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De’ Longhi, crescita record per i ricavi preliminari 2021

Il Gruppo De’ Longhi ha conseguito nel 2021 ricavi consolidati per ca. € 3.217 milioni, con una significativa accelerazione sul 2020 del +36,8% (+38,2% a cambi costanti) e del +24,1% a perimetro omogeneo . A questa performance ha contribuito il quarto trimestre dell’anno con un solido ritmo di espansione del +21,6%, (+10,9% a perimetro omogeneo).

Commenta l’Amministratore Delegato Massimo Garavaglia: “Dopo un 2020 in forte crescita, il 2021 è stato un anno estremamente favorevole, in cui la preferenza accordata dai consumatori ai nostri brand – in un contesto di un radicato cambiamento negli stili di vita in ambito domestico – ha offerto importanti opportunità di crescita in tutti i principali mercati che abbiamo saputo cogliere facendo leva sull’aumento degli investimenti in comunicazione, innovazione e marketing che il Gruppo ha pianificato a supporto degli obiettivi di crescita futura.

Il 2021 tuttavia ha anche presentato un contesto di mercato che ha visto via via crescere le complessità per l’intero settore dei consumer goods. In particolare, è stato grazie agli straordinari sforzi dei nostri team, al supporto dei partners ed ai continui investimenti nel miglioramento ed ampliamento della capacità produttiva, che il Gruppo è stato in grado di gestire le difficoltà nell’ambito produttivo e distributivo, superando con grande flessibilità e reattività le criticità emerse a livello globale sul lato della supply chain. Guardando all’anno appena iniziato, nonostante le sfide che il quadro sopra descritto ci presenta, riteniamo di poter continuare il nostro percorso di sviluppo e di conseguire vendite in crescita organica ad un tasso mid-single-digit, proseguendo nella strategia di rafforzamento della nostra presenza globale e di aumento degli investimenti in comunicazione, innovazione e marketing“.

Ricavi 2021 per area geografica e per linea di prodotto

Il 2021 ha visto una costante espansione del business in tutti i trimestri dell’anno, con una crescita annuale dei ricavi a perimetro omogeneo a doppia cifra in tutte le macro aree di riferimento. Tutte le maggiori famiglie di prodotto hanno evidenziato un incremento di fatturato nei dodici mesi, superando in modo significativo lo sfidante confronto con il precedente anno.

In termini di evoluzione dei ricavi a perimetro omogeneo:

L’Europa sud-occidentale ha conseguito una performance a doppia cifra sia nei dodici mesi che nel quarto trimestre, grazie ad una significativa e collettiva espansione dei principali paesi come Germania, Francia, Italia e penisola Iberica;

• dinamica simile ha evidenziato l’area dell’Europa nord-orientale, con crescita a doppia cifra nell’anno e nel trimestre. Nello specifico, si rileva che la quasi totalità dei paesi della regione ha conseguito una crescita a doppia cifra nei dodici mesi, mantenendo un significativo ritmo di espansione anche nel trimestre finale dell’anno;

• l’area MEIA ha registrato un andamento in crescita nei dodici mesi pari al 42,1%, superiore alla media di Gruppo, grazie al contributo positivo di tutti i paesi dell’area, ma in flessione nel quarto trimestre;

• l’area America ha conseguito un’importante espansione nel 2021, realizzando una crescita a doppia cifra sostenuta da una significativa accelerazione del segmento del caffè, confermata anche dalla crescita del quarto trimestre;

• infine, la regione Asia Pacific ha ottenuto una crescita del 10,3% nel 2021, grazie all’espansione ad un tasso double digit nei principali mercati quali China ed Hong Kong, Australia e Nuova Zelanda. In particolare, nel quarto trimestre, il ritmo di crescita a doppia cifra di Cina e Hong Kong ha accelerato, supportando così la crescita dell’intera regione (+ 9.9% nel trimestre).

Analizzando nel dettaglio i segmenti di prodotto, evidenziamo una crescita a doppia cifra sia nei dodici mesi che nel quarto trimestre del segmento delle macchine per il caffè, sostenuta da una robusta espansione durante tutto l’anno sia dalle superautomatiche che dalle macchine manuali. In sostanziale crescita anche la partnership con Nespresso in entrambi i periodi analizzati, che completa uno scenario positivo per tutta la categoria in oggetto.

Il segmento della cottura e preparazione dei cibi ha chiuso il 2021 con una crescita a doppia cifra, trainato da un’espansione delle principali categorie di prodotto come le kitchen machine e gli hand blender, entrambi in progresso a doppia cifra sia nei dodici mesi che nell’ultimo trimestre dell’anno. Per quanto riguarda i rimanenti segmenti, segnaliamo la crescita nell’anno del comparto comfort (climatizzazione domestica) e la sostanziale tenuta del comparto home care (pulizia domestica e stiro).

Infine, Capital Brands ed Eversys hanno contribuito alla crescita del Gruppo apportando ricavi per € 299,4 milioni nell’anno e per € 93,7 milioni nel quarto trimestre, con un andamento in linea con le aspettative del management.

Conapi, fatturato a 26,2 milioni di euro (+10%)

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea Ordinaria annuale dei Soci Conapi, unica e autentica filiera di miele convenzionale e biologico in Italia composta da oltre 600 apicoltori e 110 mila alveari (il 45% bio), che si conferma la più grande cooperativa europea e punto di riferimento importante per l’apicoltura italiana e non solo.

Il bilancio d’esercizio 2020/2021 si chiude con un fatturato complessivo di 26,2 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2019/2020. Il merito va alle produzioni caratteristiche, dove si registra la performance più che positiva di Mielizia BIO Italia, che ha raddoppiato il fatturato. Un ampliamento complessivo della gamma e l’ingresso in importanti catene della Grande Distribuzione riaffermano Mielizia al terzo posto per quota di mercato in Italia, secondo le ultime rilevazioni Nielsen, che confermano anche la crescita della brand awareness, grazie anche alla maggiore distribuzione e ai costanti investimenti in comunicazione. Cuor di Miele, il marchio biologico di Conapi dedicato in esclusiva alla catena dei NaturaSì, si riallinea ai volumi pre-Covid, quindi leggermente inferiori al 2020, mentre i mercati esteri Giappone e Francia mostrano sostanzialmente un andamento in linea con l’anno precedente. Molto bene le composte Mielizia BIO che segnano un incremento del 73% sia a volume che a valore e registrano l’ingresso in molte catene di vendita sia al nord che al sud Italia.

La riapertura del canale Horeca sta favorendo un buon andamento delle vendite dei frollini nel formato monodose e la recente apertura verso canali verticali per la linea di integratori, dedicato alle farmacie e parafarmacie, ha già dato risultati molto incoraggianti. Ottimo andamento dell’e-commerce (+65% rispetto all’anno precedente).

“Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti e guardiamo avanti con fiducia” ha dichiarato Nicoletta Maffini, Direttore Generale di Conapi-Mielizia, “il mondo agricolo italiano vive un momento di forte complessità legato alle stagioni produttive difficili e imprevedibili e alla crisi economica post pandemica. In questo contesto stiamo cercando da un lato di valorizzare al meglio le produzioni dei soci, quindi non solo miele, ma anche gli altri prodotti dell’alveare, dall’altro stiamo spingendo le composte di frutta biologiche, anche grazie a una intensa attività di ricerca e sviluppo. Proprio tenendo conto di un panorama così incerto” – conclude Maffini – “abbiamo voluto fortemente che il messaggio lanciato dal primo spot Mielizia non fosse una semplice comunicazione di prodotto, ma uno strumento per trasmettere all’esterno il valore di Mielizia, dei suoi apicoltori e della situazione di emergenza climatica complessiva”.

Il Raccolto
Anche la stagione 2020, che chiude il bilancio, si era caratterizzata per raccolti scarsi: poco più di 20.400 q.li contro i circa 18.000 q.li dell’anno precedente (+1,3%) di cui circa il 45% biologico. Siamo comunque lontani dai volumi raccolti fino a pochi anni fa, soprattutto se si considera l’aumento del numero di soci conferitori. Il 2021 conferma il trend degli ultimi anni, con un record negativo del raccolto mai registrato prima, peggiorativo persino rispetto al 2019, che era considerato fino a quest’anno l’annus horribilis dell’apicoltura. A poco sono serviti gli investimenti volti ad aumentare gli alveari in produzione, per compensare le scarse produzioni: 10.000 alveari in più nel 2020. L’entità dei raccolti è ben lontana da quella del primo decennio 2000. Il raccolto 2021 quindi si attesta su medie produttive dimezzate rispetto alla scorsa stagione e in molte regioni è stato richiesto lo stato di calamità: si sono aperti molti tavoli di confronto con le istituzioni per valutare possibili sostegni per un comparto che ha un ruolo fondamentale per tutto il mondo agricolo: ricordiamo che oltre il 75% delle produzioni agricole a scopo alimentare dipende dagli impollinatori e in particolare dalle api che sono tra le migliori moltiplicatrici di biodiversità.

“Considero l’apicoltura una disciplina per maratoneti, ma la marcia sta diventando impegnativa e la cooperativa sta valutando tutte le misure da mettere in atto per sostenere i soci in difficoltà a causa dei raccolti scarsi e imprevedibili” – afferma Diego Pagani, apicoltore biologico e Presidente di Conapi-Mielizia – “Le cause sono ormai note: il cambiamento climatico che incalza, la perdita di biodiversità e quindi la minore disponibilità di pascoli, associata a una minacciosa presenza di pesticidi che continuano a determinare avvelenamenti e improvvise scomparse di apiari interi. Per questo siamo impegnati su tutti i più importanti tavoli istituzionali per la definizione delle linee guida che ogni Paese presenterà per la condivisione a, livello europeo, della programmazione delle politiche agricole comunitarie dei prossimi anni”. E conclude: “L’apicoltura deve essere considerata un’attività imprescindibile per il futuro alimentare e per la vita su questo pianeta”.

Conad continua la sua crescita e raggiunge una quota di mercato del 12,9%

In controtendenza con l’andamento del mercato, Conad prosegue la sua crescita chiudendo il 2018 con un fatturato della rete di vendita di 13,5 miliardi di euro, 500 milioni in più rispetto all’anno precedente (+3,5%), una quota di mercato del 12,9% (0,4 punti percentuali in più, fonte: GNLC II semestre 2018) e 56.005 addetti, con 3.243 nuovi occupati. Si rafforza la leadership nei supermercati con una quota del 22,4%, superiore di 0,8 punti percentuali a quella del 2017 (fonte: GNLC II semestre 2018).

In crescita anche il patrimonio netto aggregato, che raggiunge i 2,5 miliardi di euro (+6,8% rispetto al 2017) e consente di affrontare con la necessaria solidità economica un piano di investimenti 2019-2021 di 1,3 miliardi di euro, di cui 530 milioni nel corso del 2019.

I TREND DI CRESCITA 

Conad vive una crescita costante da dieci anni, passando dai 9,3 miliardi di euro di fatturato (2009) agli attuali 13,5 miliardi – con una crescita di oltre il 45,2% – e da una quota di mercato del 9,9% (2010) al 12,9% (fonte: GNLC II semestre 2018). La crescita conferma la validità del modello imprenditoriale cooperativo, in cui a fare la differenza è la presenza capillare del socio imprenditore sul territorio, cha ha consentito di affrontare la crisi economica limitandone gli effetti e di creare occupazione: dal 2014 sono 8.623 i nuovi occupati nel sistema Conad.

Un modello ancor più valido nei comuni con meno di 5 mila abitanti che coprono il 70% del territorio nazionale, ma sono abitati solo da dieci milioni di persone (un sesto della popolazione). Comuni in cui sta venendo meno quel vicinato di responsabilità e di servizio che la moderna distribuzione stenta a svolgere.

Conad è presente in questi piccoli comuni di 19 regioni con 515 punti di vendita – il 16,2% della propria rete – che hanno un’incidenza del 7,5% sul fatturato complessivo del gruppo.

LA RETE DI VENDITA 

Conad opera in tutte le regioni italiane con 3.174 punti di vendita (25 in più rispetto al 2017) che coprono tutti gli attuali format della moderna distribuzione: 25 Conad Ipermercato, 231 Conad Superstore, 1.099 Conad, 462 Margherita Conad, 970 Conad City, 237 Todis (discount), 20 Sapori&Dintorni e 130 con altre insegne. A questi si aggiungono 134 parafarmacie, 39 distributori di carburanti, 15 Ottico e 26 PetStore.

Da segnalare la crescita degli ipermercati, che, ad aprile 2019, a rete omogenea incrementano gli incassi su aprile 2018 dello 0,3% e il numero degli scontrini, aumentati dello 0,9%. Risultati ancora più evidenti a rete assoluta, comprendendo i 6 ipermercati del gruppo Finiper situati lungo la costa adriatica oggetto dell’operazione di affitto di ramo d’azienda a fine 2018 e con il cambio di insegna attivo all’inizio dell’anno in corso: +15,1% di incassi e +16,8% di scontrini.

LA MARCA CONAD 

Prosegue il trend positivo della marca, che si attesta a 3,5 miliardi di euro di fatturato (in crescita del 7% rispetto al 2017) e con una quota di mercato al 29,2% (9,1 punti percentuali sopra la media Italia, fonte: IRI).

LA CONVENIENZA 

Conad si misura in un mercato, quello della gdo, caratterizzato nel 2018 dal segno negativo e dove anche il Nord Est  si scopre vulnerabile con una perdita dello 0,3% di Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia (fonte: Nielsen).

In questo scenario Conad ha aumentato la convenienza, garantendo un risparmio medio annuale di 1.645 euro per famiglia con la sola operazione Bassi&Fissi che ribassa in modo continuativo i prezzi di un paniere di 500 prodotti di prima necessità (erano 379 nel 2016 e 425 nel 2017) su cui è applicato uno sconto del 30%. Con offerte e promozioni clienti hanno potuto risparmiare complessivamente 717 milioni di euro.

