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Largo consumo, l’eCommerce cresce del 9%

La spesa online di prodotti di largo consumo in Italia è cresciuta del 9% nel 2022, dopo un 2021 in cui questa categoria aveva registrato un incremento del 23,5%, raggiungendo €1,8 miliardi di vendite totali, equivalente al 2,5% del volume d’affari dell’intero settore FMCG. Si tratta di un trend positivo, ma piuttosto lontano dall’exploit straordinario del 2020, in cui era stato messo a segno un balzo del +146% negli acquisti online della GDO, per effetto dei confinamenti. A trainare la crescita in questo specifico segmento, sono i consumi nel Personal Care (+24,6%), Pet Care (+24,3%) e nel Food la Drogheria Alimentare (+8,8%).

La nostra Penisola nello scacchiere europeo si colloca in ottima posizione per l’eCommerce del FMCG nel Grocery, con una penetrazione del 42% (UK e Francia svettano al 57%), ma una ancora bassa frequenza di acquisto (al 6,8 con UK al 15,8) fa attestare la market share al 3,5% (con UK al 12,2%). Le spinte inflattive stanno determinando una crescita dei prezzi online in media più cari del 5,8%, con un trend di aumento negli ultimi due mesi (da 3,7% a 5,8%), ma nello specifico comparto FMCG l’innalzamento medio è del +1,6%.

Passando ai trend a livello nazionale divisi per area geografica, se nel Nord-Ovest e nel Nord-Est il valore dell’eCommerce cresce del +5,9% e del +7,5%, l’incremento è del 12,5% nell’area che comprende Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sardegna, e addirittura del 30,2% nel Sud Italia, Sicilia compresa. Si tratta di alcune evidenze presentate alla quinta edizione di Netcomm Focus Food, dove sono stati illustrati i dati dell’Osservatorio Digital Netcomm FMCG, in collaborazione con NielsenIQ e dell’Osservatorio FMCG e-commerce: Prezzi e Assortimenti, in collaborazione con Qberg.

Spiega Roberto Liscia, Presidente di Netcomm: “Lo scenario macro-economico odierno, soprattutto per effetto dell’inflazione che registriamo, sconta un incremento di costi sull’intera filiera agro-alimentare. Si tratta di rincari che è inevitabile che ricadano anche sugli operatori online e che si sommano a un maggior rialzo dei costi di trasporto e consegna. È chiaro che ci troviamo a esplorare una nuova fase e stadio dell’eCommerce, in cui i canali digitali si sono consolidati come abitudine di consumo fondamentale per 33,3 milioni di persone. Ma va anche osservato che se la pandemia ha dato una spinta enorme all’eCommerce, è anche vero che l’eCommerce ha sdoganato gli acquisti multicanale, con un italiano su quattro che dichiara di aver comprato sia online che nei negozi fisici da una stessa insegna. Proprio incontri come quello odierno creano per tutti gli attori della filiera – dalle aziende produttrici, agli intermediari, fino ad arrivare alle aziende distributrici – il territorio comune per discutere ed efficientare le attuali logiche produttive, commerciali e di operation. Esistono best practices, che prevedono nuovi paradigmi nell’erogare l’offerta, attraverso tecnologie promettenti come la robotizzazione del delivery, ma anche progetti altamente innovativi e sostenibili a fronte di considerevoli investimenti lungo tutta la supply chain”.

Prezzi online per categorie merceologiche
Le spinte inflattive stanno determinando una crescita dei prezzi online in media più alti del 5,8%, con un trend di aumento negli ultimi due mesi (da 3,7% a 5,8%), ma nello specifico comparto FMCG l’innalzamento medio è del +1,6%. L’analisi dell’Osservatorio traccia un notevole rincaro dei generi di prima necessità, come Latte (+7,2%) e Pasta (+6,8%). In crescita anche il segmento dei Gelati (+6,7%), anche per effetto di un caldo autunnale prolungato in tutto il Paese. Un aumento a doppia cifra (+33,2%) si segnala per le Confezioni Speciali/Ricorrenze (con le Uova di Pasqua costano di più dei Panettoni). Tra i decrementi, spiccano gli Accessori Cane e Gatto (-16,6%, in continuità con la scorsa edizione), il Pet Food (-4,1%), i Piatti Freschi/Specialità (-6,6%) e la Profumeria (-13,6%).

