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Covid-19, fase 2 e moda: arriva l’algoritmo salva- negozi

L’assunto è: “La crisi del comparto moda si è aggravata col Covid19, per uscire dall’emergenza deve finire la guerra tra e-shop e spazi fisici”. Parola di Bassel Bakdounes, inventore di un algoritmo salva fashion retail (in qualità di guida di Velvet Media), che si ripropone di rispondere ad un annoso quesito: “In che modo la comunicazione realizzata da un negozio fisico permette di vendere un capo di abbigliamento nello shop online della griffe?”

E’ qui che entra in scena l’algoritmo. Ma come funziona? Semplice: dà un valore numerico ad ognuna delle attività che i negozianti possono fare per promuovere un brand, dall’ampiezza della vetrina allo spazio riservato al capo di abbigliamento sugli scaffali, fino all’iconicità della location (il centro di New York vale di più di quello di un comune di periferia). A questo si uniscono altre variabili, come il prezzo, la tipologia della collezione e l’autorevolezza del marchio. Questi dati vengono geolocalizzati con app di proximity marketing ed elaborati attraverso centinaia di variabili.

Alla fine, come output l’algoritmo definito da Bakdounes genera un “numero magico”, ossia la percentuale di vendite online che un determinato negozio fisico genera solo con la propria presenza comunicativa sul territorio. Il ruolo che avrà questo algoritmo nel mondo del fashion sarà dirompente, la partita è quella di trovare soluzioni possibili per evitare l’apocalisse dei retail che è stata ulteriormente accelerata dal Coronavirus. Velvet Media ha infatti ribattezzato il cervello artificiale che genera il numero magico “algoritmo salva-negozi”.

“Abbiamo risolto il dilemma del rapporto tra vendite online e negli store fisici”, è entusiasta il titolare di Velvet Media, Bassel Bakdounes. “Abbiamo chiarito in termini matematici come dare un peso specifico ai retail, che in questo momento stanno soffrendo una delle peggiori crisi che il comparto abbia mai avuto. Stando alle prime simulazioni, il nostro algoritmo ha già dimostrato che un negozio fisico può valere fino al 30% delle vendite online perfezionate in quel territorio. Va detto però che nella maggioranza dei casi il valore non supera il 5%”.

L’algoritmo brevettato da Velvet Media si basa sulle più recenti tecnologie di geolocalizzazione, sulla valorizzazione dei big data e sulle innovazioni in fatto di proximity marketing. In pratica, controlla i movimenti delle persone (ovviamente in modo aggregato, senza violare la privacy) nell’area attorno ai negozi di riferimento. Questo permette alle marche di abbigliamento di capire come la sommatoria di attività di comunicazione svolte dal negoziante incida in modo reale sulle vendite nel web. Semplificando: se una persona passa dieci volte vicino al negozio e poi compera quel capo online, sicuramente serve riconoscere un merito economico anche al retail.

“La nostra divisione specializzata nel fashion adesso avrà di fronte una nuova sfida”, commenta Bakdounes. “Dovremo mediare tra griffe e retail, diffondere questi dati perché ognuno abbia ciò che gli spetta nella commercializzazione della moda. Le vetrine virtuali sul web senza i negozi fisici non possono sopravvivere, la sfida per il futuro è quella di riconoscere ai retail il valore economico che producono a favore della griffe in termini comunicativi”.

Fashion: crescono del 6% gli acquisti dei turisti stranieri

Foto di GoodMate da Pixabay

E’ cresciuto del 6% nel primo trimestre del 2019 il settore fashion per quanto attiene alle vendite agli stranieri, mentre il valore dello scontrino medioper le spese di abbigliamento e pelletteria si è atetstato su di 791 euro.

Questa la fotografia dei primi mesi del 2019 scattata dal Fashion & High Street Report 2019 di Federazione Moda Italia con World Capital, in collaborazione con Osservatorio Acquisti Nexi, Global Blue e CCIAA di Milano.

Sono i turisti cinesi i maggiori consumatori del Made in Italy (29%), seguiti dai russi (14%), dagli americani (7%), dai coreani (5%), dagli svizzeri (5%), dai turisti provenienti dai Paesi del Golfo (4%), dal Giappone (4%), da Hong Kong (3%), da Taiwan (3%), dall’Ucraina (3%) ed infine il 23% di altre nazionalità.

