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Conad: nel 2019 fatturato, utile e redditività in crescita

Conad ha presentato alla comunità finanziaria i risultati del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 e approvato dall’assemblea dei soci e il piano di sviluppo per il triennio 2019-2021. Erano presenti 150 rappresentanti del mondo finanziario nazionale, interessati all’andamento del gruppo anche alla luce dell’acquisizione delle attività di Auchan Retail Italia comunicata lo scorso 14 maggio.

Il fatturato 2018 si è attestato a 13,5 miliardi di euro (+3,5% rispetto al 2017), in costante crescita da dieci anni, dai 9,3 miliardi di euro del 2009 agli attuali 13,5 miliardi.

L’Ebitda del conto economico aggregato dei bilanci consolidati del consorzio e delle sette cooperative associate – Commercianti Indipendenti Associati, Conad Adriatico, Conad Centro Nord, Conad del Tirreno, Conad Sicilia, Nordiconad e PAC 2000A – è cresciuto del 2,1%, a 420,9 milioni di euro rispetto ai 412,1 milioni del 2017. A tale dato va aggiunto quello dei singoli soci imprenditori per un valore stimato nell’ordine del 2,1%.

L’Ebit si è attestato a 239,7 milioni di euro (227,2 milioni nel 2017).

In crescita anche l’utile di esercizio, a 164,5 milioni di euro dai 148,5 milioni del 2017 (+3,1%).

Il patrimonio netto aggregato ha raggiuto i 2,5 miliardi di euro (+6,8% rispetto al 2017) e consente di affrontare con la necessaria solidità economica un piano di investimenti 2019-2021 di 1,3 miliardi di euro – di cui 530 milioni nel corso del 2019 – finalizzati al rinnovamento della rete di vendita, a investimenti ordinari e al miglioramento dell’efficienza logistica. Il piano non comprende gli investimenti in operazioni come quella con Auchan Retail Italia.

«I risultati conseguiti nel 2018 sono riconducibili ai continui investimenti economici, al nostro modello imprenditoriale cooperativo – che ci ha consentito di affrontare la crisi economica limitandone gli effetti e, soprattutto, di creare occupazione: sono oltre tremila i nuovi occupati solo nel 2018 – e alla marca del distributore», sottolinea l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. «Investiamo costantemente notevoli risorse economiche nella crescita e nello sviluppo del nostro sistema, nella formazione di nuova imprenditoria, in particolar modo giovanile, preferendo ciò ad altre operazioni di speculazione immobiliari e finanziarie. La finanza è necessaria per la crescita delle imprese e la ripresa del Paese; quando si trasforma in un’attività speculativa, i risultati creano effetti traumatici sull’economia reale che sono sotto gli occhi di tutti».

Il trend positivo di Conad nel 2018 è proseguito nei primi quattro mesi del 2019 in un mercato in crescita dello 0,6% (fonte: Nielsen, a parità di negozi), attestandosi al 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2018. Performano bene gli ipermercati (15,1%), gli store Sapori&Dintorni (9%) e i discount Todis (7,4%). Incremento a due cifre per i servizi Conad: crescono i fatturati dei PetStore (36%), dei distributori di carburanti (26,1%) e dell’ottico (18,9%), mentre quello delle parafarmacie reg 

 

 

Lidl lancia il suo anatema sulle stoviglie monouso di plastica

Lidl Italia mette al bando le stoviglie monouso di plastica sostituendole con alternative “green” biodegradabili e compostabili, calcolando così di togliere dal mercato circa 450 milioni di unità tra piatti, bicchieri e posate in plastica che corrispondono a quasi 2.000 tonnellate annue.

Con questa scelta radicale, che coinvolge l’intera rete vendita, Lidl anticipa di due anni il recepimento della direttiva Europea sul tema. Una scelta che si inserisce nel più ampio impegno preso da Lidl lo scorso anno che si pone l’obiettivo di ridurre il consumo di plastica di almeno il 20% entro il 2025. I nuovi prodotti in fibra vegetale compostabile hanno un packaging interamente riciclabile e sono realizzati da aziende italiane.

