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Esselunga aggiunge il bistrot al format LaEsse

La ristorazione non è certo un terreno inesplorato per Esselunga, come dimostrano gli oltre 130 Bar Atlantic che fanno capo alla catena, il primo dei quali aperto nel lontano 2003. Però il bistrot realizzato all’interno del nuovo negozio LaEsse di Piazza Risorgimento, a Milano, rappresenta un salto di qualità. E aggiunge valore all’idea di abbinare spesa e consumo fuori casa, inteso non più solo come pausa veloce.
L’undicesimo punto vendita a insegna LaEsse nel capoluogo lombardo, si sviluppa su due livelli ed è stato progettato per raccontare l’anima Food Company di Esselunga, come affermato dalla stessa azienda. Il bistrot si trova al primo piano. L’offerta copre dalla colazione all’aperitivo, con una sala da 54 posti, un’area lounge da 12 sedute e un cocktail bar.

TERRITORIO E STAGIONALITÀ ALLA BASE DEL MENU
La proposta alla carta, con servizio al tavolo, unisce cucina contemporanea e ricette della tradizione, con particolare attenzione alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. La filosofia del bistrot si fonda infatti su una cucina legata al territorio, attenta alle preparazioni e capace di valorizzare ingredienti d’eccellenza, attraverso un menù definito “essenziale, autentico e in continua evoluzione”. Tra i piatti, a una selezione della tradizione milanese – come i mondeghili e la cotoletta di vitello con osso in panatura – si affiancano proposte più contemporanee, dal vitello tonnato all’insalata di mango alla thailandese, dagli spaghetti ai tre pomodori alle tartare.
Il servizio in sala è arricchito dalla presenza di sommelier, a disposizione per suggerimenti e abbinamenti enologici. I dessert sono ovviamente a firma Elisenda, la linea di alta pasticceria di Esselunga realizzata in collaborazione con il ristorante stellato Da Vittorio dei fratelli Cerea.

E PER L’APERITIVO C’È IL COCKTAIL BAR
Completa l’esperienza il cocktail bar, con una proposta dedicata al beverage – dai signature drink a un’ampia selezione di vini – per un aperitivo da accompagnare a tapas all’italiana, sfizi e taglieri.
Alcuni dettagli dell’arredo rimandano all’identità di Esselunga. La mise en place è lineare ed è accompagnata da tovagliette “d’archivio”, che riproducono uno storico volantino pubblicitario degli anni ’50-’60 dell’allora Supermarkets Italiani. Alle pareti scatti fotografici che ripercorrono la memoria di Esselunga, attraverso alcune delle tappe più significative dei quasi settant’anni di storia dell’azienda. Ad accompagnare il percorso lungo la scala che collega il supermarket al primo piano sono esposte alcune locandine storiche degli anni ‘70, con curiosità e consigli sul “saper comprare”. L’atmosfera d’insieme è urbana e contemporanea.
Il bistrot non esaurisce l’offerta di ristorazione del LaEsse di Piazza Risorgimento. Al piano terra è infatti presente una caffetteria con circa 10 sedute interne, anch’essa operativa dalla colazione al pranzo, con piatti caldi e panineria, fino all’aperitivo.

SPESA COMPLETA E AMPIA OFFERTA DI VINI
Se il bistrot è la novità, il supermercato rappresenta la conferma del format di vicinato LaEsse. Il negozio si sviluppa su una superficie di 430 metri quadri di area vendita e offre un assortimento di quasi 5.000 referenze, con reparti pesce, carne, latticini e salumi confezionati, frutta e verdura, disponibili anche sfuse. La Gastronomia, con banco assistito e in libero servizio, offre le specialità della Cucina Esselunga, con piatti pronti che spaziano dalle ricette della tradizione italiana a proposte locali e internazionali, oltre a formaggi e salumi affettati al banco. Nel reparto panetteria è invece possibile trovare pane fresco e prodotti da forno. All’ingresso del negozio l’angolo fiori, con piante e composizioni floreali. Presente anche qui la pasticceria Elisenda, disponibile a libero servizio, con la possibilità di effettuare prenotazioni.
A completare l’offerta, al primo piano si trova un’enoteca di 130 metri quadri con sommelier, oltre 600 referenze e un caveau dedicato alle etichette più pregiate. La selezione comprende vini provenienti dalle cantine italiane ed estere. È inoltre possibile usufruire del servizio di consegna a domicilio. LaEsse è dotata di un sistema di casse self-service intuitive, per un’esperienza d’acquisto sempre più immediata.

