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Auchan con Aushopping lancia il click and collect nel centro commerciale

Per ora è presente solo in due degli 82 centri commerciali del circuito, Angoulême e Cognac, ma sarà presto esteso in tutta la Francia il nuovo servizio di click and collect di aushopping.com, il sito dei centri commerciali di Auchan. Una sorta di gigantesca galleria in cui è possibile acquistare online tutti i prodotti delle realtà presenti nel centro, per poi andare a ritirarli a un punto di prelievo presso il centro stesso. Emblematica è la storia del sito: lanciato nel 2010 come megastore interamente virtuale, dove il cliente faceva shopping tramite un avatar, il progetto era stato abbandonato nel 2013 e ora torna rinnovato, scegliendo di agganciarsi al punto vendita “reale”: un ulteriore dimostrazione che l’alleanza tra fisico e virtuale è la strada che il cliente richiede per fare acquisti in libertà. Il ritiro, che coinvolge anche le insegne non presenti nel centro commerciale scelto, è sempre gratuito. Auchan da parte sua continuerà ad utilizzare il suo sistema di e-commerce.

El Corte Inglés sceglie 3DEXPERIENCE per accelerare il time-to-market delle sue collezioni

Una soluzione per velocizzare il time-to-market delle sue collezioni private-label, ideale per rispondere ai ritmi incalzanti dell’industria del Pronto Moda. È la piattaforma “My Collection for Fashion” di Dassault Systèmes, specialista nel software di progettazione 3D, simulazione avanzata, realtà virtuale e gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), scelta dalla catena internazionale di grandi magazzini El Corte Inglés. Basata sulla piattaforma 3DEXPERIENCE, la soluzione aiuterà El Corte Inglés a trasformare i processi operativi e a rispondere più efficacemente alle richieste della clientela.

Con la soluzione “My Collection for Fashion” El Corte Inglés ha infatti a disposizione un ambiente digitale unificato che collega tutte le figure coinvolte nel processo all’interno e all’esterno dell’organizzazione, integra la supply chain, aumenta la visibilità e la flessibilità, e supporta le decisioni relative a diverse categorie di prodotti. Inoltre, accorcia il time-to-market dei prodotti e riduce il rischio di campioni errati, costi aggiuntivi ed errori o ritardi in produzione.

“Il settore dei prodotti di largo consumo e del commercio al dettaglio è nel pieno di una rivoluzione guidata dai consumatori – spiega Susan Olivier, Vice President, Consumer Goods and Retail Industry, Dassault Systèmes -. I consumatori chiedono nuovi prodotti ed esperienze di acquisto innovative: le nostre soluzioni sono concepite per soddisfare le loro aspettative con un insieme di funzionalità di collaborazione su scala globale e di informazioni in un contesto social; tutto questo con la massima chiarezza, affidabilità e omogeneità.”

La soluzione “My Collection for Fashion” di Dassault Systèmes applica l’innovazione collaborativa allo sviluppo dei prodotti e all’esperienza del consumatore con l’obiettivo di consolidare l’identità del marchio. I marchi della grande distribuzione possono contare su applicativi che coprono tutti i processi di approvvigionamento e collaborazione su scala globale, di design guidato dai consumatori, di prototipazione virtuale, i negozi e canali virtuali, la pianificazione integrata degli assortimenti di merce, di sviluppo di prodotti e i social analytics.

Buonissimo a Brescia riqualifica il Corso Mameli

 

Decoro urbano, comunicazione, cultura e identità sono le parole chiave che hanno fatto da guida al progetto di riqualificazione di Corso Mameli a Brescia di cui Buonissimo, l’Arcipelago del gusto si è fatto parte attiva e promotore.

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Un angolo di Buonissimo

Buonissimo è il gourmet store dedicato alle tipicità italiane facente capo al Gruppo Martini (associato Sisa Centro Nord) dove nei suoi quattro piani e tremila metri quadrati di superficie, si incontrano numerose isole. Isole dedicate ai prodotti di qualità che produce la tradizione gastronomica italiana, oppure ai freschissimi (carne, ortofrutta, pane fresco, salumi e formaggi), alla spesa di tutti i giorni, alla degustazione o alla ristorazione. Fino ad arrivare alle isole riservate alla scuola di cucina, alla formazione per bambini e alla conferenze.

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Un corso di cucina da Buonissimo con lo chef Carlo Bresciani

È situato in un edificio storico in Corso Mameli – anticamente Corso delle Mercanzie – che per i motivi più svariati ha vissuto un lento ma irreversibile declino, di cui la chiuisura di numerosi negozi esistenti è stato insieme causa ed effetto.

