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Plastica monouso, il no della Ue a piatti e cannucce, le bottiglie tornano “a rendere”

Un sistema automatico di cauzione-deposito in un supermercato ungherese.

La lotta ai rifiuti di plastica passa a una nuova fase: entro il 2025 gli Stati membri dovranno vietare la vendita di prodotti di plastica monouso quali stoviglie, cannucce, agitatori per bevande, bastoncini di cotone per le orecchie e bastoncini per palloncini in plastica, e raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, attivando sistemi sistemi di cauzione-deposito.

Sono le misure previste nella direttiva sulla riduzione dell’inquinamento da plastica, che la Commissione europea presenterà a fine maggio. Secondo il progetto di direttiva, i contenitori per bevande in plastica saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore. Per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica, gli Stati membri dovranno fissare obiettivi nazionali di riduzione. I produttori saranno chiamati a coprire i costi di gestione dei rifiuti per prodotti altamente inquinanti quali mozziconi di sigaretta, palloncini e attrezzi da pesca in plastica. Altri prodotti come gli assorbenti igienici e le salviette umidificate dovranno avere un’etichetta chiara e standardizzata che indica il loro impatto negativo sull’ambiente. 

 

Retailer in prima linea, “ma che non si trasformino in raccoglitori di rifiuti”

In seguito alla pubblicazione odierna della proposta della Commissione sulle materie plastiche monouso, il settore del commercio all’dettaglio e all’ingrosso “ha ribadito il suo impegno a promuovere l’economia circolare e gestire il problema dei rifiuti di plastica. Il settore ha già dimostrato la sua leadership nella riduzione degli imballaggi e delle materie plastiche monouso, seguendo una serie di strategie 3R (riduzione, riutilizzo, riciclaggio) e preso impegni collettivi e individuali per farlo, inclusa una riduzione dell’80% dei rifiuti complessivi”.

Lo dice una nota di Eurocommerce, che ricorda come ben prima della proposta della Commissione sulla riduzione dell’uso della plastica, i dettaglianti hanno adottato misure proattive per ridurre la dipendenza dalle materie plastiche. Come incoraggiare i clienti a raccogliere e restituire i loro rifiuti di plastica, aumentando la quota di prodotti riciclati, proporre sacchetti di plastica rinnovabile o ricariche di prodotti per la cura del corpo a ridotto contenuto di imballaggi. Ma anche promuovendo campagne di sensibilizzazione per promuovere il riciclo di oltre 14mila prodotti alimentari e non alimentari. L’efficacia e il successo di tali iniziative sono stati attentamente monitorati da un operatore indipendente sotto l’egida della Commissione europea e raccolti nella banca dati REAP.

Ma, come ha sottolineato il direttore generale dell’EuroCommerce, Christian Verschueren: “La responsabilità estesa del produttore non deve significare che i supermercati si riducano a raccoglitori di rifiuti. Possiamo agire come promotori di comportamenti sostenibili per i nostri vari milioni di clienti, ma anche altri attori, tra cui l’industria e i governi, devono intervenire sul piatto”.

Il settore della distribuzione si trova a metà strada tra produttori e consumatori e la raccolta, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti non possono essere di sua competenza esclusiva. EuroCommerce solleva alcuni dubbi circa la praticità e l’impatto che potranno avere alcune delle misure presentate. “Bisogna guardare attentamente alle questioni di responsabilità estesa del produttore, igiene, sicurezza e convenienza”.

Customer experience: così il Multisala Electric di Gavirate parla ai suoi spettatori

@ Andrea Fongo | www.andreafongo.com

Parola d’ordine: customer experience. Il cliente deve essere emozionato, coinvolto, entusiasmato e introdotto, passo dopo passo, tanto nel processo d’acquisto, quanto in quello della fruizione di un servizio. È partendo da questo assioma che lo studio di architettura milanese Hit arcHITects ha firmato la realizzazione del Multisala Electric del Centro commerciale Campo di Fiori di Gavirate, in provincia di Varese.