I SERVIZI 

A tali vantaggi si sommano quelli prodotti dai carburanti e dalle parafarmacie, anche a livello di calmieramento dei prezzi della concorrenza. I distributori di carburanti Conad hanno prodotto convenienza – 136 euro la media mensile della spesa per rifornire rispetto ai 144 euro della media Italia – grazie a un costo al litro di 8 centesimi di euro inferiore ai prezzi medi comunicati dal ministero dello Sviluppo economico.

Nelle parafarmacie Conad i clienti hanno speso 23 milioni di euro in farmaci Sop e Otc, con uno sconto medio del 20% rispetto ai prezzi praticati dalle farmacie private tradizionali. 

I concept Ottico Conad hanno prodotto convenienza per 1,8 milioni di euro, mentre i PetStore – 15,2 milioni di euro di fatturato –, oltre ad assicurare convenienza, hanno donato 25 tonnellate di cibo per un valore di 125 mila euro con un’iniziativa di solidarietà rivolta agli animali meno fortunati.

 

LA SOSTENIBILITA’ 

Sul fronte ambientale, Conad sta adottando modelli di gestione più sostenibili e indirizzando i clienti verso comportamenti di consumi ecofriendly. Nasce da tali premesse il primo bilancio di sostenibilità del gruppo, focalizzato sulla logistica, tra le attività a maggior impatto ambientale nel settore distributivo. Il costante rinnovamento del parco di automezzi ha portato a una riduzione delle emissioni di particolato del 5,3% rispetto al 2017, nonostante l’aumento delle distanze percorse, mentre l’indice di efficacia del trasporto dei prodotti dai Cedi ai punti di vendita, calcolato sulla base delle percorrenze a pieno, è pari a 1,25 kg CO2e/km (rispetto al valore di 1,38 nel 2017).

Sul fronte della mobilità elettrica, l’accordo con Enel prevede l’installazione di 240 colonnine di ricarica negli iper e nei supermercati Conad entro la fine dell’anno. Ad oggi ne sono state posizionate 54 e per altre 150 è attesa l’autorizzazione in tempi brevi.

Francesco Pugliese.

DOPO LA CHIUSURA DEL BILANCIO 2018: AUCHAN 

Tra i fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura del bilancio 2018 c’è l’accordo con Auchan Retail per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia. Entra così in Conad una parte importante dei punti di vendita di Auchan Retail Italia (tranne i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e i drugstore Lillapois): ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio italiano in modo complementare alla rete Conad.

«Con l’operazione Auchan abbiamo conquistato la leadership di mercato: ciò comporta un’ulteriore assunzione di responsabilità nei confronti del mercato e la capacità di dare risposte a nuovi modelli di consumo garantendo, al contempo, l’intera filiera nazionale della produzione», sottolinea Pugliese. «Condividiamo il nostro modello imprenditoriale con tutti gli attori di tale filiera, anche se siamo consapevoli che non potrà essere sufficiente, da solo, a rimettere in moto l’economia del Paese in un anno, il 2019, che l’Ocse vede in stagnazione».

Carlsberg Group punta sulla sostenibilità: il bilancio del 2018

Sotto il profilo della sostenibilità ambientale, aziendale ed etica  (ovviamente senza mai prescindere dalla qualità del prodotto finale) si può affermare che il 2018 è stato un anno ricco di soddisfazioni per Carlsberg, come testimoniano i risultati raggiunti nell’ambito del risparmio idrico ed energetico, delle emissioni di CO2, del consumo responsabile di bevande alcoliche e della sicurezza sul lavoro.

Argomenti indispensabili per tutte le aziende che vogliono istaurare un dialogo costruttivo con i propri interlocutori e che hanno fatto da base culturale per il programma  Together Towards ZERO, su cui il Gruppo ha iniziato a puntare già dal 2017.

4 le aree di interesse del programma: ZERO emissioni di CO2, ZERO spreco d’acqua, ZERO consumo irresponsabile e cultura ZERO incidenti. I dati del Bilancio presentati riportano il segno positivo, calcolati in base a una roadmap che prevede obiettivi intermedi per il 2022 e il raggiungimento dei nuovi obiettivi entro il 2030.

ZERO emissioni di CO2

L’obiettivo fissato prevede di raggiungere, entro il 2030, Zero emissioni di CO2 nei birrifici, con uno step intermedio del 2022 che vede un -50%.Dal 2015 al 2018, le emissioni specifiche di anidride carbonica sono diminuite del 9,1%. Un esito assai soddisfacente, al quale si affianca una buona riduzione del consumo energetico totale, sceso del 4% rispetto al 2017. Stando sempre alle stime intermedie della roadmap, Carlsberg Italia ha raggiunto con ampio margine, rispetto a quanto prefissato per il 2022, il 100% di energia da fonti rinnovabili negli stabilimenti di produzione (un successo ottenuto già dal 2017) ed un altro 100% di raffreddamento a basso impatto sul clima, grazie anche all’acquisto di sistemi di raffreddamento che non utilizzano HFC (idrofluorocarburi).  

 

ZERO spreco d’acqua

Carlsberg Italia, ha fissato un obiettivo relativo alla diminuzione degli sprechi idrici, raggiungendo un importante risultato: il consumo idrico specifico è diminuito del 28,4% superando lo step intermedio (entro il 2022 -25%) e avvicinandosi a quello finale del 2030 quando si dovrà dimezzare il consumo d’acqua del Birrificio. Nel 2018 l’efficienza idrica è migliorata: sono stati risparmiati 2.634 m³ di acqua (-0,6%) ed è stata registrata una riduzione del volume delle acque di scarico del 1,2%, rispetto al 2017. Evidenziando il totale, il Bilancio di Sostenibilità dal 2015 al 2018 mostra un risparmio di 127.970 m³ d’acqua, pari a quella necessaria per riempire 4.412 autocisterne.

ZERO consumo irresponsabile

Un impegno assunto da tempo: sul packaging sono riportati i valori nutrizionali per 100 ml di birra, oltre a chiari messaggi sul bere responsabile, consigliando di non bere qualora ci si debba mettere alla guida, quando non si è raggiunta l’età legale e nell’ipotesi di gravidanza.

In più sono state introdotte alcune alternative analcoliche per garantirne il gusto e la freschezza anche nelle situazioni in cui non si può assumere alcol.

Le iniziative del Gruppo per dare una comunicazione mirata e trasparente hanno animato tutto il 2018. Per esempio, in occasione delle giornate di Porte Aperte in Birrificio, i visitatori, grazie agli occhiali 3D Beer Goggle, hanno potuto far esperienza diretta dei rischi che corrono se guidano dopo aver bevuto troppo alcol. Un altro significativo intervento è che tutte le nuove vetture aziendali sono state dotate del dispositivo Alcolock, un’apparecchiatura che blocca l’accensione del motore in caso di tasso alcolemico superiore alla soglia massima consentita dalla legge. Nel 2018 infatti, tutte e 34 le nuove vetture consegnate erano dotate di tale dispositivo.

