CLOSE
Home Tags Acquisizioni

Tag: acquisizioni

Oriocenter venduto a Generali Real Estate e Gruppo Percassi per 470 milioni

Passa di mano Oriocenter, primo centro commerciale in Italia per superficie e ampiezza dell’offerta, nonché uno dei più grandi d’Europa. Generali Real Estate e Gruppo Percassi hanno acquisto la galleria da Commerz Real per un controvalore complessivo di circa 470 milioni di euro. La proprietà è passata a un fondo partecipato al 50% da Gruppo Percassi e al 50% da un fondo paneuropeo di diritto lussemburghese specializzato in dominant shopping centers gestito da Generali Real Estate SGR in qualità di investment manager. Gruppo Percassi è il property manager di Oriocenter sin dalla sua inaugurazione nel 1998 e continuerà a svolgere tale attività. Generali Real Estate agirà come asset manager del centro commerciale.

GALLERIA DA OLTRE 300 NEGOZI
Oriocenter è situato alle porte di Bergamo e collegato all’Aeroporto Internazionale di Orio al Serio. Il suo successo ha portato a una prima espansione nel 2004, portando la superficie a 75.000 metri quadri e il numero totale di negozi a 200. Oggi il centro si sviluppa su 105.000 metri quadri e ospita 300 negozi, tra cui 57 punti ristoro, 2 food court, 14 sale cinematografiche, un ipermercato e oltre 7.000 posti auto. Nel 2024 Oriocenter ha registrato quasi 12 milioni di visitatori.
Ben noto agli appassionati di calcio per la storica presenza nella compagine azionaria dell’Atalanta, il Gruppo Percassi si occupa dello sviluppo e gestione di reti commerciali in franchising di importanti marchi come Nike, Jordan, Lego, Victoria’s Secret, Armani Exchange, Saint Laurent e Garmin in ambito fashion-beauty e consumer, e Starbucks nel food. Inoltre, detiene importanti partecipazioni in società quali Kiko e la già citata Atalanta B.C. ed opera in ambito real estate per la realizzazione di progetti immobiliari nel settore commerciale e direzionale.
Generali Real Estate è invece un gestore immobiliare con circa 36,5 miliardi di euro di asset in gestione nel secondo trimestre 2025 e unità operative nelle principali città europee.

Logistica, Brivio & Viganò acquisisce Gi.Ma.Trans

Un passo strategico per rafforzarsi nel suo settore, cioè il trasporto e la logistica integrata. Così Brivio & Viganò definisce l’acquisizione di Gi.Ma.Trans, realtà attiva da 30 anni – è stata fondata nel 1993 – al servizio della Gdo e dell’industria. L’operazione, di cui non sono stati resi noti i dettagli economici, consente al gruppo di estendere la copertura territoriale e incrementare la capacità operativa complessiva.
L’obiettivo è massimizzare i benefici per il mercato e per i clienti, attraverso un percorso di crescita condivisa che consentirà di unire le competenze e le infrastrutture, creando un polo in grado di offrire soluzioni che nelle intenzioni dell’azienda saranno più efficienti, sicure e sostenibili.
La decisione di acquisire Gi.Ma.Trans è coerente con la nostra strategia di crescita e innovazione – dichiara Mauro Brivio, Amministratore Delegato di Brivio & Viganò (a sinistra nella foto in alto) –. Questa operazione ci consente di ampliare la nostra offerta di servizi, valorizzare le competenze dei nostri team e rafforzare il nostro posizionamento competitivo in un mercato in continua evoluzione”.

UN FUTURO DA DIVISIONE AUTONOMA
Entrare a far parte del Gruppo Brivio & Viganò rappresenta una straordinaria opportunità per crescere insieme – aggiunge Stefano Quarti, già Amministratore Delegato di Gi.Ma.Trans e ora Direttore Generale (a destra nella foto in alto) – portando il nostro know-how e le nostre infrastrutture all’interno di un’organizzazione che condivide la nostra visione di eccellenza, innovazione e attenzione al cliente e alle persone”.
Gi.Ma.Trans manterrà autonomia, organizzativa e operativa, continuando a operare con lo stesso brand e con l’organizzazione interna esistente. All’interno del gruppo, costituirà una divisione autonoma, rafforzando il proprio percorso di crescita e la capacità di soddisfare i clienti, beneficiando di solidità operativa, finanziaria e tecnica.
Secondo informazioni di stampa, Brivio & Viganò ha chiuso il 2023 con un fatturato di 280 milioni di euro, mentre la Gi.Ma.Trans Srl nel 2024 avrebbe superato i 37 milioni di euro (fonte: CompanyReports).