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Lo spazio, completamente rinnovato e inaugurato a inizio 2018, ospita cinque sale da quaranta a cento posti ognuna. Un mix di alluminio, legno e illuminazione a Led sono la cifra distintiva della struttura. 

Per coinvolgere lo spettatore già dal primo ingresso nella struttura il corridoio e la hall sono studiati in modo da introdurlo progressivamente: si parte da un luminoso ottagono di ingresso rivestito in pietra nera, bianca e rete cangiante per proseguire nel soffuso corridoio realizzato con parquet a pavimento nelle sale e con pietra nera lucida a parete nel foyer. 

Per assicurare una crescente tensione emotiva, ogni parete di sala che confina con il corridoio si illumina di un colore e di una intensità luminosa differente secondo lo stato di proiezione interno.

La Scheda

– Luogo: Centro Commerciale Campo dei Fiori, Gavirate (Va)

– Progetto: 5 sale proiezione con un totale di trecentocinquanta posti a sedere, biglietteria, foyer, bar/carretto popcorn

– Committente: Iniziativa Gaviratese / Centro Commerciale Campo dei Fiori

– Design team: HIT arcHITects – arch. Piantini

– Superficie: 1.000 mq

– Tempistiche: progetto: 2016-2017; e

secuzione: 2017

– Caratteristiche tecniche: Proiezione Sony 4K e Sistema audio Dolby Digital 7.1 in tutte le sale; casse automatiche e tornelli automatici, poltrone reclinabili numerate in ogni sala e spazio preferenziale per disabili; taratura sale Dolby & THX, scenari personalizzati per lo stato della sala (pausa, proiezione, mezze luci), 32 mq lo schermo più grande.

 

 

 

Ikea: promosso il pop-up store romano che prolunga l’apertura di 9 mesi

Ikea valuta le performances del suo pop-up store di Roma (aperto solo un anno fa nella centralissima Piazza San Silvestro) e il bilancio è decisamente soddisfacente, tanto che l’apertura è stata prolungata di altri 9 mesi, fino al 6 gennaio 2019. E  ad essere sinceri si tratta della seconda proroga, visto che già in passato i 4 mesi previsti inizialmente si sono più che raddoppiati.
Vediamo cosa raccontano i numeri di un anno di attività:
• 420.000 visitatori
• 73.600 clienti
• 4 milioni di euro di fatturato (in una superficie di 250 mq)
• 50.000 euro il record di vendite stabilito in una giornata
• 800 cucine vendute (messe una a fianco all’altra corrispondono a una fila di 2 km)
e 2.200 pianificate
• 2.900 euro il prezzo medio delle cucine vendute

Numeri “curiosi”

In un anno di attività, sono stati venduti oltre 5.600 confezioni di tovaglioli FANTASTISK bianco, pari ad un enorme tovagliolo di 90.000 mq, 2.305 tazzine da caffè Gottfinnande e 384 set di posate DRAGON (con i pezzi venduti si sarebbe potuto apparecchiare un tavolo di 1 km per 2.300 persone).
La clientela è prevalentemente romana e proviene per lo più dai CAP adiacenti al negozio,
ma sono state vendute cucine anche a 31 clienti provenienti da altre città italiane per un
valore di circa 50.000€.

Il format

Il pop-up store di Piazza San Silvestro rappresenta un’ulteriore tappa della strategia di IKEA volta alla omnicanalità: l’azienda ha deciso di affiancare al format tradizionale nuovi punti vendita dalle dimensioni più ridotte, con un assortimento selezionato di prodotti e un’attenzione maggiore a tempi, ritmi e necessità dei consumatori. In questo modo, ai clienti viene offerto un bouquet di servizi tra cui scegliere sulla base delle loro esigenze.
È stato premiato dai consumatori soprattutto per la vicinanza al centro città, la facilità d’acquisto, il livello di servizio. Protagonista rimane il mondo della cucina: dalle proposte per arredarne una completa ai tavoli da pranzo e sedie coordinate, dagli accessori per cucinare a quelli per la mise en place, fino ai tessuti.

