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Nasce Accademia del Basilico: Barilla porta in aula i coltivatori della filiera del pesto

Cresce la domanda di pesto a livello globale: +17% in volume dal 2023 al 2024 in base ai dati Nielsen. Una ragione in più per Barilla, il leader mondiale con una quota di mercato arrivata al 40,4% lo scorso anno, per rilanciare la sfida con Accademia del Basilico, un programma incentrato sulla formazione degli agricoltori coinvolti nella coltivazione del basilico per i Pesti Barilla, la cui produzione è concentrata nello stabilimento sughi di Rubbiano (PR). Realizzato in collaborazione con Dinamica, ente di formazione, certificato e specializzato nel settore agroalimentare in Emilia-Romagna e con il supporto di Open field, il corso si è sviluppato attraverso sette lezioni per approfondire varie tematiche, tra cui la salubrità del suolo, la gestione integrata dei problemi fitosanitari legati alla coltivazione del basilico e le innovazioni tecnologiche, coinvolgendo 21 partner dell’azienda, tra coltivatori e stakeholder.
L’obiettivo di Accademia del Basilico è duplice: da un lato, rafforzare il legame con i coltivatori e tutti gli attori strategici della filiera, per condividere con loro strumenti e competenze per migliorare continuamente le pratiche agricole nella coltivazione di quello che per Barilla è “l’oro verde”; dall’altro, valorizzare la filiera del basilico dell’azienda e il suo modello innovativo a vantaggio della più ampia comunità agricola, portando l’esperienza di Pesto Barilla anche al di fuori dei confini nazionali. “Con Accademia del Basilico Barilla vuole offrire ai propri coltivatori una nuova opportunità di crescita e di networking, dove tutti i partner coinvolti possono condividere esperienze e competenze, e acquisire nuove conoscenze sulle pratiche agricole responsabili per la coltivazione del nostro basilico – spiega Matteo Gori, Presidente della categoria sughi Barilla –. Grazie a questa iniziativa Barilla dimostra ancora una volta la propria attenzione all’ambiente, al territorio e alle persone, valorizzandone il saper fare, per continuare a perseguire un modello di agricoltura sostenibile, capace di integrare tradizione e innovazione”.

LOTTA A MALATTIE E PARASSITI
Partendo da un’introduzione panoramica sui principali problemi fitosanitari, i docenti che si sono alternati durante i diversi appuntamenti di Accademia del Basilico hanno analizzato gli impatti economici e produttivi delle malattie e dei parassiti che possono danneggiare le coltivazioni di basilico, spiegando come imparare a riconoscere i sintomi di alcune malattie, le infestazioni delle principali specie di insetti e le tecniche di prevenzione e controllo che è possibile adottare. Anche la regolamentazione vigente sui fitofarmaci e le pratiche di sicurezza nell’applicazione dei trattamenti sono state oggetto di discussione, con l’intento di mettere a fattor comune conoscenze e strategie per ridurre l’utilizzo di agrofarmaci. E ancora il tema dell’agricoltura 4.0 ha fornito l’occasione per discutere delle potenzialità di una gestione agricola “di precisione”, con focus sulle possibili applicazioni nella gestione agronomica del basilico. Grazie all’impiego di strumenti digitali sempre più sofisticati, è possibile non solo aumentare la resa produttiva dei terreni, ma soprattutto ridurre notevolmente l’impatto ambientale.

ACCORDI TRIENNALI E ROTAZIONE DELLE COLTURE
Barilla ha stretto con i propri basilicoltori legami triennali volti, da un lato, a garantire una produzione continuativa e di qualità, dall’altro a sostenere i coltivatori, l’economia e la produzione locale. Tra gli impegni contrattuali assunti da basilicoltori rientra la rotazione continua delle colture. Con l’obiettivo di preservare la struttura del suolo, aumentare la fertilità e ridurre la presenza di parassiti ed erbe infestanti, diverse specie vegetali vengono coltivate in uno stesso terreno in successione ricorrente, secondo una sequenza definita che evita la monocoltura. In questo modo il terreno non è sottoposto a progressivo esaurimento dei nutrienti. Al contempo, la rotazione colturale può ridurre la necessità di fertilizzanti ed erbicidi sintetici, migliorare la struttura del suolo e la sostanza organica, ridurre l’erosione e aumentare la resilienza del sistema agricolo. Inoltre, tutti i basilicoltori si impegnano contrattualmente a dedicare il 3% dei loro campi della filiera Barilla alla coltivazione di piante e fiori che promuovono la biodiversità, fornendo riparo agli insetti essenziali per l’ecosistema.

