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Gdo contro lo spreco/2. Pam lancia “Reimpiatta il piatto”, concorso zero waste

Incrocia la passione per la cucina “creativa” con la sensibilizzazione alla gestione degli avanzi alimentari e alla lotta allo spreco il nuovo concorso web lanciato da Pam Panorama, “Reimpiatta il piatto”.

Dal 5 ottobre sino al 4 novembre sul portale reimpiattailpiatto.pampanorama.it, si potrà caricare l’immagine e il nome di un piatto, la cosiddetta “ricetta originaria”, e l’immagine e il procedimento della “ricetta di recupero”, ovvero la ricetta ottenuta utilizzando come ingrediente principale gli avanzi della ricetta originaria. I piatti saranno valutati da una giuria di esperti e dal giudizio popolare mediante votazione sul sito, e le migliori cinque ricette potranno accedere al montepremi finale di 5.000 euro in buoni spesa. Il concorso è aperto a tutti i possessori di Carta Per Te Pam Panorama previa iscrizione al sito pampanorama.it.

Sembra proprio che le insegne italiane si stiano sensibilizzando verso i temi della responsabilità sociale d’impresa e ambientale, puntando a coinvolgere un consumatore che in certi casi era arrivato prima di loro, e intercettandolo sulla strada del web e dei farmers’ market.

L’economia circolare di Caviro: la sostenibilità che crea valore

Nel 2016 festeggerà 50 anni di vita, Caviro, la prima azienda vitivinicola italiana che ha colto l’occasione di questi ultimi scampoli di Expo per raccontare – e ce n’è bisogno, perché poco conosciuta – la sua interpretazione di sostenibilità, lontana dal green washing o da convenineze di marketing, ma ben radicata nel suo dna di cooperativa.

Caviro, al grande pubblico, non dice molto. Ben più noto è il suo prodotto di punta, quel Tavernello confezionato in brik che guarda al vino con un approccio poetico snobba, ma che ogni 7 secondi passa dalle casse dei supermercati italiani, acquistato in 90 milioni di litri da 4 milioni di famiglie ed è la prima marca di vino italiano nel mondo.

Ma Caviro non è solo Tavernello, comprende un arcipelago di marchi per i diversi canali e per i differenti target di consumatori che contemplano veri must, come il Chianti Leonardo (leader di categoria negli Stati Uniti con l’etichetta Da Vinci) o la cantina Cesari con il suo Amarone pluripremiato.

Soprattutto, ancora meno noto, è l’insieme di attività che costituiscono l’economia circolare di questa azienda, capace di trasformare lo scarto in risorsa.

Negli ultimi sei anni Caviro ha investito 100 milioni di euro che – afferma il direttore generale Sergio Dagnino – «ci hanno permesso di ottenere un continuo miglioramento delle performance in termini di qualità e rispetto dell’ambiente. L’impegno in materia di ecosostenibilità però ci accompagna sin dalle origini, basti pensare che il nostro Gruppo recupera il 30% delle acque e risparmia 50.000 tonnellate sul packaging ed imballaggi grazie all’utilizzo di brik e vetro leggero». A titolo esemplificativo, un milione di litri di vino in un brik Tetra Pack da 75 centilitri (prodotto con cellulosa da foreste certificate Fsc) può risparmiare fino a 463 tonnellate di imballaggi.

L'impianto di distillazione
L’impianto di distillazione

Il gruppo, che oggi conta 535 dipendenti in 4 diversi stabilimenti produttivi e che ha registrato 314 milioni di euro di fatturato nel 2014, opera meccanismi virtuosi che coinvolgono almeno 4 ambiti diversi:  l’estrazione di polifenoli dai vinaccioli, enocianina e acido tartarico; l’autosufficienza energetica  e lo sfruttamento delle rinnovabili; il recupero delle acque e la creazione di compost, anche per le culture biologiche. Con un immediato riflesso nei numeri: il 99,9% dei rifiuti prodotti viene recuperato e l’energia autoprodotta è pari a 110.627.569 kWh, equivalente a 20.687 tonnellate di petrolio (Tep) risparmiate.