Librerie Feltrinelli premiata da Confimprese per il cortometraggio “Oltre le Pagine”

Librerie Feltrinelli si aggiudica il premio per la migliore  campagna marketing dell’anno, assegnato da Confimprese, l’associazione che raggruppa primari operatori con reti franchising e dirette.

Il premio è stato assegnato per “Oltre le pagine”, il cortometraggio firmato da Paolo Genovese e realizzato in esclusiva per laFeltrinelli per lanciare un messaggio d’amore per i libri e la lettura.

I “Confimprese Awards”, assegnati ieri nel corso dell’assemblea generale dell’associazione, hanno premiato le aziende che hanno contribuito alla crescita del sistema italiano grazie a una visione strategica orientata all’innovazione verso il cliente. La giuria è composta da Luciano Fontana, direttore Corriere della Sera, Maurizio Borletti ad Grandi Stazioni, Fulvio Matteoni presidente Decathlon, Luca Manzoni, responsabile corporate Banco BPM, Donato Iacovone ad EY, Josè Maria Robles general manager Sonae Sierra e Mario Resca presidente Confimprese.

La campagna

Sviluppato in collaborazione con Havas Milan,  “Oltre le pagine” è stato il tassello fondamentale della campagna “A Natale regala un libro” promossa da laFeltrinelli con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico a vivere il periodo natalizio come momento ideale per donare, tramite un semplice gesto, storie, personaggi ed emozioni senza tempo.

Grazie alla campagna crossmediale e instore realizzata dalla Feltrinelli, il cortometraggio ha superato in breve tempo i sei milioni di visualizzazioni. Diffuso da laeffe TV e dai canali social di Gruppo Feltrinelli– Youtube, Facebook, Instagram, Twitter – il film ha coinvolto i lettori in un’attività virale di condivisioni e messaggi, generando oltre 400 mila interazioni in rete.

Retail Plaza: a tu per tu con i nuovi scenari

Non solo supermercati, né centri commerciali e neppure consumo del suolo.

Oggi la Distribuzione Moderna è molto altro.

Parliamo infatti di un vero e proprio moderno sistema paese, di un recinto dove 60 milioni di italiani fanno la spesa ogni settimana.

È vero Retail Pride quello che ha mosso Giorgio Santambrogio, presidente Adm nonché ad del Gruppo Vegè, quando – sul palco di Retail Plaza –  ha raccontato il mondo della distribuzione.

“Un comparto che ha al suo attivo 3 milioni di posti di lavoro e 101 miliardi di valore aggiunto, un comparto che non delocalizza, ma che – piuttosto – sostiene le PMI grazie alla forza crescente delle marche d’insegna”.

Un comparto – quello distributivo – che oggi è direttamente chiamato causa, per dare una risposta convincente alle nuove tendenza di consumo.

Lo scenario nel racconto di Nielsen

Perché i consumi,  ça va sans dire, sono in piena fase di mutamento. Ed è su questo tema che Romolo de Camillis di Nielsen, introducendo l’evento targato TUTTOFOOD, ha individuato ben precisi driver:

  • Trasformazione del carrello
  • Trasformazione dei canali (basti pensare che nei prossimi 5 anni ¼ del mercato del LCC sarà verosimilmente appannaggio del discount e che l’e-commerce svolgerà un ruolo sempre più di spicco)
  • Trasformazione dell’offerta che diviene sempre più frammentata
  • Trasformazione/differenziazione della platea di consumatori, grazie all’ingresso delle nuove generazioni
  • Trasformazione degli stili di consumo: Nielsen individua 5 cluster in base alla disponibilità di spesa: in questo scenario i golden e i low cost giocano la parte del leone, evidenziando – così – l’ampiezza crescente della forbice socio-economica.

