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Poli Commerciali italiani: un comparto da 140 miliardi di euro

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Vale circa 140 miliardi di euro ed ha al suo attivo circa 780 mila occupati: sono numeri di tutto rispetto quelli relativi all’Industry dei Poli Commerciali ed emersi dall’analisi  “Industry dei Poli Commerciali in Italia. Tra filiera e ruolo sociale” curata da Nomisma per conto di CNCC Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali. 

Vediamo il dettaglio: nel 2018, alle 1.254 strutture presenti in Italia (1.020 delle quali sono Centri Commerciali, 181 parchi commerciali, 30 outlet center, 23 leisure center) sono collegati 71,6 miliardi di fatturato diretto (netto IVA) – pari al 4% del PIL italiano, 587.000 posti di lavoro e un contribuito al gettito fiscale per 27,8 miliardi di euro.

Fonte: Nomisma | Industry dei Centri Commerciali in Italia, 2019

L’impatto economico dei Poli Commerciali

Un dato emerso dalla ricerca Nomisma è l’eco dell’attivazione economica e sociale lungo tutta la filiera. Per far fronte ad un fatturato diretto di 71,6 miliardi di euro, l’Industry ha infatti acquistato beni e servizi attivando rapporti di fornitura per ulteriori 54,1 miliardi di euro, che si sono tradotti anche in 159.000 posti di lavoro addizionali [Effetto Indotto].

Gli impatti diretti e indiretti descritti hanno originato reddito addizionale distribuito agli occupati coinvolti – in modo diretto o indiretto – nella filiera per un valore di 13,4 miliardi di euro [effetto indotto].

La capacità di attivazione complessiva dei Poli Commerciali – sottolinea Nomisma – si attesta quindi a 139,1 miliardi di euro e genera 783.000 occupati.

 

Fonte: Nomisma | Industry dei Centri Commerciali in Italia, 2019

I Centri Commerciali nelle abitudini degli italiani

I Centri Commerciali – senza perdere la loro funzione core, ossia quella degli acquisti (effettuati dal 86% dei regular user, ossia chi frequenta il Centro Commerciale almeno 2 volte al mese) – si configurano sempre più come social hub, luoghi di aggregazione e socializzazione in cui trascorrere il tempo libero e fruire di servizi accessori. Per l’83% dei regular user, infatti, il Centro Commerciale diviene un luogo in cui trascorrere il tempo libero guardando vetrine e curiosando tra le offerte, il 38% in un Centro Commerciale usufruisce anche delle proposte enogastronomiche presenti nella galleria (ristoranti, pizzerie, fast-food, tavole calde …).

E non basta: 2 regular user su 10 si recano invece al Centro Commerciale spinti da motivazioni di socializzazione (incontrare amici o partecipare ad eventi).

Fonte: Nomisma | Industry dei Centri Commerciali in Italia, 2019

Nella definizione del nuovo ruolo dei Centri Commerciali, è importante anche il posizionamento che stanno acquisendo come attrattori turistici: non solo il 69% degli italiani ha frequentato un Centro Commerciale durante le sue vacanze, ma per il 42% la visita ad un Centro Commerciale o Outlet lontano dal luogo di residenza è addirittura la motivazione principale per cui si organizza un viaggio o una gita in giornata.

Commenta Massimo Moretti Presidente CNCC: “Credo che i risultati emersi parlino da soli, in termini di occupazione generata su tutto il territorio nazionale (2,3% dell’intera forza lavoro nazionale), con una particolare attenzione ai giovani ed alle donne, incidiamo per il 4% in termini di contributo complessivo al PIL italiano e non ultimo sosteniamo imposte annue per circa 27,8 miliardi di euro. Ma se l’importanza economica del nostro settore (diffuso su tutto il territorio nazionale, anche nelle zone più disagiate, non si dimentichi) è acclarata, colpisce anche l’impatto sociale dei centri commerciali nelle vite dei nostri concittadini. Mediamente ogni giorno fra i 4 e 6 milioni di italiani visitano un centro commerciale e, cosa importante, lo fanno in compagnia (con la propria famiglia o con gli amici per il 79% degli italiani): siamo le nuove piazze dove le persone amano incontrarsi e stare insieme con i propri cari. ”