IL PROGETTO “MEZZO BIANCO”
L’impegno verso l’innovazione sostenibile si concretizza anche nella scelta del packaging, attraverso il progetto “mezzo bianco”, termine con il quale si indicano i vasetti alimentari con una percentuale di vetro riciclato più alta rispetto ai tradizionali contenitori in vetro bianco. I vasetti di Zignago Vetro scelti da Barilla contengono fino al 65% di vetro riciclato, ciò permette di diminuire significativamente il consumo di materie prime vergini e il consumo energetico. Inoltre, in termini emissivi, è stato stimato tramite specifica analisi che per la produzione del vaso in mezzo bianco le emissioni di CO2 sono ridotte del 28% rispetto a quello tradizionale in vetro bianco, a parità di fonte di approvvigionamento elettrico tra le due produzioni. Il vetro di Zignago Vetro è già utilizzato per oltre 43 milioni di vasetti di pesto, un numero che Barilla punta a far crescere, raggiungendo la totalità dei volumi di pesto nei prossimi anni.

Per i 50 anni di Mulino Bianco a Milano arriva la MulinoSveglia

Negli anni ‘80 era un premio ambito e un simbolo del marchio Mulino Bianco e ora è tornata, in formato maxi, tanto da essere perfino visitabile, ma solo per cinque giorni a partire da mercoledì 19 febbraio. La Sveglia a forma di Mulino è comparsa in Piazza Gae Aulenti a Milano: un’installazione (5 x 8 x 5,5 metri) creata per celebrare i 50 anni di Mulino Bianco, aperta al pubblico venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 febbraio, dalle 9 alle 20, con accesso libero e senza necessità di prenotazione. L’obiettivo è far vivere ai visitatori un’esperienza immersiva ed emozionale, guardando da vicino gli oggetti che hanno fatto la storia del brand, dalla gallina Rosita alla poltrona del Mugnaio, fino alle prime Sorpresine, passando per il Coccio e i frame degli spot tv. All’esterno dell’installazione sono presenti delle postazioni in cui i consumatori possono registrarsi o accedere al proprio account Mulino Bianco e ricevere una box degustazione ispirata alla MulinoSveglia. La confezione contiene alcuni prodotti Mulino Bianco e un leaflet che invita a partecipare al concorso attivo tutto l’anno, con in palio premi della storia del brand. Inoltre, è possibile condividere un ricordo buono legato a Mulino Bianco in cambio di una Sorpresina, come piccolo omaggio aggiuntivo rispetto ai prodotti. L’attività in piazza Gae Aulenti è attiva dal 19 al 23 febbraio, dalle 9 alle 20. Infine, sempre all’esterno della struttura, vi è una photo opportunity a libera fruizione che permette di scattare un’immagine con la MulinoSveglia, in compagnia del Piccolo Mugnaio.

L’idea e le PR dell’evento sono a cura di INC – PR Agency Content First, che lavora stabilmente con il Gruppo Barilla e che seguirà per il 2025 tutta la comunicazione dei 50 anni di Mulino Bianco. L’intero sviluppo creativo, produttivo e di gestione dell’esperienza e del suo racconto è guidato dalle unit di Uniting Group: ALL Communication che ha curato lo sviluppo creativo dell’installazione immersiva, dalla scenografia ai contenuti video, fino al sound design; FLU, che gestisce la strategia di attivazione degli influencer; KIWI, che traduce lo storytelling in una serie di contenuti creativi per i canali social del brand, accompagnando le diverse fasi dell’attivazione; aBit, che si occupa dell’attività di sampling. La struttura portante della MulinoSveglia è realizzata in ferro, gli elementi complementari e l’arredamento sono in legno, le componenti che riproducono le forme dell’installazione sono realizzate in EPS resinato, un materiale leggero e modellabile, ideale per scenografie di grande impatto. Questa scelta progettuale consente il riutilizzo in future occasioni, massimizzandone la durata nel tempo.

Ad amplificare l’attività, un team di influencer che rispondono in prima persona all’invito “Risvegliamo insieme i nostri ricordi buoni”: dai content creator Matteo Varini, in arte @mattovarini, e Andrea Di Raimo in arte @shamzy, ai family influencer Alessandra D’Agostino e Federica Braidotti, fino a chi si ritrova a condividere colazioni ogni mattina, come I Coinquilini e I Pozzolis. Chi con un taglio ironico, chi con un taglio più emozionale, ciascuno mette al centro del proprio racconto i suoi personali “Ricordi Buoni” costruiti insieme a Mulino Bianco, per coinvolgere la community nel fare altrettanto. All’interno di un’attivazione in più fasi, i creator raccontano sui canali social l’installazione in piazza Gae Aulenti, invitando i follower a partecipare al contest dedicato ai 50 anni di Mulino Bianco all’interno di Instagram Stories. Previsto, inoltre, un nuovo spot tv del Piccolo Mugnaio Bianco, “50 anni di ricordi Buoni” che andrà on air domenica 23 febbraio. Lo spot è ideato dall’agenzia creativa LePub e la pianificazione media è a cura di OMD Italy.

