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Tag: acquisizioni

Cisalfa acquisisce SportScheck per rafforzare la sua presenza in Germania

Cisalfa Group ha completato l’acquisizione di SportScheck GmbH attraverso la sua controllata Sport Voswinkel GmbH. A soli tre mesi dall’apertura della procedura di insolvenza da parte del Tribunale di Monaco di Baviera, SportScheck ora inizia una nuova fase sotto la guida del più grande rivenditore italiano di articoli sportivi. Il Gruppo non rende noti i dettagli dell’accordo e il prezzo concordato. Si sa che SportScheck manterrà il marchio e il suo posizionamento di rivenditore di articoli sportivi premium con sede a Monaco di Baviera, ma saranno sviluppate forti sinergie tra i marchi del Gruppo e Intersport. Non sono invece previste aperture di negozi Cisalfa Sport in Germania.

Per rendere SportScheck più efficiente, il Gruppo “eleverà” i negozi attuali introducendo marchi privati e marchi in licenza, anche con collezioni lifestyle, e aprirà nuovi flagship store entro la fine del 2025. Sarà anche adottata una strategia omnichannel per migliorare i servizi ai clienti e aumentare il traffico verso i negozi. Inoltre le aziende tedesche faranno leva su una piattaforma logistica comune. “Diamo il benvenuto a tutti i dipendenti di SportScheck nella nostra grande famiglia e siamo orgogliosi di avere questo marchio di valore nel nostro portafoglio. Gli ultimi mesi sono stati molto intensi dopo essere stati preferiti a diversi candidati internazionali, ma vogliamo offrire a SportScheck interessanti opportunità di crescita”, ha dichiarato Boris Zanoletti, Direttore Generale di Cisalfa Group. “Attraverso le acquisizioni di SportScheck e Sport Voswinkel abbiamo ulteriormente ampliato la nostra presenza in questo Paese e abbiamo pianificato di investire oltre 50 milioni di euro per sviluppare ulteriormente la nostra presenza in Germania e raggiungere oltre 80 negozi entro la fine del 2025.”

Il nuovo Consiglio di amministrazione di SporScheck GmbH è composto da sette persone: Volfango Bondi, con la responsabilità della strategia e di PMO; Marcus Neul, con la responsabilità delle Vendite, Real Estate, Logistica e Procurement; Ralf Lehmkuhl, con la responsabilità dell’ambito legale, Finance, Controlling e delle HR; Anna Rusche, con la responsabilità del Purchasing e del Marketing; Christine Wurm, con la responsabilità degli ambiti IT e Digital. Bondi, Neul e Lehmkuhl sono anche membri del Consiglio di amministrazione di Sport Voswinkel GmbH. Boris Zanoletti e Marco Pochetti hanno un ruolo in entrambe le società come parte del comitato direttivo per le operazioni di M&A e sono membri del Consiglio di amministrazione di Cisalfa Sport S.p.A.

Newlat Food acquisisce Princes Limited: nasce New Princes Group

Newlat Food annuncia l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Princes Limited, gruppo alimentare con sede nel Regno Unito attualmente di proprietà di Mitsubishi Corporation, che consentirà sia di raggiungere un fatturato consolidato di circa 3 miliardi di euro, sia di rinforzare la posizione in nuove categorie nel mercato britannico. Il Gruppo raddoppierà così l’offerta di categorie di prodotti verso i propri clienti, diventando una delle principali aziende multimarca e multiprodotto del settore alimentare in Europa, grazie a un know-how industriale sempre più esclusivo e a una capacità produttiva che conta su 31 stabilimenti.

Il valore dell’operazione, pari a 700 milioni di sterline (circa 822 milioni di euro al cambio attuale), sarà pagato in contanti: 650 milioni finanziati dalle risorse esistenti di Newlat Food mentre i restanti 50 utilizzando i proventi che Newlat Group S.A. riceverà per la vendita di azioni Newlat Food a Mitsubishi Corporation. Il closing dell’operazione, subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni antitrust da parte delle autorità competenti e alla consultazione del comitato aziendale europeo e olandese all’interno del gruppo Princes, è previsto entro la fine del prossimo mese di luglio.

L’obiettivo strategico di Newlat Food è costruire una piattaforma multi-brand, multi-prodotto e multi-paese che permetta al Gruppo di crescere e sviluppare il proprio know-how industriale. Dopo l’acquisizione della Centrale del Latte d’Italia, di grande importanza per consolidare una posizione di leadership nel segmento del latte e derivati in Italia, Newlat Food è entrata nel mercato obbligazionario con l’emissione di un bond da 200 milioni di euro, confermando gli obiettivi strategici. Da allora ha confermato, prima con l’acquisizione di Symington’s e il suo ingresso nel mercato britannico, poi con l’acquisizione di EM Foods in Francia e, infine, con la prevista acquisizione di Princes Limited, una costante attenzione al perseguimento degli obiettivi strategici e alla creazione di valore per tutti gli stakeholder.