Abbiamo deciso di muoverci in anticipo rispetto al recepimento della direttiva europea – spiega Afferma Eduardo Tursi, Amministratore delegato Acquisti e Marketing di Lidl Italia – perché l’impegno di ridurre del 20% l’impiego di plastica entro il 2025 per noi è prioritario e non può attendere. I nostri clienti troveranno piatti, bicchieri e posate di nuova generazione, biodegradabili e compostabili che, opportunamente smaltiti, si trasformeranno in nuove risorse.”

Le nuove referenze comprendono piatti piani e fondi, tre tipologie di bicchieri e posate prodotte in PLA, Mater-Bi e polpa di cellulosa. Una gamma innovativa di prodotti che porta il marchio Aromata, la private label sviluppata da Lidl grazie a una stretta collaborazione con i propri fornitori. Il risultato è una linea interamente compostabile che contribuisce a dare vita a nuove risorse, e che allo stesso tempo non rinuncia al vincente binomio qualità prezzo che contraddistingue la Catena.

Questo impegno rientra in un’ottica più ampia di responsabilità sociale: numerose sono infatti le iniziative per ridurre l’utilizzo di plastica che Lidl Italia ha già intrapreso. Un esempio virtuoso è il recupero delle plastiche da imballo che l’Azienda trasforma ogni anno in nuova materia prima da riutilizzare.

 

 

Le nuove tecnologie danno sicurezza. Ma quante aziende le utilizzano?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Le nuove tecnologie piacciono. E rassicurano. Peccato però che le aziende del Food & Beverage, pur percependone l’importanza per la sicurezza alimentare, non siano ancora del tutto consapevoli di come applicarle. Ecco in estrema sintesi una delle principali evidenze emerse dall’indagine Il futuro della sicurezza alimentare: quale il prossimo passo? condotta da DNV GL e GFSI (The Global Food Safety
Initiative) su oltre 1.600 professionisti del settore in tutto il mondo. Lo studio ha infatti evidenziato come soltanto 1 azienda su 10 utilizzi già oggi le nuove tecnologie per garantire la sicurezza alimentare. Migliori gli scenari futuri: da qui a 3 anni si prevede infatti che il rapporto salga a quasi 4 su 10.

Ma quali sono le nuove tecnologie più diffuse?
I dati indicano sensori e beacon (44% oggi, 56% fra tre anni) seguiti dalla blockchain (15% oggi, 40% fra tre anni). Il problema è che in mancanza di idee chiare in materia, gli investimenti sono anch’essi fluttuanti: più di un quarto delle aziende intervistate dichiara di non sapere quanto investirà in soluzioni digitali nei prossimi 12-18 mesi, mentre il 14% risponde che non effettuerà alcun investimento.

Unrecognizable female supermarket customer reaches for fresh oranges while shopping for produce. Focus is on a shopping basket filled with leafy greens and fresh oranges.

“Le tecnologie digitali come la blockchain hanno già trasformato molti settori, specialmente nel mondo retail, ma la nostra indagine suggerisce che per molte aziende queste tecnologie devono ancora passare dall’essere oggetto di discussioni teoriche, a possibilità di applicazione concreta,” commenta infatti Luca Crisciotti CEO di DNV GL – Business Assurance.

A intuire il valore della blockchain sono soprattutto le aziende asiatiche, il 57% delle quali prevede di utilizzare questa tecnologia entro tre anni, una percentuale significativamente più alta che nelle altre regioni.

Se poi andiamo a guardare le motivazioni che portano le azuiende a implementare la sicurezza alimentare, vederemo che sl primo posto svetta la salvaguardia della salute dei consumatori (88%), seguita da leggi e normative (69%) e dalle esigenze/richieste dei consumatori (60%). I benefici commerciali ottengono invece un punteggio più basso (30%), a suggerire che la sicurezza alimentare sia percepita più come un prerequisito che come un differenziale competitivo.
E quali sono le paure peggiori?
I rischi operativi (76%), come le contaminazioni, sono percepiti come la minaccia più evidente, seguiti dai rischi associati alla mancanza di una cultura della sicurezza alimentare (30%) e alla conformità con le normative (28%). I timori per i rischi operativi sono particolarmente sentiti in Europa (82%) rispetto alle altre regioni.