PARCHEGGIO SCONTATO PER I CLIENTI
Nel negozio LaEsse di Piazza Risorgimento lavorano 51 persone. Il punto vendita, la caffetteria al piano terra e il bistrot sono aperti dal lunedì al sabato dalle ore 7 alle ore 22 e la domenica dalle ore 8 alle ore 20. Tra i servizi per i clienti – fino al 31 dicembre 2026 – è prevista una tariffa agevolata presso il parcheggio Risorgimento Nord, piani -1 e -2, situato circa 50 metri dal negozio: con uno scontrino minimo di 25 euro per acquisti presso il supermarket o il bistrot, è possibile usufruire della prima ora di sosta a 1,50 euro anziché 4 euro, salvo disponibilità dei posti. Inoltre, grazie al servizio di consegna a domicilio, è possibile scegliere di farsi recapitare direttamente a casa gli acquisti effettuati in negozio.

 

Nasce Eté Station, la prima stazione di servizio di Moderna 2020

Brand extension nei carburanti per Eté, insegna di Moderna 2020, che amplia così il proprio ecosistema con l’obiettivo di rispondere in modo concreto alle nuove esigenze della mobilità urbana. Per il suo esordio in un settore già presidiato da vari altri gruppi della Gdo in diverse zone d’Italia, Moderna 2020 ha scelto di giocare in casa: Eté Station si trova infatti a Salerno, la città dove ha sede l’azienda.
E come è giusto che sia, alla luce dell’evoluzione del concetto di mobilità, l’impianto combina erogazione di carburanti tradizionali e ricariche per veicoli elettrici di nuova generazione. Accanto a pompe e colonnine, Eté Station opera anche come centro multiservizi, offrendo servizi di pagamento, ricariche e tabacchi.

RISTORAZIONE VELOCE NELL’AREA BISTROT
Eté Station non limita, però, la propria offerta ai carburanti. Un’ampia sezione della struttura è infatti dedicata alla ristorazione veloce, con un’area bistrot pensata per la somministrazione di pasti rapidi e servizi di caffetteria. Lo spazio food è concepito come luogo di pausa e ristoro, capace di valorizzare il tempo di sosta.
Moderna 2020 opera nella distribuzione organizzata nel Sud Italia ed è socia di Gruppo VéGé. L’azienda nasce nel 1968 come attività all’ingrosso, per trasferirsi poi nel mercato del retail con negozi di proprietà e affiliati. Ad oggi conta 4 piattaforme distributive tra Salerno e Caserta.

I prodotti Old Wild West in vendita all’Esselunga

Capitalizzare la notorietà del proprio marchio in contesti diversi da quello di appartenenza è una strategia adottata da tante aziende e in settori molto diversi. Ora è la volta di Old Wild West, che ha però scelto un “teatro” molto particolare per dare visibilità al proprio brand: gli scaffali di Esselunga. La catena di ristoranti ispirata all’ambientazione e allo stile del vecchio West del gruppo Cigierre – Compagnia Generale Ristorazione è infatti presente per la prima volta in Gdo con due suoi prodotti, il controfiletto e l’entrecôte argentini.
La partnership è partita ad aprile su una selezione di punti vendita Esselunga ed è stata estesa all’intera rete di superstore durante il mese di settembre. Entro la fine dell’anno i prodotti a marchio Old Wild West entreranno a far parte anche del volantino promozionale Esselunga, in modo da avviare una comunicazione capillare ai clienti della catena.

UN TRAGUARDO E UN’OPPORTUNITÀ
L’ingresso di Old Wild West nei punti vendita Esselunga viene considerato dall’azienda un traguardo significativo nello sviluppo del marchio e nella sua capacità di interpretare le nuove dinamiche del mercato. “Essere presente per la prima volta sugli scaffali di una catena della grande distribuzione rappresenta per noi un’opportunità importante – dichiara Marco Di Giusto, Ceo di Cigierre –. Esselunga è sinonimo di qualità, attenzione alla filiera e cura del dettaglio: valori che condividiamo e che da sempre guidano la nostra proposta anche nei ristoranti Old Wild West. Questa partnership è per noi un passo strategico che apre nuove prospettive di crescita per il brand”.
Cigierre è nata nel 1995 a Udine con l’obiettivo di creare, sperimentare e gestire nuovi format di ristorazione. Proprietaria delle catene Old Wild West, America Graffiti, Wiener Haus, Pizzikotto, Shi’s e Smashie, conta oltre 370 locali in Italia e all’estero, che hanno servito più di 30 milioni di clienti nel 2024.