Assortimenti online
Gli assortimenti sono molto concentrati sui primi 10 produttori, che pesano per il 18%, mentre i Private Label valgono il 17%. I primi 30 produttori sommati alla Private Label rappresentano quasi la metà della quota di visibilità e i produttori non tra i primi 30 sono 849 e oltre 5.800 marche. Sempre i produttori non tra i primi 30 hanno trend costanti di crescita nell’assortimento. Va anche osservata una tendenza di decrescita in tutte le macrocategorie del Private Label, in linea con le analisi dello scorso anno.

Promozioni e sconti, strategie nelle diverse aree geografiche
Continua a salire la percentuale di prodotti caratterizzati da un’azione di taglio prezzo, percentuale che arriva al 10.02%. Va anche osservato che si assiste a una dinamica di maggiori sconti, ma meno impattanti: infatti, da un lato lo sconto medio, calcolato come sconto % sul totale delle osservazioni, cala dal 2,73% al 2,62%. Ma dall’altro più sconti, ma meno profondi, perché diminuisce anche la percentuale che rappresenta la profondità degli sconti medi dichiarati.

Inoltre, le insegne gestiscono le diverse piazze geografiche secondo diverse strategie. L’analisi condotta su tre diverse insegne evidenzia tre politiche differenti nel gestire le varie piazze di vendita. Ad esempio, i prezzi minimi non sono concentrati su una stessa piazza (e.g. per l’insegna 2, il 36.9% delle referenze ha il minimo a Forlì, il 34.2% a Milano, il 28.9% a Roma). Questo perché le politiche rispecchiano da un lato la struttura di governance, dall’altro anche stadi di maturità diversi nel modo di affrontare la localizzazione e la dicotomia tra fisico e online.

eCommerce nel largo consumo, fatturato in crescita

Nell’analisi “Lo scenario dell’eCommerce nel Largo Consumo” NielsenIQ evidenzia mensilmente l’andamento a consuntivo dei consumi e delle abitudini di acquisto delle famiglie italiane in relazione agli acquisti online.

I dati raccolti da NielsenIQ rilevano che a settembre 2022 il fatturato progressivo – ovvero da gennaio ad oggi – dell’eCommerce è pari a 1,4 miliardi di € di cui 185 milioni registrati nel solo mese di settembre. L’andamento del canale online (in termini di fatturato) è positivo del +9%, secondo solo ai Discount (10,4%) nel progressivo ma primo fra tutti i distributivi, con 13,7%, se si considera la crescita del solo mese di settembre (vs 2021). I dati rivelano, infatti, che l’online si sviluppa – sia nel progressivo sia nel singolo mese di settembre – più velocemente del canale offline in Italia, precisamente di una volta e mezzo.

La quota dell’eCommerce sul Totale Italia Omnichannel del largo consumo è pari al 2,3% nel progressivo settembre 2022, con valori in leggero rialzo rispetto al periodo precedente e pone il Bel Paese al quinto posto in classifica in Europa.

Quante famiglie acquistano online e in che regioni d’Italia
Ad oggi, le famiglie italiane che hanno acquistato prodotti di largo consumo online sono 10,8 milioni, pari al 42% dei nuclei familiari (rilevazione trimestrale). Per questo gruppo, l’eCommerce rappresenta quasi il 10% della spesa complessiva nei prodotti grocery. La penetrazione nelle quattro Aree NielsenIQ vede una concentrazione maggiore nelle Aree del Nord, ma con un Sud Italia in crescita e recupero.

I mesi di luglio, agosto e settembre del 2022 evidenziano tendenze di crescita dell’eCommerce molto alte, in alcuni casi superando sempre la doppia cifra in tutte le Aree NielsenIQ e in generale cresce in tutte e 20 le Regioni d’Italia. Inoltre, nella settimana terminante al 17 luglio 2022 l’eCommerce del largo consumo è cresciuto del 69,7%, grazie anche ad importanti iniziative promozionali esclusive del mondo online. Le Aree del centro-sud a settembre sono quelle che crescono a ritmi più veloci, con un’Area 4 (Abruzzo, Molise Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) al 30,2% che cresce 6 volte più velocemente rispetto all’Area 1 (Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) con il 5,9%.