Ma come disinnescare (o quanto meno ridurre la minimo) i rischi?

A questo scopo, le aziende si concentrano sui sistemi di sicurezza alimentare: HACCP (85%), procedure per garantire la sicurezza nelle fasi iniziali di progettazione di un prodotto (68%) e un sistema di gestione (es.ISO 22000) che copra i requisiti di produzione e permetta al contempo di ottenere un miglioramento continuo (66%).

Infine, è stato chiesto al campione, perché ricorrere alle certificazioni.
Una netta maggioranza di aziende ha risposto di vedere la certificazione come un requisito per fare business (79%) mentre, più di metà (53%) ha detto di considerarla anche come un modo per migliorare ulteriormente la sicurezza alimentare.Metodologia dell’indagine

L’indagine è stata condotta tra novembre e dicembre 2018 e ha interessato 1.643
specialisti di aziende Food & Beverage lungo tutta la catena del valore in Europa,
Nord America, Centro-Sud America e Asia.

Il campione è costituito da clienti di DNV GL – Business Assurance e da aziende certificate secondo almeno un programma di certificazione riconosciuto da GFSI.

Nel campione sono state considerate come LEADER 241 aziende in totale, che rappresentano il 15% di tutti i rispondenti e l’analisi delle loro risposte offre spunti di approfondimento sulle buone pratiche e la filosofia delle aziende che presentano un approccio più maturo alla sicurezza alimentare.

Le Terrazze celebrano i 50 anni dello sbarco sulla luna

In occasione del 50° anniversario del primo sbarco sulla Luna, avvenuto il 20 luglio del 1969, il Centro Commerciale Le Terrazze dedica un intero mese alla celebrazione di questo straordinario evento storico. Da sabato 29 giugno a domenica 28 luglio, i visitatori del centro potranno godere di un’esperienza immersiva ed emozionale a tema “spaziale”.

L’area dedicata, che si trova al 1° piano zona food court, internamente sarà divisa in molteplici ambienti funzionali che si svilupperanno lungo un percorso didattico ed emozionale al tempo stesso.

La prima area, denominata MOONLAND, sarà un “panorama lunare”. I visitatori avranno la possibilità di immergersi in un suggestivo ambiente “spaziale” fatto di rocce, crateri, sassi e di desolati e malinconici paesaggi lunari.

La seconda area denominata “Immersive Cine Experience” prevede una stanza di proiezione immersiva, per vivere un’esperienza indimenticabile. Attraverso un documentario realizzato per l’occasione, sarà possibile ripercorrere, grazie a immagini e suoni reali, il viaggio dalla Terra alla Luna. La modalità cinema immersivo sfrutta infatti la proiezione su schermo curvo e la tecnologia di proiezione grandangolare.

Una terza area sarà dedicata alla Virtual Experience e permetterà ai visitatori di trovarsi per qualche minuto “sulla Luna”. Indossando i caschi VR, ci si troverà istantaneamente nel mare della Tranquillità, luogo dell’allunaggio del 1969; ma non solo, i visitatori potranno godere di paesaggi suggestivi e l’emozionante tramonto della Terra regalerà un’esperienza indimenticabile.

All’esterno sarà allestita un’area mostra con pannelli su cui saranno illustrati diversi contenuti riguardanti il nostro satellite: geografia, fisica, chimica e una sezione dedicata alle esplorazioni spaziali che hanno portato un passo alla volta allo sbarco sulla Luna. A completare la mostra anche schermi che riprodurranno in loop alcuni brevi documentari divulgativi.