Abbandono, insicurezza, degrado urbano: alla fine dell’anno scorso Buonissimo ha deciso di intervenire, proponendosi non solo come on come luogo dove fare la spesa, pranzare, cenare o frequentare un corso, ma come un protagonista attivo della vita della città, che crea benessere, senso di comunità e bellezza.

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Affiancando un Comitato di residenti ha individuato, coordinato e co-finanziato una serie di operazioni organiche inserite in una precisa strategia di rigenerazione urbana con l’obiettivo di favorire nel medio periodo la riapertura dei negozi sfitti, aumentare il passaggio di cittadini e rendere la via più vivibile per i residenti.

20150314_181056Numerosi i progetti già realizzati e programmati tra i quali il ciclo di conferenze sulla alla storia della via, le visite guidate alle principali bellezze storico artistiche della via, esposizioni d’arte, degustazioni di vini e la prima Social Street della Provincia di Brescia su Facebook. Uno spazio di scambio e confronto sul social network per gli abitanti, i commercianti e i frequentatori della via.

Buonissimo ha altri punti vendita a Cittadella, Rovereto e San Benedetto del Tronto.

G.I.P.I. nuovo player nel retail per l’infanzia

Dalla unione dei retailer italiani Io Bimbo, Iperbimbo e Papabù nasce G.I.P.I. – Gruppo Italiano Prima Infanzia: un nuovo polo e prima centrale di acquisto in Italia specializzata nel settore per la distribuzione di prodotti per l’infanzia a livello nazionale. Con 111 punti vendita su oltre 100mila metri quadri, la nuova centrale d’acquisto si propone come un partner unico per l’industria e un retailer competitivo sul mercato.

GIPI_present_mappa_RGB4[3]L’obiettivo di G.I.P.I., società consortile a responsabilità limitata con un giro d’affari aggregato di 160 milioni di euro, è di crescere in tre anni del 15% e di incidere sia a monte che a valle della filiera. Io Bimbo, Iperbimbo e Papabù (che raggruppa i punti vendita Ideal Bimbo, Paniate e Universo Bimbo) manterranno le proprie insegne sul territorio, mettendo invece a fattor comune ciò che li caratterizza per diventare un gruppo forte e sinergico. La cooperativa Io Bimbo, per esempio, con i suoi 62 punti vendita porta un’affermata capacità di coordinamento associativo, un buon potere di negoziazione e una lunga esperienza di comunicazione con il cliente finale. Ideal Bimbo è particolarmente forte nella puericultura pesante e Iperbimbo nell’alimentazione; Universo Bimbo è invece più specializzato nella cosmetica per mamma e bambino e Paniate è l’esperto del giocattolo.

Baby Care tra calo nascite e nuove modalità di consumo

Lo scorso anno il mondo Baby Care ha sviluppato un giro di affari di 264,5 mio euro, in contrazione del 3,5%, e un controvalore a pezzi in lieve crescita (+1,5%) pari a 6,9 milioni.
La dinamica a valore è certamente condizionata da alcuni fattori esogeni, come il calo delle nascite (5.000 nati in meno nel 2014, per la prima volta il calo ha coinvolto anche le mamme straniere -19% nascite totali-, cui si aggiungono 94.000 giovani emigrati all’estero negli ultimi 5 anni) e il difficile contesto economico, che ha pervaso anche questo settore e contribuito allo sviluppo di abitudini alternative tra i consumatori, come l’accesso al canale dell’usato, la crescita del fenomeno del riuso/prestito, una maggiore sensibilità al prezzo.

È un mercato in continua evoluzione quello della distribuzione specializzata che vale oggi circa il 67% dei volumi totali generati dal comparto ed evidenzia un trend positivo del 4% rispetto al 2013, mentre la la GDO è in contrazione del 4%. «Stiamo assistendo a una rapida trasformazione del retail specializzato, che si propone oggi come una valida alternativa alla GDO di cui fa proprie le logiche di acquisto. Il negozio di puericultura diventa così il punto di riferimento anche per i piccoli acquisti quotidiani, come il latte in polvere, i biberon e i pannolini. Queste merceologie accrescono la pedonabilità nel punto vendita e portano il consumatore a una frequentazione più assidua, che non si limita pertanto agli acquisti importanti al momento della nascita (passeggino, carrozzina e seggiolino), ma che conserva un ruolo nel tempo» commenta Alessandra Negrello, responsabile Panel Baby Care di GfK.

