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Coincasa inaugura, a Rennes, il suo primo store francese

Coincasa debutta sul mercato francese, aprendo il suo primo negozio a Rennes, in Bretagna.

Lo store, che occupa una superficie di 160 mq, si trova all’interno del Centro Commerciale Grand Quartier, che ospita 110 negozi dei principali marchi internazionali.

Si conferma così la vocazione sempre più internazionale dell’insegna che ha iniziato la sua espansione all’estero dieci anni fa dall’area dell’Est Europa, per estendersi poi nel bacino mediterraneo e, più recentemente, nei paesi del Nord Europa e in Russia.

In Italia Coincasa, con sede a Venezia, è la più diffusa catena di department store. Il brand è presente in 37 negozi Coin dislocati nei più importanti centri storici e nelle principali vie dello shopping in Italia e conta 82 store stand-alone, di cui 32 sul territorio nazionale e 50 all’estero.

La cifra che accomuna gli store è uno stile unico e distintivo per creare un’atmosfera calda e accogliente: l’assortimento spazia dalla tavola alla biancheria ai tessuti d’arredo, dalla decorazione ai complementi.

L’app AuchanSpeedy raccontata da Massimilano Gallo di Mastercard

L’app AuchanSpeedy è stata lanciata a marzo di quest’anno da Auchan Retail Italia supportato, nel progetto, da Mastercard. Abbiamo chiesto a Massimiliano Gallo, Vice President, Business Development di Mastercard di raccontarci il sistema.

“L’app consente di  rivoluzionare l’esperienza di spesa degli italiani perchè – spiega Gallo – permette ai consumatori di saltare il passaggio in cassa e di pagare direttamente con il proprio smartphone la spesa. Basta scansionare i prodotti con il proprio device mobile e pagarli in modo veloce, semplice e sicuro direttamente con una delle carte di pagamento registrate all’interno del wallet digitale integrato nell’app di pagamento, senza la necessità di passare in cassa.

Quali gli investimenti per lanciare il sistema di pagamento?

Oggi quasi tutti i maggiori retailers, stanno lavorando per abilitare app per i pagamenti in store. Gli investimenti in tecnologia consentono di ottimizzare il processo di acquisto e il percorso dei consumatori all’interno del punto vendita, rendendo più semplice la vita del consumatore che decide di pagare in maniera innovativa. Dal punto di vista strettamente legato alla app,  è generalmente richiesto un irrobustimento della sicurezza e una ottimizzazzione della user experience in app, al fine di rendere più semplice, veloce e sicuro  per il consumatore il nuovo servizio di pagamento.

Quali le garanzie di sicurezza per utenti e  retailer?

La sicurezza è un aspetto fondamentale di queste soluzioni ed è per questo che viene richiesta un’ autenticazione a due fattori sia per la registrazione della carta che per il pagamento, che normalmente avviene con una modalità di autenticazione biometrica. Coniugare usabilità e sicurezza è il principale quesito da risolvere in questo tipo di applicazioni e il ruolo di Mastercard è proprio quello di abilitare grazie alle sue tecnologie e competenze,  soluzioni di pagamento innovative e sicure a supporto di banche, consumatori ed esercenti. Il nostro lavoro è quello sviluppare soluzioni tecnologiche a supporto dei nostri partner per semplificare la user experience dei consumatori e garantire allo stesso tempo i più alti livelli di sicurezza. Tutto questo è possibile grazie a nuove soluzioni create su misura per i nostri clienti, come ad esempio il riconoscimento biometrico o  il nuovo standard MDES, per la tokenizzazione delle carte. Quest’ultima è una  soluzione realizzata da Mastercard che aiuta a trasformare ogni dispositivo mobile connesso in un dispositivo di acquisto, in grado di effettuare pagamenti sicuri attraverso token univoci per ogni dispositivo.

Quali le strategie messe in campo da Mastercard per il settore retail?

L’adozione della tecnologia da parte dei retailer ha subito una grandissima accelerazione, ed è pronta per rispondere alle cresciute esigenze dei consumatori di semplificazione e velocizzazione delle abitudini di acquisto quotidiane, dalla spesa, ai ristoranti, ai trasporti pubblici. Attraverso la collaborazione con i retailer, Mastercard vuole offrire ai consumatori soluzioni di pagamento sempre più innovative grazie all’uso dei dispositivi mobile.