L’area mostra sarà fruibile dal pubblico tutti i giorni senza vincoli di orario, mentre l’area MOONLAND, l’Immersive Cine Experience e l’area VR saranno visitabili dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 21 e il weekend dalle 11 alle 15 e dalle 17 alle 21.

La sera del 16 luglio dalle ore 20.00, in collaborazione con IRAS La Spezia (Istituto Ricerche Astronomiche Spezzino), il Centro Commerciale regalerà a tutti i clienti un’esperienza indimenticabile: saranno posizionati sul tetto del centro commerciale (parcheggio scoperto all’ultimo livello) diversi telescopi. Si potrà osservare “da vicino” l’eclissi lunare prevista per la sera di martedì 16 luglio. Gli esperti di IRAS accompagneranno i partecipanti in un’esperienza unica ed emozionante.

 

Decisioni più veloci con la piattaforma “Always-on Marketing Mix Effectiveness” di IRI

Foto di Benjamin Wiens da Pixabay

In un mercato che brucia le tappe, ogni azienda ha bisogno di soluzioni precise e affidabili, ma anche veloci. E il campo del brand marketing non sfugge a questa necessità. E’ dunque in questo scenario che si inquadra il nuovo prodotto di IRI, dedicato alle aziende del mondo del Largo Consumo Confezionato. Parliamo della  piattaforma “Always-on Marketing Mix Effectiveness”, una innovativa soluzione che verrà presentata al primo IRI International Growth Summit, in programma dal’8 al 10 luglio a Londra.

“Alle aziende del settore del Largo Consumo Confezionato, occorrono circa 20 settimane per avere a disposizione analytics utili al business; in un contesto fortemente dinamico e in continuo cambiamento, è necessario ridurre i tempi” spiega infatti Constantinos Kotopoulos, ACE Managing Director, Solutions and Innovation di IRI. “La piattaforma Always-on Marketing Mix Effectiveness una soluzione semplice che integra velocemente i sistemi e i processi dei clienti. In sintesi: entrano nella piattaforma informazioni ed immediatamente escono analisi”. 

“Always-on Marketing Mix Effectiveness”, basata su tecnologia Liquid Data e su piattaforma di visualizzazione Unify, permette alle aziende di misurare, ottimizzare e pianificare le strategie di brand marketing, ad inclusione di pricing e media, per raggiungere gli obiettivi prefissati. La piattaforma è in grado di evidenziare le tendenze dei mercati e permette in tal modo alle organizzazioni commerciali di ottimizzare la propria strategia ed adattarla velocemente al contesto in cui operano, reagendo alle attività della competition.  Inoltre consente di connettersi a qualsiasi fonte di dati, che siano informazioni di IRI, del cliente o provenienti da fonti terze, API o file.  

“Always-on Marketing Mix Effectiveness” armonizza le diverse fonti tra loro e produce un’unica versione delle informazioni, misurazioni, insights, simulazioni e scenari di ottimizzazione attraverso le applicazioni  “IRI’s Marketing Foresight” e “Price and Promotion”. 

Un’interfaccia web intuitiva e facile da usare permette ai clienti di monitorare le performance dei media, dei prezzi e delle promozioni in tempo reale, consentendo di intraprendere azioni correttive in qualsiasi momento.   

Esempi di applicazione

IRI Marketing Foresight – Visualizzazione e pianificazione dello scenario  

Permette agli operatori di settore di simulare un piano marketing dettagliato e di utilizzare dei tool di ottimizzazione per misurare in modo continuativo le attività media applicando eventuali azioni correttive al mutare delle variabili considerate. 

Utilizza metriche di performance precise fornite da IRI Media Models  per implementare  gli scenari più recenti e consentire l’ottimizzazione dei piani e dei budget media allocati tra brand e canali diversi con lo scopo di accrescere il ROI. Le analisi si basano su IRI Liquid Modeling ™, la piattaforma di machine learning più avanzata del settore, in grado di operare su più dimensioni come brand, cliente, segmento, geografia, canale, negozio e periodo.