ZERO incidenti

Carlsberg Italia ha introdotto uno specifico programma di Regole Salvavita, condivise tramite un programma di formazione aziendale, indirizzandosi su aree specifiche nelle quali, se le regole non vengono rigidamente rispettante, la vita umana può essere messa in serio pericolo. L’obiettivo è la completa diffusione, in tutto il Gruppo, di una cultura zero incidenti, per raggiungere l’obiettivo 2030 di ZERO incidenti che prevede misure di sicurezza anche superiori a quanto previsto dalla legge.

In questi ultimi tempi c’è stata una diminuzione degli incidenti, eccezione fatta per alcuni sinistri non dipesi dai nostri dipendenti ma da terzi. In fatto di sicurezza nello stabilimento, i lavoratori hanno confermato un miglioramento, merito anche del loro prezioso contributo attraverso le numerose segnalazioni, prese subito in esame dal team Health & Safety. Tutti stimoli che spingono Carlsberg Italia a perfezionarsi per offrire la massima sicurezza ai dipendenti e collaboratori.

Le innovazioni

In questo ambito ricordiamo DraugthMaster, il sistema che dal 2011 ha rivoluzionato la birra alla spina. Si tratta di un metodo di spillatura senza CO2 aggiunta che garantisce al consumatore di bere birra fresca come in birrificio per 31 giorni dall’apertura del fusto; quest’ultimo in PET, un materiale riciclabile che ha quasi completamente sostituito i tradizionali fusti in acciaio: nel 2018 si è arrivati al 96% di birra spillata in PET, avvicinandosi all’obiettivo del 100% di copertura.

Tutto ciò, passando in rassegna le tappe della penetrazione di DraughtMaster, si evidenzia come nel 2011 il rapporto tra fusti in acciaio e fusti in PET era del 79% su 21%. Oggi il rapporto si è completamente ribaltato con il 96% di fusti in PET e solo il 4% di quelli in acciaio. I rivoluzionari fusti in PET garantiscono una sensibile riduzione delle emissioni di CO2 rispetto alle bottiglie e ai fusti in acciaio, solo nel 2018, grazie a DraughtMaster è stata evitata l’emissione di 11.407.920 kg di C02, corrispondenti a quelli emessi da 456.317 alberi che occupano una superficie di 1.552 campi da calcio.

 Mobilità

Sostenibilità anche nella mobilità, visto che Carlsberg Italia nel 2018, grazie ad un importante accordo con Toyota, ha inserito 34 vetture Auris Touring Sports Hybrid nella flotta aziendale, confermando l’impegno concreto nella realizzazione di una mobilità capace di abbattere i fattori inquinanti nocivi per la salute dell’uomo. A questa intesa, fa eco anche un’altra significativa collaborazione con E-vai – il primo car sharing ecologico lombardo – che ha consentito a Carlsberg Italia di dotare la propria flotta aziendale di 3 Renault Zoe elettriche da utilizzare per il carpooling aziendale. Per una totale efficienza sono state poste due colonnine di ricarica nella sede di Lainate e nello storico Birrificio di Induno Olona, gratuitamente a disposizione anche di visitatori e clienti.

L’anno trascorso è stato rilevante anche sul fronte della logistica visto che sono stati sostituiti i carrelli elevatori diesel con quelli elettrici e sono stati introdotti 3 mezzi Iveco alimentati a LNG (Gas Naturale Liquefatto), grazie a una partnership con Number1; i nuovi mezzi garantiscono una riduzione del particolato del 95%, del monossido di carbonio del 40% e riducono notevolmente anche l’inquinamento acustico rispetto a quelli tradizionali.

E rispetto dell’ambiente anche grazie al nuovo sistema flash di pastorizzazione adottato nel Birrificio di Induno Olona, che consente di ridurre l’impiego dell’acqua del 10%, i consumi energetici del 15% e le emissioni di CO2 del 10%.

 

 

Granarolo premiata per la trasparenza del suo Bilancio di sostenibilità

Granarolo S.p.A. annuncia che il Bilancio di Sostenibilità è stato scelto dal Centro Studi Consumerlab, che vede tra i promotori Codacons e Comitas, e inserito nel riconoscimento Future Respect Index 2018, che segnala presso i consumatori i Bilanci di Sostenibilità più chiari ed efficaci. L’analisi ha preso in considerazione 537 Bilanci di Sostenibilità e 40 sono le aziende selezionate.

Le associazioni di consumatori che hanno fatto la valutazione hanno premiato Granarolo per come ha evidenziato una gestione d’impresa rispettosa del futuro, sensibile al bene comune, attenta all’interesse generale e rivolta alla coesione sociale, riconoscendola come un esempio di trasparenza.

Le imprese oggi sono in grado di analizzare i modelli di comportamento dei singoli consumatori, ma anche i consumatori possono osservare il comportamento delle imprese per trarre elementi sempre più determinanti per le loro scelte: questo è il compito del Centro Studi Consumerlab, promosso da Markonet, società che da oltre 10 anni, insieme a diverse Associazioni di Consumatori, analizza i comportamenti delle imprese nei riguardi del mercato in generale e dei consumatori in particolare. Cosumerlab ha come obiettivo di fondo la promozione della Sostenibilità e dell’Economia Circolare: raccoglie informazioni per innescare un circuito positivo in cui la Sostenibilità venga posta alla base tanto delle attività produttive quanto delle scelte di consumo, avvalendosi della collaborazione di esperti volontari, provenienti principalmente dal mondo professionale consumeristico.

Meno acqua, meno antibiotici, meno emissioni, meno diserbanti, più diritti per chi lavora, più trasparenza sull’origine, meno plastica, passando per una remunerazione decorosa del lavoro dell’imprenditore agricolo. Su questi aspetti si basa il percorso avviato da Granarolo per rafforzare la sostenibilità della più grande filiera del latte in Italia, rendicontata nel Bilancio di Sostenibilità, giunto alla sesta edizione. Per farlo, Granarolo ha tenuto conto dei bisogni e delle aspettative di tutti gli stakeholder, attraverso una loro chiara identificazione, mappatura e ascolto, secondo le indicazioni dello Standard Internazionale AA1000–Stakeholder Engagement Standard.

L’impegno di Granarolo rendicontato nel bilancio di sostenibilità evidenzia gli obiettivi che il Gruppo intende raggiungere nel 2018 in termini di sicurezza alimentare, miglioramento della nutrizione, promozione di un’agricoltura e di modelli di produzione sostenibili. Il Gruppo ha individuato alcune tematiche “material” considerate rilevanti per un’azienda agroalimentare e per i propri stakeholder esterni, collegate ai 5 (su 17) sustainable development goals (SDG), verso i quali si sono impegnati 193 paesi aderenti all’ONU:

Sconfiggere la fame (goal 2)

Salute e benessere (goal 3)

Lavoro dignitoso e crescita economia (goal 8)

Consumo e produzione responsabili (goal 12)

Pace, giustizia e istituzioni solide (goal 16)

Nel corso del 2018 è stata ridefinita la matrice di materialità ed è in corso un nuovo momento di ascolto degli stakeholder a 360°. Il nuovo Bilancio di Sostenibilità che verrà presentato a fine maggio darà conto di questo aggiornamento e dell’estensione del perimetro di osservazione conseguente alle recenti acquisizioni in Italia e all’estero.