“Questa transazione segna una tappa fondamentale nella nostra strategia di crescita, Princes Limited è un’azienda prestigiosa e l’integrazione delle sue attività con Newlat Food ci permetterà di consolidare ulteriormente la nostra posizione di leader nel settore alimentare” ha commentato Angelo Mastrolia, Presidente di Newlat Food. Che aggiunge: “al termine dell’acquisizione, Newlat Food diventerà una delle più grandi aziende alimentari quotate alla Borsa di Milano, rafforzando il ruolo di protagonista internazionale. Il nuovo gruppo offrirà un’ampia gamma di prodotti di alta qualità, rispondendo alle esigenze di un mercato globale sempre più esigente e diversificato. Questa transazione inoltre ci permetterà di entrare in nuovi segmenti di mercato e di servire meglio i nostri clienti con un’offerta di prodotti più completa, innovativa e unica. L’integrazione tra Newlat Food e Princes Limited, che prenderà il nome di New Princes Group, rappresenta un’opportunità significativa per entrambe le aziende di condividere competenze, risorse e sinergie, contribuendo a un futuro di successo e reciprocamente vantaggioso. La missione del nuovo gruppo rimane  garantire l’eccellenza e l’innovazione continue, mantenendo in primo piano la soddisfazione dei clienti e la sostenibilità”.

Sabelli acquisisce Stella Bianca ed entra nel mercato dei freschi spalmabili

Sabelli e Mila – Latte Montagna Alto Adige hanno firmato un accordo vincolante per la cessione di Stella Bianca, azienda specializzata nella produzione di stracchino, robiola, caprino, formaggi spalmabili freschi e solo da latte 100% italiano. Il closing dell’operazione è previsto entro il prossimo mese di giugno.

L’acquisizione di Stella Bianca rientra in un processo di ampliamento del gruppo Sabelli su segmenti adiacenti rispetto al core business principale. L’investimento inoltre ha come obiettivo l’ulteriore accelerazione del progetto di sviluppo del gruppo con un ingresso importante nella divisione formaggi freschi spalmabili, in grado di permettere a Sabelli di diventare un punto di riferimento sul versante della produzione conto terzi, e fornendo al contempo dello spazio ulteriore di visibilità e costruzione della marca Sabelli. A seguito dell’operazione, il fatturato del gruppo Sabelli si attesterà a oltre i 320 milioni di euro con un ebitda di oltre 41 milioni di euro. L’operazione rappresenta una grande opportunità anche per tutti i collaboratori e gli stakeholder di entrambe le società, in virtù della forte complementarità e delle numerose opportunità congiunte di sviluppo nell’ambito della distribuzione e nei piani di ricerca & sviluppo di lungo periodo.

Simone Mariani e Angelo Davide Galeati

“L’acquisizione di Stella Bianca fa parte di un ampliamento su segmenti adiacenti rispetto al business delle paste filate, processo che ha visto un’importante accelerazione già nel 2016, con l’acquisizione dell’azienda Trevisanalat che ha permesso a Sabelli di diventare il secondo polo in Italia per la produzione di mozzarella. Analogamente, l’operazione Stella Bianca si pone come obiettivo l’ingresso nel mercato dei freschi spalmabili, guadagnando una posizione di leadership sul versante della produzione conto terzi e fornendo spazio ulteriore di visibilità e costruzione della marca Sabelli” commenta Simone Mariani, CEO di Sabelli.

Gli fa eco Angelo Davide Galeati, CEO di Sabelli: “L’acquisizione di Stella Bianca intende consolidare la reputazione del Gruppo come fornitore di prodotti di alta qualità per la marca privata e al tempo stesso apre l’opportunità per Sabelli di guadagnare spazio in uno scaffale adiacente, ove possibile presentarsi come il brand specialista del fresco. Questi scaffali si caratterizzano per una forte specializzazione verticale di prodotto da cui i marchi difficilmente riescono a discostarsi, evolvendo in nuove categorie. Con questa acquisizione Sabelli, forte della credibilità assunta negli anni sulle mozzarelle prima e su burrate e stracciatelle poi, punterà a diventare il brand affidabile di riferimento anche per tali categorie”.

Sabelli è stata affiancata da BPER Corporate & Investment Banking con un team guidato da Luca Accerenzi e Matteo Riboldi (M&A Advisor) coadiuvato da Antonio De Luca (Investment Banking Coverage), Studio Legale Giovanardi con Prof. Paolo Benazzo e Avv. Marco Sola, Fava e associati con Avv. Sonia di Lorenzo, LDL Law con Avv. Loredana di Lorenzo.

Omnia Technologies acquisisce tre aziende e lancia la divisione high speed beverage

Attraverso le acquisizioni di Acmi, Sacmi Beverage e Sacmi Labelling, Omnia Technologies lancia una nuova divisione dedicata all’high-speed beverage, focalizzata sulle tecnologie di soffiaggio, imbottigliamento, etichettatura e confezionamento.