IRI Media Models

Forniscono alle aziende che operano nel mondo del Largo Consumo Confezionato una visione completa delle performance dei media combinando i dati a livello di singolo negozio con altre informazioni relative a ciascun brand, categoria o prodotto.  In questo modo si ottengono informazioni utili per supportare la definizione della strategia media e produrre simulazioni su diversi scenari eventuali, sulla base di tecnologia IRI Liquid Modeling ™.

IRI Price & Promotion

Produttori e distributori possono pianificare, attuare e misurare le strategie di prezzo e promozioni; inoltre possono conoscere il loro posizionamento competitivo e ottimizzare l’everyday price e le offerte a seconda delle richieste degli shopper di riferimento. Le analisi si basano su IRI Liquid Modeling ™.

 

 

Soulgreen debutta a Oriocenter con un corner di 45 mq

Soulgreen Bowl

Soulgreen, il brand del food che propone una cucina «plant-based» e gluten free fondato da Stefano Percassi, il prossimo 6 luglio aprirà il suo secondo store in Italia a Oriocenter (BG).

Per il nuovo locale Soulgreen di Orio è stato scelto un format diverso da quello del primo locale Soulgreen presente a Milano: è un corner di 45 mq con cucina a vista, funzionale alle modalità di consumo dei clienti che in un mall in genere ricercano un servizio rapido nei diversi momenti della giornata: dalla colazione al pranzo, dagli spuntini alla cena. I clienti potranno così ordinare “to go”, per asporto o scegliere di accomodarsi ai tavoli della food court in cui il locale è presente per gustare il piatto scelto.

“Sono felice di aprire nella mia città e proprio ad Oriocenter un nuovo locale Soulgreen”, ha commentato Stefano Percassi, fondatore del brand del food plant based. “Credo molto in questa iniziativa, e quello che vorrei trasmettere alle persone attraverso Soulgreen è la filosofia che ne sta alla base, il profondo rispetto verso se stessi, gli altri e l’ambiente, perché ognuno di noi attraverso le sue scelte alimentari può contribuire alla salvaguardia del pianeta e al sostegno delle persone meno fortunate di noi”.

L’offerta

Uno dei punti di forza della proposta food di Soulgreen sono le “bowl”, i recipienti-terrina che ad Oriocenter potranno essere completamente personalizzati dal consumatore con gli ingredienti che più si addicono ai suoi gusti e necessità nutrizionali.

ThaiBowl

Tra gli altri piatti presenti nel menu i burger vegetali, accompagnati da patatine e salse vegane, oltre alla pasta gluten free – sia italiana che nella variante più internazionale dei noodle -, alle zuppe e vellutate.

Per la colazione, Soulgreen offrirà delle proposte gourmet dolci e salate, tutte gluten free e vegane, preparate fresche tutti i giorni: dai pancake ai cookie, dal classico pane e marmellata alle torte e muffin, oltre agli sfiziosi ed esotici toast all’avocado. Il tutto accompagnato da tè, caffè e cappuccini realizzati con latte vegetale, che sarà offerto anche in alcune varianti “SuperFood” come quelle alla curcuma e al matcha, oltre alle classiche spremute, ai succhi di frutta e agli smoothie.

A completare le proposte durante le calde giornate estive i gelati, i sorbetti vegani e i thè freddi fruttati serviti con panna montata a base di latte di cocco.

Acqua, fonte di libertà

I clienti di Soulgreen potranno usufruire gratuitamente dell’acqua, un bene pubblico al quale tutti dovrebbero avere libero accesso secondo la filosofia del brand. Per limitare l’uso della plastica, saranno inoltre in vendita delle borracce riutilizzabili, o in alternativa verranno forniti dei bicchieri in materiale biodegradabile.