La ristorazione nel dopo lockdown: paure, speranze, aspettative

Quanto è costata alla ristorazione la crisi innescata dal Coronavirus?

Lo rivela l’inchiesta a cura di Fine Dining Lovers magazine on line e piattaforma gastronomica promossa da S.Pellegrino e Acqua Panna, condotta su un campione di oltre 10.500 soggetti intervistati in tutto il mondo per capire come sono cambiati i comportamenti relativi al cibo e al piacere di frequentare i ristoranti.

E’ emerso che la difficoltà e le preoccupazioni relative al futuro dell’industria della ristorazione coinvolgono il 51% (66% in Italia) dei professionisti convinti che la situazione economica negativa potrebbe inasprirsi nel giro del prossimo semestre.

Solo il 27% degli intervistati ritiene che siano stati adottati provvedimenti adeguati a supporto della ristorazione da parte dei rispettivi governi. 

 

 

Fra coloro che non vantavano rapporti di lavoro continuativi pre-crisi, il 65% (56% in Italia) ha perso la propria occupazione. Il 72% di coloro che sono regolarmente impiegati temono di perdere il proprio lavoro (la percentuale sale all’80% in Italia) a causa di una crisi che potrebbe acuirsi nei prossimi mesi.  

I clienti

Un quarto dei consumatori coinvolti nel sondaggio dichiara di avere utilizzato servizi di delivery durante il lockdown. Il 33% in Italia (stessa percentuale USA) dichiara di avere utilizzato il servizio delivery più spesso che in precedenza. I più refrattari al delivery, ma anche al take away, sono i francesi.

Il 60% del pubblico intervistato afferma di avere migliorato la propria abilità in cucina: in particolare il 40% sostiene di aver imparato o migliorato tecniche legate alla panificazione e al mondo dei lievitati, il 39% ha imparato nuove tecniche seguendo i consigli dei grandi chef mentre il 33% degli intervistati dimostra maggiore consapevolezza rispetto allo spreco alimentare.  

Nonostante questo, ai consumatori manca decisamente l’esperienza di un pasto fuoricasa: il 40% in particolare ha nostalgia delle implicazioni sociali che un pranzo o una cena al ristorante comportano, molto più che del puro piacere della novità o della scoperta legata all’esperienza del cibo.

È evidente che, quando si parla di fine dining, la capacità di saper ricreare unesperienza che non possa essere in alcun modo vissuta a casa, unica grazie al perfetto equilibrio fra atmosfera e condivisione, allinterno di un ambiente sicuro, è oggi più che mai il mix ideale intorno al quale lavorare per favorire la ripresa del settore e riconquistare la fiducia del pubblico.

Come ricominciare

Ricostruire e riprogettare sono elementi prioritari per risollevare l’industria della ristorazione tanto che il 65% (59% in Italia) degli intervistati ritiene che i professionisti avranno un ruolo essenziale nella ripresa del settore e che la loro esperienza e professionalità saranno fondamentali nelle prime fasi di costruzione di un nuovo panorama gastronomico.

Il 69% crede nell’importanza dell’introduzione di nuovi modelli di business, il 48% auspica l’attivazione di aiuti economici per coloro a cui non è stato riconfermato un impiego, il 42% reclama interventi governativi a supporto del sistema, mentre il 23% si augura una radicale evoluzione dell’intero comparto. In Italia, più che negli altri paesi, si chiedono interventi governativi su più aspetti del business.

Il tema della sicurezza è cruciale per favorire il ritorno del pubblico al ristorante. Il 69% dei consumatori esprime maggiore fiducia nelle misure precauzionali messe in atto dai ristoratori anziché nei protocolli definiti dalle istituzioni. Solo il 10% dichiara, in questa fase, di avere fiducia nei media in tema di ritrovata normalità e ritorno alle consuetudini fra cui tornare a frequentare i ristoranti; il 20% degli intervistati concorda sul fatto che forme di incentivo, tra cui i voucher, possano essere elementi che incoraggiano il pubblico a tornare al ristorante.