Barilla celebra il rito italiano della scarpetta nel nuovo spot

La scarpetta è un gesto italiano che racconta convivialità e amore per la buona cucina. Un rito antico, simbolo dell’arte culinaria del Belpaese, che testimonia l’attitudine ad apprezzare fino in fondo i piaceri della tavola. Partendo da questo insight, Barilla Al Bronzo reinventa tale abitudine culinaria rendendola centrale nell’esperienza gastronomica come gesto gourmet, anche in contesti di fine dining.

L’amore degli italiani per la scarpetta è confermato dai dati dell’indagine condotta da YouGov e commissionata da Barilla che mette in luce come quest’ultima sia l’abitudine culinaria di cui si sente maggiormente la mancanza nei contesti formali (per il 48% dei rispondenti), secondo solo al vestirsi in maniera comoda. Infatti, oltre la metà degli intervistati (57%) dichiara di apprezzare questo gesto della tradizione soprattutto in ambienti informali ma, tra questi, il 60% è portato a rinunciarvi in contesti più raffinati. Nonostante i tabù sociali, è evidente quanto i commensali amino godersi ogni pasto e, come emerge dallo studio, il 68% dei rispondenti desidera goderne fino all’ultimo boccone, con un aumento significativo della percentuale quando questa consuetudine si lega al consumo di pasta. Quasi tutti gli intervistati (93%) hanno espresso il proprio amore per questo piatto e l’86% rivela che il rituale della scarpetta sia sinonimo di pieno apprezzamento del piatto, associando il gesto anche a un’attenzione sostenibile: proprio il 52% degli intervistati, infatti, sostiene che lasciare il sugo nel piatto costituisca a tutti gli effetti uno spreco.

“In Italia, l’antico gesto del ‘fare la scarpetta’, conosciuto in tutto il mondo, esprime il piacere di assaporare un piatto fino alla fine. Un rituale solitamente riservato alla tavola di casa o a momenti informali. Con Barilla Al Bronzo celebriamo la passione italiana per il buon cibo e per la vita, portando la scarpetta in ogni occasione. Questo è il cuore della nostra nuova campagna”, afferma Katia Desogus, Direttore marketing Pasta Barilla Italia.

Nella nuova campagna, Barilla Al Bronzo è dunque “la pasta che fa la Scarpetta” celebrando il rituale della tradizione italiana in ogni occasione, a casa come al ristorante, rendendo un gesto informale adatto anche ai contesti più esclusivi e raffinati. Grazie alla sua consistenza ruvida e distintiva, Barilla Al Bronzo garantisce un’eccellente tenuta del sugo valorizzando la complessità dei sapori e rendendo ogni boccone un’esperienza ricca e appagante.

“L’obiettivo di questa campagna era comunicare le caratteristiche di un prodotto di altissima qualità, esaltando in modo chiaro e diretto l’eccellente capacità di Barilla Al Bronzo di catturare il sugo fino all’ultima goccia. È stato quindi naturale reinterpretare in chiave ironica una tradizione della nostra cultura, la ‘scarpetta’, espressione dell’attitude tutta italiana del sapersi godere la vita fino in fondo, e trasformarla nel perfetto rituale per gustare Barilla Al Bronzo”, aggiunge Francesco Poletti, CCO LePub Italia.

Firmata dall’agenzia creativa LePub, la campagna sarà on air in dieci mercati con una strategia multi-touchpoint che prevede TV, CTV, OOH e DOOH, asset per canali digitali e social.

Cambio look per Barilla al Bronzo: il nuovo pack mira all’esperienza premium

Sugli scaffali della Gdo è arrivato il nuovo pack di Barilla Al Bronzo: la confezione, più grande nel formato da 500 gr, è pensata per valorizzarne l’esperienza premium. Con questo rilancio, Barilla riafferma l’impegno per l’innovazione e mette in risalto la qualità del prodotto.

La tonalità di rosso più profonda e la finestrella trasparente della rinnovata confezione rimarcano la caratteristica consistenza ruvida da cui dipende la tenuta del sugo. Il design della pasta è realizzato con cura per soddisfare diverse esigenze di gusto, perché si abbina a qualsiasi tipo di condimento e a ogni ricettazione. Barilla attinge al metodo della trafilatura al bronzo che dona una superficie ruvida distintiva, fondamentale per un’eccellente presa del sugo, perfetta per catturare ogni condimento. Questo processo, noto come “lavorazione grezza”, è realizzato con speciali trafile con microincisioni.