Acmi, con sede a Fornovo di Taro (Parma), è un’azienda attiva nella progettazione e produzione di linee complete di confezionamento e imbottigliamento, principalmente per l’industria alimentare e delle bevande, dove agisce spesso da appaltatore principale e integratore di linea. Fondata nel 1984 dalla famiglia Magri, Acmi conta su un fatturato di circa 100 milioni di euro e un organico di 420 dipendenti, distribuiti in cinque stabilimenti produttivi nel Nord Italia e quattro filiali commerciali in Messico, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti. Il portfolio prodotti comprende pallettizzatori e depallettizzatori, astucciatrici, avvolgitori, manipolatori, robot multifunzionali e sistemi di trasporto.

Sacmi Beverage e Sacmi Labelling invece sono tra i più riconosciuti player del mercato, grazie agli importanti investimenti strategici intrapresi e al know-how sviluppato negli ultimi decenni nei settori dell’imbottigliamento e dell’etichettatura per il settore dell’high-speed beverage. Con sede a Parma, Sacmi Beverage fornisce macchine stand alone e linee complete di soffiaggio e imbottigliamento ad alta velocità per PET/rPET (plastica PET vergine/riciclata), lattine e bottiglie di vetro, oltre a proporre soluzioni per il settore lattiero-caseario – con la tecnologia form-fill-seal – e per il settore vinicolo, con le soluzioni bag-in-box. Sacmi Beverage può contare su un fatturato di circa 110 milioni di euro, un organico di circa 160 dipendenti e un parco installato di oltre 600 macchine.

Con sede a Verona e Nanhai (Cina), Sacmi Labelling fornisce infine soluzioni di etichettatura automatica, adatte per contenitori in vetro, plastica e metallo per il settore dell’high-speed beverage, della birra, degli alimenti, del vino e dei detergenti. Sacmi Labelling fattura circa 70 milioni di euro, impiega 300 dipendenti e ha un parco installato di oltre 1.700 macchine. Sacmi Beverage e Sacmi Labelling condividono una rete globale di filiali in Francia, Spagna, Marocco, Nigeria, Singapore, Emirati Arabi, Brasile, Messico e Stati Uniti.

“La creazione della nuova divisione high-speed beverage amplia in modo significativo il portafoglio di Omnia Technologies nel bottling & packaging, potenziando la sua capacità di offrire innovative soluzioni end-to-end, grazie anche all’integrazione con le tecnologie per la lavorazione delle bevande progettate e realizzate da Tmci Padovan e Della Toffola” ha detto Andrea Stolfa, Ceo di Omnia Technologies.

Per queste acquisizioni Omnia Technologies, Sacmi Imola e Acmi sono state assistite da Intesa Sanpaolo (IMI Corporate & Investment Banking Division), Cavour Corporate Finance e Pirola Corporate Finance.

Guala Closures acquisisce Astir ed entra nel settore delle chiusure a corona

Guala Closures, azienda attiva nella produzione di chiusure per il mercato degli alcolici, vino, bevande, olio e condimenti, ha chiuso un accordo per l’acquisizione di Astir Vitogiannis Bros S.A., produttore delle chiusure a corona. Astir produce ogni anno più di 12 miliardi di chiusure e nel 2023 ha generato un fatturato di 75 milioni di euro e un EBITDA di 19 milioni di euro. Fondata nel 1953, Astir opera in due stabilimenti situati in Grecia e Sud Africa e ha una forte presenza internazionale. Tra i suoi principali clienti blue-chip si annoverano importanti produttori internazionali sia nel settore della birra sia delle bevande non alcoliche.

Stelios Vitogiannis, attuale Amministratore Delegato (nonché nipote del fondatore), reinvestirà in Guala Closures e riporterà direttamente all’Amministratore Delegato del Gruppo Mauro Caneschi. L’acquisizione è in linea con la strategia di Guala Closures di perseguire acquisizioni sinergiche e integrarle con successo al fine di continuare a far crescere proficuamente il proprio business. Grazie all’ingresso di Astir nel Gruppo, Guala Closures sarà in grado di fornire tutte le chiusure disponibili per le bottiglie di vetro su scala globale. Una volta completata, l’acquisizione di Astir consentirà al Gruppo di espandere la propria presenza in mercati emergenti caratterizzati da crescita demografica e dall’aumento dei consumi pro capite e, allo stesso tempo, di offrire chiusure per il segmento delle bevande ready-to-drink e non-alcoliche. I prodotti di Astir sono destinati alle bottiglie di vetro e sono impiegati in prodotti premium nei relativi segmenti di mercato (ivi inclusi il segmento della birra e delle bevande non-alcoliche), oltre a essere altamente sostenibili. Entrambe le caratteristiche sono molto apprezzate dai consumatori.