Il family office della famiglia Colruyt diventa socio di Euro Company

Si chiama Korys, è belga e rimanda a un nome importante del retail internazionale. Ecco in breve l’identikit del nuovo socio di minoranza di Euro Company, azienda italiana attiva nella produzione di frutta secca ed essiccata. Nel comunicare la notizia, Euro Company non specifica la quota azionaria oggetto dell’accordo né il controvalore, limitandosi a precisare che la partnership è finalizzata a consolidare l’espansione internazionale.
Korys è il family office della famiglia Colruyt, alla guida del principale gruppo retail belga, e realizza investimenti a lungo termine con l’obiettivo di creare valore sostenibile nei settori Consumo Consapevole, Healthy Living e Transizione Energetica. Dispone di un team di 30 professionisti con sede in Belgio e in India e negli ultimi 20 anni ha costruito un portafoglio di oltre 4 miliardi di euro in investimenti. Oltre a più di 20 partecipazioni dirette (tra cui Colruyt Group e Virya Energy), gestisce anche fondi di private equity e investimenti in strumenti quotati.

OLTRE LA FRUTTA SECCA
Euro Company è stata fondata nel 1979 dalla famiglia Zani a Godo di Russi (RA) e ha chiuso l’esercizio 2024/25 con un fatturato superiore ai 161 milioni di euro, grazie a un portafoglio di oltre 1.800 referenze che spazia dalla frutta secca ed essiccata tradizionale alle creme spalmabili 100%, fino alle alternative vegetali a base di frutta secca fermentata. In quanto Società Benefit e certificata B Corp, integra la responsabilità sociale e ambientale in tutte le sue attività, dalla selezione delle materie prime alla cura delle persone e all’impegno verso la comunità.
Questa collaborazione rappresenta un’opportunità straordinaria per rafforzare la nostra crescita internazionale, mantenendo saldi i nostri valori e la nostra identità aziendale afferma Maurizio Castagnoli, Direttore Generale di Euro Company – con la convinzione che le imprese possano guidare un cambiamento positivo globale. Korys condivide la nostra visione e il nostro impegno verso le persone, il pianeta e l’ambiente”.
L’approccio trasparente e sostenibile di Euro Company è perfettamente allineato con i nostri principi – commentano Dries Crevits e Katti Van Oosterwijck del team Korys –. Il settore della frutta secca ed essiccata è in continua crescita ed Euro Company è ben posizionata per rispondere alla domanda dei consumatori, con prodotti etici e ad impatto positivo”.

Probios sale al 60% di BMS e accresce la base produttiva

Rafforzare l’asset industriale, estendere il presidio lungo l’intera filiera produttiva e consolidare la capacità di offerta sul mercato europeo e internazionale. Sono queste le motivazioni che hanno spinto Probios Group ad incrementare dal 30% al 60% la quota detenuta nel capitale sociale di BMS, azienda di Spoleto specializzata nell’acquisto, trasformazione e commercializzazione di prodotti agroalimentari organic, salutistici e free-from, in particolare, cereali per la colazione, semi, legumi, farine gluten free e frutta secca. L’operazione è stata realizzata con il supporto di Agreen Capital, azionista di riferimento di Probios.
Dopo un 2024 segnato da una parte dall’acquisizione di BiotoBio e di cinque marchi storici del biologico italiano (Baule Volante, Fior di Loto, Zer%, La Finestra sul Cielo e ViviBio) e dall’altra dall’ingresso iniziale in BMS, il gruppo con sede a Calenzano (FI) conferma la propria traiettoria di crescita nell’healthy food, con un fatturato superiore a 100 milioni di euro e una presenza diretta in 47 Paesi. “Consolidare la maggioranza in BMS è un’operazione industriale, con una chiara visione strategica – commenta Andrea Rossi, Presidente di Probios Group e Managing Partner di Agreen Capital –. Significa garantire maggiore presidio sulla supply chain, potenziare know-how e competenze produttive, accelerare il percorso che ci vede impegnati a diventare un player europeo di riferimento nel mondo dell’alimentazione salutistica e funzionale”.

DALLA MATERIA PRIMA
AL PRODOTTO FINITO
Questa acquisizione rappresenta la naturale evoluzione del nostro piano industriale – aggiunge Renato Calabrese, Amministratore Delegato di Probios Group (nella foto a destra) –, un percorso coerente che ci porta a rafforzare la nostra base produttiva e ad ampliare la capacità di rispondere in maniera efficace alle richieste del mercato. Dalla materia prima al prodotto finito, vogliamo presidiare ogni fase della filiera, garantendo continuità, solidità operativa e valore per consumatori e stakeholder”.
L’ingresso stabile in Probios Group segna per BMS l’avvio di una nuova stagione di crescita – conclude Enrico Tinelli, Amministratore Delegato di BMS –. La nostra esperienza industriale si unisce ora alla visione internazionale del gruppo, creando le condizioni ideali per valorizzare ulteriormente la filiera agricola e mettere a fattor comune sinergie commerciali e operative”.
La sfida per Probios è interpretare e anticipare le nuove sensibilità dei consumatori: dalla ricerca di alimenti clean label e plant-based fino al crescente orientamento verso prodotti funzionali, gluten free e a ridotto impatto ambientale. Una strategia finalizzata a conquistare un pubblico sempre più trasversale, che va dai consumatori amanti del biologico e degli acquisti consapevoli a coloro che scelgono prodotti con particolari claim e caratteristiche per soddisfare stili alimentari ed esigenze di benessere.
Nell’operazione, il gruppo è stato assistito da Agreen Capital per le attività di M&A advisory e da Epyon Consulting per la due diligence finanziaria, mentre sul fronte legale è stato supportato dallo Studio Avvocatidimpresa, con il Managing Partner Avv. Alberto Calvi di Coenzo.