In futuro le modalità di pagamento saranno ancora più fluide ed omnichannel. Grazie all’internet of things, sarà difficile distinguere tra mondo fisico e mondo digitale e vivremo una  sempre più elevata integrazione tra i due mondi.

Come Mastercard lavoriamo a tecnologie che cambieranno la consumer experience durante lo shopping. Tra le tecnologie che abbiamo presentato di recente, c’è ad esempio il retail mirror, un prototipo di specchio intelligente che permette di controllare la disponibilità delle taglie e pagare direttamente dal proprio camerino, quando ci si trova in un negozio. Anche questa innovazione ha completamente abbattutto la barriere tra mondo fisico e digitale consentendo  di completare l’acquisto tramite app e avere  i propri acquisti recapitati a casa.

Panoramica dei sistemi di pagamento attualmente usati in gdo/retail.

Il futuro del settore retail è già qui se pensiamo ai numerosi servizi digitali che sono offerti oggi ai consumatori sul loro smartphone per fare acquisti online semplicemente dallo schermo del loro smartphone. Il nostro ruolo come azienda tecnologica è di guidare questa rivoluzione e proporre ai partner del mondo retail soluzioni sempre più semplici e sicure che possano incontrare le esigenze dei consumatori.

In Italia abbiamo per esempio collaborato con grandi nomi nel settore della ristorazione come Auchan, Eataly, Roadhouse e Rossopomodoro per sviluppare delle soluzioni che consentono di pagare il conto al ristorante con lo smartphone, comodamente seduti al loro tavolo.  Queste innovative soluzioni di pagamento digitali, consentono ai consumatori di effettuare pagamenti multicanale in totale velocità, semplicità e sicurezza, evitando la fila alla cassa, e offrono ai retailer nuove possibilità di ottimizzazione del loro business grazie ad una migliore gestione della turnazione ai tavoli.

Retail Plaza by TUTTOFOOD debutta a maggio, alla Milano Food City

Retail Plaza by TUTTOFOOD scalda i motori, per prepararsi al debutto di maggio all’interno di uno scenario d’eccezione: la Milano Food City, vero e proprio Fuorisalone del cibo, che per una settimana (dal 7 al 13 maggio) animerà la città meneghina, parlando di cibo e di alimentazione.

Perché questa scelta? Semplice: i tempi sono maturi. Dopo il consenso unanime riscosso nel 2017 dalla prima edizione di Retail Plaza (quattro giorni fitti di convegni, tavole rotonde e dibattiti tra protagonisti nazionali e internazionali) è giunto infatti il momento di guardare avanti e di ampliare gli orizzonti, riproponendo il progetto Retail Plaza in una formula più articolata e matura che dia voce al mercato espositivo e a quello dei retailer (sia italiani sia internazionali).

La possibilità di una sinergia tra la propria manifestazione e il Comune di Milano, ha quindi costituito per TUTTOFOOD un’opportunità da cogliere al volo.

Il progetto

Declinato in workshop, convegni, eventi instore e tavole rotonde, il progetto si dipanerà nell’arco temporale del biennio 2018-2019.

Il suo principale elemento di novità, cifra distintiva dell’edizione 2018 che candida TUTTOFOOD come la piattaforma moderna di comunicazione e di creazione di valore, è il duplice target del progetto.

Retail Plaza, infatti, si rivolge tanto alla comunità business quanto a quella consumer, con la costruzione di storytelling ad hoc. L’obiettivo principale è quello di rendere protagonista il trade, dando visibilità ai vari attori della distribuzione moderna davanti ad un pubblico eterogeneo e composito.

Quello che Retail Plaza si propone è fare formazione, diffondere cultura, condividere idee, proporre aggiornamenti, animare dibattiti. E per riuscire nell’intento è indispensabile parlare a tutti (produttori, distributori e consumatori), adottando codici linguistici coerenti, comprensibili e adeguati a ciascun target.