Modalità della ricerca

Al sondaggio, anonimo, hanno risposto 7.917 persone da tutto il mondo, soprattutto donne (73%) con una percentuale del 38% di abitanti in grandi città. Gli italiani che hanno partecipato al sondaggio sono stati 1.535 e hanno raccontato, rispondendo al questionario, come hanno vissuto il lockdown tra le limitazioni degli spostamenti personali e la chiusura dei ristoranti al pubblico.

Dei 2.708 professionisti che hanno partecipato al sondaggio, l’88% lavora in ristoranti o hotel e l’80% ha un’esperienza nel settore di oltre 6 anni. La percentuale italiana è pari all’11% ovvero a 304 professionisti, di cui il 67% con il ruolo di Executive o Capo Chef.

Chuzeat: l’app scegli e mangia, senza utilizzo e scambio di menù cartacei

Si chiama “Chuzeat” (da “choose”, scegli e “eat”, mangia) ed è un’App futuristica ideata per una nuova esperienza al ristorante. Uno strumento che facilita la scelta dei piatti da parte dei commensali, annulla i margini di errore nelle ordinazioni e riduce i tempi di attesa, con evidenti benefici sia per il ristoratore, sia per il cliente e che, in questo periodo, si rivela un prezioso aiuto per il distanziamento sociale.

L’idea è nata due anni fa dal team di ricerca di “Foodea Lab”, società campana con uffici operativi in Lombardia, nel Lodigiano, che si occupa di soluzioni innovative per la ristorazione. La nuova App è in grado di fornire una serie di vantaggi nella gestione degli ordini complessi e nell’organizzazione del lavoro del ristorante. All’indomani dello stop e alla vigilia della ripartenza della ristorazione collettiva dovuta alla lunga pausa dell’emergenza coronavirus, questo strumento di nuova generazione assume particolare attualità.

 

Come funziona

L’App consente di settare i propri gusti o esigenze dovute a regimi alimentari particolari: allergie, intolleranze a singoli ingredienti, dieta senza glutine, restrizioni religiose, ecc… Una volta entrati al ristorante basterà dunque inquadrare il QR code al centro del tavolo con il proprio smartphone e visualizzare il menù digitale nel più totale rispetto della Privacy. Il QR code di ultima generazione infatti è “dinamico” (è stata depositata domanda di brevetto) e dialoga con lo smartphone di ogni commensale. Il cliente vedrà apparire il menù del ristorante, personalizzato, con le proposte suggerite in base al proprio stile alimentare, ferma restando la possibilità di chiedere l’intervento del cameriere per avere ulteriori informazioni o consigli.

Durante la scelta, ognuno potrà vedere in tempo reale i piatti ordinati dai propri amici, e la stessa ordinazione diventa parte di un ludico momento di interazione al tavolo. Alla fine del processo, il ristoratore riceverà un ordine ottimizzato, al pari di quello ricevuto da un cameriere professionale. Il menù, inoltre, è multilingua e consente di accogliere ospiti di qualsiasi nazionalità senza limitazioni.

“Considerato che i ristoranti dovranno necessariamente mettere in pratica alcuni accorgimenti in termini di distanziamento sociale – spiega la direttrice marketing e CEO di Foodea Lab, Valentina Berti – Chuzeat contribuisce a evitare lo scambio dei menu cartacei, minimizzare i contatti diretti all’interno del locale e pagare per sé in autonomia, direttamente dal tavolo, senza spostarsi alla cassa. Per i ristoratori non esistono costi né fissi né percentuali sugli incassi, e per il cliente è completamente gratis”.

“Il sistema utilizzato – continua Valentina Berti – è pay per use, ed è proporzionale all’utilizzo della piattaforma, perché crediamo profondamente che una volta provata, il ristoratore non potrà fare a meno di Chuzeat. L’App, infine, risulta innovativa anche perché non utilizza un sistema “a carrello” come succede per la maggioranza degli operatori del food delivery, ma propone un processo dinamico, semplice e giocoso, all’insegna della convivialità”.

La recensione non fa più paura: maggiore soddisfazione del cliente e dialogo con il ristoratore assicurano un rapporto corretto.