Tris di acquisizioni per Investindustrial nelle macchine utensili per il food

Investindustrial mette a segno tre acquisizioni in un colpo solo. Una società di investimento gestita in modo indipendente e detenuta indirettamente dal gruppo ha raggiunto un accordo per rilevare il 100% di Kiremko Group, Idaho Steel Products e Reyco Systems, che insieme costituiscono uno dei leader mondiali nella progettazione e produzione di macchine utensili e soluzioni personalizzate per il settore agroalimentare, con particolare attenzione al segmento che segue la lavorazione delle patate. In pratica, queste tre aziende servono i principali operatori che si occupano della lavorazione delle patate a livello mondiale grazie a una partnership costituita nel 1996 tra Kiremko (fondata nel 1965 con sede a Montfoort, Paesi Bassi), Idaho Steel (creata nel 1918 e basata a Idaho Falls, Idaho) e Reyco (avviata nel 1975 con quartier generale a Caldwell, Idaho).
Negli anni il gruppo si è affermato come uno dei principali fornitori globali di soluzioni per la produzione industriale di prodotti a base di patate, quali patatine fritte surgelate, crocchette di patate e fiocchi di patate, arrivando ad avere oltre 300 clienti in più di 50 Paesi, oltre 450 dipendenti tra impianti produttivi e uffici situati nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti, in India e in Cina, e un fatturato superiore ai 200 milioni di dollari nel 2024.
Ora l’obiettivo è promuovere la confluenza delle tre aziende in un nuovo gruppo e costruire una piattaforma leader a livello mondiale nel settore delle attrezzature e dell’impiantistica per la lavorazione alimentare, per poi crescere sia attraverso l’espansione organica e tramite acquisizioni nei mercati di riferimento, sia attraverso l’estensione a settori correlati a quello in cui operano le tre società.

LA CRESCITA NELL’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE E NEL FOOD & BEVERAGE
Con questa operazione, soggetta alle consuete approvazioni regolamentari, le partecipate di Investindustrial attive nell’automazione industriale raggiungono un fatturato complessivo di circa 1,5 miliardi di euro e contano circa 5.000 dipendenti, mentre quelle operanti nel settore food and beverage generano circa 8,2 miliardi di euro e impiegano oltre 20.000 persone (dati a dicembre 2024). Kiremko è attualmente di proprietà di Paul Oosterlaken e Andy Gowing, mentre Idaho Steel e Reyco sono di proprietà delle famiglie Bradshaw e Christensen.
Kiremko, Idaho Steel e Reyco sono leader del settore – dichiara Andrea C. Bonomi, Presidente dell’Industrial Advisory Board di Investindustrial – noti per le loro macchine di alta qualità, l’impegno nell’innovazione e le solide relazioni con i clienti. Siamo entusiasti delle significative opportunità di crescita offerte dall’unione delle società in un unico gruppo. Nel sostenere la loro integrazione, siamo convinti che la combinazione della nostra vasta esperienza industriale e della nostra rete globale con i loro punti di forza porterà ad incrementare l’innovazione, aumenterà il valore per i clienti e rafforzerà ulteriormente la posizione di mercato del gruppo. Quest’ultimo rappresenta un’aggiunta interessante al portafoglio di aziende di eccellenza d’Investindustrial e non vediamo l’ora di contribuire alla crescita del suo successo e della sua espansione”.
Questa operazione è guidata dal nostro impegno a costruire un futuro migliore per i nostri dipendenti, clienti, fornitori e tutti i nostri stakeholder – afferma Paul Oosterlaken, Direttore di Kiremko, a nome degli azionisti del gruppo –. In quanto aziende a conduzione familiare, siamo rimasti profondamente colpiti dalla reputazione e dalla visione di Investindustrial nell’investire in aziende come le nostre. Riteniamo che questa partnership prevista rappresenti un’enorme opportunità per Kiremko, Idaho Steel e Reyco di rafforzare la loro posizione competitiva congiunta sul mercato globale”.
Investindustrial è stata assistita da Baird in qualità di consulente finanziario e da Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom e Houthoff in qualità di consulenti legali. I venditori sono stati assistiti da Rabobank in qualità di consulente finanziario esclusivo e da DLA Piper in qualità di consulenti legali.