Questo lo scenario. È ovvio, quindi, che siamo davanti a una complessità estrema che deve essere gestita senza se e senza ma.

Ma come, visto che i modelli tradizionali non sono più all’altezza della situazione?

Ricorrendo ai nuovi valori emergenti, quegli stessi valori – ha sottolineato de Camillis – che portano i consumatori a compiere delle scelte, imprimendo così una fisionomia ben netta al LCC di oggi.

Trasparenza salute e identità sono i tre termini chiave, dove salute intercetta spesso e volentieri gli altri due termini.

La parola alle insegne

Coop Lombardia, Unes, Carrefour e Esselunga: sono loro i big messi a confronto per dibattere sulle tre parole chiave. Consenso unanime nel ribadirne la priorità. Obiettivo univoco, dunque, diversi, gli approcci.

Chiamati a raccontare qualcosa di sé e della peculiare interpretazione che ciascun insegna fa di questi valori fondanti, dal palco di Retail Plaza i quattro relatori non hanno deluso la (folta) platea di operatori del settore, giornalisti e studenti.

Andrea Colombo ha messo l’accento sull’impegno identitario di Coop a tutela della salute dei consumatori; un impegno declinato negli anni (come ha già dimostrato l’eliminazione dell’olio di palma) e che oggi si conferma alla selezione di animali allevati senza antibiotici.

Luca Magnani, direttore qualità di Esselunga, ha affermato con convinzione che la priorità deve essere data alla cura dei  dettagli in nome di elevati standard qualitativi e di sicurezza. Un esempio emblematico è quello del sushi, prodotto direttamente dall’insegna e sottoposto a controlli sistematici nelle varie fasi di preparazione. Una chicca? Per offrire la selezione di riso con la migliore resistenza al freddo, Esselunga ha selezionato un produttore controllato da satellite giapponese!

Stéphane Coum

Sulla trasparenza, dal canto suo, Mario Gasbarrino di Unes ha dimostrato (ancora una volta) di avere le idee ben chiare, tanto da voler realizzare a scaffale una sorta di TripAdvisor dei prodotti. L’idea è semplice: ciascun prodotto sarà corredato dal rating attribuito sul web dai consumatori ed espresso, accanto al cartellino del prezzo, con il simbolo del dollaro: tutto sotto gli occhi di tutti, dunque…

In tema di biologico, categoria sempre più apprezzata e richiesta dai consumatori, Carrefour Italia sta portando avanti una campagna incisiva, con intenti formativi sul consumatore, stimolato ad andare oltre le apparenze. Sulla categoria, Stéphane Coum, Direttore Operations di Carrefour Italia, ha espresso l’auspicio che si possa quanto prima avviare un processo di democratizzazione, per ampliarne progressivamente il ventaglio degli acquirenti.

Strategie diverse, dicevamo, ma obiettivo omogeneo: educare, coinvolgere e informare il consumatore.

E ancora una volta il luogo ideale si conferma il punto vendita che – ha sintetizzato Santambrogio a chiusura dei lavori – oggi deve svolgere il ruolo  di point of meeting, point of education.

Mapic Italia e Mapic Food & Beverage ai nastri di partenza

Ci siamo quasi: mancano infatti poche settimane alla terza edizione di MAPIC Italy e al lancio di Mapic Food & Beverage, alla sua prima edizione, nuovo evento dedicato al settore F&B.  

Per l’edizione 2018 di Mapic Italy sono attesi oltre 1600 partecipanti, e si registra addirittura un incremento nel numero di brand dei settori più disparati: fashion, lusso, arredamento, food. Sono attesi oltre 600 retailer di diverse nazionalità, tra cui Amazon, Bestseller, Dolce & Gabbana, Salvatore Ferragamo, Gamestop, Kik, Pandora, Scarpe & Scarpe, Sephora e Tigota’.