 “La survey Nomisma –spiega Luca Dondi, Amministratore Delegato di Nomisma – condotta su oltre 1.000 persone che hanno frequentato i centri commerciali nell’ultimo anno – ha indagato in profondità il ruolo relazionale che i poli commerciali svolgono per e nei territori in cui sono presenti. Quel che ne emerge è un unanime riconoscimento della capacità dei centri commerciali di rispondere alle esigenze dei cittadini, non solo tramite l’offerta commerciale – che rimane l’attività core e principale – ma anche attraverso la proposta di eventi e di servizi accessori (dentista, parrucchiera, …) fruibili ad orari flessibili – punto di forza per il 70% degli user dei centri commerciali – e in tutti i giorni della settimana. Sono questi i punti cruciali dello studio, le evidenze su cui porre l’attenzione affinché i risultati dell’analisi condotta da Nomisma diventino stimoli e spunti di riflessione nell’ottica di una valutazione che consideri tutte le forme di valore – economico, sociale, relazionale – generato dall’industry dei Centri Commerciali”,

Carrefour Italia insieme a MSC Marine Stewardship Council si “immerge nel blu”

Carrefour Italia conferma la sua collaborazione con MSC Marine Stewardship Council – organizzazione internazionale non-profit che ha come mission quella di mantenere gli oceani pieni di vita – nella settimana del World Oceans Day nell’ambito dell’iniziativa “Immergiti nel blu”.

L’obiettivo di questa sinergia è quello di offrire ai consumatori prodotti ittici certificati sostenibili che garantiscano mari in salute e al tempo stesso contribuiscano a tutelare l’attività della pesca per le generazioni future.

Per Carrefour Italia è fondamentale poter offrire ai propri consumatori scelte sostenibili che confermano l’impegno dell’azienda verso un consumo sempre più  consapevole.” – ha commentato Alfio Fontana, Responsabile CSR Carrefour Italia  –  “Per questo, siamo da diversi anni al fianco di MSC per portare avanti progetti per la pesca sostenibile e per il rispetto dei mari, un tema sempre più urgente, a causa delle gravi conseguenze ambientali. Per Carrefour Italia è fondamentale coinvolgere i fornitori nella creazione di un sistema virtuoso, invitandoli a certificarsi ed approvvigionarsi di materie prime con logo MSC.”

Francesca Oppia, Program Director MSC Italia, ha aggiunto “In Italia la strada verso un mercato ittico davvero sostenibile è ancora lunga, anche se ad oggi abbiamo già ottenuto risultati molto positivi; abbiamo bisogno di partner coraggiosi che credano nella necessità di rispettare il mare per salvaguardare il futuro delle risorse ittiche, e che facciano della sostenibilità una filosofia aziendale. In questo percorso Carrefour è sicuramente per noi un partner fondamentale.

L’impegno alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità è al centro delle iniziative di sensibilizzazione che Carrefour Italia ha organizzato nelle giornate del 7 e 8 giugno in occasione della giornata mondiale dedicata all’oceano sia presso tutti i punti vendita, dove oltre 200 Superhero hanno coinvolto i clienti in divertenti attività, che presso la sede di Milano, dove i collaboratori hanno partecipato al contest lanciato da MSC nel corso della settimana, fotografandosi con maschera e boccaglio, e si sono impegnati con iniziative concrete verso l’ambiente, come l’utilizzo delle borracce per ridurre l’impatto delle bottiglie di plastica, la raccolta differenziata o l’utilizzo di sacchetti di tela riutilizzabili al posto dei sacchetti della spesa.

Circa l’assortimento di prodotti sostenibili a marchio blu MSC, Carrefour Italia al momento propone ai suoi clienti 19 prodotti, un numero che l’azienda intende aumentare, anche nell’anno in corso, durante il quale ad esempio, verranno lanciati due nuovi prodotti (sgombri grigliati all’olio d’oliva e al naturale).