È con questi propositi, quindi, che Retail Plaza by TUTTOFOOD, si prepara al suo esordio nella Milano Food City e vi dà appuntamento dal 7 al 13 maggio 2018 per condividere l’esperienza di una comunicazione d’eccellenza su scala globale. 

 

Retail Plaza: non solo business community

Retail Plaza by TUTTOFOOD? Un progetto innovativo rivolto sia alla business community sia ai cittadini.”

Pochi tratti, ma essenziali, sono sufficienti a Davide Pellegrini, professore  di marketing all’Università di Parma, per descrivere il format che egli stesso e Claudia Maccarini, project manager area Retail, hanno contribuito attivamente ad ideare.

“L’obiettivo– prosegue infatti – è quello di parlare non a dei semplici consumatori, ma a cittadini,  interlocutori socialmente connotati e interessati a valori più profondi come la salute e l’alimentazione, concetti fondanti del progetto Retail Plaza.”

E che il fil rouge sia il cibo in tutte le sue implicazioni, appare chiaro fin dal primo convegno che “aprirà le danze” il prossimo 8 maggio, dal titolo emblematico: “Trasparenza, salute e identità”.

“L’appuntamento– precisa Pellegrini – farà il suo esordio su un palcoscenico d’eccezione: la Milano Food City, importante momento di confronto sul cibo, nel corso del quale il capoluogo meneghino si candiderà come punto di riferimento del settore, proprio come già accade per il Salone del Mobile e per la Settimana della moda.”

Il Food, dunque, leit motiv di Retail Plaza, sarà il protagonista del ciclo di incontri che si succederanno nel tempo, fino ad arrivare al coronamento finale, nel corso di TUTTOFOOD 2019.

L’evento dell’8 maggio

Cibo: trasparenza, salute e identità: il titolo, senz’altro evocativo, sfrutta la carica semantica potente di tre parole  oggi sempre più diffuse e su cui alcune insegne della GDO (Viaggiator Goloso, Gruppo Vegè, Carrefour e Coop Lombardia) saranno chiamate a confrontarsi davanti a un pubblico eterogeneo.

“Si tratta di termini polivalenti dal significato composito. Il concetto di Trasparenza, per esempio, fa senz’altro  riferimento al prodotto, alla chiarezze delle informazioni in etichetta e alla tracciabilità della filiera, ma riguarda anche l’attitudine a gestire i dati dei clienti con linearità, chiarezza e onestà. Quello di Saluteconcerne in generale la salubrità dei prodotti (troppo spesso in passato, compromessa dagli scandali alimentari) ma coinvolge anche quelle peculiari declinazioni  richieste  da specifiche esigenze dietetiche. Infine, introducendo il concetto di Identità si è voluto sottolineare come il Made in Italy sia strettamente correlato al food, ma anche come le marche d’insegna di fascia alta garantiscano e si facciano garanti della riconoscibilità della catena.”

Gli interlocutori

“Come ho anticipato – spiega Pellegrini – l’intento di Retail Plaza by TUTOOFOOD, quest’anno, è quello di ampliare la platea dei suoi interlocutori, coinvolgendo sempre di più anche la distribuzione internazionale. Grazie al feedback della precedente edizione (cui hanno preso parte insegne come Jerónimo MartinsZabkaPicknpay) infatti, è emersa  con chiarezza la spiccata (e crescente) propensione che anche i retailer esteri  stanno dimostrando nei confronti del food made in Italy.

Sul fronte società civile, prosegue Maccarini, (composita platea di giovani studenti, lavoratori, pensionati, casalinghe, neo mamme ecc.) l’obiettivo è, invece, quello di creare un engagement che renda il pubblico parte attiva in questo dialogo sul cibo, sui suoi valori, sulle sue prerogative nutrizionali. In occasione della prossima Milano Food City, per esempio, il coinvolgimento avverrà attraverso un programma di cashback che consentirà ai consumatori di prodotti bio “far fruttare la propria spesa” e di prendere parte all’evento dell’ 8 maggio.”

Autogrill: dai panini alle insalate si rinnova l’offerta, con un occhio di riguardo ai vegani

Autogrill gioca e fa la sua mossa, lanciando una serie di proposte tutte nuove. L’input di questa strategia risiede nella consapevolezza che lo spuntino durante il viaggio oggi non serve solo a “tappare un buco nello stomaco”.