Conad: zero emissioni grazie alla turbina oil free

Conad ribadisce la sua impostazione eco-sostenibile, adottando, prima tra le insegne della GDO –  un’innovativa tecnologia a zero emissioni che consente di produrre freddo a temperature controllate con un notevole risparmio energetico rispetto al passato. Il tutto grazie all’impiego di una speciale turbina “oil-free”, brevetto frutto della ricerca aerospaziale americana.

L’innovativa tecnologia servirà a gestire in maniera ottimale la catena del freddo nel centro logistico di PAC 2000A-Conad a Fiano Romano nel Lazio, tra le maggiori piattaforme distributive d’Europa. Il nuovo impianto di trigenerazione farà risparmiare circa 47 euro all’ora rispetto alle tecnologie tradizionali, con un saving totale all’anno, in termini di energia primaria, superiore a 4.000 MWh e 350 Tep. Il che si traduce in oltre 800 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera.

La novità rispetto alle tecnologie tradizionali, è che il sistema riesce a massimizzare l’efficienza energetica complessiva, con punte oltre l’85 per cento per un funzionamento annuo di oltre 8 mila ore, grazie a un brevetto sviluppato dall’azienda americana Capstone leader mondiale nelle turbine a gas con tecnologia oil free, che consente a una turbina, con un principio di funzionamento simile a quello di un jet aeronautico, di operare senza olio e liquidi lubrificanti al suo interno. Grazie a questa caratteristica, i fumi di scarto della turbina, oltre ad avere tenori di NOx e CO molto bassi, sono puliti per la presenza di un alto contenuto di ossigeno. Le temperature dei gas di scarico consentono di ottenere un vettore termico pregiato per l’alimentazione di gruppi di assorbimento ad ammoniaca.

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Nelle specifico, l’impianto trigenerativo è composto da una turbina da 800 kWe che sfrutta l’energia fornita dal gas metano per produrre allo stesso tempo energia elettrica, utilizzata per tutti gli usi necessari del magazzino e, grazie a un sistema di recupero di calore, acqua surriscaldata da utilizzare come fonte di energia per un sistema di assorbimento ad ammoniaca da 360 kW frigoriferi che produce acqua glicolata a -8°C necessaria per refrigerare il magazzino. Inoltre, dagli esausti della turbina, attraverso un modulo di recupero termico, vengono ricavati ulteriori 240 kW di acqua calda a 65 °C per lavaggi, sbrinamenti Uta (Unità trattamento aria) e la climatizzazione degli uffici.

L’energia elettrica prodotta in eccesso e non auto-consumata potrà essere immessa in rete e venduta attraverso il sistema del “ritiro dedicato” del GSE. Il cogeneratore è comunque in grado di adeguare la produzione di energia al carico richiesto dall’impianto grazie alla facilità di modulare la turbina.

L’applicazione è frutto dell’ingegneria di IBT Group, azienda specializzata in soluzioni per il risparmio energetico e partner esclusivo per l’Italia di Capstone, e Zudek, che ha fornito l’innovativo frigorifero ad assorbimento ad ammoniaca, coadiuvate nello specifico progetto dal gruppo di ingegneria All srl e Smpr.

“Abbiamo deciso di investire nell’innovazione della catena del freddo – spiega Danilo Toppetti, direttore generale di PAC 2000A-Conad – perché desideriamo non solo abbattere le emissioni di CO2 e di gas serra, ma soprattutto ridurre sensibilmente i consumi energetici per permetterci di offrire un maggiore sostegno concreto ai nostri soci imprenditori e tradurlo in risparmi concreti per i nostri clienti. L’auspicio è che Conad, a livello nazionale, possa decidere di applicare questa tecnologia anche ad altri centri distributivi ”.

 

Il self scanning con lo smartphone da Intermarché

Inaugurato a fine gennaio, il supermercato Intermarché a Mairie d’Issy si caratterizza per una innovazione interessante che, in un futuro non troppo lontano potrebbe diventare uno standard diffuso ovunque: il self scanning con lo smartphone.

Il punto vendita di 1000 metri quadrati propone 15 mila referenze con una naturale enfasi sui freschi e sui prodotti a marchio, adotta soluzioni a basso impatto ambientale come il 100% dell’illuminazione a led e le porte a tutte le vetrine frigo, la raccolta differenziata di plastiche e cartoni.