Il presidente di Caviro Carlo Belmonte
Il presidente di Caviro Carlo Belmonte

«Il modello di economia circolare di Caviro – sintetizza il presidente di Caviro Carlo Dalmonte – consente di recuperare gran parte degli scarti per produrre valore. Ciò permette di ammortizzare parte del costo, arrivando sul mercato con un prodotto di qualità e con prezzi in linea con le aspettative del consumatore».

E dal sottosegretario al ministero dell’Ambiente Barbara Degani è arrivata la conferma di un impegno a sostenere le imprese verso lo sviluppo di un’economia circolare. «Stiamo lavorando su due fronti – ha dichiarato Degani – da una parte sulla base di accordi volontari con le aziende che dimostrano come ci sia una nuova sensibilità su questo tema e dall’altra attraverso politiche di defiscalizzazione che agevolino le realtà che già applicano l’economia circolare».

Il 14 ottobre è il Fairtrade Day: gli agricoltori del mondo si incontrano a Expo

Il 14 ottobre rappresentanti del circuito Fairtrade da tutto il mondo saranno in Expo a Milano in occasione del Fairtrade Day, la giornata dedicata al ruolo dei piccoli produttori agricoli del commercio equosolidale per nutrire il pianeta. Saranno molte le iniziative organizzate da partner e sostenitori per valorizzare produzioni ottenute nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Tra queste, alle 17 al Future Food District un gruppo di persone unite dall’interesse per la spesa responsabile si incontrerà per un realizzare un cash mob, ovvero un flash mob in cui i partecipanti si impegnano a fare acquisti di prodotti che migliorano la vita delle persone e rispettano l’ambiente, a testimonianza di come ciascuno attraverso le sue scelte può fare la differenza. L’evento è realizzato in collaborazione con Next Nuova Economia per tutti, GVC e Banca Etica.

Durante l’incontro “Fairtrade energia positiva per le persone e il pianeta” sarà presentato un report di Fairtrade International sul ruolo che Fairtrade può svolgere in partnership con i governi nell’implementazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) nell’agenda post-2015, e ci sarà spazio per approfondire le tematiche riguardanti specifici prodotti come un focus sulla filiera della banana e sulle noci di anacardio del Brasile.

Nuovo standard Fairtrade sul clima

Per dare uno strumento ancora più incisivo ai contadini e ai produttori del Sud del mondo di fronte ai cambiamenti climatici l’associazione ha appena presentato il nuovo Standard Fairtrade sul clima, un protocollo elaborato dall’organizzazione internazionale di riferimento per la certificazione del commercio equo, Fairtrade International. Vi potranno aderire aziende, organizzazioni e privati interessati a ridurre il loro impatto ambientale e a compensare le proprie emissioni.

La diffusione dello Standard è l’ultimo passo prima del lancio dei Crediti di Carbonio Fairtrade a Parigi il prossimo dicembre in occasione della Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico – COP21. Il nuovo Standard Fairtrade si aggiunge alla certificazione della riduzione di emissioni di CO2. Grazie al nuovo Standard gli agricoltori Fairtrade e le comunità più vulnerabili dei Paesi in via di sviluppo avranno accesso al mercato dei crediti di carbonio attraverso progetti di efficienza energetica, energia rinnovabile e riforestazione. «Questo è il primo Standard che cerca di dare una risposta alle disuguaglianze nel mercato dei crediti di CO2. E per la prima volta si fa in modo che i produttori che vi partecipano abbiano un tornaconto equo – ha dichiarato Andreas Kratz, Direttore dell’unità Standard e Pricing in Fairtrade International -. Inoltre assicura un supporto reale ai produttori nel contrastare i cambiamenti climatici».

Attualmente sono al vaglio alcuni progetti che possono ottenere la certificazione. I primi Crediti di Carbonio Fairtrade saranno disponibili dall’inizio del 2016

Gdo contro lo spreco/1: parte la collaborazione tra Végé e Last Minute sotto casa

Gruppo VéGé si conferma realtà sensibile e attiva in materia di responsabilità sociale d’impresa e di sostenibilità avviando una partnership con Last Minute Sotto Casa (LMSC), il portale nato per mettere in contatto “in tempo reale” esercizi commerciali che si trovano a smaltire generi alimentari prossimi alla data di scadenza e consumatori interessati ad acquistarli, beneficiando di consistenti sconti sui prezzi al pubblico.