Silvano Delnegro, CEO Europe di Autogrill

Gli italiani  – al contrario – portano ormai anche in vacanza e durante gli spostamenti la nuova consapevolezza relativa al cibo maturata negli ultimi anni e cercano sempre di più (e sempre più spesso) un pasto che li soddisfi dal punto di vista dietetico e da quello del gusto.

E quindi?

Quindi bisogna anticipare le loro chieste, diversificare l’offerta, proporre soluzioni a esigenze nutrizionali specifiche e … saper soddisfare palato e occhi.

Nasce così la nuova proposta di Autogrill, elaborata nello Spazio Fucina, laboratorio di ricerca e sperimentazione, ubicato nel quartier generale milanese del Gruppo.

“Nel 2018 Autogrill ha deciso di rinnovare la propria offerta food in Italia per anticipare e interpretare le tendenze gastronomiche e sociali dei consumatori che si orientano sempre più verso un consumo consapevole, attento e sostenibile. Ormai, quando il cliente viaggia fa scelte alimentari- ha commentato Silvano Delnegro, CEO Europe di Autogrill.

La nuova offerta

Una prima grande novità balza chiaramente agli occhi  nell’offerta dei panini ora declinati in tre linee distinte.

Benvenuti a Milano

Accanto a quella che ripropone i ‘Grandi Classici’, (come la Rustichella, il Camogli, il Bufalino  o l’Apollo) ecco infatti le due new entry: i panini ‘Benvenuti a…’  e i panini ‘Dalla Cucina’.

Club Sandwich Mediterraneo

‘Benvenuti a…’,  gioca molto sui localismi e sulle eccellenze locali (Benvenuti a Milano, Benvenuti a Norcia ecc.), spesso “celebrate” dalla presenza di prodotti DOP o IGP, come accade per esempio nel panino Benvenuti in Valtellina, dove i grandi protagonisti sono la bresaola IGP della Valtellina e la Casera DOP.

I Panini Dalla Cucina, invece, puntano su accostamenti inediti e sfiziosi come il primo Club Sandwich Mediterraneo certificato vegano o il ‘Norvegese’ che abbina salmone e avocado.

Interessante la scelta di Autogrill di lavorare sulla texture del pane, selezionando per ciascuna ricetta la tipologia ritenuta più idonea. Qualche esempio? Il treccione di “Benvenuti a Milano…” particolare non solo per la forma, ma anche per la consistenza (data dalle patate usate nell’impasto) e dal colore (ottenuto grazie all’utilizzo di latte).

Le insalate

E poi eccoci alle insalate del progetto Super Life, suddiviso in tre specifici cluster:

Salad bar, una sorta di self service per creare la propria insalata preferita e unica;

Super Salad Salmone

Super salad, insalate  a base di super food (quinoa, sesamo, avocado, riso venere ecc.);

Insalate classiche, con un topping a scelta tra proteine vegetali e animali.

Una proposta innovativa, resa ancora più appealing da un merchandising nuovo, colorato e d’impatto.

“Il rinnovamento dell’offerta – ha spiegato il Ceo – ha coinvolto ogni categoria di prodotto, dai panini alle insalate Super Life che sono

stati ideati all’interno dello Spazio Fucina, un luogo simbolo dell’approccio all’innovazione del nostro Gruppo, dedicato alla sperimentazione e alla ricerca gastronomica per accrescere la qualità della food experience dei nostri clienti”.

Esperimenti “in vitro”

Oltre allo Spazio Fucina, Autogrill dispone di un’apposita area in cui testare nuove modalità di servizio.

“Tante ad oggi – racconta Delnegro – le sperimentazioni attive. Ovviamente si lavora molta sull’affinamento e la razionalizzazione della proposta digitale (dagli ordini ai pagamenti). Sotto la “lente sperimentale” c’è anche la disposizione delle varie aree e la loro interconnessione: l’obiettivo è ovviamente quello di ottimizzare il flusso della clientela, senza ingorghi e code, di rendere fluida l’operatività del personale e l’attività delle casse; il tutto ovviamente con un occhio allo scontrino…. Si sperimentano varie formule e diverse disposizioni, tenendo sempre presente la necessità di variare le declinazioni in base alla dimensione e all’ubicazione dei vari negozi”.