E’ Milano a registrare la percentuale maggiore di acquisti tax free con un 38% sul totale delle vendite. Sempre nel capoluogo lombardo rileviamo segnali incoraggianti anche per i valori immobiliari retail, con canoni in crescita.

Questo soprattutto per location di grande appeal come Via Montenapoleone, High Street sempre più corteggiata da brand nazionali e internazionali, che raggiunge la prime rent di 12.000 €/mq/anno.

Soffermandoci sulla High Street Milanese più lussuosa, dall’ultima analisi targata World Capital è emerso che il 47,4% delle boutique appartiene al settore abbigliamento; quasi la metà delle diverse categorie merceologiche censite (calzature e pelletteria, gioielleria, ristorazione, profumeria e cosmesi, altro).

Mentre lungo la High Street Italiana più lunga, ovvero Corso Buenos Aires con i suoi 1.600 metri, sono 30,7% gli store di abbigliamento, seguiti da quelli di calzature e pelletteria (17,1%).

 

Fashion renting: dagli Usa con furore il fenomeno arriva in Italia

Il pensiero corre immediatamente a Louise, la dinamica e provvidenziale segretaria di Carrie Bradshow (leggete pure: la protagonista di Sex and the City).

La ricordate Louise? Amante di Lois Vuitton, ma un po’ a corto di fondi, lei le borse le affittava. Il risultato? Perfettamente appagata del suo look brandizzato.

E sull’onda di questo fenomeno (il fashion renting, appunto) ormai da tempo diffuso negli USA (ma parecchio in voga pure in Cina e nel Regno Unito), anche in Italia si comincia a cambiare modus operandi. Tanto che si parla di una vera e propria rivoluzione da qui al 2023, quando il fashion renting, specialmente nella sua formulazione online, potrebbe arrivare a valere secondo Allied Market Research fino a 1,9 miliardi di dollari. 

Ed oltre a fare bene all’organizzazione degli armadi e al contenimento dello stress (secondo il The Telegraph, infatti, le donne spendono in media 287 giorni per scegliere il giusto outfit) il fashion renting potrà dare un grosso aiuto pure all’ambiente. Visto uno dei grandi attentatori alla salute del Pianeta è proprio la produzione eccessiva e indiscriminata di indumenti a basso prezzo “usa e getta”. Come riporta El País, infatti, negli ultimi 15 anni la durata dei capi di abbigliamento è diminuita del 36% e oggi i vestiti hanno una vita media inferiore ai 160 utilizzi, una situazione che genera ogni anno 16 milioni di tonnellate di rifiuti tessili nella sola Unione Europea. E a questo proposito  The Guardian lancia il suo monito: se nei prossimi anni non ci sarà un cambio di passo di qui al 2050 l’industria del tessile sarà responsabile di un quarto del consumo del carbon budget, causando un aumento della temperatura di ben 2°C. 

“Con il fashion renting chiunque può realizzare il desiderio d’indossare capi d’alta moda per un’occasione speciale – spiega Caterina Maestro, fondatrice di DressYouCan (startup milanese protagonista del fenomeno “fashion renting”) – o semplicemente risolvere il quotidiano problema dell’outfit da ufficio, affidandosi completamente alle competenze di esperte fashion renter. Il noleggio di abiti rappresenta un asso nella manica per stupire con la propria eleganza nonché una perfetta soluzione per chi sogna un guardaroba illimitato che non alimenti sprechi e inquinamento. L’idea della nostra startup è l’esatto opposto della moda low cost: punta sulla qualità e rende l’abbigliamento di classe alla portata di tutti con prezzi accessibili e con un sistema di noleggio online e offline molto semplice che sta riscuotendo grande successo”.

 

Il noleggio di abiti e accessori è un trend la cui crescita è confermata anche dagli esperti accademici come il prof. Giovanni Maria Conti, docente di Storia e Scenari della Moda presso il Politecnico di Milano: “Il fashion renting rappresenta un nuovo modo di consumare soprattutto per Generazione Z e Millennial, i target più attenti alla sostenibilità. Da tre anni a questa parte il concetto di sharing si è allargato e andiamo verso un consumo che non è più originato dal possesso, ma dalla possibilità di poter utilizzare, anche solo per poche ore, un oggetto: probabilmente non è più il tempo di possedere, ma di potersi permettere un’esperienza”.