Barilla seleziona con cura grani duri pregiati, sapientemente macinati, per produrre la semola utilizzata per la sua pasta al Bronzo. La miscela di grano duro è scelta appositamente per ottenere risultati ottimali, con un contenuto proteico superiore al 14% per una consistenza robusta. L’eccellente qualità e quantità di proteine ​​aumenta la consistenza della pasta e la sua capacità di trattenere l’amido durante la cottura, per un risultato “al dente”.

Mangiare in compagnia fa bene alla salute: a confermarlo è la scienza

La convivialità è l’ingrediente segreto che rafforza i legami familiari e riduce lo stress portando benessere psico-fisico: a confermarlo sono due studi scientifici presentati in occasione dell’ultimo appuntamento del ciclo di “Let’s Talk About Food & Science” promosso dal Gruppo Barilla. Il primo è una ricerca dell’Università del Minnesota pubblicata sulla rivista Family, System and Health, che fotografa l’attuale “stato di salute” della convivialità analizzando abitudini e riti quotidiani in Italia, Germania e Stati Uniti, con oltre 1.000 partecipanti per ciascun Paese; il secondo invece è uno studio italiano pubblicato sulla rivista “Nutrition Research”, che analizza la più recente letteratura per confermare quanto mangiare insieme faccia bene alla salute, renda più felici e meno stressati.

Lo studio dell’Università del Minnesota rivela che chi mangia più spesso in compagnia dichiara di essere meno stressato – specie tedeschi e italiani – e, a fine pasto, di avere un umore migliore per il resto della giornata, soprattutto americani e tedeschi. Inoltre sono state riscontrate correlazioni positive significative tra la frequenza dei pasti condivisi e il rafforzamento dei legami sociali in tutti e tre i Paesi analizzati. Un’altra notizia positiva è che la convivialità è un fenomeno globale e non solo mediterraneo, pur con qualche differenza: il 50% degli intervistati dichiara di consumare sei o più pasti a settimana in famiglia o con gli amici, con punte del 74% in Italia, dato che conferma il nostro Paese leader della convivialità. All’altro estremo di questa classifica ci sono gli Stati Uniti: un americano su 10 ammette di non mangiare mai assieme ad amici o familiari e 3 su 10 non fanno più di 2 pasti a settimana in famiglia. E la tecnologia? Le tavole sono sempre più digitali: il 20% degli italiani condivide sui social media foto del pasto, tanto quanto gli americani e più spesso dei tedeschi, un’abitudine tollerata dai commensali purché non ci si intrattenga in videocall o telefonate.

Mangiare insieme aggiunge anni felici alla vita
Condividere un pasto vuol dire farsi del bene. Un’ulteriore riprova della correlazione positiva tra convivialità e una inferiore prevalenza di malattie cronico-degenerative, e maggiore benessere psicologico e longevità arriva dalla scientific review italiana realizzata da Elisabetta Bernardi e Francesco Visioli, secondo cui l’analisi delle risposte infiammatorie, dei livelli di pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e dei livelli di cortisolo evidenziano una relazione diretta tra felicità, salute e longevità, seppur i meccanismi che regolano una tale relazione non siano ancora del tutto chiari. Secondo Francesco Visioli, Professore Associato di Nutrizione Umana, Dipartimento di Medicina Molecolare, Università di Padova, “il modello alimentare mediterraneo, che si fonda proprio sul valore della convivialità, fa bene e lo provano numerosi studi, tra i più recenti, un’indagine condotta sulla popolazione spagnola che ha dimostrato una correlazione tra dieta mediterranea, condivisione dei pasti e minore insorgenza di malattie cardiovascolare. Il contesto sociale esercita dunque una profonda influenza sul comportamento alimentare: quando le persone condividono il past danno priorità alla salute e al benessere, prediligendo una sana alimentazione e aumentando il consumo di frutta e ortaggi”. Inoltre, stando allo studio, i nuclei familiari che consumano insieme i pasti tendono ad avere una dieta più sana e i loro membri hanno meno probabilità di essere in sovrappeso o obesi. In particolare i bambini che sin dalla tenera età sono cresciuti con genitori abituati al consumo di frutta e ortaggi saranno più propensi a integrare questi alimenti nella propria dieta quotidiana. Non solo: i due studiosi riportano evidenze secondo cui i bambini che consumano i pasti in famiglia hanno un rischio minore di obesità, migliori risultati scolastici e sono meno stressati e ansiosi. La partecipazione ai pasti con amici e familiari crea anche un ambiente favorevole allo scambio di esperienze, migliorando così la qualità della comunicazione.