Con questa collaborazione, la prima attivata su scala nazionale tra un’organizzazione della Moderna Distribuzione e Last Minute Sotto Casa, Gruppo VéGé mette in atto un’iniziativa concreta nella lotta allo spreco alimentare.

Secondo il ministero dell’Ambiente il valore dello spreco alimentare in Italia è pari a 8,1 miliardi di euro l’anno. Dei 3,7 milioni di tonnellate di cibo sprecato, 300 mila tonnellate sono quelle che si realizzano nella distribuzione commerciale. Secondo la Relazione 2013 dell’Agea (Agenzia Italiana per le erogazioni in agricoltura) sulle attività di distribuzione degli alimenti agli indigenti, nel 2013 sono state raggiunte oltre 4 milioni di persone dal sistema di distribuzione di prodotti alimentari attraverso le sette organizzazioni caritative iscritte all’albo dell’Agea.

Nel mondo si stima che lo spreco di cibo riguardi 1,3 miliardi di tonnellate per un valore di circa 750 miliardi di dollari.

Entro il 2016 niente più dolciumi nelle avancasse in tutti i punti vendita U2

Entro il 2016 non più dolciumi nelle avancasse ma prodotti freschi, sani e dedicati al benessere quotidiano, in tutti i punti vendita U2: la “decisione sostenibile”, già attuata in alcuni supermercati come quello milanese di viale Premuda, è stata presa dall’insegna di Unes, “parte del percorso che U2 Supermercato sta compiendo da anni al fine di tutelare il diritto del consumatore di fare la spesa in modo consapevole, senza plasmarne le scelte, ma fornendo indicazioni trasparenti, affinché possa scegliere autonomamente il proprio paniere di acquisto” si legge in una nota.

L’obiettivo è quello di trasformare un acquisto di impulso in un atto consapevole. «La Grande Distribuzione utilizza le aree ad altissimo passaggio poste prima delle casse per stimolare il desiderio del consumatore di acquistare prodotti che possano essere per lui una coccola, come i dolciumi; proprio in questa posizione infatti viene acquistato il 21% degli snack dolci. U2 è il Supermercato Controcorrente perché è capace di fare scelte coraggiose – ha spiegato Mario Gasbarrino, amministratore delegato Unes -. Lavoriamo affinché tutte le azioni che un cliente compie all’interno di un nostro Supermercato U2 siano libere e consapevoli. Il risultato di questo percorso è che oggi in U2 il cliente è libero per esempio di confrontare velocemente i prodotti sugli scaffali perché abbiamo scelto una esposizione chiara (abbiamo affiancato la marca leader alle nostre provate label) e reso le etichette dei prezzi facili da leggere. Ora desideriamo compiere un passo in avanti verso l’obiettivo consapevolezza: trasformare in scelta consapevole l’acquisto di impulso, perché crediamo che i nostri clienti abbiano sempre il diritto di compiere scelte consapevoli e che questo diritto debba essere ancor più garantito quando il cliente responsabile d’acquisto , compra per qualcun altro (spesso i prodotti che si comprano in avancassa sono destinati ai bambini) senza dover subire né la pressione psicologica della sovraesposizione né il ‘’ricatto del pianto del bambino”».

Territorio, sport, amicizia e solidarietà nella nuova promozione Kinder Ferrero e Conad

Si chiama “Chi ama lo sport trova un tesorio” il nuovo progetto di marketing tra Conad e Kinder Ferrero teso a valorizzare lo sport come pratica di condivisione e aggregazione sociale. L’attività intende infatti sostenere le Associazioni Sportive Dilettantistiche che in Italia sono oltre 60.000 e che affiancano molte famiglie italiane nell’educazione sportiva dei più piccoli.

La dinamica di partecipazione prevede l’acquisto di prodotti Kinder nei punti vendita Conad e la votazione della propria Associazione Sportiva Dilettantistica preferita sul sito chiamalosport.it, previa indicazione del punto vendita Conad in cui si è effettuata la spesa: ogni mese Kinder e Conad premieranno le 5 Associazioni più cliccate con un premio di 2.000 € da utilizzare per migliorare le proprie strutture e/o servizi.