“Il Gruppo –  dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di Granarolo – sta lavorando da anni ad un modello di filiera sostenibile dove mondo agricolo e di trasformazione sono impegnati nei confronti delle nuove generazioni: da  una parte Granlatte con i suoi allevatori, veri custodi del territorio, che devono sviluppare sempre nuove competenze per produrre nel rispetto del benessere animale e in armonia con l’ambiente, dall’altra Granarolo, che deve e dovrà sempre più dare valore alle materie prime, venendo incontro ai nuovi bisogni dei consumatori,  offrendo loro un cibo più buono e più giusto. Il premio ci fa piacere perché è un importante riconoscimento di questo impegno da parte di coloro ai quali ci rivolgiamo, i nostri consumatori”.

“Si parla tanto e spesso a sproposito di filiera – aggiunge Calzolari -. “La filiera viene talvolta relegata a estemporaneo strumento di marketing. La filiera presuppone uno scambio mutualistico, un contratto di lungo periodo, una consuetudine di condivisione quotidiana degli obiettivi comuni dalla azienda agricola al consumatore, passando per l’industria di trasformazione. Noi siamo filiera sostenibile e attraverso piani di sviluppo importanti e rendicontati annualmente identifichiamo sempre nuovi progetti. Il Bilancio di Sostenibilità rappresenta e rappresenterà sempre più lo strumento per darne conto”.

Coop ancora in testa nel 2017, 13,4 miliardi nel retail Gdo (+2,6%)

Con una quota, immutata, del 14,2% nella Gdo, Coop attraverso le cooperative associate, si conferma anche 2017 leader della distribuzione italiana con un giro d’affari di 13,4 miliardi nel retail (+2,6%) e di 14,8 miliardi (+2,5%) tra attivita retail e diversificazioni. Sono i risultati del rendimento economico 2017 della più grande cooperativa italiana, che presenta un insieme di imprese che viaggia a diverse velocità.
La media delle grandi coop fa segnare un Ebitda medio pari al 4% e un risultato netto in miglioramento. Gli investimenti restano sostenuti (427 milioni di euro), il patrimonio netto è di 6,8 miliardi di euro, il prestito sociale si attesta sui 9 miliardi.

Con 6,8 milioni di soci (+237mila nel 2017), oltre un quarto delle famiglie italiane è proprietaria delle cooperative associate a marchio Coop. Sono 90.000 i soci che partecipano attivamente alla governance cooperativa e oltre 4.000 i soci volontari che animano 5.200 iniziative sul territorio per un valore sociale di 56,7 milioni di euro.

Resta in crescita l’occupazione (59.902 dipendenti con un +1,2% sul 2016, con una prevalenza di donne (68,8%) e contratti a tempo indeterminato (94,2%). Tramite i propri fornitori di merci e le altre attivitàdell’indotto, Coop sostiene direttamente o indirettamente 259.900 posti di lavoro, l’1% dell’occupazione del Paese.

 

Nel 2018 incertezze a Sud e negli iper

I primi 6 mesi del 2018 restituiscono un mercato del largo consumo in arretramento e ancora molto difficile nelle regioni meridionali e nel comparto degli ipermercati, incerte sono le prospettive anche per la seconda parte dell’anno. Coop, dopo un primo semestre in leggera contrazione, prevede volumi 2018 allineati a quelli del 2017. Le attivita programmate nel secondo semestre proseguono negli impegni sui progetti ambientali e per la salute con lo sviluppo dei propri Prodotti Coop. Ma nonostante le difficolta, si intensifica lo sforzo di investimento che nel triennio 2018-2020 superera 1,3 miliardi di nuove immobilizzazioni.

 

MDD oltre il 20% a 2,7 miliardi

Il prodotto a marchio, espressione dei valori Coop, ha completato il suo percorso di rivisitazione e nell’anno in cui festeggia i 70 anni di vita contempla un insieme di 4.500 referenze, un fatturato di 2,7 miliardi di euro per un’incidenza a valore del 28% nei supermercati e del 21% negli iper. A quantità, il prodotto a marchio Coop rappresenta quasi un terzo delle vendite alimentari.

Nel 2018 saranno 200 i nuovi prodotti a marchio che arriveranno a scaffale, altrettanti sono stati quelli nuovi nel 2017

Tra le caratteristiche esclusive del prodotto Coop figura al primo posto l’attenzione alla qualità e sicurezza; sono stati 3,2 milioni i controlli in campo e in laboratorio nel corso dell’anno.

 

Tra e-commerce e ristrutturazioni degli iper si lavora sul futuro

“Abbiamo iniziato ad affrontare questioni che ritardano la nostra crescita e su cui abbiamo preso decisioni rilevanti – ha detto Marco Pedroni, Presidente Coop Italia -. In primo luogo confermiamo la nostra presenza al Sud, con interventi di razionalizzazione, ma anche con l’estensione della formula cooperativa in un territorio come la Sicilia o con l’avvio di importanti partnership in franchising in alcune regioni. Le nostre cooperative stanno inoltre affrontando il problema di un formato come quello degli Ipermercati che mostra innegabili difficolta in tutto il mondo; le soluzioni sono differenziate e riguardano in alcuni casi la ristrutturazione e il ridimensionamento delle strutture e in altri casi l’innovazione del modello di offerta a parita di dimensioni. Abbiamo inoltre aperto cantieri importanti che incrociano le diverse sensibilitàdei soci e consumatori: l’innovazione negli assortimenti, l’e-commerce Food e Non Food, i servizi nel campo energetico. Stiamo praticando un ulteriore salto di qualità nell’offerta dei nostri Prodotti Coop, sia a livello di spinta commerciale che nell’evoluzione delle linee e della gamma assortimentale.”

“Stiamo vivendo una fase di cambiamento che genera una situazione a piùvelocita nelle diverse parti d’Italia dove siamo presenti, ma continuiamo a marcare le differenze del nostro modello di impresa rispetto ai competitor. Marcare le differenze significa non abbassare la guardia sui primati di qualita e di trasparenza, sulla ricerca della convenienza rispettando peròil principio del giusto prezzo per il consumatore ma anche per il produttore. Questo per noi vuole dire essere leader –ha sottolineato Stefano Bassi, Presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) -. Alcune cooperative hanno superato brillantemente gli anni della crisi e generano utili importanti a partire dalla gestione caratteristica, altre stanno attuando strategie per raggiungere lo stesso obiettivo. Affronteremo eventuali necessarie ristrutturazioni in un dialogo aperto con lo scopo di salvaguardare i posti di lavoro”.

Legalitànelle filiere, attenzione alla salute e all’ambiente assieme alle politiche di convenienza e di rafforzamento patrimoniale sono gli obiettivi confermsti anche nel 2018. “Chiediamo al Governo di confermare la sterilizzazione dell’Iva e condividiamo quanto già proposto dal vice presidente Luigi Di Maio per una nuova regolamentazione delle aperture domenicali e festive nell’interesse dei consumatori e dei lavoratori” conclude Bassi.