La convivialità dunque, caratterizzata da interazioni sociali gioiose e armoniose, sarebbe alla base del benessere individuale e collettivo. “Queste evidenze ci ricordano l’importanza di trovare il tempo per i pasti in comune. Non serve rimpiangere modelli conviviali che fanno parte di un passato lontano: che si tratti di un piacevole brunch nel fine settimana o di una cena veloce in settimana, i benefici del riunirsi intorno alla tavola ci sono e sono innegabili. Favorendo i legami e promuovendo emozioni positive, i pasti condivisi, in particolare se ispirati alla dieta mediterranea, hanno il potenziale per migliorare la qualità della vita degli individui e rafforzare i legami all’interno delle comunità. Infine, i ricordi positivi di precedenti interazioni sociali con parenti o amici stretti influiscono sulla decisione di perseguire ulteriori legami con queste persone” conferma Elisabetta Bernardi, Nutrizionista dell’Università di Bari e divulgatrice scientifica.

Pasta, simbolo della convivialità
Se la dieta mediterranea è il modello alimentare della convivialità, a maggior ragione il suo piatto simbolo non può essere che la pasta. Dal pranzo della domenica, alla cena della Vigilia di Natale, alla spaghettata di mezzanotte non c’è ricorrenza o occasione condivisa – canonica o improvvisata – in cui questo piatto non sia protagonista. Secondo il Prof. Vincenzo Russo, “Mangiare pasta provoca nell’individuo uno stato emotivo-cognitivo positivo con dei risultati uguali, se non addirittura superiori, rispetto a quelli registrati, con tecniche neuroscientifiche, ascoltando la musica preferita o assistendo a una manifestazione con lo sportivo che si tifa. Uno studio realizzato dal nostro Centro di Ricerca di Neuromarketing “Behavior & Brain Lab” dell’Università IULM ha dimostrato che l’esperienza emotiva vissuta durante la degustazione della pasta preferita è pari a quella generata dalla rievocazione di ricordi felici, in particolare quelli legati alla famiglia. I partecipanti al nostro test hanno infatti legato il consumo di pasta a momenti di condivisione familiare (5,10 su una scala Lickert da 1 a 6) e amicizia (5,07)”.

Novità gelati 2024: arrivano Pavesini, Gocciole e Ringo in versione vaschetta

Sono tre le novità per l’estate 2024 targate Algida e Barilla: Pavesini, per la prima volta in versione ice cream, Gocciole e Ringo, tutti nel formato in vaschetta.

Le due aziende, unite dal 2021 in una partnership strategica volta a rafforzare la presenza nel mercato dei gelati, ambiscono ad attrarre nuovi consumatori e nel contempo contribuire a far crescere la categoria, replicando la performance positiva come per il lancio della range dei sandwich. Pavesini, Gocciole e Ringo, nel nuovo formato in vaschetta, rappresentano tre proposizioni uniche per architettura e ricchezza di inclusione di topping, senza perdere di vista il bilanciamento tra profilo organolettico e gusto. Le tre nuove referenze infatti presentano strati alternati con mix di gelato e biscotti, che richiamano al biscotto originale sia nello strato centrale del gelato che nelle guarnizioni.

Pavesini
Per la prima volta i Pavesini si trasformano in un gelato ed entrano nel mercato dell’ice cream con un celebre gusto, il tiramisù, dolce italiano amatissimo nella versione con i biscotti leggeri. Perfetto come dopocena, la nuova referenza è una vaschetta di cremoso tiramisù gelato con salsa al caffè, uno strato di biscotti Pavesini alla base e topping con polvere di cacao.

Gocciole
A due anni dall’ingresso nel mercato dell’ice cream con un sandwich gelato che ripropone la combinazione tra pastafrolla e gocce di cioccolato del tradizionale biscotto, Gocciole approda nel formato in vaschetta. 435 grammi di cremoso gelato alla vaniglia con gocce di cioccolato e polvere di biscotto Gocciole. Al centro uno strato di mini Gocciole e un topping di gocce al cioccolato e biscotti di “mini” Gocciole.

Ringo
Dopo il Ringo Biscotto Gelato, nelle due varianti alla vaniglia e al cacao, è tempo anche del formato in vaschetta con cremoso gelato alla vaniglia e cacao e una salsa variegata al cacao. Al centro uno strato di biscotti con la forma “R” di Ringo alla vaniglia e al cacao. Infine, per guarnire il tutto, un topping di biscotti Ringo alla vaniglia e al cacao.