Le categorie certificate al momento sono:

  • 7 surgelati pesce
  • 5 conserve pesce
  • 5 specialità marine banco frigo
  • 2 piatti pronti surgelati

I prodotti sono a marchio Carrefour, ad eccezione di 4 prodotti Carrefour Séléction quali il salmone affumicato e 3 alici confezionate.

Millennials Hypers: un tag svela le loro preferenze d’acquisto

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Non solo Millennials (target socio economico di grande rilevanza attuale e futura), ma anche Hypers. Utilizzatori cioè dell’app Hype che conta oggi oltre 700 mila clienti attivi, in crescita al ritmo di 2 mila ogni giorno.

L’età media  è di 33 anni e il loro zoccolo duro è rappresentato dagli utenti tra i 18 e i 29 anni (che solo nel 2018 sono aumentati del 300%). Sono loro i più assidui utilizzatori di una delle funzioni più smart e innovative della app, quella che dà la possibilità all’utente di “taggare” con un hashtag ogni acquisto effettuato con HYPE, archiviando così spese e movimenti per categorie. Grazie a questo sistema, ricercare le spese registrate con lo stesso hashtag è semplicissimo, e in questo modo è possibile tenere sotto controllo in maniera semplice i propri movimenti.
Aggregando gli hashtag più utilizzati per categorie merceologiche e di servizi, l’Ufficio Studi di HYPE ha analizzato verso quali categorie merceologiche e di servizi si orienta oggi la spesa degli Hypers Millennials italiani. 

Ecco cosa è emerso. Al primo posto per numero di transazioni (e al secondo per ammontare complessivo di spesa) si posizionano gli acquisti per abbigliamento e accessori, al secondo posto l’acquisto di strumenti di elettronica e software: un dato che sottolinea come in Italia il bene materiale abbia ancora un’attrattività molto forte e guidi le tendenze d’acquisto, e offre una chiave di lettura differente rispetto, per esempio, a uno studio effettuato da PWC a livello globale secondo il quale il 52% dei consumatori della generazione Millennial spende i propri soldi non per assicurarsi il possesso di beni materiali, ma per acquisti di servizi di tipo esperienziale.

Un’«economia dell’esperienza» che si ritrova, nei dati dell’Ufficio Studi HYPE, a partire dalla terza posizione, e riguarda principalmente transazioni relative alla categoria viaggi e turismo, cui  seguono le spese per la ristorazione, l’intrattenimento e la pratica sportiva.

UNDER 30
Top 10 obiettivi under 30 (12-29 anni) Numero di transazioni Ammontare (euro)
Abbigliamento e Accessori24.36811.092.628
Elettronica e Software8.9205.693.026
Viaggi e Vacanze6.7794.908.270
Veicoli e Trasporti4.76811.827.462
Rimborsi2.2321.611.060
Ristoranti e Caffe’2.1771.899.496
Intrattenimento2.020543.269
Sport e Hobbies1.9141.968.008
Regali e Donazioni1.889493.070
Casa1.4293.546.434

Un percorso di consumi che vede poche variazioni se si analizzano in parallelo lo spaccato maschile e quello femminile degli under 30 italiani:

Top 10 obiettivi under 30 (12-29 anni) donne Numero di transazioni Ammontare (euro)
Abbigliamento e Accessori1.870575.617
Viaggi e Vacanze739344.414
Veicoli e Trasporti343255.451
Elettronica e Software298147.919
Regali e Donazioni21845.440
Rimborsi18889.223
Ristoranti e Caffe’18277.742
Casa135429.143
Cura del corpo10636.801
Intrattenimento9920.473
 

Top 10 obiettivi under 30 (12-29 anni) uomini

 

Numero di transazioni

 

Ammontare (euro)

Abbigliamento e Accessori18.9029.066.592
Elettronica e Software8.1135.266.071
Viaggi e Vacanze4.5833.639.030
Veicoli e Trasporti3.77011.155.909
Intrattenimento1.739476.108
Rimborsi1.6771.293.442
Sport e Hobbies1.6471.922.027
Ristoranti e Caffe’1.6421.639.089
Regali e Donazioni1.237320.518
Casa1.0281.880.264

 

Millennials vs Generazione X

E se confrontiamo i giovani con chi giovane lo è di meno?