Foster Clark Products acquisisce Preziosi Food

Passa di mano Preziosi Food, produttore di snack salati per insegne della distribuzione organizzata in Italia ed Europa e con il proprio marchio Salati Preziosi. Foster Clark Products, gruppo industriale della Holding Francis Busuttil & Sons e attivo nel settore alimentare con il brand Foster Clark’s, ha completato l’acquisizione del 100% del capitale sociale. L’operazione comprende i marchi e lo stabilimento di Melfi, in Basilicata, che impiega circa 200 persone e produce ogni anno oltre 130 milioni di confezioni tra patatine, popcorn e altri snack salati. Preziosi Food ha generato nel 2024 ricavi superiori a 86 milioni di euro con un Ebitda pari al 13%. L’azienda era partecipata in maggioranza dai fondi di investimento Vertis SGR e HAT Sicaf e in minoranza da Grani & Partners (gruppo Promotica).
L’operazione, la prima in Italia di Foster Clark Products, si inserisce nella strategia di crescita per linee esterne avviata dal gruppo per rafforzare la propria presenza in Europa e dà modo alla società di dotarsi di una piattaforma industriale e di un presidio in Italia nei settori snack salati, dolci e confectionery. Le attività produttive, operative e commerciali di Preziosi Food proseguiranno sotto la guida dell’attuale Ceo Lorenzo Caporaletti, che ha condotto il rilancio dell’azienda dal 2021.

L’OBIETTIVO È ACCELERARE IL PERCORSO DI CRESCITA
La Holding Francis Busuttil & Sons è una delle principali realtà imprenditoriali maltesi, proprietaria del marchio Foster Clark’s, presente nei settori delle bevande in polvere, dei dessert e dei coadiuvanti per la panificazione. L’azienda esporta in oltre 70 paesi, in particolare in Medio Oriente, Africa e in alcune zone dell’Asia. “Questa acquisizione rappresenta un importante passo strategico per la nostra espansione in Europa – commenta Joseph Busuttil, Presidente e Ceo di Foster Clark Products – e ci permette di entrare nel mercato italiano attraverso una realtà industriale d’eccellenza. Riconosciamo in Preziosi Food una cultura imprenditoriale e una capacità di innovazione che condividiamo pienamente, e siamo entusiasti di intraprendere questo nuovo percorso insieme”.
Dal canto suo, Lorenzo Caporaletti, Ceo di Preziosi Food (nella foto a sinistra), sottolinea che “L’ingresso in FCP rappresenta un’opportunità per accelerare ulteriormente il nostro percorso di crescita, mettendo a fattor comune competenze industriali, visione strategica e presenza internazionale. La continuità operativa e manageriale garantirà stabilità e nuove prospettive sia per i nostri clienti che per le nostre persone”. Preziosi Food è stata assistita da Houlihan Lokey in qualità di advisor finanziario, PwC per gli aspetti contabili e dallo studio Giliberti Triscornia e Associati per la parte legale. Foster Clark Products Ltd. è stata supportata da Deloitte per gli aspetti finanziari e da Grimaldi Alliance per la consulenza legale.

NewPrinces acquisisce Carrefour Italia per 1 euro

Non lo hanno visto arrivare. Mossa a sorpresa di Angelo Mastrolia (nella foto in alto), Presidente di NewPrinces che ha annunciato di aver sottoscritto con Carrefour un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Carrefour Italia sulla base di una valutazione pari a circa 1 miliardo di euro, ma a fronte di un equity value (il valore riconosciuto agli azionisti, cioè la casa madre francese) di solo 1 euro. Grazie a questa acquisizione – soggetta all’ottenimento delle consuete autorizzazioni da parte delle autorità competenti, un fronte su cui però non si intravedono particolari ostacoli – NewPrinces diventa il secondo gruppo italiano nel food per fatturato – pari a circa 6,9 miliardi di euro – e il primo operatore in termini occupazionali, con 13.000 operatori diretti in Italia e più di 18.000 nel mondo, oltre a ulteriori 11.000 persone coinvolte nelle attività accessorie fornite da aziende esterne.
Si chiude così la lunga esperienza italiana di Carrefour, avara di soddisfazioni sotto il profilo finanziario (secondo l’area studi Mediobanca, nel quinquennio 2019-2023 le perdite hanno raggiunto gli 874 milioni di euro) e che negli ultimi anni aveva visto una decisa virata verso il franchising, proprio con lo scopo di ottenere maggiore flessibilità nel presidio del mercato. Carrefour in Italia gestisce una rete multiformato di 1.188 punti vendita (41 ipermercati, 315 supermercati, 820 negozi di prossimità e 12 cash & carry) e ha registrato nel 2024 un fatturato lordo di 4,2 miliardi di euro (3,7 miliardi senza includere i carburanti, con un Ebitda di 115 milioni di euro), pari a circa il 4% del fatturato del gruppo. Dopo una fase di rilancio dal 2020 al 2022, Carrefour Italia ha registrato un calo del fatturato, nonché un risultato operativo corrente e un free cash flow negativi nel 2024.
Nell’ambito dell’operazione, Carrefour reinvestirà quale contributo una tantum 237,5 milioni di euro nella filiale italiana a sostegno del rilancio industriale e della continuità operativa, mentre NewPrinces si impegna a investire al closing 200 milioni di euro, destinati a iniziative di sviluppo, innovazione logistica e rinnovamento del brand. Il marchio Carrefour sarà utilizzato su licenza per un periodo transitorio, seguito dal rilancio di quello GS.