Alla fine dell’esperienza l’App consente anche di dialogare con il ristorante in maniera del tutto privata e anonima. La classica recensione di dominio pubblico, troppo spesso vera e propria croce dei ristoratori e fonte di interminabili diverbi digitali diventa, al contrario, reale, diretta e privata. Il ristoratore potrà comunicare con il cliente che resta anonimo, magari riuscendo a recuperare una serata “storta” attraverso ad esempio una proposta di sconto.

Fase 2: arriva My Contactless Menù, digitale e tradotto in 60 lingue

Per aiutare i ristoratori alla ripresa dopo l’emergenza sanitaria, HealthyFood di Pietro Ruffoni, ideatore di MyCIA, lancia My Contactless Menù, il pacchetto di servizi a valore aggiunto per la digitalizzazione della ristorazione per aiutare il mondo dell’horeca a rispettare le nuove normative di sicurezza: ingressi contingentati, distanze, igienizzazione di tutto, menù incluso. All’interno di My Contactless Menù è infatti presente anche la possibilità di attivare il servizio Order & Pay by Phone.

My Contactless Menù manda in soffitta definitivamente il vecchio menù cartaceo, impossibile da igienizzare, offrendo il primo menù digitale 4.0, che traduce in maniera istantanea in 60 lingue; il cliente può visionarlo attraverso la semplice scansione via smartphone di un QR Code posizionato sul tavolo dal ristoratore, visualizzandolo già nella lingua madre e completo dei valori nutrizionali e calorici dei piatti se resi accessibili da parte del ristorante. È aggiornabile in tempo reale in piena autonomia – con un importante risparmio di tempo e di denaro – e consentendo la visualizzazione da remoto, assicura ai ristoratori di entrare nel network delle oltre 80mila persone che hanno scaricato l’app rendendolo facilmente condivisibile attraverso qualsiasi servizio di messaggistica. È inoltre possibile filtrare il menù perfetto per i propri gusti e stili alimentari, eliminando gli alimenti non graditi.

Tra i servizi ulteriori, My Contactless Menù consente la prenotazione online del proprio tavolo direttamente dall’app, con un doppio vantaggio: per i ristoratori, di poter organizzare gli ingressi in modo scaglionato senza ricorrere ad un gestionale ad hoc, e per i clienti della garanzia di un appuntamento certo e confermato, riducendo tempi di attesa in coda.

E infine, sempre come addendum, consente di attivare Order & Pay by Phone: è possibile effettuare ordini direttamente dal menù digitalizzato, ricevendo il conto in formato digitale e pagandolo dallo smartphone, evitando passaggi di carte, comande e strumenti di pagamento di mano in mano.

“Il mondo della ristorazione si prepara alla ripartenza tra molte incognite e con la consapevolezza che l’innovazione peserà non poco in questa sfida”. spiega Pietro Ruffoni. “Noi ci siamo attivati subito per supportare con servizi smart, intuitivi ed unici nel loro genere, ristoratori e clienti. My Contactless Menù è nato proprio per ridurre a zero il rischio di contagio, digitalizzando tutti quei processi che fino ad oggi hanno potuto essere fisici e che non potranno più esserlo. In più, le nuove feature rendono il nostro prodotto e il pacchetto di servizi associato ancora più smart grazie alla visualizzazione dei valori nutrizionali e delle calorie resa possibile attraverso l’indicazione delle grammature dei vari ingredienti elaborate dal nostro algoritmo. Una rivoluzione digitale applicata al mondo della ristorazione. E tutto in un’app”.

 

 

 

 

CIRFOOD chiude il 2018 con 664 milioni di ricavi e 165 di patrimonio netto

CIRFOOD ha chiuso positivamente il 2018 con 664 milioni di euro di ricavi consolidati (in crescita del 3% rispetto al 2017), un utile di 11,7 milioni, un EBIDTA pari a 34 milioni, e un patrimonio netto di 165 milioni. Il risultato rappresenta un significativo passo avanti nello sviluppo del Piano Strategico 2016-2020, che ha tra i principali obiettivi la realizzazione di proposte innovative per i servizi di ristorazione collettiva e la crescita nella ristorazione commerciale.