Ma ciò che contraddistingue il supermercato a insegna dei moschettieri nella banlieu parigina è che è il primo supermercato al mondo ad adottare il self-scanning con lo smartphone e una App. Avvicinando il telefono all’etichetta elettronica NFC sullo scaffale il cliente registra il prezzo del prodotto sul suo scontrino virtuale. Se invece il dispositivo non è NFC si procede nella maniera tradizionale con la scansione del codice a barre. Sempre sullo smartphone, l’apposita App propone promozioni personalizzate. Si paga poi alla cassa riservata. L’applicazione è stata premiata all’ultima edizione dell’NRF a New York.

Il punto vendita inserisce altre innovazioni: un Columbus Café  (una prima assoluta per Intermarché) e a seguire un drive e un servizio smart, rivolto a chi lavora nelle vicinanze: la possibilità cioè di depositare in una apposita camera fredda la spesa fatta prima di recarsi al lavoro per ritirarla la sera.

VéGé cresce in Sicilia con l’ingresso di Mio Mercato

Giuseppe Blunda, presidente di Mio Mercato

Gruppo VéGé annuncia l’ingresso, tra le imprese mandanti, di Mio Mercato Srl, azienda con sede a Castellammare del Golfo (TP) che opera nelle province di Trapani e Palermo attraverso una rete di 10 punti vendita, supportati da un Centro Distribuzione di recentissima inaugurazione.

Costituita nel 2003 in seno al Giuseppe Blunda Group, importante realtà imprenditoriale siciliana impegnata in settori che vanno dall’immobiliare di pregio all’edilizia privata, dalla distribuzione di gas all’enogastronomia e al commercio di abbigliamento sportivo e calzature, Mio Mercato Srl è cresciuta rapidamente nelle province di Trapani e Palermo grazie a una formula di vendita che combina la qualità delle referenze in assortimento con ambienti curati, funzionali e, soprattutto, confortevoli per i consumatori.

Retail Connections: anche la delegazione italiana presente al grande evento

Retail Connections, il prestigioso evento organizzato da ICSC (International Council of Shopping Centers), ospiterà la delegazione italiana che, guidata dal Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC),  è pronta a partire per Londra. Qui infatti, il 25 marzo, si daranno appuntamento le principali proprietà, retailer e società di commercializzazione.

Un progetto ambizioso e importante, in linea con l’obiettivo di avvicinare con più forza l’Italia ed il suo mercato ai player internazionali; un percorso intrapreso da CNCC attraverso la partecipazione ad importanti eventi internazionali del settore (MAPIC, o European Conference ICSC, in programma il prossimo aprile 2016, che ritorna a Milano dopo 12 anni).

Attraverso il progetto Pavilion Italia, il CNCC intende infatti promuovere il mercato Italia nei confronti di nuovi retailer internazionali, a cui proporre i centri commerciali del Belpaese, e nel contempo permettere ai retailer nazionali di aprirsi a nuovi mercati esteri. L’impegno significativo di CNCC è di organizzare dei B2B: almeno 5/10 appuntamenti su richiesta per ogni azienda aderente all’iniziativa.

Grande sostenitore di questo progetto il Presidente di CNCC Massimo Moretti, che ha commentato: “Lo scopo è quello di renderci più comprensibili ed appetibili agli investitori internazionali, ma anche aprire nuovi scenari ai nostri retailer, oltre che invogliare i retailer mondiali ad entrare in Italia. Su questo aspetto gli ultimi anni di crisi hanno bloccato l’arrivo di importanti catene nel nostro mercato: dobbiamo fare di tutto perché i nostri centri commerciali possano offrire, come meritano, i migliori tenant mix, anche sotto il profilo dell’offerta internazionale. Per la prima volta andiamo a Londra a Retail Connections con uno stand importante, con nostri associati che rappresentano quasi un centinaio di centri commerciali, proprio per poter dire: ci siamo, e siamo importanti: questi sono i nostri numeri.”

 

Le soluzioni Cefla per il punto vendita Smart Coop a Bologna

Per il punto vendita Smart aperto a ottobre da Coop Adriatica a Bologna con aree di vendita dedicate alla spesa quotidiana, al benessere, ma anche al relax e alla ristorazione, Cefla Arredamenti ha realizzato gli arredi e le scaffalature con soluzioni su misura. Il punto vendita di 800 metri quadrati si sviluppa su due piani dove si trovano anche un bar, un ristorante self service, un orto aromatico per raccogliere gratuitamente molte varietà di piantine, una biblioteca “verde” e la parafarmacia Coop Salute.

L’area Food è allestita con le scaffalature Wireplus, nella versione in filo metallico, e con System25, mentre per la barriera casse del punto vendita, invece, è stato scelto Futura Plus, il nuovissimo prodotto Cefla che “rivoluziona il presente del banco cassa”.