Alla fine del periodo di attivazione del progetto (31 gennaio 2016) sarà inoltre assegnato un Super Premio di 5.000€ all’Associazione più votata in assoluto. Un premio spetterà anche ai punti vendita Conad che hanno contribuito all’iniziativa, con uno stanziamento di 1.000 € ai Soci Imprenditori che più hanno saputo promuovere il successo del progetto.

Infine ai consumatori di Kinder che parteciperanno a “Chi ama lo sport trova un tesoro” è dedicata una meccanica “Instant Win” con la quale aggiudicarsi 246 buoni Decathlon da 50 €, (2 al giorno da ottobre a gennaio).

Il nuovo progetto prende avvio proprio a conclusione della precedente campagna “Disegna il tuo parco a colori” rivolta a tutti i bambini fra i 4 e i 12 anni che, grazie al loro impegno e alla loro fantasia, sono stati invitati ad aiutare Kinder e Conad nella riqualificazione di 8 aree giochi su tutto il territorio italiano. Agli otto comuni di residenza dei vincitori è andata la somma di 15.000 euro ciascuno per riqualificare i parchi delle loro città.

Coop e Fairtrade a Expo festeggiano i 20 anni del caffè Solidal, primo prodotto equo nella Gdo

Il Caffè Solidal Coop è il primo prodotto del commercio equo e solidale arrivato sugli scaffali dei supermercati nel 1995. Si chiamava “il caffè della solidarietà”. Da quel progetto pionieristico si è arrivati oggi a una linea intera che conta 41 prodotti e che in Coop ha fatturato 32 milioni di euro nel corso dell’ultimo anno (nel 2003 le vendite erano circa 3 milioni).

Oggi alle 18.00 nella piazza del Future Food District, il supermercato del futuro di Coop a Expo, si festeggiano i vent’anni di questo traguardo e insieme la Giornata Mondiale del Caffè, raccontando il lungo viaggio dei chicchi dalle montagne del Centro America all’Italia. Saranno presenti, tra gli altri, Francisco Ramon Rivera Gonzalez, presidente della cooperativa di produttori di caffè Pantasma, e Ena Salinas Liaison Officer Fairtrade per il Paese.
In Nicaragua i piccoli produttori rappresentano il 95% dei raccoglitori di caffè, e contribuiscono al 25% della produzione totale di caffè del paese. Durante le crisi del settore alla fine degli anni ’80 furono anche i più colpiti dalla catena. Con l’arrivo del circuito Fairtrade a Pantasma le cose sono cambiate. La produzione di caffè oggi avviene all’ombra, ovvero in abbinata a banani e altre piante da frutto, che contribuiscono a creare ampie zone ombrose, che aiutano a preservare la biodiversità locale. Questo tipo di coltivazione è anche un simbolo della lotta delle piccole realtà cooperative in opposizione alle grandi piantagioni monocolturali.
Pantasma inoltre promuove iniziative a sostegno dell’emancipazione femminile, e a sua volta vi aderiscono cooperative di sole donne che grazie a Fairtrade hanno partecipato ad attività di formazione per contrastare il fenomeno del machismo, molto frequente nell’area.

All’incontro partecipano anche Vladimiro Adelmi, Brand Manager della linea Solidal Coop, Paolo Pastore, Direttore di Fairtrade Italia e Aldo Pavan, fotografo e videomaker che lo scorso gennaio, in visita a Pantasma, ha realizzato un video, che sarà proiettato durante la serata.
Il Viaggio intorno al cibo, un format ideato da Coop e Fairtrade in Expo, proseguirà il 14 ottobre, sempre alle 18.00 presso la piazza del Food District con le noci di anacardio del Brasile.

Uk: la tassa sui sacchetti di plastica nella GDO si reinvestirà a beneficio della comunità locale

Tesco sta utilizzando una tassa governativa, quella sui sacchetti di plastica, per avvicinarsi e fidelizzare la comunità locale.

I sacchetti di plastica sono un enorme problema per l’ambiente, specie marino e fluviale. Ogni anno nella sola Ue ne finiscono in discarica 8 miliardi. Tanto che a maggio il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva UE secondo la quale gli Stati membri avranno due possibilità: ridurre l’utilizzo di buste di plastica tramite l’applicazione di una tassa entro il 2018 oppure fare in modo tramite altre iniziative di ridurne l’uso a 90 pro capite l’anno entro la fine del 2019, che dovranno diventare 40 sacchetti pro capite l’anno entro il 2025.