Nova Coop, nel 2017 superato il miliardo di ricavi, 65 milioni gli investimenti 2018

Nel 2017 Nova Coop ha superato il miliardo di ricavi (un miliardo e 53 milioni di euro), con un utile netto a 18,5 milioni. Il miglior bilancio degli ultimi dieci anni. E per il 2018 si prevedono investimenti per 65 milioni e 160 nuove assunzioni.
Dà la fotografia di una Cooperativa solida e radicata sul proprio territorio, in grado di coniugare convenienza, innovazione e sviluppo, la XXIX Assemblea generale dei Delegati Nova Coop, tenutasi sabato al Grand Hotel Dino di Baveno (Vb), che ha approvato il bilancio consuntivo 2017.

“I risultati conseguiti nel 2017 – afferma il Presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive – confermano la solidità della Cooperativa e la sua capacità di produrre risultati di bilancio coerenti con i nostri obiettivi di rafforzamento patrimoniale e di equilibrio economico finanziario, nonostante il nostro agire in un territorio estremamente competitivo e le ampie aree di sofferenza sociale ed economica ancora presenti nel Paese, che certo non contribuiscono alla ripresa dei consumi”.

 

Private label e soci crescono

Le vendite del 2017 sono state generate per 997 milioni da supermercati e ipermercati (+0,4% su identico perimetro 2016) e per 50,4 milioni dalle stazioni a marchio Enercoop di Pinerolo, Biella e Cuneo, grazie all’erogazione di 44 milioni di litri a 1,8 milioni di clienti, con un incremento degli acquirenti in omogeneo del 5,9% sull’anno precedente. Il secondo anno completo di apertura del concept store “Fiorfood” a Torino ha invece generato un fatturato di 5,25 milioni di euro e circa 180 mila coperti serviti.
Nova Coop ha chiuso l’anno con quasi 40 milioni di scontrini battuti. Un risultato positivo che ha visto la conferma del buon andamento della rete di vendita tradizionale e portato diverse novità nel carrello della spesa: crescono la preferenza per il Prodotto a Marchio Coop, quasi un +3% di pezzi venduti, e il valore della spesa media, in aumento dello 0,9%, grazie a un cambiamento del mix di spesa che vede l’affermarsi delle vendite continuative e il contrarsi di quelle promozionali.
L’applicazione per la prima volta della normativa nazionale sull’esclusione dalla cooperativa dei soci inattivi ha visto la conferma di 605.557 soci. Le nuove adesioni nei 12 mesi sono state 23.701 (3,91%), in una platea che fotografa i cambiamenti in atto nella società italiana, con l’aumento degli uomini (44% del totale), per la trasformazione dei modelli di consumo e dei ruoli nelle famiglie, e l’apprezzarsi dei soci non nati in Italia, che rappresentano circa il 5% della base sociale. Tra i nuovi iscritti è significativo il contributo delle giovani generazioni: il 6,5% ha tra i 18 e i 25 anni di età, il 21% è nella classe 26-35 anni.
Unica nel panorama della distribuzione cooperativa, Nova Coop ha aumentato di 731 unità il numero di Soci Prestatori, con una raccolta di 126 milioni di euro di nuovi finanziamenti che hanno assestato il valore medio del libretto di deposito a circa 8.000 euro. Il Prestito raccolto dagli 84.833 Soci Prestatori (14% del totale) ammonta così a 679 milioni di euro, con un rapporto prestito/patrimonio di 0,88, migliore rispetto alla media nazionale delle cooperative a consumo di 1,38.
“Nell’anno appena trascorso – dice Dalle Rive – ci siamo concentrati sull’elaborazione di proposte per soddisfare la figura emergente di un nuovo consumatore, attento a qualità e risparmio ma anche all’impronta etica dei suoi acquisti. Abbiamo attinto al nostro patrimonio di valori, rafforzando la riconoscibilità della proposta commerciale e sociale, per portare la nostra distintività cooperativa, già affermata nel Prodotto a Marchio, anche nei servizi erogati come nelle nostre sempre più numerose attività di protagonismo sociale”.

 

Si rafforzano E-commerce e drive e free wi-fi

Il 2017 si è aperto con l’avvio del servizio di e-commerce Drive di Beinasco, che consente di ordinare la spesa comodamente da casa o dall’ufficio e prenotarne il ritiro presso l’ipermercato nell’area dedicata. Il punto vendita rappresenta un case study di cui è allo studio l’estensione in altre aree del Piemonte.

Il sito di e-commerce www.cooponline.it ha continuato il suo percorso di rafforzamento, migliorando in particolar modo l’accesso da mobile in termini di conversioni (+50% del tasso di conversione da smartphone e tablet rispetto all’anno precedente) e di vendite (+40% rispetto all’anno precedente).

L’accesso alla rete è anche al centro del servizio “Wifi free” per consentire a Soci e clienti di usare internet gratuitamente nei punti ristoro, nelle sale dedicate alle iniziative sociali e nelle aree di vendita, già attivo negli ipermercati e presso le gallerie commerciali di Crevoladossola, Chieri e Collegno.

Un tema conduttore delle azioni di rinnovamento dei punti vendita è la politica energetica, con il proseguimento di un mix di interventi che ha consentito di ridurre in un anno il consumo di energia elettrica, a parità di superficie di vendita, del 5,94%, portando l’efficientamento complessivo in un quinquennio al 13,14%.

 

Ristrutturazioni e un nuovo format a Torino per 65 milioni di euro

Nova Coop ha investito complessivamente lo scorso anno 7,8 milioni di euro in interventi di ristrutturazione che hanno interessato i punti vendita di Pinerolo, Cuorgnè, Borgomanero e il Drive di Beinasco. Le attività di sviluppo e rinnovamento della rete continueranno anche nel corso del 2018 con un impegno di 65 milioni di euro che abbraccia le ristrutturazioni in programma a Gravellona Toce, Chivasso e Trecate (6 milioni in totale); il nuovo modello di superstore che debutterà a Torino in via Botticelli entro fine anno (48 milioni); il cantiere per un nuovo supermercato a Giaveno (12 milioni), in apertura nella primavera 2019; il cantiere di un nuovo magazzino dedicato al servizio CoopDrive che permetterà la consegna della spesa a domicilio a Torino (1,2 milioni).

È stata inoltre inaugurata nell’aprile scorso a Vercelli la quarta pompa di benzina a marchio Enercoop (2 milioni), che conferma la programmazione del piano di sviluppo delle pompe bianche a marchio con una nuova apertura ogni anno fino al 2020. I nuovi punti vendita di Torino – Botticelli e Giaveno porteranno a 160 nuove assunzioni, comprendenti anche livelli di responsabilità (120 a Torino, 40 a Giaveno).

Conad del Tirreno, +4% nel 2017 e investimenti previsti per 246 milioni al 2020

È stato un bilancio positivo quello presentato da Conad del Tirreno alla base sociale: 213 soci, di cui 122 in Toscana e provincia di La Spezia, 38 nel Lazio e 53 in Sardegna. L’esercizio 2017 ha chiuso infatti con un giro d’affari complessivo di 2,49 miliardi di euro (+4% rispetto al 2016) e un utile netto di 25,2 milioni di euro.