Beh, non ci sono differenze epocali. Vediamo infatti che anche per la generazione X a trainare gli acquisti sono, per numero di transazioni, la categoria Abbigliamento e Accessori e la categoria Elettronica e Software. Nessun balzo generazionale, dunque, quanto – piuttosto – una certa continuità.

La spiegazione? Probabilmente il fatto che che, indipendentemente dall’età, l’Hyper è in ogni caso quello che statisticamente si definisce un «utente evoluto», che ha scelto una piattaforma di gestione del denaro e di pagamento full digital e a prevalente utilizzo da mobile. Una scelta «culturale», più che tecnica, e che quindi va al di là delle consuete suddivisioni generazionali.

 

 

 

Granarolo amplia con due nuove gamme la sua offerta 100% Vegetale

Granarolo S.p.A. lancia due nuove gamme che ampliano l’offerta di prodotti a marchio Granarolo 100% Vegetale. Con l’occasione dei nuovi lanci, è stato realizzato anche il restyling della ricca gamma di bevande, già consolidate sul mercato, a firma di Goodmind, l’agenzia del Gruppo Pininfarina specializzata in brand strategy e design.

Il nuovo lancio della gamma Granarolo 100% Vegetale Riso Mix offre una bevanda vegetale a base di riso, con una ricca concentrazione di frutta e verdura (senza zucchero aggiunto), nelle referenze fragola, amarena, carota nera, barbabietola e arancia, pesca, zucca, carota, albicocca.

La visual identity della linea è stata sviluppata in coerenza con il mood delle bevande ma distinguendosi per la vivacità del visual e dei colori, che danno una specifica personalità al brand Risomix nell’ambito dello scaffale di categoria.

La nuova gamma Granarolo 100% Vegetale fatto con Avena consolida l’offerta delle alternative vegetali allo yogurt, con un prodotto ricco di fibre e con solo aromi naturali, nei gusti vaniglia, frutti di bosco e pesca e mandorla. La nuova confezione è in family feeling con l’offerta Granarolo yogurt vegetali a base di soia e a base di cocco.

Il design trasferisce la naturalità del colore giallo caldo che evoca i cereali, ma domina la ricchezza gustativa con il caratteristico visual che combina il prodotto finito a un gioco dinamico degli ingredienti ripresi dall’alto.

Goodmind è intervenuta realizzando anche il restyling dei packaging delle bevande 100% vegetali UHT e ESL, in un’ottica che, pur essendo conservativa (per garantire la riconoscibilità a scaffale), aggiunge valore alla ricchezza di gusto con un gioco fotografico che rende protagonisti gli ingredienti.

I prodotti Fairtrade crescono, generando una spesa di 145 milioni di euro

Con una spesa di 145 milioni di euro, crescono nel 2018 prodotti del commercio equo certificati FAIRTRADE acquistati dagli italiani. Secondo i dati emersi durante l’incontro promosso nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile (manifestazione ideata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS) dal titolo “Filiere sempre più sostenibili” il Marchio internazionale di Certificazione, con 2000 prodotti distribuiti in 13.000 punti vendita su tutto il territorio nazionale, crea un impatto importante che permette di assicurare agli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo migliori condizioni commerciali e di lavoro.

Dati importanti che hanno comportato due milioni di euro di ritorno per le comunità di America Latina, Africa e Asia, così distribuiti:
circa 732.000 euro per le banane, 720.800 euro per il cacao, 318.700 euro per il caffè e 212.500 euro per lo zucchero. Gli italiani che hanno acquistato prodotti Fairtrade hanno sostenuto la crescita e lo sviluppo delle comunità per una cifra superiore ai 2 milioni di euro, una cifra che testimonia la crescente diffusione del marchio e il suo apprezzamento da parte dei consumatori.

I prodotti venduti
Le banane si confermano il prodotto principale per quanto riguarda i volumi: da sole fanno più del 50% del complessivo dei prodotti e lo scorso anno si sono raggiunte quasi le 15.700 tonnellate con un aumento del 15% sul 2017. «Allargando lo sguardo e prendendo come riferimento il quinquennio 2014-2018 – spiega il direttore commerciale di Fairtrade Italia Thomas Zulian – la percentuale di crescita supera il 53% con una accelerazione negli ultimi tre esercizi caratterizzati da aumenti a due cifre (2016 +15%, 2017 +11%, 2018 +15%)».