SINERGIE TRA INDUSTRIA E RETAIL
La campagna acquisti di NewPrinces delle ultime settimane è impressionante: prima  l’operazione Plasmon (per un valore di 120 milioni di euro) e quella di Diageo Operations Italy, poi il grande investimento immobiliare nel Regno Unito (per una cifra complessiva che si aggira sui 95 milioni di euro) e ora l’acquisizione di Carrefour Italia. Di tutti i colpi portati a segno, di sicuro quello più impegnativo. Nella nota stampa con cui ha comunicato l’accordo, NewPrinces fa professione di ottimismo e sottolinea che attraverso questa operazione potrà: accedere direttamente al consumatore finale, ampliando il proprio presidio lungo la catena del valore; ottimizzare le sinergie tra produzione e distribuzione, migliorando l’efficienza logistica e riducendo i costi operativi; valorizzare il suo portafoglio di brand all’interno della rete retail; sviluppare nuove piattaforme omnicanale per la vendita e la delivery di prodotti freschi e confezionati; rafforzare la propria posizione in mercati chiave a livello europeo, partendo da un’infrastruttura solida e radicata nel territorio italiano.
L’acquisizione di Carrefour Italia rappresenta una tappa fondamentale nella traiettoria di crescita del nostro gruppo – dichiara Angelo Mastrolia, Presidente di NewPrinces Group –. Con questa operazione, compiamo un passo decisivo verso l’integrazione verticale tra produzione e distribuzione, rafforzando la nostra capacità di generare valore lungo l’intera filiera. Abbiamo scelto di investire con determinazione in un asset strategico per l’Italia, con l’obiettivo di rilanciare una rete capillare e di valorizzare al massimo le sinergie tra retail e industria. La nostra volontà è chiara: costruire un modello sostenibile, solido e orientato al lungo termine, in grado di offrire benefici concreti a clienti, dipendenti, fornitori e azionisti”.

Mega investimento immobiliare a Liverpool per NewPrinces

NewPrinces compra casa a Liverpool e sceglie una location di alto valore, economico e simbolico. Il gruppo guidato da Angelo Mastrolia ha reso noto che la sua controllata Princes Limited – uno dei principali player del food & beverage del Regno Unito e dal 2024 parte di NewPrinces – ha completato l’acquisto della sua sede storica Royal Liver Building a Liverpool nell’ambito di un investimento di 60 milioni di sterline (circa 69 milioni di euro al cambio attuale). L’operazione si inserisce in un più ampio piano immobiliare del valore complessivo di 83 milioni di sterline (95 milioni di euro), che include anche l’acquisto del sito Symington’s di Cross Green a Leeds per 23 milioni di sterline (26 milioni di euro). Il Royal Liver Building è un degli edifici simbolo dell’identità di Liverpool. L’operazione risulta avere un impatto neutro rispetto al rapporto debito netto/Ebitda di Princes, grazie a risparmi annuali ricorrenti derivanti dall’eliminazione dei costi di locazione e dai contributi dei canoni di locazione degli attuali affittuari, ed è stata supportata da Hsbc UK, che ha concesso un finanziamento a lungo termine di 50 milioni di sterline.