 

 

Il panettone di Iginio Massari arriva da Coin, “agorà delle eccellenze”

Il retail di Coin incrocia il food e lo fa intercettando uno dei grandi trend del momento: il panettone, sì l’antico dolce natalizio, naturalmente in versione ariginanale nonché gourmet, quella del decano e maestro dei maestri pasticcieri italiani, il pluripremiato Iginio Massari. Sarà in vendita a partire dal 24 novembre in quantità limitata in nove negozi della catena in Italia.

 

Agorà dell’eccellenza

Il Maestro Iginio Massari ha individuato in Coin il partner ideale per avvicinare il suo inconfondibile panettone ai suoi tanti fan in tutta Italia. Come una moderna agorà, la catena di department store si presenta infatti spazi distintivi per offrire da un lato uno sguardo ricercato sul mondo del fashion e del lifestyle e dall’altro una proposta di prodotti e servizi innovativi che valorizzano l’offerta e rispondono alle esigenze dei clienti.

Iginio Massari è noto al grande pubblico per il suo innato talento, la sua ferrea determinazione e per la profonda conoscenza delle materie prime, ma anche per le numerose apparizioni tv. Gestisce dal 1971 la Pasticceria Veneto di Brescia, che dal 2011 si è classificata ininterrottamente al primo posto della guida del Gambero Rosso. Il Maestro ha ricevuto, dal 1964, oltre 400 premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Leone d’Oro alla carriera, due campionati del mondo della pasticceria e il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana.

La collaborazione con il Maestro è un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione delle eccellenze artigianali del nostro Paese intrapreso da Coin che propone i suoi spazi come palcoscenico per la vendita di prodotti che rispondono alle esigenze di un pubblico attento e sempre alla ricerca di nuove idee e proposte.

I panettoni di Iginio Massari saranno disponibili nei Coin di Milano (Coin Excelsior CityLife e Coin Piazza V Giornate), Genova, Bologna, Treviso, Firenze, Roma (Coin Excelsior Cola di Rienzo e Coin Piazza San Giovanni) e Napoli, fino al 24 dicembre.

Per il lancio dell’iniziativa il Maestro Massari incontrerà il pubblico venerdì 23 novembre alle ore 18, presso il department store Coin di Piazza V Giornate a Milano. Sarà l’occasione per assistere alla preparazione e degustare una crema chantilly allo zabaione, realizzata personalmente dal Maestro, da servire abbinata al panettone in vista delle feste.

Alberto Racca nuovo Group Strategy & Transformation Director del Gruppo Miroglio

Alberto Racca entra a far parte dell’organizzazione del Gruppo Miroglio in qualità di Group Strategy & Transformation Director. Si occuperà della pianificazione strategica, della definizione e del controllo di attuazione dei programmi, in linea con le esigenze di riorientamento espresse dal vertice della società, operando a diretto riporto del Presidente Giuseppe Miroglio.

Racca, Laurea in Managerial Economics alla London School of Economics e MBA alla London Business School con focus su imprenditoria e private equity, ha maturato significative esperienze in McKinsey & Co. seguendo importanti progetti aziendali di trasformazione e in KKR-Pillarstone, dove ha partecipato alla definizione dei piani di acquisizione e investimento e a turnaround di successo.

L’ingresso di Alberto nel Gruppo rappresenta una grande opportunità per rafforzare un’area di particolare interesse per l’azienda. Lavoreremo insieme con l’obiettivo di potenziare lo sviluppo e l’attuazione dei piani strategici per il Fashion come per il Textile, aumentando la sinergia tra le varie realtà che ci caratterizzano, con un’attenzione sempre maggiore agli sviluppi del mercato nazionale e globale” ha detto Giuseppe Miroglio, Presidente del Gruppo Miroglio.

Boom di russi in Italia, moda e lusso in cima alla spesa (ma c’è anche il supermercato)

Altro che Londra, Parigi e New York, quest’estate è stata l’Italia la meta turistica dove i turisti russi hanno spesso maggiormente nel mondo: ben 8,55 miliardi di rubli (111,6 milioni di euro). Lo ha rivelato la banca Sberbank. Riservati per la maggior parte ad acquisti di vestiti e calzature.