Tra i key player del settore vi saranno CBRE, Cushman & Wakefield, JLL, Aedes, Ece, Eurocommercial, IGD, Svicom, Sonae Sierra, Klépierre, Falcon Malls, Westfield, Altarea solo per citarne alcuni.

In apertura dei lavori, una sessione dedicata ad una selezione di retailer internazionali che stanno gurdando con interesse all’Italia con ambiziosi programmi di sviluppo. Herve Montaner, Director of Expansion, Europe and Middle East di Sephora, marchio francese leader a livello internazionale, parlerà dei piani di espansione del brand in Italia.

Grande protagonista di quest’anno è il mondo Digital, una novità per MAPIC Italy: se ne parlerà nel panel della prima giornata, intitolato “Big Data: nuovi modelli di collaborazione tra shopping malls e retailer”, nel corso del quale si affronteranno tematiche quali Data-management, CRM & loyalty, modalità per far aumentare con successo l’engagement del cliente, oltre alle procedure per gestire e condividere correttamente i dati sensibili.

Tra gli interventi segnaliamo il contributo di Alessia De Col, Business Developement Lockers & PickUp Points Amazon; l’intervento di Massimiliano Pozzi Real Estate & Tech Services Development di Kiabi che illustrerà la strategia omnicanale del brand che festeggia quest’anno i 40 anni di esistenza.  

La seconda giornata si aprirà con la tavola rotonda organizzata da CNCC Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali che analizzerà la situazione attuale e le prospettive del mercato immobiliare commerciale italiano: interverranno gli amministratori delegati delle tre più importanti società di consulenza internazionali – JLL, Cushman & Wakefield, CBRE. Seguirà la presentazione dei principali trend di sviluppo sul territorio nazionale. Questa sessione vedrà, tra gli altri, gli interventi di Luc Lescault, Marketing & Communication Director di FALCON MALLS e di Nicola Conti, Director of Developement & Property Management di SCARPE & SCARPE.

La novità del 2018

Questa terza edizione di MAPIC Italy si svolgerà in concomitanza con il lancio di MAPIC Food & Beverage, che offrirà ai marchi del settore F&B (sia nuovi che consolidati) grandi opportunità di incontrare i più importanti sviluppatori, master franchisee ed operatori del settore travel e F&B in grado di assisterli nel far crescere le relative attività su scala internazionale.

Tra gli operatori internazionali vi saranno Amrest (leader nei paesi dell’est Europa con un portafoglio che include KFC, Burger King e Starbucks), gli operatori mediorientali Azadea, Blackwood, gli inglesi di Harper Dennis Hobbs (con un portafoglio che include Fortnum & Mason, Hotel Chocolat, Waitrose, Whole Foods e Millie’s Cookies), i sudamericani Civitano e Multifranquicias e dal Far East Valiram Group, East West Hospitality Group e CAA Global Brands (con un portafoglio che include Coca-Cola, Hershey’s, Stella Artois e The Cheesecake Factory). 

Tutte le più importanti proprietà immobiliari a livello internazionale saranno della partita. Tra i partecipanti confermati vi sono non solo i player leader in Europa (Union Investment, Westfield, INTU, Unibail Rodamco) ma anche property company in arrivo dal Medio Oriente (United Developers/Place Vendome), Iran (Iran Mall), India (Allied Investments and Housing Private Limited), Asia (CP Group, Capitaland, CITIC Capital Holdings) e America Latina (Inmuebles Panamericana S.A).

Tra gli operatori del settore travel che hanno già confermato la loro presenza al MAPIC Food & Beverage a maggio si annoverano gli Aeroporti di Londra Standsted, Manchester, Ginevra, Roma e Milano, oltre a Retail & Connections SNCF e Grandi Stazioni.

Insegne italiane

Tra i numerosi concept italiani presenti in fiera vi sarà Doppio Malto – Brewery & Restaurant, il format retail food del birrificio Doppio Malto: una delle esperienze italiane più significative nel modo della birra artigianale. Il concept, che prevede la cucina al centro del birrificio ed un allestimento accattivante, permette al cliente di assaporare carni alla griglia, deliziosi hamburger e birra artigianale. 