UN HUB PER SOSTENERE LA CRESCITA
Princes è nata proprio a Liverpool nel 1880 come Simpson & Roberts & Co., società specializzata nell’importazione di conserve alimentari, e nel 1900 ha adottato il nome attuale. L’acquisizione del Royal Liver Building rappresenta dunque un sorta di ritorno alle origini e – secondo quanto comunicato dall’azienda – anche una scelta strategica proiettata al futuro: il sito diventerà un hub operativo centrale, in grado di sostenere la crescita, l’innovazione e il dialogo con il territorio negli anni a venire. L’idea è quella di espandere la presenza all’interno dell’edificio, utilizzandolo non solo come sede aziendale, ma anche come spazio polivalente per eventi, collaborazioni e coinvolgimento del pubblico. Princes ha confermato che tutte le attività e gli accordi esistenti con gli attuali inquilini del Royal Liver Building resteranno invariati, garantendo continuità e stabilità. “Con questa acquisizione stiamo costruendo un patrimonio comune – dichiara Angelo Mastrolia, Presidente del Gruppo NewPrinces –. Il Royal Liver Building non sarà solo un simbolo della nostra ambizione, ma anche una piattaforma strategica per l’espansione, l’innovazione e l’impegno culturale”.
Princes conta 10 siti produttivi nel Regno Unito e impiega quasi 3.000 persone. L’azienda ha recentemente annunciato una campagna a sostegno dell’industria alimentare: molti dei suoi prodotti riceveranno presto il marchio UKM, che attesta la produzione negli stabilimenti britannici e il contributo dato all’economia e alla filiera locale. “Liverpool è parte integrante del nostro patrimonio e del nostro futuro – afferma Simon Harrison, Ceo di Princes –. L’acquisizione del Royal Liver Building riflette il nostro impegno nei confronti di questa grande città, della nostra gente e del successo sostenibile. Il Royal Liver Building è un simbolo intramontabile di Liverpool ed è un onore per Princes poterlo chiamare casa”.

GLI OBIETTIVI DI FATTURATO
L’operazione segue quelle realizzate dal Gruppo NewPrinces negli ultimi mesi: il sito di Santa Vittoria d’Alba in Italia, rilevato da Diageo, consolidando la propria presenza nei segmenti delle bevande alcoliche, a basso o nullo contenuto alcolico e dei formati ready-to-drink; il marchio di alimenti per l’infanzia Plasmon e il suo sito produttivo di Latina in Italia, comprati da Kraft Heinz. Queste acquisizioni porteranno il fatturato a 3,2 miliardi di euro nel 2025, segnando un solido progresso verso l’obiettivo di 5 miliardi di euro di fatturato entro il 2030.
Il Gruppo NewPrinces ha un portafoglio di oltre 30 marchi a livello internazionale in diverse categorie, tra cui pasta e prodotti da forno, latticini, pesce e alimenti in scatola, oli alimentari, piatti pronti e prodotti speciali come alimenti per la nutrizione infantile e per il benessere. Con una presenza consolidata in 4 mercati chiave e un export verso oltre 60 paesi, NewPrinces serve più di 30.000 clienti tra i più importanti retailer d’Europa. Nel 2024, ha generato ricavi per 2,8 miliardi di euro, grazie a una forza lavoro di oltre 8.000 dipendenti e 31 stabilimenti distribuiti in Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Polonia e Mauritius.

Epta, l’accordo con Hauser porterà a 2 miliardi di ricavi consolidati

Si chiama Hauser, è austriaca, ha una forte presenza in Germania, Austria e Svizzera, oltre che nei mercati dell’Europa Centrale e Orientale, e nell’esercizio finanziario 2024/25 ha generato un fatturato di circa 410 milioni di euro, con 1.500 dipendenti. Ecco l’identikit della società che consentirà ad Epta di fare il balzo verso i 2 miliardi di euro di ricavi consolidati, rafforzandone la posizione nel settore della refrigerazione commerciale. Il passaggio da concorrenti ad alleati è stato sancito dalla firma di un accordo in base al quale Hauser entrerà a far parte del Gruppo Epta. Più nel dettaglio, una volta completata la transazione, che avverrà attraverso un conferimento delle azioni di Hauser in Epta, gli attuali azionisti di Epta (la famiglia Nocivelli, a cui fa capo una quota quantificabile nell’80%, e quella Triglio Godino) deterranno circa l’86% dell’entità combinata, mentre la fondazione di proprietà Hauser si attesterà intorno al 14% del capitale.
A una domanda di InstoreMag relativa al futuro del brand, Epta ha risposto che continuerà ad esistere: “Il marchio Hauser vanta un’elevata riconoscibilità e un solido posizionamento in diversi dei suoi mercati. In linea con la nostra strategia di valorizzazione dei brand, dimostrata in operazioni precedenti, ci impegniamo a preservare e rafforzare marchi consolidati come parte integrante dell’ecosistema Epta”. L’obiettivo è chiaro: essere più competitivi nel settore retail. Insieme, Epta e Hauser rafforzeranno significativamente la loro presenza geografica, con un forte focus su Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Ungheria, altre nazioni dell’Europa Sud Orientale, Regno Unito e Francia. In totale i dipendenti saranno 10.000 e al network produttivo di Epta si aggiungeranno i due stabilimenti che Hauser possiede in Austria e Repubblica Ceca.
L’unione delle famiglie imprenditoriali di Epta e Hauser segna l’inizio di un nuovo capitolo di eccellenza industriale europea – dichiara Marco Nocivelli, Ceo di Epta (nella foto a sinistra) – fondato su valori condivisi, una visione comune e un profondo impegno verso l’innovazione sostenibile. La nostra esperienza congiunta nel business della refrigerazione commerciale è unica. Insieme alla recente partnership con la famiglia Viessmann nata nel 2023, l’accordo con Hauser rafforza ulteriormente la nostra posizione di player globale nel settore. In uno scenario plasmato dalla transizione ecologica e digitale, creare partnership e reti significative è essenziale per generare crescita sostenibile: questo accordo rappresenta perfettamente la nostra strategia e la nostra volontà di continuare a investire nel futuro del Gruppo secondo il nostro Purpose – Preserving our planet with conscious innovation. Together”.
Grazie ad un partner solido come Epta – afferma Thomas Loibl, Ceo di Hauser (nella foto a destra) – proseguiamo la nostra tradizione di azienda familiare rafforzando al contempo la nostra presenza internazionale. Questo passo garantisce uno sviluppo sostenibile dell’azienda, offre stabilità in un contesto economico volatile e apre nuove opportunità per Hauser”. Al momento del closing, Hauser sarà pienamente consolidata nei bilanci di Epta e, come parte dell’accordo, sarà rappresentata nel Consiglio di Amministrazione. Il completamento dell’operazione è soggetto alle consuete condizioni sospensive, inclusa l’approvazione da parte delle autorità antitrust europee, attesa entro la fine del 2025. Nell’ambito dell’operazione, Epta è stata assistita da Bain & Company per la due diligence business e operativa, da PwC per gli aspetti finanziari e fiscali e da Clifford Chance come advisor legale. Hauser è stata invece assistita da PwC per gli aspetti finanziari/fiscali e legali.