Cosa comprano online gli italiani
Nel mese di settembre, la crescita dell’eCommerce è guidata principalmente dal comparto Pet (Animali) e dal Cura Persona, settori digitalmente molto più sviluppati rispetto ad altri, che continuano a registrare tassi di crescita tra il 20% ed il 30%. Bene anche le performance del Food Confezionato, che registra un +15,2%, mentre frena leggermente il comparto Bevande (-1,2%) – in maggioranza alcoliche – in virtù del ritorno al consumo fuori casa da parte degli Italiani.

Metodologia NielsenIQ
NielsenIQ riceve con cadenza settimanale dai partner le informazioni censuarie di vendita per ogni singolo prodotto venduto online che aggrega in banche dati per coprire l’intero perimetro del largo consumo in Italia. NielsenIQ collabora con la quasi totalità dei player della GDO offline e online, compresi i principali pure player.

Arriva Blomming, il primo social ecommerce italiano

Era la Amazon italiana, si è trasformata nell’unica piattaforma che permette a tremila negozianti di parlare direttamente con mezzo milione di clienti sempre on line. L’amministratore delegato, Francesco D’Avella: “Il miglior prezzo sul web, si compera direttamente dal merchant”

Le evoluzioni nel mondo degli ecommerce seguono un ritmo frenetico, in particolare in questo momento di emergenza Coronavirus. L’ultima novità in termini di relazioni tra acquirente e venditore è quella del social media ecommerce: le piattaforme dove si compera, infatti  sono sempre di più una sorta di comunità virtuale degli acquisti. A livello mondiale, il top player in questo senso è Instagram, che con i recenti “bottoni” di vendita ha aperto scenari inimmaginabili fino a pochi mesi fa.

E in Italia? La risposta italiana al gigante dei social network arriva dal Veneto, e precisamente da Storeden, azienda specializzata nella programmazione dei software che stanno dietro ai meccanismi di vendita on line. Storeden crea le infrastrutture tecnologiche sulle quali sorgono i siti di vendita: da Amazon a PayPal, passando per Facebook e Ebay: sono solo le realtà più celebri che usano algoritmi made in Veneto per permettere i normali acquisti ai quali l’utente è abituato. Circa 500 persone ogni secondo, senza accorgersene, stanno usando Storeden anche in questo momento per riempire il proprio carrello e poi pagarlo, prima di ottenere la spedizione più economica.

La novità che propone adesso l’azienda fondata da Francesco D’Avella è la nascita del primo social ecommerce italiano, Blomming. Una realtà che negli anni passati aveva già fatto parlare di sé e fidelizzato milioni di acquirenti: nel 2010 era stato il primo ecommerce italiano, poi aveva dovuto scontare l’invasione delle enormi aziende statunitensi. Per sviluppare Blomming è stato investito un milione di euro e anche per questo adesso è leader in un nuovissimo segmento di business, quello del social ecommerce.

“Siamo riusciti ad integrare i circa tremila ecommerce che usano i codici di Storeden in un’unica piattaforma che già oggi vanta circa un milione di acquirenti all’anno”, spiega D’Avella. “Il nostro differenziale è il fornire ai negozianti una community di acquirenti che possono seguirli direttamente, chiedendo solo con un click di avere aggiornamenti in tempo reale sia sulle nuove offerte che sugli sconti speciali loro riservati. Non solo: permettiamo ai piccoli artigiani di realizzare il loro negozio on line con pochissimi passaggi, al costo di 9,99 euro al mese. Una cifra davvero piccolissima per entrare in un centro commerciale dove ogni anno transitano oltre mezzo milione di persone”.

…E ora Deliveroo consegna a casa perfino l’anguria

L’evoluzione del food delivery è sotto gli occhi di tutti:arrivato da una manciata d’anni in Italia e presto passato dalla “semplice” consegna di pasti veloci, dalla pizza al sushi, alle cene gourmet, la colazione, il gelato e i cocktail. E ora con il fattorino su due ruote arriva pure l’anguria.