Seguono il cacao con 4.353 tonnellate di fave di cacao (+101%), lo zucchero (sia granulare sia utilizzato per i prodotti composti) con 3.623 tonnellate (+7%) e il caffè con 852 tonnellate di caffè verde (+5%). Anche Fairtrade Italia, dunque, seguendo i trend indicati a livello internazionale, punta ad un significativo incremento dei prodotti core che hanno il maggiore impatto per i produttori. «La scelta di alcuni partner di convertire intere linee di cioccolato a Fairtrade ha influito in modo determinante su questo sviluppo consistente – conclude Zulian – ma anche l’introduzione del modello commerciale d’ingrediente (Fairtrade Sourced Ingredient) ha creato grandi opportunità di mercato che preannunciano prospettive interessanti anche per il futuro».

 

Latte senza lattosio, le mamme ne vanno “pazze”

Cresce il consumo di latte senza lattosio (+6%) e di bevande alternative (+9%) mentre si prevede un arresto per il latte vaccino fresco (-4%) e latte vaccino UHT (-5%). Il dato emerge dalle dichiarazione delle mamme, influenzate in primis dai siti web (54% delle mamme con figli piccoli e 53% delle mamme con figli adolescenti) e dai social network (42% delle mamme con figli piccoli e 34% per le mamme con figli adolescenti). Queste tra le evidenze più significative che sono state presentante a Cremona al convegno “Aspettando la Giornata Mondiale del Latte”, promosso dal Comitato italiano della Federazione Internazionale del Latte – FIL/IDF, con il supporto della Fondazione Invernizzi e la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

La nostra ricerca ha fotografato in primis il consumo di latte nelle famiglie italiane – dichiara la Prof.ssa Guendalina Graffigna, Direttore di EngageMinds HUB – Consumer & Health Research Center del Dipartimento di Psicologia della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali, dell’Università Cattolica del Sacro – evidenziando che  il 44% degli italiani intervistati beve tutti i giorni latte vaccino UHT e il 30% il latte vaccino fresco, in particolare le mamme con figli fino ai 13 anni. Nonostante ciò registriamo l’intenzione per il futuro di diminuirne il consumo, rispettivamente -5% per il primo e -4% per il secondo,  a favore del latte senza lattosio (+6%) e di bevande alternative (+9%)”.

Il dato che colpisce maggiormente è che il latte senza lattosio fa gola anche a chi non soffre di allergia o intolleranza (75%). “Questo dimostra come le riflessioni di natura psico-sociale – continua la Graffignasono molto importanti, nonostante spesso in passato hanno avuto un ruolo marginale rispetto ad altre scienze come la medicina, la farmacologia e la biochimica nelle quali, invece, notiamo una leggera crescita. La nostra ricerca, nell’ambito del progetto Cremona Food Lab, ha l’obiettivo proprio di fotografare il consumo di latte e bevande alternative in Italia, in generale e in relazione agli atteggiamenti, le motivazioni e le percezioni dei consumatori, con un focus specifico sul target delle mamme”.

I canali informativi

I canali di riferimento sono, rispettivamente, i siti web (50%), seguiti dalla televisione (40%) e dai social network (32%), quest’ultimo in particolare per le mamme con figli fino ai 13 anni d’età (42%), mentre solo il 19% delle stesse mamme dichiara di documentarsi leggendo le riviste scientifiche. Su dove viene riposta la fiducia per reperire le informazioni, però, i dottori e i nutrizionisti restano al primo posto (58%) per gli italiani, seguiti dai familiari e gli amici (51%) e dai gruppi di difesa dei consumatori (41%), dati che rimangono sostanzialmente stabili anche per le mamme. Si confermano poco credibili i politici, per il 64% degli cittadini intervistati, sia italiani che internazionali. Nucleo familiare e gruppo di amici sembrano essere decisivi (51%) anche per i consigli per l’acquisto di prodotti.