 

Il piano triennale di investimenti

La solidità della cooperativa è testimoniata dal patrimonio netto di 345 milioni di euro, base del piano triennale di sviluppo 2018-2020 che vede investimenti per 246,5 milioni di euro finalizzati ad accrescere le quote di mercato e l’efficienza complessiva del gruppo. Azioni e progetti mirati a rafforzare il legame con i clienti, privilegiando un’offerta conveniente e di qualità e destinando risorse anche allo sviluppo dei servizi. Le nuove aperture produrranno inoltre positive ricadute sulle economie locali, in linea con la visione d’impresa della cooperativa.
Conad del Tirreno si conferma il primo gruppo distributivo in Sardegna (con una quota di mercato di oltre il 18%) e nel Lazio (23,5%, assieme all’altra cooperativa Conad che opera in regione, PAC 2000A), e rafforza la propria presenza in Toscana, con una quota di mercato che supera il 15% (fonte: GNLC II semestre 2017).

“Abbiamo chiuso il 2017 con risultati più che positivi, ben oltre l’andamento del mercato e dei consumi. Abbiamo lavorato in modo speciale per rafforzare il rapporto con il cliente e il territorio, con un’offerta attenta a fornire risposte adeguate al ritmo dei cambiamenti in corso – ha sottolineato l’amministratore delegato di Conad del Tirreno Ugo Baldi –. I risultati di bilancio sono il frutto di scelte lungimiranti e del successo del nostro modello fatto di imprenditori indipendenti associati in grado di distinguersi in un mercato sempre più competitivo. Vogliamo accrescere la fiducia riservataci dai clienti rafforzando qualità, informazione ed “esperienzialità” nei nostri punti di vendita. Più il mondo diventa virtuale, più il cliente è alla ricerca esperienze reali per essere sempre più coinvolto, sorpreso e ispirato. Nessun uomo è un’isola e neanche il supermercato lo è: dunque, ascoltare e al contempo gratificare e rassicurare ogni consumatore con un’offerta che coniughi al meglio la capacità di innovare con la tradizione, la qualità con la convenienza. In uno scenario in cui l’asticella della fiducia, dell’efficienza e delle competenze si alza sempre più, dobbiamo essere capaci di esprimere risposte veloci, rafforzando i nostri asset distintivi e lavorando scrupolosamente sulla ricerca di efficienza. Abbiamo investito e innovato il nostro network logistico per supportare la competitività, la qualità e la reattività alle aspettative dei nostri clienti”.

Conad del Tirreno ha in attività 342 punti di vendita (195 in Toscana e nella provincia di La Spezia, 77 in Sardegna e 70 nel Lazio): 29 Conad Superstore, 112 Conad, 148 Conad City, 44 Margherita, 9 Sapori&Dintorni Conad. A questi si aggiungono 11 distributori di carburanti, 22 parafarmacie, 3 ottico, 2 PetStore e 27 bistro-bar sulla marca del distributore e sui prodotti alimentari e freschissimi.

“Il socio imprenditore rappresenta la nostra distintività, per la sua capacità di dialogare con la comunità in cui opera, ponendo massima attenzione al sostegno e valorizzazione del territorio e investendo sulla professionalità dei propri collaboratori, impegnati nell’ascolto dei clienti con aspettative sempre maggiori – ha detto il presidente di Conad del Tirreno Valter Geri –. Ciascuno di noi è sempre più consapevole che fiducia, competenza, professionalità e un sorriso accogliente sono gli ingredienti distintivi che una squadra motivata e vincente deve offrire quotidianamente ai clienti per essere autentici protagonisti del nostro Persone oltre le cose”.

 

Convenienza, mobilità sostenibile e solidarietà

In un 2017 dove il potere d’acquisto è rallentato rispetto al biennio precedente, si conferma la lotta al carovita promossa da Conad del Tirreno. Le numerose iniziative messe in campo – tra cui Bassi&Fissi, un paniere di prodotti quotidiani a prezzi convenienti tutto l’anno – hanno generato oltre 200 milioni di euro di risparmio per i clienti. Una fidelizzazione espressa da un milione e mezzo di Carta Insieme che, oltre ai punti per la raccolta, riserva ogni giorno occasioni di risparmio.
Sono 11 gli impianti di distribuzione in funzione in Toscana, Sardegna e Lazio; lo scorso anno, rifornendosi a queste pompe, gli automobilisti hanno risparmiato oltre 8,5 milioni di euro. Grazie al nuovo accordo con Enel per favorire la diffusione della mobilità elettrica, è prevista l’istallazione di 56 postazioni di ricarica presso i supermercati. Le 22 parafarmacie hanno venduto farmaci da banco con sconti fino al 40 per cento rispetto ai prezzi praticati dalle farmacie tradizionali.

Conad del Tirreno e i propri soci hanno destinato oltre 3 milioni di euro a iniziative di responsabilità sociale nel campo dello sport – con particolare attenzione al sostegno dei settori giovani di molte discipline sportive –, della cultura e del tempo libero, oltre che per sostenere enti, associazioni onlus e parrocchie locali.

Conad Adriatico cresce, fatturato chiuso a +7%, 36 aperture previste nel 2018

È stato presentato un bilancio positivo per il 2017 di Conad Adriatico ai 261 soci: in crescita sono risultati il fatturato (1.080 milioni, +7% rispetto al 2016), il patrimonio netto (162,2 milioni,+11,6 milioni) e l’utile (12,5 milioni). Nel programma di sviluppo per il 2018 previsti investimenti per 20 milioni di euro e 36 nuove aperture. 

La cooperativa rafforza la propria quota di mercato, ora al 13,52 %, in progressione di 0,8 punti percentuali sull’anno precedente (fonte: GNLC II semestre 2017) ed è leader in Abruzzo (26,3%) e in Molise (23%).

“Abbiamo ottenuto risultati di cui andare giustamente fieri, frutto del nostro modello imprenditoriale, della professionalità dei nostri soci imprenditori e della loro sensibilità nel rendere solida la relazione con le comunità in cui operano, avendo attenzione per i bisogni delle persone e la valorizzazione del territorio – ha sottolineato il direttore generale di Conad Adriatico Antonio Di Ferdinando –. Continueremo a dare risposte alle comunità e alle mutate esigenze dei clienti, rendendo disponibili prodotti e servizi convenienti, di qualità e sostenendo produzioni e iniziative mirate sul territorio. È il nostro modo di restituire alla comunità parte di ciò che riceviamo quotidianamente in termini economici, di fiducia, di buona reputazione”.

Conad Adriatico chiude il 2017 con 408 punti di vendita, per una superficie complessiva di 251.541 metri quadrati: 7 Conad Ipermercato, 5 Conad Superstore, 161 Conad, 123 Conad City, 35 Margherita, 55 discount Todis e 18 L’Alimentare, a cui si aggiungono 1 PetStore e 3 distributori di carburanti, distribuiti nelle regioni del medio basso Adriatico. Una rete di vendita in continuo sviluppo, che nel 2017 ha registrato 31 nuove aperture (20.850 metri quadrati di superficie di vendita) per 49 milioni di euro di investimento. I collaboratori, tra sede centrale e rete di vendita, sono 4.317.