Per quanti non resistono al desiderio di poterla gustare (del resto, è il futto dell’estate), ora c’è la possibilità di potersela consegnare direttamente a casa da Deliveroo, il servizio di food delivery che consente di gustare comodamente a domicilio i piatti dei migliori ristoranti della città.
Deliveroo sulla sua piattaforma offre la possibilità di poterla ordinare in modalità classica,  a fette o a pezzi tipo macedonia, da gustare a conclusione di pranzo o cena o come break rinfrescante, oppure in modalità dessert o spuntino, all’interno di smoothies, centrifugati, gelati, granite e sorbetti. La voglia scatta alle 22.40

Secondo i dati registrati di Deliveroo, la voglia di anguria si registra a tutte le ore del giorno. Ma l’orario preferito per ordinare specialità a base di cocomero infatti è la sera intorno alle 22.40.

Le città che più di altre sembrano essere particolarmente sensibili al fascino di questo frutto sono Milano, Roma, Bergamo e Padova, che oltre come frutto, amano gustarla in modo particolare come gelato in primis, e all’interno di sorbetti e centrifughe. Curiosità: l’anguria è apprezzata anche come gusto di “bubble tea”, uno dei trend che impazza soprattutto tra i più giovani.

Carrefour focuses on online and non-food, acquiring the Rue du Commerce website

Carrefour France, which has announced that it is in “exclusive negotiations” with Altarea Cogedim for the acquisition of 100% of Rue du Commerce, is expanding its multi-channel strategy. The website www.rueducommerce.fr, specialising in consumer electronics, has 5 million individual visitors per month and a turnover of 317 million Euros in 2014, and would also allow the French retailer to “reinforce its presence in e-commerce and non-food, thanks to the support of skills complementary to its own “as stated in a press release.

Non-food currently accounts for 20% of Carrefour sales. The intention is to strengthen the sector by developing the website which hosts third party manufacturing companies and receives a percentage of the sales.

The acquisition, subject to the approval of the anti-trust authority and after consultation with the unions, should take place at the beginning of 2016.

Divisions by gender, is it time to put an end to it? Target thinks so

Foto dal blog "Let Toys Be Toys".

Dividing items by gender, male or female, may make sense for some products, such as underwear or certain personal care products. But when considering toys or clothes, especially for children, but not only, or perhaps also snacks and fitness products, does it still make sense? Probably not, indeed there are an increasing number of associations, such as the British PinkStinks, which are fighting to free toys, for example, from rigid gender divisions: dolls for girls, construction toys for boys.

The issue is much debated in Anglo-Saxon countries, so much so that some retailers are “making amends”. We have already talked about Selfridges which has dedicated a floor to Agender, fashion “without gender”, and now Target, an American chain that sells a bit of everything, including clothing, toys, food and grocery, has announced that it has decided to remove, where possible, all references to gender.

As declared in a statement “We would never want our customers or their families to feel frustrated or limited by the way we present our goods. In recent years, some customers had complained about certain signs that offered product suggestions based on gender. In some cases, such as clothing where there are differences in size and wearability, this makes sense. Customers have always told us that when they buy something, especially if it is not for themselves, suggestions based on age, sex and brand help find things more easily. But we know that needs and preferences change and, as observed by some customers in certain departments such as Toys, Household Goods and Entertainment, dividing products by gender is usually not necessary. At the moment, our staff is working in stores to identify areas where we can gradually remove signs based on gender. For example, in children’s sheets there will no longer be signs that refer to boys or girls, as in the toys area, where will remove the use of colours such as pink or blue behind the shelves. These changes will be evident in the coming months”.

Amazon surpasses Walmart, digital surpasses real?

The news is enough to make you shiver: Amazon, queen of the Dot coms, after an extremely positive sales quarter, has been valued at 18% more ($40 billion) than previously, surpassing the stars and stripes supermarket giant Walmart: 262 compared to 233 billion dollars.  Digital beats real?  The news comes after years of red ink for Jeff Bezos’ company, but nevertheless makes a certain impression.