 

Fratelli Carli apre a Pavia il suo dodicesimo store

Fratelli Carli, storica azienda olearia di Imperia, continua l’espansione in Italia del canale retail con l’inaugurazione a Pavia di un nuovo Emporio, in pieno centro. Qui sarà possibile trovare e degustare non solo l’ Olio Carli, ma anche le conserve alimentari della tradizione ligure e mediterranea, insieme a tutti quei prodotti che hanno nell’olio di oliva l’elemento alla base della loro bontà.
Con i suoi 115 metri quadri, si tratta del più grande punto vendita della catena, dopo quello presente ad Imperia, nel cuore dello stabilimento. Dodicesimo in Italia e sesto in Lombardia, il nuovo negozio sarà anche il primo in cui verrà lanciato il concept “Sostenibili per natura”, per valorizzare il percorso di innovazione sostenibile che l’azienda persegue giornalmente nei confronti del territorio, dell’ambiente e delle persone, lungo l’intera filiera produttiva.
In assortimento, oltre al famoso Olio Carli (di Oliva o Extra Vergine), anche tonno, verdure sott’olio, olive, peperoncini ripieni, pesto e sughi pronti, pasta fresca, liscia o ripiena, tortini freschi salati che cambieranno nel corso dell’anno a seconda della verdura di stagione disponibile. E poi ancora vini, aceti, creme di frutta. Ma anche, cosmetici e saponi a base di olio di oliva.
Fratelli Carli, che ha fondato il proprio modello di business puntando per un secolo sulla vendita per corrispondenza, nell’ultimo decennio, ha deciso di affiancare a questo canale punti vendita fisici, dove incontrare nuovi consumatori e consentire loro di vivere un’esperienza completamente immersiva tra i valori e le peculiarità della marca.

Sanpellegrino cresce del 4%, trainato dai brand internazionali

Sanpellegrino continua a crescere e chiude il bilancio 2018 con un fatturato di 928 milioni di euro, con un incremento del 4% a valore rispetto all’anno precedente.

Sono stati i brand internazionali a trainare le performance del Gruppo che ha realizzato il 56,9% del fatturato attraverso l’export. Le acque minerali S.Pellegrino e Acqua Panna, ambasciatrici del made in Italy in oltre 150 Paesi nel mondo, sono cresciute a valore rispettivamente del 6% e del 10%.

Nel 2018 Sanpellegrino ha registrato un giro d’affari di 529 milioni di euro sui mercati internazionali, con un incremento del 8% rispetto al 2017, e con picchi del 25% in UK, del 19% in Francia e del 18% in Germania e in Cina. Gli Stati Uniti si confermano il primo Paese in ordine di importanza con una crescita del 12% rispetto al 2017.

In Italia

Sul mercato domestico il Gruppo ha conseguendo un fatturato di 400 milioni di euro e confermando sostanzialmente i valori del 2017. Prestazioni positive anche in Italia per i brand S.Pellegrino e Acqua Panna, che hanno registrato complessivamente un incremento del 3% a volume, mentre i brand Levissima e Nestlé Vera si sono attestati sui volumi del 2017.

“L’esercizio 2018 si è chiuso con un incremento delle performance registrate sui mercati esteri dai nostri brand internazionali S.Pellegrino e Acqua Panna che confermano l’apprezzamento della qualità, dei valori e dello stile di vita italiano portati dai nostri prodotti sulle tavole di tutto il mondo. – ha dichiarato Federico Sarzi Braga, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo SanpellegrinoSiamo particolarmente orgogliosi dei risultati raggiunti dalla nostra famosa acqua con la stella rossa che quest’anno celebra 120 anni di storia, un successo tutto italiano, simbolo del nostro modo di fare impresa. Nel 2019 svilupperemo ulteriormente anche Acqua Panna avviando un piano di investimenti per sostenere il business nei prossimi anni e dare uno slancio ancora più forte all’internazionalizzazione di un brand che ha superato i 300 milioni di bottiglie vendute nel mondo”.