Caffetterie e gelaterie sono concept F&B ben noti, ma MAPIC Food & Beverage ospiterà anche un concept italiano di toasteria: Capatoast. Il brand italiano, che ha rivitalizzato il trend dei toast, ha una strategia semplice ma vincente: ingredienti di alta qualità, ed in particolare il protagonista indiscusso, il pane, che viene prodotto rigorosamente senza alcol etilico. Per gli amanti del pesce, Nordsee promette di soddisfare tutti gli appassionati. L’azienda tedesca offre prodotti ittici freschissimi e deliziosi in un contesto artigianale e moderno.

Altri brand F&B che hanno confermato la partecipazione all’edizione inaugurale di MAPIC Food & Beverage sono: Starbucks e Jamie Oliver Group (Regno Unito), Delifrance e Le Duff Group (Francia), Coffee Fellows e What’s Beef (Germania), UBER Eats, Foodation, Rinaldini pastry, Caffè Napoli e Dante’s (Italia), Pink Fish (Norvegia), Five Guys (Paesi Bassi), Local Market Group (Svezia), CKE Restaurants (USA) e Aura Lifestyle Group (Medio Oriente).

 

 

Nestlè paga 7,15 miliardi di dollari per vendere prodotti con il brand Starbucks

È costato a Nestlè 7,15 miliardi dollari (6 miliardi di euro) l’accordo che consentirà alla multinazionale svizzera di vendere caffè con il marchio Starbucks a supermercati, ristoranti e catering, comprese capsule Nespresso con il marcio della sirena. Con questa “alleanza globale” secondo Bloomberg, le due aziende “uniscono le forze per ringiovanire i loro imperi del caffè”, mentre una nota della compagnia di Seattle parla di “accelerare e crescere la diffusione globale del brand Starbucks nel largo consumo e nella ristorazione”, sia nel mercato casalingo che nel fuoricasa.

Grazie all’accordo Nestlé potrà anche vendere e distribuire i caffè in grani e altri prodotti.

“Questa alleanza globale del caffè porterà l’esperienza di Starbucks nelle case di milioni di persone in più in tutto il mondo grazie alla diffusione e alla reputazione di Nestlé” ha detto Kevin Johnson, presidente e Ceo Starbucks -. L’accordo storico fa parte del nostro attuale sforzi di focalizzare ed evolvere la nostra azienda per incontrare i bisogni del consumatore e siamo orgogliosi di lavorare con una compagnia con la quale condividiamo i nostri valori”.

“Questa transazione è un passo significativo per le nostre vendite di caffè, che è la categoria di Nestlé con la crescita maggiore – ha dichiarato Mark Schneider CEO di Nestlé -. Con Starbucks, Nescafé e Nespresso uniamo tre marchi iconici nel mondo del caffè. Siamo entusiasti di lavorare con Starbucks con la quale condividiamo la passione per il caffè di alta qualità e siamo considerati leader globali per i loro approvvigionamenti sostenibili della materia prima”.

Le due compagnie lavoreranno congiuntamente per creare nuovi, innovativi prodotti e Nestlè punta in particolare ad espandere la sua presenza sul mercato nordamericano. 

L’accordo che dovrà passare il vaglio degli enti regolatori, dovrebbe finalizzarsi tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2018. Dall’accordo sono esclusi i caffè solubili, il tè e i succhi.

L’accordo non avrà nessun effetto sulle 28mila caffetterie in tutto il mondo della compagnia di Howard Schultz. Il quale in occasione del suo intervento a Seeds & Chips ha dichiarato che il primo store in Italia, una Roastery con il partner Percassi, aprirà i primi di settembre nell’edificio delle ex Poste in Piazza Cordusio a Milano, dove i lavori fervono ormai da tempo.