Charity

Dalla sua costituzione nel 2017, Soulgreen è inoltre attiva in progetti di charity per sostenere il programma Proud to Give Back, dando supporto a bambini in difficoltà e malnutriti. E lo store di Oriocenter, assieme a quello di Milano in piazza Principessa Clotilde, sarà coinvolto in questo programma, che è parte integrante della filosofia di Soulgreen. Ogni anno Soulgreen è attivo nel sostegno alimentare di circa 300 bambini malnutriti di diversi Paesi, e dopo l’India e la Thailandia, quest’anno è stata selezionata l’Eritrea con un progetto di Mission Bambini.

 

 

 

OVS introduce nei suoi store il Digital Personal Shopper

OVS prosegue nell’evoluzione della strategia omnichannel, introducendo il Digital Personal Shopper”. Un servizio su misura, che mira a ridurre ulteriormente il confine tra online e offline, fornendo un’esclusiva esperienza di shopping personalizzata, riservata per ora solo alle clienti donne: dalla selezione online dei capi alla prova in negozio su appuntamento.

Un team di fashion stylist con lunga esperienza nel mondo della moda e nelle redazioni dei più prestigiosi magazine, ognuno con il suo particolare “touch”, propone ogni mese una selezione speciale di capi OVS, in linea con le tendenze del momento. 

Collegandosi al sito ovs.it le clienti possono scegliere online i propri outfit preferiti tra quelli proposti dagli stylist o all’interno della collezione presente sull’e-shop, aggiungendoli a una wishlist personale. Sarà quindi possibile prenotare un appuntamento nel negozio prescelto per provare i capi selezionati, seguite da un personal assistant. Il servizio sarà disponibile in una selezione di negozi la cui lista è disponibile sul sito ovs.it.

Le clienti saranno invitate a creare un profilo personale definendo le loro preferenze in termini di stile, linee, colori, occasioni d’uso e potranno ricevere suggerimenti e consigli del team di fashion stylist OVS.

“Il nostro obiettivo è quello di creare una relazione con il cliente sempre più stretta per poter soddisfare le sue esigenze in modo personalizzato – afferma Monica Gagliardi, Direttore Marketing & E-commerce OVS – indipendentemente che questo avvenga in un ambiente fisico o virtuale.  Con il “Digital Personal Shopper” offriremo un servizio esclusivo, una nuova modalità di acquisto che ottimizza l’esperienza di shopping delle nostre clienti e la valorizza grazie al supporto di un team di fashion stylist di provata esperienza”.

Mastercard inaugura il primo bistro cashless a Fiumicino

Piatti della tradizone e tecnologie all’avanguardia: si configura così il nuovo Bistro by Mastercard, primo ristorante cashless inaugurato nell’area food degli imbarchi internazionali dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma.

Fulcro dinamico del locale è il nuovo Priceless Touch Table, un tavolo interattivo realizzato da MRM//McCann e progettato appositamente per il ristorante. Il tavolo consente ai viaggiatori di navigare tra le ricette e le curiosità della cucina tradizionale romana, ordinare piatti, rimanere sempre aggiornati sul proprio volo e sulla città di destinazione, e andare alla scoperta del mondo Priceless Cities, il programma dedicato a tutti i titolari di carta Mastercard che permette di vivere esperienze esclusive in oltre 40 città in tutto il mondo. Anche l’esperienza di pagamento è un’assoluta novità, perché si può pagare senza dover andare alla cassa, grazie alla tecnologia contactless integrata nel tavolo.

Oltre al tavolo sono stati curati tutti i materiali di comunicazione online e offline, tra cui: la campagna di comunicazione; i video content per i maxischermi presenti all’interno del ristorante e per il vitrum, uno speciale vetro che permette di proiettare contenuti senza coprire la visuale dall’esterno verso l’interno e viceversa; delle card surprise con le ricette più significative del ristorante e la pubblicazione di “The Cornerstones of Roman Cuisine”, un libro per conoscere meglio i segreti della cucina romana e la filosofia di Michelangelo Citino, Chef Executive del ristorante e figura emergente nel panorama gastronomico nazionale, capace di mettersi in mostra in importanti cucine come quelle di Gualtiero Marchesi e Davide Oldani.