Intasco o reinvesto?

Che i sacchetti di plastica siano un costo per il retailer e per l’ambiente è indubbio. Farli pagare in certi casi è stato un deterrente. E se si usasse il ricavo della vendita per finanziare iniziative sociali a beneficio della comunità locale? È ciò che succederà in Inghilterra per effetto di una legge statale che, a partire dal 5 ottobre, imporrà una tassa di 5 pence (circa 7 centesimi di euro) per ogni sacchetto di plastica venduto in supermercato.

Tesco ha iniziato una campagna di sensibilizzazione, impegnandosi a informare i clienti sulla destinazione finale dei fondi ed anche a promuovere iniziative locali meritevoli. Oltre alla shopping bag di tessuto in omaggio, i clienti otterranno tutta una serie di informazioni su come sprecare meno sacchetti e “dritte” su come ricordarsi di portare con sé quelli a lunga durata (ad esempio: tenerne sempre qualcuno nel baule della macchina). Però i sacchetti usa e getta saranno più resistenti (ovvero di fatto realmente riutilizzabili), e saranno riciclati da plastica ricavata all’interno della catena, secondo una logica di “economia circolare”. Infine, i clienti potranno riciclare i sacchetti usati lasciandoli nel punto vendita.

La parte più interessante dell’approccio dell’insegna britannica riguarda la dichiarazione di voler giocare un ruolo proattivo nel vigilare e proporre affinché i soldi raccolti dalla tassa (che ci si aspetta saranno nell’ordine dei milioni di sterline) vengano effettivamente utilizzati all’interno della comunità per progetti utili. I clienti saranno infatti invitati a votare online tre progetti per area selezionati con l’aiuta dell’associazione Groundwork, e anzi saranno invitati a segnalarne o proporne di loro prima della selezione. Tra i progetti più “probabili” la creazione di parchi urbani, orti condivisi e percorsi salute nel verde.

“Le persone sono più in salute perché possono esercitarsi all’aria aperta, coltivare il proprio cibo e allontanarsi dallo stress e dal traffico della vita urbana. Le comunità sono più forti perché la gente ha modo di conoscere i propri vicini e le famiglie hanno un posto dove divertirsi insieme. Gli spazi verdi locali aiutano anche ad affrontare temi ben più complessi: aumentano la biodiversità e riducono l’impatto del riscaldamento globale. Siamo entusiasti di lavorare con i punti vendita e i clienti Tesco per portare questi benefici a migliaia di comunità nel Regno Unito” ha commentato Graham Duxbury, Ad di Groundwork UK.
Un bell’esempio di responsabilità sociale, interazione tra pubblico e privato e un modo per avvicinare e fidelizzare il consumatore e comunicare un’immagine positiva che a Tesco probabilmente, se tutto va come deve andare, frutterà ben più dei 7 pence a sacchetto se li avesse intascati direttamente.

Casi di successo e proibizionismo californiano

L’iniziativa del resto ha dei precedenti assai vicini. L’Irlanda, ad esempio, è stato il primo stato ad applicare una tassa sui sacchetti, la PlasTax, nel lontano 2002. I risultati sono stati molto positivi: un calo del 90% nell’uso dei sacchetti (erano1,2 miliardi l’anno) e 9,6 milioni di euro ricavati e utilizzati per finanziare progetti a favore dell’ambiente. Iniziative simili in Scozia e Galles hanno permesso di raccogliere 5 milioni di sterline (6,8 milioni di euro) andati alle associazioni ambientaliste Keep Scotland Beautiful e Keep Wales Tidy e all’RSPB (una sorta di Lipu britannica).
Draconiano invece l’approccio della California, dove l’anno scorso è passata una legge per proibire l’uso dei sacchetti di plastica, e i supermercati sono stati i primi ad essere coinvolti. Sulla spinta di una forte opposizione dei produttori però la legge, che avrebbe dovuto partire a luglio, è stata sospesa fino a novembre, periodo di elezioni. Vedremo come andrà a finire.

In Italia già da tempo i sacchetti plastica sono stati banditi a favori di quelli biodegradabili. Ma non tutto è risolto: un’indagine di Legambiente dello scorso gennaio nella GDO ha rilevato come su 37 sacchetti prelevati ben 20 fossero di fatto “fuori legge”, ovvero non compostabili.