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La parafarmacia interna “Coop Salute”è stata invece progettata e realizzata in maniera dedicata con scaffalature nei tipici colori del reparto bianco e azzurro a prova della capacità di Cefla di coniugare mondi diversi tra loro come il farmaceutico e il benessere.

Cefla Business Unit Arredamenti sarà presente con uno stand dedicato al Cosmofarma Exhibition, in programma dal 17 al 19 Aprile 2015, la manifestazione dedicata agli ambiti Health&Beauty Care, oltre che ai servizi legati al mondo della farmacia.

Le magie di Expo: il supermercato Future Food District di Coop in una fotogalllery

2500 metri quadri di superficie sviluppati su due livelli, uno spazio sperimentale, capace di generare nuove interazioni tra consumatori, prodotti e produttori: un luogo in cui ritrovare un rapporto diretto con la filiera.

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Inizialmente i visitatori entreranno in un corridoio d’ingresso dove prenderanno coscienza di essere in un supermercato Coop (una parete illustra il concetto chiave della proprietà condivisa) e concettualmente effettueranno un viaggio nel tempo, dal magazzino di previdenza a Torino, il primo negozio Coop in Italia datato 1854 ai giorni nostri. Con lo stesso sistema poi si potrà visualizzare l’evoluzione del mercato dal medioevo al prossimo futuro. Arrivando al piano superiore il visitatore trova un mezzanino di passaggio interamente abitato da informazioni e popolato da un presidio di soci Coop cosi come opereranno nel supermercato 40 dipendenti di Coop Lombardia.  Anche qui un’infografica a parete permetterà di ripercorrere alcune tappe significative della storia di un movimento che ha oltre 160 anni di vita. Da questo spazio trasmetterà per tutta la durata di Expo RadioCoop, la radio in store di Coop che fungerà da amplificatore di tutto ciò che succederà nel FFD dentro la rete dei 1200 punti vendita Coop.

Dai soci coop in carne e ossa al primo incontro con YuMi, un robot di nuova generazione realizzato da ABB in grado di interagire con le persone dotato di braccia, vista e tatto, pensato per una nuova era dell’automazione in cui gli esseri umani e i robot eseguiranno congiuntamente le stesse operazioni. YuMi è infatti l’abbreviazione di “you and me” a sottolineare la collaborazione tra robot e uomo, con la sua capacità di manipolare in completa sicurezza qualsiasi oggetto, dai delicati elementi di precisione di un orologio fino a infilare il filo in un ago o interagire con i clienti del Supermercato del Future Food District.

Al piano superiore ci si immerge nella vera e propria superficie di vendita: un mare di prodotti su una struttura a gradoni, disposti su tavoli che seguono un ordine che va dalle materie prime, la frutta, il grano, il latte, ai prodotti via via più trasformati e elaborati, valorizzando il patrimonio agroindustriale italiano. Cinque le filiere: latte e derivati, the, caffè e cacao, cereali e birra, carne e pesce, ortofrutta e vino. Per fare un esempio: si parte dalla farina passando per la pasta i biscotti fino alla birra.

I prodotti sono esposti su ampi tavoli; il  loro semplice sfioro con la mano permetterà all’utente di ottenere informazioni aumentate sui prodotti ovvero tutte quelle informazioni che oggi o non sono disponibili o lo sono parzialmente solo in rete ma che, in ogni modo, non riusciamo a far stare in un’etichetta tradizionale. Attraverso queste “etichette aumentate” il prodotto è in grado di raccontare se stesso, le sue proprietà, la sua storia, il suo tragitto.

Tre sono i livelli di interazione previsti. Il primo permette di ottenere indicazioni sulle caratteristiche primarie dell’articolo, il secondo fornisce l’etichetta aumentata capace di rivelare l’origine delle principali materie prime che compongono il prodotto, e l’eventuale presenza di ingredienti allergizzanti, il dato nutrizionale per porzione e l’impatto ambientale espresso in CO2 equivalente, infine (terzo livello) informazioni in dettaglio sulla storia e sulle sue caratteristiche. Sostanzialmente si applica l’’Internet of Things “ai processi di vendita/acquisto della grande distribuzione.

L’eliminazione delle barriere verticali disegna un paesaggio orizzontale che favorisce il contatto e la relazione, permettendo di utilizzare il supermercato quasi come un’area di libero scambio,  una sorta di baratto delle idee. Lo stesso concetto di filiera apparenta in qualche modo il supermercato di Coop ai cluster tematici presenti in Expo.

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