“Siamo entusiasti di entrare nel mondo delle chiusure a corona e di farlo attraverso l’acquisizione di Astir, un importante player internazionale all’avanguardia nel settore e con un eccellente track record, grazie a un management forte e dotato di una visione strategica a lungo termine. Astir rispecchia perfettamente i valori di Guala Closures: unire tradizione e innovazione, mettendo sempre in primo piano il cliente, la qualità, i servizi e la sostenibilità. Per queste ragioni, l’acquisizione rappresenta un ulteriore, importante passo nella strategia di crescita del Gruppo, che mira a rafforzare la propria posizione di mercato nel settore delle chiusure per bottiglie in vetro, continuando a far crescere l’attività in mercati internazionali di particolare interesse e nel settore del lusso, sia a livello organico che attraverso operazioni di M&A” ha commentato Mauro Caneschi, Amministratore Delegato di Guala Closures.

“Questa operazione rappresenta una grande opportunità per l’azienda e i suoi dipendenti e inaugura una nuova fase di sviluppo. Astir negli ultimi cinquant’anni è cresciuta costantemente, diventando un leader nel settore delle chiusure a corona, e l’ingresso di Guala Closures consentirà di espandere ulteriormente il nostro ambito operativo, creando una piattaforma per il consolidamento nel settore” ha aggiunto Stelios Vitogiannis, Amministratore Delegato di Astir.

L’enterprise value concordato per l’acquisizione è pari a circa 136 milioni di euro. L’acquisizione è soggetta al soddisfacimento di varie condizioni di completamento standard, tra cui le applicabili approvazioni normative, e si prevede che si concluda nella seconda metà del 2024.

Beretta acquisisce il prosciuttificio Bedogni e rafforza l’offerta premium

Fratelli Beretta ha acquisito il 100% del capitale sociale di Bedogni, prosciuttificio italiano con oltre sessanta anni di storia fondato da Egidio Bedogni. L’azienda è specializzata nella produzione di prosciutto crudo di Parma, grazie allo speciale microclima del territorio e attraverso un metodo che unisce l’innovazione tecnologica a lavorazioni artigianali di eccellenza.

Grazie all’operazione, il salumificio Bedogni potrà proseguire il proprio percorso di crescita, ampliando l’offerta a nuovi mercati e beneficiando dell’innovazione tecnica e della visione strategica produttiva di un gruppo italiano simbolo di eccellenza alimentare nel mondo, mantenendo inalterato il proprio legame col territorio d’origine. Nel contempo il Gruppo Beretta arricchirà la propria linea di prodotti Dop e Igp, rafforzando il posizionamento nella gamma di prosciutti crudi premium. Prosciutto di Parma Bedogni entrerà infatti nella linea “Le Nostre Eccellenze”, al fianco di grandi classici della salumeria italiana come i prosciutti crudi San Daniele, Carpegna e Toscano.

“Siamo orgogliosi di entrare a far parte della grande famiglia Beretta: questo passaggio rappresenta un volano di sviluppo che permetterà di far apprezzare la qualità del nostro prosciutto di Parma in tutto il mondo e di mantenere viva la tradizione della nostra azienda sul nostro territorio di origine” commenta Carla Saltini, rappresentante della terza generazione della famiglia in azienda.

“Bedogni è una delle più alte espressioni del prosciutto di Parma di qualità, per questo motivo siamo molto soddisfatti di aver completato un accordo che ci permetterà di preservare e valorizzare un’eccellenza della salumeria italiana ed esportarla in tutto il mondo” aggiunge Alberto Beretta, rappresentante del Gruppo Beretta che ha fortemente voluto e seguito l’operazione fino alla sua conclusione.

CSQA rileva Check Fruit per creare un polo della certificazione agroalimentare

CSQA ha rilevato il 100% del capitale sociale di Check Fruit. Tale acquisizione rappresenta un ulteriore passo nel progetto di crescita e sviluppo del Gruppo, che conta su 1,4 milioni di euro di fatturato, come riferimento nazionale nel settore della certificazione, assessment e formazione in ambito agroalimentare.

La decisione di acquisire Check Fruit, con oltre 33 milioni euro di fatturato, 270 dipendenti, 13 sedi in Italia e 3 all’estero, si inserisce in una strategia di medio termine al fine di creare un polo di eccellenza nel settore della certificazione nel settore agroalimentare con una forte competenza settoriale. Obiettivo è assicurare un servizio di certificazione di alto livello attraverso elevate competenze per ciascun settore merceologico. In tal senso è evidente il grande potenziale sinergico fra CSQA e Check Fruit, con una convergenza strategica di mission, obiettivi e profili di business nell’ottica di offrire servizi specializzati che rispondono alle esigenze delle aziende. I servizi offerti dal Gruppo, continueranno ad avere come obiettivo primario quello di creare valore aggiunto per le organizzazioni che li scelgono, aumentando le competenze settoriali, rafforzando la presenza sul territorio e garantendo ai clienti la garanzia e la fiducia data da organismi accreditati e riconosciuti per competenza, professionalità e terzietà.

