete di Carrefour Italia conta oltre 1.000 punti vendita distribuiti nelle principali regioni italiane. Il piano di sviluppo definito da NewPrinces prevede la loro modernizzazione e il rilancio del marchio GS con un nuovo posizionamento, l’accelerazione del piano di aperture attraverso l’espansione sia dei negozi diretti sia di quelli gestiti in partnership tramite operating lease e l’integrazione operativa con la piattaforma logistica NewPrinces — che dispone di oltre 600 mezzi refrigerati — per potenziare la distribuzione nel canale Horeca e nei servizi di home delivery, inclusa la crescita del marchio Docks cash & carry.

OLTRE 775 MILIONI DI EURO DALLA CASA MADRE FRANCESE
Nel periodo precedente al closing, Carrefour ha effettuato una cash injection di circa 530 milioni di euro, destinata alla copertura dei debiti infragruppo e altre passività minori, nonché una ulteriore cash injection di circa 245 milioni di euro, come previsto dal piano di investimenti condiviso in precedenza (inizialmente stimato per in 237 milioni di euro), per un totale di oltre 775 milioni di euro di liquidità investita da parte di Carrefour in Carrefour Italia.
Questa liquidità, aggiunta a quella fornita da NewPrinces come da piano di investimenti, pari a 200 milioni di euro, consente a Carrefour Italia di avere una posizione finanziaria netta positiva di oltre 400 milioni di euro.

UN GRUPPO DA 7 MILIARDI DI EURO
Con l’ingresso di Carrefour Italia, NewPrinces Group raggiunge una dimensione senza precedenti – dichiara Angelo Mastrolia, Presidente di NewPrinces Group – con ricavi consolidati pari a circa 7 miliardi di euro e un profilo patrimoniale che, entro fine anno, prevediamo superiore a 1,1 miliardi di euro, accompagnato da una posizione finanziaria netta positiva compresa tra 150 e 200 milioni di euro su base ex IFRS 16. Questi risultati rafforzano ulteriormente la solidità del nostro modello industriale e confermano la validità delle operazioni realizzate nel corso dell’anno: dall’IPO di Princes Group, all’acquisizione di Diageo Operations Italy, fino a Carrefour Italia, insieme alle operazioni che completeremo entro il 2025, come l’acquisizione di Plasmon, generando valore significativo e sostenibile per tutto il Gruppo”.

COLLABORAZIONE CON I FORNITORI E FATTI CONCRETI PER I CLIENTI
NewPrinces si impegna a garantire un approccio equo, trasparente e collaborativo con tutti i fornitori di Carrefour Italia, valorizzando il lavoro delle filiere e assicurando stabilità, correttezza e partnership di lungo periodo.
Siamo inoltre pienamente consapevoli delle aspettative dei consumatori italiani – continua Mastrolia – che chiedono qualità, convenienza e sicurezza. Il nostro obiettivo è rispondere con fatti concreti, rafforzando l’assortimento, migliorando l’esperienza di acquisto e garantendo standard elevati lungo tutta la catena del valore. Le famiglie italiane saranno al centro delle nostre scelte, con l’impegno a offrire prodotti migliori, prezzi corretti e una presenza sul territorio ancora più solida e vicina alle comunità locali. Questa operazione rappresenta anche l’occasione per integrare una rete distributiva capillare con le nostre competenze industriali, aprendo nuove opportunità in termini di efficienza, sviluppo prodotti, innovazione e posizionamento competitivo. Stiamo costruendo un gruppo integrato e moderno, allineato ai più alti standard europei, capace di generare crescita robusta tanto nel retail quanto nell’industria

CAMBIO DI DENOMINAZIONE PER LE SOCIETÀ TARGET
Da segnalare, infine, che a seguito dell’operazione, le società acquisite hanno assunto nuove denominazioni societarie: Carrefour Italia S.p.A. è stata ridenominata Princes Retail S.p.A.; Carrefour Finance S.r.l. è diventata Princes Finance S.p.A.; Carrefour Property S.r.l. è ora Princes Property S.p.A.

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