“Il turismo russo è sicuramente un target molto interessante per la sua capacità di acquisto e per il grande amore che hanno nei confronti dell’Italia. Il nostro Paese è visto dai russi come una meta ideale per acquistare fashion, luxury e molti altri prodotti del Made in Italy, che connotano il Belpaese nel mondo. Ovviamente i russi scelgono l’Italia per la sua bellezza, per la relativa vicinanza e l’accoglienza italiana. Secondo il rapporto ENIT 2017 i russi preferiscono alloggiare in hotel a 4 o 5 stelle e amano un’esperienza a tutto tondo all’estero inquadrabile pienamente nello Shopping Tourism. Inoltre i russi tendono a tornare più volte in Italia nel corso degli anni, e dunque avendo una certa familiarità con il Paese e la cultura” dice Giulio Gargiullo, esperto del mercato russo:

I dati di eMarketer sottolienano come nel 2018 il turismo digitale del gigante slavo raggiungerà gli 11 miliardi di dollari, con una crescita costante di anno in anno e una tendenza dei russi a prenotare sempre più spesso  hotel, tour e biglietti aerei direttamente online.

I russi nei mesi da giugno ad agosto 2018 hanno registrato una minore presenza nel Belpaese secondo Global Blue (-9%) rispetto al 2017 e hanno registrato uno scontrino medio di 799 euro. Sempre secondo Sberbank quest’estate all’estero hanno speso 1.830 milioni di euro: il 14% in vestiti, il 6,2% in spese al supermercato e il 5,8% al ristorante.

Moda, lusso e innovazione digitale, i brand italiani in cima al mondo

È Gucci il marchio del lusso più digitale del mondo. Lo dice il report della sesta edizione della Digital Competitive Map 2018 realizzata da Contactlab, azienda di soluzioni di digital marketing multicanale, e da Exane BNP Paribas, il ramo del gruppo bancario francese dedicato agli investimenti finanziari. Oltre a Gucci, nella top ten dei brand che meglio utilizzano la strategia di innovazione digitale ci sono altri sei italiani: Valentino (al terzo posto), Zegna (al settimo), Bottega Veneta (al nono posto) e Bulgari (al decimo). In testa più o meno allo stesso livello di Gucci c’è Burberry.
L’analisi, che prende in considerazione 34 marchi di moda e lusso internazionali, tiene conto di 19 criteri (uno in più dell’anno scorso) e 178 parametri rispetto ai 146 del 2017 ed evidenzia come i settori nei quali ci sono ancora margini di miglioramento sono opzioni di consegna, servizi di cross-canalità, metodi di pagamento online, estensione delle categorie di prodotto sul web, consulenza di stile e condivisione social sui nuovi canali di messaggistica evoluta come WeChat e WhatsApp.

In particolare tre dei brand esaminati non offrono il servizio clienti via telefono, tre brand hanno la web live chat sistematicamente inattiva, tre brand non forniscono informazioni sui giorni e gli orari di apertura dei negozi e otto brand sono tuttora privi di “mobile responsive email layout”. Buoni invece i risultati raggiunti nell’efficacia dei siti web, nell’apertura di canali di e-commerce (diretti e indiretti), nel marketing via mail e nella localizzazione social nei vari Paesi.
L’analisi è riassunta in una mappa che colloca i vari marchi su un piano cartesiano nel quale l’asse delle ascisse riassume la “digital customer experience” e quella delle ordinate la “digital strategic reach”.

Nella prima eccellono Gucci e Louis Vuitton mentre nella seconda primeggia Burberry. Tra i marchi italiani bisogna segnalare la crescita di Prada, finalmente convertitosi al digitale e leader dei servizi cross-channel nei quali si distinguono anche Zegna e Valentino, che offrono ai clienti il servizio “Reserve&Try in Store”, grazie al quale si prenota on line un capo e lo si prova in negozio.
Per quanto riguarda l’e-commerce negli ultimi anni si sognelano due tendenze: l’aumento della presenza (e delle vendite) in mercati lontani come l’Estremo Oriente, il Golfo e la Russia; e la presenza anche sulle piattaforme dei principali etailer occidentali come Farftech, Net-a-Porter e 24 Sèvres.