“Questa acquisizione è importante nel progetto di crescita di CSQA e rappresenta un’opportunità per continuare a creare valore per i nostri clienti, in linea con la strategia aziendale. Ci permetterà di consolidare la nostra posizione di leadership a livello europeo e aumentare la nostra offerta di certificazioni di terza parte dedicate in particolare al settore ortofrutticolo” dichiara Pietro Bonato, Direttore Generale e AD CSQA.

“Si tratta di un’operazione fortemente accretiva resa possibile grazie alla complementarietà strategica con Check Fruit e a una comune visione aziendale: sostegno della qualità agroalimentare e dell’eccellenza italiana, competenza e innovazione. Inoltre rafforziamo sul territorio italiano la presenza e l’offerta di servizi innovativi rispondenti alle esigenze delle imprese” ha aggiunto Carlo Perini, Presidente e AD CSQA.

M&A, calano le operazioni in Italia e a livello globale

L’ultimo biennio è stato estremamente complesso per le operazioni di M&A nel Consumer Markets, con un calo a volumi di operazioni completate, rispetto al picco del 2021, del 17% a livello globale e del 4% in Italia. Come evidenziato dallo studio PwC Global & Italian M&A Trends in Consumer Markets, a valore il declino è ancora più significativo (-48% a livello globale e -51% in Italia) per la drastica riduzione delle operazioni di grande dimensione e di quelle sponsorizzate dai fondi e finanziate a leva, rispetto a quelle di middle market promosse da operatori industriali.

“Anche se ci sono segnali di calo dei tassi di inflazione e di interesse, nel Consumer Markets stimiamo sia necessario più tempo agli investitori per fare chiarezza sull’evoluzione dei prossimi mesi con riferimento in particolare alle dinamiche inflattive su costi, energia, prezzi di vendita e sulla capacità di mantenere nel medio termine i livelli di marginalità del 2023. Questa situazione di incertezza si tradurrà in un minor numero di operazioni e maggiore cautela nei multipli da applicare” ha commentato Emanuela Pettenò, Partner PwC Italia, Consumer Markets & Markets Deals Leader.

Nonostante l’inevitabile situazione di incertezza, l’attività M&A sarà comunque al centro dell’agenda strategica come leva per accelerare la crescita e il cambiamento: il 52% dei CEO delle aziende di Consumer Markets intervistate da PwC nell’ambito della 27ma PwC Global Annual CEO survey ha dichiarato di voler portare a termine almeno un’acquisizione nei prossimi tre anni. Il costo del debito rimarrà elevato anche nel 2024, per cui ci si attende che le operazioni di M&A promosse da operatori strategici continueranno ad essere guidate da razionali di crescita e cambiamento, mentre i fondi saranno maggiormente focalizzati su operazioni di middle market o strutture complesse per finanziare quelle di maggiore dimensione (continuation funds, JV, deal con forte minoranza del venditore o con formule di earn out / vendor loan, club).

Food & Beverages
Il 2023 ha continuato a risentire di significativi impatti inflattivi sul carrello (13.6% 2022, 5.9% 2023, fonte Rapporto Coop relativamente ai generi alimentari), che hanno eroso il potere d’acquisto dei consumatori e penalizzato la crescita a volume. L’attesa del 2024 è di una normalizzazione dei prezzi (attesa crescita del 3%), volumi in leggero calo ed orientamento dei consumi a livello italiano in funzione delle variabili prezzo e salute. Le aziende che producono per Private Labels della Grande Distribuzione e le marche locali saranno inoltre favorite dall’attenzione alla spesa da parte del consumatore e maggiore sensibilità su aspetti di natura territoriale come sinonimo di qualità, mentre sono previsti in difficoltà i brand sia di grandi dimensioni che minori (fonte Rapporto Coop). Le più significative operazioni del 2023 sono state guidate dal perseguimento di una strategia di crescita internazionale (nuovi mercati, nuovi brand), come l’acquisizione di Beam Holding (produttore di cognac, Francia) e di Del Professore (distilleria, UK) da parte di Campari o della divisione ingredienti di Kerry Group da parte di Irca, al fine di entrare nel mercato americano. Interessante anche l’acquisizione di Fresystem da parte di Ferrero, per mettere in sicurezza il comparto frozen bakery, anticipando il risiko di operazioni del 2024 nel comparto iniziate con Forno d’Asolo / Sammontana / Investindustrial e previste continuare con Gelit (dismissione di Progressio) e altre aziende in portafoglio di fondi di Private Equity. Nel 2024 si continua a vedere spazio per operazioni di rifocalizzazione del portafoglio dei grandi operatori industriali, sia in termini di acquisizioni, che di dismissioni selettive, oltre a investimenti in tecnologie di accesso diretto al consumatore (digital channels, etc…). Potenzialmente c’è spazio per M&A sulle aziende che lavorano per Private Label. Altro segmento interessante è quello relativo ai prodotti a base di ingredienti innovativi / plant based rispetto ai tradizionali prodotti derivati animali. Le tematiche ESG saranno centrali per la valutazione delle opportunità di investimento in questo ambito.