Plef a Expo: la finanza nella sharing economy

Nuovo appuntamento con Il senso ritrovato, il ciclo di incontri organizzato a Expo da Plef (Planet life economy foundation), Fondazione senza scopo di lucro che promuove la realizzazione di un nuovo modello economico e sociale in grado di creare vero “Valore” (economico, sociale, ambientale, umano).

Il 5 ottobre, nella giornata dedicata alla finanza, si svolge un incontro sul tema “Città abilitanti e finanza – Le condizioni per favorire lo sviluppo della comunità e dell’imprenditoria sociale”.

Il seminario, organizzato da LAMA e da Yunus Social Business Centre University of Florence, offrirà ai partecipanti una riflessione su come creare un eco-sistema facilitante che accompagni le comunità nella generazione di soluzioni ai problemi. I nuovi modelli di sharing economy (produzione, consumo, governance, conoscenza e finanza) offrono uno spaccato sempre più ampio di pratiche di coinvolgimento tra pari. Il ruolo che può giocare la finanza sia in modo tradizionale che tramite strumenti innovativi verrà messo a confronto con le condizioni di sistema che creano il “mercato”, con un’attenzione speciale rivolta alle città e città metropolitane.

Per informazioni: Agenzia Lama 055 576962 info@agenzialama.eu

Risultati economici, sociali e ambientali positivi nell’Integrated Annual Report di Casillo Group

Fatturato 2014 a 1.006 milioni di Euro, +22,6% sui ricavi del 2013. EBITDA (MOL) a 71 milioni di Euro, (+50 milioni di Euro sul 2013). L’incidenza sulle vendite pari al 7%. Sono molti positivi i risultati economici che emergono dalla pubblicazione dell’Integrated Annual Report 2014 del Gruppo Casillo Partecipazioni, Casillo Group, giunto alla seconda edizione.

La holding di Corato (Bari) attiva nel campo delle semole, grano, farine commestibili, prodotti da forno conta 234 dipendenti, tra cui 15 giovani talenti avviati in percorsi di inserimento, 12 impianti di macinazione ma anche 800 mila Euro erogati per attività di ricerca e sviluppo all’Università degli Studi di Foggia nell’ambito del progetto Gluten Friendly. Nel 2014 è stato inoltre certificato il sistema di gestione SA 8000 (responsabilità sociale per quanto riguarda le condizioni dei lavoratori, ossia diritti umani, sviluppo, valorizzazione, formazione e crescita professionale delle persone, salute e sicurezza dei lavoratori, antidiscriminazione, lavoro dei minori e dei giovani).

Sul fronte ambientale, vanta impianti fotovoltaici a regime per una potenza installata di 24MW, grazie ai quali sono state evitate oltre 19 mila tonnellate di CO2.

“Per la prima volta Casillo Group presenta il bilancio nella cosiddetta versione integrata, che rappresenta la nuova frontiera della rendicontazione e si propone di integrare il Bilancio Consolidato con la reportistica di Sostenibilità. L’Integrated Annual Report vuole fornire un quadro generale della strategia, della governance e delle performance di Casillo Group in ambito economico-finanziario, sociale ed ambientale, con obiettivi ed azioni concreti e misurabili. Crediamo molto in questa scelta per due motivi. Solo l’impresa socialmente responsabile può e deve essere al centro delle politiche di sviluppo di un Paese. Ed inoltre, i consumatori di tutto il mondo – sempre più informati e consapevoli – chiedono di poter acquistare beni e servizi che siano realizzati nel rispetto dell’ambiente, dei territori e dei diritti fondamentali della persona” si legge nella Lettera agli Stakeholders da parte degli Amministratori.

In un solo documento, di circa 160 pagine, sono dunque riportati su base consolidata i risultati economici, sociali e ambientali realizzati dall’intero Gruppo nell’esercizio 2014, tenendo conto dei più avanzati standard di reporting e accountability nazionali e internazionali. Sia l’informativa financial (sostenibilità economica) che quella non-financial (sostenibilità sociale e ambientale) sono state certificate da auditor esterni.

Casillo Group ha una capacità di macinazione e movimentazione di oltre 2 milioni di tonnellate annue di grano.

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