Ilaria Lodigiani a capo del marketing di Gruppo Barilla

L’inizio in Barilla dell’era di Gianluca Di Tondo – Ceo del gruppo da questo mese di aprile, così come era stato annunciato a fine ottobre dello scorso anno – porta a rivedere un’altra posizione di vertice. Ilaria Lodigiani, già Vice President Global Marketing di Barilla Brand, è stata promossa Chief Marketing Officer, in pratica ereditando il ruolo dallo stesso Di Tondo, che in Barilla era arrivato a marzo del 2020 come Group Chief Marketing Officer.

Laureata in Economia all’Università di Pavia, Lodigiani ha maturato una lunga esperienza – circa 20 anni – nel mondo del food & beverage, e non solo. Da segnalare soprattutto che in due diversi momenti della sua carriera ha lavorato in Heineken, gruppo in cui ha militato per molti anni anche Di Tondo, che era arrivato ad avere la responsabilità globale del brand di birra prima di entrare in Barilla. Dal 2004 al 2009, infatti, Lodigiani ha ricoperto diversi ruoli in Heineken Italia fino a diventare Senior Brand Manager. Successivamente, è passata in Ferrero Soremartec e Vodafone Italy, per poi entrare in Microsoft Italy nel 2014 come Lumia Marketing Director.

Nel 2016 il ritorno in Heineken, ma nella sede di Amsterdam, dapprima come Head of Heineken Global Innovation e poi, dal 2018, come Global Senior Director Low & No Alcohol Beverages, dove ha gestito lo sviluppo globale della categoria che ancora oggi guida la crescita dei ricavi dell’industria della birra. Infine, l’arrivo a Parma nel 2021, con il già citato incarico di Vice President Global Marketing del brand Barilla, che le ha permesso di guidare la crescita globale del marchio Barilla, evolvendo la personalità del brand, la sua visual identity e gestendo l’agenda per l’innovazione a livello globale. Ora, in qualità di Chief Marketing Officer, secondo quanto dichiarato dall’azienda dovrà guidare le strategie di marketing e lo sviluppo del business in un contesto di trasformazione digitale, focalizzandosi sulla gestione dei marchi e sul continuo miglioramento dei prodotti, con l’obiettivo di soddisfare i bisogni, in continua evoluzione, dei consumatori.

Sono davvero felice e orgogliosa di assumere questo nuovo ruolo in Barilla – afferma Ilaria Lodigiani, nuova CMO del Gruppo Barilla. Avere l’opportunità di rendere ancora più iconici i nostri straordinari marchi, di portare la cultura alimentare italiana nel mondo e di guidare un team marketing composto da persone talentuose, mi fa sentire onorata. Oggi più che mai mi ispiro alle parole di Pietro Barilla: ‘tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio’”.

Barilla mette in mostra a Parma il pack ‘numero uno’

Dal 1° aprile al 21 maggio a Parma si tiene un’esposizione, con ingresso gratuito, per scoprire il legame tra Barilla e l’arte, con pezzi unici e d’epoca della comunicazione e del marketing. A ospitarla è un luogo storico, Bottega Barilla, dove nel 1877 è iniziata una delle più importanti storie imprenditoriali del Paese. Questo luogo simbolo del “saper fare”, dove il fondatore Pietro Barilla senior accoglieva i primi clienti, da un anno è aperto a tutti e offre cimeli del passato, immagini storiche, e un percorso esperienziale sulla nuova pasta Barilla Al Bronzo.

Non poteva essere scelta una location migliore per raccontare il legame tra Barilla e Erberto Carboni, il designer, architetto e pubblicitario noto per aver realizzato il logo del marchio e per aver ideato gli slogan “Con pasta Barilla è sempre domenica” ed “È sempre l’ora dei Pavesini”. Dal 1952 al 1960 Carboni si occupa di tutta l’immagine coordinata del Gruppo. A cominciare dal logo aziendale, il brand incorniciato nell’ovale, che è arrivato fino ai giorni nostri, con un’ultima revisione nel 2022, fino all’inconfondibile azzurro-blu che ancora oggi contraddistingue Barilla. Ma Carboni si è occupato di tutto: dai manifesti alle confezioni, dal marchio ai cataloghi, agli slogan, alle pagine dei giornali e le locandine da negozio.