Fashion
In ambito moda, si registra una crescente polarizzazione tra i gruppi e brand del lusso, con alte marginalità e fatturati crescenti e tutti gli altri operatori. I brand del lusso hanno consuntivato una performance di crescita a doppia cifra nel 2023, con poche eccezioni nell’ambito delle aziende quotate. Nel 2024 ci si attende una “normalizzazione” dei tassi di crescita ad un ritmo del 5-7%, in linea con l’andamento di medio-lungo periodo degli ultimi 15 anni, con tassi più sostenuti per i top player, una crescita più moderata del previsto del mercato cinese nei primi mesi dell’anno e il mercato americano che continua a soffrire il rallentamento dei consumi e la crisi dei department stores (es Sacks Fifth avenue). Il settore sportswear è cresciuto a livello globale del 6% (fonte Euromonitor) trainato da America Latina (+22%), ma sostenuto da un buon 8% in Europa. L’outlook di settore vede una crescita più sostenuta dei player specializzati, rispetto ai colossi internazionali (Puma, Adidas, Fila). PwC stima un maggior numero di operazioni sia di consolidamento di brand ad opera dei grandi player di settore (LVMH, Kering, Richemont), che nell’ambito delle piattaforme di filiera (Florence, Minerva, Hind). Il 2023 è stato l’anno dell’acquisizione di Valentino (Kering, minoranza), Gianvito Rossi (Richemont, maggioranza) e di importanti operazioni da parte di fondi di private equity sulla filiera (Minerva/San Quirico, Florence/Permira). Il 2024 si è aperto il delisting di Tod’s ad opera di L-Catterton, l’acquisizione di Autry da parte di Style Capital e ci sono molte attese sulla quotazione di Golden Goose, ed altre operazioni nel settore calzatura / accessori, oltre ad alcuni processi in corso come la cessione di Twinset, Missoni e Arena, mentre è appena stato annunciato il salvataggio di Trussardi da parte di Miroglio. Alcuni risonanti brand ancora a proprietà famigliare e con tematiche di successione / ricambio generazionale stanno facendo riflessioni su opportunità di apertura del capitale. Inoltre si attende entro metà aprile la decisione dell’Antitrust in merito all’operazione Tapestry/Capri Holding, che potrebbe portare ad una razionalizzazione del portafoglio dei brand, inclusa anche l’italiana Versace. Nel retail fashion, gli operatori valuteranno investimenti o alleanze per sviluppare o incrementare la propria presenza online, considerando anche la dismissione di punti vendita non profittevoli. In questo ambito è stato storicamente molto attivo Oviesse sia in Italia che all’estero, Cisalfa ha fatto un’acquisizione in Germania e ci sono state dal 2023 ad oggi vari processi ancora aperti su altre catene di abbigliamento. Il comparto e-tailers, invece, vede un contesto di forte crisi con i principali players del settore oggetto di operazioni straordinarie e riorganizzazioni (es. Farfetch acquisito dal coreano Coupang a Dicembre 2023, che ha annunciato la dismissione dei brand gestiti da NGG) o andati in procedure concorsuali (es. Matches, dopo pochi mesi dall’acquisizione di Fraser).

Health & Beauty
Il mercato mondiale della cosmetica è previsto in crescita del 9% nel 2024 (fonte Euromonitor) e con tassi di crescita costanti fino al 2028, rispetto ad un 3% del 2018, trainato da Stati Uniti, Cina e Brasile. L’industria cosmetica italiana è cresciuta del 13% nel 2023 ed è prevista al 10% nel 2024 (come fatturato delle aziende del comparto), fortemente trainata dall’export (+20% nel 2023 e +12% nel 2024), ma anche sostenuta da una forte domanda interna (+8/9% in entrambi i periodi). Il settore Beauty è stato particolarmente attivo in Italia nei primi mesi del 2024 con i processi di M&A su Beautynova (cessione a PAI), Dr. Vranjes (ceduta a L’Occitane), Veralab (cessione minoranza a Peninsula) e quello annunciato e tutt’ora in corso su Kiko. Il comparto nutraceutico è atteso in fermento sulla scia della dismissione del business nutraceutico da parte di Sanofi, annunciato a ottobre 23, e Bayer (novembre 23). I fondi di private equity hanno investito storicamente nel settore (Ardian/Biofarma, Investindustrial / Procemsa, TA / Nactarome) e sono pronti a raddoppiare il carico in considerazione del fatto che il settore coniuga alcuni dei macro trend più importanti (invecchiamento, prevenzione, salute e sicurezza) con una minore esigenza di R&D e minor pressione regolatoria, rispetto ai business farmaceutici. Vediamo anche ulteriore spazio per consolidamento e aggregazione nel settore farmacie e farmacie online (nel 2023 sono state molto attive Farmacosmo, Neo-Apotek, quest’ultima a sua volta acquisita da Dr.Max)