Investimenti

Sanpellegrino ha chiuso il 2018 con l’annuncio di un investimento di 70 milioni di euro stanziati in tre anni per il re-design architettonico e l’incremento di efficienza del sito produttivo di Scarperia oltre alle attività di comunicazione sui mercati internazionali per fare di Acqua Panna la “premium still water” del Gruppo nel mondo.

Nello stabilimento Nestlé Vera di San Giorgio in Bosco, il Gruppo Sanpellegrino sta, inoltre, investendo circa 29 milioni di euro in una nuova linea di lattine e in un nuovo magazzino.

Nel 2018 si è anche conclusa la fase di progettazione esecutiva della Flagship Factory, progetto destinato a riflettere il valore del luogo in cui nasce e viene imbottigliata l’acqua minerale S.Pellegrino. A primavera 2019, sono stati avviati i lavori per la costruzione della nuova area di sosta multipiano che sorgerà all’interno della superficie dello stabilimento attualmente utilizzata per il posteggio degli automezzi. L’area di sosta multipiano, progettata con una tecnologia innovativa dallo studio internazionale BIG, guidato dal celebre architetto danese Bjarke Ingels, sarà una struttura iconica, aperta e trasparente, unica al mondo e pioniera di una nuova concezione di parcheggio, studiata per inserirsi in maniera armonica nel paesaggio.

Sal de Ibiza, dalle Salines d’Eivissa un prodotto naturale al 100%

Ottenuto esclusivamente dal parco naturale “Salines d’Eivissa”, nell’Isola di Ibiza, arriva sulle nostre tavole il SAL DE IBIZA, preziosa prelibatezza, naturale al 100%. I fragili cristalli si formano solo grazie all’azione del sole e del vento: per questo è particolarmente ricco di minerali e oligoelementi quali magnesio, potassio, fluoro e iodio.

Distribuito in esclusiva per l’Italia da D&C, il SAL DE IBIZA è disponibile in tre referenze:

  • Granito Pur, sale marino interamente naturale, non trattato e prodotto secondo l’antica tradizione artigianale. Non è raffinato ma solo essiccato al sole e poi sottoposto a molitura. Nient’altro, perché un buon sale marino non ha bisogno che di sole, vento e mare. Granito Pur non contiene agenti distaccanti e quindi si presenta con granuli grossolani.
  • Granito con Hierbas è arricchito con una dose generosa di erbe mediterranee, basilico, origano e rosmarino. Adatto per rendere più pregiata la carne grigliata, è perfetto anche in abbinamento con insalate fresche, antipasti estivi e primi piatti leggeri.
  • Granito Citronela y Jengibre, infine è un vero viaggio nel Sud-Est asiatico, grazie allo zenzero dal gusto deciso e alla fresca citronella che lo rendono perfetto per accompagnare con eleganza pietanze esotiche a base di  pesce, zuppe e curry al cocco.

 

 

EsserBella Profumeria lancia un contest dedicato alle mamme

EsserBella Profumerie ha lanciato in occasione della Festa della Mamma, il nuovo contest online #BeautifulMOMents.

Il concorso, attivo fino all’11 maggio, vedrà la pubblicazione giornaliera di Instagram Stories da parte di diverse beauty influencer sul profilo di EsserBella, attraverso cui verranno proposte delle domande su ricordi, abitudini ed emozioni legati allo speciale rapporto mamma e figlia nel mondo del beauty, alle quali la community del brand sarà invitata a rispondere in modo del tutto personale.

Le interazioni finora ottenute sono numerose, il dialogo tra brand e community sui ricordi madre-figlia in vista di un giorno così speciale si fa sempre più ricco e l’interesse è scaturito anche dai numerosi premi in palio, tra cui tanti prodotti di make up, fragranze e skincare di grandi marchi come Shiseido, BareMinerals, Elie Saab, Narciso Rodriguez e Zadig & Voltaire e tanti altri ancora.

Numerosi anche i risultati riscontrati in relazione alle preferenze degli utenti registrati.

In particolare, è emerso come per il 50% dei partecipanti fosse quasi una magia osservare la mamma mettere il mascara, mentre per il 48% il rossetto rosso sia in assoluto il colore preferito delle proprie madri.

 

 

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