A Dolce&Gabbana va invece il primato come brand più social, grazie all’utilizzo in particolare di Instagram e del russo VK. Già 13 marchi hanno introdotto la funzionalità Instagram Shopping, mentre Gucci, Moncler e Ferragamo hanno adottato Facebook Shopping. Fendi si distingue per il numero maggiore di opzioni di condivisione di prodotti sui social, tra cui WhatsApp e WeChat. Le e-mail sono sempre più utilizzate per connettere agli account social dei brand, tra cui gli asiatici Line, WeChat e Weibo.
“Il passaggio all’omnicanalità, vale a dire la capacità di un brand di tenere il contatto col cliente nei suoi diversi percorsi e mezzi con cui si interfaccia con esso – dichiara Marco Pozzi, Senior Advisor di Contactlab – è sicuramente uno degli aspetti su cui hanno maggiormente lavorato i brand che hanno fatto più passi in avanti nella classifica globale, mostrando uno sforzo logistico non indifferente. Tuttavia l’approccio omnicanale deve coinvolgere tutti i livelli del business, ponendosi come modalità operativa anche nella relazione con il cliente attraverso le strategie di marketing sino a un livello individuale. Risultano infatti sempre più indissolubili dai piani di business le logiche di acquisizione e di fidelizzazione del consumatore attraverso i mezzi digitali, insieme alla capacità di un brand di intercettare e interpretare i mutevoli e non-lineari comportamenti del consumatore. Il segreto per far funzionare questa dinamica è la capacità di un’azienda di estrarre valore dai dati per creare un rapporto di fiducia con il consumatore e rendere fluido e sempre pertinente il suo rapporto con il brand”.

MyWay, Fiorella Rubino lancia la prima capsule collection di moda personalizzabile

Secondo molti il futuro della moda è questo: la personalizzazione, la possibilità del cliente – resa possibile anche grazie alle nuove tecnologie digitali – di costruire il capo da acquistare secondo i propri desideri. Un approccio innovativo che ora abbraccia Fiorella Rubino, il brand fast fashion curvy di Miroglio Fashion, che presenta il nuovo progetto di capsule collection interamente personalizzata. Si chiama “MY WAY”, e da la possibilità di creare il proprio capo in libertà, rispecchiando in modo autentico esigenze, desideri e stile.

 

Sul web e in negozio

Attraverso il sito www.fiorellarubino.com dal 9 aprile sarà possibile personalizzare modelli di tuniche e jeans in ogni dettaglio – forma, lunghezza, tessuti, colori e accessori. Tre capi e oltre 1.500 combinazioni da creare e visualizzare con l’utilizzo del 3D di ultima generazione. In oltre 170 negozi Fiorella Rubino poi è possibile vedere e toccare i capi, provare le taglie, conoscerne il materiale e ottenere tutti i consigli e i suggerimenti da parte del personale del negozio, per poi fare l’ordine online in location o da casa. Una vera e propria shopping experience multicanale.

“Stiamo tracciando un percorso che è iniziato con una grande testimonianza già nel mese di marzo – dice Anne van Merkensteijn, Brand Director di Fiorella Rubino – quando con il lancio della campagna Stile Libero e la presentazione della ricerca ‘Le Forme della Libertà’ abbiamo raccontato a pubblico e stampa l’evoluzione di quel rapporto tutto speciale che ogni donna ha con la percezione del proprio corpo e con la moda. Oggi Fiorella Rubino sposa il concetto di personalizzazione, in linea con le grandi tendenze presenti sul mercato, un territorio questo fino ad oggi presidiato da brand del luxury. La personalizzazione è l’essenza stessa dello Stile Libero, perché oggi tutte le consumatrici, al di là del proprio portafoglio, vogliono essere considerate speciali e avere proposte uniche per loro. Attraverso questo progetto daremo pertanto spazio alla loro interpretazione creativa, trasformando il cliente in un piccolo creatore di moda con l’obiettivo di dare loro la possibilità di rendere il proprio look ancora più unico e differenziante”.

“Noi partiamo dal presupposto che sia sempre più fondamentale parlare ‘con’ i consumatori e non ‘ai’ consumatori – dice Hans Hoegstedt, CEO di Miroglio Fashion – . Saper ascoltare le loro esigenze, creando una relazione autentica e intima in modo da poterne cogliere le richieste e adeguare la nostra offerta, con proposte sempre più personalizzate. Questo perché riteniamo che possa esistere una alternativa forte e distintiva alla massificazione imperante delle grandi catene internazionali del fast fashion. Già con la startup Tailoritaly la nostra azienda ha avuto la possibilità di creare cultura sull’innovazione e, in particolare, sperimentare in modo concreto il tema della personalizzazione. Oggi, con questo progetto di Fiorella Rubino, la nostra expertise in tema di customizzazione prende forma su uno dei brand più importanti del portfolio di Miroglio Fashion e diventa una personalizzazione seriale”.