Pasta à gogo: arrivano gli spaghetti (e non solo) take-away

Pasta take-away? Perché no. Insieme alla pizza, al sushi e al gelato, ora anche il nostro “piatto nazionale” si può consumare secondo le logiche dell’asporto. Ci ha pensato PASTA à GOGOTM lo store di Pasta take-away, che si presenta come una boutique della Pasta d’asporto: primi piatti di Pasta Fresca pronti in pochi minuti.

Da PASTA à GOGOTM  si può gustare una ricetta classica o crearne una su misura in base ai propri gusti, con materie prime Made in Italy di altissima qualità: la pasta è fresca e i sughi sono fatti in casa. I primi piatti sono pronti in pochi minuti, da mangiare in loco o da portare via, per una pausa ristorativa veloce ma gourmet.

Gli ideatori

L’idea di rinnovare l’immagine di consumo di un piatto così importante ma al tempo stesso popolare, è venuta a Mirco Spina e Iván Bortot, una coppia unita nella vita e ora anche dalla professione, ideatori del brand e della corporate identity. Il primo, manager con esperienze nella comunicazione e il copywriting, e il secondo, architetto ed interior designer, hanno unito le rispettive conoscenze nella realizzazione di questo progetto.

Il format

Il cliente che entra nel piccolo concept store di viale Abruzzi, 89 si trova davanti a due scelte:

1) Creare la propria Ricetta GOGO

scegliendo tra 17 diversi formati di pasta divise in:

  • tradizionali (spaghetti, maccheroni, farfalle, penne, fusilli e tagliatelle);
  • integrali (spaghetti e penne);
  • ripiene (saraceni bresaola e rucola, ricotta e lime, melanzana e pecorino);
  • 100% Legumi BIO (fusilli di lenticchie rosse, penne di piselli o sedanini di ceci);
  • alternative BIO (fusilli con quinoa, teff e amaranto, penne di riso o sedanini con mais e fibra di bambù).

La pasta scelta e cotta, viene fatta saltare in padella con il rispettivo condimento. Le combinazioni possono essere svariate: salsa rossa, verde, gialla, bianca o viola, oltre ai sughi classici che possono essere contaminati da gusti personali. Per chi ama la pasta in bianco si può scegliere tra Olio Extravergine d’Oliva Estratto a Freddo o burro. Si possono aggiungere verdure fresche (melanzane, funghi, zucchine, pomodirini, ecc), formaggi (Parmigiano DOP, Pecorino Romano  DOP, Ricotta salata, misto stagionati, Stracciatella) o scegliere tra cinque varietà di semi e noci (scaglie di mandorle, granella di pistacchi o noci, semi di papavero, sesamo nero).

2) Scegliere una delle 11 Ricette Classiche come le Tagliatelle con ragù alla Bolognese, gli Spaghetti alla Carbonara, i Maccheroni alla Norma, gli Spaghetti Cacio e Pepe o le Penne all’Amatriciana.

Un’attenzione particolare è riservata ai vegani perché all’interno del menu si trovano ingredienti di origine vegetale in tutte le categorie, permettendo quindi anche a loro di creare la propria Ricetta GOGO 100% Vegan.

Tutti i piatti di PASTA à GOGOTM vengono serviti nel “GogoBox”, un contenitore biodegradabile, che permette di gustare i piatti conservandone però la qualità e il sapore:  il coperchio è  infatti realizzato con piccoli fori anti-condensa, utili per il trasporto della pasta e la sua corretta ventilazione, mantenendo quindi inalterata e perfetta la cottura.

 

DOVE E COME GUSTARE PASTA à GOGOTM?

  • IN STORE: si può degustare il piatto comodamente seduti tra l’efficiente cucina a vista e le vetrate a tutta altezza da dove si guarda la Milano che corre.
  • TAKE AWAY: passando dallo store e prendendo la propria GogoBox d’asporto altrimenti, ordinando a domicilio tramite le App di Foodora, Deliveroo e Glovo o ancora chiamando direttamente il locale per le brevi distanze di consegna.
  • PRENOTAZIONE: si può prenotare un’ordine e ritiralo tramite la app Eatsready all’orario desiderato.