Vediamo nel dettaglio: il gruppo cresce del 2% nell’ambito della ristorazione collettiva, che rappresenta il 72,5% del fatturato e in cui è leader. Inoltre CIRFOOD nel 2018 ha visto aumentare del 3% la quota della commerciale, area di business che rappresenta il 14% del fatturato. Positiva anche BlueBe, divisione buoni pasto e welfare, che cresce del 15%, costituendo il 13% dei ricavi.

I numeri della rete

Nel 2018 CIRFOOD vanta al suo attivo una rete di 140 locali, che generano 103 milioni di euro di ricavi. L’impresa inoltre, grazie a CIRFOOD RETAIL, società interamente dedicata allo sviluppo di nuovi format nel mercato della ristorazione commerciale,  ha aperto 9 i ristoranti nel 2018, incluso il primo locale all’estero, la moderna bakery Viavai ad Amsterdam, e il primo Aromatica Cafè, che declina il format easy gourmet Aromatica come caffetteria.

Complessivamente CIRFOOD nel 2018 ha servito oltre 100 milioni di pasti nelle scuole, nelle strutture sociosanitarie, nei ristoranti aziendali e nei locali della ristorazione commerciale.

Il Piano Strategico

Il 2018 sancisce per l’impresa un altro anno importante per l’attuazione del Piano Strategico 2016-2020 che ha come obiettivo raggiungere 780 milioni di ricavi consolidati nel 2020. CIRFOOD a questo proposito ha dedicato risorse significative pari a 44 milioni di euro di investimenti, in particolare per lo sviluppo di proposte innovative per la ristorazione in Italia e all’estero.

Nell’ultimo anno, il numero dei dipendenti in Italia ha raggiunto quota 11.682 persone, di cui oltre 6.900 soci con una prevalenza di contratti a tempo indeterminato pari al 92% e un’occupazione femminile dell’89%, a conferma della capacità di CIRFOOD di creare opportunità e posti di lavoro.

Nel corso del 2018, CIRFOOD ha infine definito il piano di investimenti per la realizzazione entro il 2020 del CIRFOOD DISTRICT, il centro dedicato alla ricerca e alla sperimentazione per l’innovazione in ambito nutrizionale e food service. Questa iniziativa, su cui l’impresa investirà 5 milioni di euro fino al 2020, consentirà una migliore focalizzazione delle proprie attività di ricerca e sviluppo nei diversi settori di business, favorendo la collaborazione tra gli stakeholder della filiera agroalimentare, promuovendo il valore del cibo e le eccellenze dei territori.

Viridea apre alla ristorazione, inaugurando a Cusago Erba Matta

Viridea, catena italiana di Garden Center, amplia la sua formula di accoglienza con l’inaugurazione di Erba Matta – giardino con cucina: un nuovo ristorante e bistrot
all’interno del punto vendita di Cusago, il primo centro aperto in provincia di Milano nel 1997.

L’apertura di questo ristorante completa la proposta di Viridea e rafforza la mission dell’azienda, che da sempre intende offrire un luogo di svago e relax a due passi dalla città a tutti gli amanti della natura.
Erba Matta offre ai visitatori il servizio che mancava: un ristorante e caffetteria dall’animo green, dove le famiglie sono benvenute e la genuinità delle materie prime incontra fantasia e creatività.
La progettazione del format è stata curata dal Gruppo Ethos – F&B Consulting, dipartimento dell’omonima azienda ristorativa lombarda che si occupa di fornire servizi e consulenze per attività ristorative.

Il format: ristorante e bistrot
Il ristorante/pizzeria Erba Matta (il nome sottolinea la vocazione dedicata alla natura di Viridea e unisce una connotazione di semplicità – l’erba matta è infatti una pianta molto comune – a quella di stravaganza) proporrà una cucina contemporanea, con ricette semplici, ma spesso anche estrose. Il filo conduttore del menù à la carte sarà il richiamo alla territorialità e al mondo botanico, attraverso l’uso di piante aromatiche e varietà ortofrutticole inusuali.
Tra gli ingredienti saranno privilegiati i prodotti biologici, una scelta volta a offrire prodotti buoni per i clienti e per l’ambiente.