Nato in Italia nel 2004, il brand Fiorella Rubino è oggi distribuito a livello europeo attraverso 220 punti vendita monomarca principalmente in Italia, Spagna, Germania e Russia. È uno dei 12 brand di Miroglio Fashion, la terza azienda sul mercato italiano dell’abbigliamento femminile.

Riapre Auchan Fanocenter con 53 attività e la nuova food court; 18 milioni investiti

Cambio di nome e di passo per il Centro Commerciale Auchan Fano, che diventa Fanocenter e amplia l’offerta con i più noti marchi di moda, un reseller ufficiale Apple presto in arrivo, una galleria più grande e importante novità in fatto di ristorazione, che porta tutti i visitatori in un viaggio nel tempo alla scoperta di gusti e sapori della tradizione e innovativi.

Al via dal 13 ottobre, in 12 mesi il Centro è stato ampliato di 6.608 metri quadri, arrivando a una superficie affittabile (GLA) di 11.200 metri quadri, e conta 31 nuovi negozi, di cui sei medie superfici, per un totale di 53 attività e un rinnovato ipermercato Auchan. Le nuove medie superfici ospitano i brand internazionali e nazionali Terranova, Bershka, Stradivarius, Zuiki.

Quasi la metà dei negozi è dedicata alla moda: gli arredi dell’intera galleria e la stessa facciata esterna richiamano i tessuti della tradizione artigiana delle Marche.

Importante la novità nell’offerta enogastronomica: la nuova food court Degu-Stazione (ne abbiamo parlato qui: GCI-Immochan scende in campo nella ristorazione: due nuovi format a Fano e Mestre) accoglie i visitatori in una antica stazione ferroviaria di inizio ‘900 con mattoncini rossi e lampioni vintage. In ogni “vagone” è possibile gustare le eccellenze enogastronomiche proposte da ristoranti e bar, con menù di qualità: dalla pasta tirata a mano alle carni pregiate, dalla pizza gourmet ai grandi vini, con la presenza di sommelier.

Per realizzare il nuovo Centro sono stati investiti 18 milioni di euro: Gallerie Commerciali Italia, filiale italiana di Immochan (Auchan Holding), ha scelto così di continuare a valorizzare una galleria amata da tutti i clienti del territorio, permettendo l’inserimento di 200 nuovi posti di lavoro.

Il legame con la comunità locale è confermato dalla volontà di affidare ai clienti, agli operatori e agli utenti Facebook la scelta del nuovo nome Fanocenter, risultato di un contest che ha coinvolto circa 2000 partecipanti.

«Fanocenter è un Centro commerciale di nuova concezione, dove lo shopping fa parte di un’esperienza a 360 gradi, passando per un’offerta enogastronomica che si differenzia da quella di tutti gli altri Centri in Italia. La nuova ristorazione tailor-made è a misura di cliente, un cliente che cerca varietà, qualità, cibo gourmet e tradizionale» spiega Edoardo Favro, Amministratore delegato Gallerie Commerciali Italia.

 

Anche Ipermercato Auchan si rinnova

L’Ipermercato Auchan di Fano, completamente rinnovato, fa dei prodotti freschi il suo punto di forza. La nuova panetteria con la produzione propria, la pasticceria, il reparto macelleria con un banco carne a servizio, la gastronomia con la sua vasta gamma di offerte e il bar che vuole dare la giusta accoglienza, esprimono tutta la passione di Auchan per il cliente.
Grande enfasi è stata poi data ai localismi, tanto nel mondo dei freschi quanto in quello dei prodotti di grande consumo.

Riapre, infine, il settore della tecnologia, con un rinnovato servizio al cliente su elettrodomestici, telefonia e tv.

 

Degu-Stazione: la nuova food court

Su un’area di oltre 900 metri quadri, nasce la nuova food court Degu-Stazione, in collaborazione con Vacanze Romane. Aperta dalla colazione alla cena, la Degu-Stazione propone un’offerta gastronomica che varia a seconda dei momenti della giornata. Con oltre 250 coperti, la food court coinvolge 11 operatori del settore (10 per il food e 1 per la proposta vitivinicola), proponendo una ricca offerta gastronomica: primi e secondi piatti, vini, focacce, piadine, pizze cotte nel forno a legna, proposte di fritti, gelati, ma anche polli allo spiedo, hamburger, fino alla cucina asiatica, offrendo anche uno spazio bar. La proposta gastronomica comprende prodotti locali, biologici, ma anche vegani e vegetariani, prodotti senza glutine e per chi ha qualche intolleranza alimentare.