 

 

Informazioni utili:  PASTA à GOGOTM 

Viale Abruzzi, 89 – 20131, Milano                                  

                                                                                  

 

 

Alibaba, gigante cinese dell’e-commerce, spiega al mondo cos’è il (suo) New Retail

La spesa scelta tra i banchi e gli scaffali del negozio fisico che viene spedita a casa, una gigantesca vending machine che sceglie il modello e il colore dell’automobile che si vuole provare, ma anche il modello del centro commerciale tra schermi e connessioni, nel nome della omnicanalità: in questo video che tratta l’evoluzione del commercio cinese con l’arrivo dell’e-commerce il gigante cinese Alibaba spiega agli americani, creatori della grande distribuzione, del mall e pure dell’e-commerce e fino a poco fa di praticamente ogni formato commerciale on e offline, il modello cinese del “new Retail”.  Ma anche, i grocerant, con l’integrazione tra retail e ristorazione.

Su questo fronte, l’ultima notizia è l’acquisizione da parte di Alibaba Group della totalità delle azioni di Ele.me, un principale servizio di delivery della Cina, per “approfondire l’integrazione della piattaforma nell’ecosistema di Alibaba’s ed espandere ulteriormente la strategia tecnologica del New Retail per i servizi locali.

Provocazione o spunto, chi saprà raccogliere il guanto della sfida? Forse, uno suggerimento anche per i retailer nostrani.

 

DeCicco’s, quando la mission è “quality first”

DeCicco’s è una piccola catena la cui avventura imprenditoriale ebbe inizio nel 1972; oggi opera con 13 store nello stato di New York, ponendosi all’avanguardia nel campo dei supermarket upscale.
Ad avviare il tutto furono i tre fratelli John, Joe e Frank che gestivano un piccolo negozio nel Bronx.
Specializzati nella gastronomia italiana, che godeva di un crescente favore come stile culinario, i fratelli DeCicco iniziarono una crescita che li ha portati ad essere un punto di riferimento per chi segue le tendenze avanzate della distribuzione grocery americana.
Va detto: le zone limitrofe alla Grande Mela sono tra i luoghi dove la concorrenza tra supermercati è più agguerrita e spietata.
Dunque l’approccio di DeCicco’s è improntato a creare un’eccezionale fedeltà in località che pure sono a bassa densità abitativa.
Pertanto, negli ultimi dieci anni, partendo dalle originarie, usuali soluzioni dei primi supermercati, l’azienda è passata a sperimentare, con audacia, nuovi formati tagliati su misura per le famiglie di ceto medio alto, che vivono nelle tranquille cittadine che formano il corollario della megalopoli.

Birra, prima donna
Questo nuovo approccio ha ottenuto, conseguentemente, numerosi e prestigiosi riconoscimenti.
In particolare la fama dei DeCicco si lega alla loro passione (un po’ strana per degli italo-americani) per la birra.
Infatti, nei loro ultimi, spettacolari flagship questo prodotto occupa un ruolo di grande rilievo. Basti pensare, allora, che Chris DeCicco, un membro dell’ultima generazione di questa famiglia di commercianti ha ricevuto l’onorificenza della Knighthood of the Brewers Mash Staff di Bruxelles, nonché diversi premi per il miglior assortimento di birre.
Il posizionamento dei DeCicco tuttavia li pone a confronto con la nuova tendenza che attira nuovi player e che si sviluppa nel medesimo territorio ad opera di altre insegne prestigiosissime quali Kings e Balducci’s che perseguono il medesimo obiettivo, ovvero fidelizzare le famiglie più abbienti attraverso un’offerta di specialità gastronomiche e di raffinati servizi inarrivabili per le grandi catene
preesistenti in quell’area.