Grocery e Non-Food Value Retail
Il consolidamento del mercato guiderà i macro-trend del retail del prossimo futuro, destinato ad avere un numero sempre minore di operatori. Il decremento dei volumi di vendita, nonostante i fatturati in crescita, dimostra le difficoltà del settore e dei consumatori post aumenti inflattivi. I principali operatori della Gdo e ovviamente i discount, sono stati in parte supportati dalla crescita dei prodotti di marca (oltre il 30% del fatturato), mentre i piccoli operatori sono sempre più in sofferenza. A livello europeo nel 2023 ci sono state importanti operazioni di aggregazione che hanno visto come protagonisti Aldi e Carrefour, mentre in Italia proseguono le crescite costanti dei principali operatori sia attraverso nuove aperture (in particolare i discount) che soprattutto tramite M&A (nel 2023 si segnala l’acquisto dei punti vendita di Distribuzione Roma da parte di Magazzini Gabrielli). Nel comparto Non- Food Value continua la crescita di Acqua & Sapone, controllata da HIG, che ha anche acquisito la catena di profumerie Pinalli. Si stimano varie operazioni M&A anche nel 2024, che porteranno ad una sempre maggiore concentrazione, spinta dalla ricerca di sinergie ed efficienze operative di scala. L’utilizzo dei canali digitali da parte degli utenti, soprattutto relativamente al canale app, è in continua crescita, di conseguenza un’altra leva per operazioni strategiche sarà l’investimento in tecnologie e forme di comunicazione che consentano di migliorare l’accesso ed il dialogo con il consumatore (loyalty, pricing/promo, AI, marketplaces, etc), oltre che nel comparto dei servizi. Sarà sempre più importante migliorare il customer engagement anche attraverso promo targettizzate su specifici prodotti / comportamenti per guidare upselling e cross-selling, con l’obiettivo di generare vendite incrementali e ridurre il churn.

Pet & Vet
Il mercato dei prodotti per l’alimentazione degli animali da compagnia in Italia valeva all’incirca €2.5 miliardi di euro nel 2022 (Rapporto Assalco-Zoomark). Rispetto alle previsioni pessimistiche per il post-pandemia, dal 2007 ad oggi il mercato del pet food continua a crescere mediamente del 5,7% (tra GDO, canali grocery, negozi specializzati tradizionali e catene petshop), toccando quota +8,4% se si considera anche l’online. I numeri della Pet Economy sono addirittura raddoppiati se si considera il comparto VET (stimato in c. €2.3 miliardi nel ’22). Il numero di proprietari di animali e la spesa relativa a beni e servizi correlate è attesa in ulteriore crescita, soprattutto nei mercati emergenti, trainata in generale dalla crescita dei consumi e dalla premiumization. I fondi di PE hanno recentemente investito sia in ambito catene retail (Cinven / Arcaplanet, Peninsula / Isola dei Tesori), pasti a domicilio (L Catterton e GA in Butternut Box in UK) e catene veterinarie (Animalia, Bluvet), credendo molto nello sviluppo del settore. Vediamo questo trend continuare anche nel 2024.

Hospitality and leisure
Il 2023 è stato l’anno della definitiva ripresa per il settore turistico, con il ritorno dei viaggiatori internazionali e quote di venduto per le imprese ricettive italiane superiori al 2019 (fonte ENIT- Unioncamere a ISNART). Le imprese ricettive italiane hanno chiuso l’anno con una quota di occupazione camere media del 51% (+3.8 p.p. rispetto al 2019, anno di picco del turismo italiano). Il settore dei viaggi è atteso in ulteriore crescita oltre i livelli pre-Covid, grazie anche alla sempre maggior attenzione del consumatore, sia delle generazioni più giovani (Millennials e Gen Z) che più maturi (silver generation), alle “esperienze” (e.g. «viaggi sostenibili», «Bucket-list travel» e «esperienze autentiche ed immersive»). Il settore del turismo, significativamente frammentato in Italia, presenta numerose opportunità di consolidamento per aumentare le quote di mercato o focalizzarsi su segmenti di business specifici o accedere a nuove tecnologie. Il settore ristorazione ha consolidato una crescita dell’8.4% nel 2023 (dati Confimprese), con +10% nel comparto delle catene, che rappresentano ancora una quota inferiore al 10% del mercato della ristorazione italiana. Questo inizia a stimolare l’interesse dei fondi che hanno in passato investito nel settore, soprattutto in ambito turismo e ristorazione, a monetizzare una volta recuperati i valori pre-covid. Alcune catene che non hanno saputo adattare il proprio modello operativo ad una forma di consumazione più veloce (asporto / delivery) rimangono tuttavia in difficoltà rispetto alle formule più innovative di ristorazione veloce con ticket medio più contenuto e minor esigenza di capex per la realizzazione di nuovi punti vendita. Il 2024 si è aperto con la cessione di Piadineria da Permira a CVC, che darà il via ad una stagione di operazioni sul settore sia per quanto riguarda add-on che cessioni di catene in mano a fondi di private equity che sono state rimandate negli scorsi anni. Lo sport e in generale il comparto media associato rimangono segmenti di mercato di attenzione e su cui i fondi di private equity sono sempre più attivi.