L’incertezza economica frena le operazioni di M&A

Dopo un inizio d’anno segnato da un cauto ottimismo, le aspettative di ripresa delle operazioni di M&A nel settore Consumer – ovvero i settori Moda e Lusso, Food & Beverages, Beauty & Personal Care, Retail, Hospitality & Leisure, Packaging – si sono progressivamente raffreddate secondo la Global & Italian M&A Trends Consumer Markets di PwC. Il contesto macroeconomico, caratterizzato da pressioni inflazionistiche, tassi d’interesse e incertezza sui dazi, ha indebolito la fiducia degli investitori e il sentiment dei consumatori, rallentando le dinamiche di crescita del mercato.
Nei primi cinque mesi del 2025, i volumi delle operazioni di M&A nel Consumer Markets sono diminuiti del 9% a livello mondiale, rispetto allo stesso periodo del 2024, segnando però una flessione più contenuta rispetto al -11% registrato nei volumi del mercato complessivo. In controtendenza, i controvalori delle operazioni sono aumentati del 32%, sostenuti da sette operazioni superiori a 5 miliardi di dollari annunciate nella prima metà del 2025. Il mercato italiano riflette la dinamica mondiale: nei primi 5 mesi del 2025 sono state annunciate 158 operazioni nel Consumer Markets, in calo del 7% rispetto ai 170 deal rilevati nello stesso periodo del 2024.
Il decremento principale è legato alle operazioni annunciate da investitori finanziari, in flessione del 17%. La loro incidenza sul totale delle operazioni è scesa al 40% nella prima metà del 2025, rispetto al 45% raggiunto nel 2024, confermando maggiore cautela degli investitori su settori come Food&Beverage e Moda. I tempi di gestazione delle operazioni si sono allungati, nel segno di una maggiore prudenza sia da parte degli operatori strategici, che stanno conducendo revisioni del portafoglio e rivedendo le proprie strategie, sia da parte dei fondi di private equity.

LE ACQUISIZIONI NEL FOOD & BEVERAGES
Il Food & Beverages soffre di una contrazione marcata dell’attività di M&A, con 33 deals in Italia nei primi cinque mesi dell’anno, in calo del 27% rispetto ai 45 dello stesso periodo del 2024. In particolare, si riducono le operazioni dei fondi di Private Equity (-38%), ancora più selettivi a causa delle dinamiche inflazionistiche e dell’aumento dei prezzi alimentari (+6% su base annua), che influiscono sugli acquisti dei consumatori, e dei rischi associati ai dazi.
Secondo la Voice of the Consumer Survey di PwC, il 33% dei consumatori è più incline ad acquistare alimenti salutisti. Una tendenza che si riflette anche sulle attività di M&A, stimolando operazioni in segmenti quali i formaggi freschi (Gioiella / I Freschi), salumi magri (Bresaole Pini / Vismara, Biolab / Brendolan), alimenti ad alto valore proteico e nutrizionale (Eurovo / Anna Alla Ltd e Waffelman) o “free from” (Di Marco / Galati), e conferma l’importanza strategica di presidiare la filiera animale (Eurovo / Granja Panilla). Operazioni come quella di Chequers / Gourmet Italian Food rispecchiano l’interesse crescente verso i prodotti semi-lavorati e i piatti pronti da parte dei consumatori.
La contrazione nella domanda di bevande alcoliche e zuccherate spinge i principali operatori a rivedere i propri portafogli, con deal mirati a colmare gap strategici, come nel caso di Alfin / Acqua Filette. Nel mondo del vino le operazioni si focalizzano sul segmento biologico (Tenuta Ulisse / Cirelli La Collina Biologica), mentre proseguono le dismissioni di asset non core, come la cessione di Cinzano e Frattina da Campari al Gruppo Caffo annunciata a giugno 2025.