 

 

FEAT FOOD sigla partnership importanti per ampliare la sua offerta

FEAT FOOD è una startup di healty food delivery fondata nel febbraio 2015, con l’obiettivo di offrire a tutti, tramite il web, la scelta di un pasto sano, bilanciato ed equilibrato, un’alternativa alla solita pausa pranzo o un comodo menù da consumare a casa.  Il suo business model si basa sul controllo di tutto il processo produttivo, dalla scelta delle materie prime alla preparazione dei piatti. Tutte le ricette vengono studiate ed elaborate dalla chef Advisor Mariasole Capodanno (Corporate Chef Feltrinelli) in collaborazione con i medici nutrizionisti con cui la startup collabora e preparate fresche dagli Executive Chef nella cucina di FEAT FOOD. Oggi, a circa tre anni dal suo debutto, FEAT FOOD comunica i suoi piani per il futuro e le sue prossime novità:

  • il lancio del servizio di delivery GET FEAT sull’intero territorio nazionale, grazie ad un accordo con DHL;
  • l’ingresso nel settore retail, nella catena Bio C’Bon;
  • un round di investimento privato di 350 mila euro che ha permesso di aprire il primo FEAT FOOD RESTAURANT a Milano, in via Edmondo De Amicis 9.

“Grazie al nuovo investimento – spiega Andrea Lippolis, fondatore della startup – siamo riusciti a realizzare il progetto di consegna in tutta Italia entro 24 ore dall’acquisto GET FEAT, al quale stavamo lavorando da oltre un anno. Fedeli alla nostra filosofia da oggi proponiamo sul sito ww.featfood.it una grande selezione di pasti, preparati nei nostri laboratori con una shell life piuttosto lunga (15 giorni) che ci consente la spedizione in tutta Italia e la consegna della merce ancora fresca, pronta per essere consumata o congelata direttamente. I clienti potranno scegliere tra diverse formule (8,16 o 20 pasti) e riceveranno a casa la nostra box entro 48 ore con la possibilità di personalizzarla, scegliendo tra 35 pasti e 5 tra snack e dolci messi a disposizione ogni settimana”.

L’accordo con il retail

Importante traguardo raggiunto da FEAT FOOD proprio in questi giorni è lo sbarco nei punti vendita italiani della catena francese Bio C’Bon che ad oggi lavora su un modello di retail di prossimità con oltre 16 punti vendita in Italia. Bio C’Bon condivide con FEAT FOOD la ricerca di ingredienti Bio e il desiderio di rendere accessibile a tutti la qualità; l’arrivo dei piatti FEAT FOOD nei loro banchi frigo rappresenta per la catena un’importante ampliamento dell’offerta take-away.

Proprio al benessere come filosofia a 360° guarda la partnership stretta da FEAT FOOD con la catena di palestre MCFIT: FEAT FOOD, infatti, ha aperto il suo primo Bistrot e punto vendita nel centro MCFIT di Milano Fulvio Testi e il progetto prevede l’espansione negli altri centri italiani, per creare una vera e propria catena. 

 

 

Retail Plaza: in anteprima le evidenze della ricerca Nielsen

Retail Plaza: consumi sotto la lente nella nuova ricerca di Nielsen che verrà presentata l’8 maggio, nell’ambito del convegno Cibo: Trasparenza, Salute, Identità. Le sfide di un consumo consapevole, per  evidenziare trend e scenari futuribili nell’ambito del food.

“La storia che abbiamo raccontato nel 2017 –  ci spiega Romolo de Camillis responsabile GDO di Nielsen – parla di un alimentare in ripresa, capace di trainare il LCC e caratterizzato da acquisti sempre meno banali e sempre più legati ai bisogni reali e alla rinnovata sensibilità per temi salutistici e ambientali.”

Questi i temi caldi nel carrello degli italiani lo scorso anno.

“Le evidenze della ricerca che verrà presentata a Retail Plaza e relativa ai primi mesi del 2018 – prosegue de Camillis – raccontano una storia molto simile, nonostante un lieve rallentamento rispetto al passato. Attenzione però: questa stasi è solo apparente, sottotraccia c’è vero fermento.”