Walmart in terms of turnover is the largest company in the world, with 11,000 stores worldwide and 2 million employees. Market valuations aside, the two companies were already involved in a head to head battle last week when Amazon launched the “Prime Day” (see here) and Walmart hit back, again via its e-commerce channel, offering discounts on cult objects such as the iPad.

MobileCommerce is over one third of global eCommerce

A study published by Criteo, a technology company specialising in performance advertising, reveals that more than a third of global eCommerce transactions today take place via mobile devices. This is a significant figure that adds to the growing use of smartphones, which are becoming the prevalent mobile devices, gradually replacing the use of tablets. Schermata 2015-06-04 alle 11.25.05 “Commerce from mobile devices is growing exponentially”, said Jonathan Wolf, Chief Product Officer of Criteo. “Only in the last three months there has been an increase of 10% in transactions using mobile devices in the US. The majority of transactions on the move today take place through smartphones and the increase in the size of the screen, as well as the presence of optimised mobile websites, can only accelerate this trend”. Schermata 2015-06-04 alle 11.26.25 The results of the report are based on the analyses carried out by Criteo by examining the data of individual transactions relating to more than 160 billion dollars in sales at the global level. The following key points emerge from the report: Transactions from mobile devices in the United States have grown by 10% in the last three months: growth is continuous in all product categories, with the top quartile of retailers continuing to outperform the others. It’s all about smartphones. Most of the transactions from mobile devices in the United States and other countries now take place via smartphones, with the exception of Germany and Great Britain. The reasons for the growth lie in the increasing propensity to buy and in larger screens. In Italy, 55% of transactions on the move in the retail sector are via smartphones (vs 45% from tablets) and the percentage figure rises to 56% for travel (vs 44% from tablets).

Schermata 2015-06-04 alle 11.17.15

There are no limits. Mobile now represents the majority of eCommerce transactions in Japan and South Korea. By the end of 2015, the percentage of mobile eCommerce transactions will reach 33% in the US and 40% globally. In Italy currently 26% of transactions in the retail sector and 21% in the travel sector take place via mobile devices. The mobile conversion funnel. Consumers today see the same amount of products on desktops and smartphones, but with less add-to-basket and purchase percentage on smartphones. In Italy the conversion rate of mobile stands at an average of 1.6%.

Urban logistics, the last mile by bicycle

Shipping logistics, various surveys reveal, is an increasingly crucial aspect of e-commerce and on-line sales, with consumers expecting free and efficient deliveries, with several contact points. But above all fast. And what can be faster, in city traffic, than a bicycle darting everywhere, pedestrian zones included? Not to mention environmental sustainability and the “green” allure, a concern for a growing number of customers.

That was the thinking of PrimoTaglio, a portal with 400 Italian products of excellence, including fresh produce, which guarantees deliveries within 48 hours of ordering, in cooperation with PonyZero, a young startup offering bicycle delivery services. For now, the service is active in the city of Milan and will shortly be extended to Turin. All this is possible thanks to bicycles with insulated containers, designed to preserve the cold chain, from picking up the box to delivery to the consumer’s home. Niche solutions? Not really. “With the exponential growth of e-commerce, we are also seeing a significant increase in ‘last mile’ deliveries, which today are mostly done using by vans, which are certainly not ecological and are often only partially full” explains Antonio Romano, manager of PrimoTaglio. Suffice it to say that even the best-in-class Amazon, last December, was testing the delivery of parcels by bicycle: a more ecological (and realistic) means than the elusive drones.

PrimoTaglio is a brand of the company E-food, part of the Amodio food group, currently delivers in Milan, Monza and Varese and province and shortly also in Turin and Rome, 6 days a week, from Tuesday to Sunday.

 

 

Carrefour tests the scanner to shop online (in Belgium)

After Izy, the system adopted by Chronidrive/Auchan, Carrefour Belgium is testing its version of the scanner to shop online, from home, and have it delivered or for in-store collection: Connected Kitchen. The “connected kitchen” lets you make a shopping list in real time by scanning the bar code or dictating the product to the device. The database has 1.3 million codes available, including those of the “competition”, for which alternatives among the 17 thousand items in the e-commerce basket of Carrefour will be proposed. The device, under testing from April, will then be made available to customers.

 

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