 

53 attività tra moda, cosmesi ed elettronica

Sul fronte della moda., tra i migliori brand internazionali e nazionali si trovan Bershka, Stradivarius, Terranova, Zuiki, Aw Lab, che si aggiungono ad Ovs; Cotton & Silk, Jack&Jones, Conbipel, Hermitage; per il bambino Nucleo, Okaidi. Per l’abbigliamento sportivo arriva la marca King Sport, mentre nel settore dell’intimo Tezenis si aggiunge a Intimissimi e Calzedonia. Non solo abbigliamento, ma anche calzature, con Il Laccio, Primadonna, accessori moda come le borse O bag, Anna Virgili, i gioielli Pandora e Bluespirit, gli occhiali da sole e da vista Grand Vision, che si aggiunge a Salmoiraghi & Viganò. La proposta commerciale della Galleria si estende anche alla cosmesi, con l’arrivo di un nuovo parrucchiere fashion, alla profumeria ed erboristeria, con L’Erbolario che si aggiunge a L’Isola Verde e Limoni. Arriverà presto anche un punto Mac Cosmetics. Per la casa arrivano a Fanocenter i divertenti accessori della danese Tiger, e i tradizionali elementi d’arredo di Thun. Per la telefonia arriva un negozio Tim, oltre ai già presenti 3 store e Wind; mentre è imminente l’arrivo di un reseller ufficiale Apple.

Il Centro offre anche numerosi servizi: un punto Bluvacanze, un fotografo e all’esterno un parcheggio ampliato con 350 nuovi posti arrivando a un totale di 1.450 posti auto.

 

 

Gallerie Commerciali Italia S.P.A. (GCI) è uno dei principali leader dell’immobiliare commerciale in Italia. Filiale italiana di Immochan (Auchan Holding), GCI opera attualmente in 48 centri commerciali con circa 2.200 negozi, 600.000 metri quadri di superficie affittabile (GLA) e circa 160 milioni di visitatori all’anno. 

Veste nuova dopo il restyling per il flagship TALLY WEiJL di Basilea

Sono stati necessari cinque mesi di ristrutturazione, ma ha alla fine riaperto al pubblico con una veste tutta nuova il negozio simbolo di TALLY WEiJL, situato, come si conviene a un marchio elvetico,  nella piazza più importante di Basilea, Marktplatz.

Lo spazio di oltre 450 metri quadri presenta tutti gli elementi che caratterizzano il DNA del marchio in chiave moderna e artistica. Il colore rosa ad esempio, da sempre simbolo di TALLY, prende nuova vita nelle mille sfumature della carta da parati floreale che riveste le pareti. I maxi adesivi e gli stencil dal gusto pop contribuiscono a creare un ambiente più giovane e “graffiante”.

«Sono molto contenta del risultato – ha dichiarato Tally-Elfassi Weijl, CEO del marchio svizzero di moda -. La location di Basilea è molto importante per noi perché qui si trova il nostro headquarter e il negozio di Marktplatz è un simbolo per TALLY WEiJL sin dal 1992, anno in cui è stato aperto. Il nuovo flagship-store è il luogo perfetto in cui offrire gli ultimi trend e la nostra visione della moda alle donne che condividono la nostra passione».

La riapertura del punto vendita, celebrata in puro stile TALLY WEiJL, ha previsto un VIP Party che ha animato Basilea fino a tarda notte, con esibizione live dei Pharms e madrina d’eccezione la blogger-supermodel svizzera più famosa nel mondo, Xenia Tchoumi.

Le attività, aperte a tutte le clienti TALLY WEiJL, sono proseguite per tre giorni, con DJ set e animazioni e con il super BUNNY Rosa in negozio che invitava a giocare. Ogni cliente ha ricevuto una goodie-bag con i prodotti più cult dell’autunno.

Fondata nel 1984 in Svizzera,TALLY WEiJL è un’impresa a conduzione familiare diventata oggi un retailer multicanale con 900 negozi dislocati in più di 40 Paesi.

 

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