Lo store di Armonk
La nostra case history fa riferimento allo store aperto circa tre anni fa ad Armonk, un piccolo agglomerato situato nella bassa valle dell’Hudson River, di cui l’edificio edificato ex novo in sostituzione di un precedente supermercato riprende i canoni architettonici. La sua estetica richiama un grande cottage, con tetti grigi spioventi e ampie finestrature quadrettate.
L’interno si sviluppa su una pianta rettangolare suddivisa in tre reparti nettamente divisi. Il primo a cui si accede è dedicato all’ortofrutta, con una insolita disposizione asimmetrica dei banchi.
Degno di nota è l’ elegante chiosco che vuole simulare il tratto dei mercati rionali mediterranei, (almeno come sono immaginati dagli americani).
I prodotti esposti con ordine perfetto sono tutti di prima scelta, ovvero selezionati, calibrati e dotati ciascuno di un minicodice a barre riconoscibile alle casse.
I frutti sono disposti nella forma delle classiche piramidi come nella tradizione americana. Interessante notare poi il particolare delle banane appese invece che risposte sui piani e ciò al fine di garantirne la perfetta maturazione.
Un ulteriore punto di eccellenza è inoltre l’ampio assortimento di quarta gamma prodotta in store che suggerisce alla clientela una varietà di vegetable meal solutions molto raffinate.
Centralmente troviamo il reparto grocery che prevede due lunghi corridoi le cui quattro pareti sono dedicate rispettivamente agli armadi dei surgelati, ai display dei prodotti confezionati, alle bevande e, infine, al grocery non food, che copre una percentuale molto ridotta del fatturato totale. La terza area è dedicata alla gastronomia, ai prodotti freschi, al bakery, alla carne e al pesce.
È in quest’area che l’estetica raffinata voluta dalla famiglia DeCicco si esprime al meglio. La pescheria, il forno, la macelleria sono disposte lungo il perimetro abbellito da rivestimenti in pietra a vista, arricchita da una segnaletica in ferro battuto e da punti luce stilizzati che conferiscono all’ambiente un ulteriore tocco di sobria eleganza. Un altro tocco di raffinatezza è costituito dai lampadari a più luci anch’essi in ferro battuto posizionati sui banchi dell’ortofrutta e sull’isola
dei 400 formaggi americani e internazionali. Completa il disegno raccolto e familiare la controsoffittatura a cassettoni in stucco bianco.

Angolo degustazione, pista per le bocce

La peculiarità tutta speciale però è costituita dal mezzanino che copre la parte centrale del locale.
Vi si accede con una scala che, simpaticamente, cita ad ogni gradino una marca di birra. In quest’area che sovrasta il negozio vero e proprio si trova appunto il reparto delle birre, allineate sugli scaffali a centinaia e distinte per provenienza nazionale e internazionale.
L’area è inoltre destinata alla ristorazione e alla degustazione delle birre (i vini nello stato di New York devono essere venduti in negozi dedicati!) in occasione delle sessioni destinate al pairing, agli abbinamenti tra bevande e alimenti.
Un’altra soluzione sorprendente ed unica nel suo genere è sicuramente la pista per il gioco delle bocce anch’essa collocata sul mezzanino.
Questa insolita, giocosa occasione di socialità sottolinea, in modo espressivo, il legame che l’insegna ha stabilito con la piccola comunità di Armonk. Parliamo, infatti, di un piccolo paese di 4.000 abitanti, distante circa 70 km da New York. Immerso in una scenografia boschiva, inframmezzata da numerosi golf club, è il rifugio bucolico delle famiglie di commuter che lavorano a New York e percepiscono redditi superiori a 100.000 $.
Da aggiungere inoltre che com’è ormai pratica usuale in tutti gli USA, l’insegna è specializzata nell’organizzazione di eventi di ogni tipo, offrendo in quelle occasioni non solo una cucina raffinata, ma anche, addobbi floreali e allestimenti completi su specifica richiesta, per pranzi e cerimonie familiari o aziendali.
Infine, va detto che l’insegna è profondamente coinvolta nelle attività sociali delle comunità in cui è inserita.
L’azienda effettua, infatti, donazioni dell’1% delle proprie vendite al fine di sostenere in primo luogo le scuole della propria area, oltre ad altre associazioni no-profit. DeCicco’s entra dunque a far parte dei casi d’eccellenza delle superfici di media dimensione da studiare per chi voglia cimentarsi adeguatamente con il concetto di “negozio di vicinato”.

di Daniele e Loris Tirelli

Pasquetta con burattini al Mantova Outlet Village, sul palco errante di un’Ape car

Pasquetta all’insegna dello spettacolo, quella organizzata  dal Mantova Outlet Village e dedicata ai bambini e alle loro famiglie.