Continua Infatti a crescere l’attenzione per il food e per averne conferma basta, per esempio, correlare la tipologia di informazioni in etichetta e i dati sul venduto di quel prodotto per capire in che misura le nicchie stiano prendendo piede progressivamente.”

E in molti casi non si tratta di una moda passeggera…

“Occhio però: il peso dato a questo nuovo modo di concepire l’alimentazione varia moltissimo in base alla capacità di spesa degli italiani. Direi addirittura che siamo davanti a una polarizzazione: da una parte il premium, dall’altra il low cost. A soffrirne, ovviamente sono i prodotti main stream.”

È ovvio, dunque, che è necessario un ripensamento degli assortimenti.

“Nessun dubbio – conferma de Camillis- . Come ho anticipato, anche i primi mesi del 2018 sono forieri – seppure in forma latente – di novità importanti sia per il fronte distributivo sia per quello produttivo. E non lo si può ignorare. La distribuzione deve dare risposte convincenti sia in merito alla proposta assortimentale sia al contenuto di servizio (un esempio sono i cibi pronti): prerogativa sempre più richiesta dai consumatori che, se insoddisfatti potrebbero rivolgersi ad altri canali distributivi. L’industria, dal canto suo, deve valutare il fattore dimensionale: i piccoli, infatti, leggono meglio la frammentazione dei consumi, mentre i grandi cominciano ad essere in affanno sul fronte delle vendite.”

La vacanza entra nel carrello degli italiani: il sondaggio di coop.it

I viaggi sono entrati nel carrello della spesa di tanti italiani.

Lo confrema Stefano Dall’Ara, presidente del Robintur Travel Group, di proprietà di Coop Allenza 3.0. E lo dimostrano i numeri: il Gruppo ha chiuso il 2017 con un volume d’affare di 253 milioni di euro e ha superato i 500 milioni con i ricavi diretti, mentre le nuove Agenzie Viaggi Coop stanno segnando un + 17,3% del portafoglio rispetto all’anno precedente.

Quindi i consumatori stanno premiando la scelta di  aprire le nuove agenzie fisiche.

Questo non esclude, però, che in futuro si vadano a potenziare anche la multivcanalità e i servizi online.

Dall’indagine emerge infatti che la tradizionale offerta online, pur soddisfacendo la richiesta di risparmio, non sempre soddisfa poi in termini di servizi correlati alla vendita. Anzi: al momento di gestire rimborsi, prenotazioni molti siti finiscono con lo scontentare profondamente il cliente (anche per la scarsa trasparenza di alcune tariffe).  Ben diversamente, quindi, da quanto può invece offrire una consulenza fisica, che si rivela un punto di riferimento qualificato.

Le vacanze degli italiani

Ma cosa piace agli italiani?

Innanzitutto il mare, scelto  dal 50% del campione- ci racconta  il sondaggio “Le vacanze degli italiani”, curato dal portale coop.it.

E poi l’Italia, preferita dal 61%, anche se le mete più “in” fino allo scorso anno (Puglia, Sardegna e Campania) perdono terreno rispetto a Emilia Romagna, Lazio e Liguria.

All’estero vanno invece per la maggiore Spagna, Grecia e Croazia, in calo Egitto, Maldive e Thailandia.

Tra le richieste, speicca quella di località pet friendly, visto che il 32% degli intervistati non ha intenzione di separarsi dal proprio animale ed è disposto a pagare  tra il 5 e il 30% in più per portarselo dietro.

Quanto al contenuto dei bagagli, è una bella lotta: a vincere sono comunque i prodoti tecnologici e  (per gli ipocondriaci) le medicine.

Anche se poi, in netta contraddizione, tra i lifestyle più gettonati spiccano: cibo, sesso e cura del corpo, mentre l’uso pc/internet risulta fanalino di coda!

 

 

 

 

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