 

Nel 2018 20 euro di investimenti e 36 nuovi punti vendita

Il piano strategico di sviluppo per il quadriennio 2017-2020 vede investimenti per 115,4 milioni di euro. In cantiere per l’anno in corso ci sono 36 nuovi punti di vendita per circa 34 mila metri quadrati di ulteriore superficie con un investimento di 20 milioni di euro.

Completano l’offerta di servizi i distributori di carburante, le parafarmacie, i negozi di ottica e i pet store, format realizzati per rispondere alle diverse esigenze di spesa, sotto il comune profilo della convenienza. Conad Adriatico ha in funzione 13 parafarmacie – 11 negli ipermercati e superstore, 2 nei supermercati –, che hanno consentito al clienti di risparmiare 1,3 milioni di euro; 3 impianti di distribuzione dei carburanti, ai quali gli automobilisti hanno speso 8,6 centesimi di euro al litro in meno rispetto alle quotazioni medie di mercato per un totale di 5,2 milioni di euro risparmiati e 6 negozi di ottica, con una serie di vantaggi valutati in 80 mila euro.

A ciò si aggiunge l’impegno per la difesa del potere di acquisto delle famiglie, portata avanti in particolare con l’iniziativa nazionale Bassi&Fissi: a disposizione dei clienti un paniere composto da 425 prodotti a marchio a un prezzo ribassato in maniera continuativa con un risparmio quantificabile per il 2017 in 713 milioni di euro a livello nazionale. A completare l’offerta di convenienza di Conad Adriatico i vantaggi legati ai buoni sconto (3,3 milioni di euro), all’acquisto dei libri scolastici a prezzi scontati (780 mila euro), alla sottoscrizione di prodotti assicurativi (180 mila euro) e all’utilizzo della Conad card (228 mila euro).

Il legame con il territorio si esprime con investimenti e la creazione di nuova occupazione, ma anche in termini di ricadute sulle economie locali: sono 858 i fornitori locali con i quali la cooperativa ha sottoscritto accordi di fornitura per un valore complessivo di oltre 246 milioni di euro (63 fornitori in più rispetto al 2016, con un fatturato in crescita di 15 milioni di euro), consentendo a tanti piccoli e medi produttori l’accesso al mercato della grande distribuzione.

Nel 2017 Conad Adriatico e i soci hanno destinato 3,1 milioni di euro a iniziative culturali, sportive e di solidarietà. Di questi, 1,9 milioni di euro, con il concorso di Conad, sono stati utilizzati nelle zone di Marche e Abruzzo colpite dal terremoto per mettere in sicurezza alcuni edifici scolastici e completare un vivaio per l’avviamento al lavoro di giovani portatori di disabilità psichica.

PAC 2000A Conad, il 2017 chiude sopra i 3 miliardi (+6,24%)

Cresce il fatturato di PAC 2000A Conad, con un aumento nel 2017 del 6,24% rispetto all’anno precedente e un consolidato di 3.015 milioni di euro, un patrimonio netto di 659 milioni e un utile di 90 milioni. Dati che sono stati presentati agli 881 soci nel corso dell’assemblea di bilancio della cooperativa PAC 2000A Conad. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo dei 3 miliardi di fatturato – si inorgoglisce il direttore generale di PAC 2000° Conad Danilo Toppetti – in anticipo rispetto a quanto ci eravamo prefissati, migliorando la nostra efficienza operativa, lavorando costantemente sull’innovazione, formando nuova imprenditoria giovanile. E abbiamo già varato il piano strategico 2018-2020, che sarà supportato da 335 milioni di euro di investimenti destinati a nuove aperture e all’ammodernamento della rete”.

 

33 nuove aperture

Tra i risultati che fanno sorridere i soci, la conferma della leadership dell’insegna al Centro-Sud, con una quota di mercato del 23,92%, in crescita di 1,32 punti percentuali. Attualmente il gruppo opera in quattro regioni con 1.181 punti vendita: 7 Conad Ipermercato, 66 Conad Superstore, 444 Conad, 314 Conad City, 114 Margherita, 3 store Sapori&Dintorni Conad e 233 discount Todis, questi ultimi distribuiti su tutto il territorio nazionale. Una rete estesa 673.636 metri quadri che impiega 16.081 dipendenti (368 addetti in più rispetto al 2016). Una rete di vendita in continuo sviluppo, che nel 2017 ha registrato 33 nuove aperture, producendo un fatturato pari a 4.167 milioni di euro (su canali iper, super e discount), di cui 4.025 milioni realizzati nelle regioni di competenza, con un incremento del 6,3 per cento rispetto al 2016.

Sempre più diffusi i nuovi formati come distributori di carburante, parafarmacie, negozi di ottica e pet store che puntano tutto sul risparmio per il consumatore. Nelle parafarmacie, ad esempio, il risparmio medio è del 20% rispetto alla farmacia tradizionale su medicinali da banco e senza obbligo di ricetta. I nove distributori di carburanti presenti sui territori della cooperativa hanno invece consentito agli automobilisti di risparmiare quasi 17,1 milioni di euro dalla prima apertura, mentre i due negozi di ottica hanno garantito ai clienti risparmi tra il 20 e il 50% rispetto alla concorrenza. Il potere di acquisto delle famiglie è stato difeso anche con l’operazione Bassi&Fissi: un paniere di 425 prodotti a prezzo ribassato in maniera continuativa, che si calcola abbia fatto risparmiare ai clienti 713 milioni di euro a livello nazionale.

Ottimo l’impatto di PAC 2000A sui territori nei quali opera. Intanto in termini di occupazione, poi con la sottoscrizione di accordi di fornitura con 2.524 piccole e medie imprese del territorio che hanno prodotto un fatturato di 1.048,3 milioni di euro e investendo in iniziative culturali, sportive e di solidarietà oltre 1,8 milioni di euro. “Il successo di PAC 2000A – dice il presidente Claudio Alibrandi – si fonda sulla relazione con il territorio e con le comunità che lo abitano, delle quali siamo parte integrante e che alimentiamo dall’interno come attori. I nostri soci e i loro collaboratori conoscono bene la persona che entra nel loro punto di vendita. È la stessa che incontrano nella vita di tutti i giorni e con la quale dialogano raccogliendone confidenze, umori, aspirazioni ed emozioni. Sono cresciuti nelle comunità in cui lavorano, conoscono i problemi del territorio e le necessità delle associazioni sportive, culturali, umanitarie. Questo è essere parte di una comunità ed è questo che ci consente di stare sul mercato da leader”.

I risultati appaiono ancora più significativi alla luce di una situazione economica nella quale il Sud del Paese – area in cui opera PAC 2000A – continua a registrare un reddito familiare pro capite più basso del Nord, con Calabria e Campania addirittura al di sotto della media del Mezzogiorno. Scarti ancora più marcati si rilevano sul tasso di disoccupazione generale (dove il dato del Sud è pari a più del doppio di quello del Nord, con 310 mila occupati in meno rispetto al 2008, fonte: Istat) e di disoccupazione giovanile dai 15 ai 24 anni, con il primato negativo della Calabria (58,7%) (fonte: 51° Rapporto Censis).

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