La comunicazione e il progetto del tavolo sono firmati dalla coppia creativa Diego Savalli e Alessio Bianconi, guidati da Alessandro Sciortino, Direttore Creativo di MRM//McCann Italia, e sotto la direzione esecutiva di Alessandro Sabini, CCO McCann Worldgroup Italia.

Galleria Borromea rinnova oltre 50 contratti di leasing e ne sottoscrive 7 ex novo

Il centro commerciale Galleria Borromea, gestito da Sonae Sierra, prosegue la sua crescita, rinnovando nel 2018 oltre 50 contratti di leasing con le insegne presenti all’interno della galleria commerciale e siglandone altri 7 con nuovi brand: 4 nel 2018 (Pandora, Beauty and Sun, Toasteria Italiana e Fazzini Home), 3 nel 2019: Il Barbiere aperto il 29 marzo, Nau! aperto l’11 aprile e Dan John aperto il 16 maggio.

Il tasso di occupancy dello shopping mall è rimasto elevatissimo e stabile intorno al 98%, un’importante conferma dell’interesse degli operatori commerciali, nazionali ed internazionali, verso la struttura. Galleria Borromea vanta, infatti, la presenza di rinomati e apprezzati brand appartenenti a diversi settori tra cui: Pandora, Tommy Hilfiger, Max&Co, Piquadro, Guess, Piazza Italia, C&A, MediaWorld, Calzedonia, FootLocker, Old Wild West, Burger King e Ipercoop.

Tra i punti di forza del centro commerciale ricordiamo l’offerta della food court “La Gusteria”, che conta ben 10 insegne ed è stata ampliata e totalmente rinnovata nel corso del 2017. Nell’ultimo anno il traffico presso la Gusteria ha visto un incremento del 12% e un corrispondente aumento delle vendite dell’8%.

Franco Gardella, Amministratore Unico del Consorzio dei Proprietari Galleria Borromea, ha aggiunto: “Siamo estremamente soddisfatti delle ottime performance registrate dal centro commerciale Galleria Borromea, un risultato importante ottenuto grazie alla stretta collaborazione con Sonae Sierra. L’apprezzamento dei visitatori del centro commerciale dimostra la validità delle scelte operate fino ad oggi e continueremo a lavorare in questa direzione, fiduciosi che il trend positivo registrato nell’ultimo anno verrà confermato anche nel futuro”.

José Maria Robles, General Manager per il Property Management di Sonae Sierra in Italia, ha dichiarato: “Sonae Sierra gestisce il centro commerciale Galleria Borromea dal 2016 e in questi anni si è impegnata al massimo per valorizzare le potenzialità di questo asset. La società si è infatti dedicata ad una gestione attenta alle esigenze del bacino di riferimento e in grado di soddisfare le necessità di un numero sempre maggiore di visitatori. Grazie all’introduzione di nuovi brand Galleria Borromea ha saputo affermarsi nello scenario commerciale locale e milanese, registrando di anno in anno performance estremamente positive”.

Sport Industry: gli italiani riscoprono l’attività fisica

Parlando di manifatturiero italiano, il comparto degli aricoli sportivi non se la passa certo male.

E a dirlo sono i numeri emersi nel corso dell’Assemblea di Assosport, l’Associazione Nazionale fra i Produttori di Articoli Sportivi che rappresenta 130 aziende e 350 brand del settore. In Italia, infatti, il fatturato della Sport Industry ha superato gli 8 miliardi di euro, con 911 operatori e 22.369 addetti. Un risultato dovuto per il 55% all’abbigliamento, per il 27% al settore articoli sportivi, e per il restante 18% alle calzature. Un dato in crescita, una tendenza confermata anche dai numeri più recenti a disposizione, che vedono la produttività in aumento del 3,4%, sia nel 2018 che nelle previsioni per il 2019 (dati Cerved). 