Gli oggetti esposti sono documenti rari e significativi come le 3 confezioni originali di pasta progettate e disegnate da Carboni e datate 1955 tra le quali il primo packaging in assoluto mai progettato per un pacco di pasta, che rivela l’origine del “Blu Barilla”. Carboni sceglie l’azzurro prima e il blu poi come colore aziendale dominante nella comunicazione perché richiamava la tinta azzurra della carta usata per confezionare la pasta in ampie ceste di castagno, quando ancora veniva di norma venduta sfusa al dettaglio. Ancora oggi in Bottega Barilla si vedono i grandi armadi con cassetti dotati di finestrelle di vetro, attraverso i quali le massaie potevano scorgere e scegliere a colpo d’occhio i vari tipi di pasta e legumi secchi messi in vendita. Per questo preciso motivo le prime confezioni Barilla in cartone, del Dopoguerra, conservano comunque una finestrella trasparente in cellophane che permetteva ai consumatori di vedere la pasta proprio come una volta. Una specie di educazione “soft” al packaging nel segno della continuità con il passato e uno sguardo al futuro, perché Barilla ha adottato il packaging della pasta almeno un decennio prima che diventasse obbligo di legge, nel 1968. Esposta anche la prima confezione a righe bianco-azzurre, design abbandonato a metà degli anni Cinquanta per passare a scatole dall’inconfondibile blu con logo rosso sulle quali la pasta sembra cadere dall’alto come un’allegra cascata, come quelle delle farfalle e dei “mitici” spaghetti n.5.

C’è anche spazio per gli slogan e i manifesti degli anni Cinquanta, in un viaggio in cui l’immaginario, la fantasia e l’arte si sposano alla concretezza del “fare” e del produrre. Come il manifesto della famosa “Gallina cubista” che omaggia materia prima e qualità ricordando che la pasta all’uovo Barilla aveva “5 uova per ogni chilogrammo”. E ancora, una pagina pubblicitaria del 1958 con le confezioni, che, mostrando file di persone davanti a enormi pacchi di pasta quasi sospesi in cielo, esalta l’universalità della pasta, del suo gusto amato da tutti, assieme alla sua accessibilità, perché l’acquisto della pasta sono “le 100 lire meglio spese della giornata”. L’esposizione prosegue con un Catalogo del pastificio Barilla, la cui copertina è stata disegnata da Carboni per la Campagna “Con Pasta Barilla è sempre Domenica”, che, nel 1952, vinse la Palma d’Oro della pubblicità.

Il retaggio di Erberto Carboni vive ancora oggi e anche per questo Barilla ha deciso di omaggiarlo con questa iniziativa. Si riconosce nel logo aziendale, che fa mostra di sé in milioni di confezioni di prodotti Barilla nelle dispense di tutto il mondo. Ma c’è anche un’eredità meno evidente, sebbene altrettanto segnante. Perché dagli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi, i pacchi di pasta e le confezioni del Gruppo Barilla continuano a raccontare storie: ospitano interpretazioni artistiche e d’autore, raccontano come nascono i prodotti Barilla e l’attenzione del gruppo per riunire le persone attorno alla gioia del buon cibo e rendere la qualità la scelta per una vita migliore, dal singolo al pianeta. Un percorso in divenire che ha portato le confezioni di pasta ad essere esse stesse un messaggio di sostenibilità e attenzione al futuro delle persone e del pianeta, con gli investimenti per renderle riciclabili al 100%, con l’utilizzo di carta e cartoncino da foreste gestite responsabilmente e l’eliminazione della finestra di plastica.

L’iniziativa di Barilla vive nell’ambito di “Parma 360°”, festival della creatività contemporanea che per circa due mesi prevede esposizioni e iniziative diffuse sul territorio con l’obiettivo di promuovere e incoraggiare l’arte contemporanea e i suoi principali protagonisti, valorizzando anche il patrimonio artistico parmense. Il tema di questa edizione, Crossover, ragiona sul concetto di contaminazione tra linguaggi, stili, forme, simbologie prese a prestito da epoche storiche diverse. Un concept che l’iniziativa in Bottega Barilla, con l’incontro tra arte e cibo, interpreta alla perfezione.

Tutte le opere in mostra sono disponibili in Bottega Barilla (Parma, strada della Repubblica 88) il venerdì dalle 15 alle 19:30 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19:30. Sono inoltre digitalizzate nell’Archivio Storico Barilla (www.archiviostoricobarilla.com), che è stato riconosciuto dal Ministero della Cultura ‘sito di notevole interesse storico’ perché “racconta l’evoluzione del costume italiano”.

Barilla celebra con uno special pack la sciatrice Mikaela Shiffrin

L’atleta e medaglia d’oro olimpica Mikaela Shiffrin ha battuto il record di vittorie in Coppa del Mondo, riscrivendo la storia dello sci e conquistando il titolo della sciatrice con più medaglie d’oro di sempre ai Mondiali. Vincendo il suo 87° titolo, Shiffrin è diventata una leggenda a tutti gli effetti battendo il record detenuto per 34 anni dallo sciatore svedese Ingemar Stenmark, primo per 86 volte. Questa vittoria segna la fine di un inseguimento durato quasi un decennio, da quando Mikaela è entrata in scena nel 2011: sono trascorsi ormai 12 anni dalla nascita di questo forte legame in cui Shiffrin e Barilla hanno sempre condiviso priorità e valori. Fin dall’inizio, infatti, Barilla è al fianco di Mikaela per sostenerne i successi consolidando negli anni un legame di affetto fondato su sincerità, dedizione e passione, in pista come nella vita.