Lunedì 2 aprile, infatti, a partire dalle ore 15.30 e con spettacoli a ripetizione fino alle 18.30, presso la playground del Village, si terrà lo spettacolo di burattini, a guanto e bastone, dal titolo “Uno sciame di burattini”, protagonisti Fagiolino, Sandrone (burattini della tradizione) e l’immancabile “Purgante San Pellegrino”. Lo spettacolo sarà animato in baracca e montato sull’Ape car del suo ideatore: Maurizio Corniani, erede della storica compagnia della Famiglia Corniani.

L’intento di Corniani è quello di continuare il percorso nella ricerca e nel recupero della tradizione, prendendo da vecchi copioni delle farse, le così chiamate “comiche finali” e mettendole insieme, ha dato vita e allestito questo spettacolo che si rifà per stile e modi al fare i burattini di un tempo. Perfetto connubio tra vecchio e nuovo questa produzione aiuta a non dimenticare il modo di una volta di fare i burattini, divertendo le nuove generazioni con cose semplici, immediate che divertivano il pubblico di circa un secolo fa. 

“L’ape car – ha spiegato Corniani -è il palcoscenico su quale viene allestita una vera e propria baracca, con teli, scene e luci. I miei spettacoli vogliono rifarsi alle antiche tradizioni, al tempo in cui i burattini si facevano “per strada”. Seguendo le orme di mio padre, il burattinaio Augusto Corniani, il mio intento è quello di fare rivivere lo spettacolo come si faceva un tempo, quindi tutti seduti a terra attorno ad un umile mezzo di trasporto. I protagonisti assoluti sono Fagiolino e Sandrone che, affiancati da altri personaggi, racconteranno e sbeffeggeranno il modo odierno di vivere legato al consumismo e ai beni materiali”.

Coin Excelsior, il contemporary department store “selezionatore” debutta a City Life

Coin debutta a CityLife Shopping District con Coin Excelsior, il contemporary department store che rivela una vocazione di selezionatore, presentando un’accurata selezione di brand italiani e internazionali di moda, beauty e home decoration. 

Una sorta di Editor degli spazi, così viene definito, in quanto oltre a proporre soluzioni ricercate nel campo del fashion e del lifestyle, lancia pure servizi innovativi che valorizzino l’offerta dei marchi e rispondano alle esigenze dei clienti con esperienze uniche.

Un’impronta esperenziale ben visibile, per esempio, nel mondo della bellezza dove i clienti vivranno esperienze innovative: come il servizio rapido di styling up-to-date proposto dall’americano Bumble & Bumble per aggiornare il pubblico sugli ultimi trend delle passerelle newyorkesi. Oppure come i servizi express di grooming e barber shop  offerto da Aveda. Non basta, ci sono anche MAC (con le sue sessioni di make up e consulenze d’immagine personalizzate), Glamglow (con le sue maschere viso molto cool) e Dermalogica, che esordisce in Italia con lo skin bar e la beauty room per una vera e propria consulenza estetica con l’innovativo metodo Skin Mapping.

Ovviamente l’ampiezza dell’offerta è una cifra comune a tutti i reparti. Dall’abbigliamento donna (dove spiccano Theory, MCQ, l’activewear No Ka’Oi, Opening Ceremony, Yucca e Momonì mentre nel mondo traditional si distinguono Week end Max Mara e Elena Mirò) a quello degli accessori (con le nuove collezioni ideate da Marc Jacobs,  Nico Giani, Karl Lagerfield e Ballantyne, per le borse e da  Sebastian, L’Autre Chose, Paloma Barceló e Bruno Magli per le calzature), per finire con l’abbigliamento maschile, con brand come Bevilacqua, Closed e The Editor; per una scelta più formale Drumohr, Hugo Boss, Tonello.

 

A completare l’esperienza di shopping di Coin Excelsior il sound design curato dal dj e produttore Stefano Fontana e dal suo team Sound Identity, che ha ideato per il department store un palinsesto musicale personalizzato e distintivo.

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