Packaging e aspetti ESG
La pressione su aspetti regolatori e ESG ha confermato l’urgenza di investimenti in materiali e processi sostenibili, con conseguente minor attrattività di aziende senza una strategia chiara sotto questo profilo. I settori Food e Cosmetics sono in più attenti su questo fronte in materia di innovazione prodotto, mentre il Fashion ha una maggiore sensibilità su aspetti collegati al riciclo e alla supply chain. Ci si aspetta un 2024 di dismissioni selettive e di investimenti in piccoli player che hanno sviluppato processi sostenibili o materiali innovativi.

IRCA rileva Benetti e rafforza l’offerta per pasticceria e gelateria

Il Gruppo IRCA, attivo nella produzione di cioccolato, creme, frutta e ingredienti per il settore alimentare, ha acquisito Benetti, azienda italiana che si occupa della distribuzione di prodotti alimentari destinati al mondo della pasticceria, della panificazione, della gelateria e dell’Horeca con una presenza capillare nelle province di Padova e Rovigo. Il perfezionamento della transazione avverrà nel mese di aprile.

La famiglia Benetti continuerà a guidare l’attività e contribuirà, insieme a IRCA, alle prossime fasi del suo percorso di crescita. La combinazione con Benetti rappresenta l’evoluzione di un rapporto consolidatosi negli anni che porterà il Gruppo IRCA a rafforzare l’offerta della sua gamma di ingredienti ad alto valore aggiunto in un’area geografica di alta rilevanza per il mercato italiano.

“Siamo orgogliosi di collaborare con Benetti, realtà che ricoprirà un ruolo altamente strategico all’interno del Gruppo IRCA. Il mercato della distribuzione di ingredienti per pasticceria e panificazione in Italia è caratterizzato da una pluralità di operatori di piccole dimensioni. In questo contesto, Benetti si distingue per l’elevata professionalizzazione, la capacità di coprire in maniera capillare la sua area di riferimento nel nord-est Italia, e per l’alto livello di servizio. Riteniamo che al fianco della famiglia Benetti saremo in grado di continuare a espanderci offrendo l’intero portafoglio di prodotti IRCA” ha detto Mauro Nebuloni, Chief Commercial Officer Italia di IRCA.

“L’ingresso nel Gruppo IRCA ci permetterà di realizzare il massimo potenziale di Benetti, combinando le nostre competenze nel settore con quelle di IRCA e di IRCA Distribuzione. Questa operazione rafforza i nostri piani di crescita e ci aiuterà a sostenere maggiori investimenti e ad attrarre risorse esterne, con l’obiettivo di consolidare i rapporti commerciali con una base condivisa di clienti e fornitori. La vasta rete di vendita garantirà un’offerta di alta qualità adattata a soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti” ha aggiunto Sandro Benetti, Amministratore Delegato di Benetti.

ShopFully acquisisce il marketplace iberico Ofertia

ShopFully, tech company italiana che opera nel Drive to Store, consolida la propria presenza in Spagna, Messico e Colombia con l’acquisizione del sito web e dell’app di Ofertia, marketplace iberico che connette più di quattro milioni di consumatori e che aggrega nella propria piattaforma offerte e promozioni di un’ampia gamma di brand e retailer in diversi settori tra cui supermercati, elettronica di consumo e bricolage.

Dopo l’operazione di acquisizione nel 2022 di un altro player spagnolo, Tiendeo, ShopFully quindi espande ulteriormente la propria audience confermando la volontà di crescere in questa regione. Con l’integrazione di Ofertia infatti, dispone quindi di un’ulteriore risorsa per supportare i propri partner in un momento cruciale della transizione digitale del settore retail in Spagna, Messico e Colombia.

“Siamo entusiasti di annunciare l’integrazione di Ofertia tra i nostri marketplace proprietari. Grazie all’acquisizione del sito web e dell’app, potremo fornire ai nostri clienti un altro strumento strategico per connettersi con i consumatori lungo l’intero percorso di acquisto, dalla ricerca delle informazioni online fino all’esperienza di acquisto in negozio” dichiara Stefano Portu, CEO & Founder di ShopFully.

Il controvalore dell’operazione non è stato reso noto.

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