Per celebrare il titolo mondiale e augurare all’atleta il meglio per le sue imprese future, Barilla ha lanciato un progetto speciale con la consulenza strategica e creativa di Publicis Italy / Le Pub.

Se alla base del successo c’è sempre un’ottima ricetta, per l’occasione BluRhapsody by Barilla ha ideato, in edizione limitata, 87 pezzi di uno speciale pack dedicato a Shiffrin con all’interno una pasta a forma di “8” e “7” che onora il successo in Coppa del Mondo. La prima confezione sarà regalata a Mikaela come “gesto d’amore” e tributo al suo rapporto di partnership con Barilla; delle rimanenti 86 disponibili per l’acquisto sulla piattaforma Charity Stars, 9 saranno messe all’asta per cinque giorni dalla data di lancio e le altre 77 saranno vendute a un prezzo prefissato. Tutti i proventi derivanti dall’asta e dalla vendita andranno a sostenere Food for Soul, un’organizzazione no-profit fondata dallo chef Massimo Bottura per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dello spreco alimentare e della fame nel mondo.

Barilla e Mikaela hanno creato un rapporto speciale che le vede impegnate a mantenere un sodalizio duraturo, saldo e affiatato. Nel corso degli anni questa relazione si è consolidata e trasformata in una sincera amicizia basata su amore, rispetto e gratitudine. Per suggellare questo legame unico, Barilla ha dedicato a Shiffrin anche la campagna #ASignOfLovein87Seconds, firmata da Publicis Italy / Le Pub.

Gianluca Di Tondo diventa AD di Barilla

Il marketing, quando è ideato e realizzato bene, è strategia e non certo tattica. La riprova arriva da Barilla, che ha promosso sul campo il suo uomo marketing migliore, Gianluca Di Tondo, già Group Chief Marketing Officer, che da aprile 2023 sarà il nuovo Amministratore Delegato del gruppo, prendendo il posto di Claudio Colzani, rimasto in sella per oltre 10 anni. Un passaggio di consegne morbido per un’azienda che – grazie a Colzani – è cresciuta soprattutto sui mercati internazionali.

Gianluca Di Tondo ha alle spalle una lunga esperienza di oltre 25 anni nel mondo del food & beverage, con ruoli sia in ambito commerciale che di marketing. Il suo nome è legato ad Heineken, visto che ha gestito a livello globale il brand, con piena responsabilità del Profit and Loss, della visione a lungo termine e della strategia di un marchio presente in 192 mercati.

Entrato in Barilla a marzo 2020 – in piena pandemia, tanto da aver lavorato per i primi tempi da Amsterdam, dove all’epoca viveva – in qualità di Group Chief Marketing Officer si è occupato della definizione di una nuova category strategy della pasta che ha portato alla nascita della linea Barilla Al Bronzo, del lancio dei nuovi loghi di Barilla e Mulino Bianco e della creazione del Barilla Acceleration Team, centro di eccellenza di competenze digitali e Advanced Analytics a Londra. Inoltre, è la stessa azienda a sottolineare il ruolo fondamentale di Di Tondo nell’acquisizione di Pasta Evangelist, di cui è diventato Chairman del Board.

È farina del suo sacco l’idea di riportare con la campagna “Un gesto d’amore” il marchio Barilla al posizionamento e alle atmosfere iconiche del passato, quelle che hanno fatto la storia del marketing in Italia. E c’è sempre Di Tondo dietro a The Rooftop Match, la partita a tennis tra Roger Feder e Carola e Vittoria, due ragazzine di Finale Ligure. Un video divenuto virale per il suo modo di raccontare la passione per lo sport e la voglia di superare tutte le difficoltà, comprese quelle create dall’emergenza pandemica.

A sintetizzare le ragioni che hanno portato alla scelta di Di Tondo è Guido Barilla, Presidente del Gruppo Barilla, che dopo aver ringraziato Colzani per i risultati raggiunti, ha affermato che “Negli ultimi anni sono cambiati comportamenti d’acquisto, modelli lavorativi e canali distribuitivi. Vogliamo essere al centro di questo cambiamento, aprire la nostra finestra sul mondo per rispondere sempre al meglio alle esigenze delle persone. Gianluca Di Tondo, con la sua visione ed esperienza, saprà accompagnare la nostra azienda nel processo di trasformazione necessario per essere ancora più competitivi nello scenario internazionale”.

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