La location
Il ristorante è collegato al Viridea Garden Center da un accesso interno. L’entrata principale, affacciata direttamente sul piazzale del parcheggio, si raggiunge tramite un pontile sospeso sul laghetto. Una terrazza, al cui centro campeggia un braciere a legna, si affaccia sullo specchio d’acqua. Nel retro del ristorante si apre un ampio cortile incorniciato da un giardino aromatico.
Attorno all’edificio è facile imbattersi in pavoni e galli, che circolano liberamente.
Il progetto richiama, nell’impianto architettonico, la struttura a forma di serra tipica dei Viridea Garden Center, con ampie vetrate e soffitto in legno a vista.
Gli interni sono stati disegnati dallo Studio Novo di Casatenovo e si caratterizzano per il mood fresco, ispirato alla natura. I toni sono quelli del legno e variazioni di verde, scompigliati qua e là dai muschi colorati e dai decori delle pareti.

I numeri di Erba Matta
• 2 dehors: una terrazza con braciere a legna affacciata sul laghetto e un cortile con giardino aromatico sul retro
• 250 sedute
• 1 area bimbi permanente
• 2 alberi all’interno delle sale
• 3 impasti biologici per le pizze
• 7/7 giorni di apertura
• 8-24 l’orario di apertura

Un robot per friggere nel reparto gastronomia? Lo testa Walmart nei suoi lab

I robot stanno per entrare nella Gdo e prenderannosu di sé i compiti più duri o ripetitivi: un esempio di ciò arriva dall’americana Walmart, la più grande catena della grande distribuzione “fisica” al mondo che, secondo Yahoo Finance, sta testando nei suoi laboratori un assistente robot da cucina chiamato “Flippy” che avrà il compito di svolgere le dure operazioni di friggitura.

Flippy di Miso Robotics è il primo robot da cucina autonomo al mondo guidato da intelligenza artificiale e, come avevamo scritto, si è già esibito l’anno scorso girando hambuger in una catena californiana.

Flippy è in grado di friggere fino a otto cestini di cibo contemporaneamente, e potrebbe essere impiegato nel  processo di frittura di molti degli articoli serviti nella gastronomia, tra cui polli, bastoncini di mozzarella e, naturalmente, patatine.

“Se pensi alle cucine commerciali, sono davvero delle micro-strutture produttive – ha detto il CEO di Miso Robotics, David Zito, a Yahoo Finance –. Eppure, sono tra le condizioni più difficili in cui lavorare. Automatizzare il cibo è molto difficile coem sa bene un qualsiasi chef. Quello che stiamo cercando di fare è assistere i cuochi con gli strumenti necessari per dare loro la possibilità di lavorare mentre si assumono il peso di alcuni dei compiti più ripetitivi e banali”.

Il robot dunque più che sostituire diventerebbe un “paio di mani in più”, consentendo all’operatore di dedicare meno tempo all’inserimento di cibo nelle friggitrici e più tempo ad altri servizi come prendere gli ordini dei clienti e preparare altri cibi. Ma aiuta anche a creare un prodotto di qualità costante e può contribuire a garantire la sicurezza alimentare e a ridurre al minimo lo spreco di cibo.

Arriva Löwengrube in Emilia-Romagna, il 16° locale italiano apre a Bologna

Prima apertura in Emilia-Romagna il 13 dicembre a partire dalle 19 per la catena di ristorazione bavarese Löwengrube. Il format di cucina e birreria bavarese apre in via dell’Industria 16 a Bologna il suo 16° punto vendita in Italia. La catena è già presente in Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli e Marche.

Il nuovo Löwengrube di Bologna rispecchia lo stile e i valori di tradizione che animano il brand, attraverso un’offerta gastronomica tipica bavarese, composta da piatti a base di würstel, hamburger e stinco di maiale, cucinati secondo ricette tipiche e accompagnati da una selezione di birre spillate esclusivamente alla tedesca.

Il nuovo punto vendita è aperto 7 giorni su 7, pranzo e cena, e dispone di oltre 240 posti a sedere, connessione wi-fi gratuita e ampia disponibilità di parcheggio esterno. Occuperà 25 persone, portando a quasi 300 il numero degli impiegati in tutti i 16 locali della catena.

Löwengrube prevede altre 10 nuove aperture entro il 2019, tra il format di ristorazione classico, il format Klein, ossia la versione della birreria per stazioni e aeroporti e il wagen, il food truck di street food bavarese.

L’inaugurazione al pubblico del nuovo locale è prevista per il 13 dicembre, a partire dalle 19 e sino alle 24: in loco, saranno offerte degustazione di birra e piatti tipici bavaresi.

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