VIVACE IL SEGMENTO BAKERY
Il Bakery & Confectionary si conferma il segmento più attivo per le operazioni di M&A, specialmente sui produttori di alimenti confezionati frozen o ambient e con un posizionamento a scaffale di convenienza (Valeo Foods / Freddi Dolciaria, Melegatti), apprezzati per l’elevato value for money e il prezzo unitario contenuto. Tra le principali operazioni si segnalano Vandemoortele / Lizzi, IDAK Food Group AG / Sorrento Sapori e Tradizioni, Vergani / Scarpato. Emblematico l’investimento di Terlos in Casa Optima, iconico produttore italiano di ingredienti per gelato (annunciata a giugno 2025), e l’Opa di Ferrero sui cereali di WK Kellogg, che risponde alle esigenze di crescita nel segmento salutistico e di espansione ulteriore negli Stati Uniti, anche come risposta ai dazi.
Nella ristorazione, il mercato M&A si concentra sul fast dining senza seduta, favorito da limitati investimenti iniziali e maggiori opportunità di riconversione, sul segmento lusso, trainato da investitori strategici e family office, e su turnaround di catene in difficoltà. Tra le operazioni della prima meta del 2025, si segnalano: l’ingresso di Quattro R in Cigierre, la cessione di Temakinho a Black Arrow, gli investimenti di LMDV Hospitality Group (con l’acquisizione del Twiga e le aperture a marchio Vesta), le aperture annunciate di Langosteria (in cui ha investito Remo Ruffini tramite Archive) e l’acquisizione dello storico ristorante Il Caminetto di Milano Marittima da parte di PLT Holding, uno dei maggiori gruppi italiani indipendenti attivi nel settore dell’energia rinnovabile.

RETAIL, OCCHI PUNTATI SU CARREFOUR
Il mercato M&A nel settore Retail, in particolare nel grocery, continua a essere guidato da dinamiche di consolidamento, con molta vivacità per le operazioni di piccole dimensioni. L’attenzione del mercato è attualmente catalizzata da possibili riposizionamenti strategici di alcuni grandi operatori internazionali, tra cui Carrefour, al centro di rumors sempre più insistenti riguardo a una possibile uscita da mercati come Italia, Polonia e Belgio. Un evento di tale portata potrebbe innescare un significativo riassetto competitivo nei paesi coinvolti e nelle regioni chiave in cui e più presente Carrefour (Lombardia, Piemonte e Lazio), aprendo la strada a operazioni di acquisizione e ristrutturazione su larga scala, con impatti potenzialmente rilevanti sulla distribuzione delle quote di mercato e sulle strategie di posizionamento degli attori attivi nel food retail. In parallelo, PwC prospetta ulteriore dinamismo sulle catene del retail specializzato nei segmenti personal care e farmacie.

LE PROSPETTIVE PER LA SECONDA METÀ DELL’ANNO
Emanuela Pettenò, Partner e Markets Deals Leader PwC Italia, riassume così le aspettative per la seconda metà dell’anno: “Le aziende del Consumer Markets sono attualmente penalizzate da valutazioni depresse di cui beneficeranno gli investitori capaci di affrontare situazioni di turnaround operativo e finanziario. I fondi di Private Equity saranno sempre più selettivi e focalizzati su Food e Beauty, settori più resilienti. Sul fronte acquisizioni, i fondi potrebbero aumentare le operazioni di “take-private” e add-on di portafoglio, mentre saranno posticipate le cessioni di asset con performance inferiori ai budget e più impattati dai dazi. Gli operatori strategici nel Retail e nel Food punteranno sulla filiera e su asset tecnologici, investendo sulla customer experience, con piattaforme di marketing, e-commerce, sistemi di pagamento, e soluzioni gestionali per l’inventario. Nella moda prevediamo operazioni di turnaround e l’ingresso di partner in brand ancora controllati dalle famiglie”.

BrandContent

Fotogallery

Il database online della Business Community italiana

Cerca con whoswho.it

Diritto alimentare