Dati che fanno ben sperare, dunque, e che traggono forza anche dall’export, come spiega bene il presidente dell’Associazione Federico De Ponti (CEO di Boxeur Des Rues): “Internazionalizzazione delle imprese e incremento della pratica sportiva – spiega De Ponti – sono due degli obiettivi principali su cui abbiamo lavorato, in continuità con chi ci ha preceduto. L’export delle nostre aziende rappresenta una quota sempre maggiore del loro fatturato, addirittura oltre l’82% nel comparto della calzatura sportiva. Siamo il secondo Paese esportatore d’Europa.”

Lo sport globale

Nel villaggio globale, anche lo sport non può essere da meno. La tendenza a dedicarsi alle attività fisiche prosegue infatti a ritmi più che positivi. Tanto che a livello mondiale, nel 2023, come ha illustrato PwC Italia, il mercato mondiale dello sportswear varrà quasi 400 miliardi di euro (CAGR +7,2%), rispetto ai 280 miliardi di oggi. Sarà trainato dalla crescita degli USA, mercato maggiore per market share, e da India e Cina che registreranno i maggiori tassi di crescita.

“Athleisure, contaminazioni fra luxury & sport, sostenibilità, tecnologia e retail esperienziale ridefiniranno il futuro dello sportswear mondiale”. Spiega De Ponti “le nostre aziende devono conoscere sempre meglio il consumatore finale per intercettarne le esigenze. Non facile, dato che soprattutto le nuove generazioni non stanno abbandonando i negozi tradizionali, ma sembrano preferire un originale mix tra acquisto virtuale e acquisto di persona.”

Il mercato in Italia

Nel nostro Paese, il comparto vale circa 9,3 miliardi di euro (dati NPD), sostanzialmente stabile rispetto al 2017. I dati CONI del 2018 in tal senso dipingono un quadro positivo, fatto di oltre 20 milioni di praticanti, 758 mila in più nell’ultimo anno. Di questi, il 25,7% sono praticanti continuativi, a cui si aggiungono il 9,6% di saltuari.

In termini distributivi, i dati Dimark mostrano un mercato estremamente parcellizzato: dei 4.214 punti vendita, solo l’11% appartengono a catene, il restante 89% è rappresentato da negozi indipendenti. Quando però si guarda agli acquisti, le catene pesano col 56% del valore.

Sull’evoluzione futura PWC prevede per il 2023 una crescita dello sportswear superiore ai 7 miliardi, con più del 40% di market share in mano ai primi 5 brand. Fisico o digitale?

Nel 2018 in Italia – evidenzia PWC – per lo sportswear l’online si attesta intorno al 5,6% del totale mercato (+ 18% vs 2017) e sviluppa un fatturato di circa 354 milioni di euro. Ovviamente siamo lontani dalle percentuali a stelle strisce (19% per l’online) o da quelle della Cina dove l’online traggiunge il 37% supportato dai social, ma comunque la crescita è significativa.

Un pericolo incombe dunque sullo store fisico?

Non sembra, in effetti. Da un’indagine PwC condotta sulle abitudini d’acquisto di oltre 21.000 consumatori in 27 paesi, emerge infatti che negli ultimi 7 anni gli store fisici reggono bene, rivelandosi “tosti” interlocutori del mobile. Tanto è vero che il 49% sceglie ancora gli store fisici per lo shopping settimanale e quotidiano (+ 7% vs 2013) e “solo” 24% preferisce il mobile (+18% vs 2013).

E non basta: pare infatti che per intercettare e soddisfare i Millennials ela Gen Z la praticità dell’onlne non basti. Serve piuttosto il coinvolgimento in store.Nuove tendenze sostenibili

E per assecondare la tendenza sempre più diffusa ad adottare atteggiamenti sostenibili,  anche la moda dello “sharing” è in crescita, forte di un 30% di consumatori disponibili a condividere l’attrezzatura sportiva outdoor, terza categoria dopo auto e altri mezzi di trasporto. Per i consumatori italiani i dati sono ancora più marcati: il 48% e 45% rispettivamente sono disposti a noleggiare o condividere automobili e altri mezzi di trasporto, e il 40% l’equipaggiamento da sport.

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